Oggetto del Consiglio n. 1187 del 30 gennaio 2020 - Resoconto
OGGETTO N. 1187/XV - Inizio della votazione del D.L. n. 45: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (Legge di stabilità regionale per il triennio 2020/2022). Modificazioni di leggi regionali.".
Rini (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Siamo al DL n. 45 (punto n. 5 dell'ordine del giorno). All'articolo 1 c'è l'emendamento n. 1 del collega Vesan a cui do la parola per l'illustrazione.
Vesan (M5S) - Avevo già affrontato l'emendamento in fase di discussione generale, quindi sarò particolarmente breve. Solo come rappel, visto che, da quando è finita la discussione generale, un po' di tempo è trascorso, si tratta di un emendamento finalizzato al mantenimento della possibilità di applicare una maggiorazione regionale al fine di contenere il gioco di azzardo patologico. È una prescrizione di legge già presente nella 14/2015, che è stata disapplicata ma mantenuta fino all'anno scorso e quest'anno, confido per errore, la legge n. 45 prevedeva la sua abolizione. Da una verifica con gli uffici finanziari abbiamo ridefinito il testo per salvaguardare questa previsione in modo che la stessa entrasse in vigore dal 1° gennaio 2021 non essendo possibile individuare delle imposizioni fiscali nell'annualità in corso e definendo anche il fatto di applicarla alle sale da gioco e non agli spazi per il gioco, perché la definizione per poter applicare questo tipo di imposta diventava complicata nel momento in cui c'erano solamente degli angoli o degli spazi dedicati e delle entrate solo parziali. Si applicherà quindi solo a chi fa del gioco d'azzardo la sua attività prevalente oppure esclusiva e diciamo che, approvando quest'emendamento, l'Amministrazione regionale si dà questi undici mesi di tempo per andare a definirne l'importo e l'applicazione. È una norma importante perché permetterà, con le risorse derivanti, di attuare le campagne finalizzate al contenimento del gioco d'azzardo in modo più consistente per risolvere quello che è tristemente ancora un grave problema per la nostra Regione.
Presidente - La parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Voglio ringraziare i colleghi del Movimento Cinque Stelle, con i quali devo assolutamente riconoscere di aver condotto di concerto alcune battaglie relative appunto al contrasto del gioco di azzardo patologico ed è una battaglia comune, è stata una battaglia vittoriosa sulle diverse proposte di legge che sono state approvate all'interno di quest'aula. Ho trovato davvero scandaloso che, invece di pensare che fino a questo momento non si è applicata la maggiorazione e quindi si sono sanzionati quegli esercizi che continuano a fare del gioco d'azzardo il proprio core business, si sia pensato invece di togliere la tassazione per magari favorire, per magari andare a fare il piacere agli amici gestori delle sale.
Ora, questo emendamento invece è molto importante, ma non sarà solo importante approvarlo ma, come dimostrato anche nei fatti, sarà importante, se approvato, anche andarlo ad applicare, perché purtroppo per troppo tempo questo provvedimento è rimasto lettera morta. Evidentemente pertanto il gruppo della Lega, coerentemente con i passaggi e con le posizioni che ha sempre espresso in Consiglio comunale d'Aosta prima e nel Consiglio regionale ora, voterà a favore di questo emendamento.
Presidente - La parola al collega Bertin.
Bertin (RC-AC) - L'emendamento va nella direzione che il Consiglio regionale ha assunto in questi anni, nel senso di contrasto al proliferare del gioco d'azzardo. Io credo che, da questo punto di vista, per quanto mi riguarda, avrà il mio voto.
Presidente - Altri? Possiamo mettere in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 33
Il Consiglio approva all'unanimità.
Metto in votazione l'articolo 1. Posso aprire la votazione? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 30
Favorevoli: 19
Contrari: 11
Astenuti: 5 (Mossa, Nasso, Russo, Pulz, Vesan)
Il Consiglio approva.
Emendamento n. 1 della collega Minelli che introduce l'articolo 1bis. È già stato illustrato, vuole la parola?
Minelli (RC-AC) - In realtà non l'avevo illustrato, avevo detto che avrei illustrato più approfonditamente l'emendamento con il disegno di legge. La rimodulazione dell'aliquota addizionale IRPEF è una proposta positiva per alcune ragioni di fondo: anzitutto questo è uno dei pochissimi strumenti a disposizione dell'Ente regionale per agire con una propria politica fiscale. In questa fase economica, che è ancora caratterizzata da una dinamica incerta e da una fiducia dei consumatori relativamente negativa, una politica di sollievo fiscale, sia pur modesto, perché bisogna ammetterlo, è modesto, può indurre un'inversione di tendenza. In secondo luogo la Valle d'Aosta è una delle poche Regioni che non hanno ancora articolato una progressione delle aliquote, rimanendo da molti anni bloccata all'1,23 percento, che è tra le più basse del Paese. Una sua riarticolazione si giustifica ampiamente a partire però dall'applicazione di un principio di equità fiscale che non può essere ignorato. In una regione in cui il reddito individuale è sopra la media nazionale, ma dove permangono delle diseguaglianze importanti e sta aumentando il rischio di povertà per ampie fasce di popolazione, anche occupate, si impone per le politiche di carattere generale l'applicazione di un principio di solidarietà e di corresponsabilità tra chi ha maggiori disponibilità economiche e chi ne ha meno. Questo è un principio che è sancito dalla Costituzione, dall'articolo 53, come già stato ricordato da qualcuno: "tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività ". È quindi ragionevole fare questo, prevedendo un investimento in termini di minor gettito da tradurre con conseguenti minori spese dell'Ente regionale.
Noi proponiamo con queste premesse di riarticolare l'addizionale IRPEF lasciando a zero l'addizionale per chi ha fino a 15.000 euro di reddito, 0,80 da 15.001 euro a 28.000, 1,23 per la fascia centrale, che rimarrebbe invariata, e proponiamo di andare ad aumentare a 1,90 per la fascia di reddito da 55.001 a 75.000 euro di reddito e a 2,20 oltre i 75.000 euro di reddito. Crediamo che questo sia un modo per dare un segnale da parte dell'Amministrazione ai cittadini. C'è un emendamento sull'IRPEF, presentato dalla Lega: noi riteniamo che la debolezza della loro proposta sia proprio questa: non ha una logica redistributiva e non applica questo principio che noi riteniamo essere importante, il principio di progressività.
Quello che vorrei ancora far notare è che non abbiamo allegato all'emendamento le tabelle di simulazione che abbiamo fatto con gli uffici, ma i dati di questa manovra prevedrebbero che più di un terzo dei cittadini valdostani - è stato calcolato in 53.000 contribuenti - avrebbe delle agevolazioni e solo 3000 contribuenti avrebbero una maggiorazione: sono pari al 5 percento della popolazione. Noi quindi riteniamo che, sia pure il risparmio per le fasce deboli risultare basso, parliamo di 184,50 euro circa all'anno, questo sia un segnale positivo.
Presidente - Colleghi, questo ovviamente, non essendo passato nel DEFR, non viene messo in votazione perché non può essere portato avanti. In casi come questi, anche nell'emendamento dopo del collega Aggravi, possono essere illustrati ma poi non vengono messi in votazione. Passiamo quindi all'emendamento n. 1, che ha la stessa situazione...
Voce fuori microfono.
... quello della collega Minelli? Questo della collega Minelli no, abbiamo già verificato, lei parla del suo... collega, può comunque illustrarlo.
Aggravi (LEGA VDA) - Bene, lo illustro e dico a tutti i cittadini valdostani che questa maggioranza in Commissione ha dato il via libera a un emendamento al DEFR... che poteva dare la possibilità di approvare questo emendamento, poi in aula non si sa come mai è stato bocciato. Posto il fatto che penso che le prossime azioni della Commissione Regolamento dovranno anche considerare il senso del coordinamento formale quando tutti i documenti vengono approvati insieme, perché altrimenti io ci vedo, anche per le minori possibilità dell'opposizione di poter agire su degli elementi importanti, perché mancano delle informazioni rispetto alla maggioranza, ma approfondiremo la cosa... c'è la necessità comunque di consentire a tutti, e questo vale anche poi, ripeto, per la collega Minelli, che ha una visione diversa ma che potenzialmente avrebbe potuto, a mio giudizio, poter comunque discutere il suo emendamento in quanto poi a livello di coordinamento formale uno può riportare il tutto... fatto sta che questo emendamento prevedeva o comunque prevede un abbattimento dell'addizionale IRPEF, noi crediamo che il principio della progressività sia comunque mantenuto perché de facto a livello normativo tiene...
Presidente - Colleghi, veramente si fa fatica a seguire il collega.
Aggravi (LEGA VDA) - ... il nostro emendamento prevede una no tax area fino a un reddito di 15.000 euro e poi un abbattimento delle aliquote fino a 55.000 euro. I dati prevedono che si vada appunto a toccare delle cifre, ovviamente sono delle simulazioni sulla base delle dichiarazioni tra i 60.000 e i 70.000 contribuenti o, meglio, dichiaranti e ha un peso di 6.810.000 euro.
A questo proposito voglio specificare a beneficio di tutti che i tagli previsti a livello di spesa corrente sulla copertura di questo emendamento non toccano settori quali il turismo, perché questo è stato detto precedentemente nei passaggi anche di Commissione, ma vanno a toccare tutta una serie di spese in aumento riguardanti spese di rappresentanza, convegni, aumenti di spesa generalizzati, che quindi noi abbiamo ritenuto rappresentassero una spesa corrente non fruttifera e abbiamo pensato di restituire, seppur in forma, ripeto, di una media dei famosi 184 euro, che poi hanno un'assonanza anche numerica interessante per quanto riguarda il numero della norma di attuazione, ma che comunque sono sempre dei risparmi che vengono lasciati nelle tasche dei cittadini. Chi dice che questi 184 euro sono una mancetta dà un valore ai soldi che non è quello che, secondo noi, deve essere dato.
Per quanto riguarda poi la critica progressista, diciamo, del fatto che tagliare la spesa pubblica non sia corretto perché la spesa poteva essere utilizzata per altri obiettivi, noi pensiamo che, dall'analisi fatta dei capitoli che abbiamo individuato, in realtà quello che viene riportato e viene descritto prevede una spesa corrente che non è assolutamente produttiva.
Presidente - Emendamento n. 2 Aggravi, che va in votazione.
Aggravi (LEGA VDA) - Questo emendamento va in votazione perché a livello di IRAP comunque anche sul DEFR del Governo è prevista un'indicazione. In alcuni punti è anche precisato che bisognerà prevedere degli ulteriori sgravi IRAP. Qui c'è un po' una querelle, lo dico simpaticamente, fra me e il presidente Testolin sul discorso dell'IRAP che dura dal passato, ma lo dico in maniera ironica. L'emendamento n. 2 prevede la possibilità sul biennio 2020-2021 di beneficiare di un'ulteriore riduzione che, rispetto all'aliquota di base dell'IRAP, sia di un punto percentuale. Questo beneficio va ovviamente ad assorbire ulteriori benefici che sono già previsti, perché comunque nel tempo la Regione Valle d'Aosta ha variato e ha manovrato molto l'IRAP. Il taglio in questo caso della spesa, cioè la copertura, è basata in 1.155.000 euro, questa è sostanzialmente la stima, che riteniamo possano essere reperiti da dei tagli non fruttiferi di spesa, a nostro giudizio, perché ricordiamo che possiamo manovrare le imposte tagliando la spesa, relativi appunto già al programma destinato allo sviluppo economico... Io vi ascolto quindi... e a volte è anche difficile. Evidentemente l'eventuale approvazione di questo emendamento dovrà poi essere coordinata con il DL 46 successivo.
Presidente - Ci sono richieste di intervento? La parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) - Ne approfitto per fare due valutazioni, perché l'onestà intellettuale del collega di solito ha dei livelli interessanti, nell'esposizione precedente diciamo che è stata un po' meno attendibile, ma probabilmente per la frenesia di intervenire sui numeri. Ci tenevo a sottolineare come, per alleggerire il discorso dell'IRPEF, alcuni dei capitoli recitino così: 2.300.000 per la valorizzazione dei beni di interesse storico, 190.000 per altri ordini di istruzione non universitaria, 410.000 viabilità e infrastrutture stradali, 418.000 industrie e PMI, 850.000...
Voce fuori microfono.
... stiamo parlando di un altro emendamento, io non potevo evidentemente intervenire su quello che lei aveva detto, però ci tengo...
Presidente - Presidente, si attenga allora all'emendamento.
Testolin (UV) - ... va bene, mi attengo all'emendamento. Se uno dice delle cose e poi invece le cose scritte sono diverse, a me sembra comunque corretto dirlo, perché l'onestà intellettuale effettivamente di solito...
L'emendamento che stiamo trattando adesso è un emendamento che ha nella sua ratio anche una sua filosofia condivisibile, assolutamente condivisibile. Peccato che va a incidere ancora una volta sulle attività produttive, quindi andando a sottrarre delle iniziative a favore delle aziende per ricollocarle, diciamo, random un po' su tutto. Quello che sarebbe l'obiettivo in itinere dell'Amministrazione in questo momento, poi evidentemente potrà avere corso se ci sarà un Governo che lo porterà avanti, è quello di andare a inserire ulteriori risorse mirandole di più su quelle che possono essere le situazioni di criticità. Oggi abbiamo parlato, ad esempio, di iniziative a favore del commercio, che potrebbero essere maggiormente incentivabili rispetto ad altre, e questa è una di quelle valutazioni che ci impone magari di rivalutare in corso d'anno questo tipo di azione, che, come dico, è assolutamente sostenibile, ma non in questi termini.
