Oggetto del Consiglio n. 136 del 3 dicembre 2020 - Resoconto
OGGETTO N. 136/XVI - Interpellanza: "Adozione di misure per sopperire alle carenze di personale medico-infermieristico".
Bertin (Presidente) - Punto n. 23 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola la consigliera Spelgatti, ne ha facoltà.
Spelgatti (LEGA VDA) - L'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 recita: "al fine di rafforzare i servizi infermieristici, con l'introduzione altresì delle infermiere di famiglia o di comunità per potenziare la presa in carico sul territorio dei soggetti infettati da Sars-COV2 identificati Covid-19, anche supportando le unità speciali di continuità assistenziale e i servizi offerti alle cure primarie, nonché di tutti i soggetti di cui al comma 4, le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale, in deroga all'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 possono, in relazione ai modelli organizzativi regionali, utilizzare forme di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, con decorrenza dal 15 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 con infermieri che non si trovino in costanza di rapporto di lavoro subordinato con strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private accreditate in numero non superiore a 8 unità infermieristiche ogni 50.000 abitanti. Per attività assistenziali svolte è riconosciuto agli infermieri un compenso lordo di 30 euro l'ora inclusivo degli oneri riflessi per un monte ore settimanali di massimo 35 ore. Per le medesime finalità, a decorrere dal 1° gennaio 2021, le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale possono procedere al reclutamento di infermieri in numero non superiore a 8 unità ogni 50.000 abitanti attraverso assunzione a tempo indeterminato e comunque nei limiti di cui al comma 10". Questo riguardava gli infermieri e stiamo parlando di maggio 2020.
Dopodiché abbiamo un articolo che è apparso su un quotidiano locale il 16 di novembre 2020, che è abbastanza inquietante, è intitolato: "in Valle d'Aosta graduatoria pronta ma mancano infermieri, 30 dottori pronti per i pazienti isolati ma nessuno li assume". Si legge: "siamo medici disponibili per il Covid da più di una settimana ma nessuno ci ha ancora chiamato". Il 4 novembre è scaduto il bando indetto dall'USL Valle d'Aosta per avere medici da destinare alle USCA (le Unità Speciali di Continuità Assistenziale) che svolgono il lavoro di visite, terapie e monitoraggio per pazienti positivi isolati a casa. Hanno risposto in 30 medici neolaureati pronti da schierare in campo ma nessuno di loro ha ancora ricevuto l'incarico. Il servizio USCA era stato lanciato già durante la prima ondata, è prevista un'USCA ogni 50 mila abitanti per la Valle d'Aosta sono tre. Vista la recrudescenza del contagio, due settimane fa l'Assessore regionale alla sanità Barmasse le ha raddoppiate con una delibera di Giunta. Ora tocca alla Direzione strategica dell'USL mettere in pratica.
"Non capiamo cosa stiano aspettando - dice il gruppo di medici - 30 professionisti che hanno offerto la propria disponibilità per rafforzare il servizio che soddisfano i requisiti necessari è una buona notizia in questa situazione di emergenza. Purtroppo nessuno ha ricevuto notizie, durante la prima ondata passò poco più di un giorno tra la pubblicazione della graduatoria e l'assunzione dei medici e quindi l'attivazione del servizio, cosa rallenta allora il potenziamento dell'unità?". "Il problema è la carenza di infermieri - come spiega il direttore amministrativo USL Marco Ottonello - adesso li abbiamo recuperati". "Al di là del personale infermieristico, sarebbe comunque strategico - dicono sempre i medici - assumere medici che si occupino dell'enorme lavoro di telemedicina, selezionare i pazienti da monitorare, quelli da visitare e quelli da inviare subito al Pronto. Per il bene della popolazione chiediamo che l'USL raccolga la nostra offerta di aiuto e collaborazione, anche perché il numero crescente di contagi nelle ultime settimane ha determinato un carico di lavoro sempre maggiore e ormai insostenibile per il personale delle USCA, che rimane molto sotto organico. Sul territorio valdostano sono attive ogni giorno dalle 08.00 alle 20:00 tre squadre USCA formate ognuno da un medico e un infermiere, si trovano a Saint-Pierre, Aosta, Châtillon e da lì partono per coprire tutto il territorio. Ogni giorno si registrano dai 50 ai 100 contatti telefonici, una quindicina di visite domiciliari con pazienti in ossigenoterapia, spesso anche con situazioni sociali difficili. Nel bollettino Covid di ieri i positivi in isolamento domiciliare risultano 2.135. Con una tale sproporzione di forze non tutti possono essere seguiti bene a domicilio, i pazienti malati di polmonite che necessitavano di visite urgenti hanno visto tardare la presa in carico, con conseguenze negative sul decorso della patologia, andando poi a sovraccaricare le strutture ospedaliere già sotto forte pressione".
