Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1057 del 6 novembre 2019 - Resoconto

OGGETTO N. 1057/XV - Approvazione di mozione: "Condanna verso tutti gli atti di violenza".

Rini (Presidente) - Punto n. 6 all'ordine del giorno. La parola alla collega Pulz.

Pulz (ADU VDA) - Con questa mozione intendiamo innanzitutto segnalare un episodio di violenza che ci ha toccati da vicino, all'unico scopo di richiedere la ferma condanna da parte di quest'Assemblea di ogni atto di violenza a sfondo politico proveniente da qualsiasi parte e di qualsiasi colore, al fine di garantire sempre la libera espressione di ogni cittadino e la dialettica politica in un'ottica di rispetto dell'avversario, che non è mai un nemico, ma un portatore - ci auguriamo il più possibile sano - di un'altra Weltanschauung, di una diversa visione del mondo e di un conseguente suo progetto di cambiamento su cui discutere e confrontarsi democraticamente.

Il fatto in questione risale alla notte di sabato 14 settembre, quando molti amici, nostalgici dei loro vent'anni - stiamo parlando di persone adulte che hanno una famiglia e lavorano -, si sono ritrovati per rievocare i tempi d'oro della discoteca Boomerang di Plan Félinaz, per l'occasione spostata a Pont Suaz, per stare insieme, brindare, ballare e condividere una serata in allegria. Purtroppo nel gruppo c'erano alcuni provocatori che, in momenti e capannelli diversi, durante la serata hanno fatto osservazioni sulla musica troppo di sinistra, hanno disturbato la gente che ballava con sgomitate e insulti, hanno allungato le mani sulle donne. Questi atteggiamenti disdicevoli hanno avuto come esito scene da Far West in quella che voleva essere una serata divertente nel senso etimologico del termine, cioè di svago. Prima una birra è stata rovesciata in testa al DJ, che non è esattamente un ragazzino - non che si debbano rovesciare le birre in testa ai ragazzini -, appunto per le sue proposte musicali. Poi vi è stato l'intervento di un'ambulanza e della Polizia a seguito del pestaggio di un candidato alle scorse regionali del gruppo Impegno Civico e ora militante in ADU VDA. Parliamo di un adulto piuttosto muscoloso anche, sportivo, che tuttavia non ha reagito alle provocazioni perché siamo quasi tutti pacifisti e ha quindi subito un pugno ben assestato che lo ha mandato k.o. Poi, sbattendo la faccia sul pavimento, ha perso i sensi e si sono aperti il sopracciglio, il mento e lo zigomo destri, con relativa rottura di un incisivo, per un totale di dieci punti di sutura in diverse zone del bel viso.

Noi vogliamo stigmatizzare questo episodio di violenza, sottolineando a scanso di equivoci, che esso non ha contorni politici evidenti, sebbene sia stata accertata la presenza di rappresentanti dell'estrema destra, quella anticostituzionale di CasaPound, che anche ad Aosta tuttavia gode di rappresentanti nelle istituzioni i quali, anche nel tempo libero, crediamo abbiano il dovere di comportarsi in modo consono. E guarda caso è invece più consono a persone vicine a certi ambienti, anche senza tessera in tasca, menare le mani anziché il cervello, cioè anziché esercitare la mente a pensare e la favella a discutere e a ragionare.

Ci permettiamo in questa occasione di ricordare anche - perché si concluderà molto probabilmente nelle prossime settimane - il processo per l'aggressione ad uno studente dell'assemblea studentesca valdostana. Forse vi ricorderete di questo episodio avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 luglio 2015 a Courmayeur. Lo studente, che allora aveva 15 anni, dopo aver trovato alcuni volantini di CasaPound lasciati davanti alla propria abitazione, li aveva bruciati e poi aveva pubblicato la foto sui social. Alcune sere dopo a Courmayeur il giovane sarebbe stato schernito e aggredito da alcuni militanti del blocco studentesco che è l'organizzazione giovanile che fa riferimento a quell'area. Sembra poi che uno dei presunti responsabili del pestaggio sarebbe stato accusato, insieme ad altri, dell'aggressione avvenuta a Roma il 15 giugno 2019 a un gruppo di giovani che indossavano una maglietta riconducibile al Cinema America, che è un ritrovo di democratici e antifascisti e tra l'altro possiamo dare un aggiornamento, perché è avvenuto il loro arresto nel frattempo, nel mese di ottobre, e tra i tre agli arresti domiciliari c'è il coordinatore romano del blocco studentesco.

