Oggetto del Consiglio n. 207 del 13 gennaio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 207/XVI - Interpellanza: "Iniziative anti crisi a favore del settore turistico, ricettivo e del commercio ad integrazione di quelle nazionali".
Bertin (Presidente) - Passiamo al punto n. 20 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Questa interpellanza ha un punto di partenza comune ad altre iniziative che il mio gruppo, ma anche altri gruppi hanno presentato negli scorsi Consigli e anche delle posizioni, che, al di là delle fazioni politiche, hanno trovato dei punti di concordanza comune. In particolare, come richiamato nelle premesse, abbiamo ritenuto opportuno citare le dichiarazioni congiunte degli Assessori dell'arco alpino, che hanno a malincuore, lo dicono loro stessi, riscontrato come dal Governo centrale manchi assolutamente ogni interesse verso la montagna. Il tempo verbale è un continuo perché questa caratteristica vediamo che continua a persistere.
Questa richiesta, questo grido lanciato dagli Assessori e più di uno, tra l'altro, arrivava prima della legge di bilancio 2021 che il Governo centrale ha approvato, una legge di bilancio che è caratterizzata sì da alcune misure emergenziali, da interventi quasi strutturali, da indicazioni di massima sull'uso dei fondi europei ma soprattutto da una pioggia disorganica di bonus tanto che addirittura gli esperti stanno coniando un nuovo termine per l'economia, ovvero una bonus economy, una serie di tanti piccoli interventi, che poi, visti nel loro insieme, e vi invito davvero a leggere la legge di bilancio o i sunti che sono sicuramente più avvincenti... perché dai bonus per i rubinetti passiamo ad altri piccoli bonus e, se poi andiamo a vedere ciò che viene destinato per il turismo, ad esempio, che poi è il vero oggetto del contendere, si capisce che non c'è una visione né di questo momento, né strutturale, perché c'è un intervento tipicamente destinato al turismo che riguarda interventi di sviluppo sugli immobili a uso turistico. Tutto andrebbe bene se fossimo in una situazione non emergenziale ma, come abbiamo più volte sottolineato in questo momento e come più volte sottolineano le associazioni di categoria, i singoli operatori, e con il turismo non parlo soltanto dello sci: parlo del commercio, parlo delle attività ricettive, parlo di tutto quello che circola intorno e del relativo indotto, perché anche chi fa costruzioni o fa falegnameria in questo momento fa turismo, dovremmo iniziare anche a pensare che la filiera è comunque a vario grado molto più ampia rispetto a quella che di solito viene considerata... bene, a fronte di questo, noi troviamo poco e nulla e soprattutto da parte del Governo centrale troviamo anche un'ignoranza io direi - nel senso che ignorano spesso e volentieri - dell'economia tipica delle aree montane, che non è un'economia aristocratica, anzi, è la tipica economia di chi ha fatto investimenti, rischia del suo e in questo momento rischia anche per delle scelte comunque che sicuramente contribuiscono a salvarci la vita ma dal punto di vista immediato e non sul lungo periodo.
A fronte di questo è stato più volte detto - e io ho citato appunto le dichiarazioni dell'Assessore dei beni culturali, turismo, sport e commercio, che penso sia il destinatario della nostra interpellanza - che, dopo l'approvazione del bilancio cosiddetto "tecnico", la politica, con l'ausilio dei tecnici, comincerà a lavorare su specifiche misure di sostegno. Come quindi anche accaduto, ad esempio, a fronte della legge n. 8 e di altre leggi, l'idea potrebbe essere quella di andare a integrare quelle che sono... seppur scarne in questo caso perché forse addirittura nei DL e nei vari DPCM c'è quasi di più di quello che si trova nella legge di bilancio... di andare a capire in prima istanza, visto che una parte organica di questa maggioranza comunque ha dei collegamenti privilegiati a Roma, se vi siano state delle interlocuzioni con il Governo centrale e i suoi rappresentanti, in parte l'Assessore allo sviluppo economico prima l'ha citato, quindi vediamo se è effettivo... e cos'è stato presentato anche per il tramite dei nostri Parlamentari per l'appunto in merito a risorse di ristoro specifiche per la nostra Regione e spero che non ci siano soltanto interlocuzioni, anche se nella legge di bilancio poco si è visto... e soprattutto se, a fronte dell'approvazione della legge finanziaria statale, il Governo regionale o le strutture tecniche abbiano già avviato una valutazione su possibili misure integrative di quelle nazionali, che magari mancano, quindi non possono essere integrative ma devono essere ex novo, che possono essere definite nel prossimo intervento di programmazione regionale.