Presidente - La parola al collega Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Presidente, siamo tutti e due onesti intellettualmente, però bisogna essere anche corretti. Mi perdoni, mi perdoni veramente, sul discorso della copertura finanziaria riguardo all'emendamento IRPEF, che ricordo non è andato in votazione, è facile leggere i capitoli di spesa che sono funzionali... o meglio, chiedo scusa, la missione programmi. Poi bisogna spiegare alla gente che ci ascolta che ci sono dei capitoli sottostanti, che noi abbiamo identificato e da cui a livello ragionato abbiamo riportato degli importi, perché altrimenti facciamo i furbetti, perché nessuno scrive nel piano dei conti della Regione che c'è un programma con scritto: "marchette". Mi perdoni, non lo volevo dire ma adesso lo dico, perché lei mi ha dato questa possibilità. È ovvio che al di sotto di quei programmi bisogna operare delle scelte nei singoli capitoli, che noi abbiamo fatto a livello virtuale perché purtroppo, ripeto, non abbiamo la conoscenza che ha il Governo su questi elementi, poi se vuole, le faccio anche vedere i singoli capitoli, così pro futuro magari la convincerò che è meglio tagliare la spesa per non tassare imprese o comunque cittadini.
Riguardo invece al fatto che lei mi dice che nel futuro verranno identificati degli interventi in cui verranno date delle risorse, questo l'abbiamo detto dall'inizio della trattazione già del DEFR, differenzia la vostra visione dalla nostra visione, ma non la sto criticando, la sto criticando a livello fattivo: da una parte, c'è chi crede nella spesa e, dall'altra, c'è chi crede nell'abbassamento delle imposte. Mi perdoni, sul primo emendamento - e ci tengo a dirlo perché bisogna davvero essere corretti - bisogna andare sotto perché altrimenti chi è a casa dice: "ah, i 2,3 milioni sulla valutazione dei beni di interesse storico", ma al di sotto ci sono dei capitoli che sono stati rivisti virtualmente, perché, ripeto, non abbiamo la conoscenza che ha il Governo, e qui poteva essere l'occasione a livello di Commissione di poter andare a identificare quei capitoli che potevano essere tagliati, non è stato fatto in Commissione, pazienza, tant pis, però è giusto dire quello che è giusto.
Presidente - Altri? Possiamo mettere in votazione? La parola, per dichiarazione di voto, al presidente Testolin.
Testolin (UV) - Evidentemente voteremo contro e non vuol essere una diatriba ma vuol essere un'espansione del concetto di chiarezza. Chiarezza per chiarezza, ci sono delle competenze che sono del Consiglio e ci sono delle competenze che sono della Giunta. A onor del vero, l'analisi delle scelte che devono essere fatte all'interno del Consiglio, poi lei lo sa benissimo, sono in capo ai programmi-missioni, non ai capitoli. Il meccanismo che lei dice quindi è fatto sul discorso molto virtuale che determinati investimenti lei li considera diminuibili, mentre magari quelli così non sono. L'obbligo è di andare a togliere delle risorse che rimangono in questo ambito e che possono portare evidentemente delle ripercussioni in quell'ambito. Io quindi mi sono limitato a leggere i prelievi da dove erano eseguiti in funzione delle missioni; le missioni quello spiegano e questo io ho riportato, nessun disagio ulteriore, nessun trucco.
Presidente - La parola al collega Cognetta.
Cognetta (VDALIBRA) - Per sostenere questo emendamento e per spiegare due cose anche magari a chi non è ferratissimo di bilancio regionale come me, nel senso che neanch'io lo sono, cerco di spiegare quanto ho capito. Nell'ambito del bilancio ci sono, diciamo così, delle spese che scendono di tre livelli: programma, missione e capitolo. Cosa vuol dire? Vuol dire che c'è il programma, per esempio: "Trasporto pubblico", la missione sottostante potrebbe essere: "Trasporto pubblico per la Valle di Valpelline", per esempio, e poi ci sono il primo semestre e il secondo semestre, per fare un esempio. Sono tre livelli di classificazione di come vengono fatte le spese. Allora cosa abbiamo fatto noi? Siccome non si può... collega Certan, se lei lo sa spiegare meglio, schiaccia il pulsante e ce lo spiega una volta per tutte, ma sto cercando di semplificare... non può continuare a parlare quando uno parla!
Presidente - Assessore! Io invito veramente l'aula a non interrompere le persone che parlano!
Cognetta (VDALIBRA) - Sto parlando io, per favore!
Presidente - Colleghi! Invito le persone a non parlare quando gli altri intervengono.
Cognetta (VDALIBRA) - ... posso continuare, per favore? Allora, dicevo, quando siamo andati a scrivere questo emendamento, al di là del programma e della missione, abbiamo visto poi nel dettaglio dove finivano i soldi e abbiamo fatto la conta di aumenti di spese di rappresentanza, di aumenti, rispetto all'anno precedente, di spese di consulenza, aumenti di spese non meglio specificati. Ci sono addirittura dei costi dove non è specificato in maniera dettagliata a che cosa servono quei soldi, ma comunque sempre in aumento rispetto all'anno precedente: è questa la questione, tutta qui. Noi avevamo modo di vedere questi capitoli, quindi, non potendoli e non dovendoli neanche specificare all'interno della norma, non li abbiamo scritti, tant'è che più volte in Commissione ci sono stati chiesti dai colleghi i capitoli per capire dove andavamo a toccare esattamente con i soldi. Vede, Presidente, noi cerchiamo di essere fattivi e collaborativi, ma non oltre la decenza, perché noi abbiamo preso i soldi in aumento rispetto a spese che non abbiamo ritenuto opportuno: questa è la questione.
Presidente - La parola all'assessore Chatrian.
Chatrian (AV) - Collega Cognetta, provo, se posso essere utile, a fare un po' di chiarezza se riesco, nel senso che il passaggio che lei ha fatto non è del tutto corretto, ma per un motivo: non corretto ma non completo, che è diverso; perché non completo? Perché il delta che lei metteva in evidenza poc'anzi è un po' come l'anno scorso c'erano dieci pere e quest'anno ce ne sono dodici, ma non è così perché c'è stata una rimodulazione interna tra l'anno scorso e quest'anno...
Voce fuori microfono.
... se posso, sto cercando di essere utile e capire qual è il souci del collega Cognetta, quindi lei dice che ci sono all'interno comunque delle pieghe del bilancio dei dati con delta positivo su questo, su quello e su quello. Quello che sto dicendo è: non è del tutto completo perché di fondo c'è stata una rimodulazione diversa, quindi su 100 programmi 90 non possono essere paragonabili, perché la rimodulazione ha variato le varie missioni. Non so se sono stato utile, però ho cercato con parole mie di spiegare un passaggio che lei ha fatto.
Presidente - Chiedo scusa, Assessore, ma si fa fatica a seguire. Lasciate terminare l'Assessore. Sicuramente per tutti è dura, però, se vogliamo, lasciamo l'aula così si può intervenire. Per dichiarazione di voto, la parola al collega Cognetta.
Cognetta (VDALIBRA) - In parte ha ragione lei e in parte ho ragione io, però, vede, Assessore, noi non abbiamo i dettagli della rimodulazione. Allora, siccome non ci sono stati forniti e non sappiamo gli impegni nel dettaglio, perché c'è solo un valore sull'impegno ma non sappiamo qual è l'impegno nel dettaglio, vedendo le tabelle che ha avuto anche lei in passato, perché anche lei è stato da questa parte, lei comprenderà che siamo andati a prendere quelli in aumento, ripeto, con voci che non erano così congrue, secondo noi, ma non abbiamo avuto mai né la rimodulazione, né l'impegno specifico. Allora a questo punto lei non può venirci a dire che noi abbiamo tolto dei soldi su cose importanti, perché? Perché se non c'è la completezza del dato che ci viene fornito, la colpa di questo non può essere imputata a noi, lo sto dicendo non per lei ma in generale.
Siccome è stato chiesto sia l'impegno, sia la riclassificazione, sia una serie di dati che non ci sono stati forniti, e aggiungerei ancora una cosa: è stato discusso in Commissione in molteplici occasioni di avere questi dettagli e non sono arrivati, allora lei mi deve chiarire una cosa: come fa un povero Consigliere di opposizione, che non ha gli uffici a disposizione, ad avere il dettaglio che avete voi?
Presidente - La parola, per dichiarazione di voto, all'Assessore Chatrian.
Chatrian (AV) - Io provo con parole mie, collega Cognetta, a spiegarmi: uno, le caselle - penso che su questo siamo d'accordo tutti - non sono comparabili: questo è lo stato dell'arte e lo stato di fatto, che è fondamentale; seconda cosa: non è una competenza del Consiglio, se può essere utile ai colleghi, perché il Consiglio si ferma alla macro e non entra nella micro. Mi fermo. Il ragionamento che lei faceva poc'anzi a voce alta del delta con un più davanti quindi non è corretto: uno, perché non è comparabile e, due, perché la parte del Consiglio, a livello di competenza sto dicendo, quindi a livello di ruoli, si ferma alla macro. Non so se sono stato utile oppure no.
Presidente - Per mozione d'ordine, la espliciti.
Cognetta (VDALIBRA) - Chiedo che nel prossimo bilancio venga data ai Consiglieri la disponibilità esatta dei soldi, Presidente, per capitolo, perché sennò lei, Presidente, non mette nelle condizioni i Consiglieri di lavorare. Lo dicevo al Presidente, non a lei, Assessore. Sto parlando al Presidente del Consiglio perché a questo punto, essendo una competenza che non è in capo al Consiglio, la mozione d'ordine è per dare gli strumenti corretti ai Consiglieri per poter intervenire nel bilancio in maniera compiuta e completa, altrimenti perdiamo solo tempo qua dentro quando parliamo di bilanci.
Presidente - Lasceremo questa nota sicuramente al futuro Presidente del Consiglio. Siamo all'emendamento n. 2 della Lega. Ci sono altre richieste? Apriamo la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 14
Favorevoli: 13
Contrari: 1
Astenuti: 21 (Baccega, Barocco, Bertin, Bertschy, Certan, Chatrian, Daudry, Farcoz, Favre, Lavevaz, Marquis, Marzi, Minelli, Morelli, Mossa, Nogara, Peinetti, Rini, Testolin, Trione, Vesan)
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. 3 del consigliere Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Questo emendamento - cerco di riprendere la mia solita aplomb - ha un vantaggio, così ne approfitto anche per integrare la discussione...
Voce dell'assessore Chatrian fuori microfono.
... stia tranquillo, assessore Chatrian, è giusto che sia così, quindi mantengo la mia aplomb perché altrimenti da qui alla fine, al 47 è lunga, lo dico per voi...
Questo emendamento riguarda sempre l'IRAP, è un tentativo di prolungare anche sull'anno di imposta 2022 l'esenzione per le startup, ovvero quell'esenzione che già era prevista nella scorsa legge di stabilità fino al 2021. Perché non ha copertura questo emendamento? Perché ovviamente io oggi non conosco quante saranno le aziende, quindi, a fronte di questo, nel momento in cui le aziende si presenteranno in Valle saranno iscritte alla Chambre, ovviamente lì saranno dei soggetti d'imposta, io non andrò ovviamente a tassarle per un periodo di cinque anni, posto il fatto che ovviamente rimangano delle aziende valdostane.
Faccio un passaggio ulteriore. Nel caso in cui ci fosse stata la richiesta di copertura, è previsto che, ai fini della copertura finanziaria, cioè l'okay per poter votare l'emendamento, ci sia l'indicazione della missione e dei programmi, che sono i primi due livelli del piano dei conti. I capitoli ovviamente non ci sono, perché? È vero, i Consiglieri non hanno avuto sino ad oggi la possibilità, capitolo per capitolo, di sapere quanto è l'impegnato, ma lo sappiamo soltanto a livello macro, perché? Perché, una volta passata la norma, i tagli sottostanti devono poi essere valutati a livello di uffici e anche si potevano fare a livello di Commissione, perché dico questo? Perché sinceramente io penso che nella fase della discussione che c'è stata un po' concitata sia passato un messaggio un pochettino pericoloso, e lo dico per tutto il Consiglio. Non è che interventi di questo tipo non sono competenza del Consiglio, ovviamente il Consiglio, cioè il singolo Consigliere, non ha un livello informativo che gli consenta di fare questo. Effettivamente noi quello che chiedemmo in Commissione quando presentammo l'emendamento famoso dell'Epifania era di poter andare a interloquire con il Governo, che ci disse: picche - avrà avuto la sua strategia, per carità di Dio, che ci ha portato fino a qua - però per poter andar a identificare i capitoli prenotati, impegnati e quant'altro, perché, ripeto, un Consigliere singolo non ha questo dettaglio. Da un lato, è anche giusto che sia così, perché gli uffici, ovvero gli Assessori competenti, ovvero il Governo, fanno questo tipo di attività e danno questo tipo di possibilità se intendono interloquire, perché altrimenti è un gran programma, è un grosso lavoro che va fatto. Non diciamo però che non è competenza del Consiglio, perché altrimenti dobbiamo rivedere il 118, dobbiamo rivedere le prerogative del Consiglio e dire che i Consiglieri sulla tassazione o, meglio, sulle modifiche di spesa non hanno competenza, che è una cosa che non esiste e non può esistere.
