Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 198 del 13 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 198/XVI - Interrogazione: "Risoluzione di problematiche inerenti l'evasione delle richieste di accesso civico generalizzato".

Bertin (Presidente) - Punto n. 11 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il presidente Lavevaz per la risposta, ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Rispetto alla prima domanda posta dall'interrogazione, riporto quanto mi è stato segnalato dall'URP e dagli uffici competenti dell'Assessorato della sanità salute e politiche sociali.

Relativamente alla richiesta del mese di ottobre 2019, è stato appurato che la stessa è stata inviata via fax all'URP il 22 ottobre e che per un malfunzionamento dell'apparecchio la stessa è stata ricevuta ma non è stata stampata. La questione è emersa solo il 3 dicembre, il giorno successivo l'URP ha trasmesso la documentazione al competente ufficio del Dipartimento Politiche sociali, che da quel momento si è interfacciato direttamente con l'interessato trasmettendo la documentazione richiesta il 27 gennaio 2020 come riportato correttamente nell'interrogazione. Gli uffici riferiscono al riguardo che la tempistica nella risposta è dovuta anche alle valutazioni sull'accesso agli atti, che sono state necessariamente effettuate anche con l'Avvocatura regionale vista la complessità del caso di specie.

Ancora i competenti uffici del Dipartimento Politiche sociali riferiscono che la richiesta di accesso agli atti pervenuta in data 8 settembre 2020, è stata inoltrata ai soggetti controinteressati come previsto dalla normativa vigente e il successivo 21 settembre 2020, e decorsi i dieci giorni di legge, la struttura ha completato il procedimento inoltrando la documentazione richiesta il 16 ottobre 2020.

Infine, relativamente alla domanda di accesso pervenuta il 26 ottobre 2020, riferita ad aspetti specifici del progetto di assistenza domiciliare educativa in favore del minore, la struttura del Dipartimento Politiche sociali riferisce di aver riscontrato la richiesta in data 4 dicembre 2020.

Per quanto riguarda la richiesta dell'ottobre 2019, quindi vi è stato in effetti un problema tecnico dovuto a un malfunzionamento del fax dell'URP. Per le successive richieste invece la struttura competente del Dipartimento Politiche sociali ha gestito i procedimenti cercando di contemperare alle tempistiche previste dalla legge e ai diritti di tutte le parti interessate, anche perché, rispetto alla seconda domanda, le istanze in argomento, oltre a riguardare una situazione sicuramente delicata e complessa, si configurano non come accesso civico generalizzato ma come accesso documentale disciplinato dall'articolo 40 della legge regionale n. 19/2007 riconosciuto a chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti.

È evidente che in entrambi i casi vi sono termini e modalità previsti dalle norme che devono essere rispettati dagli uffici e sicuramente è necessario che vi sia attenzione e controllo sui procedimenti, ma è altrettanto importante che gli interessati formulino le istanze in modo corretto rispetto ai loro specifici interessi e diritti, così com'è altrettanto importante che gli interessati utilizzino gli strumenti di tutela a loro disposizione quando ritengano di non aver ottenuto ciò a cui hanno diritto.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, a cui passo la parola.

Manfrin (LEGA VDA) - Prendo, come ho preso questa mattina, con positività le sue parole nell'augurio che lei si faccia garante del diritto di chi appunto richiede degli atti di averli al netto di quello che sta accadendo anche con noi Consiglieri ma non è oggetto di questa interrogazione, perché, rispetto a questa questione del fax, la trovo un po' al limite dell'assurdo. Relativamente a quella, però c'è anche da considerare un'altra cosa: che in relazione a quelle reiterate richieste di quel fax che lei ci dice non essere mai arrivato o arrivato in ritardo, o non stampato, non trasmesso, in realtà, da quello che ci riferisce l'interessato, pare che verso fine dicembre 2019, a seguito di contatto telefonico dell'Assessorato per sapere in quali termini avrei ricevuto la lettera in cui mi sarebbe stata spiegata la procedura corretta per richiedere l'accesso agli atti, una persona di cui non faccio il nome che fa parte dell'Amministrazione rispondeva che non avevano nessuna intenzione di rispondere alle lettere e che l'Assessorato aveva inoltrato la questione all'Avvocatura della Regione in merito all'accesso agli atti, perché forse aveva ragione lei Signor "omissis" e avremmo dovuto consentire l'accesso agli atti, le chiediamo scusa perché sembra che la stiamo prendendo in giro...

È evidente che ci troviamo di fronte a una situazione decisamente perigliosa e altrettanto perigliosa è la questione relativa ai ritardi della trasmissione di questi atti e le voglio leggere solo l'ultima di queste comunicazioni, che però le sono state anche trasmesse, io spero che lei abbia avuto modo di vederle ma metto a conoscenza l'Aula ovviamente espungendo i nomi che si fanno, riguardo all'accesso del 26 ottobre 2020 dove appunto ad oggi, cioè 9 dicembre 2020, quando arriva la comunicazione, non aveva ricevuto alcun riscontro la persona che aveva fatto la richiesta: "Il totale silenzio dell'Assessorato delle politiche sociali in merito a questa specifica richiesta di accesso agli atti mi preoccupa enormemente in quanto le assistenti sociali a settembre 2020 pretendevano che io firmassi un accordo di collaborazione finalizzato ad attivare vari progetti educativi territoriali tra cui uno, quello di migliorare la relazione tra i due genitori ed evitare quanto più possibile gli atteggiamenti squalificanti e denigratori e utilizzare un linguaggio più rispettoso e diminuire i conflitti. In quell'incontro - dice appunto la persona che ha fatto questa segnalazione - non ho voluto firmare tale punto dell'accordo perché avrebbe significato accettare tali accuse, che in realtà sono false. Inoltre ricordo che le assistenti sociali non hanno mai visto me e la Signora insieme, quindi non capisco come possano avanzare tali accuse, che oltretutto vengono trasmesse al Tribunale dei Minori di Torino. Per avanzare tali accuse gravi e pesanti, le assistenti sociali devono necessariamente avere della documentazione probatoria che giustifica l'attivazione di tale progetto di educativa. Pertanto inoltro richiesta di accesso agli atti ma non ottengo nessuna risposta. Pretendo pertanto che alla mia richiesta di accesso agli atti ci sia una risposta da parte dell'Assessorato delle politiche sociali, ricordo che in gioco c'è la vita di un bambino di appena 3 anni, che rischia di essere allontanato senza alcun motivo dal padre per essere inserito in una struttura protetta, il tutto sulla base di relazioni di accuse di assistenti sociali, che né vedono il mio bambino, né assistono ai rapporti tra me e la Signora".

Qui nessuno vuole dare ragione ad una parte o all'altra, è normale che, quando c'è una situazione di conflitto, ci sia sicuramente un conflitto, ma, quando ci troviamo di fronte alla situazione di un padre a cui vengono mosse delle accuse precise e specifiche che rischiano di far perdere la patria potestà sul figlio e che questo figlio venga affidato a una struttura, è evidente che si deve dare la possibilità a questo padre di poter avere i documenti per potersi difendere nelle sedi opportune. Ogni ritardo è chiaro che crea un problema a questa famiglia, a queste persone ed è sempre più evidente che soprattutto in questi casi il necessario rispetto delle tempistiche di accesso agli atti è sicuramente un diritto e un importante dovere che quest'Amministrazione deve garantire.