Oggetto del Consiglio n. 205 del 13 gennaio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 205/XVI - Interpellanza: "Piano per la somministrazione dei vaccini Covid nella nostra regione".
Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 18 all'ordine del giorno. La parola al collega Carrel, ne ha facoltà.
Carrel (PA) - Con questa interpellanza vogliamo fare luce sul piano dei vaccini in Valle d'Aosta. Ovviamente l'interpellanza l'abbiamo presentata dieci giorni fa, prendiamo atto di tutto il lavoro che è stato fatto e il mio intervento si baserà appunto anche sulle comunicazioni che l'USL e l'Assessorato hanno già fatto appunto nelle giornate di ieri e dell'altro ieri.
Proprio leggendo questi dati che ci sono stati forniti dall'USL e dall'Assessore andiamo a vedere che, entro luglio, secondo il nostro piano di vaccini, andiamo a ottenere l'immunità di gregge in quanto almeno il 75 percento della popolazione sarà vaccinata.
Ovviamente partiamo dal presupposto che, come ci è stato detto anche in Commissione, quella del 27 dicembre, cioè la fase zero la chiamerei, il V-Day, direi che è stata una manifestazione più simbolica che effettiva. I dati che sono usciti dal 27 sino a ieri con la Valle d'Aosta solo al 20 percento dei vaccini effettuati sino ad arrivare a ieri al 99,9 percento quindi sono dei dati che dobbiamo guardare ma sicuramente non allertano più di quel tanto.
Ciò che però ci preme come gruppo è capire la seconda fase: quella dove andremo a vaccinare tutta la popolazione, com'è organizzata e come pensiamo di affrontarla. Cito nuovamente il comunicato stampa di ieri e vedo che sono state ipotizzate delle aree: una ad Aosta, una a Donnas, una a Châtillon e l'altra a Morgex. Non ci è chiaro, leggendo così, se tutte le aree partiranno nello stesso giorno, nello stesso periodo, oppure si predilige prima affrontare il discorso Aosta plaine e poi muoversi nelle altre località. Questo dato ci serve essenzialmente per poter rispondere al quesito n. 3, quindi quanto personale medico ci serve per affrontare questo tour di vaccini? Dico questo perché è vero che i piani vaccinali sono in capo alle Regioni, ma è altrettanto vero che abbiamo una serie di circolari che ci danno delle linee guida, tra cui quella del 24 dicembre che cito nella nostra interpellanza, la quale sostiene che per ogni team ci debba essere un medico e almeno due persone addette alla vaccinazione.
Rimodulo leggermente un altro quesito semplicemente in funzione delle informazioni degli ultimi giorni. Ci viene detto che le strutture vaccinali saranno attive sette giorni su sette; sarebbe interessante semplicemente capire gli orari: se ad orario continuato, come si prospettava anche in qualche modo a livello nazionale, oppure se ci sono degli orari che sono già stati stabiliti.
L'altra questione che sicuramente un po' ci preoccupa e vogliamo affrontare adesso senza polemica perché crediamo che è proprio nella fase di avvio che si possono affrontare eventuali altri problemi è quella del monitoraggio dell'attività. Abbiamo letto dal vostro comunicato stampa che tutta la questione di convocazione viene gestita tramite un sito o comunque tramite web, sappiamo dalla circolare che il Ministero si sta attivando per aprire un form di contatto tra Regioni e Stato e quindi vogliamo assicurarci che il tutto funzioni per il meglio, perché capiamo bene che su un tema così delicato avere dei problemi informatici potrebbe essere sicuramente un problema e vogliamo prevenirlo, perché dobbiamo sapere bene a chi somministriamo le dosi, quanti richiami facciamo, quando e dobbiamo sicuramente tenerne traccia e comunicarlo alle competenti strutture. Questo credo che sia un dato che dobbiamo capire oggi e dobbiamo sicuramente sollecitare, se non è già stato fatto, ma ce lo dirà l'Assessore, già delle verifiche per il funzionamento di questo sistema, che è sicuramente rilevante.
Per quanto riguarda la prima domanda, che riguarda invece la fase 1 della vaccinazione, i dati li abbiamo già di fatto trovati nel comunicato stampa e ad onor di cronaca, semplicemente per portare a conoscenza tutti, nella prima fase i soggetti ultraottantenni residenti in Valle d'Aosta sono 9.573, coloro che hanno un'età compresa tra i 60 e i 79 sono 28.982, quindi semplicemente perché volevamo capire nell'interpellanza quali erano i soggetti della prima fase, però ormai ci stiamo già accingendo ad aprire la seconda fase.
