Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 210 del 13 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 210/XVI - Interpellanza: "Misure per la riapertura in sicurezza delle scuole secondarie di primo e secondo grado".

Bertin (Presidente) - Passiamo al punto n. 23 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il consigliere Perron per l'illustrazione, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) - Riuscire a tracciare un quadro esaustivo di quanto sta accadendo riguardo alla scuola a livello nazionale è diventata una cosa piuttosto ardua. Il balletto di date e percentuali riguardo al ritorno delle lezioni in presenza degli alunni delle scuole superiori è stato estenuante e segno evidente di un Governo nazionale in seria difficoltà, rammento, ad esempio, la falsa partenza del 7 gennaio poi prorogata all'11.

Due sono le domande, secondo me, importanti alle quali cercherò di abbozzare una risposta. Per prima cosa credo si debba tenere a mente il quadro degli studi effettuati sul contagio a scuola perché poi la domanda veramente importante che ci si fa è: le scuole sono responsabili dell'aumento dei contagi avvenuto da settembre? I risultati degli studi che si possono trovare, sebbene siano pochi per ovvi motivi di tempo, sono stati anche in parte discordanti. C'è un primo studio sui dati dell'Emilia Romagna nel settembre 2020, che certificava che la trasmissione all'interno delle scuole si è verificata in modo significativo nella fascia tra 10 e 18 anni, mentre non sono stati rilevati casi importanti nella scuola dell'infanzia. Uno studio invece più recente e molto più ampio è stato pubblicato a dicembre e ha incrociato dati del Ministero dell'istruzione, banche dati regionali e Istituto Superiore di Sanità nel periodo che va dal 14 settembre al 7 novembre sul 97 percento delle scuole italiane, ovvero 7,3 milioni di studenti e 770 mila insegnanti. Il risultato emerso evidenzia un ruolo non decisivo della riapertura della scuola ai fini del contagio della seconda ondata Covid. Secondo lo studio, le scuole, quando riaperte, non hanno contribuito all'aumento dell'indice Rt, anzi, in alcune Regioni dove le scuole hanno aperto prima, l'Rt è aumentato più tardi rispetto alle Regioni dove le scuole hanno aperto dopo e viceversa.

Direi quindi che, con tutte le prudenze del caso, ovviamente possiamo ritenere la scuola come relativamente sicura, io sono stato a scuola fino a poco tempo fa e posso assicurare che i protocolli sono stringenti e vengono rispettati. A conferma di questo anche il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Brusaferro ha definito la scuola un ambiente nei quali i rischi non sono superiori ad altri contesti.

In secondo luogo credo che ci si debba chiedere quanto funzioni la famosa o, meglio, famigerata ormai didattica a distanza. Anche qui ci sono degli studi, in particolare ce n'è uno olandese che parla del ritardo del 20 percento negli apprendimenti di bambini nella scuola primaria con lo studio a distanza, cioè uno studio francese nel quale si evidenzia che gli alunni di seconda elementare hanno subito un rallentamento consistente degli apprendimenti, soprattutto nella lettura e nella scrittura, mentre per la matematica i problemi si hanno soprattutto nei bambini che hanno un background più svantaggiato. Abbiamo già fatto rilevare in questa sede che la didattica a distanza aumenta le disuguaglianze sociali, proprio quelle disuguaglianze che una sana meritocrazia scolastica dovrebbe riuscire ad appianare dando gli strumenti ai più meritevoli per emergere, qualsiasi sia la loro classe sociale di appartenenza. Non ci riuscivamo già prima, già in tempi normali, abbiamo i dati OCSE che lo testimoniano purtroppo, non riusciamo a collimare, a far progredire, poi nelle classi sociali, nella mobilità sociale che in Italia purtroppo è azzerata praticamente, non c'è meritocrazia e questo lo dobbiamo anche purtroppo all'insuccesso da questo punto di vista della scuola, quindi non ci riuscivamo prima e con la DAD peggioriamo ulteriormente la situazione. Secondo un report pubblicato da Mckinsey a dicembre e che riguarda 25 Stati degli USA, se la chiusura delle scuole dovesse prolungarsi fino a fine dell'anno, gli alunni rischierebbero di accumulare un ritardo complessivo di 9 mesi, che diventano 12 poi per i bambini in condizioni più svantaggiate, come al solito piove sempre sul bagnato e invece, quando è secco, la siccità aumenta.

