Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 89 del 18 novembre 2020 - Resoconto

OGGETTO N. 89/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito al mantenimento del ruolo centrale del Consiglio regionale nelle scelte riguardanti il collegamento intervallivo "Cime Bianche"".

Bertin (Presidente) - Passiamo al punto n. 30 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, il consigliere Aggravi a cui cedo la parola.

Aggravi (LEGA VDA) - Vedete, colleghi, io già nel corso dell'insediamento di questo Governo feci una battuta - non nel senso ironico ma nel senso che avrei rimandato poi a un'iniziativa consiliare specifica - sulla seguente frase: "sulla realizzabilità del collegamento fra il comprensorio di Cervinia Monterosa in termini di sostenibilità finanziaria ambientale urbanistica resta inteso che il Consiglio regionale manterrà ruolo centrale nelle scelte definitive da assumere". Ci sono poi altre due domande dell'interpellanza che sono collegate a questa perché questa interpellanza punta a comprendere quali saranno le modalità di questo mantenimento del ruolo centrale nelle scelte definitive da assumere e soprattutto quali saranno poi i passaggi di natura procedurale conseguenti all'espletamento della gara di cui in oggetto.

Vado sulla gara perché, leggendo appunto questo passaggio del programma di legislatura e mettendolo in comparazione con il bando che la Monterosa ha pubblicato sul suo sito, andiamo a trovare il fatto che un complessivo studio, che nasce, tra l'altro, dai risultati del gruppo di lavoro costituito dalla delibera di Giunta n. 513/2019, quando fu costituito un gruppo di coordinatori regionali che dovevano definire quello che sarebbe poi stato il processo conseguente, ricordo un'iniziativa che feci già in Consiglio... all'interno del quale vi sono tutta una serie di studi, tra cui lo studio di impatto, l'assetto territoriale turistico, si parla di VAS e di VIA, uno studio preliminare della linea funiviaria, uno studio preliminare di una pista da sci realizzabile senza movimenti terra, uno studio propedeutico alla relazione di incidenza e uno studio sugli aspetti urbanistici e sugli ambiti inedificabili, e tutto questo è confluito appunto nel bando pubblicato dalla Monterosa all'interno del quale poi la parte se vogliamo più interessante, leggendo il combinato disposto con quanto presente nel programma di legislatura, di fatto, il tracciato è già stato identificato.

Andando un po' a ritroso, ovviamente si deve fare riferimento a due momenti: il 2015, quindi quando c'era stato quello studio promosso dal progetto Alplinks, che prevedeva appunto la realizzazione di due impianti, quindi una telecabina da Frachey a Varda e poi un impianto 3S che andava al Colle superiore delle Cime Bianche, un progetto che escludeva la possibilità di realizzare una pista nella parte bassa del Vallone e che, tra l'altro, in comparazione con altri progetti, aveva un punteggio soprattutto per la parte ambientale molto più performante, seppur dei costi superiori, e poi il momento successivo, cioè il 2017, uno studio condotto dalla struttura del SIF regionale, dove, di fatto, propone un nuovo tracciato, che prevede il collegamento da Frachey al Colle inferiore delle Cime Bianche e poi successivamente ulteriori due impianti per poi raggiungere la parte alta del comprensorio, di fatto, quattro telecabine, quindi non più una telecabina e una 3S. Ovviamente nello studio si specifica quello che dicevo prima: che questo tracciato permette di realizzare più interventi, di fatto, quattro tracciati, rispetto al precedente. Ci sono ovviamente delle valutazioni di costo, quello che però è in evidenza è la parte ambientale.

Perché vado a sottolineare questo? Abbiamo uno studio del 2015 dove c'è una comparazione di vari scenari, quindi se io vado a collegare la scelta fatta oggi con quanto scritto sul programma di legislatura, e quindi il mantenimento del ruolo centrale nelle scelte definitive da assumere, ho nello studio del 2015 una possibilità più larga perché ci sono vari tracciati, varie soluzioni e sono pesate dal punto di vista economico, tecnico, dell'opportunità urbanistica e soprattutto ambientale.

