Oggetto del Consiglio n. 201 del 13 gennaio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 201/XVI - Interrogazione: "Casistiche di decadenza dell'antico diritto di prelievo e di utilizzazione dell'acqua pubblica ad uso produzione di forza motrice".
Marguerettaz (Président) - Point n. 14 à l'ordre du jour. La parola all'assessore Marzi.
Marzi (AV-SA) - Rispondo al quesito posto dai colleghi Consiglieri del gruppo Lega Vallée d'Aoste Valle d'Aosta in primo luogo riepilogando le vicende storiche relative alle domande di riconoscimento del diritto di derivazione presentata ai sensi dell'articolo 2 del Regio Decreto del 9 ottobre 1919 n. 2161, i cosiddetti "antichi diritti di derivazione". Tali diritti di prelievo d'acqua sono tutti scaduti in data 31 gennaio 1947, tuttavia, per effetto delle disposizioni della legge 8 gennaio 1952 n. 42 e seguenti leggi regionali: 8 novembre 1956 la n. 5; 30 gennaio 1962, la n. 4; 20 dicembre 1976, la n. 67; 24 giugno 1992, la n. 35, nonché dell'articolo 23 della legge regionale 29 marzo 2007, la n. 4, sono stati prorogati via via nel corso degli anni fino alla data del 31 gennaio 2016. Tra questi erano presenti numerosi diritti di prelievo per la produzione di forza motrice per l'azionamento di forge, mulini, presse, segherie, eccetera.
Con la deliberazione della Giunta regionale n. 1544 del 30 ottobre 2015 è stata pronunciata la decadenza di tutti gli antichi diritti di prelievo a uso forza motrice, ad eccezione di quelli i cui titolari avevano provveduto a corrispondere regolarmente, in favore dell'Amministrazione regionale, il relativo canone di concessione. Tale decisione era stata assunta in quanto, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di concessione di derivazione d'acqua, l'autorità concedente può disporre la decadenza dei diritti di derivazione e di utilizzazione delle acque per il mancato pagamento di tre annualità del canone concessorio.
Successivamente alla dichiarazione di decadenza pronunciata, con la deliberazione della Giunta regionale n. 1544/2015, l'Ufficio gestione demanio idrico ha attivato una puntuale ricognizione degli antichi diritti di derivazione per produzione di forza motrice superstiti in quanto la medesima dichiarazione può essere applicata alle derivazioni non più utilizzate per un triennio consecutivo. A seguito della ricognizione effettuata dall'Ufficio gestione demanio idrico sono state riscontrate tre differenti situazioni: 1) utenze ancora attive e funzionanti; 2) derivazioni inutilizzate per le quali i relativi titolari hanno manifestato la volontà di procedere al loro ripristino; 3) utenze non funzionanti che i proprietari non intendono riattivare.
L'Ufficio gestione demanio idrico quindi ha attivato le istruttorie per il rilascio dei nuovi titoli concessori relative alle derivazioni in funzione determinando 14 nuove concessioni, 18 dichiarazioni di decadenza in mancanza di interesse alla loro riattivazione da parte del legittimo titolare; per 10 utenze non più in esercizio ma per le quali è stata manifestata la volontà di procedere alla loro riattivazione è stata concessa ai titolari dell'antico diritto di prelievo idrico di procedere alla presentazione del progetto che ne consente il ripristino. La situazione di questi ultimi diritti di derivazione è piuttosto variegata, per alcuni di essi è previsto il semplice ripristino dell'antico impianto derivatorio con la sostituzione delle antiche ruote idrauliche con una più moderna turbina, in altri casi invece è previsto il totale rifacimento della derivazione con la realizzazione di un moderno e performante impianto idroelettrico.
Mano a mano che i progetti riguardanti la riattivazione di tali derivazioni giungono all'Ufficio gestione demanio idrico, vengono avviate le relative istruttorie sulla base delle vigenti disposizioni normative, le quali possono anche ricomprendere l'obbligo dell'assoggettamento dell'impianto alla valutazione dell'impianto ambientale. Nel caso in cui il progetto di riattivazione del prelievo idrico sia compatibile con la vigente disciplina normativa, si procede con il rilascio della nuova concessione, in caso contrario viene pronunciata la decadenza del diritto di derivare e di utilizzare l'acqua. L'obiettivo finale è quello di sostituire gli antichi diritti per produzione di forza motrice con nuove e attuali concessioni di derivazione d'acqua.
