Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 145 del 3 dicembre 2020 - Resoconto

OGGETTO N. 145/XVI - Interpellanza: "Interventi per la soluzione delle criticità esistenti in materia di didattica a distanza".

Marguerettaz (Presidente) - Torniamo al punto n. 29 all'ordine del giorno. La parola al collega Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Le linee guida per la didattica digitale integrata forniscono indicazioni per la progettazione del piano scolastico per la didattica digitale integrata da adottare nelle scuole secondarie di secondo grado in modalità complementare alla didattica in presenza, nonché si legge nel testo da parte di tutte le istituzioni scolastiche di qualsiasi grado qualora emergessero necessità di contenimento del contagio, nonché qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti.

Le classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado e tutta la scuola secondaria di secondo grado hanno adottato fin dai primi giorni del mese di novembre modalità di didattica digitale integrata, salvo poi passare con l'istituzione della zona rossa alla didattica a distanza tout court, così com'è accaduto nel mese di marzo. Le classi prime della scuola secondaria di primo grado hanno invece continuato a svolgere le lezioni in presenza, nonostante ciò è capitato che alcune classi siano state poste in quarantena perché al proprio interno sono stati riscontrati casi positivi o ancora che alcuni alunni siano stati posti in isolamento fiduciario perché entrati in contatto con i positivi. Fra questi ultimi siamo venuti a conoscenza del caso di una classe di Valtournenche messa in quarantena perché uno degli insegnanti è risultato positivo al Covid-19. L'istituzione scolastica ha quindi subito attivato la didattica a distanza. Giunti quasi alla fine del periodo di quarantena l'istituzione ha inviato una circolare con cui invitava i ragazzi a recarsi al drive-in della Pépinière per eseguire il tampone rapido in modo che, se fossero risultati negativi, sarebbero potuti rientrare a scuola l'indomani. In alternativa si dava la possibilità ai genitori di tenere il proprio figlio in quarantena fino alla scadenza della stessa per poi rientrare a scuola il 23 di novembre. Alcuni genitori hanno scelto questa opzione quindi e hanno chiesto che il proprio figlio potesse continuare a seguire le lezioni in didattica a distanza. La risposta dell'istituzione è stata che la didattica a distanza veniva attivata dalla scuola solo per i ragazzi che risultavano positivi o che erano in attesa del risultato del tampone e a questo proposito vi leggo la circolare che è stata emessa il 15 di novembre del 2020, dove si dice: "con la presente si comunica che, qualora la famiglia decida di non effettuare il tampone al proprio figlio che si trova in quarantena, la scuola non attiverà la didattica a distanza per il periodo di quarantena successivo alla data in cui è prevista l'effettuazione del tampone. L'alunno pertanto in quei giorni sarà segnato assente sul registro elettronico e la famiglia dovrà provvedere a giustificare tale assenza".

Visto però che uno degli obiettivi primari della scuola valdostana è quello di garantire a tutti gli alunni pari opportunità formative, ci chiediamo se tale comportamento non sia discriminatorio nei confronti di quegli alunni i cui genitori compiono una scelta di non sottoporre i propri figli a tampone.

Risulta peraltro assai curioso, vi ho letto la data non a caso, il fatto che l'istituzione scolastica oggetto della presente interpellanza abbia poi inviato, dopo il deposito della nostra iniziativa avvenuto il 20 novembre, un'altra circolare contenente ulteriori specifiche alla didattica digitale integrata. Il 15 novembre ci dicono che gli alunni non possono fruire della didattica a distanza, il 20 viene depositata l'interpellanza, il 27 arriva un'altra circolare dove viene detto: "gli alunni che non effettuano il tampone di controllo al decimo giorno del contatto con la persona positiva, come previsto dalle autorità sanitarie, e permangono pertanto al proprio domicilio in quarantena... in riferimento a questi ultimi, si precisa quanto segue: com'è stato sperimentato nelle classi nelle quali più alunni non hanno effettuato il tampone e sono rimasti presso il proprio domicilio, data la giovane età degli alunni e le difficoltà nella gestione delle tecnologie, svolgere lezioni sincrone e contemporaneamente svolgere lezioni in presenza risulta difficoltoso e poco proficuo sia per gli alunni in presenza, sia per gli alunni a distanza, tali alunni non vengono segnati assenti sul registro e non devono produrre alcuna giustificazione". Viene però spontaneo chiedersi perché tali difficoltà non siano state riscontrate nel caso in cui a dover seguire la DAD siano gli alunni in attesa di tampone positivi, gli alunni in quarantena perché venuti a contatto con pazienti positivi o i cui familiari conviventi siano in attesa di un tampone. Per queste categorie di alunni infatti è prevista l'attivazione sia delle attività sincrone in didattica a distanza, sia delle attività asincrone, eppure anche in questo caso si verrebbe a creare la situazione per cui abbiamo gli alunni che seguono la didattica in presenza e altri che seguono la didattica a distanza.