Presidente - Qualcuno intende intervenire? La parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) - Anch'io cerco di riprendere la mia aplomb, ma senza voler reiterare fino all'articolo 47 questa diatriba. Ci sono delle situazioni che competono a un organo e situazioni che competono a un altro nella redazione del bilancio, quindi questo è e lì io mi fermo. Su questo articolo, che è un articolo ininfluente, nel senso che, da un punto di vista della possibilità dell'esenzione per le aziende che arrivano da fuori piuttosto che le aziende nuove che si iscrivono, così com'è stato spiegato - ed è un'iniziativa che è partita lo scorso anno, vale fino al 2021 e teoricamente, e generalmente, viene approvata quando al 2021 ci sarà un altro triennio per dire: andiamo avanti col triennio -, dal punto di vista tecnico, non cambia niente, se tutti gli anni vogliamo inserire il terzo anno del triennio, diciamo che è un emendamento accettabile, non cambierebbe niente applicarlo il prossimo anno, però, visto che bisogna trovare anche dei momenti di condivisione piuttosto che sempre e solo dei momenti di scontro, su questo aspetto non ci sono grosse diatribe da mettere in campo, quindi voteremo favorevolmente.
Presidente - Ci sono altre richieste? Possiamo mettere in votazione l'emendamento. La votazione è aperta.
Presenti, votanti e favorevoli: 35
Il Consiglio approva all'unanimità.
Passiamo all'articolo 2. Ci sono richieste di intervento? Non ci sono richieste, possiamo mettere in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 19
Favorevoli: 19
Astenuti: 16 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
All'articolo 3 vi è innanzitutto l'emendamento n. 1 della II Commissione. Qualcuno vuole illustrarlo? Lo possiamo mettere in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 15 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Emendamento n. 4 del Consigliere Aggravi. Per l'illustrazione, la parola al consigliere Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Presidente, annuncio già che quest'emendamento ha il parere negativo. Io questo emendamento già l'avevo annunciato in relazione, è un emendamento simbolico se vogliamo. La sua genesi nasce in II Commissione e nasce sul fatto, come citavo durante la relazione, che ad oggi tutta una serie di norme, in particolare l'articolo 3, dove sostanzialmente si delinea il proseguo del futuro dell'Amministrazione regionale, noi avevamo contestato il principio del "tanto avevamo tanto dobbiamo avere". Ritenevamo anche, ripeto, dalle interlocuzioni, da quello che era emerso sia dai tecnici, sia dalla parte politica che ci fosse la necessità di andare a identificare i carichi di lavoro e, ovviamente, anche la coerenza dei fabbisogni stimati delle varie strutture regionali, in maniera tale da poter identificare il numero ideale, corretto del fabbisogno e soprattutto anche il numero di strutture, questo poteva ovviamente poi portare a una più completa e coerente riforma dell'organizzazione dell'Amministrazione. Ovviamente il parere è negativo perché immagino che giustamente la struttura abbia necessità di trovare delle risorse per poterlo fare. Io spero che comunque il principio di quest'emendamento possa essere utile per il futuro.
Presidente - Ci sono richieste di intervento? L'emendamento ha il parere negativo delle Finanze e quindi non viene messo in votazione. Ora passiamo all'esame dell'emendamento n. 2 della II Commissione. Qualcuno vuole illustrarlo? Qualcuno vuole intervenire? Lo metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 21
Favorevoli: 21
Astenuti: 14 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Emendamento n. 3 della II Commissione. Stesso risultato o apro la votazione? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 19
Favorevoli: 19
Astenuti: 16 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Mettiamo ora in votazione l'articolo 3 nel suo complesso. Posso dare lo stesso risultato? Stesso risultato. Articolo 4. Stesso risultato. All'articolo 5 c'è l'emendamento della II Commissione, l'emendamento n. 4. Volete metterlo in votazione o stesso risultato? Stesso risultato. Emendamento n. 5. Stesso risultato. Metto in votazione l'articolo 5 con i due emendamenti. Posso dare anche qui lo stesso risultato? Stesso risultato. All'articolo 6 vi è l'emendamento n. 1 di Vdalibra, che è soppressivo. Collega Morelli, ha chiesto la parola? Chiedo scusa, non avevo visto.
Morelli (AV) - Presidente, per chiedere di anticipare la sospensione di qualche minuto per permetterci una linea. Visto che andiamo in pausa, chiedo se possiamo anticiparla adesso.
Presidente - Va bene, la sospensione è concessa. Ovviamente non torniamo, ci vediamo alle 21:15.
La seduta è sospesa dalle ore 19:52 alle ore 21:21.
Rini (Presidente) - Colleghi, siamo all'articolo 6, emendamento n. 1 di Vdalibra, soppressivo. La parola al collega Cognetta.
Cognetta (VDALIBRA) - Quest'emendamento sopprime completamente l'articolo 6. La questione riguarda le particolari posizioni organizzative e l'utilizzo del FUA: il fondo unico per il finanziamento appunto delle particolari posizioni organizzative. Ho qui una lettera spedita dalle organizzazioni sindacali proprio rispetto a questo articolo, che dice in sostanza: "se si condivide il principio che le PPO e i responsabili di servizio siano finanziati direttamente dal bilancio degli enti, non è accettabile che la legge vada a prevederne le forme di finanziamento visto che, così facendo, prevaricherebbe la contrattazione e andrebbe a creare enormi difformità nella costituzione del FUA dei diversi enti del comparto unico". Sostanzialmente cosa dicono i sindacati? I sindacati dicono che, approvando questa norma, si creerebbero delle differenze tra i dipendenti perché il fondo di incentivazione, che è appunto il FUA, verrebbe utilizzato per le PPO e, siccome le PPO sono diverse a seconda dei vari elementi del comparto unico, questo permetterebbe una diversa redistribuzione dei fondi stessi. Concludono quindi dicendo: "non è infatti ammissibile che si vadano a creare disparità tra i dipendenti in quello che è il fondo per le incentivazioni e che deve essere, almeno in partenza, delle stesse dimensioni. Peraltro la riduzione del fondo incentivante così determinata appare in contrasto con tutto il quadro normativo relativo alle performance". Questo discorso è stato affrontato anche durante le audizioni avute dai sindacati in Commissione e, di conseguenza, mi è parso opportuno presentare un emendamento che stralci completamente l'articolo ed eventualmente venga poi fatta una norma ad hoc, in accordo ovviamente con la contrattazione, con i sindacati, che ridefinisca tutta la questione relativa alle PPO e al FUA.
Presidente - Qualcuno vuole intervenire? Se non ci sono richieste di intervento, metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 2
Favorevoli: 2
Astenuti: 32 (Aggravi, Baccega, Barocco, Bertin, Bertschy, Certan, Chatrian, Cognetta, Daudry, Distort, Farcoz, Favre, Gerandin, Lavevaz, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Marzi, Minelli, Morelli, Mossa, Nasso, Nogara, Peinetti, Pulz, Restano, Rini, Russo, Sammaritani, Testolin, Trione, Vesan)
Il Consiglio non approva.
Vi è ora il sub-emendamento del collega Bertin. Per l'illustrazione, a lei la parola, collega.
Bertin (RC-AC) - Questo è un sub-emendamento astratto e generale, come dovrebbero essere le leggi. Pur condividendo o comprendendo molti aspetti dell'articolo 6 della finanziaria, credo che l'intervento dovrebbe essere un intervento ad hoc sulla legge n. 22, che ha nel tempo dimostrato dei limiti evidenti e che forse andrebbe riaffrontata in termini generali e non soltanto in termini così specifici di alcune parti della legge inserita in un emendamento del bilancio. Pertanto questo emendamento ha un aspetto si può dire soppressivo, tranne una parte per la quale evidentemente si rischierebbe di creare dei problemi.
Presidente - Qualcuno vuole intervenire? Non ci sono richieste di intervento, metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 2
Favorevoli: 2
Astenuti: 33 (Aggravi, Baccega, Barocco, Bertschy, Certan, Chatrian, Cognetta, Daudry, Distort, Farcoz, Favre, Ferrero, Gerandin, Lavevaz, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Marzi, Morelli, Mossa, Nasso, Nogara, Peinetti, Pulz, Restano, Rini, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Testolin, Trione, Vesan)
Il Consiglio non approva.
Ora vi è l'emendamento n. 6 della II Commissione, al quale però vi è il sub-emendamento n. 1 di Aggravi. Prima il subemendamento n. 1 e poi l'emendamento della II Commissione. La parola al collega Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Molto rapidamente il sub-emendamento nasce da un'analisi complessiva dell'articolo sostitutivo proposto dal Governo. Siamo andati a evidenziare due commi che riteniamo non essere coerenti con l'impianto complessivo dell'articolato e anche con gli obiettivi dell'Amministrazione, quindi ne proponiamo la soppressione: sono i commi 2 e 8.
Presidente - La parola al collega Bertin.
Bertin (RC-AC) - Riprendendo un po' quello che dicevo in precedenza, in generale l'intervento io l'avrei fatto più specifico nel momento in cui si dovesse intervenire sulla legge n. 22, però ritengo che l'emendamento presentato in questione sia comunque migliorativo rispetto a quello esistente, pertanto lo voterò.
Presidente - Vi sono altre richieste di intervento? Non ci sono richieste di intervento, posso mettere in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 2 (Gerandin, Pulz)
Il Consiglio approva.
Emendamento n. 6 della II Commissione come sub-emendato. La parola al collega Cognetta.
Cognetta (VDALIBRA) - A nome dei gruppi Vdalibra e Lega, chiedo il voto nominale su questo articolo sostitutivo di Commissione.
Presidente - La parola al collega Nogara.
Nogara (AV) - Come rappresentante di Alliance Valdôtaine, chiedo il voto segreto.
Presidente - Visto che c'è anche la votazione segreta, per cortesia, se qualcuno vuole illustrarlo... Presidente di Commissione, vuole illustrarlo prima di chiedere la votazione? La parola all'assessore Chatrian.
Chatrian (AV) - Presidente Marquis fa lei? Prego.
Presidente - Chi lo illustra? La parola al presidente della Commissione Marquis.
Marquis (SA) - L'emendamento n. 6 sostituisce l'articolo 6, che reca: "Disposizioni in materia di particolari posizioni organizzative e incarichi dirigenziali" e modifica la legge n. 22. Rispetto alla precedente formulazione, si precisa al comma 1 che le nuove disposizioni in materia di particolari posizioni organizzative trovano applicazione solo per l'Amministrazione regionale e si riducono da cinque a due gli anni di effettivo servizio nella categoria D richiesti per l'accesso previa selezione comparativa alle predette particolari posizioni organizzative. Il comma 2 modifica la lettera b) del comma 1 sempre dell'articolo...
Voce fuori microfono.
... è stato soppresso. Il comma 3 precisa che gli incarichi dirigenziali di cui all'articolo 20, comma 5, della legge n. 22, in scadenza prima del giugno 2020, sono prorogati sino al 31 ottobre 2020 per dare continuità all'attività amministrativa, assicurando, nelle more di completamento del processo di riorganizzazione, il corretto funzionamento dell'Amministrazione regionale. Il comma 4 modifica il comma 2 dell'articolo 6 al fine di specificare al comma 2 dell'articolo 26 della legge n. 22 che, in caso di vacanza di un posto dirigenziale di secondo livello, le funzioni dirigenziali possono essere affidate a dipendenti di categoria D con contratto di lavoro a tempo pieno, in possesso dei requisiti per l'accesso alla qualifica unica dirigenziale previsti dall'articolo 18, comma 1, lettera a). Il comma 5 riproduce il contenuto del comma 3 dell'originario articolo 6. Il comma 6 precisa che gli incarichi di particolare posizione organizzativa in essere alla data di entrata in vigore della legge proseguono fino al completamento della nuova procedura di assegnazione e in ogni caso non oltre il 31 ottobre 2020, sempre al fine di dare continuità, come per il comma 3, all'attività amministrativa nelle more del completamento del processo riorganizzativo. Il comma 7 chiarisce che le risorse destinate dagli enti del comparto alle particolari posizioni organizzative, limitatamente agli Enti locali privi di personale dirigenziale oltre al segretario, agli incarichi dei responsabili dei servizi, trovano copertura nel bilancio dei rispettivi enti a partire dalla conclusione delle procedure di assegnazione delle particolari posizioni degli incarichi. Il Fondo unico aziendale è ridotto nel 2020 in misura proporzionale a partire dalla predetta data di conclusione delle procedure. Il comma 8 è soppresso, il comma 9 reca una disposizione transitoria prevedendo che, sempre ai fini di garantire la continuità dell'attività amministrativa nelle more del completamento del processo di riorganizzazione sospeso ai sensi del richiamato articolo 1 della legge n. 20, in caso di vacanza di un posto dirigenziale in deroga a quanto previsto dall'articolo 26, comma 2, secondo periodo della legge n. 22/2010, il decorso del termine di 90 giorni ivi previsto non determina la soppressione della struttura dirigenziale vacante. Il comma 10 riproduce il contenuto del comma 8 dell'originario articolo 6. Il comma 11 prevede l'abrogazione del comma 4 dell'articolo 22 della legge n. 22, come già stabilito dal comma 10 dell'originario articolo 6, precisando che gli incarichi dirigenziali al personale di categoria D, già conferiti alla data di entrata in vigore della presente legge, restano validi sino alla scadenza naturale del contratto, come già disposto dal comma 9 dell'originario articolo 6. Questo è quanto.