A noi, tuttavia, preme sottolineare che il diffondersi di questi atti di violenza squadrista che fanno intrinsecamente parte di certi ambienti, ci rende tutti, ragazzi e adulti, meno sicuri e più fragili sul nostro territorio. Crediamo quindi che le istituzioni democratiche della nostra Regione, a cominciare proprio dal Consiglio regionale, debbano prendere una posizione ferma rispetto a questi insopportabili e pericolosi atti di violenza, per tener fede nei fatti ai valori che discendono dalla Resistenza a cui spesso giustamente ci richiamiamo in questa regione, che ha ottenuto la medaglia d'oro al valore.

Noi, per essere molto chiari, non vogliamo in alcun modo essere complici di questo sdoganamento della violenza, che sia a sfondo politico o anche no, perché non vogliamo tornare al pianeta delle scimmie e crediamo che la sua condanna ferma e l'invito al rispetto della persona nell'avversario e al confronto democratico, anche se molto conflittuale, perché il conflitto quando non è violento è sano, è pure il sale della politica e della democrazia il conflitto. Ma noi pensiamo che sia un preciso dovere di tutte le istituzioni condannare fermamente certi episodi, soprattutto quando, pur all'interno di queste istituzioni, si annidano o si possono annidare focolai antidemocratici e potenzialmente violenti. Crediamo che una cosiddetta "Commissione Segre" - di cui parleremo più avanti forse, da quanto abbiamo capito - per il contrasto di fenomeni di intolleranza e di razzismo, anche di antisemitismo, di istigazione in generale all'odio e alla violenza, sarebbe da creare anche presso il nostro Consiglio regionale.

Dalle ore 9:38 assume la presidenza il Vicepresidente Farcoz.

Farcoz (Président) - La parole à la collègue Morelli.

Morelli (AV) - Monsieur le Président, c'est pour demander une suspension pour une réunion de la majorité.

Presidente - Sospensione concessa.

La seduta è sospesa dalle ore 9:43 alle ore 10:20 e alla ripresa dei lavori riassume la presidenza la Presidente Emily Rini.

Rini (Presidente) - La discussione generale è aperta. Qualcuno vuole intervenire? Non ci sono richieste di intervento. Ha chiesto la parola la collega Nasso. Prego.

Nasso (M5S) - Ho ascoltato con attenzione l'esposizione della collega Pulz e questa mozione, nell'impegnativa, secondo me trova un indirizzo assolutamente condivisibile. Chi non condanna la violenza o atti poco consoni ad un'attitudine democratica? La mia critica va un po' nelle premesse, perché si è parlato di un fatto successo in una discoteca, si è parlato della considerazione di uno solo... lì noi non c'eravamo, chi lo sa com'è andata? Poi si sa come vanno le feste. Mi è sembrato davvero un po' pretestuoso improntare le premesse sui racconti di una sola persona, senza avere un contraddittorio, un altro riscontro o comunque un approfondimento maggiore e, tra l'altro, non è neanche forse questa la sede per farlo. Ci sono anche frasi forti, perché la collega ha detto qualcosa come "toccavano le donne".

L'impegno è condivisibile, però non ho molto apprezzato - mi scuso con la collega Pulz - alcuni passaggi veramente molto pretestuosi e strumentali nell'esposizione perché, se la violenza va sempre condannata, non ho apprezzato alcuni riferimenti troppo politici, poiché questi accadono a destra, a sinistra, al centro, sopra e sotto. Per non dilungarmi troppo, visto che c'è appena stata la sospensione, ripeto: l'impegno è condivisibile, ma le premesse secondo me ad oggi sono un po' pretestuose.

Presidente - Altri in discussione generale? Ha chiesto la parola il collega Manfrin. Prego.

Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio la collega Pulz per aver presentato questa iniziativa, ma ringrazio soprattutto la collega Nasso per aver centrato esattamente il problema. Per dirle quanto lei, collega Nasso, abbia centrato il problema, faccio - purtroppo come spesso mi capita - riferimento alle nostre pregresse esperienze nel Consiglio comunale di Aosta. Ricordo distintamente - e ho recuperato il testo - che quando eravamo in Consiglio comunale di Aosta, mi pare fosse maggio 2016, venimmo a conoscenza di un grave atto di violenza che aveva coinvolto un'attività commerciale del centro cittadino. In questo grave atto di violenza accadde che il commerciante, un cittadino pakistano che aveva questa attività mi pare ristorazione, fu aggredito da due nordafricani ubriachi che gli distrussero il locale dicendo che lui, in quanto musulmano... Chiedo scusa, Presidente, posso chiedere solo un po' di silenzio in Aula?