Una volta terminate le suddette attività e sostituiti gli antichi diritti di derivazione con nuove concessioni, la loro eventuale decadenza potrà essere pronunciata esclusivamente nei casi previsti dalla legge ovvero: 1) per il mancato utilizzo durante un triennio consecutivo; 2) per il cattivo uso in relazione ai fini dell'utilizzazione dell'acqua pubblica; 3) per inadempimento delle condizioni essenziali della derivazione e utilizzazione; 4) per abituali negligenze e inosservanze delle disposizioni legislative e regolamentari in vigore; 5) per mancato pagamento di tre annualità del canone; 6) per il decorso dei termini stabiliti nel decreto e nel disciplinare entro il quale il concessionario deve derivare e utilizzare l'acqua concessa; 7) per cessione dell'acqua a terzi effettuata senza il nulla-osta dell'Amministrazione concedente.
Si evidenzia infine che, qualora ricorra una o più delle seguenti ipotesi, la pronuncia della decadenza del diritto di derivare di utilizzare l'acqua è comunque una facoltà lasciata all'esercizio del potere discrezionale dell'Amministrazione concedente e non un obbligo di legge.
Presidente - La parola al collega Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Io ho fatto questa interrogazione - e poi le chiederei gentilmente la possibilità di avere copia scritta della sua risposta, sennò attenderò poi il verbale - perché c'è una situazione di questo genere, ovvero ci sono tutta una serie di antichi diritti, come lei ha giustamente elencato, e mi concentro su quelli che hanno sostanzialmente sempre pagato i relativi oneri e che quindi rientrano anche nei principi del provvedimento dirigenziale che ho citato tra le premesse, ovvero ho sempre pagato i diritti di prelievo, è vero, non ho mai dato corso alla progettazione, però comunque ho rispettato il tributo e quindi mantengo sostanzialmente vivo questo diritto. Poi ovviamente sta all'autorità valutare le progettualità e quindi la possibilità poi di trasformare un diritto diciamo dormiente in un effettivo impianto di produzione di energia. Perché dico questo? Io la invito a fare una valutazione un po' più profonda di questa situazione, perché noi abbiamo tutta una serie di richieste di sfruttamento delle acque anche ex novo, nei vari approfondimenti documentali che ho fatto ci sono dei casi dove questi antichi diritti si vedono negati spesso la possibilità di poter essere attivati anche a fronte della famigerata direttiva delle derivazioni, o comunque delle deliberazioni dell'Autorità di bacino distrettuale del Po, che devo però, ripeto, approfondire rispetto a documentazione che mi è arrivata proprio in zona Cesarini rispetto a questo Consiglio... e poi magari sullo stesso asse ci troviamo delle nuove richieste da parte di realtà magari anche meno antiche ma più prossime e magari che effettivamente vanno anche a incidere in maniera più significativa su quello che è poi l'asse di riferimento. Vorrei evitare che ci siano magari due pesi e due misure rispetto a una nuova richiesta rispetto a un antico diritto che è sempre stato pagato... il soggetto magari privato e magari singolo titolare oggi decide, perché si è fatto i suoi calcoli o magari perché ne ha le possibilità, di chiedere la trasformazione di un antico diritto effettivamente in un impianto.
Io le chiederei a fronte di questo appunto di vigilare su questo modo di agire e soprattutto in alcuni casi, siccome spesso in questo Consiglio si dice che l'Amministrazione parla per atti, è meglio che le videoconferenze o zoom vengano sostituite magari da atti scritti. Perché dico questo? Perché anche l'interlocuzione con soggetti che sono meno carrozzati dal punto di vista legale sinceramente dovrebbe sempre avvenire tramite gli atti sia nell'interesse dell'Amministrazione che del soggetto interessato. Io quindi le chiederei, al di là della casistica tecnica e di quello che lei ci ha riportato, anche di verificare appunto casistiche che si stanno presentando proprio perché questi antichi diritti rischiano di perdersi e quindi alcuni titolari pensano di mettere a frutto un onere che da tempi immemori e passati è sempre stato pagato a questa Regione.