Oggi, di fatto, noi ci troviamo con un bando e un nuovo studio, tra l'altro, parliamo di cifre importanti perché siamo sui 742.000 euro, che, di fatto, vanno a interessare un solo tracciato e una sola soluzione, parlo del lato tecnico. Poi, sì, ci sono tutta una serie di ulteriori studi, tra l'altro, sul VAS, visto che spesso si parla di aiutare il tessuto economico locale, professionalità come chieste nel bando in Valle d'Aosta che si occupano di VAS... sono molto curioso di vedere chi si presenterà, ma, al di là di questo, quello che poi è interessante anche capire è che, come già era scritto sia nello studio del SIF del 2017 ma poi successivamente, c'è un impianto, quello della Gran Sometta, che, tra l'altro, la Cervino, quindi la società al di là appunto del Vallone, ha già posto in gara per una seggiovia.

Ci sono quindi una serie di scelte che sono già state fatte, qui si parla di un unico tracciato perché quello che ho descritto è un'unica possibilità, quello che mi interessa capire è il ruolo centrale del Consiglio regionale qual è? Perché, a seguito di questo studio, il tracciato è stato definito, le potenzialità saranno legate soltanto a un tracciato già scelto e, terzo, mi dico: ma se abbiamo già fatto uno studio passato che ha messo in evidenza comunque dei confronti e delle eventualità, che nel tempo possono essere sicuramente aggiornate ma che comunque - ripeto - se noi guardiamo i due scenari che ho messo a confronto, quindi quello di un collegamento di due impianti, quindi Frachey e Varda e il Colle Superiore e invece quello attuale, ovviamente sono già presenti in parte con delle valutazioni fatte nel 2015 e soprattutto, dall'altro lato, penso a chi magari come me non è d'accordo a fare il collegamento, perché, ripeto, il sottoscritto è d'accordo per tutta una serie di questioni ma che è giusto comunque approfondire, mi dico: ma chi spera o chi magari nella vulgata, perché li leggiamo tutti i social e li sentiamo, dice: "non si farà il collegamento", è bene che sappia che, in realtà, qua si è già fatta una scelta in sé. Io quindi mi dico: il Consiglio regionale che margini di manovra ha a favore o contro? Perché poi ognuno giustamente farà le sue valutazioni, perché questo passaggio non mi è molto chiaro, forse voi mi potete aiutare in tal senso.

Presidente -Per il Governo, la parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-SA) - Intanto stiamo parlando di un investimento che è già stato oggetto di numerose discussioni in Consiglio regionale, non ultima quella legata all'approvazione della scheda sul DEFR, che ha dato poi il via a questa seconda parte di lavoro da parte delle società, ma il dibattito sul collegamento intervallivo è stato oggetto di confronto politico anche in altre occasioni e in più occasioni si sono delineate in Consiglio posizioni diverse ma sempre a maggioranza favorevoli al collegamento, questo è un dato che a livello politico è giusto rilevare.

Il perché nella scorsa legislatura e nell'approvazione del DEFR si è sostenuta l'esigenza di completare la fase di studi e di conoscenza a favore di una valutazione definitiva sul collegamento intervallivo è dato intanto da un contesto ambientale. È evidente a tutti ormai che di qui a qualche anno, dieci-venti anni, si scierà solo a certe quote e in certe situazioni. Il collegamento tra Cervinia e Monterosa ha in questo senso un carattere strategico generale per il settore degli impianti a fune Valle d'Aosta, al di là delle valutazioni di tipo ambientale che rivengono alle corrette valutazioni di ognuno di noi sotto il profilo politico.

Il fatto che su quel comprensorio ci sia una forte attenzione per cercare di creare una sinergia tra vallate e una sinergia con Zermatt, con le due società importanti che fanno da traino per il nostro settore dello sci, è ormai evidente da parte di tutti e il lavoro anche di approfondimento, il percorso fatto in questi anni per arrivare allo stato attuale lo evidenzia in maniera ancora più chiara.

Il perché siamo in questa fase è perché, per arrivare a una valutazione di tipo strategico-ambientale, è necessario avere questi studi perché il collega Aggravi ha sottolineato quello che è stato fatto in precedenza ma poi, per andare a ottenere una valutazione di tipo ambientale, è necessario prepararsi e organizzare a livello tecnico e amministrativo gli studi necessari affinché questa valutazione possa essere fatta.

Dove il Consiglio regionale e quando il Consiglio regionale avrà la possibilità di intervenire? Io non credo tanto sull'aspetto più tecnico che è evidente ci permetterà di interrogarci e di confrontarci ma credo che sull'aspetto generale, quello ambientale, quello finanziario, quello amministrativo e quello legislativo il Consiglio regionale avrà un ruolo fondamentale. Questa opera, questo investimento, se si farà, non si farà da solo, avrà bisogno intanto di approvazioni, avrà bisogno di risorse, avrà bisogno di piani di finanziamento e avrà bisogno di valutazioni anche come quelle che il collega ha evidenziato.

La fase di studio quindi è in via di definizione, anche se è evidente che quello che sta succedendo anche in questi giorni e in questi mesi avrà una sua ricaduta in senso generale, perché non possiamo negare che tutto quello che, sotto l'aspetto finanziario, graverà sulle società andrà preso in considerazione, non lo potevamo sapere qualche mese fa, oggi lo si sa e l'idea di spostare... la valutazione anche dell'approvazione dei piani strategici... proponendo un emendamento al collegato presentato spostandolo o a fine gennaio, o a fine febbraio va anche nella direzione di avere una prima valutazione dell'impatto della crisi sanitaria sulla gestione delle società.

Il Consiglio però, a nostro avviso, eserciterà la sua funzione in tutte quelle valutazioni legislative a livello regionale e in quella fase di approvazione di programmi generali settoriali di intervento economico-finanziario e di indirizzo e programmazione che rivengono a noi.

Per quanto riguarda la domanda: "quali saranno i passaggi in natura procedurale conseguenti all'espletamento di cui all'oggetto", com'è stato individuato dallo studio di cui alla DGR n. 513/2019 la road map nell'attività istruttoria prevede una prima fase di verifica della sussistenza dei requisiti tecnici per la valutazione di realizzabilità del progetto di valutazione ambientale e strategica, che è l'oggetto della procedura in questione; una seconda fase decisoria nella quale sono definite le forme e le modalità di finanziamento utilizzabili, e quella è una partita che riviene ai nostri bilanci e all'approvazione delle nostre leggi, in particolare le leggi che finanziano il settore degli impianti a fune; una terza fase di approvazione di tutti gli atti tecnico-amministrativi necessari per la progettazione e l'affidamento dei lavori inseriti all'interno di un accordo di programma tra enti e società coinvolte e, in caso di esito positivo ovviamente delle prime tre fasi, si potrà procedere con la realizzazione materiale dell'opera. L'ultima parte è un accordo di programma perché stiamo trattando di un'opera che non ha carattere regionale, ha carattere internazionale con tutto quello che ne riviene nel senso di rapporti con il nostro Governo e con il Governo svizzero e con tutto quello che riguarda la regolamentazione delle rispettive attività.

Da un lato, quindi, è vero che alcune scelte iniziano a delinearsi, la scelta più importante avverrà nella misura in cui questi studi dimostreranno che l'opera è realizzabile sotto il profilo ambientale e sostenibile sotto il profilo finanziario e, a nostro avviso, ovviamente quelli saranno i momenti nei quali il Consiglio regionale dirà e potrà dare le sue valutazioni. Dico anche che questo sarà anche un importante momento di verifica politica dell'accordo di questa maggioranza, sappiamo bene che l'approccio riguardo a questa opera è un approccio differente, nessuno di noi ha intenzione di mettere o di far fare a meno delle proprie valutazioni, in questo senso, se ci saranno le condizioni per procedere, ci saranno qui i voti necessari da parte di coloro che hanno fino adesso sostenuto la valutazione positiva a riguardo di questo investimento, andremo a verificare se quello che è scritto su questo programma potrà essere portato alla sua approvazione e alla sua definizione.

