Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 135 del 3 dicembre 2020 - Resoconto

OGGETTO N. 135/XVI - Interpellanza: "Soluzioni per la rimozione delle barriere architettoniche esistenti nelle stazioni ferroviarie della nostra regione".

Bertin (Presidente) - Alla presenza di 33 Consiglieri diamo inizio ai lavori del Consiglio regionale. Ne approfitto anche per fare una comunicazione: in seguito alla Capigruppo di ieri pomeriggio, la discussione sulle novità rispetto alla regolamentazione riguardante la pandemia, il nuovo DPCM e altro sarà spostata al pomeriggio quando avremo tutti gli elementi per poter avviare una discussione. Ne approfitto anche per proporre che nel pomeriggio, al primo punto, si faccia l'approvazione del bilancio del Consiglio regionale e di seguito la discussione di cui accennavo adesso. Mi dicono anche che, per necessità del Presidente della Regione che è impegnato in videoconferenza, il Consiglio è posticipato al pomeriggio alle ore 15:30, ritorniamo all'orario "tradizionale".

Intanto riprendiamo l'ordine del giorno, siamo al punto n. 22. Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin per l'illustrazione, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Questa interpellanza nasce a seguito di numerose segnalazioni che ci sono pervenute relativamente appunto alle barriere architettoniche nelle stazioni ferroviarie della nostra Regione. Credo sia opinione comune di quest'Aula il fatto che nel 2020 e dopo direi una vasta normativa in materia di barriere architettoniche, che va dalla legge n. 13/1989 al decreto ministeriale n. 283/1989, non sia accettabile l'esistenza di ostacoli al libero accesso ai servizi da parte di persone con disabilità. Non dobbiamo infatti dimenticare che la legge n. 104/1992 sancisce che le persone con disabilità in nessun caso possono essere escluse al godimento di servizi, prestazioni e opportunità ordinariamente goduti da ogni cittadino e per questo in tema di barriere architettoniche stabilisce che il rilascio delle concessioni edilizie sia vincolato rispetto alla normativa in materia di barriere che siano dichiarate inagibili e inabitabili, sanzionati i responsabili, le opere realizzate in edifici pubblici aperti al pubblico in modo tale da compromettere l'accessibilità ai disabili e che sia riservata una quota di fondi per opere di edilizia di residenza pubblica e che i regolamenti edilizi comunali che siano adeguati alle norme vigenti.

Fatta questa dovuta premessa, ci siamo concentrati anche sul programma di governo della vostra Giunta che - lo avevamo già osservato durante la prima seduta di questo Consiglio - dedica poche righe al tema della disabilità laddove si enuncia che è intendimento del Governo avviare una valutazione reale del problema della disabilità in Valle d'Aosta per poter dare risposte concrete al problema. "Bisogna recepire i problemi e le aspettative che esprimono i disabili e le loro famiglie", questo è il pezzo relativo del vostro programma ma non viene fatto alcun accenno alle barriere architettoniche, che costituiscono invece un notevole ostacolo per la piena inclusione di soggetti con disabilità nella nostra comunità.

Posso fare un esempio personale di questo problema, nel senso che io e la collega Spelgatti nella nostra esperienza in Comune ad Aosta abbiamo avuto modo di fare anche un giro che, secondo me, dovrebbero fare tutti, ovvero un'associazione di disabili - quella volta c'era pure il Presidente - ci ha invitato a fare un giro in carrozzella per la città di Aosta e vedere le barriere architettoniche che dovevano essere affrontate da chi ha dei problemi di deambulazione ma soprattutto ci avevano portato anche presso la stazione di Aosta. La stazione di Aosta ha questo problema fondamentale dell'accesso ai binari, l'accesso ai binari ha difficoltà relativamente alla parte dei binari che sono al di là del primo, non ci sono gli ascensori che portano nel sottopassaggio e l'unico modo per attraversare i binari è una storta ma sicura passerella che viene aperta da un addetto quando questo addetto è presente all'interno della stazione e si devono attraversare i binari come una volta, quindi nella parte superiore, peraltro con un cartello che specifica che è vietato attraversare i binari, quindi è una situazione decisamente curiosa che, purtroppo, si deve andare a interpretare e utilizzare, quindi, per poter fruire di un servizio cui possono arrivare tutti, si devono fare degli sforzi e dei percorsi che non sono sicuramente agevoli, men che meno per chi, purtroppo, ha già una condizione di disabilità e di limitazione della deambulazione, poi ovviamente i problemi non sono soltanto sulla stazione di Aosta ma sono su tante altre stazioni.