Presidente - Chiedo un po' di attenzione e un po' di silenzio, per cortesia.

... dicevo che i due ubriachi gli distrussero il locale dicendo che era sconveniente per un musulmano vendere degli alcolici. Al di là della contraddizione nei termini di quanto avvenne, ritenevamo che questo cittadino - ci tengo ad evidenziarlo - pakistano e musulmano avesse subito un torto molto grande e che un atto di violenza così grande non potesse chiaramente rimanere impunito, non soltanto dal punto di vita giudiziario, ma soprattutto dal punto di vista anche politico e sociale.

Allora a questo punto cosa facemmo? Presentammo, esattamente come ha fatto lei, collega Pulz, una mozione all'interno del Consiglio comunale. Mi fa piacere vedere anche qualche membro del Consiglio comunale che ci scruta da lassù. Cosa accadde? Accadde che noi riassumemmo esattamente come ha fatto lei, collega Pulz, i fatti; fatti peraltro che erano saliti agli onori della cronaca, non erano fatti di parte, ma erano fatti che erano stati affermati anche dalla stampa, la quale, come ben sappiamo, deve rispondere a criteri di deontologia professionale che ben conosciamo e quindi non può dichiarare il falso. Pertanto esponemmo questi fatti, però ci fecero una straordinaria lezione di democrazia. Sostanzialmente ci dissero che avevamo fatto bene a presentare quell'iniziativa, ma in democrazia, e soprattutto nelle istituzioni che si occupano di governare la nostra comunità, non si poteva entrare nel dettaglio di questi singoli fatti specifici e che quindi, fermo restando gli atti di violenza, si disse in Aula e si disse poi in una riunione che avemmo poco dopo durante una sospensione, bisognava considerare che c'erano stati altri atti di violenza nei confronti di un cittadino, c'era una donna che era stata aggredita, c'erano diversi esempi di violenza nella città di Aosta e che quindi non ci potevamo limitare ad esprimere la condanna di quell'atto di violenza specifico.

Venne redatto così un testo finale da parte di quel Consiglio che venne votato all'unanimità da tutti, compresi voi di ADU, allora di Altra Valle d'Aosta. La mozione diceva (anche qui faccio una piccola citazione): "Preso atto che in data 18.04.2016 il signor..., titolare di un ristorante nel centro storico, è stato aggredito da due nordafricani" eccetera, eccetera; si esponevano quindi i fatti e nella parte finale si diceva: "Il Consiglio comunale di Aosta esprime solidarietà e vicinanza al signor... per gli atti di aggressione e sopraffazione subiti e condanna severamente questo atto di violenza pseudo fondamentalista". Venne modificata l'impegnativa, come vi dicevo, e anche il testo della mozione finale in questo testo che vado a leggervi: "Preso atto che negli scorsi mesi e di recente sono stati perpetrati atti di violenza e di intimidazione nei confronti di cittadini e operatori commerciali; evidenziato che di tali atti si sta occupando la magistratura; considerato che il Consiglio della città di Aosta ha più volte condannato con ordini del giorno e mozioni la violenza sotto ogni forma di genere, razziali, malavitosi, eccetera; considerato infine che bisogna rinnovare la condanna di tali atti da qualsiasi parte provengano e in qualsiasi direzione essi siano diretti; considerato che il Consiglio della città di Aosta, come disciplinato dall'articolo 3 della Costituzione - questo fu un emendamento che feci inserire io specificamente - condanna ogni forma di violenza legata a sesso, razza, lingua, religione, politica e condizioni personali e sociali, il Consiglio esprime forte condanna verso tutti gli atti di violenza, esprimendo solidarietà a tutte le vittime di tali atti". Questa formulazione così generica servì appunto per poter raccogliere il consenso di tutta l'Aula in maniera unanime, senza alcuna divisione.

Collega Pulz, io le formulo gli stessi dubbi che sono stati sollevati dalla collega Nasso, nel senso che lei giustamente riferisce fatti che non sono nemmeno assurti agli onori delle cronache per cui non ne abbiamo la certezza; non abbiamo motivo di dubitare di quello che ci riferisce, ma dobbiamo considerare che il problema della violenza non può essere ogni volta evocato, a meno che non vi siano gravi eventi come per esempio quelli che abbiamo evocato in quest'Aula: il problema del Kurdistan piuttosto che quello della Siria o quello della Catalogna, che hanno questioni e situazioni specifiche. Dicevo che non possiamo entrare nello specifico di questi atti, ma dobbiamo sicuramente schierarci contro ogni forma di violenza.

