Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 146 del 3 dicembre 2020 - Resoconto

OGGETTO N. 146/XVI - Interpellanza: "Interventi a sostegno del settore dell'industria in Valle d'Aosta".

Marguerettaz (Presidente) - Prima di passare all'altro punto all'ordine del giorno, solo per annunciarvi che dovrebbe arrivarvi la mail sul vostro indirizzo relativamente a una risoluzione che viene presentata nella Giornata mondiale della disabilità, successivamente la voteremo per l'iscrizione. Punto n. 32 all'ordine del giorno. La parola al collega Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - L'interpellanza prende piede dalla notizia della chiusura o, meglio, del trasferimento della sede valdostana di Datalogic quando ha comunicato di chiudere la propria sede di Donnas ipotizzando di trasferire i 13 lavoratori oggi occupati principalmente in smart working, però come sede presso le sedi di Collegno e di Bologna. Noi nel giugno scorso abbiamo avuto anche un'altra problematica: quella della Shiloh Industries, che ha presentato il concordato in bianco a seguito della crisi aziendale legato principalmente a una crisi che perdura di tutto il settore dell'automotive. Lì però stiamo parlando di più posti di lavoro e anche di un'importanza strategica di quella struttura, di quello stabilimento. All'epoca - lo si ricorda nella interpellanza - fu annunciata la creazione di un gruppo di lavoro della Regione con i vertici aziendali, le parti sindacali e anche l'Amministrazione di Verrès per seguire l'evoluzione della crisi e definire poi un percorso di soluzioni da mettere in campo. Nel frattempo, purtroppo, abbiamo avuto un ulteriore annuncio, che ovviamente non è inserito nell'interpellanza solo per un problema di tempo: quello appunto della chiusura della Scott di Gignod, e qui parliamo di 14 persone e un altro pezzo della metalmeccanica valdostana.

Nell'interpellanza si chiede se vi sia stata un'interlocuzione con la Datalogic riguardo alla decisione di chiudere la propria sede di Donnas, se la Datalogic abbia beneficiato di contributi regionali negli anni di permanenza in Valle d'Aosta, e capire natura e ammontare in caso positivo, sapere qual è lo stato dell'arte riguardo al tavolo costituito di cui si richiamava in premessa riguardo alla crisi della Shiloh e in generale, considerando anche le altre situazioni che ho citato, quali sono gli intendimenti del Governo regionale per sostenere il settore dell'industria in Valle d'Aosta anche considerando il perdurare della crisi generata dall'emergenza epidemiologica.

Ovviamente questo aspetto si lega poi più in generale anche con altre situazioni perché sappiamo, come già lo vediamo in questa situazione di contingenza ma come ci dicono esperti e soprattutto da come si stanno muovendo i grandi gruppi ma anche i piccoli gruppi, per alcune realtà, che ovviamente non sono working intensive e quindi non lavorano principalmente sulla linea di produzione, l'impatto dello smart working, l'impatto del lavoro a distanza e soprattutto la necessità dei grandi gruppi di tagliare dei costi, quindi, come spesso avviene, si parte dalle sedi periferiche, ovviamente cambierà notevolmente il modo di lavorare in certi settori. Soprattutto le aziende che abbiamo citato, in particolare la Shiloh e la Scott... riguarda quella che faceva parte della parte metalmeccanica della Valle d'Aosta, dove sappiamo che i grossi gruppi stanno sempre più concentrando le produzioni laddove il costo di produzione, e quindi di personale e delle materie prime, è minore e soprattutto portando i centri di progettazione, di ricerca e sviluppo sempre più presso le proprie case madri e quindi non in sedi periferiche.