C'è un grosso problema: quello degli stagionali, non parlo soltanto degli impianti a fune ma parlo degli stagionali in senso lato che riguardano il comparto turistico, nella legge di bilancio non c'è sostanzialmente nulla, vedremo nel cosiddetto "Ristori 5", o il numero che è perché me ne sono anche persi sinceramente, ha fatto più decreti Conte nell'ultimo anno che forse in tutta la storia repubblicana, però bisogna comprendere se ci siano delle misure che devono essere costituite ex novo e soprattutto su misura da parte della nostra Regione e soprattutto quali siano, a fronte delle valutazioni condotte, le prime tre priorità su cui il Governo regionale intende lavorare prossimamente a favore del settore turistico ricettivo del commercio in ottica anticrisi.
Perché io e il collega chiediamo tre priorità almeno? Perché ricordo un'interpellanza fatta dal collega Ganis in cui erano rappresentate tutta una serie di misure, di possibilità e di eventualità, e, se non erro, eravamo a novembre, io un po' anche per andare in aiuto a chi mi risponderà, penso che, partendo da tre priorità, potremmo almeno iniziare a capire quale idea il Governo regionale - se se la sta facendo e se i tecnici stanno lavorando ma io mi auguro di sì - possa avere sul futuro.
Voglio sottolineare uno spunto che mi è stato segnalato che riguarda una misura che la Regione Lazio ha fatto - penso che il Presidente della Regione Lazio sia molto più simpatico a voi che al sottoscritto - che riguarda un fondo perso che va giustamente a integrare appunto il fondo complessivo di 51 milioni, che, tra l'altro, va appoggiare su risorse europee del POR FESR. È vero che c'è un problema, e lo stesso Assessore lo ricordava, riguardo al registro degli aiuti e al rapporto con l'Unione europea, però potrebbe essere sicuramente un'idea da cui partire per evolvere quello che è già stato un aiuto definito in legge.
Per concludere questa presentazione, volevo però sottolineare un aspetto e anche qui ho preso spunto da un'intervista che lei ha rilasciato che riguarda appunto il futuro del turismo. Io sono d'accordo che dobbiamo cambiare il nostro modo di fare turismo, l'evoluzione, dobbiamo vendere tutto l'anno la Regione, però c'è una cosa che mi preoccupa: che si sta cercando di far passare - ma non è una questione politica, è una questione anche di settore - il fatto che ci possa essere l'alternativa allo sci che riguarda quelle pratiche più soft, che possono in qualche modo essere considerate palliative, sono sicuramente integrative. Lo sci alpinismo, le ciaspole, tutto quello che è, diciamo, un turismo più leggero è sicuramente avvincente, interessante, deve essere potenziato, su questo penso che siamo tutti d'accordo, dobbiamo solo stare attenti a una cosa: le dinamiche e soprattutto le cifre in campo sono ben diverse. Io quindi quello che vorrei evitare è che una delle soluzioni possa essere un cambiamento totalmente radicale, che rischia davvero di mettere in difficoltà anche investimenti: non parlo fatti soltanto dal pubblico ma soprattutto dai privati, perché altrimenti questo potrebbe aggiungere ulteriore difficoltà e ulteriore preoccupazione a chi oggi non hai idea di quale sarà il suo futuro, e non parlo soltanto della stagione invernale ma proprio della sopravvivenza della propria azienda.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola all'assessore Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz J. (PCP) - Grazie collega Aggravi, occorrerebbero venti minuti, non dieci per rispondere alla sua domanda.
Solo le due sollecitazioni relativamente alla Regione Lazio... e aggiungo anche la Regione Lombardia, perché anche la Regione Lombardia ha fatto un pacchetto di ristori di circa 40 milioni, la Regione Lazio di 51 milioni, che corrisponderebbero, se rapportati al numero di attività e alla popolazione, a poco meno di 1 milione di euro in Valle d'Aosta... sarebbe un intervento, tra l'altro, di difficile distribuzione, di difficile effettuazione, sicuramente, dal punto di vista simbolico, concordo con lei che è un intervento, comunque, che dà un segnale.
Riguardo poi alla mia intervista, se lei ha letto quell'intervista sulla "Gazzezza Matin" credo, c'è scritto che, così ho detto alla giornalista, ovviamente rimane fondamentale il comparto sciistico, non so se è stato riportato, e poi bisogna comunque studiare e verificare altre forme di turismo e la situazione attuale ci porta a dire che non sempre si ha la certezza, diciamo, delle nostre garanzie granitiche, in questo caso specifico, appunto, il turismo sciistico, che rimane comunque nella nostra economia un importantissimo, se non il fondamentale, comparto turistico invernale.
Riguardo poi all'interpellanza, legittimamente dal suo punto di vista, e probabilmente lo farei anch'io a parti inverse, lei richiama nella premessa dell'interpellanza una serie di dichiarazioni virgolettate dal contenuto devo dire anche piuttosto critico nei confronti del Governo nazionale, che, oltre all'obiettivo politico, che è di tutta evidenza di non andarci troppo leggero, immagino voglia essere di sprone e di stimolo per l'azione amministrativa del nostro Esecutivo. Io questo glielo riconosco da un punto di vista proprio di proposta, lei è sempre puntuale. Ci sollecita, tra l'altro, con la sua iniziativa a intervenire sul Governo nazionale per evidenziare le peculiari necessità della nostra Regione, chiedendo se vi siano state interlocuzioni relativamente a specifici interventi e ristori tra noi appunto e il Governo nazionale.
Prima di rispondere nel merito, vorrei spiegare non a lei, che è un politico ormai navigato, ma a chi ci ascolta da fuori che i livelli di interlocuzione sono generalmente di due tipi: quelli istituzionali e quelli più politici, come ha giustamente anticipato anche lei. I primi si svolgono all'interno degli organismi che lei conosce bene essendo stato Assessore, cioè i gruppi di lavoro interregionali, la Conferenza Stato-Regione, le Commissioni ministeriali, che sono, in questo periodo, riunite con una frequenza direi straordinaria e che si concentrano, soprattutto in questo periodo, non solo, ma in modo particolare, sulle misure e le modalità per affrontare la crisi in atto, che, ricordo ad ogni buon conto, per cause che prescindono dalla volontà delle parti, si generano ovunque contingenze non determinabili e in continua evoluzione. In Italia, in Europa e più diffusamente nel mondo, le risposte e le soluzioni al fenomeno pandemico variano a seconda degli eventi, quindi degli Rt giornalieri, degli esiti conseguenti alle misure di contenimento, delle risorse esistenti, dei piani di resilienza, dei ricoveri e via andando. Dicevo che le interlocuzioni con il livello nazionale sono quotidiane e il Presidente e i colleghi Assessori possono testimoniare che tutte le Regioni e Province autonome, di qualunque colore politico, si siedono ai tavoli istituzionali evidenziando spesso, con una certa vivacità devo dire, le criticità, i diversi punti di vista e le loro diverse possibili soluzioni. Va però detto che le strategie adottate per contrastare l'emergenza e la crisi conseguente non dipendono di fatto solo dal livello nazionale, ma spesso sono assunte in autonomia dei singoli territori anche in contrasto alle indicazioni del Governo nazionale. Le ricordo a titolo di esempio le recenti divergenze tra Governatori, Assessori e Governo nazionale per la posticipazione per decreto, dal 7 all'11 gennaio, dell'apertura della scuola, nel caso citato quasi tutti i Governatori, indifferentemente dal loro colore politico, hanno deciso spontaneamente di prorogare l'avvio delle lezioni in presenza ben oltre il limite dell'11 gennaio, che era la data prevista appunto dal Governo nazionale. Così come sugli impianti di sci, alcuni territori dell'arco alpino, che erano allineati inizialmente con noi nel reclamare un'accelerazione rispetto all'approvazione dei protocolli di sicurezza e all'apertura agli amatori, oltre che agli agonisti, appaiono oggi propense, a