Oggetto del Consiglio n. 132 del 2 dicembre 2020 - Resoconto
OGGETTO N. 132/XVI - Interpellanza: "Risoluzione delle problematiche relative alla mancata concessione degli aiuti alla monticazione".
Bertin (Presidente) - Punto n. 19 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Planaz, ne ha facoltà.
Planaz (LEGA VDA) - Ho ritenuto opportuno presentare questa interpellanza e sottoporre all'attenzione di quest'Aula le numerose problematiche che la legge di monticazione n. 3/2016: "Disciplina degli aiuti regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale" presenta. Questa legge regionale è stata autorizzata dalla Commissione europea con circolare n. 1663/2020 in data 13 marzo 2020 con un testo avente a oggetto il regime di aiuti per la monticazione per i bovini negli alpeggi condotti direttamente o da terzi notificato dalla medesima attraverso un'applicazione di un sistema interattivo di notifica di aiuti di Stato.
Considero paradossale che l'Ufficio Stampa dell'Assessorato di riferimento già nel 2016 redigesse articoli ufficiali destinati a comparire sulle maggiori testate giornalistiche regionali riportanti l'esistenza di cospicue somme di denaro nelle casse della Regione pronte a essere erogate nelle aziende agricole che ne avessero i requisiti ma nessuno ad oggi abbia ancora potuto accedere a questi fondi. Nello specifico le aziende che nell'anno 2020 hanno monticato e fatto richiesta per ottenere i relativi finanziamenti previsti dalla legge non solo non hanno ricevuto un euro, il che potrebbe anche suonare normale viste le tempistiche non proprio brevissime della macchina amministrativa, ma si trovano nella condizione di vedersi rifiutata la domanda per criticità legate alla stesura del testo della legge stessa.
Oltre a ciò, vorrei fare un breve excursus su cosa comporti nella pratica monticare in Valle d'Aosta. È facile e folkloristico parlare di "Inarpa" e "Désarpa" ma vorrei mettervi a conoscenza di cosa comporti nella realtà per un allevatore spostare le mandrie in alpeggio in modo che magari chi coltiva solamente l'immagine bucolica di questa pratica e soprattutto chi crede che sia un passatempo possa finalmente capire che si tratta di una pratica estremamente e inutilmente burocratizzata oltre che complessa. Un allevatore che intende monticare gli animali in alpeggio deve eseguire almeno quattro passaggi burocratici: il primo, la redazione del modello 4 elettronico che è previsto dalla legge nazionale, che disciplina il regolamento e lo spostamento degli animali ed è indispensabile aggiornare la banca dati nazionale. Il modello 4 è un po' la Bibbia dell'allevatore perché va compilato in ogni occasione di spostamento per motivi di pascolo, in caso di vendita di capi di bestiame e per la destinazione di animale alle fiere o ai macelli e quant'altro comporti lo spostamento fisico dell'animale. Il secondo documento da presentare entro sette giorni dalla monticazione e da esibire direttamente all'ufficio regionale perché è necessario aggiornare la banca dati regionale... sì, avete capito bene, non è sufficiente aggiornare la banca dati nazionale, l'allevatore deve aggiornare anche quella regionale andando a fare così lo stesso identico lavoro per la seconda volta aggiungendo solo il numero degli animali produttivi presenti in azienda e dichiarando quale destinazione avrà il latte ivi prodotto presentando le autorizzazioni sanitarie del caso. Qui c'è un'anomalia, una discrepanza anche nel modo che la BDR accetta queste dichiarazioni da parte delle aziende agricole, se verso BDN ci sono sette giorni di tempo per aggiornare la banca dati, per la monticazione... già le leggi vigenti prima per agevolare gli allevatori... la banca dati regionale accetta dieci giorni, però questo provoca delle anomalie nel caricamento delle domande con le relative sanzioni per quanto riguarda gli allevatori.
C'è poi un'ulteriore domanda: se il latte viene trasformato in fontina, ecco che l'allevatore si prepara ad affrontare il terzo step burocratico: il passaggio presso il Consorzio Produttori Fontina. Ovviamente la maggior parte degli alpeggi destina il latte alla produzione della fontina, quindi è ovvio che praticamente tutti gli allevatori da Gressoney a Courmayeur devono prepararsi a fornire altre dichiarazioni in parte già presentate nelle domande precedenti aggiungendo solo la dichiarazione dei tramuti che intende utilizzare nella stagione estiva e quante forme di Fontina crede di produrre.