Lascio la parola alla collega Minelli, che evidentemente, com'è stato fatto con il collega Chatrian in passato, ha un ruolo importante in questo momento, si occupa dell'aspetto ambientale. Con il collega Chatrian in precedenza abbiamo fatto un percorso in piena trasparenza coinvolgendo sia gli aspetti politici che riguardavano il lavoro che dovevamo portare avanti insieme a tutti gli attori socio-economici del territorio e coinvolgendo le strutture nelle valutazioni che hanno portato finalmente nel DEFR precedente a cominciare a dare un parere al riguardo di questa opera.

Concludo dicendo che nessuno vuole distruggere nulla, tra l'altro, ho parenti vicini, mia mamma è di quella vallata, ma ci va del rispetto per l'ambiente, ci va del rispetto per il futuro e bisogna essere in grado di pensare anche a queste opere con il coraggio di non deturpare, con il coraggio di non distruggere ma anche con il coraggio di affrontare argomenti di tale complessità e di tale responsabilità.

Presidente - Lascio la parola all'assessore Minelli che invito a intervenire in alcuni minuti poiché il tempo è stato esaurito.

Minelli (PCP) - A integrazione semplicemente della prima risposta riguardante appunto il significato dell'affermazione della realizzabilità del collegamento fra i comprensori in termini di sostenibilità finanziaria, ambientale e urbanistica e le scelte del Consiglio regionale, a completezza della relazione del collega, c'è da aggiungere che, oltre alla sostenibilità finanziaria che il Consiglio dovrà valutare, ci sono anche gli aspetti legati alla normativa urbanistica, quelli per la tutela ambientale, e questo intervento - lo sappiamo tutti - presenta alcune criticità riguardo all'aspetto urbanistico: per esempio, gli strumenti attuali di pianificazione - e parlo del piano regolatore del Comune di Ayas e del piano territoriale paesistico della Valle d'Aosta - hanno degli articoli che sono in contrasto con alcuni aspetti. In particolare, nel piano regolatore del comune di Ayas il Vallone di Cime Bianche è all'interno della sottozona EF1, che è di specifico interesse naturalistico dove sono consentiti interventi esclusivamente di riqualificazione agro-silvo-pastorale. Una riperimetrazione dell'area costituirebbe una variante sostanziale, che quindi è sottoposta a procedura di VAS. Per quanto riguarda il PTP, ci sono tre articoli: il 10, il 38 e il 40, non entro ora nel merito delle loro tematiche, che sarebbero in contrasto e poi c'è tutta la questione riguardante la rete delle aree protette che è Natura 2000, perché il Vallone, come sapete, fa parte di una zona di protezione speciale: la ZSC ZPS. Vuol dire che tutte queste normative devono comunque essere prese in considerazione insieme agli altri aspetti e sono cose di cui dovrà discutere anche il Consiglio. Per i siti di particolare pregio, come nel caso di Cime Bianche, per la ZPS sono possibili interventi unicamente per esigenze connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica o a esigenze di primaria importanza per l'ambiente ma bisogna avere un parere favorevole della Commissione europea per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico. Si tratta quindi di questioni di non poco conto che, come ha detto correttamente il collega Bertschy, richiedono degli studi e degli approfondimenti accurati, anche perché - e questa è una mia valutazione ma sapete qual è la mia posizione al proposito - i valori ambientali non sono solo un bene da salvaguardare ma possono essere una risorsa essenziale per l'economia turistica.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Prima una battuta: penso che Von Clausewitz sarebbe fiero di lei, assessore Bertschy, perché ha trasformato un punto di debolezza in un punto di forza. Sicuramente mi ricordo anch'io e nella preparazione di questa interpellanza... so benissimo che la maggioranza nel senso ampio del Consiglio è stata spesso favorevole al collegamento. Sono più che d'accordo sull'approccio, ovviamente ci deve essere una sostenibilità finanziaria e non sappiamo neanche quello che succederà nei prossimi mesi perché bisognerà tener conto di tutta una serie di cose, fatto sta che però il bando c'è e le cifre in campo comunque ci sono, quindi sicuramente una parte di spesa andrà sostenuta.