Detto questo, è interessante notare come siano nati i movimenti di studenti che in tutta Italia protestano e chiedono di poter tornare a scuola in presenza al più presto, una scuola che viene considerata dimenticata dalla politica e non solo, accusata poi di favorire il contagio a causa di comportamenti errati dei ragazzi soltanto per nascondere, in maniera anche piuttosto ipocrita, le mancanze organizzative delle istituzioni. Sono già stati commessi degli errori probabilmente durante l'autunno nell'organizzazione, chiediamo quindi quali intendimenti il Governo regionale abbia messo in atto per aprire le scuole in sicurezza all'inizio di questo 2021 con particolare riferimento al problema dei trasporti e allo scaglionamento degli alunni per diverse fasce orarie al fine di evitare assembramenti all'esterno delle scuole.

Ovviamente le cose le conosciamo già in parte perché sono già iniziate, i tempi tecnici della presentazione dell'interpellanza erano prima di Natale, però chiediamo in aula che vengano espresse le modalità con le quali vengono effettuate.

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Divideremo la risposta in due parti, comincio io e poi, per quanto riguarda più specificatamente le questioni legate al mondo della scuola, risponderà il collega Caveri.

Il decreto del ministro della salute Speranza del 24 dicembre 2020 ha stabilito di garantire originariamente, come ha detto lei dal 7 al 15 gennaio, l'attività didattica in presenza del 50 percento della popolazione studentesca e di espletare la restante parte mediante la didattica digitale integrata o a distanza. Con successivo decreto è stato poi disciplinato il rientro delle scuole di secondo grado in presenza secondo la medesima percentuale a partire dall'11 gennaio 2021. In vista di tale riavvio, gli organi competenti hanno costituito un tavolo prefettizio in materia di scuole e trasporti, ai sensi del DPCM del 3 dicembre, costituito dal Presidente con funzioni prefettizie, dalla Sovrintendenza agli Studi, dal Coordinatore del Dipartimento regionale trasporti e mobilità, i Dirigenti da Motorizzazione civile, il Sindaco del Comune di Aosta, il Presidente del Consiglio permanente degli Enti locali, i rappresentanti delle aziende di trasporto pubblico locale e i rappresentanti di Trenitalia e a questo tavolo prefettizio abbiamo partecipato con il collega Caveri.

È stata quindi condotta, analogamente a quanto era già avvenuto prima della ripresa delle lezioni per quanto riguarda le scuole secondarie di primo grado, un'analisi approfondita dell'attuale assetto dei dati di traffico storicamente registrati e degli esiti dei questionari somministrati agli studenti ai quali ha risposto, purtroppo, soltanto circa il 56 percento dei destinatari, questo onde evitare le principali criticità in termini di affollamento dei mezzi e per pensare a ogni possibile intervento da implementare ai fini del rispetto della normativa in vigore, sia del miglioramento dell'efficienza dell'intero sistema trasportistico.

Atteso che la distribuzione della popolazione in età scolare è sia sull'asse del fondovalle, sia nelle vallate laterali, questo ha comportato l'impossibilità di introdurre gli scaglionamenti in ingresso e in uscita dalle scuole, perché voi potete ben immaginare che per l'ipotetico secondo giro del mezzo in alcuni casi sarebbero state necessarie almeno due ore: si pensi agli studenti delle vallate di Gressoney o di Ayas che sono afferenti al polo scolastico di Verrès ma solo per fare un esempio... un'eventualità incompatibile con lo svolgimento della didattica e la logistica. La scelta si è pertanto orientata al potenziamento dei servizi previsionalmente considerati, come ho detto prima, critici, non sto a citare tutte le linee ma, se lei vuole, è possibile anche produrre esattamente dove sono stati effettuati i potenziamenti.