Finalmente si arriva all'ultimo passaggio e questo è quello della presentazione della domanda per ottenere finanziamenti relativi alle monticazioni che prevede ovviamente di nuovo tutta una serie di dichiarazioni già presentate nelle domande precedenti oltre al fatto che sembra una di quelle storielle che si raccontano a ritroso alle quali si aggiunge un pezzettino per volta.
È paradossale che una regione piccola come la nostra sia così altamente burocratizzata e sia così distante dalla realtà della vita dei suoi abitanti, perché, oltre al fatto di dover presentare quattro domande pressoché uguali, l'allevatore lo deve fare entro tempistiche definite in un periodo in cui praticamente la mole di lavoro è grandissima e l'accesso agli uffici alla veulla [traduzione letterale dal patois: città] non è nemmeno così facile, perché penso che sappiate che gli alpeggi non si trovano in comode posizioni alla periferia di Aosta o nelle vallate centrali. Non si capisce come gli uffici regionali siano estremamente vicini fisicamente e siano così tanto lontani dal punto di vista della gestione amministrativa, tanto da dover chiedere agli allevatori di doversi spostare fisicamente più volte invece di fare un semplice click di condivisione.
Al di là del carico burocratico in cui credo ora abbiate un quadro più chiaro, c'è una questione che mi preme portare all'attenzione dell'Assessore al quale chiedo contezza: vorrei si informasse e ci desse al più presto risposta del perché questa legge regionale, oltre che essere piena di cavilli utili solo a complicare la presentazione delle domande e a escludere per motivi senza senso allevatori che avrebbero tutti i diritti di accedere ai finanziamenti, non tiene nemmeno conto della conformazione del nostro territorio, né delle esigenze degli allevatori che vi operano. Nello specifico mi riferisco all'ulteriore restrizione imposta dalla legge regionale che penalizza le aziende agricole che conducono le loro attività sui terreni altrettanto marginali ma di altitudine più bassa che per questo motivo necessitano di maggiori pascolamenti e per questo vengono esclusi da una misura che tiene in considerazione solo la superficie e non anche l'organizzazione delle attività per migliorare il territorio.
In ultimo, dopo tutti questi cavilli e dopo le numerose difficoltà, mi auguro che per questa misura ci sia copertura finanziaria sufficiente per soddisfare tutte le domande, come peraltro c'è scritto nel testo di legge.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Ringrazio innanzitutto per avere l'opportunità di parlare di questa misura: quella appunto della monticazione, alla quale tengo in particolar modo. L'aiuto messo in campo per la prima volta quest'anno, dopo quasi dieci mesi di trattative con la Commissione europea per arrivare all'approvazione definitiva, prevede l'erogazione di un premio per il pascolamento dei bovini produttivi negli alpeggi. In sostanza, le aziende di fondovalle possono fruire di un aiuto pari a 250 euro a capo per ciascuna bovina in lattazione ceduta in affido estiva o 200 euro se le bovine sono gestite direttamente in un alpeggio di proprietà o di terzi. Ritengo l'aiuto molto importante e strategico non soltanto per il sostegno economico ai nostri allevatori ma anche perché negli ultimi anni, a causa della crisi del settore zootecnico e del conseguente calo di redditività aziendale, sempre più aziende del fondovalle hanno deciso di non monticare i propri animali produttivi con ripercussioni negative in termini di carico animali nel fondovalle, di progressivo abbandono di alcuni tramuti di alpeggio o di sottoutilizzo degli stessi. Ciò ha anche altri benefici indiretti come la produzione di latte di qualità per produzione di prodotti di eccellenza, bovine meno stressate da calura estiva e mosche rispetto al fondovalle, fertirrigazioni di superficie in alpeggio e meno produzione di letame in fondovalle.