Presidente - Possiamo aprire la votazione segreta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 26
Favorevoli: 23
Contrari: 3
Astenuti: 9
Il Consiglio approva.
Passiamo ora alla votazione dell'articolo 6 nel suo complesso... colleghi, l'articolo che abbiamo votato era sostitutivo, quindi era già votato, quindi annulliamo la votazione. All'articolo 7 vi è l'emendamento Mossa. Vuole illustrarlo collega? Prego.
Mossa (M5S) - Con questo emendamento al disegno di legge n. 45 supportiamo la proposta presentata in II Commissione e illustrata dal sindacato autonomo dei vigili del fuoco che prevede la modifica del comma 4 dell'articolo 7 al fine di rendere la procedura concorsuale per il reclutamento del personale dei vigili del fuoco medesima a quella ministeriale. Questo proprio perché, a detta del Governo, ci troviamo nelle more dell'equiparazione al Corpo nazionale. Visto che sembrava ci fosse la volontà, almeno quando c'era ancora il presidente Fosson, di equiparare il Corpo valdostano dei vigili del fuoco a quello nazionale, per venire incontro come alternativa al risultato del referendum avvenuto a febbraio dell'anno scorso con il quale i professionisti chiedevano alla quasi unanimità di passare sotto il Ministero dell'interno, la motivazione è che i vigili hanno chiesto per anni, inascoltati, di essere equiparati a livello retributivo, contributivo e previdenziale, ma anche organizzativo ai loro colleghi statali. Visto che, a quanto pare, non c'è la volontà da parte del Governo di perdere la potestà legislativa prevista dal nostro Statuto in materia di servizio antincendi - e non voglio assolutamente biasimare questa volontà -, almeno cerchiamo di venire incontro a queste piccole richieste.
Presidente - Qualcuno intende prendere la parola? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 27
Favorevoli: 27
Astenuti: 8 (Barocco, Farcoz, Lavevaz, Marquis, Marzi, Peinetti, Testolin, Trione)
Il Consiglio approva.
Emendamento n. 7 della II Commissione. La parola al presidente di Commissione, Marquis.
Marquis (SA) - Al comma 4 dell'articolo 7, laddove vi è indicato: "i punteggi dei titoli", viene aggiunta la parola "studio".
Presidente - L'emendamento di Mossa prevedeva anche questa previsione, dopo si coordina formalmente. È per questo, rientra nel coordinamento formale che viene fatto al testo. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, presenti e favorevoli: 35
Il Consiglio approva all'unanimità.
Posso mettere in votazione l'articolo 7 nel suo complesso.
Presenti: 35
Votanti: 19
Favorevoli: 19
Astenuti: 16 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
All'articolo 8 vi è l'emendamento n. 1 del gruppo Mouv'. Chi intende illustrarlo? La parola al collega Gerandin.
Gerandin (MOUV') - Illustrerò l'emendamento n. 1, l'emendamento n. 1bis e l'emendamento n. 1ter, faccio un'illustrazione unica...
Voce fuori microfono.
... esattamente, so che non si votano ma li illustro una volta sola, sono decaduti perché non sono stati passati nel DEFR. Semplicemente per ribadire che il vero rischio per il futuro del servizio socio-assistenziale per anziani, vale a dire le microcomunità nel territorio della Valle d'Aosta, sarà legato al reperimento di personale qualificato OSS. Già ad oggi non vi sono più OSS in graduatorie pubbliche, le Unités si avvalgono di chiamate pubbliche anche da fuori Valle e tante volte sono deserte. Si continua a chiedere sforzi ulteriori e insostenibili al personale OSS attualmente operante nelle strutture sul territorio, personale stanco da anni e da fatiche, con tante limitazioni, che in grande numero si sta avvicinando a una giusta e meritata pensione. Se vogliamo dare risposte mirate al proseguimento di un servizio di assoluta eccellenza, occorre dare la concreta possibilità a persone giovani e motivate di accedere alla qualifica OSS. Le persone interessate vi sono, ne è dimostrazione la richiesta di partecipazione all'ultimo corso OSS proposto dalla Regione con fondi europei, dove meno della metà dei richiedenti è stata ammessa al corso stante una limitazione di 25 posti.
Con questo emendamento si stanziano 250.000 euro per un corso qualifica OSS che possa, in maniera rapida e del tutto autonoma, partire nel più breve tempo possibile, senza quelle regole restrittive che regolano i corsi finanziati con fondi europei, ne rallentano la loro rapida organizzazione e obbligano i partecipanti a licenziarsi da lavori part-time occasionali o stagionali. Le risorse riferite all'anno 2020 erano detratte per 250.000 euro dal trasferimento corrente annuo dell'Azienda di pubblica servizio della Casa di riposo G.B. Festaz, considerato che gli aumenti previsti non sono giustificati visto il ritardato spostamento di parte dei servizi presso la struttura di Variney e la necessità anche per la G.B. Festaz di rispettare, come per le altre Unités, le quote capitarie previste per l'assistenza agli anziani.
Volevo solo dire che in parte già nel DEFR l'Assessore mi aveva risposto dicendomi che questi stanziamenti aggiuntivi erano per adeguamenti, per sistemazioni, tenuto conto che la G.B. Festaz non ha accesso alla legge n. 80 come le altre strutture. Mi sono guardato un po' quelli che erano gli ultimi stanziamenti. Negli ultimi anni c'è stato più del raddoppio degli stanziamenti previsti a bilancio, gli scostamenti in rialzo erano legati soprattutto a costi per servizi, consulenze esterne e servizi esterni. Costi aggiuntivi anche legati a premio incentivante per quello che riguardava i dirigenti e quei famosi incarichi sotto i 40.000 euro, 39.900 euro, per non avere necessità di accedere, avere trasparenza, fare un bando, fare una gara, direttamente con provvedimenti dirigenziali. Ora, Assessore, la differenza tra la G.B. Festaz e le altre micro è essenzialmente che il G.B. Festaz, rispetto alle altre micro, deve pagarsi il servizio infermieristico. Ora, questi trasferimenti non sono giustificabili. Non ho ancora ricevuto tutta l'informazione del 116, ma comunque penso che ci sarà lavoro su altri tavoli perché queste rendicontazioni sono quanto meno da approfondire, perché ritengo un dato fondamentale, se vogliamo avere regole comuni, che la quota capitaria non può essere bypassata solo ed esclusivamente perché si tratta di una società pubblica come il G.B. Festaz, un'azienda di pubblici servizi. Le regole valgono per tutti, non possiamo avere figli e figliastri, qualcuno che non può neanche permettersi di sostituire il personale che è in malattia e qualcun altro che, basta rendicontare e mamma Regione paga.
Presidente - Non ci sono interventi su questo, passiamo subito all'emendamento n. 8 della II Commissione. La parola al collega Marquis.
Marquis (SA) - L'emendamento n. 8 tratta della finanza locale e aggiorna il totale degli importi che vengono trasferiti, che passano da 193.375.000 a 198.875.000.
Presidente - Mettiamo in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 19
Favorevoli: 19
Astenuti: 16 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Emendamento n. 9, sempre della II Commissione. Posso dare lo stesso risultato? Stesso risultato. Emendamento n. 2 del collega Vesan. Vuole illustrarlo?
Vesan (M5S) - Sarò breve anche in questa occasione avendone già parlato in occasione della discussione generale. Questo emendamento incide significativamente come importo sul bilancio, ma si tratta sostanzialmente di una restituzione di fondi a chi dovrebbe utilizzarli perché di sua competenza. Si tratta dei sovracanoni per le derivazioni idroelettriche destinati al BIM dalla normativa nazionale. Nel 2015 l'Amministrazione regionale ha deciso di coprire i suoi buchi di bilancio sottraendo questi soldi agli Enti locali della Valle d'Aosta, in realtà noi riteniamo che l'autonomia degli Enti locali sia un valore assoluto, come dichiarava Emile Chanoux, di cui tutti quanti si riempiono la bocca in quest'aula, e ci piacerebbe che i Comuni godessero anche di un'autonomia finanziaria, che gli è riconosciuta per fortuna, per una volta non da mamma Regione ma proprio dai loro diritti, che dovrebbero essere imprescindibili ma che il centralismo regionalista di alcune forze politiche in passato ha sottratto loro. Si tratta di un importo significativo: stiamo parlando di 4 milioni di euro all'anno che i Comuni si sono sempre gestiti autonomamente. Dal 2015 una consistente quota, cioè tutti i sovracanoni per derivazione idroelettrica maturati dal 2009 in avanti, sono stati invece destinati alle casse della Regione.
Con questo emendamento noi vorremmo che questi soldi rimanessero di competenza dei Comuni, così come tutti gli altri sovracanoni BIM a loro destinati, abbiamo visto che invece ci sono stati altri tentativi di ridirezionarli. I Comuni possono essere un ente di un certo qual valore se hanno, oltre all'autonomia riconosciuta loro dalle norme, anche un'autonomia finanziaria. Nella misura in cui i sindaci devono venire il martedì con il cappello in mano a Palazzo regionale, i nostri Comuni non hanno la possibilità di amministrarsi liberamente.
Presidente - Vuole illustrare anche l'emendamento n. 3, collega Vesan, che sono strettamente collegati?
Vesan (M5S) - Grazie per la sollecitazione. Effettivamente il parere favorevole da parte delle Finanze era stato ottenuto per il fatto che i due emendamenti sono inscindibilmente legati. Nella fattispecie di questi due emendamenti uno sopprime la facoltà dell'Amministrazione regionale di farsi carico in parte entrata di queste quote e l'altro invece è la destinazione che in questa legge di bilancio veniva fatta. Poiché tutta una parte di questi fondi è già non impegnata ma prenotata, nell'emendamento trovate anche il dettaglio della quota con cui devono essere ridotte le prossime tre annualità degli investimenti che sono già inseriti all'interno del piano triennale delle opere pubbliche.
Presidente - La parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) - Ringrazio intanto il collega Vesan per la dovizia di particolari nell'illustrazione dell'emendamento. Volevo solo far presente due aspetti, che sono abbastanza anacronistici uno rispetto all'altro, perché nei precedenti passaggi dove si modificava l'importo complessivo assegnato ai Comuni, da 193 milioni a 198 milioni, sono compresi i 5 milioni che vengono erogati direttamente ai Comuni e sono i 5 milioni che derivano dal trasferimento dello Stato alla Regione per delle iniziative a favore del territorio. Se ci fosse stata una premura determinata dal fatto che si volevano aumentare le risorse a favore delle Amministrazioni comunali, a mio avviso, quell'emendamento era da votare, perché evidentemente è una scelta chiara dell'Amministrazione che va a derogare a favore delle Amministrazioni comunali una cifra importante, che è, se vogliamo paragonarla, in alternativa a delle iniziative, sempre a favore dei Comuni ma vincolate alla legge n. 5, derivanti dal BIM. In prospettiva si poteva anche ipotizzare un percorso diverso, che però contabilmente avrebbe provocato delle difficoltà applicative in questo momento, quindi utilizzare per gli interventi a favore del dissesto idrogeologico e delle sistemazioni montane le risorse a ciò destinate derivanti dallo Stato e liberare questi soldi. Fondamentalmente quindi il concetto poteva essere ripresentato come: la Regione ha deciso di dare dei soldi in più ai Comuni sotto forma questa volta di trasferimento delle risorse che arrivano direttamente dallo Stato, cosa alla quale invece voi avete votato contro. Poi su alcuni dei passaggi che ha fatto siamo anche in linea, però, come direbbe il collega Chatrian, des deux l'une: o si sceglie un percorso, o si vuole dare un sostegno all'Amministrazione, oppure non si vuole dare.
Presidente - La parola al collega Vesan.
Vesan (M5S) - Capisco perfettamente la ratio della sua posizione, però non è proprio da un punto di vista di principio la stessa identica cosa. Se i Comuni hanno delle risorse di cui dispongono, ancorché vincolate, ma che sono loro, godono di un certo livello di autonomia; se i Comuni vivono di trasferimenti dalla Regione, il loro livello di autonomia dipende dalle scelte che sono prese in quest'aula: questa è una differenza sostanziale che vale molto di più che non l'importo che è individuato in queste voci. È sulla scorta di questo che, rendendoci conto che questo avrebbe potuto portare delle problematiche contabili, ma avrebbe dato un segnale molto forte in una direzione diversa... attualmente tutti gli Enti locali della Valle d'Aosta, salvo tre credo, vivono esclusivamente di una finanza derivata dall'Amministrazione regionale; lasciare nelle loro mani delle risorse sostanzialmente proprie invece che farle transitare anche questa volta dal bilancio regionale sarebbe stato un importante segnale di riconoscimento dell'autonomia dei nostri Enti locali. È sulla scorta di questo che noi abbiamo presentato questo emendamento ed è sulla scorta di questo che non mi riconosco nell'interpretazione che avete dato sullo spostamento dei soldi, quindi come dichiarazione di voto permane il nostro voto favorevole sull'emendamento.
Presidente - Nessuno chiede la parola? Possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 2 del collega Vesan. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 27 (Aggravi, Baccega, Barocco, Bertschy, Certan, Chatrian, Cognetta, Daudry, Distort, Farcoz, Favre, Ferrero, Gerandin, Lavevaz, Luboz, Manfrin, Marquis, Marzi, Morelli, Nogara, Peinetti, Restano, Rini, Sammaritani, Spelgatti, Testolin, Trione)
Il Consiglio non approva.