Sui sostegni l'attenzione è legata sicuramente alla contingenza, cioè al momento, ma anche a quella che potrebbe essere una visione più di medio termine io direi, considerando che sul lungo termine, come ci diceva Keynes, saremo tutti finiti, perché, è vero, dobbiamo mettere delle toppe o dobbiamo risolvere dei problemi che nascono giorno dopo giorno, ma soprattutto dobbiamo avere una visione più a lungo termine, proprio perché l'evoluzione delle metodologie di lavoro e di occupazione impatteranno moltissimo sull'old economy di cui l'industria metalmeccanica... e non lo dico con senso dispregiativo, anzi, per certi versi, la old economy è quella che in realtà ci fa andare avanti e che fa PIL molto più dei servizi e del terziario. Soprattutto io mi auguro anche la possibilità di comprendere se l'obiettivo, visto che si è parlato anche di recovery plan, poi vedremo perché le notizie di stampa non è che proprio sono positivissime... ma soprattutto verso questo new green deal, che può aiutare sicuramente ad attrarre degli investimenti... ci permettano di sfruttare appieno queste possibilità e queste risorse per una volta e magari riuscire a dare un rilancio e una nuova direzione alla nostra industria, soprattutto quella del settore metalmeccanico, che sicuramente non può più essere quella dei tempi dell'indotto FIAT, ma che sicuramente ha una sua dignità e una sua importanza soprattutto nella parte centrale dell'asse della Valle.

Presidente - La parola all'assessore Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (AV-SA) - Grazie collega Aggravi. Io darei una risposta concreta alle due domande più dirette e magari poi una prima visione del lavoro ereditato, della situazione ereditata, del lavoro che amerei fare.

Come considerazione generale, purtroppo in questi giorni cominciamo a vedere gli effetti di alcune delle considerazioni che in questo Consiglio, anche più volte, abbiamo già fatto. L'attenzione massima a livelli della salute, quando non è accompagnata poi anche da una visione generale invece sul modello di sostegno all'economia, rischia di creare tutta una serie di danni conseguenti, che ovviamente creano delle condizioni di difficoltà per le aziende e per il mondo del lavoro. È quello che abbiamo cercato di fare anche noi in questi giorni, credo che gli interventi che sono stati fatti in Consiglio lo legittimano, dobbiamo evitare, soprattutto in una piccola comunità come la nostra che salute ed economia siano in contrapposizione ma salute ed economia debbono essere... dando la giusta priorità alla salute di tutti noi, la visione con la quale si affronta la gestione e il governo della comunità, dei problemi dei nostri cittadini. Lo dico perché ne abbiamo bisogno, perché se per una serie di problemi legati alla salute ci sarà ancora tanto da lavorare ma si intravvede l'arrivo dei vaccini, piuttosto che di altre indicazioni, si intravvedono delle prime vie d'uscita, gli effetti gravi invece di quello che sta succedendo nel mondo del lavoro invece sono solo agli albori e le notizie anche di questi ultimi giorni, oltre a creare preoccupazione e dispiacere per i lavoratori e le famiglie e gli imprenditori - nessuno chiude un'azienda con piacere -, ci debbono allertare e allo stesso tempo ci debbono creare quella capacità di riflettere su una situazione che è completamente nuova. È una crisi quella che abbiamo di fronte completamente diversa, si dovrà superare una crisi sanitaria ma si deve anche essere molto veloci e adattarsi a un'innovazione che viaggia a una velocità importantissima e che ha bisogno di che cosa? Ha bisogno di una comunità capace di adattarsi sotto il profilo imprenditoriale ma anche sotto il profilo formativo e lavorativo, non sarà semplice e non sarà sufficiente trovare dei buoni imprenditori, perché già oggi scontiamo un gap di preparazione e di formazione e questo gap sicuramente, se non saremo in grado di mettere insieme con il Governo, in particolare con il collega Caveri ne stiamo parlando, un percorso serio di formazione e istruzione ai nostri giovani, rischieremo di avere una difficoltà a seguire l'evoluzione delle imprese con la nostra capacità di adattamento al lavoro.

