Oggetto del Consiglio n. 144 del 3 dicembre 2020 - Resoconto
OGGETTO N. 144/XVI - Interpellanza: "Azioni a tutela del marchio Fontina DOP".
Marguerettaz (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori con il punto n. 31 all'ordine del giorno. La parola al collega Planaz, ne ha facoltà.
Planaz (LEGA VDA) - A seguito di segnalazione di presenza di batteri anomali trovati sul prodotto Fontina DOP confezionato, vorrei chiedere all'Assessore di competenza cosa intende fare per tutelare il marchio di questo importantissimo prodotto, la cui produzione, sottolineo, è una delle maggiori fonti di reddito delle aziende agricole valdostane e attraverso il quale la nostra Regione è rappresentata e riconosciuta come territorio montano unico al mondo.
Alcuni giorni fa la Valle d'Aosta è finita ancora una volta sulla bocca di tutti per una questione legata proprio a questo prodotto. Non è la prima volta che la Valle d'Aosta e i suoi attori finiscono malamente sulla prima pagina dei giornali nazionali e su tutti i media a causa di una problematica legata ai suoi prodotti di punta. In questo caso la problematica, se si considerano gli studi al riguardo e dei test scientifici, presenta soluzioni facilmente attuabili.
Troppo spesso questo prodotto deve difendersi dalla contraffazione, il suo nome è usato in malo modo in tutto il mondo con storpiature e copiature aberranti che ne rovinano l'immagine del prodotto della Valle d'Aosta tutta, senza poi ricordare i sottoprodotti di scarsissima qualità con cui spesso viene sostituita e che veicolano un messaggio sbagliato e ci fanno una pessima pubblicità. Credo sia dunque doveroso perlomeno tutelare il prodotto Fontina salvaguardandone il marchio e intraprendendo azioni concrete che tutelino i produttori, i consumatori e l'immagine della Valle d'Aosta.
In un articolo pubblicato sulla "Gazzetta Matin" del 16 novembre 2020 avente come noto titolo: "Potenziare il marketing dei prodotti locali è la priorità assoluta", il giornalista le rivolge una domanda, Assessore: "In Valle d'Aosta si producono 50 milioni di litri di latte che vengono venduti sottocosto, come pensa di rimediare?". Lei, Assessore, a questa domanda ha risposto: "sono conscio delle problematiche del prezzo del latte riconosciuto ai produttori rispetto ai costi di lavorazione e concordo sul fatto che la situazione sia poco sostenibile per gli allevatori". Oltre a ciò ha anche menzionato il fatto - e leggo ancora le sue dichiarazioni -: "l'Assessorato ha riunito intorno a un tavolo già da tempo i principali attori della filiera lattiero-casearia". Visto che dalle sue parole si evince che lei ha capito la situazione di criticità in cui si trovano a lavorare gli allevatori che producono latte, adesso le chiedo, Assessore, quali risultati abbiano dato questi tavoli di lavoro organizzati dall'Assessorato, quali siano le restrizioni sul prezzo finale del latte e se vi siano nuove valutazioni al riguardo.
Mi aspetto qualche nuova originalità in merito perché negli anni passati con i diversi Assessori che si sono susseguiti sono state fatte numerose riunioni e interminabili discussioni ma alla fine non si è mai visto nulla di concreto. Se lei pensa di continuare con questo andamento, credo che i nostri produttori lattiero-caseari non saranno ancora a lungo il fiore all'occhiello di questa Regione e credo che vi sia l'urgenza di rivedere gran parte di questo sistema e mi auguro che lei voglia dirci cosa intende fare in merito.
Presidente - La parola all'assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Grazie consigliere Planaz. Ovviamente a poco più di trenta giorni dall'insediamento, come le ho detto, siamo operativi, siamo al lavoro con tavoli di confronto e che, nonostante il periodo di emergenza, stiamo portando avanti. Esprimere oggi già dei risultati ovviamente sarebbe prematuro e anche un po' presuntuoso, è chiaro che ci vorrà un po' di tempo, però le posso garantire da parte mia e da parte di tutto lo staff la massima condivisione, il massimo impegno e sicuramente, appena a breve avremo dei risultati, sarà il primo a essere informato.
