Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 195 del 13 gennaio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 195/XVI - Interrogazione: "Attivazione di un servizio di accoglienza residenziale genitore-bambino".

Bertin (Presidente) - Punto n. 8 all'ordine del giorno. Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Barmasse, ne ha facoltà.

Barmasse (UV) - La situazione relativa ai fenomeni di violenza familiare, seppure incrementata negli anni, trova in questo momento adeguate risposte nell'ambito della struttura di accoglienza Arcolaio e della rete costituita dai progetti realizzati dall'Amministrazione regionale in collaborazione con il Centro Donne contro la violenza di Aosta.

La necessità di una comunità educativa genitore-bambino è stata oggetto di un approfondimento all'interno del Dipartimento Politiche sociali, infatti negli ultimi anni si è evidenziata la necessità della presenza sul territorio locale di una comunità educativa genitore-bambino con finalità di tutela del minore o dei minori, di valutazione e valorizzazione delle competenze genitoriali. Infatti numerosi sono stati i provvedimenti del Tribunale per i minorenni contenenti tale intervento. Nel 2020 i nuclei collocati in struttura extra regionali sono stati pari a 9 con 15 minori coinvolti e tempi di permanenza pari a una media di 14 mesi di progetto. Si precisa che sono in tre situazioni per gli aspetti traumatici della storia familiare la distanza corrisposta a un criterio di scelta progettuale. La conflittualità familiare spesso si accompagna a dimensioni di fragilità personali e povertà culturali tali da rendere necessario un doppio percorso di tutela del minore e di consapevolezza e autonomizzazione della madre verificata la sussistenza della possibilità di recupero di un'adeguata responsabilità genitoriale. I progetti sono altresì molto complessi nella misura in cui coinvolgono il sistema famiglia ponendosi la necessità di supportare anche il legame con la figura paterna laddove non dannosa attraverso visite facilitate, sempre in ottemperanza del mandato dell'autorità giudiziaria minorile. In tale ottica l'Ufficio minori ha già predisposto una bozza di delibera di Giunta regionale all'oggetto circa gli standard strutturali e gestionali per comunità genitore-bambino non ancora disciplinata per poter eventualmente accreditare strutture presenti sul territorio locale o procedere a gara di appalto. La bozza, redatta anche sulla base delle linee di indirizzo nazionali per l'accoglienza nei servizi residenziali per minorenni, definisce le finalità della struttura, la capacità ricettiva individuata in dieci posti, compresi i bambini nella fascia 0-3 anni, a cui si possono aggiungere due posti in emergenza, le caratteristiche tecniche, nonché il funzionamento 24 ore su 24 per tutto l'anno e la presenza di figure educative che provvedono alla gestione del progetto individualizzato elaborato con l'équipe socio-sanitaria di riferimento.

Per quanto riguarda la domanda: "in che tempi si ritiene si possa attivare detto servizio", diciamo che, purtroppo, l'emergenza epidemiologica e altre significative priorità hanno determinato l'impossibilità di poter procedere alla presentazione della DGR, che si considera possa essere proposta entro febbraio 2021 anche in risposta all'analisi dei fabbisogni che verranno riprogrammati a breve per il triennio 2022-2024.

A seguito dell'approvazione degli standard sarà possibile avviare l'accreditamento o la gara di appalto per poter disporre, nei tempi più brevi possibili, di tale struttura.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Baccega.

Baccega (PA) - Con questa interrogazione noi abbiamo voluto occuparci dei più deboli: i bambini, spesso vittime inconsapevoli di complicatissime situazioni familiari e talvolta anche extra familiari. Abbiamo richiamato nell'interrogazione il confronto che si è tenuto in V Commissione il 25 novembre in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. In quell'occasione non ci fu dibattito ma una mera presa d'atto della relazione, relazione che normalmente prevede i dovuti approfondimenti da parte del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere, che era stato convocato il 17 marzo 2020 ma che, a causa del Covid, non si è potuto tenere e fu annullato. Quello era sicuramente il momento in cui si dovevano anche approfondire le proposte progettuali da finanziare attraverso le risorse statali che erano previste dal DPCM del 4 dicembre 2019. Tra i diversi progetti e sulla base delle sollecitazioni delle varie strutture aveva catturato la nostra attenzione, anche sulla base proprio di esperienze vissute, la richiesta di incremento degli spazi di accoglienza. È vero come dice lei, e confermo, che il Centro antiviolenza e la Casa Rifugio già esistenti danno risultati sicuramente soddisfacenti, ma era stato evidenziato che si rendeva necessario individuare un servizio di accoglienza, come già altre Regioni hanno, chiamato accoglienza residenziale genitore-bambino, che è richiamato in qualche modo anche nella relazione e nei progetti presentati. Non vi nascondo, colleghi, che nei 20 mesi passati con la delega dei servizi sociali di situazioni complicate ne abbiamo viste di tutti i colori, con al centro delle dispute tra genitori proprio i bambini innocenti e inconsapevoli, che spesso assistono a scene dove l'aggressività è certamente fuori controllo. Avere una struttura o una comunità genitore-bambino come ci sono in altre regioni, quindi mamma o papà con un bambino, quindi ci permetterà di intraprendere la strada giusta rispetto alle esigenze dei nuclei monogenitoriali e di dare risposte importanti come già fatto appunto in altre Regioni.

Giustamente questa delibera era stata predisposta, e ne avevamo anche parlato, Assessore, per le vie brevi e il fatto che a febbraio possa andare in Giunta ci soddisfa e quindi la ringrazio per la risposta.