prescindere dalle decisioni governative in merito, a rinviare la data o addirittura, in alcuni, casi a non far decollare proprio la stagione confidando sui ristori. Le motivazioni principali di queste "esitazioni" sicuramente riguardano le paventate chiusure tra regioni, che di certo non favoriscono un turismo redditizio, come accennava prima il Presidente e poi l'assessore Bertschy, ma anche la consapevolezza da parte di tutti gli Amministratori delle Regioni e delle Province autonome del rischio di nuovi contagi e di una recrudescenza dei malati di Covid, che, come sappiamo, mettono a dura prova l'organizzazione e la tenuta dei servizi sanitari regionali. Kompatscher, il Presidente dell'Alto Adige, solo ieri dichiarava che avrebbe aperto gli impianti a fune il 18 gennaio, e credo che lo farà, ma che non esiterà a richiudere tutto, ristoranti e bar compresi, malgrado loro abbiano fatto un'ordinanza che prevede un'apertura più ampia, se l'Alto Adige tornerà in zona rossa. È una dichiarazione di ieri, cosa peraltro probabile visti i dati sanitari piuttosto critici, pare che abbiano come contagiati il numero maggiore.
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Ho fatto questa che sembra una
divagazione solo per spiegare che il livello nazionale ha le sue
responsabilità nella gestione della pandemia, ma poi anche le
Regioni agiscono in autonomia, delle volte derogando alle norme,
come abbiamo fatto noi in alcuni casi con le ordinanze - e il
collega Manfrin lo ha citato nella sua precedente interpellanza -
ma sempre più spesso stringendo ulteriormente le maglie dei limiti
nazionali, per non dover poi gestire in prima persona gli effetti
dell'epidemia sul sistema sanitario regionale e per poter invocare
l'intervento dello Stato sul versante dei ristori e delle
compensazioni. Come le dicevo, quindi, le interlocuzioni tecniche e
anche politiche e istituzionali con il Governo nazionale si giocano
ormai quotidianamente sui molteplici tavoli "ufficiali",
naturalmente in parallelo, e lei lo ha detto, esistono
interlocuzioni più ristrette tra le singole realtà territoriali, il
Governo o componenti del Governo. Senza entrare negli aspetti più
riservati delle interlocuzioni politiche, che sono modalità
consuete e non riguardano solo le Regioni allineate politicamente -
e questo lei lo sa bene -, posso dirle che le ragioni della Valle
d'Aosta e quelle delle Regioni e Province montane sono state ben
comprese dal Governo nazionale. Dal punto di vista finanziario, al
di là dei vari decreti ristori, che riguardano anche realtà
peculiari dei nostri territori montani, sono ormai centinaia i
codici Ateco via via implementati, tra cui svariati attinenti a
specifiche professionalità o attività della montagna, sarà a breve
approvato il cosiddetto "scostamento di bilancio", che destinerà,
all'interno del pacchetto di 24 miliardi stanziati, consistenti
sostegni economici al tessuto produttivo, e quindi nuove risorse
per la CIG, che, come lei sa, è stata prorogata con l'ultima legge
di bilancio che lei ha citato, ulteriori misure per lavoratori e
imprese e, naturalmente, sono previsti alcuni miliardi per la
sanità, in particolare per il piano vaccini e relativa
assunzione.
Aggiungo a titolo di informazione - il collega Bertschy ne ha già accennato - che è in corso a livello governativo una valutazione su una misura: "specifico sostegno dell'economia che graviti intorno alla montagna e al turismo invernale". Leggiamo che le cifre che potranno essere dedicate al turismo invernale e... limitrofi si aggirerebbero intorno ai 2 miliardi di euro sui 24 dello scostamento, che poi in realtà saranno quasi 30 con gli avanzi dei decreti precedenti e con altre partite. Nel Ristori 5 saranno inoltre previsti aiuti anche per i fornitori di bar e ristoranti, che sono categorie escluse dai precedenti ristori e, comunque, per tutte le partite IVA, anche quelle fino ad ora escluse dai codici Ateco. Dovrebbero rientrare, quindi, anche le situazioni borderline di cui noi veniamo a sapere quotidianamente, tipo i preparatori atletici o titolari di attività non rientranti specificamente nella codificazione Ateco. Non dimentichiamo poi comunque la partita importantissima del Recovery Fund che sbloccherà delle risorse monumentali: parliamo di 210 miliardi solo per il nostro Paese, che dovremo comunque essere bravi a spendere nei prossimi anni non solo per ristorare dalle perdite generate dal Covid, ma per creare sviluppo ed economia.