Ritornando alle questioni poste dai colleghi, però devo evidenziare che probabilmente c'è anche una certa male informazione in quanto nelle premesse dell'interpellanza sono evidenziate numerose segnalazioni da parte di allevatori che, nonostante avessero i requisiti per accedere al contributo, non hanno potuto usufruire degli aiuti concessi. Chiarisco che le istruttorie sono tuttora in corso e che pertanto ad oggi nessuno è stato escluso dall'aiuto. Faccio inoltre presente che i requisiti di ammissibilità concordati, e in taluni casi imposti dalla Commissione europea, prevedono un periodo minimo di monticazione di almeno 60 giorni, un carico massimo di 1 UBA per ettaro di superficie alpeggiabile e il fatto ovviamente che la bovina sia produttiva durante il periodo di monticazione. In queste settimane gli uffici dell'Assessorato si sono incontrati periodicamente con AREV, che peraltro fa parte con un proprio rappresentante della commissione tecnica e stanno procedendo con le verifiche previste per l'erogazione dell'aiuto. Sicuramente ci sono ancora delle situazioni che, insieme al rappresentante AREV, devono essere vagliate nel dettaglio ed è possibile che una minima parte dei richiedenti non potrà beneficiare dell'aiuto. Posso però garantire che nel caso si tratterà di allevatori che hanno inoltrato la domanda sebbene non in possesso dei requisiti previsti dalla norma.
Ci tengo in ogni caso a far presente che stiamo valutando l'applicazione di una misura in de minimis per quelle aziende che, pur non in possesso dei requisiti previsti, hanno una gestione aziendale che è in linea con la filosofia della misura in questione: cito, ad esempio, quelle situazioni di fondovalle collocate a quote elevate che, pur non prevedendo uno spostamento degli animali in altre strutture di alpeggio, garantiscono il pascolamento degli animali per tutto il periodo estivo, permettendo anche di sfruttare zone marginali e pascolabili e garantendo un migliore benessere animale.
Aggiungo anche - e condivido con il collega Planaz - il discorso dell'eccessiva burocrazia, quello della sburocratizzazione è sicuramente un obiettivo che ci siamo prefissati, così come il discorso di questa duplicazione della banca dati, sinceramente era una tematica che non conoscevo e che sto proprio approfondendo in queste settimane e sicuramente è un problema che andrà affrontato e risolto, perché effettivamente questa duplicazione è un ulteriore impegno in più che chiediamo, si va comunque nell'ottica di sburocratizzare e di semplificare tutta questa serie di procedure.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Planaz a cui cedo la parola.
Planaz (LEGA VDA) - Mi ha elencato un po' lo specifico della legge ma, se me lo permette, ero a conoscenza di come era stata interpretata la legge. Lei ha parlato ultimamente di aziende di fondovalle, le aziende che si collocano a 1800 metri di altitudine vengono calcolate come aziende di fondovalle e vengono tagliate fuori da un aiuto che poteva essere molto importante per loro, perché devono già superare una serie di difficoltà stando tutto l'anno in un territorio che è molto marginale, in altitudine, devono confrontarsi con le problematiche climatiche. Io, quando ero rappresentante dell'associazione, avevo già fatto presente tutta questa serie di problematiche, ma ce n'è una che è un ulteriore schiaffo al mondo agricolo: di andare ad aggiungere un ulteriore carico di bestiame al di fuori di quello che dobbiamo già rispettare in base alle linee guida europee. Questo fa sì che molte aziende verranno completamente tagliate fuori da questi premi ma si tratta di aziende che monticano in zone molto marginali, come ho già anticipato prima, e che ancora una volta sono quelle che già, avendo molte difficoltà a portare avanti certi territori, si vedranno penalizzate ulteriormente su questa domanda.
Adesso io le chiedo solo una cosa: di fare il possibile per andare a sistemare questa situazione perché io avevo dato delle indicazioni agli uffici che, secondo me, c'era il modo di andare a far rientrare tutte queste attività dentro questa domanda importantissima per questo momento già in emergenza Covid ma già per tutta una serie di problematiche che portavamo già avanti da tempo. Vigileremo su questo affinché questo accada perché non ci possiamo permettere di escludere delle aziende importantissime per il nostro territorio da questi premi.
Presidente - Vedo una richiesta da parte dell'Assessore per una piccola integrazione.
Sapinet (UV) - Condivido, collega Planaz, io ho citato un esempio con le situazioni di fondovalle ma ovviamente in quelle misure alternative sulle quali stiamo ragionando ci sono anche quelle che lei ha ben sottolineato ovvero quelle aziende che sono tutto l'anno in quota, quindi anche per quelle aziende sono allo studio delle soluzioni.