Alla luce quindi di queste lacune, viste le numerose segnalazioni dell'esistenza di barriere architettoniche nelle stazioni che abbiamo rappresentato all'interno di questa interpellanza, che evidentemente non permettono la fruizione delle stazioni sia ai soggetti con disabilità, sia, per esempio, alle mamme con passeggini, ai ciclisti, tutti quei soggetti che hanno necessità di raggiungere e magari trasportare con loro il passeggino, piuttosto che la bicicletta o quant'altro, chiediamo all'Amministrazione regionale se sia a conoscenza dell'esistenza di barriere architettoniche presenti nelle stazioni ferroviarie citate e quali siano gli intendimenti dell'Amministrazione regionale in merito alle barriere architettoniche per realizzare la piena inclusione di persone in disabilità ovviamente di concerto con i soggetti gestori, questo mi sembra evidente.

Presidente - Per il Governo regionale, risponde l'assessore Minelli, a cui do la parola.

Minelli (PCP) - Collega Manfrin, la sua interpellanza affronta un argomento importante che, caso vuole, arriva proprio oggi, Giornata internazionale della disabilità, e affronta un problema che riguarda in primis molti nostri concittadini e che, purtroppo, però vede il nostro intero Paese in una posizione arretrata rispetto a quanto si riscontra in altre realtà, ad altre latitudini, che in quanto a rispetto e attenzione nei confronti delle persone disabili sono sicuramente a un livello più avanzato di noi. Purtroppo, e concordo con lei, anche sul nostro territorio regionale sono presenti evidenti criticità.

Con riferimento alla sua interrogazione, è doveroso innanzitutto richiamare il quadro normativo giuridico di riferimento, che vede la piena competenza del gestore dell'infrastruttura ferroviaria, Rete Ferroviaria Italiana, a fronte di un ruolo estremamente marginale dell'Amministrazione regionale e che ha limitato la possibilità di incidere sulle politiche nazionali di questa società.

Lei ci chiede se il Governo sia a conoscenza dell'esistenza delle barriere architettoniche presenti nelle stazioni ferroviarie in Valle d'Aosta. La problematica è ben nota al Governo regionale già dalle precedenti legislature ed è stata, come lei sa, più volte oggetto di discussione in questo Consiglio e in quest'aula e ad oggi, purtroppo, tutte le stazioni valdostane, seppure con un grado diverso, presentano ancora delle barriere architettoniche.

Lei pone una domanda riguardo agli intendimenti dell'Amministrazione regionale rispetto alle barriere nelle stazioni. L'Amministrazione regionale, per realizzare la piena inclusione delle persone con disabilità, sta operando su due fronti distinti: da una parte, con il gestore dell'infrastruttura, che è RFI come ho detto, e con l'appaltatore di servizio di trasporto pubblico ferroviario dall'altro, cioè Trenitalia.

L'Amministrazione ha più volte sollecitato RFI nei vari tavoli tecnici a intervenire per eliminare le barriere architettoniche presenti nelle stazioni sul nostro territorio, in ultimo con note, come mi comunicano gli uffici, in data 22 maggio 2019 di riscontro al tavolo tecnico di ascolto e in data 25 ottobre 2019 di trasmissione delle osservazioni al piano commerciale che è stato successivamente pubblicato nel febbraio del 2020. RFI risulta impegnata in un piano nazionale finalizzato alla progressiva eliminazione delle barriere architettoniche senso-percettive e comunicative nelle stazioni ferroviarie.

Sul nostro territorio è in corso la progettazione di un intervento per l'abbattimento delle barriere architettoniche nella stazione di Aosta attualmente oggetto di procedura di intesa ai sensi della legge regionale n. 11/1998, intervento che prevede l'innalzamento di alcuni binari, l'installazione di ascensori per l'accesso a tutti i binari, nonché il prolungamento del sottopasso sino al parcheggio di via Carrel. Inoltre nei vari tavoli che la vedono coinvolta, RFI ha informato che all'interno del piano nazionale delle barriere architettoniche nelle stazioni sono per noi previsti degli interventi nella stazione di Verrès, intervento previsto secondo il piano per l'anno 2023, e per la stazione di Châtillon, intervento previsto dal piano nazionale nell'anno 2024.

Nelle more degli adeguamenti infrastrutturali Rete Ferroviaria Italiana, per ovviare ai problemi di accessibilità nelle stazioni, comunica la fornitura di un servizio di assistenza denominato "Sale Blu", che consiste in una serie di attività, come l'accoglienza in stazione presso il punto di incontro concordato, l'accompagnamento per l'eventuale ritiro del biglietto, l'accompagnamento a bordo treno, eccetera, a sostegno dei viaggiatori con disabilità o a ridotta mobilità, previa richiesta che deve pervenire con 12 o 24 ore lavorative di anticipo a seconda del canale con cui è effettuata, cioè se è il numero verde o se è un'App dedicata. Purtroppo in questo periodo di emergenza sanitaria, con il susseguirsi delle prescrizioni emesse dalle autorità competenti, questo servizio potrebbe aver subito delle riduzioni o delle modifiche, ed è una cosa più che verosimile.