Riguardo alla nostra situazione regionale, la priorità dell'Esecutivo in questo momento è di acquisire innanzitutto contezza delle risorse disponibili, come più volte evidenziato. A tal fine sono già state avviate le procedure necessarie per addivenire, il prima possibile, alla quantificazione dell'avanzo di amministrazione relativo all'esercizio 2020, a fronte del quale - chiedo ancora qualche minuto perché la spiegazione è un po' articolata - potranno essere prese le decisioni più opportune per la migliore allocazione delle risorse finanziarie a disposizione.
Naturalmente il percorso - e di questo ci siamo presi l'impegno - dovrà essere il più possibile socializzato, se possiamo dire così, con tutti gli attori, quindi i rappresentanti delle filiere produttive, i sindacati, gli Enti locali, il Consiglio regionale nella sua interezza. In ogni caso occorre essere consapevoli del fatto che per una serie di ragioni non ci troveremo più di fronte a quelle disponibilità economiche sussistenti nel 2020 e che quindi le misure di aiuto regionali di complemento a quelle statali dovranno essere maggiormente selettive e più mirate rispetto a quelle adottate dalle leggi n. 5 e n. 8 del 2020, tenendo in debito conto anche l'esperienza maturata a seguito dell'applicazione di quelle specifiche norme che qualche criticità ha sollevato. Anticipo, a titolo di informazione, che stiamo lavorando come Giunta con la Chambre e le associazioni di categoria anche su misure decisamente interessanti da un punto di vista finanziario. L'obiettivo è di immettere liquidità nel sistema produttivo anche attraverso l'ausilio del sistema creditizio, garantendo l'abbattimento dei costi sul debito e un sistema di ristori parametrabile sui risultati di gestione. È un'idea ovviamente in nuce, ma decisamente interessante, anche perché guarda oltre alla contingenza e si proietta su un tempo medio lungo e si spera, davvero, che possa essere una modalità di sostegno più rapida rispetto alla riproposizione di misure simil legge n. 5 e legge n. 8 che avverrà come detto, ma nei tempi più lunghi della variazione di bilancio.
Infine il collega Aggravi chiede quali siano le prime tre priorità su cui intendiamo lavorare per il rilancio del settore turistico ricettivo e del commercio. Non so quanto sia opportuno fare una classifica, posso però dire che l'obiettivo prioritario è quello di procedere a un rilancio complessivo, questo glielo ribadisco...
Presidente - Assessore, la invito a concludere.
Guichardaz J. (PCP) - ... ... del territorio attraverso iniziative di diverse natura, naturalmente le misure di sostegno finanziario, ma poi anche integrazione e ammodernamento della disciplina e normative del settore, con particolare riferimento alla revisione dell'attuale regolamento sui requisiti igienico-sanitari, di cui avevate già parlato nella scorsa legislatura, è al varo una disciplina regionale riguardante le locazioni turistiche.
Non possiamo, e concludo, non segnalare il lavoro che stiamo facendo per rafforzare gli investimenti per la promozione turistica regionale e per il coordinamento delle attività regionali volte alla promozione dell'offerta turistica in tutte le sue componenti e per la realizzazione di eventi a forte attrattività turistica anche all'interno... qualcosa ho già accennato rispondendo all'interrogazione del collega Brunod. Grazie e scusatemi se ho sforato.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi per la replica, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Ringrazio l'Assessore sia per la risposta, sia per la lectio inizialis sulla parte del ruolo istituzionale e del ruolo politico. Io sicuramente ne ho bisogno perché non sono assolutamente un politico navigato, anzi, sono molto ingenuo.