Decade quindi anche l'emendamento n. 3. Vi è poi l'emendamento n. 10 della II Commissione. Lo dà per letto... possiamo metterlo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 19
Favorevoli: 19
Astenuti: 16 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Posso dare lo stesso risultato all'articolo 8? Stesso risultato. Vi è poi l'articolo 8bis introdotto dall'emendamento n. 11 della II Commissione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Astenuti: 5 (Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Vesan)
Il Consiglio approva.
Emendamento n. 12 della II Commissione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Astenuti: 5 (Luboz, Mossa, Nasso, Russo, Vesan)
Il Consiglio approva.
All'articolo 9 vi è l'emendamento n. 1 della collega Pulz. Vuole illustrarlo?
Pulz (ADU VDA) - Quest'emendamento propone di modificare l'articolo 9 al fine di rivedere l'importo complessivo della compartecipazione dei Comuni al contributo richiesto dallo Stato alla Regione per il risanamento della finanza pubblica. Si propone in particolare di diminuire a euro 30 milioni l'importo per ciascuna annualità 2020-2021-2022, al fine di accogliere il fabbisogno finanziario dei Comuni per la copertura della spesa corrente. Abbiamo pensato per la copertura finanziaria alla missione 1, programma "Organi istituzionali", che verrebbe diminuito di euro 2.471.000 e passa. Rispetto a quello presentato in Commissione, come può vedere chi magari si ricorda, abbiamo cambiato la missione di riferimento perché quella scelta ci era stata criticata e io vi ascolto.
Vorrei spiegare la nostra intenzione: significherebbe sostanzialmente, nella nostra idea, togliere risorse per darle ai sofferenti Comuni dalla Maison du Val d'Aoste di Paris e dalla Fête des émigrés. Teniamo a precisare, e apro qui una parentesi, che condividiamo l'obiettivo sottolineato dal presidente Testolin in occasione de l'Arbre de Noël : "de préserver le trait d'union avec nos émigrés valdôtains sur les traces de notre passé". Sebbene condividere davvero ciò che siamo oggi con la Comunità valdostana a Parigi, secondo noi - e sapete che ci piace essere franchi -, quest'anno avrebbe voluto dire mettere onestamente in luce la crisi politica nella quale ci troviamo e la cui notizia è giunta persino alla Comunità brasiliana, e dire: cette année ce n'est pas le bon moment pour nous rencontrer, au revoir à l'année prochaine. Noi poi non abbiamo nulla contro les belles fêtes des émigrés, che, anzi, abbiamo più volte avuto modo di apprezzare, ma non ci piace quanto è stato esplicitato, sempre à Paris, dal collega Alessandro Celi, sulla cui discutibile nomina, senza bando e quindi irrispettosa di tutti gli altri insegnanti, abbiamo già interrogato l'Assessora, ottenendo peraltro un'infelice risposta - mi piace essere sincera e ribadisco - cioè che pochi insegnanti hanno voglia di fare 36 ore settimanali. Questo è inaccettabile per me. Il professor Celi, a proposito del Musée de l'émigration, sottolinea: "qu'il a pour objectif de mieux faire comprendre l'histoire de la Vallée d'Aoste d'hier et d'aujourd'hui". Se davvero questo fosse l'obiettivo dell'Amministrazione, cioè capire la storia della Valle d'Aosta, allora si vorrebbe studiare non solo l'emigrazione valdostana verso Parigi, per esempio, il mio bisnonno materno di Saint-Denis, Maximilien Vuillermoz, andò in Argentina, ma si vorrebbe studiare anche l'immigrazione calabrese e poi l'immigrazione veneta, di cui sono figlia per la mia parte bellunese, magari a partire dalla storia dello stabilimento Cogne, che nessuno, in oltre cent'anni, ha mai ricostruito degnamente, malgrado vari progetti; poi si studierebbe l'immigrazione extracomunitaria, che già anch'essa è molto cambiata nelle sue caratteristiche nel tempo, quindi anche quella è già storia. Questo sarebbe il vero museo delle migrazioni che permetterebbe ai Valdostani di capire che razza di comunità siamo oggi e di questo credo che avremo tanto bisogno, perché ci mancano evidentemente delle chiavi di lettura, evidentemente questa volontà non c'è e resta tanta spessa retorica. Chiudo la parentesi un po' lunga, scusate.
Presidente - Nessun altro intervento? Possiamo mettere in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 1
Contrari: 19
Astenuti: 15 (Aggravi, Bertin, Cognetta, Ferrero, Gerandin, Luboz, Marzi, Minelli, Morelli, Mossa, Nasso, Peinetti, Restano, Russo, Vesan)
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. 13 della II Commissione. Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 27
Favorevoli: 27
Astenuti: 6 (Cognetta, Ferrero, Mossa, Nasso, Pulz, Vesan)
Il Consiglio approva.
Non andava la postazione? Scusate, allora riapriamo la votazione sull'emendamento n. 13 della II Commissione.
Presenti: 35
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuti: 7 (Cognetta, Ferrero, Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Vesan)
Il Consiglio approva.
Mettiamo ora in votazione l'articolo 9 nel suo complesso. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 19
Contrari: 1
Astenuti: 15 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Articolo 10. Diamo lo stesso risultato? No. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 22
Favorevoli: 22
Astenuti: 13 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Articolo 11. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 15 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Articolo 12. Vi è l'emendamento n. 14 della II Commissione. Possiamo mettere in votazione l'emendamento? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 15 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Emendamento n. 15 della II Commissione soppressivo. Posso dare lo stesso risultato? Stesso risultato. Vi è poi l'emendamento n. 2 della collega Pulz.
Pulz (ADU VDA) - Questo emendamento si propone di diminuire, rispetto al disegno di legge n. 45, le Risorse Aggiuntive Regionali (RAR) annualmente destinate al personale di livello dirigenziale dipendente dall'Azienda USL, per cui cito: "le risorse di cui al comma 10 possono essere incrementate, limitatamente alla dirigenza medica, fino a un massimo di euro 500.000 nei casi di accertata carenza nei settori dell'emergenza-urgenza e in quelli in cui si renda necessario garantire il rispetto dei tempi di attesa per l'erogazione delle prestazioni sanitarie".
Pur capendo benissimo il senso di questi aumenti, ADU VdA ritiene che si debba avere una maggiore visione di insieme di tutto il personale ospedaliero e delle ingiuste condizioni in cui molti si trovano a dover svolgere le loro delicate mansioni. Si elargiscono più fondi alla categoria dirigenziale in un contesto però in cui il personale tecnico-amministrativo e soprattutto il personale infermieristico invece è sottodimensionato, assunto con contratti a tempo flessibile, a tempo determinato. Ci pare inaccettabile ridurre la spesa tagliando sul costo del personale, creare disuguaglianze sempre maggiori per le condizioni di lavoro e andare ad aumentare così la forbice di differenza salariale, che sa di vera e propria discriminazione. Non c'è inoltre - l'abbiamo già detto più volte - la volontà di indagare gli sprechi nella sanità, come la recente vicenda dei letti di ospedale di cui abbiamo parlato in quest'aula. A nostro parere, l'aumento esclusivo per la dirigenza medica non trova giustificazione sufficiente nella strategia di attrattività, che non condividiamo fino in fondo. Vorremmo invece destinare le risorse risparmiate con questo emendamento per aumentare i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria) per tutti i cittadini.
Presidente - La parola al collega Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Volevo ripetere quanto detto in Commissione rispetto a questo emendamento e poi porre soltanto una questione, perché non mi ritrovo riguardo a un passaggio, anzi questo lo dico subito, così magari gli uffici possono valutare. Noi abbiamo appena approvato l'articolo... chiedo scusa, è l'articolo 12, niente, chiedo scusa, ma seguire tutto il passaggio non è dei più semplici.
Quello che già in Commissione avevo anticipato e detto alla collega Pulz era che, a parte il fatto che andare a toccare i RAR, quindi le Risorse Aggiuntive Regionali, ancorché lei vada nella sua relazione a dire che sono triplicate senza motivazione, è una voce che, come ci hanno spiegato i tecnici, è particolarmente importante. Sicuramente, perché qui, se non erro, c'è stata una correzione rispetto alla Commissione dove non si sapeva dove andassero quelle risorse ad aumentare i LEA, può essere un obiettivo nobile, però in realtà noi andiamo ad abbassare una spesa importante per la sanità per alzarne un'altra per la sanità. Si fosse fatta un'operazione diciamo rispetto al suo emendamento precedente più positiva o comunque più logica, vado a prendere da un'altra voce e vado a potenziare i LEA, ma questa è un'opinione e un consiglio pro futuro. Per quanto riguarda il voto di questo emendamento, come fatto e come ribadito in Commissione, il nostro voto sarà contrario.
Presidente - La parola al collega Restano.
Restano (GM) - Anche il nostro voto sarà contrario per una serie di motivi, collega, perché innanzitutto sulla nostra proposta di DEFR abbiamo scritto esattamente l'opposto, vale a dire che bisognerebbe procedere all'aumento delle RAR per ripristinare i soldi erogati prima dei tagli effettuati alcuni anni fa. Prevediamo sempre nel nostro DEFR altre procedure per incentivare il personale sanitario professionale e della dirigenza medica, procedure che sono ancora da individuare, ma soprattutto mi sembra che le RAR vengano suddivise tra personale del comparto e dirigenza medica, quindi questo è l'Azienda che procede a farlo. Per questi motivi quindi noi voteremo contro la proposta.
Presidente - Altri? La parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Ne approfitto per fare una piccola dimostrazione alla collega perché, visto che parliamo di LEA, abbiamo avuto un'esperienza diretta dei LEA all'interno di quest'aula recentemente, una vexata quaestio direbbero i latini: ovvero quella che appunto ha coinvolto la vicenda della fibromialgia. Ebbene, all'interno di quest'aula abbiamo visto arrivare un Assessore quasi trionfante, direi, e di concerto con l'allora Presidente, ma questo già partì dalla Commissione che doveva dare il parere di compatibilità finanziaria alla legge sulla fibromialgia... inizialmente ci venne detto che siccome noi finanziavamo la legge con 50.000 euro, loro offrivano 60, come se fosse un'offerta al rialzo. Dopodiché arrivammo qui in aula con la proposta di legge e la proposta, si disse, era superflua perché loro andavano a inserire 60.000 euro in questa simpatica montagnola dei LEA, ma senza specificare che poi si sarebbe dovuto utilizzare, tramite appunto la parte relativa alla delibera dei LEA... coloro che erano affetti da fibromialgia potevano avere delle tariffe agevolate, se non proprio l'esenzione, pur prevedendo invece l'esenzione per tutte quante le altre patologie che erano inserite all'interno dei LEA aggiuntivi.
Si era voluto quindi chiaramente truffare tutti coloro che purtroppo soffrono di questa gravissima patologia, ma chiaramente sono bugie che hanno evidentemente le gambe corte. Queste bugie che hanno le gambe corte quindi si sono rivelate in tutta la loro pochezza, quindi tutti coloro che ad oggi purtroppo soffrono di questa patologia devono e hanno dovuto fare i conti con la dura realtà, che, al di là delle parole, in realtà fatti non ce n'erano. Andare ad aggiungere queste risorse alla montagna, che poi in realtà non verranno neanche utilizzate perché poi non si sa bene come dividerle, anche perché c'è bisogno di specifiche destinazioni, evidentemente per noi non va bene, quindi, come ha già anticipato il collega Aggravi, noi siamo contrari.
Presidente - Altri? La parola all'assessore Baccega.
Baccega (UV) - Collega Pulz, la legge sull'attrattività è ferma in Commissione, c'è da dire che l'attrattività è un discorso molto più ampio e molto più complesso. Le RAR facevano parte di quell'importante percorso, riduzione liste d'attesa, più risorse per il comparto medico, in particolare per la dirigenza medica e questa volta anche per la dirigenza sanitaria tecnica, professionale e amministrativa. Sono accordi sindacali che sono stati siglati a fine anno, non è che sono cose messe lì per caso, tanto per dire: "facciamo delle truffe", anche perché dire che si truffa all'interno del Consiglio regionale mi sembra un termine - e non guardo lei - un po' forte che mi sentirei di consigliare di evitare in questo ambito. Sarà smentito chi dice queste cose dal provvedimento che sarà portato in Giunta rispetto alla riduzione dei ticket, il famoso milione che c'è in questo contesto. Non appena l'USL avrà le risorse del bilancio per poter gestire tutto questo, anche da altri provvedimenti, allora poi faremo l'adeguata campagna di informazione.
Presidente - Qualcuno intende prendere la parola? Possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 2 della collega Pulz. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 32
Favorevoli: 1
Contrari: 31
Astenuti: 3 (Bertin, Marzi, Minelli)
Il Consiglio non approva.
Vi è ora l'emendamento n. 16 della II Commissione. Posso mettere in votazione o qualcuno vuole intervenire? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 12 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Pulz, Restano, Sammaritani, Spelgatti)
Il Consiglio approva.
Mettiamo in votazione ora l'articolo 12. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 19
Favorevoli: 19
Astenuti: 16 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
All'articolo 13 vi è l'emendamento n. 17 della II Commissione. Posso dare lo stesso risultato? No. Apriamo la votazione o volete intervenire? Ha chiesto la parola il collega Restano.
Restano (GM) - Visto che parliamo di socio-sanitario, volevo comunicare a tutta l'aula che la prossima settimana probabilmente daranno il bianco al poliambulatorio di Variney. Un ringraziamento all'Assessore, dopo tutte le battaglie, perché tutti i dipendenti sono soddisfatti e ci ringraziano.