Va detto, per completezza di informazione, che sul nostro territorio questo servizio è reso ad oggi solamente nella stazione di Aosta e prevede, su espressa richiesta della Regione, l'accompagnamento dell'utente da e per l'autostazione di via Carrel. Rispetto al servizio di trasporto pubblico ferroviario e al suo gestore Trenitalia, nel nuovo contratto che è stato siglato la Regione ha posto una particolare attenzione al tema dell'accessibilità e dell'assistenza nei confronti degli utenti appartenenti alle fasce deboli ponendo in capo all'impresa ferroviaria una serie di obblighi, quali quelli che vado a elencare: garantire l'accesso alla stazione, alla banchina e al materiale rotabile, oltre che presso le stazioni di Aosta, Ivrea, Torino Porta Nuova e Porta Susa, come avviene attualmente, anche in tutte le altre stazioni o fermate a richiesta dell'utenza e con un preavviso di 48 ore; fornire un'assistenza a bordo treno con personale che prenderà in carico tali soggetti mantenendo contatti periodici durante il viaggio, che significa accompagnamento al posto a sedere, sistemazione bagagli, informazioni personalizzate, assistenza negli spostamenti; garantire l'informazione sonora su tutti i mezzi e in tutte le stazioni funzionali al servizio; predisporre entro un anno dall'attivazione del servizio un piano di miglioramento dell'accessibilità ai servizi ferroviari per le persone con disabilità o mobilità ridotta da concordare con il gestore dell'infrastruttura per quanto di competenza e da condividere con i portatori di interessi e le associazioni di categoria. I treni bimodali hanno evitato per la maggior parte dei collegamenti diretti da e per Torino gli spostamenti aggiuntivi dovuti al cambio treno a Ivrea che gravava particolarmente sugli utenti appartenenti a queste fasce deboli. I treni bimodali inoltre sono dotati di uno scalino di accesso più basso, un posto per carrozzina riservato, sistemi di informazioni acustiche, visive e tattili. Però, come lei può capire anche dalle tempistiche che le ho evidenziato riguardo al piano previsto da RFI, il lavoro da fare è tanto, non è immediato e sarà necessario continuare a monitorare e a sollecitare il rispetto degli impegni previsti, come abbiamo fatto nel recente incontro tenutosi alcune settimane con i responsabili di RFI e con l'incontro che è previsto ed è stato richiesto in modo congiunto dalla Regione e dal Comune di Aosta, con il dottor Gualario, che si preoccupa espressamente di questi temi, un incontro che abbiamo fissato già a metà novembre ed è previsto per l'11 dicembre prossimo appunto con gli Amministratori del Comune della città di Aosta.

È un argomento, come lei sottolinea, che non riguarda però soltanto le barriere architettoniche presenti nelle stazioni, è un argomento sicuramente più ampio e che dovrà essere affrontato a più livelli.

Per quanto riguarda però la situazione ferroviaria, ad oggi queste sono le condizioni in cui ci troviamo.

Presidente - Per la replica, il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio ovviamente l'Assessore per la risposta ma non posso dichiararmi soddisfatto. Devo essermi perso nella risposta la data di completamento di questo collegamento con via Carrel e con l'allungamento del sottopassaggio, però, diciamo, che rispondere ai cittadini che ci chiedono di rendere accessibile le stazioni che nel 2023 forse la stazione di Verrès sarà percorribile dai disabili e forse anche nel 2024 quella di Châtillon... sinceramente riteniamo non sia una risposta accettabile. Così come non riteniamo sia a questo punto nemmeno una strategia ben centrata quella che lei, Assessore, ha messo in piedi, se lei stessa ci dice che l'ultimo sollecito che è stato fatto a Reti Ferroviarie Italiane è del 25 ottobre 2019, quindi più di un anno fa, è stato mandato l'ultimo sollecito per avere delle risposte, ad oggi lei fa l'Assessore ma solleciti non ci sono, dice che farà degli incontri con gli amministratori locali ma gli amministratori locali possono fare poco. L'ente che può fare è ovviamente Rete Ferroviarie Italiane e Trenitalia come giustamente ha spiegato, evidentemente la necessità è quella di intervenire anche in maniera dura, anche in maniera importante, però se noi pensiamo di dire: "va beh, oggi è la Giornata nazionale della disabilità, celebriamola, però magari tra tre, quattro, cinque anni un disabile forse potrà usufruire della stazione", evidentemente non è una risposta che ci può accontentare.

Mi auguro quindi che vorrete anche intervenire su questo tema, anche perché ha parlato giustamente anche di altre problematiche ma che tendenzialmente di solito riguardano molto di più i Comuni rispetto alla Regione, questa è una delle competenze che penso che la Regione debba prendersi a sé, lei ha avuto sempre a cuore il tema dei trasporti e dei treni, se nemmeno in questo caso si riesce a fare qualcosa o accelerare, evidentemente l'azione di governo non mi sembra ben centrata sul problema.