Da quello che ho capito, e potrei sintetizzarlo così... sicuramente ringrazio anche l'assessore Minelli di aver puntualizzato la parte legata alla parte ambientale, quello di cui sono un po' stupito proprio, e qui spezzo una lancia a favore dell'interesse ambientale, non che non mi interessi ma la mia posizione è molto simile a quella dell'assessore Bertschy per quel che riguarda il contemperamento tra la necessità chiamiamola economico-turistica e quella di preservare l'ambiente, non capisco perché la valutazione del 2015 sia stata totalmente accantonata proprio per il fatto che già all'epoca un tracciato rispetto all'altro consentiva dei valori, dal punto di vista della valutazione ambientale, migliori, al di là della spesa ma le spese si sa, sono passati degli anni e possono essere rivalutate e soprattutto magari, grazie all'evoluzione tecnica, si possono trovare delle efficienze, mentre abbiamo un tracciato che comunque è stato valutato qualche anno fa e sappiamo che la tecnologia corre.

Dall'altro lato ho anche capito che il Consiglio sostanzialmente farà quello che deve fare nel momento in cui lo studio dirà di sì, ovvero i passaggi di una volontà politica lato economico, cioè se ovviamente si vuole sostenere questo investimento, posto che ci siano tutti i presupposti e soprattutto anche una valutazione di quella che è poi la realizzabilità. Ovviamente io mi auguro che ci sia una coerenza nella rappresentazione degli schieramenti perché altrimenti, come ho detto all'inizio, Von Clausewitz sarebbe contento, quando ci fa comodo, vado a cercarmi i voti fuori e li sistemo. Questo è un elemento, magari ce ne saranno altri, però capite che poi dall'altra parte il soccorso a questo punto non rosso, e qui mi perdoni la battuta visto che nella scorsa legislatura ho usato spesso questo, però magari il soccorso verde o blu, perché azzurro non c'è più in Consiglio, questo ormai è stato appurato... non è detto che poi ci sia perché una maggioranza, un Governo si deve anche assumere le sue responsabilità, più che la maggioranza del Consiglio, perché non l'abbiamo scritto noi, non l'abbiamo sottoscritto noi quel programma di governo, forse era meglio essere un po' più chiari perché la posizione comunque oggi l'abbiamo chiarita ma era palese, quindi forse era meglio essere chiari e non citare il Consiglio per evitare di citare le posizioni interne alla maggioranza. A volte scrivere chiaramente che non c'è una visione completa o concorde su una scelta può essere molto più utile anche alla comprensione di chi legge i programmi.

Un'ultima considerazione visto che si parla di studi: abbiamo parlato di studi del 2015, di studi del 2017 e ovviamente adesso c'è uno studio. Io mi auguro un'altra cosa - e l'avrei visto bene in uno studio complessivo di aggiornamento di quello del 2015 -: anche una valutazione delle opere collaterali, perché noi possiamo fare un collegamento, possiamo sperare in un aumento del carico di turisti, in un aumento delle possibilità di sfruttare in senso buono le nostre risorse naturali, però non voglio, anzi, cito l'Amministrazione comunale di Valtournenche quando un anno o due anni fa disse, semplifico: "ci mancano dei parcheggi". Bene, penso che le opere collaterali siano fondamentali, perché altrimenti noi andiamo a fare un investimento che, se non è accompagnato da tutta una serie di altri investimenti sul territorio, rischia di metterci in seria difficoltà soprattutto perché sappiamo che chi sta al di là delle Alpi è molto meglio attrezzato di noi.