Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 200 del 13 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 200/XVI - Interrogazione: "Analisi dei dati relativi ai decessi avvenuti a causa del Covid-19".

Bertin (Presidente) - Punto 13 all'ordine del giorno. Anticipo che, finito questo punto, interrompiamo dieci minuti per arieggiare i locali. Per la risposta, la parola all'assessore Barmasse, ne ha facoltà.

Barmasse (UV) - Ringrazio i Consiglieri anche della domanda perché ritengo comunque importante l'analisi di questi dati e anche perché adesso siamo molto presi dalle varie criticità ed emergenze per cui a volte ci perdiamo una parte di quest'analisi.

Alla domanda: "la percentuale di pazienti valdostani deceduti rispetto al totale dei contagiati nella nostra regione" posso rispondere, è un dato meramente percentuale perché alla data del 6 gennaio 2021 in Valle d'Aosta si registra una percentuale di deceduti rispetto al totale dei contagiati da Sars-Cov2 pari al 5,2 percento. Intanto la domanda è corretta perché si parla di contagiati e non di patologia, per cui una cosa è il contagio, un'altra cosa è l'avere espresso una patologia che è il Covid-19. Come sappiamo, noi abbiamo tanti patogeni saprofiti che abitano nel nostro corpo, nel nostro organismo, che possono sviluppare delle patologie anche molto gravi ma che tendenzialmente a volte rimangono silenti. Questo è un dato di fatto, per cui abbiamo un 5,2 percento. Il 5,2 percento sui contagiati ovviamente è un dato che sale se noi andassimo a vedere solamente chi ha espresso la patologia, cioè sul Covid-19, comunque è un dato elevato. Teniamo presente che siamo tra le Regioni che hanno l'incidenza di letalità - perché sono pazienti che hanno espresso comunque l'infezione, la mortalità è sulla popolazione globale - del 5,2 percento rispetto a una media nazionale del 3,5 percento e un 5,4 percento, che è invece la letalità in Lombardia, che è stata la più alta d'Italia.

Perché abbiamo avuto questa letalità elevata? È molto difficile capirlo, è ancora motivo adesso di discussione, di analisi, di studio, sapete che le Regioni del sud Italia hanno avuto una letalità più bassa, alcune delle motivazioni potrebbero essere anche legate all'esposizione ai raggi solari, la vitamina D, eccetera, ci sono tante motivazioni. Quello che escludo sicuramente per quanto riguarda la nostra Regione è che la letalità sia stata alta perché il sistema sanitario non ha funzionato, perché in realtà tutti i pazienti che hanno avuto bisogno di terapia intensiva sono stati sottoposti a essa, la nostra terapia intensiva è stata stressata da questo punto di vista, ma non abbiamo mai avuto la saturazione per cui chi ne aveva bisogno è stato curato e sono sicuro che i nostri operatori sanitari, medici e infermieri, sanno fare molto bene il loro lavoro sia in Ospedale che sul territorio.

Tanto per dire così come informazione noi abbiamo utilizzato anche sul territorio un protocollo che è stato anche adottato in alcune Regioni del centro della Francia dopo che ci siamo confrontati anche a livello di Assessorato della Sanità su dei protocolli terapeutici, quindi diciamo che le cose abbiamo cercato di farle abbastanza bene sicuramente dal punto di vista clinico, anche perché io spezzo sempre una lancia a favore degli operatori sanitari perché sono preparati e bravi.

Una delle possibili giustificazioni o motivazioni, anche se non c'è nulla da giustificare, di questa letalità è legata al fatto comunque che noi abbiamo avuto una prevalenza globale ad oggi - la prevalenza è il numero di casi rispetto ai malati Covid-19 - di 58,9 pazienti ogni 1.000 abitanti e questa è stata la prevalenza più alta d'Italia. Le motivazioni possono essere molteplici: può essere il turismo, gli scambi, il fatto che siamo piccoli, il fatto che magari ci sono più contatti, le motivazioni possono essere tante, però diciamo che siamo molto migliorati adesso, perché se la prevalenza globale era del 58,9, la prevalenza attuale in questo momento è di 324 pazienti positivi ogni 100 mila abitanti, tenendo presente che la media nazionale è di 942 in questo momento. Da questo punto di vista, pur con un aumento dei casi di positività, ci stiamo comportando abbastanza bene e speriamo di continuare a comportarci così.

Per quanto riguarda la domanda: "età media dei pazienti deceduti per Covid-19", l'età media dei deceduti in Valle d'Aosta al 6 gennaio, anche qui è un dato statistico, è stata di 83,5 anni rispetto una media nazionale di 80 anni. Anche qui quindi siamo un pochettino al di sopra della media per l'età dei pazienti deceduti.