L'altra questione - ed è l'ultima e poi lascio a lei la risposta - è capire con quale cadenza e quanti vaccini arrivano ad Aosta e come li smistiamo nei vari centri, quindi quelli di Donnas, Châtillon e Morgex. Questo credo sia importante spiegarlo bene perché ci accingiamo a un periodo molto delicato, speriamo che questa sia la soluzione al Covid, però abbiamo assolutamente la necessità di vederci chiaro e di avere chiare le regole e come viene gestito questo momento molto importante per sconfiggere questo virus.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Barmasse, ne ha facoltà.
Barmasse (UV) - Grazie consigliere Carrel per l'interpellanza. Così come anche lei mi ha suggerito, la prima parte dell'interpellanza è quella relativa ai vaccini fatti fino adesso di cui lei ha già riportato i numeri e quindi soprassiederei rispetto ai dati. Direi comunque che un dato positivo c'è stato perché avete visto che siamo arrivati a essere la seconda Regione in Italia per percentuale di vaccini fatta, se non la prima... la seconda, forse la prima è l'Emilia Romagna... invece per il numero dei vaccini fatti in percentuale alla popolazione, quindi direi che questi dati, perlomeno per adesso, sono positivi. Non nascondo a nessuno che la seconda fase, quella della vaccinazione di massa, sarà una fase molto delicata, di questo siamo coscienti non solamente in Valle d'Aosta ma in tutta Italia e quindi che dovremo affrontare in maniera particolarmente attenta, anche perché sarà lì, più che in questa fase vaccinale, che ci giocheremo veramente, a mio avviso, il problema sanitario, l'immunità di gregge, eccetera. Questo è uno dei motivi per cui ho chiesto all'Azienda sanitaria di sviluppare al più presto un piano vaccinale perché questa è una cosa estremamente importante.
Anticipo un pochettino quella che dovrebbe essere la risposta forse alla sua ultima domanda, cioè quando arriveranno e come verranno somministrati. Il problema è che noi non lo sappiamo, noi sappiamo i vaccini che sono arrivati fino adesso, sarà molto importante arrivare preparati a vaccinare quando arriveranno i vaccini, questo rimane il punto interrogativo. Quello che ho chiesto all'Azienda sanitaria e a tutti gli attori, compresa la Protezione civile, i medici di Medicina generale, è di essere pronti, cioè di avere un piano ben fatto, una macchina pronta a scattare ma la benzina deve arrivare dal Ministero, da Roma. In questo momento quindi non abbiamo ancora dei dati, la distribuzione nei vari punti di vaccinazione sarà relativa ovviamente ai vaccini che arrivano, proporzionale anche alla percentuale di persone da vaccinare, questo come discorso generale.
Ritornando alle domande e al motivo dell'interpellanza, come ho già detto, il calendario della distribuzione dei vaccini si limita al mese di gennaio 2021, quindi qui era anche specificata una risposta... che purtroppo poche ore prima della consegna ci avvisano, sono stati avvisati ieri sera dei vaccini che sono arrivati stanotte, quindi è molto difficile programmare. Quello che possiamo fare noi è essere pronti, ad oggi sono state consegnate... praticamente le dosi le ha dette lei: erano 1.970 più 2.340 e altre 1.170 ma questa è la prima fase di erogazione. Abbiamo finito praticamente tutti i vaccini della prima fase e adesso dal 18 gennaio verranno inseriti in concomitanza con i richiami, perché a partire dal 17 gennaio incominceremo la somministrazione della prima dose... i famosi 21 giorni dalla prima somministrazione alla seconda... Dal 18 gennaio verranno inseriti in concomitanza ai richiami le categorie ritenute a rischio. Abbiamo pensato di inserire categorie ovviamente oltre agli ultraottantenni, che è una categoria particolarmente a rischio per questo tipo di patologia, ma gli ultraottantenni sono più di novemila, come giustamente ha già detto lei, quindi non sarebbero neanche bastati i vaccini della prima fase, anche perché bisogna finire di vaccinare le microcomunità in cui il la vaccinazione è stata estremamente complicata dal problema delle persone che non possono esprimere un consenso. C'è stato quindi un decreto legislativo che, invece di aiutarci, ci ha complicato ulteriormente la vita perché non ha semplificato il problema. Questa è una lamentela ma il nostro compito è quello di adeguarsi, purtroppo, a questo tipo di normative e trovare una soluzione, quindi vaccinarli al più presto possibile, tenendo presente che in tutta Italia, per esempio, nelle microcomunità sono stati vaccinati solamente il 7 percento degli aventi diritto, che è praticamente quello che stiamo facendo noi e ribadisco che il problema è legato proprio all'espressione del consenso.