Considerata la grave carenza di medici sul territorio valdostano e vista infine a titolo di esempio la procedura speciale legata all'emergenza Covid-19, acquisizione di manifestazione di interesse per formazione di un elenco di operatori disponibili a prestare attività di assistenza nelle strutture ospitanti pazienti Covid della Regione Piemonte indetta dall'unità di crisi al fine di reclutare personale con le suddette qualifiche: attestato di qualifica per operatore socio-sanitario, studente che sta attualmente frequentando un corso per operatore socio-sanitario, attestato di qualifica professionale di assistente familiare, svolgimento con regolare contratto di lavoro per almeno sei mesi anche non consecutivi di mansioni di assistenza al domicilio di anziani non autosufficienti o disabili, diploma di maturità quinquennale di tecnico di servizi socio-sanitari, laurea triennale in educazione professionale, titolo di infermiera volontaria, e quindi questo riguarda un altro aspetto ancora, abbiamo parlato degli infermieri, abbiamo parlato dei medici, abbiamo parlato dell'elenco degli operatori disponibili a prestare attività di assistenza nelle strutture fatto dal Piemonte, chiediamo quali misure siano state adottate e quali si intendono adottare in relazione alle opportunità offerte dall'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34 che riguarda gli infermieri. Quali interventi siano stati fatti per sopperire all'enorme carenza di personale medico sul territorio valdostano e perché dei 30 medici neolaureati che hanno dato l'immediata disponibilità a lavorare in Valle almeno una gran parte non siano stati assunti immediatamente o anche tutti, se siano stati indetti bandi similari a quello della Regione Piemonte al fine di sopperire all'enorme carenza di personale a tutti i livelli.
Presidente - Per il Governo regionale, la parola all'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - In riferimento all'interpellanza del consigliere Spelgatti, con riferimento alla richiesta contenuta nell'interpellanza, sentita l'Azienda USL della Valle d'Aosta, si fa presente che a decorrere dal mese di marzo 2020 sulla homepage del sito aziendale sono pubblicati, in applicazione del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni della legge 24 aprile 2020 n. 27, avvisi per il reclutamento in regime di libera professione delle seguenti figure professionali: personale medico specializzato anche in quiescenza, personale biologo specializzato, personale infermieristico anche in quiescenza, medici specializzandi, medici neolaureati. A seguito dei suddetti avvisi, sono stati contrattualizzati, nel periodo marzo-novembre 2020, 46 professionisti di cui 41 medici e 5 infermieri, attualmente prestano ancora servizio presso le USL 31 medici e 5 infermieri.
Per quanto riguarda il territorio, si precisa che la recente evoluzione della situazione pandemica, partendo dall'impatto provocato nella nostra regione e tenuto conto dei contributi e delle esperienze maturate in questi mesi, ha reso necessario aggiornare il percorso organizzativo delle USCA allo scopo di potenziare la presa in cura e la sorveglianza territoriale attiva per i pazienti a domicilio affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero. Questo percorso fa parte del quadro di potenziamento delle azioni svolte a livello dell'area territoriale distrettuale nel settore di assistenza primaria. In particolare, al fine di incrementare il numero di accessi domiciliari da parte delle USCA, aumentando così il rapporto visite domiciliari e contatti totali, è stato necessario concentrare l'attività di contatto triage telefonico e il coordinamento degli interventi su medici USCA a questo scopo addetti. Di conseguenza, considerata anche la natura orografica del territorio e la dispersione della popolazione nelle valli laterali, in deroga all'articolo 8 del decreto-legge n. 14 del 9 marzo 2020, si è prevista la presenza sul territorio regionale di 6 USCA, cioè sono state raddoppiate rispetto a quello che era previsto.
Il nuovo modello ha preso via in data 19 novembre coinvolgendo i 30 medici la cui graduatoria era stata pubblicata in data 9 novembre, che si sono andati ad aggiungere i 16 medici già operanti dal mese di marzo. Appare evidente che il lasso di tempo intercorso tra la pubblicazione della graduatoria dei medici che hanno espresso la loro disponibilità e il concreto avvio dell'attività è stato quello strettamente necessario ad attivare tutte le indispensabili procedure di incarico assicurative e contrattuali.
Inoltre è doveroso precisare che nella realtà dei fatti soltanto 12 dei medici della nuova graduatoria, cioè dei 30 sono risultati immediatamente disponibili al servizio per problematiche logistiche e assicurative perché già impegnati in altri servizi come, a titolo esemplificativo, la continuità assistenziale.
In parallelo, al fine di potenziare l'assistenza medica nelle strutture residenziali, che in conseguenza della pandemia si sono rivelate un setting che necessita di particolare attenzione, l'area territoriale ha provveduto a individuare ulteriori 4 medici che hanno aderito alla manifestazione di interesse pubblicata il 4 novembre.
Infine, per rispondere all'aumentato fabbisogno di assistenza in conseguenza dell'emergenza Covid-19, si è provveduto in parallelo a una riorganizzazione interna e all'assunzione di numero 6 nuove figure infermieristiche anche per l'attività delle USCA, nonostante le note difficoltà di reperimento di tali figure professionali.