Unitamente ai servizi aggiuntivi su gomma, sono stati previsti anche dei servizi aggiuntivi ferroviari, ossia il raddoppio della composizione del treno in arrivo ad Aosta alle ore 07:38 e del treno in partenza sempre da Aosta alle ore 13:40. È stata poi prevista anche la disponibilità di due bus di rinforzo per il treno in partenza da Aosta alle ore 06:39 ma nella tratta tra Ivrea e Torino per l'utenza piemontese. Si stanno effettuando delle valutazioni anche sul treno che è in arrivo ad Aosta alle ore 07:21, che noi non avevamo potenziato perché è il successivo che normalmente viene utilizzato dagli studenti, anche perché è stato anticipato dal 13 di dicembre rispetto all'orario precedente. Adesso arriva alle ore 07:38, quindi ci sono 22 minuti, che permettono l'entrata a scuola, prima arrivava dieci minuti prima delle otto e quindi era l'altro che veniva utilizzato, però evidentemente molti stanno utilizzando anche quello delle ore 07:21, che sta presentando delle criticità e abbiamo sottoposto il problema a Trenitalia.

Per quanto riguarda la questione degli assembramenti davanti alle scuole, lascio al collega Caveri, però noi abbiamo chiesto anche la possibilità di avere un presidio delle Forze dell'ordine e dei volontari nell'autostazione di via Carrel e a Verrès, che sono appunto le due situazioni più critiche.

Io mi rendo conto che la situazione che stiamo vivendo è una situazione complicata prioritariamente sotto il profilo sanitario, posso però asserire che è stato fatto uno sforzo notevole sulla base dei dati in possesso per pianificare la ripresa dell'attività scolastica in sicurezza, ma ragionevolmente non mi è possibile escludere che non si verificheranno alcuni disagi e disservizi, dei quali stiamo anche cercando di fare appunto un monitoraggio anche con una presenza diretta, abbiamo già fatto anche dei sopralluoghi per capire come funziona la situazione.

Le aziende di trasporto sono state allertate, sono pronte se necessario a inviare dei mezzi supplementari qualora ciò fosse necessario.

Voglio precisare una cosa velocemente che, riguardo alla capienza dei mezzi, che deve essere del 50 percento, questo è quello che noi sappiamo, non c'è la regola dei due metri, un metro e mezzo, eccetera, si deve considerare che sia gli autobus che i treni, da libretto di circolazione e da carta di omologazione, hanno sempre dei posti sia a sedere che in piedi, quindi su un mezzo che normalmente può essere abilitato a portare 45 persone sedute e 15 in piedi abbiamo comunque circa 30 persone che sono comunque presenti e questo può far percepire l'autobus pieno, ma così non è.

Ultimo dato: il potenziamento che abbiamo previsto, per quello che riguarda soltanto la parte su gomma, ha un importo di circa 180 mila euro aggiuntivi al mese.

Lascio la parola al collega Caveri.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Caveri, ne ha facoltà.

Caveri (VdA Unie) - Io aggiungerei poche cose prevalentemente sulle sue premesse, nel senso che noi, appena abbiamo potuto riaprire, anche solo al 50 percento, le superiori lo abbiamo fatto in sola compagnia di Toscana, di Abruzzo e qualche ora prima del Trentino Alto Adige.

La didattica a distanza non è la scuola, l'e-learning eventuale, cioè l'utilizzo di didattica a distanza è una cosa ben diversa da immaginare quanto sta capitando ancora al 50 percento di studenti che non sono rientrati in classe, anche se sappiamo che ci sarà poi un criterio di rotazione.