Un'altra domanda molto interessante è stata la successiva, cioè "quanti pazienti deceduti in totale avessero comorbidità con altre patologie sia in numero che in percentuale, in particolare quanti pazienti deceduti in numero e in percentuale avessero rispettivamente uno, due, tre o più comorbidità e quanti pazienti deceduti non avessero nessuna comorbidità sia in numero che in percentuale". Alla data del 6 gennaio 2021, perché ovviamente ci deve essere un cut-off, non possiamo aggiornare giorno per giorno, dei 388 decessi totali da inizio della pandemia l'analisi ultimata riguarda 373 deceduti per cause Covid correlate, i cui dati sono stati compilati nella piattaforma di sorveglianza integrata dell'Istituto superiore di sanità e possiamo quindi distinguere delle percentuali: 15 casi, cioè il 4 percento di decesso di paziente affetto da infezione di Sars-Cov-2 in assenza di patologie pregresse note; 336 casi, 90 percento, di decesso di paziente affetto da infezione Sars-Cov-2 in coesistenza di patologie pregresse - so che sono dati noiosi ma purtroppo la statistica è fatta così -; 22 casi, 6 percento, con dato non noto o in corso di compilazione. Dei 336 pazienti affetti da infezione Sars-Cov-2 in coesistenza di patologie pregresse al momento del decesso, 85, cioè il 25,3 percento, presentavano una sola patologia cronica pregressa; 122, cioè il 36,3 percento, presentavano 2 patologie croniche pregresse; 93, il 27,7 percento, presentavano 3 patologie croniche pregresse; 28, l'8,3 percento, presentavano 4 patologie croniche pregresse; 8, cioè il 2,4 percento, presentavano 5 o più patologie croniche pregresse. Adesso facciamo un piccolo elenco delle patologie per avere un'idea, le patologie erano: la patologia neoplastica purtroppo, diabete, diabete mellito, malattie cardiovascolari inclusa l'ipertensione arteriosa grave, non quella lieve, deficit immunitari inclusa l'infezione da Hiv, malattie respiratorie croniche, malattie renali, altre malattie metaboliche, obesità, malattie epatiche, malattie croniche neurologiche e altre patologie rilevanti.

Alla domanda: "se sia stata fatta un'analisi per sapere quanti pazienti siano deceduti unicamente a causa del Covid-19 e quanti invece siano deceduti con il Covid-19 ma a causa di altre patologie" posso rispondere che, in merito al ruolo dell'infezione da Sars-Cov-2, nel determinismo del decesso è possibile affermare che in ciascuno dei 388 casi di decessi - e in questo diciamo che c'è una condivisione di idee anche a livello del mondo scientifico - annoverati alla data del 6 gennaio 2021 gli effetti dell'infezione da Sars-Cov-2 abbiano svolto un ruolo predominante ancorché non sempre esclusivo ovviamente nell'eziopatogenesi del decesso. In altri termini per nessuno dei 388 casi analizzati è possibile affermare che il decesso sarebbe occorso in tempi e modalità uguali in assenza dell'interferenza causale determinata dall'infezione da Sars-Cov-2, tradotto in termini molto semplici: ci vorrebbe la sfera di cristallo per poter determinare se un paziente con una patologia oncologica sarebbe purtroppo mancato quel giorno o sarebbe mancato dopo due o tre mesi in relazione all'infezione da Sars-Cov-2.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - La ringrazio davvero infinitamente, Assessore, perché ci ha dato dei dati interessantissimi, lei ha detto: "questi dati sono un po' noiosi", questi dati non sono assolutamente noiosi, anzi, per chi ovviamente vuole avere una fotografia della situazione questi dati sono veramente direi interessanti, perché ne esce anche una fotografia molto netta sia della letalità, che è quella che giustamente ha ricordato, sia appunto della fotografia diciamo dei soggetti maggiormente a rischio di questa patologia. Abbiamo quindi una fotografia che ci dice che sostanzialmente di coloro che hanno contratto il virus il 95 percento, o poco meno del 95 percento non ha avuto effetti letali nel soggetto, mentre nel 5 percento dei casi sì, e che l'età media sia di 83 anni anche qui è un dato interessante. Io peraltro ho visto, mi pare ieri o l'altro ieri, che sono stati diffusi, mi pare dall'Istituto superiore di sanità, i dati relativi alla letalità al di sotto di una certa età, quindi i dati relativi ai decessi sotto i 29 anni, quindi da 0 a 29 anni, che mi pare che assommino su un totale di 74 mila decessi in tutta Italia a circa 52, quindi ci sono stati 52 decessi sotto i 29 anni su 74 mila, che è il totale.

Il dato della comorbidità - che ritengo molto interessante perché si avevano dei dati nazionali ma anche qui giustamente ha fatto molto bene, secondo me, a fare un paragone con le medie nazionali, un po' per vedere qual è il decorso e quali sono state le modalità anche di affrontare questa patologia in Valle d'Aosta ma anche per capire le differenze - ci dice che sostanzialmente il 95 percento delle persone che sono decedute per o con, qui non è stata fatta una separazione, quindi che avevano contratto l'infezione... il 95 percento delle persone decedute aveva almeno una patologia pregressa e quindi diciamo il 5 percento delle persone che sono decedute con o per il Coronavirus... all'interno di questo 5 percento il 95 percento aveva una o più patologie concomitanti. Credo che questo sia un dato di assoluto rilievo che deve servirci anche a tratteggiare le categorie sicuramente più deboli da cui bisogna magari anche maggiormente tutelare, ma anche capire quali sono gli effetti di questa patologia rispetto alla fotografia della popolazione.

Molto interessante anche il dato sui 100 mila abitanti, questo mi pare che fosse stato anche riassunto credo dal Presidente oggi per larga parte, peraltro ho trovato abbastanza - uscendo un attimo dall'interrogazione - divertente il modo di conteggiare deciso dal Ministero della sanità per entrare nelle zone, prima c'erano i parametri, poi non più i parametri, poi si conta l'Rt, poi si conta il contagio sulle centinaia di persone, poi sui centomila, poi sul milione e mezzo, cioè un qualcosa che non riusciamo ancora ad oggi ad afferrare.

Io quindi la ringrazio davvero per i dati forniti che ci serviranno sicuramente per elaborare delle ulteriori iniziative in futuro.

Presidente - Come anticipato, dopo questa interpellanza sospendiamo i lavori dieci minuti per arieggiare i locali.

La seduta è sospesa dalle ore 11:21 alle ore 11:43, alla ripresa dei lavori assume la Presidenza il vicepresidente Marguerettaz.