Detto questo, come in ogni situazione di crisi, ci sono delle cose che vanno al di là delle nostre capacità, delle nostre possibilità. La Datalogic speriamo - lei lo ha detto nella sua interpellanza - non sia la prima di una di quelle conseguenze della possibilità di innovare ma di lavorare a distanza. Nel nostro pensiero da Valdostani vorremmo creare le migliori condizioni perché si venga a lavorare qua per altri centri, dobbiamo essere molto bravi a creare queste condizioni, altrimenti il rischio è che si lavori da qua ma per altri posti e con il rischio che, quando poi le sedi scompaiono, viene meno l'interesse a mantenere l'occupazione.

Datalogic è un'azienda che attualmente occupa 13 dipendenti, come ha detto lei, 2 di questi rischiano lo spostamento e per altri 11 il mantenimento dell'occupazione è per ora garantito, dalle notizie ufficiose che abbiamo avuto, attraverso lo smart working. Io ho preso contatti con l'azienda, ho chiaramente chiesto di rivedere questa posizione, ho anche dato la disponibilità a capire in quale maniera potesse essere di interesse per l'azienda un'azione di mantenimento nel nostro territorio, sono scelte che arrivano da un livello molto superiore. Mi sono però permesso di scrivere all'azienda in maniera corretta ma pesante dicendo che la nostra Amministrazione - così vengo anche alla domanda n. 2 -, verso quest'azienda ha in passato fatto degli investimenti. Sono tutti investimenti che hanno superato ormai i cinque anni, quindi non c'è un impegno di tipo giuridico di mantenimento, però la Regione ha creduto in quest'azienda, alcuni progetti di ricerca e sviluppo per un valore... poi le darò la risposta, così non sto a perdermi troppo sui numeri, comunque un contributo di 739 mila euro è stato dato il 31 marzo 2011; per un altro progetto di ricerca e sviluppo, che è terminato il 30 settembre 2012, 660 mila euro e poi per un ulteriore progetto, anche questo che è stato presentato e poi concesso, 837 mila euro, poi c'è un progetto anche sulla legge n. 6 del marzo 2003. Rispetto a questi interventi, la mia lettera è andata a segnalare - e in questo momento abbiamo ancora dei contatti - il fatto che ovviamente se c'è la possibilità di rivedere questa scelta, noi siamo a disposizione per lavorare su un progetto di mantenimento dell'azienda. Allo stesso tempo però l'azienda ha un contratto con VdA Structure e, fra le altre cose, una volta completato anche questo contratto, vedrà un ulteriore immobile produttivo da riposizionare se questo non potrà essere fatto in questi termini.

Per quanto riguarda la Shiloh, il gruppo di lavoro aveva definito dei compiti, una parte dei compiti dell'Amministrazione regionale, in particolare nella mia precedente delega delle politiche del lavoro era provare ad avviare un progetto sperimentale di presa in carico dei lavoratori facendo un bilancio delle competenze, organizzando una serie di piccole attività di formazione per far sì che il periodo di cassa integrazione, piuttosto che di inattività, potesse essere utile a creare delle condizioni o di nuova occupazione, o quanto meno di formazione ed è un po' una strategia che dovremo adattare in maniera più pesante nella prossima primavera, perché in caso di crisi, dovremo essere pronti - e su questo sul piano nazionale si sta lavorando a un progetto importante sulle politiche attive - a creare le condizioni affinché le persone non rimangano parcheggiate ai centri dell'impiego, non considerate e non rispettate anche nella loro dignità ma che vengano da subito messe in condizioni di poter avviare la formazione necessaria a riacquisire delle competenze nell'attesa di lavorare noi a un piano di nuovi investimenti con nuove aziende.