Presidente - Qualcuno vuole intervenire? Possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 17 della II Commissione. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Astenuti: 5 (Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Vesan)
Il Consiglio approva.
Mettiamo in votazione l'articolo 13. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 19
Favorevoli: 19
Astenuti: 16 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Vi è poi l'emendamento n. 18 della II Commissione. La parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Presidente, solo per chiedere una brevissima sospensione.
Presidente - Sospensione concessa.
La seduta è sospesa dalle ore 22:24 alle ore 23:13.
Rini (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Siamo all'emendamento n. 18 della II Commissione. Qualcuno vuole illustrarlo? La parola al collega Cognetta.
Cognetta (VDALIBRA) - Soltanto per chiedere, a nome dei gruppi di opposizione, la votazione nominale.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Nogara.
Nogara (AV) - Chiedo il voto segreto.
Presidente - Qualcuno vuole intervenire prima del voto? Ha chiesto la parola il collega Restano.
Restano (GM) - Come ho avuto modo di dire in Commissione, noi riteniamo che questo emendamento, così come altri emendamenti relativi alla legge regionale n. 5, debbano fare parte di una riforma organica dell'intero corpo normativo, quindi riteniamo poco opportuno prevedere questo emendamento. È vero che, come ci è stato detto, si tratta di un adeguamento a una legge del 2016: ci chiediamo come non sia stato fatto in precedenza allora, riteniamo altresì poco opportuno farlo in questo momento, quando è pendente un giudizio, come ha detto l'Assessore rispondendo in Commissione, si è in attesa di un giudizio. È per questo motivo che noi non siamo favorevoli ad accogliere l'emendamento.
Presidente - La parola al collega Sammaritani.
Sammaritani (LEGA VDA) - Mi associo a quello che ha appena detto il collega Restano, perché più volte abbiamo affrontato il problema della sanità sotto i suoi vari aspetti e ancora ieri sottolineavamo una delle nostre criticità: appunto quella dell'avere un Commissario straordinario, che straordinario dovrebbe essere ma poi non è più così. Nel momento in cui si va a nominare un Dirigente così importante, io credo che si dovrebbe appunto avere come presupposto una normativa organica, ben elaborata, con tutta una serie di pensieri alla base, di indirizzi, di passaggi in Commissione, che sono indispensabili per poter arrivare a scegliere, per esempio nel caso specifico, il Direttore generale secondo i criteri più opportuni. Per esempio, abbiamo visto la normativa di Trento che ci dice a proposito di questo strano comma quarto di questo articolo 13bis, che per noi adesso con questo emendamento andrebbe a dire che non può essere inserito nell'elenco dei candidati idonei chi ha ricoperto per più di dieci anni l'incarico di Direttore generale dell'Azienda USL, che sembrano tanto delle norme ad personam, che non mi piacciono mai. Quando invece, per esempio, Trento ci dice che, per essere nominato, deve avere fatto almeno cinque anni di dirigenza, eccetera. Là ci dicono: "per un incarico così importante almeno cinque anni, perché sennò probabilmente non hai l'esperienza necessaria, insomma, è un incarico fondamentale per la sanità", noi invece diciamo: se tu hai più di "X" anni, non devi più fare questo. Sono queste norme inserite così spot in norme di bilancio che sono proprio il modo sbagliato di fare le cose. Continuiamo a farle così, cioè proprio non c'è verso. Questo è proprio il simbolo, la prova chiara che non ci sarà mai cambiamento se continuerete a governare così. Evidentemente non potete fare altrimenti, è proprio genetica, presumo ormai, o qualcosa del genere, quindi mi spiace. Io ribadisco che se non si dà una svolta importante a questo sistema, a questo modo di governare, non ne usciremo mai, quindi chiaramente voteremo contro.
Presidente - La parola alla collega Spelgatti.
Spelgatti (LEGA VDA) - Noi assolutamente voteremo contro. Abbiamo sempre detto, come ben spiegato dal collega Sammaritani, ma ci tengo a ribadirlo anch'io, che la sanità ha bisogno di programmazione. Non è possibile fare le norme in questa maniera, perché è fatta malissimo, e soprattutto non è possibile buttare dentro dei provvedimenti che non c'entrano assolutamente nulla con una riforma organica ben studiata, passata in Commissione, passata al vaglio della Commissione competente, quindi cercare di far passare sotto il naso del Consiglio le cose in questa maniera. Oltretutto qui sappiamo benissimo che c'è una norma appunto ad personam pericolosissima; pericolosissima perché ci sono delle conseguenze che avranno delle ripercussioni su tutta la Pubblica Amministrazione e che daranno sicuramente adito anche a un ricorso, e ve ne assumete poi assolutamente le responsabilità, ve le assumerete voi.
Presidente - La parola al collega Ferrero.
Ferrero (VDALIBRA) - Analogamente a quanto hanno già precisato i colleghi, non si vede l'urgenza di inserire questa norma decontestualizzata da un discorso che poteva essere complessivo, a meno che - quando non ci sono motivazioni è logico chi viene da pensar male - abbiamo assistito a dei cappottini cuciti su misura per qualcuno e in questo caso si vuole mettere una camicia di forza invece: questo è un metodo che ci ricorda tempi passati, ma neanche tanto a questo punto, sono cambiati i lupi, ma i vizi sono sempre gli stessi.
Presidente - Altri? La parola all'assessore Baccega.
Baccega (UV) - Sono davvero perplesso. Avete scritto sul vostro contro-DEFR a caratteri cubitali: "abbiamo un Commissario da "n" anni, non c'è il nostro Direttore generale, come in tutte le altre Regioni o in buona parte delle Regioni d'Italia". Buona parte delle Regioni d'Italia si sono adattate a questo percorso, che è un percorso di trasparenza. Collega Sammaritani, questo è di forte cambiamento rispetto al passato! Per nominare un Direttore generale bisogna pescare i nominativi in un albo nazionale, questo è assodato. Noi abbiamo deciso che all'interno di quell'albo nazionale andiamo a prendere delle persone che, attraverso una manifestazione di interesse, si mettono a disposizione di quest'Amministrazione regionale e dicono: "io voglio andare a fare il dirigente principale della sanità valdostana e lo voglio fare con determinazione". Quando l'attuale Commissario ebbe la possibilità di avere un incarico quest'estate presso l'ASL di Asti, siamo diventati matti a telefonare a tutt'Italia per avere qualcuno che venisse a fare il Commissario, altrimenti rimanevamo senza, ecco che avere un elenco già predisposto ci mette al riparo da una serie di percorsi.
Vado avanti. È vero che c'è un ricorso in itinere, ma è un'altra strada quella! Proprio alla scadenza di quel momento avremo magari la lista già pronta e la possibilità di scegliere in un elenco, che deve essere comunque un elenco composto da persone che fanno parte dell'albo nazionale. Sicuramente quindi è un provvedimento di grande trasparenza, c'è una Commissione fatta da esperti che va a fare delle valutazioni, valutazioni con le indicazioni che dà ovviamente la Giunta, che sono indicazioni di professionalità, di capacità, nonché del curriculum: questo è il senso di questo provvedimento, colleghi! Nessun provvedimento ad personam, per favore!
Presidente - La parola al collega Restano.
Restano (GM) - Voglio puntualizzare senza polemizzare. Effettivamente, come ha detto lei, noi abbiamo detto che bisogna sistemare la Direzione strategica quindi procedere alla nomina del Direttore generale. Nella spiegazione del nostro DEFR abbiamo detto che le cose hanno un ordine, abbiamo calcato sotto questo aspetto. Se andiamo a vedere, noi poniamo come prioritaria la legge regionale n. 5 ed è per questo motivo che dopo viene la nomina. È una nostra scelta, ha una sua razionalità; poi si può fare in altre maniere e si arriva sempre a un certo risultato, cioè alla nomina del Direttore generale. Da parte nostra non è stato detto che l'impianto normativo che voi proponete non sia trasparente, l'abbiamo letto, c'è una Commissione, ma non è questo... noi parliamo al plurale, la Valle d'Aosta che cresce...
(ilarità in aula)
... siamo noi di Valpelline... sono serio, scusate. Ho calcato o abbiamo calcato parecchio sull'ordine che abbiamo dato al nostro capitolo sulla sanità, perché è proprio una peculiarità del nostro intervento e di quello che volevamo portare avanti per far capire che all'interno di questo settore, come in altri settori, è necessario avere una progettazione e un certo ordine e rigore, sennò potrebbe risultare che ci siano delle mal interpretazioni: è proprio quello che stiamo vivendo. L'obiettivo finale è di dare una direzione strategica, poi dopo vedremo che cosa accadrà.
Presidente - La parola alla collega Russo.
Russo (M5S) - Solo un intervento velocissimo. Quando ho letto la prima volta la proposta dell'Assessore per inserire questi articoli della nomina del Direttore generale, Direttore sanitario e Direttore amministrativo all'interno della legge di stabilità, ho detto: ma perché qui dentro? Sono quindi andata un pochino a ricostruire bene tutto il processo. Noi abbiamo una legge nostra, la nostra legge del 25 gennaio 2000, n. 5, che ci dice all'articolo 13 quali erano i nostri requisiti per nominare il Direttore generale. Noi quindi diciamo: un rapporto di lavoro di natura privatistica e fiduciaria senza necessità di valutazioni comparative, poi leggo la proposta, che comunque dentro una legge di bilancio non so se ci stava, ma me la leggo e vado a leggermi bene la legge di riferimento, che ci dà dei riferimenti molto precisi, cioè ci dice quali sono i criteri con cui noi dobbiamo nominare.
Sostanzialmente non capisco qual è il problema, cioè la nomina del Direttore generale è già regolata dalla legge nazionale, molto ben regolata dalla legge nazionale, dove dice esattamente come devono essere nominati i Direttori generali all'interno delle Regioni. A parer mio, quindi noi ci asterremo per questo, al di là del fatto che è stata fatta a favore di qualcuno o a favore di qualcun altro, questo non lo so e non lo voglio neanche sapere sinceramente, la cosa che dico è: se noi vogliamo fare una modifica, dobbiamo farla alla modifica della legge regionale, non della legge di stabilità. La Regione Trento, perché volevo capire, che cosa fa? In un secondo, cioè a un mese dopo l'emanazione della legge nazionale, se ne fa una sua e dice esattamente come pensa di interpretare i criteri nazionali e si mette a posto.
Presidente - La parola al collega Sammaritani.
Sammaritani (LEGA VDA) - Il problema, assessore Baccega, è un altro, nel senso che non stiamo dicendo che la normativa che state mettendo in piedi, che sicuramente è più dettagliata di quella che preesisteva, non sia trasparente, ci mancherebbe, prevede un sistema un po' più articolato, con la creazione di questa Commissione che valuterà, eccetera. La Giunta quindi avrà un ruolo determinante sempre e comunque sia nell'individuare i criteri prerequisiti e dopo anche nel fare la nomina, però comunque attraverso questo filtro di questa Commissione. La domanda era: perché - è un po' la stessa cosa che avveniva quando abbiamo discusso a lungo della legge sui segretari - si cerca di andare controcorrente? Nel senso che se gli altri dicono... per esempio, abbiamo detto, la Provincia autonoma di Trento ci dice che i requisiti devono essere almeno tot anni di esperienza, qua invece facciamo il discorso contrario: se hai più di quell'esperienza, basta, non ti vogliamo. È questa la domanda ed è questa la domanda alla quale non rispondete, è per quello che poi possono nascere anche dei sospetti, evidentemente.
Il discorso che dicevo della norma ad personam qui quindi forse sarebbe più corretto dire, come suggeriva giustamente il collega Manfrin, contra personam, perché in effetti non vorrei mai che fosse una cosa del genere. Questo è il concetto, cioè in che direzione stiamo andando? Andiamo all'incontrario, perché leggo proprio testualmente la norma di Trento: "esperienza almeno quinquennale di direzione in enti, aziende, strutture pubbliche o private, di medie o grandi dimensioni, in posizione dirigenziale con autonomia gestionale e diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche e finanziarie, svolta nei dieci anni precedenti l'attivazione delle procedure per la nomina". Ecco, noi facciamo esattamente il contrario. È come quando dicevamo: facciamo segretari comunali gli psicologi. Va bene, allora continuiamo così e andiamo nella direzione giusta. Abbiamo detto che la legge n. 5 è da rivedere perché è troppo vecchia, è da riformare, invece mettiamo questi pezzettini qua e là che generano evidentemente grande sospetto. È una norma che doveva passare in V Commissione, una norma che doveva essere parte di un disegno più organico, invece un'altra volta ancora, appunto, abbiamo perso... o, meglio, in questo caso non perdiamo nessuna occasione, in realtà facciamo qualcosa che alla fine poi crea solo sospetto.
Presidente - Altri? Ha chiesto la parola il collega Peinetti.
Peinetti (UV) - Io vorrei solo citare questa delibera: la n. 11265 del 28 giugno 2018 della Regione Lombardia, che fa esattamente la stessa cosa. Quello che stanno facendo le Regioni sono manifestazioni di interesse a livello regionale, nel senso che se tu fai parte dell'elenco nazionale, è requisito fondamentale, se tu non fai parte dell'elenco nazionale dei Direttori generali, non potrai in alcun modo dirigere un'azienda sanitaria. Questo l'ha sancito la legge e questa cosa è successa proprio nel periodo in cui noi avevamo nominato un direttore generale, che poi è decaduto per altri motivi, e che poi non si è potuto iscrivere all'elenco nazionale perché i requisiti non erano sufficienti per iscrivere nell'elenco nazionale. Noi oggi siamo in questa situazione molto strana, perché c'è un Direttore generale che ha avuto quel problema che tutti conosciamo, c'è un Commissario per questo motivo e questo Direttore generale non avrebbe avuto i requisiti successivamente perché non ha potuto entrare nell'elenco nazionale, che è subentrato dopo che lui era stato nominato.