Ho fatto un riferimento prima alle categorie che noi vorremmo inserire dal 18 gennaio, ho parlato anche a insegnanti e Forze dell'ordine, nel senso che, nel momento in cui noi faremo dei richiami, visto che ovviamente inizialmente siamo partiti con il V-Day, quindi con un numero di vaccinazioni un pochettino più basse, ci troveremo in fasi in cui avremo una capacità vaccinale superiore alle persone che possono essere sottoposte al vaccino. Dando quindi la precedenza ovviamente agli ultraottantenni per quanto possiamo fare, abbiamo pensato di inserire altre categorie, che erano poi anche le categorie che noi avevamo sottoposto a uno screening, perché comunque gli insegnanti sono essenziali visto che poi la scuola ha anche riaperto, eventualmente anche ristoratori e commercianti, però con classi di priorità perché daremo la precedenza. Creando quindi praticamente delle linee parallele per i richiami, questo succederà per qualche giorno, per gli insegnanti, per gli ultraottantenni oppure per le Forze dell'ordine.
Alla data odierna in cui si attendono nuovi vaccini, che sono diversi per caratteristiche, conservazione e somministrazione - stanotte sono arrivate 500-800 dosi di Moderna - la programmazione della campagna vaccinale appare suscettibile comunque di frequenti modificazioni. Per tale motivo il piano regionale della Valle d'Aosta non può che essere disegnato sulla base delle conoscenze attuali ma dovrà essere in grado di adattarsi rapidamente alle variazioni del contesto. Auspicando di vaccinare almeno 80 mila persone - abbiamo circa100.000 persone vaccinabili perché sotto i 16 anni non vacciniamo e speriamo di avere un'adesione dell'80 percento - a inizio della fase 2, cioè della vaccinazione di massa, dovremmo essere in grado di somministrare circa 36.000 dosi al mese. Ovviamente tutto ciò compatibilmente con il numero di vaccini che sarà disponibile, perché una delle domande che mi viene fatta più spesso è proprio questa: "quando inizierete e quando arriveranno i vaccini". Noi saremo pronti, dobbiamo essere pronti, ed è questo quello che stiamo cercando di fare e spero che lo faremo, anzi ne sono certo, a vaccinare nel momento in cui arriveranno le dosi. Se ci arriveranno diecimila dosi di vaccino quindi dovremo utilizzare diecimila dosi di vaccino, se ce ne arriveranno meno, ne utilizzeremo meno ma dovremo utilizzare tutte le dosi vaccinali che ci verranno consegnate, quindi circa 1.200 persone al giorno per concludere il percorso vaccinale entro la fine del mese di luglio 2021, questo però dipende ovviamente da quando inizieremo, perché l'ideale sarebbe avere i vaccini dal 1° di febbraio, perché così in neanche quattro mesi probabilmente avremo vaccinato tutti. Penso che l'80 percento sia un po' ottimistico, se riusciremo a vaccinare il 75 percento della popolazione, sarà comunque un ottimo risultato, però con 36.000 al mese in poco più di quattro mesi dovremmo vaccinare tutti.