Per venire alla Shiloh, in questo momento il concordato è in fase avanzata e le informazioni che continuiamo a mantenere con l'azienda, per quello che in questo momento si può dire, sono informazioni che ci permettono di dire che l'azienda intanto ha mantenuto una sua produttività, che è importante, al di là degli aspetti sociali e finanziari, quindi questo mantiene un'appetibilità dell'azienda. Rispetto a prima però la Shiloh ha avuto un ulteriore problema come gruppo, quindi l'azienda in questo momento risponde al gruppo olandese, non più al gruppo americano e noi ci siamo presentati dicendo che stiamo, con la legge n. 8 e con le altre possibilità, ovviamente pronti nel caso che ci sarà un acquirente al concordato a presentarci per sostenere le iniziative.

Questo va un po' all'ultima parte, mi sono rubato tutto il tempo, per dire che noi vorremmo presentare al più presto un adeguamento intanto della nostra legislazione, perché tutta una serie di questioni sono anche superate, numero di dipendenti piuttosto che strategie, all'avvio in maniera seria di un progetto, che ho ereditato che credo addirittura sia iniziato con il suo lavoro in quel periodo all'Assessorato: quello della zona franca della ricerca, dobbiamo completare e approfondire definitivamente le possibilità che questa zona franca potrà dare in termini di ricerca di talenti ma anche di innovazione di impresa e conto di poter portare in Commissione quanto prima un documento da approfondire per poter fare dei ragionamenti tutti insieme su come avviare gli investimenti necessari. È ovvio che all'industria dobbiamo dedicare del tempo e anche delle risorse.

Come si dice che il turismo ha la sua importanza e tutti lo consideriamo, ovviamente dobbiamo ridare alla nostra politica industriale un'organizzazione delle risorse e una programmazione per il futuro; in questo senso noi lavoreremo nei prossimi mesi.

Presidente - La parola al collega Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - La ringrazio, Assessore, per questa panoramica e la ringrazio anche poi dei dati che mi verranno forniti.

A questo riguardo nella presentazione effettivamente mi ero poi dimenticato di un ulteriore ambito, un ulteriore caso che è abbastanza legato al discorso dei sostegni regionali che riguarda Heineken, perché anche lì ci arrivano dei segnali di allarme, anche con delle magnitudo di risorse in campo ben diverse rispetto ad altre realtà.

Io sono pienamente d'accordo con lei sulla problematica che si potrebbe generare del fatto di avere situazioni in cui da qua si lavora per altre realtà e soprattutto il rischio di perdere delle sedi, che comunque danno non soltanto una presenza fisica ma anche di natura fiscale, con tutte le conseguenze che ci sono. Sono contento che abbia citato la zona franca della ricerca, perché legando probabilmente a delle situazioni più leggere dal punto di vista dell'insediamento industriale ma che comunque sono poi legate anche a un'implementazione di tecnologie, di innovazioni, di tutta una serie anche di politiche green o comunque legate a un mondo meno inquinante se vogliamo rispetto a vecchie produzioni, si può dare uno slancio in più e anche permetterci di dare una ragione agli imprenditori di venire in Valle d'Aosta. Il passaggio che giustamente lei faceva sulla parte della formazione ha una problematica in più, ovvero il buon imprenditore è difficile crearlo, si crea da solo spesso e volentieri, noi possiamo dare tutti gli elementi e la formazione che vogliamo, però poi, purtroppo, deve nascere quell'idea, quella volontà all'interno della singola persona che genera poi l'idea imprenditoriale e non è assolutamente facile. Sicuramente quindi noi potremo investire su Valdostani, giovani valdostani o soggetti che hanno idee ma dobbiamo soprattutto essere un centro di attrazione - e sono pienamente d'accordo con lei sul fatto che servano le giuste risorse e soprattutto i giusti strumenti per fare questo -, certamente quindi occorre una riforma dal punto di vista normativo degli strumenti, un riordino - perché abbiamo bisogno soprattutto di questo - che sia al passo con i tempi e che possa considerare sicuramente delle misure per superare questo stato di crisi ma, come dicevo prima, occorre guardare in prospettiva e soprattutto - perché no? - anche sfruttare delle esperienze di successo che abbiamo anche vicino a noi.