Nel frattempo è successo che tutte le Regioni italiane hanno adottato questo sistema uguale, identico, nel senso che gli idonei all'elenco nazionale manifestano il loro interesse a far parte di un elenco regionale delle diverse Regioni italiane. La cosa strana è che a volte è successo anche che dei potenziali Direttori generali, che quindi sono iscritti all'elenco nazionale, non abbiano superato questa prova a livello regionale, sono stati addirittura bocciati. In Piemonte è successo più di una volta che dei Direttori che facevano parte di quell'elenco non siano stati ammessi. Alla fine hanno creato degli elenchi regionali, per cui se in Regione Piemonte manca il Direttore regionale delle Molinette, tanto per fare un nome, vanno a prendere da questo elenco regionale quelli che sono rimasti. In Lombardia questo elenco è formato da 100 persone, sono 100 in Lombardia che vanno a coprire tutte le aziende sanitarie, ASO o ASL che siano. Anch'io posso essere d'accordo con alcuni di voi che hanno detto che la norma era forse più logico tenerla all'interno della legge sull'attrattività, ma credo ci siano dei motivi che io non conosco, per cui fa parte di questa legge, ma credo che non sia un problema, nel senso che non fa altro che assolutamente uniformare la nostra Regione al resto d'Italia, cioè se tu non hai quei requisiti, non puoi fare il Direttore generale, questo è un dato di fatto, non si scappa da lì, non capisco dove sia il problema.
Sul discorso che diceva il collega Sammaritani sul fatto degli anni, proprio Regione Lombardia ha scritto che se tu hai fatto due volte cinque anni, non puoi più partecipare. L'ha scritto la Regione Lombardia, nella stessa ASL, puoi andare da un'altra parte ma non puoi più rimanere in quella ASL, quindi non mi pare che sia una cosa così... Non so neanche bene a quale persona si possa riferire una cosa del genere, perché o fai parte di quell'elenco dei 500 che sono in elenco a livello nazionale, elenco che viene aggiornato, peraltro, ogni due anni... a me non risulta che ci sia un Valdostano che faccia parte di quest'elenco, non c'è nessuno che ha avuto i requisiti, neanche il nostro vecchio Direttore generale, che è rimasto in carica tredici anni, ha avuto i requisiti, quindi è tutta gente che arriva da fuori Valle teoricamente. Se tu fai una cosa del genere, ti ritrovi poi ad avere un elenco di dieci o quindici, non so quanti siano nella legge, non me lo ricordo, un elenco che ti consente, nel caso in cui quel Direttore generale se ne vada, di attingere di nuovo a quell'elenco, elenco che credo tu possa aggiornare ogni anno, ogni due anni, ogni tre anni, quando vuoi insomma: questo è il concetto.
Credo che questa sia una norma che invece vada proprio nella direzione di spersonalizzare assolutamente questo tipo di nomina. Personalmente non credo che ci siano problemi. Anche il fatto che non faccia parte di un disegno organico, non penso che sia una cosa così... non fa altro che uniformarci al resto d'Italia, né più né meno, cioè qualsiasi legge che poi farai dovrei metterci queste norme dentro e sarà uguale. Se non fai parte di quell'elenco e non hai manifestato il tuo interesse ad andare a lavorare in quella regione, non potrai fare il Direttore generale in quella regione: questo è quello che è oggi.
Presidente - Altri? La votazione segreta sull'emendamento n. 18 della II Commissione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 29
Favorevoli: 17
Contrari: 12
Astenuti: 6
Il Consiglio non approva.
Articolo 14. Ci sono richieste di intervento? Possiamo aprire la votazione? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 15 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Vi è poi l'emendamento n. 2 di Vdalibra, che introduce l'articolo 14bis; ha il parere finanziario negativo. La parola al collega Ferrero per l'illustrazione.
Ferrero (VDALIBRA) - Questo era un articolo che voleva intervenire riguardo alle persone che sono in difficoltà e hanno un animale da affezione che deve essere curato, una norma che può sembrare apparentemente secondaria ma non lo è, perché chi si viene a trovare improvvisamente in difficoltà economiche, o magari un coniuge che viene a mancare, o magari una separazione e ha un animale, in molti casi l'animale rappresenta proprio un qualcosa che può dare un colpo di mano veramente grande. Noi prevedevamo uno stanziamento, che era di circa 50.000 euro per quanto riguarda le persone che erano in queste situazioni, che poteva essere veramente un aiuto. Dove andavamo a prendere i soldi? I soldi li andavamo a prendere su quegli adesivi che mettono agli autobus di pubblicità della Regione, che costano circa 20.000-30.000 euro e a una consulenza sulla meteorologia, quindi due cose apparentemente secondarie. L'emendamento ci è stato rifiutato dal Bilancio con il solito parere laconico: "non è indicata la missione". Adesso qui bisogna mettersi d'accordo una volta per tutte, è indispensabile che ci mettiate a disposizione una persona dell'Assessorato del bilancio quando noi facciamo la stesura degli emendamenti, perché queste finezze... o è un errore puramente... che poi non è un errore, è semplicemente un'imprecisione formale, non può portare all'abolizione così di un emendamento, che comunque è stato studiato, è stato presentato. Non è la prima volta che succede questo. Qui qualcuno si deve prendere la briga. La materia del bilancio è una materia difficile, non potete lasciarci, nel momento in cui dobbiamo fare gli emendamenti, a presentarli e poi vedere che ci arriva indietro qualcosa che non è stato accolto e non abbiamo più la possibilità di fare le correzioni. Qui bastava un colpo di telefono, io non so la persona... mi scappava una parolaccia, a quest'ora potrebbe anche scappare ma non me la faccio scappare... bastava un colpo di telefono per dire: "guarda, c'è un'imprecisione, correggi l'emendamento", invece no, te lo sbattono sulla scrivania e ti tolgono la possibilità di approvare una cosa che era comunque interessante. Va bene, andremo avanti con le nostre belle pubblicità sugli autobus e con le nostre consulenze delle "balle" sulla meteorologia.
Presidente - Passiamo all'esame dell'articolo 15 dove vi è l'emendamento n. 1ter del Mouv'. L'ha già illustrato, collega Gerandin, e non si può mettere al voto. Per l'articolo 15 posso dare lo stesso risultato dell'articolo 14? No, allora votiamo. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 15 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
All'articolo 16 non ci sono emendamenti. Posso dare lo stesso risultato? Stesso risultato. Articolo 17. Stesso risultato? No, apriamo la votazione sull'articolo 17.
Presenti: 35
Votanti: 21
Favorevoli: 21
Astenuti: 14 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Articolo 18. Stesso risultato? No, apriamo la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 22
Favorevoli: 22
Astenuti: 13 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
All'articolo 19 c'è l'emendamento n. 19 della II Commissione. Qualcuno vuole intervenire? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 21
Favorevoli: 21
Astenuti: 14 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Emendamento n. 20. Stesso risultato. Emendamento n. 21 della II Commissione. Stesso risultato. Emendamento n. 22. Stesso risultato. Metto in votazione l'articolo 19 emendato. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 19
Favorevoli: 19
Astenuti: 16 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Articolo 20. Stesso risultato? No. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 20
Favorevoli: 19
Contrari: 1
Astenuti: 14 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Articolo 21. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 15 (Aggravi, Cognetta, Distort, Ferrero, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Emendamento n. 23 della II Commissione, ma prima c'è il sub-emendamento n. 2 del collega Aggravi a cui do la parola.
Aggravi (LEGA VDA) - Presidente, il sub-emendamento ha un obiettivo: quello di cercare di limitare l'applicabilità dell'emendamento che è stato presentato in II Commissione, relativo all'introduzione della cosiddetta "double filière" dei mutui casa. Questo sub-emendamento inserisce un passaggio dove sostanzialmente successivamente alla frase: "le domande di mutuo a tasso agevolato presentate ai sensi della legge 3 e delle relative disposizioni attuative" andiamo ad aggiungere: "escludendo quelle relative al Capo II inerenti la prima casa", quindi andando a limitare l'applicabilità della scelta del contributo in conto interessi soltanto su tutte quelle iniziative che non riguardano la prima casa. La ratio di base è legata alle considerazioni che abbiamo già avuto modo di fare, sia in discussione generale, sia anche nel momento in cui abbiamo discusso il nostro emendamento sul DEFR. Riteniamo che la prima casa abbia anche una finalità prettamente sociale e soprattutto chi si reca presso Finaosta per la richiesta di un mutuo, ed è relativo alla prima casa, lo faccia per il tasso vantaggioso, al di là dell'attuale conformazione dei tassi bancari che sono favorevoli rispetto al passato.
Detto questo, all'interno poi dell'emendamento presentato ci sono degli elementi migliorativi che abbiamo avuto sicuramente modo di discutere in sede di Commissione, come quello comunque di far passare poi la delibera attuativa sotto il parere della Commissione, come quello di inserire anche un passaggio di chiarezza riguardo al percorso da fare. Riteniamo che però, per quanto riguarda la prima casa, quindi proponiamo questo sub-emendamento, comunque è bene che si limiti la sua applicabilità alla vielle filière, diciamo, e soprattutto tenuto conto che comunque, dalle cifre che ci sono state date dai tecnici e soprattutto dalle prospettive di resa degli utili delle partecipate, e comunque delle risorse... annuncio anche che ci sarà un emendamento che cercherà di inserire una sorta di priorità nell'assegnazione della quota libera dell'assestamento, a utilità del fondo di rotazione, di cui all'articolo 68 della legge n. 3, quindi quello sui mutui, in maniera tale da preservare questa finalità. Riteniamo, ripeto, che debba essere data questa possibilità su fondi pubblici gestiti con il fondo di rotazione, soprattutto per il beneficio del tasso applicato da Finaosta.
Presidente - La parola al collega Marquis.
Marquis (SA) - La doppia possibilità è stata introdotta per dare la scelta a chi fa la domanda di poter seguire l'iter che gli risulta più vantaggioso e conveniente sia in termini di costi, sia in termini di tempo. Riteniamo che questa sia una facoltà che correttamente viene messa a disposizione di chi fa la domanda, quindi riteniamo anche che limitare questa possibilità sia sbagliato concettualmente, ma non solo concettualmente, perché bisogna anche tener conto della situazione delle domande che sono giacenti: su 700 domande giacenti 500 sono sulla prima casa. Ci è stato anche detto nell'audizione della Commissione che, anche qualora ci fossero disponibili le risorse economiche, gli uffici non sarebbero in grado di fare le istruttorie neanche durante l'anno. L'auspicio quindi è proprio il contrario: è quello di riuscire a sbloccare il più possibile la situazione e, nell'ambito della libera scelta, quanto più saranno coloro che in questa fase sceglieranno la nuova possibilità che viene offerta, quanto prima si riuscirà a smaltire le pratiche e dare soddisfazione alle richieste, perché riteniamo che diversamente non basterebbero i due anni che ci sono già di ritardo, ma ce ne sarebbe un terzo. Credo che questo andrebbe a pregiudizio di tutti coloro che sono i richiedenti e va nell'indirizzo quindi di dare un vantaggio di possibile scelta e non di bloccare ulteriormente la situazione.
Presidente - Altri? La parola al collega Gerandin.
Gerandin (MOUV') - È inutile sottolineare che abbiamo una visione totalmente diversa, nel senso che pensiamo che, quando si vuole cambiare, o comunque si cerca di dare altre opportunità, non si cambiano le regole durante la partita. Probabilmente chi ha fatto domanda per il mutuo prima casa si è fatto quattro conti sapendo quali erano le condizioni di Finaosta, quelle condizioni che, sottolineo per l'ennesima volta, sono quelle condizioni più vicine sia per quello che riguarda la possibilità concreta di avere questi mutui, sia per quello che riguarda le garanzie che vengono chieste. Sicuramente sono garanzie di tipo bancario, perché Finaosta non è un ente beneficiario, ma soprattutto per quel lavoro di prossimità che fa con coloro che magari possono anche avere - e ci è stato detto anche in Commissione - un momento di difficoltà. Sono molto vicini, con un colpo di telefono c'è un interlocutore, qualcuno che eventualmente è a disposizione per vedere come superare questi momenti di difficoltà magari nell'atto di restituzione. Queste cose sono state dette in Commissione e ce ne ricordiamo bene. Voglio sottolineare l'ennesima volta il costo della pratica, perché lì veramente siamo su un altro pianeta. Io pertanto sono assolutamente dell'idea che per quella funzione anche di aiuto, diciamo, con soldi pubblici, ma quella funzione più di carattere di aiuto verso quelli che magari sono meno navigati, quelli che magari hanno meno possibilità di fare riferimento a istituti di credito o quant'altro, proprio per questa funzione diciamo anche di prossimità e di aiuto, debba mantenere per il discorso prima casa questo tipo di aiuto, vale a dire mutuo con Finaosta. Anche perché, e l'ho già detto, mi pare che questo sia più che altro uno spot, perché chi si fa quattro conti rimarrà col mutuo prima casa in Finaosta, rischiamo pertanto di creare una double filière che di fatto crea chissà che tipo di attese, ma poi avrà un effetto pratico pari a zero o molto vicino allo zero.