È chiaro che se la didattica a distanza venisse attivata per una tipologia di alunni e gli altri no, si verrebbe a creare evidentemente una disparità di trattamento che va a cozzare con l'obiettivo di garantire a tutti gli alunni pari opportunità formative. Chiediamo quindi al Governo regionale se sia a conoscenza del caso specifico oggetto della presente iniziativa, se esistano a livello regionale dei protocolli per la didattica a distanza da adottare in caso di alunni in quarantena per cui non è previsto l'obbligo di somministrazione del tampone rinofaringeo; infine chiediamo se l'Amministrazione regionale intende intervenire in caso di criticità sulla mancata somministrazione della didattica a distanza.

Presidente - La parola all'assessore Caveri, ne ha facoltà.

Caveri (VdA Unie) - Non vorrei deluderla e toglierle una tuta da super eroe, super Manfrin nel senso scherzoso del termine, devo dirle che è intervenuta prima della sua interpellanza la Sovrintendenza agli studi, quindi voglio rassicurarla che sicuramente ad abundantiam c'è stata anche la sua interpellanza. Su questo caso devo dire che la Sovrintendenza agli studi ha immediatamente preso contezza della situazione ritenendo che questa scelta di non far usufruire della DAD questo bambino fosse una scelta sbagliata, anche se poi, essendo lei un uomo d'ordine come tale noto, c'è da chiedersi se poi alla fine questa scelta dei genitori di non fare il tampone sia logica. Certo ha fatto male la Dirigente scolastica a fare questa circolare ma io vorrei capire, essendo anche padre di un bambino di dieci anni, che cosa impedisca a un bambino di fare un tampone, perché se questa è la logica, poi non lamentiamoci dei docenti della San Francesco, non ci lamenteremo quando nella scuola i bambini e gli insegnanti non faranno il vaccino e ci troveremo di fronte al paradosso di avere il vaccino e di mantenere il virus perché non riusciremo ad avere l'immunità prevista dai vaccini.

Ciò detto, volevo rassicurarla sul fatto che siamo intervenuti perché il diritto all'istruzione per tutti i bambini è primario, la Dirigente ha condiviso i rilievi della Sovrintendente e ha adeguato, come lei diceva, le disposizioni assicurando la DAD anche agli alunni che non si sono sottoposti al tampone al decimo giorno.

Domani, come dicevamo la scorsa volta, lo scorso Consiglio... anzi, ieri ad essere più precisi, questo è un tema sul quale però dovremo interrogarci. Nel momento in cui esiste un focolaio all'interno di una scuola e le autorità sanitarie sono chiamate a spegnere quel focolaio, è vero che esiste l'alternativa che lei ha citato, cioè io non mando mio figlio a fare il tampone, gli faccio fare la DAD e allo scadere di quei famosi giorni il bambino può rientrare a scuola; è altrettanto vero che questa storia del tempo passato rispetto a fare il tampone è nata nel momento in cui la sanità pubblica era in una situazione di gravissima difficoltà, non si riusciva ad assicurare il tampone. Oggi che siamo a regime - addirittura l'assessore Barmasse potrebbe confermarlo, in questo momento i drive-in il pomeriggio sono chiusi perché non ci sono più quei picchi - c'è da chiedersi come ci dovremo comportare in futuro. È per quello che dicevo... credo che abbia capito con ironia la questione dell'uomo d'ordine ma è un tema, caro Manfrin, che noi ci dovremo porre soprattutto in vista dei vaccini, cioè esiste oggi uno spazio grigio all'interno del quale legittimamente gli insegnanti, i genitori e i bambini si infilano? Sì, c'è ed è giusto che chi deve fare la DAD possa continuare a fare la DAD, per cui c'è stato un errore da parte della Dirigente scolastica, però forse in prospettiva dobbiamo riflettere, perché nel momento in cui esiste oggi un atteggiamento, talvolta dei genitori, che io personalmente non capisco, mi spiace, sarò fatto male ma io francamente se domani mio figlio dovesse essere sottoposto... tra l'altro, oggi noi abbiamo a disposizione questi tamponi rapidi che sono anche scarsamente invasivi e si ha una risposta in quattro e quattr'otto... ebbene, io credo sia una cosa importante. Poco fa è circolato un foglio nel quale noi potevamo segnarci per poter fare tra qualche giorno i tamponi, io trovo che sia un segno di civiltà al nostro interno farlo a beneficio di chi mi è seduto vicino, a beneficio della persona con cui mi trovo a bere un caffè qui fuori.