Penso anch'io che ci sia stata, da parte di molti virologi, che nelle scorse ore hanno drammatizzato i rischi derivanti dai contagi nelle scuole, un'esagerazione che non è comprensibile non tanto per questioni epidemiologiche, cioè noi sappiamo perfettamente che il rischio di contagio deriva non tanto dalla presenza a scuola quanto dalla promiscuità. Noi abbiamo avuto delle segnalazioni a cui stiamo rispondendo anche nel settore dei trasporti con la collega Minelli, quando sappiamo che magari sul treno i ragazzi non mettono la mascherina, quando sappiamo, come vediamo benissimo anche qui sotto, che si creano dei momenti di aggregazione, però in generale noi siamo stati rassicurati anche dallo screening pur parziale fatto nelle scuole i cui esiti sono stati lo 0,4 percento su 3.522 persone tra studenti e personale docente e non docente della scuola. Tra l'altro, ieri sentivo alla trasmissione di Bianca Berlinguer due virologi, Crisanti e Galli, che diciamo: "peccato che in nessuna scuola d'Italia si siano fatti gli screening". Evidentemente i virologi vanno molto in televisione e non leggono neanche più le informazioni perché il nostro screening è un fatto di cui si è largamente parlato.

Ora, è ovvio che in questo momento noi continueremo con il 50 percento, perché la famosa riapertura che doveva avvenire il 18 al 75 percento verrà sicuramente procrastinata a fronte del fatto che la maggior parte delle Regioni ha spostato di tantissimi giorni le aperture. Noi, dal punto di vista teorico, siamo pronti al 75 percento, riteniamo che la prossima settimana si debba ancora sperimentare il meccanismo e, se sarà possibile, nella settimana successiva apriremo al 75 percento.

Sono tutti contenti della riapertura? Io devo dire che uno degli aspetti peculiari di questa crisi sanitaria sono i messaggi che ti arrivano direttamente. Una volta nella vecchia politica era abbastanza raro che i cittadini ti scrivessero, ti scrivevano una lettera una tantum e talvolta magari erano lettere anonime. Oggi invece sui social, su Facebook, su Twitter, addirittura con un sacco di mail direttamente indirizzate a chi è un decisore arrivano molte idee.

Devo dire che in generale mi sembra che la riapertura sia avvenuta in sicurezza, che ci sia una soddisfazione da parte dei ragazzi, che oggettivamente sono quelli che hanno sofferto di più, perché, quando si è adolescenti, ancora più di quanto si è adulti, non si può prescindere da un rapporto umano, dal far parte di una classe, di incontrare degli amici, di poter scambiare delle opinioni. D'altra parte, diciamoci la verità, anche noi quando facciamo i collegamenti via zoom e ci parliamo fra di noi, non abbiamo quella spontaneità che ci deriva non solo dalla componente animale ma anche dalla socialità che fa parte di ognuno di noi.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) - Ringrazio gli Assessori per la risposta. In effetti dobbiamo dire che anche a noi arrivano, da una parte, sia le segnalazioni che avete voi riguardo poi all'effettivo controllo poi sui mezzi di trasporto, su eventuali assembramenti, che in parte bisogna ammettere siano anche fisiologici, quello che possiamo sicuramente rimarcare è che mettiate in azione un sistema appunto di controllo perché qualcosa sicuramente scappa. C'è da dire anche a livello generale che io ho citato degli studi, viene da pensare che certamente una minima parte di maggiori contagi l'apertura delle scuole potrà anche farla, perché giustamente l'unica soluzione per avere contagio zero è chiuderci tutti in casa, com'è stato rimarcato, tra l'altro, da qualche virologo a cui piace spettacolarizzare, per cui rimarcava la peste del 600 per cui se tutti fossimo chiusi in casa, certamente a quel punto i contagi sarebbero finiti ma finisce anche la vita come la conosciamo.

Anche noi quindi in questo senso siamo soddisfatti del ritorno a scuola, confermo che anch'io ho degli alunni che mi scrivono ed erano alunni che a scuola non avevano nessuna voglia di andarci, ricordo anch'io ai tempi non ero propriamente uno studente modello, pensare che adesso ragazzi così abbiano voglia di tornare a scuola è certamente anche una soddisfazione.

Per adesso quindi ci riteniamo soddisfatti, ripeto, attenzione solo a maggiori controlli proprio nel dettaglio, perché le segnalazioni che giungono a voi giungono anche a noi, una parte di contagi in aumento ci potrà essere e magari con maggiori controlli potrà essere evitato anche questo.