Perché creare questo momento di confusione tra tutte queste persone che stanno aspettando e che vogliono con sacrifici costruirsi magari la casa o comprarsi la casa? Vogliamo fare questa double filière? Facciamola per quelli che eventualmente devono intervenire su una seconda casa, lì è già una scelta di tipo diverso, per cui ha un senso logico. Davvero non mettiamo confusione in più a chi magari è l'unico mutuo che farà nella propria vita, nel senso che si rivolge a Finaosta perché comunque è un soggetto di prossimità dove, se uno non ha capito qualcosa, prende il telefono e parla con un funzionario e fissa un appuntamento. Se devo parlare con un istituto di credito magari a livello nazionale o quant'altro, le mie pratiche magari vanno a finire a Milano o a Torino, se non più distante, e lì non c'è un interlocutore, non c'è qualcuno che magari può dare un consiglio a quelle persone che, torno a dire, per l'unica volta nella vita faranno un mutuo: quello per comprarsi casa.
Presidente - La parola al collega Marquis per dichiarazione di voto.
Marquis (SA) - A seguito di quest'intervento volevo chiarire un po' come funziona l'iter, perché è stata ripetuta più volte in questi giorni qual è la differenza dei costi delle istruttorie, la perizia da parte della filiera regionale costa 100 euro, in banca effettivamente costa qualcosa di più. Il problema non è questo, perché volevo spiegare come funziona l'iter attualmente anche per chi vuole fare il mutuo prima casa. Si fa la domanda in Regione, si consegna tutta la documentazione, poi, finché non viene finanziata, rimane lì ferma in attesa. Nel frattempo, quando il Valdostano, il cittadino, la famiglia vuole comprare un appartamento, fa il compromesso, non può però aspettare due anni per andare a fare il rogito, perché non c'è nessun interlocutore che aspetta tutto questo tempo, quindi deve andare in banca. Va in banca, fa una procedura di mutuo, chiaramente deve pagare l'istruttoria, che costa qualcosa in più: 400-500 euro in più rispetto a quello che costa con la Regione e poi arriva il rogito. Deve fare il rogito che costa, tra rogito e tassa di trascrizione, 2.000 euro. Quando la Regione ha istruito la pratica, comunica l'esito positivo, a quel punto il cittadino cosa fa? Chiama il notaio, chiede di togliere l'ipoteca che è stata messa dalla banca, annulla il mutuo, va a stipulare il mutuo con Finaosta, paga altri 2.000 euro di notaio e trascrizione. Questa spesa, nessuno l'ha ancora detto, è una spesa che sopporta il cittadino e tutte le famiglie che devono attivare il mutuo, e questo va tutto nel conto che va considerato.
Detto questo, che credo è solo per dettagliare una situazione, quando si prevedono due strade, è il cittadino che sceglie. Qual è il problema? Se la strada della Regione sarà efficiente, avrà le risorse a disposizione, prevarrà questa via; qualora ci fosse un vantaggio a seguire l'altra strada, il cittadino, nelle sue libertà, sceglie, quindi mettere una limitazione... sembra quasi ci sia un timore o una paura che la misura funzioni. Abbiate pazienza, ma viene letta così, quindi lasciamo scegliere ai cittadini e la concorrenza migliora anche la qualità del servizio. Credo sia una cosa positiva rispetto a una situazione con cui non si possono fare neanche dei raffronti, questo credo che possa aiutare il servizio finale a favore del cittadino. Il cittadino non ha bisogno di un tutore, non possiamo essere noi il suo tutore, il cittadino state tranquilli che sa capire quali sono le condizioni di maggiore vantaggio per lui. Nessuno butta via i soldi, se ci sarà convenienza in termini di costi e di tempi, quindi si rivolgerà alla Regione, diversamente si rivolgerà nell'altra via. Noi speriamo che sia possibile con queste due misure in parallelo risolvere una situazione che ad oggi è bloccata.
Presidente - La parola al collega Gerandin per dichiarazione di voto.
Gerandin (MOUV') - Volevo solo sottolineare che la ricostruzione che ha fatto il collega Marquis è chiaramente una ricostruzione legata a chi sceglie di fare il doppio mutuo, è chiaro che se io comincio...
Voce fuori microfono.
... attenzione, no! Io non l'ho interrotta, se permette. Questa era una delle motivazioni per cui i mutui prima casa sono stati elevati, perché noi effettivamente nel passato coi soldi, coi limiti che dava Finaosta, c'era questo doppio passaggio perché probabilmente chi non aveva la differenza, i soldi erogati da Finaosta erano minori, per cui uno faceva il muto con la banca. Adesso con il mutuo più elevato è un caso diciamo che può succedere, per carità, io non ho detto che non può succedere, ma non è la prassi normale. Perché se uno ha magari quattro risparmi, aspetta di avere l'okay della graduatoria e magari non inizia subito... certo che se uno vuole iniziare subito, è un altro ragionamento, ma se aspetta i sei mesi, un anno, magari anche un anno e mezzo, ne fai uno solo, non è che ne fai due, per cui la prassi non è obbligatoria, ne fai uno solo, è una scelta, ci mancherebbe.
Sottolineo ancora che con 100 euro presso la banca probabilmente non ti alzano neanche la cornetta quando fai la telefonata per chiedere se ti fanno un preventivo: questa è la verità. Con 100 euro si paga l'istruttoria, si pagano gli stati di avanzamento e si pagano anche i sopralluoghi, è una differenza veramente forte. Io lo dico solo perché mi pare che questo sia un fatto ineludibile. Sul fatto di creare un'opportunità... per carità, io non ho detto che non è un'opportunità, ma può essere anche un momento di confusione perché non è che tutti navigano tutti i giorni, sono in contatto con le banche, si fanno fare preventivi o quant'altro. Probabilmente una famiglia normale dice: "so che in Finaosta ho un tasso fisso, so quanto mi costa una pratica", per cui immagino che il riferimento voglia essere questo, ma proprio perché probabilmente per qualcuno è l'unico mutuo che farà in tutta la vita.
Presidente - Altri? Ha chiesto la parola la collega Pulz per dichiarazione di voto.
Pulz (ADU VDA) - Non vorrei offendere nessuno dopo la mezzanotte, ma questo emendamento, secondo noi, è emblematico dello stato di confusione di questa maggioranza. I mutui prima casa sono stati cambiati nel 2017. Io non ero qua, forse non ricordo bene, ma, andando un po' a scavare nella memoria, mi sembra che ci fosse la Giunta a guida Marquis, se sbaglio, correggetemi. In ogni caso è in quel periodo che si sono ampliati i criteri per far accedere ai mutui regionali una platea più ampia, si è quindi giocato al rialzo. In un periodo di tassi oggettivamente molto bassi già allora, noi non abbiamo capito come mai si dovesse far accedere al mutuo agevolato chi con un reddito abbastanza elevato avrebbe potuto sostenere tranquillamente, o comunque sostenere, anche se non tranquillamente del tutto, i tassi bancari. Il fatto che adesso ci siano, mi pare di ricordare da quanto abbiamo detto in Commissione, anche più di 700 nuclei in attesa da quasi due anni è esattamente figlio di quella decisione di allora.
Questo emendamento in Commissione è stato cambiato due, tre, quattro volte, ho perso un po' il conto, ho già detto stamattina che è stato molto difficile lavorare seriamente così, soprattutto per chi non è così addentro alla materia, come il mio caso, e, da quanto alla fine abbiamo capito, la Regione, invece di erogare mutui tramite Finaosta, si limiterebbe, sempre tramite la finanziaria, a coprire le differenze di tassi, con la "libertà" dei richiedenti di andare a farsi il mutuo in banca. È già così in parte, perché chi ha i requisiti per ottenere il mutuo bancario non aspetta due anni, se lo fa e poi surroga se e quando gli arriva. Le banche comunque sono aziende private, fanno quello che vogliono, si muovono in base a logiche che non sono di sicuro accoglienti, che non sono sociali e ci chiediamo quali garanzie vengono date ai cittadini meno abbienti e poi ci chiediamo: siamo sicuri che con Finaosta, che copre gli spread bancari, le banche poi non avranno la tentazione di aumentare i tassi, in teoria fissi? Non lo so, mi pongo questi dubbi, sicuramente il collega potrà rispondere.
L'ultima variante dell'emendamento, che a me è sembrata più contorta delle precedenti, mi pare abbia complicato ulteriormente le cose, perché lasciare aperte le due possibilità, lungi dall'ampliare quella che poteva sembrare una comodità per i cittadini, aumenterebbe, secondo noi, la burocrazia, diminuirebbe la trasparenza a favore di quelle zone d'ombra delle quali invece ci dovremmo finalmente liberare. Agevolare l'accesso al mutuo ai giovani o a chi cerca di acquistare la prima casa è un principio sacrosanto, ma quest'emendamento non va, secondo noi, in quella auspicata direzione. Il voto di ADU VDA quindi è di astensione.
Presidente - La parola al collega Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Io volevo soltanto ricordare alla disorientata collega Pulz che si sta parlando del mio emendamento. Non abbiamo ancora votato il mio, non so che cosa voterà, non voglio neanche saperlo, guardi, faccia lei a quest'ora... Io, visto che abbiamo messo insieme le due cose, ne approfitto solo per dire solo un aspetto in più. Pensi, le darò anche un pizzico di ragione, ma solo proprio perché sono buono vista l'ora e vista la situazione, però è un argomento importante, siamo finiti a mezzanotte a parlarne, colleghi, cioè rendiamocene conto, ne abbiamo parlato già moltissimo.
Ci sono due cose. Non voglio entrare nelle spese e quant'altro di perizie, però è bene tenere presente due aspetti che volevo sottolineare: il primo, e qui è il pizzico di ragione che le do, non tanto che le banche sono degli enti diciamo caritatevoli, è ovvio, fanno business. Lo so che questo nella sua concezione non esiste, però nella concezione normale di persone normali di tutti i giorni, che dobbiamo far quadrare i conti questo esiste. È vero però quello che lei diceva sul discorso dei tassi, cioè è molto probabile, perché voglio comunque credere anch'io a quanto diceva il collega Marquis sulla concorrenza. Sappiamo tutti come funziona il mutuo prima casa, l'abbiamo già detto, in parte ha inciso sul valore delle case e sull'attrattività di questo prodotto a livello bancario. Il problema è che, sapendo le banche che c'è comunque una base di partenza dell'1,5, sicuramente i tassi verranno influenzati e sicuramente nella definizione delle convenzioni, che non sarà sicuramente una passeggiata di salute per la Regione, o come si valuterà il percorso per definirle, sarà comunque una contrattazione che verrà fatta con degli enti, ripeto, non caritatevoli, e che comunque hanno delle difficoltà, perché, l'abbiamo detto, devono far quadrare i conti ma devono soprattutto far quadrare il patrimonio. Per carità di Dio, sicuramente i tassi in parte verranno influenzati.
Un aspetto su cui però vorrei focalizzare l'attenzione è il fatto della soluzione di breve e brevissimo termine. La copertura finanziaria viene comunque data dai fondi giacenti sul fondo di rotazione. Questo che cosa vuol dire? Che comunque sia la double filière è tenuta in piedi da fondi che stanno nello stesso contenitore, quindi sia per quanto riguarda in parte il contributo, quindi la spesa secca, sia quando ovviamente dovranno poi essere erogati gli ulteriori mutui. Nell'emendamento ovviamente c'è un comma dove si va a fare una stima sui trent'anni di 37.400.000 euro circa, ovviamente una stima ad oggi. Quello che io voglio comunque evidenziare però è il fatto che, al di là di tutto, è vero che ci sarà potenzialmente un effetto leva, perché se andrà a buon fine, ripeto, se andrà a buon fine, e non fatevi false aspettative - quei pochi che ci state ancora ascoltando, temo, ma comunque al massimo nel podcast qualcuno magari mi ascolta - perché è un percorso che deve essere costruito, bisogna stare comunque attenti al fatto che le risorse, ripeto, per quanto riguarda la quota parte di tasso e l'erogazione, vengono prese dallo stesso contenitore, quindi le risorse bisognerà metterle.
Quello che poi avremo modo di affrontare quando arriveremo all'emendamento sull'assegnazione, e ne approfitterò lì, non vi tedierò ancora di più sulla parte di quota libera dell'assestamento, è comunque il fatto che sicuramente io penso che i calcoli qualcuno se li sia fatti e che l'utilizzo di questa double filière consenta di liberare delle risorse che, ahimè, temo verranno destinate alla spesa.
Presidente - Possiamo mettere in votazione il sub-emendamento n. 2 del collega Aggravi? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 11
Favorevoli: 11
Astenuti: 24 (Baccega, Barocco, Bertin, Bertschy, Certan, Chatrian, Daudry, Farcoz, Favre, Lavevaz, Marquis, Marzi, Minelli, Morelli, Mossa, Nasso, Nogara, Peinetti, Pulz, Rini, Russo, Testolin, Trione, Vesan)
Il Consiglio non approva.
Metto ancora in votazione l'emendamento n. 23 della II Commissione prima di chiudere i lavori. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 21
Favorevoli: 19
Contrari: 2
Astenuti: 14 (Aggravi, Distort, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Mossa, Nasso, Pulz, Restano, Russo, Sammaritani, Spelgatti, Vesan)
Il Consiglio approva.
Chiudiamo qui i lavori, che riprenderanno domani mattina alle ore 9:00. Buonanotte.
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La seduta termina alle ore 00:18.