Sono andato forse fuori tema ma credo che alla sua intelligenza non sia sfuggito che comunque, al di là del caso specifico rispetto al quale io sono d'accordo con lei, le norme sono queste e una Dirigente scolastica non può arrogarsi di sostituirsi ai DPCM e alle ordinanze, però in un tema prospettico io ho l'impressione che forse una qualche riflessione la dovremo fare.

Presidente - La parola al collega Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio soprattutto l'assessore Caveri con il quale ovviamente riconosco di poter anche fare un confronto, che non è soltanto sul tema oggetto dell'interpellanza ma anche su un tema prospettico, che è molto interessante. Guardi, probabilmente non so come avrà recepito e come avrà letto questa interpellanza, però, in realtà, il tema che lei introduce non è di secondaria importanza, anzi, probabilmente ci troviamo su molte cose che lei ha detto. A questo proposito, è nato un dibattito negli scorsi mesi in merito, per esempio, anche sulla questione relativa a quale sia la preminenza fra il diritto alla sanità o il diritto alla salute e il diritto al lavoro, che sono due diritti che si sono trovati a scontrarsi. Qualcuno ha ridicolizzato spesso le posizioni della Lega ma quello che non si è mai andati a vedere è che se, da una parte, è garantito, per esempio, in questo caso specifico dall'articolo 32 della Costituzione di non doversi sottoporre ai trattamenti sanitari obbligatori, quindi non si può essere obbligati a sottoporsi ai tamponi - ricordiamo che l'articolo 32 è quello che è situato nel titolo II: "Rapporti etico sociali" all'interno della Costituzione -, noi troviamo tra i principi fondamentali della nostra Repubblica all'articolo 4 un incipit che dice: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto". Credo che questo sia un qualcosa che è stato reso assolutamente di attualità soprattutto anche sulla discussione della legge di ieri e soprattutto anche in relazione al fatto che, sulla base di alcune indicazioni sanitarie, si possa chiudere tutto e condannare alla morte il tessuto sociale ed economico della nostra Regione, così come di tutto il Paese, oppure se si debbano operare certe scelte. Io quindi credo che il tema sia molto più vasto e quindi, quando si va a discutere di questo tema, effettivamente ci sono delle posizioni differenti.

Apprezzo anche la sua presa di posizione netta ma non ho apprezzato ovviamente la presa di posizione del Dirigente, che ha fatto una circolare - quindi condivide con me che non è apprezzabile questa circolare - dove si dice: "se non ti sottoponi al tampone, sei escluso dalla didattica a distanza", ma per un motivo molto semplice - e non è mia intenzione prendere le parti in questo discorso su chi fa o non fa il tampone, sul fatto che si debba fare o non si debba fare -, parto da un presupposto: il bambino è un minore e quindi ovviamente è sotto la potestà dei genitori ed è facoltà dei genitori decidere se far sottoporre quel bambino al tampone o meno, è però anche un diritto del bambino quello di non essere privato dall'istruzione se i genitori decidono di non sottoporlo al tampone. Credo quindi che il concetto da imporre sia questo, è diritto o meno di questo bambino poter seguire la didattica a distanza se un genitore che esercita la potestà su di lui decide che non si deve sottoporre al tampone? La risposta che abbiamo ottenuto è: sì.

Lei poi chiaramente mi investe o mi sveste dei panni di super eroe quando io le dico che è una curiosa coincidenza, però la coincidenza effettivamente c'è, perché, nel momento in cui c'è una circolare del 15 novembre e io vengo a conoscenza di questo fatto, faccio un'interpellanza, la deposito il 20 novembre - peraltro adesso non mi ricordo se la data effettivamente è del 20 novembre oppure è la data in cui è stata recepita - e immediatamente dopo viene fatta un'altra circolare con scritto: "no, tuo figlio può partecipare alle lezioni", il dubbio mi viene. Poi lei mi dice che la Sovrintendenza ha preso subito in carico la questione, io non metto in dubbio le sue parole, mi permetto però di segnalare che probabilmente un piccolo intervento su tale questione, una piccola pressione probabilmente è stata esercitata anche dalla nostra iniziativa. Non mi voglio quindi certo erogare dei meriti, credo che abbiamo discusso in maniera anche importante su temi che esulano dall'oggetto di questa interpellanza, ma credo sia importante affermare una volta in più che in tutta questa questione, in tutta questa sovrapposizione, in tutta questa gerarchia delle fonti, soprattutto anche quelle costituzionali, su quale sia preminente rispetto all'altra, evidentemente chi non ci deve rimettere sono i bambini e in questo caso abbiamo garantito che il diritto all'istruzione sia stato appunto rispettato.