Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 610 del 26 novembre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 610/81 - COMUNICAZIONI SULLA SITUAZIONE NUMERICA, SULLE PREVISIONI DI INCREMENTO DEL PERSONALE INFERMIERISTICO DEI SERVIZI SANITARI REGIONALI E SULLE INIZIATIVE PER FAVORIRE L'ACCESSO ALLA SCUOLA INFERMIERI PROFESSIONALI ED ALLE ALTRE SCUOLE DI FORMAZIONE SOCIO-SANITARIA.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - A seguito di una specifica richiesta inoltrata da parte del Consigliere Péaquin a nome del Gruppo comunista per avere dati aggiornati sulla situazione della scuola Infermieri Professionali e le prospettive per gli anni futuri a cui la Giunta aveva aderito, mi permetto di illustrare brevemente questa nota scritta che riassume la situazione e l'impegno futuro.

Già in occasione di quella richiesta avevo specificato quale fosse la difficoltà nell'intervenire in questo campo, per trovare delle motivazioni che inducessero gli alunni con licenza di scuola secondaria a seguire i corsi per infermieri professionali, nonostante gli aiuti economici legati alla frequenza dei tre anni di scuola che ammontano a £ 125.000 per il primo anno, a £ 200.000 e £ 300.000 per gli anni seguenti. Questo incentivo economico non è purtroppo sufficiente ad indirizzare un numero di allievi che sia adeguato a quelle che sono le nostre esigenze. Difatti qui si parla della situazione attuale rilevata dalla pianta organica del personale trasferito all'U.s.l. e si vede sotto "Posti in organico", con posizione di "Capo sala" 25, "Infermieri professionali" 256, "Infermieri generici" 271. Sono coperti di questi: caposala 18, infermieri professionali 203, infermieri generici 249; per differenza 7-53-22 sono rispettivamente i posti ancora da coprire. Sono in corso di copertura 9 posti per gli infermieri professionali. Da questo ne deriva una proiezione negli anni futuri legata alle esigenze per i servizi da attivare sul territorio.

Si è fatto poi un calcolo della frequenza degli anni in corso: attualmente gli allievi che frequentano la scuola infermieri professionali sono 37 il primo anno, 11 il secondo e 18 il terzo, come si vede, un numero estremamente ridotto rispetto alle nostre esigenze. Non sto a leggere quanto è nelle mani di tutti; vale la spesa tener conto delle esigenze che qui vengono viste in proiezione con i servizi sul territorio. Si dice che per i nuovi servizi ospedalieri, ambulatoriali, di base, le necessità complessive sarebbero 351, operatori disponibili 287, quindi con una carenza di 64. La nota che segue è relativa alla necessità sia di riempire il vuoto creatosi con il naturale turn-over pensionabilità e malattia, che verrebbe coperto dalle richieste di trasferimento già inoltrate all'Assessorato, sia di coprire dei posti al poliambulatorio della bassa Valle, e mi riferisco qui anche ad alcune richieste specifiche avanzate dal Consigliere Tonino che voleva essere informato sulla questione del personale legato alla funzionalità di questa struttura. A coloro che vogliono ottenere un passaggio da una U.s.l. ad una altra senza che ci siano interruzioni - cioè licenziamento e riassunzione - occorre il benestare dell'U.s.l. che permetta loro di lavorare presso un'altra Unità; cosa che non è ancora fattibile perché non sono normati i passaggi fra U.s.l. diverse.

Per il resto, si fa una rapida prospettiva delle esigenze future e di come poterle coprire. Con questo non si è certo risolto un problema che - c'eravamo già detti più volte - ha la necessità di vedere impegnati insieme i campi Sanità e Scuola, di modo che l'ultimo anno venga illustrata a chi finisce le Scuole Secondarie la possibilità di inserirsi in questo ramo dove c'è richiesta di lavoro, elemento non del tutto trascurabile per qualificare un certo indirizzo oggigiorno. È questo fatto che rende ancora più assurda la mancata rispondenza da parte dell'interessato; è vero che si tratta di un lavoro un po' particolare, per il quale occorre una certa disponibilità se non proprio predisposizione. Teniamo conto poi della situazione di carenza nel campo di altri operatori quali ad esempio i terapisti della riabilitazione: si è più volte parlato della necessità essenziale di prevenire quegli stadi di una certa età legati alla riabilitazione. Attualmente in servizio ne abbiamo 15 ed il fabbisogno, tenuto conto della disponibilità per ogni distretto legata al numero di persone anziane con problemi di riabilitazione, sarebbe di 24, quindi con una discreta carenza.

La stessa cosa vale per i tecnici di Audiologia e Logopedia dove il fabbisogno è 18 ed in servizio sono 9. Ancora più grave il problema fra gli ortottisti: il fabbisogno sarebbe di 10 ed in servizio ce n'è uno solo. Gli allievi attualmente sono 4. Su queste tre branche va fatta una precisazione: le scuole per terapisti della riabilitazione, per audiologia e logopedia e per ortottisti sono a numero chiuso; non solo, ma nelle Regioni dove ci sono le Università, alle quali questi corsi sono legati, le domande sono esuberanti. Abbiamo ultimamente contattato le Università per avere una riserva di posti, non nel senso di proteggere gli allievi della Regione che chiedono di frequentare questo corso, ma di tener conto che da noi c'è una carenza di questa natura. Finora non abbiamo avuto la possibilità di avere convenzioni con l'Università, ma ci dev'essere una bozza che langue da anni per permettere ad un certo numero di persone di accedere ai corsi universitari. Nell'anno in corso il tutto è stato complicato ancora da un decreto che ha richiesto d'obbligo per essere iscritti a queste scuole il diploma di una scuola secondaria con cinque anni di scolarità, per cui alcuni di quelli che si erano iscritti a questi corsi con il diploma di maestri d'asilo e quindi non avevano i cinque anni richiesti, sono stati esclusi all'ultimo momento.

Ho detto brevemente quanto contenuto in questa relazione che dovrebbe illustrare la disponibilità e l'impegno della Giunta nel cercare di qualificare il personale utilizzando anche i fondi CEE a disposizione, che spesso non vengono utilizzati adeguatamente, come è stato detto in quest'aula in occasione di discussioni di bilancio. Tutti questi corsi che abbiamo potuto attivare, possono accedere a questo finanziamento. Ulteriori chiarimenti, se ne saranno richiesti, potrò fornirli successivamente.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin, ne ha facoltà.

Péaquin (PCI) - Credo che per prima cosa dobbiamo ringraziare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Rollandin, di essere stato puntuale nel rispettare quanto il Consiglio aveva votato con l'o.d.g. del 1/10, con il quale ci chiedeva infatti di conoscere la situazione del personale sanitario della nostra Regione e si impegnava la Giunta a portare una relazione di questo tipo entro due mesi.

Concordiamo con la comunicazione fatta, salvo alcuni errori sull'impostazione che forse sono nostri. Concordiamo anche nel dire che il reperimento del personale è abbastanza difficoltoso, sebbene siano state previste bozze di studio e interventi finanziari e che si debba andare verso nuove possibilità per poter preparare il personale carente personalmente.

Vorrei avere dall'Assessore Rollandin, se possibile, un'informazione più dettagliata riguardo a quanto è scritto in terza pagina:

Per i nuovi servizi (ospedalieri, ambulatoriali, di base) = 95, e cioè se in queste 95 unità sono comprese fra le persone che devono prestare la loro opera, anche quelle previste dalla legge 47 per gli anziani.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Per chiarire la definizione di quel numero "95", che si riferisce agli infermieri previsti per i nuovi servizi ambulatoriali e di base. In effetti in questo calcolo si è tenuto conto anche dell'esigenza di non utilizzare più personale infermieristico che può essere adibito a servizi sociali, come lo è attualmente. Il Consigliere Péaquin richiama l'applicazione della legge 47 che dà la possibilità di avere personale infermieristico in grado di seguire questi servizi territoriali, attualmente vengono pagati ad ore, che sono al di fuori di un posto in organico; infatti tutto il personale che segue la parte assistenziale non è in organico. Non sto a parlare della legge sulla riforma dell'Assistenza sociale che è ancora tarda a venire e che dovrebbe permettere di dare una sanatoria a tutte queste situazioni difficili come assistenza domiciliare etc.

In questo calcolo ci sono anche queste previsioni con degli standards, come si fa per gli assistenti sociali, per ogni zona, per un certo numero di ore, in relazione a quelli che sono i piani già presentati, quindi come potrebbe essere la proiezione con una persona nei singoli distretti, a seconda del numero degli abitanti, che possa svolgere l'assistenza infermieristica. Quando la richiesta è stata fatta non si voleva sapere solo della parte sanitaria specifica, ma si chiedeva anche di quanti infermieri si aveva necessità; la legge stessa di riforma sanitaria, con l'applicazione a livello regionale, parla di servizi socio-sanitari, per cui anche i servizi assistenziali hanno bisogno di personale infermieristico che viene incluso in questo numero.

Presidente - Colleghi Consiglieri, ovviamente non c'è da esprimere il consenso o dissenso, o comunque non ci sono votazioni sull'oggetto n. 24, ma solo da prendere atto delle comunicazioni e del dibattito che ne è seguito.

Il Consiglio prende atto