Quello che però mi sfugge, abbia pazienza, è che... anzi, non ho voluto citare la Lombardia, perché sennò sembrava che ero di parte, quindi mi è stata segnalata quella della Regione Lazio così almeno per una volta voglio evitare che si dica: "citate degli esempi che fanno comodo e propaganda a voi", assolutamente, mi piaceva la soluzione che prospettava la Regione Lazio e mi sembrava utile metterlo a fattore comune.
Prendo come parti molto interessanti quelle che lei ha chiamato idee in nuce, perché ho capito che ci si sta muovendo comunque nella direzione di rendere la più snella possibile diciamo soprattutto quella che viene chiamata messa a terra. Io mi auguro che soprattutto ci possa essere questo proprio per evitare una riproposizione che è stata anche un po' colpa di tutti, perché, quando bisogna trovare delle quadre, si sa, si finisce per avvicinarsi molto alla bonus economy, forse è bene che ora ci sia più liquidità disponibile e più facile soprattutto per chi deve far fronte a questo.
Riguardo il Governo nazionale, ha fatto un'ottima difesa di ufficio, però mi perdoni, io quando sento anche il ministro Catalfo, che cita il prolungamento della CIG come una grande conquista, le ricordo che ovviamente se io vieto i licenziamenti, in qualche maniera devo poter dare del fiato agli stessi lavoratori che non lavorano e quindi il finanziamento della CIG, o comunque di ammortizzatori che permettono il mantenimento del divieto dei licenziamenti e, vorrà Dio, chissà che cosa succederà quando questo meccanismo ovviamente avrà fine, forse andava ragionato in maniera diversa all'inizio, però ideologicamente forse il Governo nazionale è ben distante dal sottoscritto e io, oltre alla logica politica di sfruttare le dichiarazioni ovviamente di esponenti politici che non sono del tutto allineati con il sottoscritto, anche ideologicamente ho delle grandi distanze con una visione un po' troppo paternalistica forse di queste politiche quando bisognerebbe avere più fiducia nelle nostre imprese, forse soprattutto quelle medio piccole visto che quelle grandi stanno un po' fuggendo dall'Italia, ma non voglio entrare in discussioni sul settore automobilistico e derivati vari.
Quello che un po' mi preoccupa è che mi sembra di capire che, al di là di tutto questo, ci sia ancora un'attività, non so se chiamarla di scouting o di valutazione di quelle che possono essere delle soluzioni, delle misure, sicuramente bisognerà anche tirare le fila dell'effetto vero della crisi. Io mi aspettavo... ed era anche per questo che noi nella discussione del bilancio tecnico avevamo con altri colleghi di opposizione prospettato un intervento nei primi mesi già dell'anno... perché noi avevamo sicuramente delle risorse che conoscevamo che non sono state utilizzate da provvedimenti precedenti, quindi perché non metterle immediatamente in circolo in attesa poi di definire l'avanzo? Perché pensare che oggi - mi perdoni questa rappresentazione - ma che ogni singolo Assessore con il dirigente vada a cercare le risorse all'interno della Regione per quanto riguarda la quantificazione... io capisco che bisognerà definire l'impatto delle minori entrate - e il collega Marzi su questo ci ha notiziato e rappresentato più volte qual è la difficoltà - ma c'erano delle risorse certe che non sono state spese e che potevano già essere utilizzate e potevamo già discuterne in questa prima fase. Quello che a me preoccupa è il fatto che ci si avvicina sempre di più alla data di assestamento ma i problemi sono sempre maggiori. Forse un intervento in questo periodo - e tolgo il forse -, dal mio misero punto di vista, avrebbe potuto evitare forse conseguenze più grosse successivamente.
Sicuramente quello che ci aspetta, al di là di tutto, sarà un'onda di ritorno di queste politiche di lockdown che hanno ovviamente un doppio rasoio: da un lato, ci aiuta se vogliamo a raderci ma, dall'altro, ci ferisce perché la crisi sarò molto, molto pesante, speriamo che questa seconda lama non vada a ledere pesantemente quelli che possono essere ovviamente dei gangli vitali e importanti dei nostri settori economici.
