Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 565 del 11 novembre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 565/81 - CONSEGUENZE DELLE MUTAZIONI DI DESTINAZIONE EDILIZIA DEGLI STABILI DESTINATI AD ABITAZIONI CIVILI. (Interpellanza)

Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Minuzzo:

INTERPELLANZA

Visto che il problema della casa si manifesta sempre più nella gravità;

Tenuto conto che una recente sentenza della Corte di Cassazione ritiene penalmente perseguibile chi muta la destinazione, non accompagnato da lavori edili, di stabili destinati ad abitazioni civili;

Considerato che tutte le trasformazioni delle destinazioni residenziali avvenute dopo il 3 agosto 1973 sono amministrativamente e penalmente perseguibili;

Preso atto che anche nella nostra Regione molte sono le trasformazioni abusive;

INTERPELLA

l'Assessore competente per conoscere:

1) se gli uffici dell'assessorato hanno già preso in considerazione la citata sentenza della Corte di Cassazione;

2) quali indirizzi intenda assumere l'Assessore e la Giunta regionale e quando;

3) come intenda censire tali trasformazioni.

Presidente - Il Consigliere Minuzzo intende illustrare la relazione? Ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - Mi sembra che non ci siano grossi problemi e che la interpellanza sia sufficientemente chiara.

Presidente - Risponde il Presidente della Giunta, Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - La sentenza in questione, se l'ho capita bene, stabilisce che è atto al di fuori della legge, a seguito della legge sull'equo canone, dichiarare che uno stabile è ufficio e di conseguenza affittarlo al di fuori delle regole dell'equo canone, se in quell'ufficio avvengono le operazioni di dormitorio, lavatoio ecc.... che sono quelle normali di un'abitazione.

Stabilito che questo è un atto fuori della legge, evidentemente è un reato.

Stabilito altresì che, per quanto riguarda specificatamente la Regione, noi caso mai abbiamo fatto l'operazione inversa, perché abbiamo messo in stabili che erano adibiti ad uffici delle persone sfrattate o che erano senza casa; non temiamo assolutamente che vi siano dei problemi penali che riguardano la Regione, infatti non penso che il Consigliere Minuzzo volesse dire questo.

Non mi sembra possibile sostenere che tutte le trasformazioni delle destinazioni residenziali avvenute dal 3 agosto '73 siano perseguibili, perché otto anni sono il termina di prescrizione di un reato con mandato di cattura obbligatorio, non certamente per illeciti di questo genere.

Infine l'Amministrazione regionale non assume degli indirizzi particolari in questo campo, in quanto questo come illecito doveva essere rilevato dal Pretore.

Quello che vorrei capite dell'interrogazione del Consigliere Minuzzo è che cosa egli intende per censimento: censimento di abitazioni che sono state destinate a degli usi che non sono di abitazione - ed allora in questo caso bisogna fare un esposto alla Pretura -, oppure censimento di stabili che sarebbero suscettibili di diventare abitazioni? Mi sembra che la richiesta del Consigliere Minuzzo non sia attuabile perché non è compito della Regione, né degli uffici Amministrativi, denunciare illeciti di qualsiasi natura essi siano.

Presidente - Il Consigliere Minuzzo ha facoltà di replicare.

Minuzzo (PSDI) - Gli illeciti, Signor Presidente, erano chiari e se Lei avesse avuto la cortesia, visto che si è assunto l'onere o l'onore di rispondere, di andare a vedere quella che era stata la sentenza della Corte di Cassazione in materia, avrebbe visto che l'interpellanza era stata fatta ad hoc e non c'era nulla di straordinario.

Concordo con il Presidente quando dice che la Regione non è toccata direttamente da questa cosa, in quanto ha compiuto l'operazione in senso inverso.

Il discorso riguardava tutte quelle abitazioni che erano state adibite ad abitazione e che poi hanno subito la trasformazione in uffici senza tenere conto delle disposizioni in materia.

Io ritengo che, vista l'enorme carenza di alloggi nella città di Aosta e nella Valle in genere, certe azioni in questo senso dovrebbero partire dalla Giunta regionale: dovrebbe essere la Giunta ad andare a cercare con i mezzi che riterrà opportuni queste infrazioni; per cui non posso dichiararmi soddisfatto.

Per quanto concerne l'interpellanza di per se stessa, questa era attuale al momento della presentazione perché c'era stata quella sentenza della Corte di Cassazione; in questi giorni - e ringrazio dell'informazione il collega Nebbia - un'altra Sezione di Cassazione ha dato un parere diverso dalla prima sentenza, per cui è stato chiesto un incontro tra tutte le Sezioni e ci sarà un organismo che deciderà l'autentica interpretazione della legge; a quel momento potremo avere degli elementi maggiori sulle cose da fare.

Non posso dichiararmi soddisfatto della risposta, al di là dell'ultima sentenza di una Sezione della Corte di Cassazione, appunto perché il Presidente della Giunta ha risposto con abbastanza approssimazione, per cui non mi ha dato la sensazione di avere la volontà di andare verso gli indirizzi che si prefiggeva la presentazione di questa interpellanza.