Per quanto riguarda la domanda: "quanto personale medico e personale vaccinatore è necessario", si è stimato il numero necessario tra medici, assistenti sanitari e infermieri di 62, 7 OSS, 7 amministrativi e un numero imprecisato di steward e volontari del soccorso. Tali numeri andranno incrementati per la concessione di congedo ordinario o altri istituti, anche perché non possiamo far lavorare queste persone 12 ore su 12. Per quanto riguarda il suo riferimento al numero dato dal Ministero, cioè 1 medico, 2 infermieri o 4 infermieri, 1 OSS, 1 amministrativo, noi ci siamo resi conto che in realtà, sempre grazie al fatto che i fogli per la raccolta dell'anamnesi e del consenso sono veramente tantissimi, in realtà il problema non è tanto il punto vaccinale dove viene fatta la vaccinazione ma è la fase precedente, cioè la raccolta del consenso e dell'anamnesi. Questo ci porta via più tempo, per cui, di fatto, noi stiamo utilizzando più medici che infermieri, perché quella è la fase che ci rallenta tutto il sistema, dato che ci vanno circa dieci minuti per raccogliere l'anamnesi e il consenso in questo momento, pochi minuti poi per fare la puntura e quindici minuti di attesa dopo l'iniezione. Noi quindi abbiamo modificato, per questo, se vedete i numeri, sono stati modificati, fatte delle linee vaccinali che comprendono due o tre medici e assistenti, un'infermiera e poi delle OSS che vengono distribuiti tra i vari slot, però quello è il problema. Nel momento in cui faremo il richiamo, ovviamente tutta questa parte precedente, cioè la fase di raccolta dell'anamnesi e del consenso, si ridurrà in maniera importante e quindi la nostra capacità vaccinale aumenterà ulteriormente.
Per quanto riguarda la richiesta: "se sono già stati avviati o si intendono avviare dei test di controllo per verificare la reale interfacciabilità del sistema informatico predisposto dal Ministero della salute", le posso dire sono già stati effettuati i primi test ed è stata verificata la parziale interfacciabilità con il nostro sistema informatico: il SIAVR (Sistema Informatico Anagrafe Vaccinale Regionale), che è un ottimo sistema che noi abbiamo acquisito dalla Regione Veneto. Direi che, dal punto di vista vaccinale e informatico, è un po' il fiore all'occhiello, perché la capacità del nostro sistema informatico per quanto riguarda l'anagrafe vaccinale è ottima dal punto di vista dei risultati e permette delle elaborazioni molto importanti. È ovvio che dovrà interloquire con il sistema nazionale, però, a mio avviso, la cosa importante è che noi vacciniamo queste 1.200 persone al giorno, si potrebbe anche estendere fino a 1.800 persone al giorno se dovesse esserci la necessità.
Presidente - Per replica, ha chiesto la parola il collega Carrel, ne ha facoltà.
Carrel (PA) - Sono solamente un po' preoccupato per la "parziale interfacciabilità", nel senso che vorrei una totale interfacciabilità, perché capiamo bene che, quando iniziamo con il parziale, poi si creano dei problemi. Nonostante il fatto che noi possiamo avere una bellissima Ferrari performante che funziona, che ci dà sul momento dei risultati ottimi, se poi però dobbiamo comunicare con un'altra macchina che invece è più lenta - ed è quella del Ministero - i problemi si creeranno, e non vorrei trovarmi qui magari fra una o due sedute con dei problemi ancora più grandi. Sicuramente quindi questo aspetto su cui abbiamo posto l'accento, come ha ben sottolineato, è un aspetto primario in quanto è vero che c'è la puntura ed è importante fare la puntura ma vi è tutto un contorno che è sicuramente molto importante da organizzare. È bene quindi che ci sia un piano vaccinale pronto, meno bene - ma non è responsabilità né sua, né nostra - il fatto che non si sappia con più o meno precisione le cadenze di quando arriveranno i vaccini e quanti ne arriveranno, perché noi siamo pronti ma bisogna capire come verranno distribuiti e quando.
Ci tengo solamente a sottolineare perché ha specificato bene che ci saranno delle classi di priorità, tra cui insegnanti, ristoratori e commercianti, lo dico ma credo che convenga con me che prima di tutto ci vanno le categorie a rischio, soprattutto quelli con determinate patologie anche non ultraottantenni o under 60, perché le fasce sono ultraottantenni, 60/79 e under 70. Facciamo un'analisi approfondita soprattutto per chi ha delle patologie e i parenti di chi deve stare a contatto con queste persone perché sono sicuramente a rischio e devono essere vaccinati al più presto.
Presidente - Dire che con questo possiamo concludere la mattinata. Ricordo che il Consiglio riprenderà alle ore 15:00. Per coloro che sono membri dell'APF la riunione è alle ore 14:30 in sala commissioni. Buon appetito a tutti.
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La seduta termina alle 12:53.