Tornando al discorso dell'interpellanza, il richiamo del lotto Fontina DOP effettuato lo scorso 12 novembre in relazione al rischio microbiologico per presenza di Escherichia Coli Stec, purtroppo rappresenta un rischio per molti formaggi a latte crudo con tecnologie che durante la trasformazione lattiero-casearia non prevedono la pastorizzazione del latte o altri passaggi con effetti similari.
Sebbene in presenza di un rilievo di tipo sanitario, non si possa evitare che le informazioni giungano al consumatore finale, è tuttavia opportuno continuare a promuovere l'immagine della Fontina DOP nella sua integrità e nella sua qualità, un prodotto che non è di qualcuno in particolare ma che rappresenta un patrimonio da tutelare e valorizzare, il patrimonio di tutta la nostra Regione, in particolar modo di tutti gli operatori di questo settore. In questo senso va anche la volontà da parte dell'Assessorato di organizzare anche quest'anno, nonostante il periodo e nonostante le difficoltà, la manifestazione del "Modon d'or", concorso "Fontina d'Alpage" che abbiamo organizzato nel rispetto di tutte le restrizioni previste dallo stato emergenziale in modo per rafforzare e valorizzare presso i consumatori la conoscenza della Fontina DOP e del suo ambiente di produzione. Un'edizione questa che ha visto la partecipazione di 70 aziende con un altissimo livello qualitativo.
La miglior tutela dell'immagine della Fontina è proprio quella di far conoscere e far associare al consumatore il nostro prodotto al nostro peculiare ambiente di produzione montano, un ambiente incontaminato caratterizzato da animali al pascolo, allevamenti non intensivi e da un'alimentazione prevalentemente rappresentata da erba fresca o affienata. Parallelamente l'Assessorato, di concerto con il Consorzio, l'AREV, l'ANA.BO.RA.VA e l'Institut agricole régional, ha stabilito di realizzare una serie di azioni lungo tutta la filiera al fine di monitorare e, laddove è possibile, prevenire tale rischio. Le azioni comprenderanno anche una serie di analisi su campioni prelevati durante il processo di trasformazione casearia e valutazione delle condizioni di produzione del latte.
Presidente - Per la replica, la parola al collega Planaz.
Planaz (LEGA VDA) - Vede, Assessore, io capisco che lei si è appena insediato, però noi - parlo ogni tanto da allevatore - è già da un po' che vediamo lo scambiarsi di Assessori, uno scarica le responsabilità sull'altro e, di fatto, poi non si porta nessuna conclusione da nessuna parte.
Vorrei ricordarle che in III Commissione era stato portato un documento - se vuole, può andare a vederlo, l'ho anche preparato - dove si andavano già a elencare tutta una serie di problematiche riguardanti questo prodotto e che è inutile che stiamo qua a sottolineare tutte le volte e andare a ricordare la genuinità e l'autenticità del nostro prodotto, dei pascoli e dell'erba fresca, perché io penso che qua in Valle d'Aosta lo sappiano tutti.
Sicuramente non possiamo neanche scaricare tutto quello che sta succedendo circa questo prodotto alla causa dell'emergenza che rallenta tutte queste fasi di lavoro, perché ricordo che questo mondo non si ferma mai, non può fermarsi neanche nell'emergenza Covid; vorrei solo ricordarlo, perché è inutile dire: "dobbiamo rallentare dei lavori perché c'è il Covid". Noi non possiamo, gli allevatori non possono, di conseguenza, bisogna fare in modo sia per gli allevatori che per i produttori ma anche per il consumatore, di tutelare tutte queste fasi. Mi dispiace portare all'ordine del giorno certi argomenti ma non è la prima volta che accadono queste cose e dovrebbero esserci degli organi di controllo che vanno a controllare e tutelare sia l'immagine, sia il consumatore, sia il produttore, il che a volte non sempre accade. Io capisco che non è facile con un prodotto piccolo come il nostro tutelarlo in tutto il mondo, già solo in Italia ma soprattutto in tutto il mondo, però noi abbiamo un disciplinare rigidissimo da rispettare e questo disciplinare rigidissimo non dobbiamo rispettarlo solo noi allevatori valdostani ma devono rispettarlo tutti, anche chi commercializzata la Fontina o ne fa le veci per commercializzare la Fontina, perché sennò non serve a niente che noi rispettiamo tante regole e poi, d'altro canto, chi si affaccia per commercializzare il prodotto non si adegua a queste regole.