Per quanto riguarda inoltre i concorsi di operatori sanitari, negli ultimi mesi si sono svolte numerose procedure ordinarie già previste nel piano triennale del fabbisogno di personale dell'Azienda USL, che hanno permesso l'assunzione a tempo indeterminato, per coprire le carenze, oltre che a tempo determinato, di figure mediche specialistiche, in particolare a copertura delle specialità: di chirurgia toracica, 2 assunti; di oftalmologia, 1 assunto e 1 in fase di assunzione; di neurologia, 1 assunto e 2 in fase di assunzione; di medicina e chirurgia di accettazione e urgenza, data espletamento 28 settembre, 1 assunto; di nefrologia, 2 in fase di assunzione; di cardiologia, data espletamento 30 settembre, 2 assunti e 2 in fase di assunzione; di radiodiagnostica, data espletamento 7 ottobre, 1 assunto e 2 in fase di assunzione; di pediatria, data espletamento 8 ottobre, 1 assunto; di psichiatria, data espletamento 19 ottobre, 1 assunto; di geriatria, data espletamento 27 ottobre, 2 assunti; di allergologia, data espletamento... è stata utilizzata la graduatoria del 30 ottobre 2020, 1 in fase di assunzione; di dermatologia, 30 ottobre data espletamento, 1 assunto e 1 specializzando che verrà assunto alla fine della specialità; anestesia e rianimazione, la graduatoria... 2 in fase di assunzione, alcuni concorsi non hanno avuto partecipanti, tipo quelli per le malattie dell'apparato respiratorio, per medicina trasfusionale, altri sono in fase di espletamento come la medicina interna.
Si ricorda altresì che nel mese di ottobre si è concluso il concorso per infermieri, il quale ha portato all'assunzione di 66 infermieri a tempo indeterminato di cui 45 in stabilizzazione e 21 nuove assunzioni. Si precisa che infine sono stati prorogati tutti i contratti degli infermieri somministrati in essere che, in attuazione dell'ordinanza n. 709 del 24 ottobre 2020 della Protezione civile nazionale, sono stati contrattualizzati 2 operatori sanitari e 1 figura amministrativa per supportare l'attività di contact tracing.
Inoltre, come lei penso ben sappia, consigliere Spelgatti, è stata fatta una delibera abbastanza recentemente per poter permettere di assumere in qualità di OSS anche tutta una serie di operatori in analogia a quello che è stato fatto in Piemonte che dovessero ancora finire di fare, tipo le OSS che dovevano terminare di fare il tirocinio e altre figure professionali, ovviamente solamente e limitatamente al periodo emergenziale per poter andare a sopperire carenze soprattutto di OSS nelle microcomunità e, per i riscontri che ho avuto in relazione a quella delibera, c'è stata un'importante partecipazione e una soluzione a quanto mi hanno riferito i Sindaci di questo tipo di problematica appunto nelle microcomunità e sul territorio.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola la consigliera Spelgatti, ne ha facoltà.
Spelgatti (LEGA VDA) - La ringrazio, Assessore, per la risposta. Le chiedo magari se posso poi avere solo la sua risposta da leggere per iscritto, perché, a sentire tutti i dati, non avendo chiaramente il tempo materiale di capire esattamente tutti i contenuti della risposta, ho bisogno poi magari di leggere.
In ogni caso quello che conta e l'invito che si fa è quello di essere il più celeri possibile, chiaramente lei adesso è appena arrivato, quindi prendiamo atto di tutto quello che viene fatto, però il tempo è contro di noi, soprattutto calcolando tutto il discorso dei medici e degli infermieri, perché con tutti i bandi che sono stati fatti e l'attrattività che c'è in questo momento da parte delle varie USL ovunque, visto e considerato che c'è una grossa "infornata" - passatemi questo termine poco elegante però c'è proprio una infornata di professionisti - e calcolando il fatto che noi qui non siamo attrattivi per tutta una serie di ragioni, anche solo logistiche perché siamo lontani, dobbiamo far sì che si possa arrivare primi rispetto agli altri, perché se già ci perdiamo anche le risorse che potrebbero essere disponibili a lavorare in Valle d'Aosta, se ne vanno da un'altra parte piuttosto che appunto non vengono dalle altre Regioni qua perché vengono assunte più vicino a casa, noi qui non riusciamo ad avere il personale necessario. Il lavoro da fare è gigantesco per la sanità valdostana, lo era già prima, adesso in emergenza Covid e con tutte le conseguenze che avremo anche a livello sanitario per tutto quello che è successo... come lei già giustamente mi aveva detto a seguito di altre iniziative, il problema è sempre il personale, bisogna correre.
Quando si leggono delle notizie in cui dei medici ci dicono: "ah no, però come mai non ci stanno chiamando?" quindi nasce il grido d'allarme e la domanda che cosa sta succedendo e perché non vengono assunti immediatamente prima che vadano da un'altra parte, quindi la ringrazio per la risposta e buon lavoro.