Pertanto, collega Pulz, io le proporrei un emendamento che andasse a modificare il suo testo in maniera più ampia, come le ho appena illustrato - io l'ho preparato - e che quindi ci permetterebbe di condannare ogni forma di violenza e di evitare che si facciano riferimenti, che poi magari sono errati e aprono magari discussioni di questo tipo: "avete condannato questo specifico atto di violenza e non quello". Questo invece permetterebbe una volta di più a questo Consiglio di schierarsi dalla parte della democrazia e contro ogni forma di violenza.

Dalle ore 10:31 assume la presidenza il Vicepresidente Distort.

Distort (Presidente) - Siamo ancora in discussione generale. Qualcuno richiede la parola? Ha chiesto la parola il Presidente Fosson. Prego.

Fosson (PNV-AC-FV) - Intervengo in discussione generale per sottolineare, da una parte, che qualsiasi episodio di violenza e sopraffazione di qualsiasi matrice ideologica si è impiegato va condannato con forza nella difesa dei valori di pace, libertà e democrazia che la Costituzione ha posto come fondamento della Repubblica italiana e sui quali si è costruita in questi 70 anni la società civile; dall'altra, penso che della questione richiamata dalla collega non ne sappiamo nulla, è stata fatta una denuncia e la questione seguirà un iter del caso su cui sicuramente questo Consiglio non può esprimersi.

La mia proposta è di sospendere un attimo per fare tutti insieme una mozione che condanni ogni atto di violenza. Per cui, se la proponente è d'accordo, chiedo un attimo di sospensione con i Capigruppo per concordare una versione comune.

Presidente - La parola, per replica a questo preciso quesito del Presidente Fosson, alla collega Pulz. Prego.

Pulz (ADU VDA) - Intervengo soltanto perché quanto è stato aggiunto dai colleghi e dal Presidente, come diceva la mia dirigente a scuola, sfonda un garage aperto, nel senso che io speravo di aver già spiegato chiaramente che i fatti specifici da cui sono partita volevano essere solo un'esemplificazione del clima che sta mutando anche in Valle d'Aosta, e non per i ben noti cambiamenti climatici.

Questi episodi, secondo noi, non sono catalogabili come i normali "scazzottamenti da discoteca" a cui faceva prima riferimento un collega durante la sospensione. Tutti quanti abbiamo assistito a quei "normali episodi". Qui, secondo noi, stiamo assistendo al venir meno di un clima di rispetto della persona nell'avversario. Questo è il problema, e non c'entra la destra, la sinistra o il centro. Questo è un discorso generale: rischiamo di trovarci di fronte al venir meno della dialettica politica, che è una dialettica conflittuale, ma questo conflitto deve essere sano, non violento.

È chiaro che bisogna procedere ad una condanna generale e, dopo la condanna, bisogna che ci impegniamo tutti per creare le condizioni per questa sana dialettica politica e per il rispetto dell'avversario, chiunque esso sia, perché non può mai essere definito un nemico. Chiaramente sono assolutamente favorevole a trovare un testo condiviso.

Presidente - Grazie, collega Pulz. Dopo quest'ultima considerazione, dichiaro interrotta la seduta per produrre quanto anticipato.

La seduta è sospesa dalle ore 10:34 alle ore 10:48.

Distort (Presidente) - Colleghi, riprendiamo i lavori.

Informo che durante l'interruzione per la Conferenza dei Capigruppo si è giunti a un testo concordato della mozione, testo che è stato depositato e di cui do ora lettura. "Preso atto che è stato riferito che, nelle scorse settimane, sono stati perpetrati diversi atti di violenza e di intimidazione; considerato che il Consiglio regionale ha più volte condannato con diverse iniziative la violenza sotto ogni forma; considerato, infine, che bisogna rinnovare la condanna di tali atti da qualsiasi parte provengano e in qualsiasi direzione siano essi diretti; considerato che il Consiglio regionale, come disciplinato dall'articolo 3 della Costituzione, condanna ogni forma di violenza legata a sesso, razza, lingua, religione, politica e condizioni personali e sociali, il Consiglio esprime forte condanna verso tutti gli atti di violenza, in tutti i settori della vita sociale, esprimendo solidarietà a tutte le vittime di tali atti, nel rispetto della persona".

Colleghi, questo è il nuovo testo della mozione. Siamo in discussione generale per eventuali commenti e approfondimenti. Qualcuno chiede la parola? In assenza di interventi e considerato l'accordo raggiunto, se non ci sono richieste per espressione di voto, mettiamo in votazione la mozione così come modificata. Prego, procediamo con la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 31

Votanti : 31

Favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità.