Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 571 del 11 novembre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 571/81 - STRUTTURE E SERVIZI PER INTERVENTI A FAVORE DELLE PERSONE PORTATRICI DI HANDICAPS. (Interpellanza)

Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Péaquin, Bajocco e Carral:

INTERPELLANZA

Le strutture ed i servizi sul territorio in appoggio alle persone portatrici di handicaps sono notoriamente carenti nella nostra Valle.

Esistono infatti solamente due centri, uno ad Aosta ed uno a Châtillon, in condizioni sicuramente non idonee a soddisfare le necessità della popolazione.

In particolare il Centro aperto per handicappati di Châtillon (che ha sede al piano superiore di un vecchio stabile del centro paese, dove sono ubicati anche i servizi di psicologia, assistenza sociale, fisioterapia, logopedia e neuropsichiatria, come già ripetutamente fatto rilevare dagli operatori sociali che in quel centro operano) versa in pessime condizioni igieniche e strutturali e presenta quindi notevoli difficoltà ad operare validamente; i locali sono situati a livelli diversi e collegati fra di loro da scale ripide e strette nonché da diversi gradini, creando così una serie di barriere in netto contrasto con quanto sarebbe necessario in un luogo di riabilitazione.

i sottoscritti Consiglieri

INTERPELLANO

pertanto l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere:

1) quando si prevede entrerà in funzione il nuovo centro di Aosta di via Cerise;

2) se è intenzione dell'Assessorato intervenire con sollecitudine per eliminare almeno le disfunzioni più evidenti del Centro di Châtillon;

3) a quale punto si trovano le pratiche per la ristrutturazione e l'utilizzazione della case De Matteis e Sarteur sempre in Comune di Châtillon;

4) quali servizi troveranno posto all'interno dei due caseggiati.

Presidente - Il Consigliere Péaquin ha facoltà di illustrare l'interpellanza.

Péaquin (PCI) - Io non aprirò di nuovo in questa sede i lunghi discorsi e dibattiti che già abbiamo avuto occasione di fare sui portatori di handicaps. Conferenze, dibattiti, incontri come quelli tenuti nei giorni di sabato pomeriggio e di domenica mattina hanno chiarito molte cose, hanno detto molte cose, ma i problemi rimangono. Sono difficili e l'Assessore lo ricordava anche prima in risposta all'interpellanza del Consigliere De Grandis.

Voglio chiedere invece qual è l'intenzione della Giunta regionale e in particolare cosa si sta facendo concretamente per risolvere aspetti forse non rilevanti come quelli dell'inserimento nel mondo del lavoro, ma comunque di funzionalità delle strutture nella nostra Valle.

Sappiamo, e questo è abbastanza noto, che le strutture nella Valle sono carenti; dovrà entrare in funzione quanto prima un nuovo centro in Aosta, in via Cerise. Chiediamo con la nostra interpellanza quando si prevede che questo centro sarà aperto; mi pare di ricordare che le previsioni iniziali fossero per la metà di novembre, sono subentrate comunque delle difficoltà anche in ordine a concessioni, a nuovi lavori ecc., e io vorrei chiedere spiegazioni in merito. Da parte dell'Assessore ai Lavori Pubblici era stato detto nell'ultimo Consiglio che per quel ramo i lavori necessitavano ancora di un periodo di due mesi circa e che andremo alla fine dell'anno.

Per quanto riguarda la parte concernente l'Assessore alla Sanità e Assistenza sociale, vorremo sapere se ci sono difficoltà e quali sono le previsioni.

Per quanto riguarda il centro di Châtillon, che è ubicato in una casa al centro del paese, in condizioni veramente assai disagiate, la situazione è molto difficile. L'Assessore conosce senz'altro bene la situazione, perché più volte gli operatori sociali hanno inviato lettere all'Assessorato, al medico regionale, al Presidente dell'USL, alla Comunità montana e al Comune, e anche perché avrà certamente visitato questo centro.

Ricordo brevemente le condizioni di pericolo, oltre antigieniche, che esistono all'interno del centro: prese staccate dai muri; fili che penzolano dai contatori; muffa - per non dire acqua - che scende in diversi locali. L'impianto di riscaldamento funziona ancora a nafta, con una disfunzione notevole. Vi sono ovunque (credo che siano pochissimi i locali che non sono separati tra loro da gradini); le scale sono strettissime, con gradini di alzate notevoli, in evidente contrasto con tutto quanto si dice sull'abbattimento delle barriere architettoniche nei confronti degli handicappati.

Per poter entrare nella palestra si potrebbe usufruire anche di un passaggio esterno, che però è bloccato e sicuramente inagibile; un vecchio cancello arrugginito, bloccato tra due pilastri pericolanti: impossibile entrare da quella parte. Una infinità di cose all'interno di questo Centro non funzionano, tanto che le assistenti che vi operano hanno in più occasioni ricordato che se le condizioni non verranno migliorate potrebbero vedersi costrette e chiudere i servizi al suo interno.

Nella nostra interpellanza chiediamo spiegazioni su queste cose e chiediamo inoltre informazioni sulla ristrutturazione della Casa De Matteis che mi pare ci fosse l'intenzione di ristrutturare per servizi, e sulla ristrutturazione della Casa Sarteur sempre in Châtillon.

Presidente - Risponde l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Per quanto riguarda il nuovo centro di Via Cerise, già Péaquin ricordava quali sono state le difficoltà burocratiche che hanno determinato alcuni ritardi, senza contare che un certo tempo si è perso in quanto l'inquilina, che è ancora presente, occupava dei locali che dovevano essere ristrutturati.

Questa inquilina ha un alloggio di sua proprietà che però è occupato, quindi la catena si ripeteva: non potendo essa liberare quei locali perché non poteva occupare i propri, rimaneva tutto fermo in quanto non si possono ristrutturare locali abitati. Si è trovata una soluzione a questo problema spostando temporaneamente l'inquilina nella parte inferiore dello stabile, dove ci sono ancora altri locali.

Ci sono state delle difficoltà nella previsione delle spese, perché quando si è messo mano su questo fabbricato si è visto che i lavori erano superiori alle previsioni, per cui è stato necessario ricorrere ad una nuova concessione edilizia con conseguente perdita di tempo. Questi sono i motivi dei ritardi, oltre all'ultima sospensione dei lavori che si è conclusa rapidamente grazie alla fattiva collaborazione delle famiglie interessate. Infatti le famiglie dei portatori di handicaps, come hanno partecipato alla progettazione di questi spazi e quindi alla scelta su quale doveva essere l'utilizzo di questo Centro, così hanno collaborato nel fare le dovute pressioni perché non si perdesse tempo nell'approvare le varianti che si erano dovute apportare al progetto originale.

Si chiedono chiarimenti sulle intenzioni che abbiamo per intervenire nel centro sociale di Châtillon. La situazione catastrofica che è stata descritta nel particolare da Péaquin lascia l'amaro in bocca per un altro motivo: non è che i fili di colpo si mettono a penzolare, e le prese a staccarsi dal muro. Si tratterebbe anche - e questo è quello che manca sovente - di provvedere alla manutenzione; manutenzione fatta a piccoli passi eviterebbe di arrivare a questi stati.

Ora, non per fare lo scaricabarili, ma la Regione a questo livello ha sempre provveduto con un finanziamento alla Comunità montana la quale aveva la delega per l'intervento sotto tutti questi aspetti, così come aveva la possibilità di utilizzare come meglio credeva il personale assistenziale che le era stato affidato.

Quando c'è stata la previsione di passare tutti questi servizi, come è previsto nella legge regionale, all'USL, questa si è fatta avanti chiedendo come poteva intervenire. C'è stata una serie di incontri per vedere quale era la sistemazione ottimale, tenuto conto della disponibilità di più fabbricati nella zona di Châtillon. Prima Péaquin citava Casa De Matteis e Casa Sarteur e teniamo conto degli altri fabbricati attualmente di proprietà regionale che sono adibiti ad altri servizi tipo biblioteca ecc.... In particolare all'inizio c'era la proposta di acquistare per la risistemazione definitiva la Casa delle Piccole Suore per adibirla a centro sociale. Proposta che poi è stata scartata perché è disponibile, appena fuori del paese, la Casa De Matteis che conosciamo molto bene - so che anche Péaquin vi ha fatto dei sopralluoghi - che ha un'ampiezza notevole ed è nella condizione di poter essere ristrutturata adeguatamente per superare quelle barriere architettoniche di cui tanto si parla e per cui tanto poco si fa - si ricordavano poco fa i gradini all'interno della casa dove è adesso il centro sociale. Sarebbe stato molto difficile intervenire per adeguare le strutture dell'attuale centro sociale, mentre è abbastanza facile farlo nella Casa De Matteis,. Quindi la scelta che è stata fatta, d'accordo col Comune, è di intervenire sulla Casa De Matteis che verrebbe ad ospitare sia il centro sociale che la sede del servizio autoambulanza, vista la disponibilità di garages che già esistevano e che possono essere ristrutturati, e tenuto conto della disponibilità di locali che possono tranquillamente ospitare sia l'uno che l'altro servizio in modo soddisfacente.

Sono stati fatti incontri, c'è stato l'impegno da parte del Comune di provvedere ad una progettazione di massima che tenga conto dell'utilizzo secondo queste prospettive e della necessità di spostare al più presto il servizio che attualmente è nelle condizioni che richiamava Péaquin.

Nell'incontro dell'altro giorno abbiamo visto quali sono le opere di manutenzione prima che devono essere fatte anche alla Casa De Matteis: è scoppiato un termosifone, quindi c'è il problema di rimettere in ordine l'impianto; i servizi igienici devono essere rivisti perché non sono adeguati, e c'è il problema dell'impianto elettrico che necessita di alcune manutenzioni.

Questo è stato contabilizzato e c'è un progetto di massima che è stato analizzato con i tecnici. Siccome la proprietà dell'immobile è regionale uno studio definitivo verrà fatto assieme, con l'impegno della spesa per questa ristrutturazione, e sono già stati presi accordi per fare al più presto questo tipo di studio che dovrebbe essere definitivo e dare soluzione al problema del centro sociale.

Per quanto riguarda la richiesta di notizie sulla destinazione della Casa Sarteur, ultimamente ci sono state delle riunioni tra il Comune di Châtillon e quello di St. Vincent per vedere come utilizzare a livello di distretto questa struttura. A quanto mi è stato riferito - non ho un documento ufficiale in quanto la prossima settimana dovrebbe esserci ancora un incontro per definire meglio questo utilizzo - Casa Sarteur dovrebbe essere il Centro dei servizi, vale a dire che dovrebbe ospitare tutta la parte consultoriale e la parte del servizio per anziani che potrebbero trovare adeguata sistemazione in questi spazi. In questo modo si potrebbe occupare finalmente questa casa che da anni è vuota e quindi utilizzare questa struttura per servizi che sono da tempo carenti.

Si dice nella premessa di questa interpellanza, che notoriamente c'è una carenza di strutture in Valle. Vorrei brevemente ricordare quali sono le strutture e come si tenta di programmare l'intervento per gli anni futuri, tenuto conto di quanto più volte è stato sollecitato anche in questo Consiglio, quando si parla dell'assistenza domiciliare e dell'applicazione della legge 47 che prevede questo tipo di interventi e quindi le possibilità di utilizzo di strutture di appoggio non solo per anziani, ma anche per inabili e quindi per handicappati.

Attualmente abbiamo in funzione le strutture non solo come è detto nella relazione ad Aosta, ma oltre che Aosta, ci sono Gignod, Gressoney-Saint-Jean e La Thuile che già hanno strutture funzionanti. In particolare per Gressoney-Saint-Jean e La Thuile c'è una ristrutturazione in atto. A Gressoney-Saint-Jean è stato acquistato il fabbricato adiacente alla Casa Marta Tedi e si sta provvedendo alla sua ristrutturazione per ampliare e quindi rendere più soddisfacente il servizio. A La Thuile c'è il progetto di ristrutturazione dell'ex infermeria, che già ospita un certo numero di dimessi dall'ospedale psichiatrico, che deve essere adeguato come servizio. Progettati abbiamo Ayas, Challand-Saint-Anselme, Torgnon, Valtournanche - che è già in funzione ma che prevede delle modifiche - Cogne, Arvier, Brusson, Perloz, Châtillon. In particolare, per la zona che riguarda Perloz è stato chiesto di analizzare il progetto che era stato fatto una volta per vedere come può essere modificato e reinserito.

Per quanto riguarda gli altri Comuni che ho citato (Brusson, Arvier, Cogne, Torgnon) i progetti sono già definiti, già analizzati a livello regionale per verificare che ci fosse il rispetto di tutte le strutture necessarie e, potranno essere agli atti per la procedura di finanziamento e quindi di ristrutturazione.

Previsti ancora - da avviare nell'82 - sono Challand-Saint-Victor, Pré-Saint-Didier, Verrès e Introd. In particolare per Pré-Saint-Didier è stato visto in altra occasione in Consiglio che è necessario prevedere che questa struttura non diventi una struttura per élite, ma finalizzata agli scopi della legge 47, per cui ci sono stati dei ritardi. Queste che ho annunciato, portate avanti, rappresenterebbero già un deciso miglioramento della struttura di appoggio nella Valle e quindi non concentrata in un punto; per la città di Aosta ci sono diverse proposte che verranno analizzate; in particolare si è parlato di come potrebbe essere ristrutturata e sistemata la casa che è di fronte al Palazzo regionale; comunque si stanno vagliando diversi progetti.

Tutte queste strutture rappresentano un deciso passo avanti per quella che è la disponibilità di strutture sul territorio, e quindi potranno finalmente essere attuate in pieno le leggi già approvate ma che hanno trovato difficoltà di attuazione, appunto per la carenza di strutture. Dovremo provvedere contemporaneamente alla formazione di personale che sia in grado di portare avanti e di gestire queste strutture: vedasi per tutto la parte riguardante l'assistenza domiciliare.

Penso di aver risposto a tutte le domande; sono disponibile comunque per chiarimenti e per dare una memoria di quanto ho detto.

Presidente - Il Consigliere Péaquin ha facoltà di replicare.

Péaquin (PCI) - Mi dichiaro soddisfatto della risposta data dall'Assessore. Non soddisfatto invece per come stanno andando avanti le cose nel centro di Châtillon. La Regione infatti dà attualmente i contributi alla Comunità montana perché questa provveda ad un minimo o un massimo (non conosco l'entità dei contributi regionali) di funzionamento all'interno, e comunque anche dei fondi per la manutenzione ordinaria di questa struttura, mentre, se mi ricordo bene, dal '73 la manutenzione non è più stata fatta all'interno del caseggiato, con le conseguenze di cui abbiamo già parlato. Bisognerà accertare per quali motivi la Comunità montana non provvede, dato che le disfunzioni sono evidenti.

E comunque, se essa non provvede alla manutenzione, la Regione la richiami ai suoi obblighi, se i soldi vengono dati anche per questo.

Altrimenti, con lo scarico di responsabilità tra Comune, comunità montana e Regione, il Centro rimane così com'è. Sono d'accordo sul fatto che praticamente è impossibile eliminare per esempio le scale, i gradini e le altre barriere architettoniche, ma credo sia possibile attaccare le prese e fare in modo che si possano togliere da sotto i lavandini le bacinelle che raccolgono l'acqua, o fare in modo che dai serramenti non passi un dito di aria. Credo che siano cose di piccola spesa che si potrebbero fare.

Per quanto riguarda le strutture, notevolmente carenti in Valle d'Aosta, l'Assessore ci ha dato informazioni sulle strutture che in parte si stanno realizzando e in parte verranno realizzate negli anni a venire. Per noi questo è motivo di soddisfazione perché vediamo che le cose stanno andando avanti. Soddisfazione, anche perché io penso che i Comuni incomincino ad utilizzare la legge 47.

Probabilmente bisognerà andare ad una modifica dei finanziamenti della legge 47 per quello che riguarda le strutture; mi pare infatti che l'intervento per adeguamento di strutture sia abbastanza limitato: nell'ordine di pochi milioni. Comunque è già un fatto positivo che da parte dei Comuni si cominci ad utilizzare i fondi di questa legge e si cominci a conoscere questa legge. Potremo sempre, quando discuteremo il reparto per l'anno '82, approfondire meglio questi problemi.

Dobbiamo fare in modo di interessare un maggior numero di Comuni perché effettivamente - e di tempo ce ne vorrà sempre tanto, perché per la preparazione del personale, gli adeguamenti ecc. ci vorranno ancora anni, e incontreremo guasti enormi per strada - finalmente, dicevo, ci si possa incamminare su una strada che porterà, chissà quando a risultati positivi.

Presidenza del Consigliere Dolchi.