Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1049 del 24 ottobre 2019 - Resoconto

OGGETTO N. 1049/XV - Interpellanza: "Indicazioni per la modifica del regolamento regionale 2/2007 in materia di requisiti igienico-sanitari per la somministrazione di alimenti e bevande".

Rini (Presidente) - Punto n. 61 all'ordine del giorno. La parola al collega Restano per l'illustrazione.

Restano (GM) - Durante lo scorso Consiglio, l'Assessore alla sanità, nell'enunciare l'attività svolta dalla Giunta nell'ambito di sua competenza, aveva indicato anche la revisione del regolamento regionale n. 2 del 2007 e della legge 3 gennaio 2006 n. 1, vale a dire la legge che regolamenta il rilascio delle licenze per la somministrazione di alimenti e bevande e del relativo regolamento di applicazione. Peraltro anche l'Assessore al turismo, in audizione in IV Commissione, ci aveva anticipato l'imminente revisione. Non abbiamo potuto fare a meno di notare che tale attività è indicata anche sul DEFR che avete scaricato dalla Giunta e del quale ci occuperemo nei prossimi giorni.

L'argomento è di particolare interesse, soprattutto per chi deve somministrare alimenti e bevande e ha destato anche l'attenzione di nuove attività che sarebbero da inserire all'interno da questo regolamento. Si annuncia una revisione totale o una rivoluzione e questo non fa che preoccuparci molto, perché se pensiamo che l'obiettivo della pubblica amministrazione rispetto agli operatori del commercio e della somministrazione alimenti e bevande e delle partita IVA in genere è quello di avviare una procedura di semplificazione, di fornire efficienza, efficacia ed andare verso la riduzione delle spese, mi sembra che con l'avvento dello sportello unico non si è proprio raggiunto l'obiettivo che ci eravamo tutti quanti previssi, ma si è arrivati a complicare di molto chiunque vuole aprire un'attività. Altro che apri una ditta in un giorno, bisogna rivolgersi a dei professionisti certificati. La modulistica è assai corposa, nel corso dell'anno sono state dettate le linee di indirizzo alle nuove procedure di informatizzazione per quanto riguarda chi vuole aprire l'attività e bisogna utilizzare un traduttore per poterle capire. Siamo quindi preoccupati, siamo preoccupati per il contenuto del nuovo regolamento, perché si andrà a definire all'interno di questo regolamento.

Chiediamo pertanto a lei Assessore se ha fornito delle indicazioni ai tecnici che si stanno occupando della norma, oppure se sono stati loro a proporre una norma in tal senso perché sensibili all'argomento o perché hanno ricevuto delle istanze da parte dell'utenza.

Presidente - La parola all'Assessore Baccega per la risposta.

Baccega (UV) - Collega Restano, l'avevo anticipato nell'intervento la volta scorsa. Lei lo sa benissimo, perché anche quando era in maggioranza con noi le avevo già anticipato che saremmo andati a lavorare in quella direzione: è appunto in fase di predisposizione, in accordo con l'Assessore Viérin - quindi con l'Assessorato del turismo, sport, commercio, agricoltura e beni culturali -, un disegno di regolamento regionale modificativo del regolamento regionale n. 2 del 2007. Prima di intraprendere ovviamente l'iter legislativo di presentazione del regolamento regionale modificato, si è avviato un lungo lavoro di condivisione con gli attori in causa, in particolare con l'azienda, con il servizio associato del Consorzio permanente degli enti locali (sportello unico) e anche con le associazioni di categoria che abbiamo visto la settimana scorsa. L'obiettivo finale è evidentemente - questo è l'indirizzo - la semplificazione degli adempimenti per rendere più efficace ed efficiente l'azione amministrativa, tenuto conto comunque dei presupposti per cui sono nati questi regolamenti che sono molto simili in tutte le Regioni: intanto la tutela del consumatore e poi stabilire, per gli operatori del settore, da una parte dei criteri oggettivi da osservare e, dall'altra, la limitazione del livello di discrezionalità per gli addetti al controllo ufficiale. Lei sa benissimo che ci sono stati negli anni diversi problemi in questo senso. Come ho detto, il regolamento n. 2 risale al 2007 e risulta essere stato concepito secondo principi che non tengono conto di quelli ispiratori dei regolamenti comunitari del "pacchetto igiene", né tantomeno dall'esperienza maturata dall'applicazione stessa di quei regolamenti. È una normativa comunitaria che ha i suoi principi più fondanti sulla responsabilizzazione dell'operatore nel settore alimentare e nella preparazione e somministrazione di alimenti nel concetto di flessibilità, che però non devono compromettere i requisiti di sicurezza alimentare e la tutela della salute umana.

Pertanto gli indirizzi di questo Assessorato, forniti d'intesa con l'Assessorato al turismo, sono questi: concedere una modifica puntuale adeguando i contenuti del regolamento attuale alle normative nel frattempo intervenute nel settore della preparazione e somministrazione di alimenti e bevande; adeguare i contenuti all'evoluzione delle tecniche di somministrazione degli alimenti che attualmente garantiscono un maggiore controllo dei pericoli; tenere conto delle mutate esigenze del consumatore; risolvere e chiarire le criticità che il testo di regolamento vigente ha prodotto nel tempo (e lei sa bene che qualche problema c'è stato); eliminare tutti gli aspetti disciplinanti di natura amministrativa ed edilizia urbanistica già disciplinati da leggi di settore conservando ed implementando gli aspetti di natura igienico-sanitaria (quindi differenziare l'aspetto igienico-sanitario dell'aspetto urbanistico, che non deve comparire in questo regolamento, perché già identificato nel regolamento urbanistico dei Comuni); introdurre i requisiti igienico sanitari dei bed & breakfast, l'introduzione è prevista dall'articolo 30 della legge regionale n. 11/1996 (in particolare, su tale aspetto, l'Assessorato al turismo segnala che si tratta di adempiere ad un obbligo di legge ovvero di colmare un vuoto regolamentare. Vi è poi la necessità di approvare un'apposita disciplina per la somministrazione di alimenti manipolati nel solo ambito delle colazioni obbligatoriamente fornite dai titolari di bed & breakfast (lo si fa in tutta Europa e in tutta Italia). L'indirizzo che governa tale disciplina risponde al soddisfacimento di una serie di esigenze emerse nel corso degli ultimi anni sia da parte dei titolari dei bed & breakfast, sia da parte dei diversi soggetti preposti ai controlli; consentire ai titolari di bed & breakfast, così come accade in tutta Europa, la somministrazione di alimenti e bevande che richiedono un minimo di manipolazione complessa: le torte, le crostate, le omelette, i succhi di frutta, le confetture, anche al fine di valorizzare e promuovere i prodotti del territorio; individuare con chiarezza ciò che è consentito e ciò che è vietato al fine di responsabilizzare i titolari dei bed & breakfast e di far venire meno quanto più possibile difficoltà interpretative (non potranno somministrare il pranzo, non potranno somministrare merenda, non potranno somministrare la cena); parificare quanto più possibile, per quanto attiene ai requisiti igienico sanitari da possedere, l'attività di somministrazione dei titolari dei bed & breakfast a quella degli operatori della somministrazione, che - ce ne rendiamo conto - richiede un investimento (parliamo di tutta una serie di tematiche che dovranno in qualche modo essere condivise anche dalle associazioni); rivedere, ampliandola, la gamma degli alimenti di cui è possibile la somministrazione nelle varie tipologie di esercizi e, infine, rivedere i requisiti dei locali semplificandoli tenendo conto dei concetti di flessibilità e responsabilizzazione degli operatori.

Direi che in questo momento il lavoro è abbastanza a buon punto. La settimana scorsa si è svolto un incontro con Confcommercio, con ADAVA e con lo sportello unico per confrontarsi su una prima bozza di testo. Sono pervenute una serie di indicazioni che sono al vaglio e all'approfondimento della struttura e anche dell'azienda. La prossima settimana ci sarà un nuovo confronto con l'obiettivo di apportare le modifiche necessarie alla bozza di testo redatto e presentarlo in Giunta prima possibile. Si tratterà quindi di un testo che sarà fortemente condiviso e che terrà conto degli indirizzi che le ho testé illustrato.

Présidente - La parole au collègue Restano pour la réplique.

Restano (GM) - Assessore, lei ha elencato talmente nel dettaglio l'indirizzo che stento a crede che sia frutto del suo pensiero. Perché le dico questo? Innanzitutto glielo dico per correttezza, perché nel 2017, insieme ai dirigenti del turismo, fummo impegnati a scrivere la modifica del regolamento che lasciammo in eredità al successore, Marguerettaz, il quale lo diede come obiettivo dirigenziale nel 2018. Non era una richiesta che perveniva dall'utenza, perché il regolamento n. 2 del 2007 ho contribuito a scriverlo io, come funzionario pubblico. Le assicuro che se lei va a vedere gli allegati - e qui corregga chi le ha scritto quello, è per questo ho fatto quell'affermazione - si riprende proprio l'852 del 2004, quindi non è che è difforme dal regolamento CEE, è che era dato ai tempi in cui si era scritto.

L'esigenza del cambiamento è effettivamente forte; però, visto quanto riportato nelle master list e quant'altro, il rischio che si pensa di poter correre è di essere più realisti del re, vale a dire che anziché semplificare si vada a complicare. Ne abbiamo già parlato, per questo lo dico, e so che lei è d'accordo con me. A volte, come dice il Presidente del Celva, a lasciare in mano ai dirigenti e ai funzionari - quali ero io quando scrissi quel regolamento - si rischia di infarcire di regole e regolette che sono già scritte nel regolamento n. 852 e nella master list il nostro regolamento, complicando così l'interpretazione. Ho già avuto modo di dire e riprendo quello che lei ha detto: se noi andiamo a dire al bed & breakfast che può fare le torte e quant'altro, le uova solo per le colazioni nel rispetto dell'852 vuol dire che gli diciamo che deve adeguarsi alle attrezzature alberghiere e voglio vedere chi ha la forza di fare questo nella propria abitazione. È questa la nostra preoccupazione, perché poi i controlli arrivano e non vorrei che poi la gente debba lamentarsi se non rispettano le regole. Questa è la preoccupazione.

Riprendo quello che lei ha detto e le rammento che l'852 si occupa anche di leali e corretti scambi, quindi non ha solo un aspetto sanitario, ma ne ha anche uno amministrativo, e quando noi andiamo a parlare - come lei ha ben detto ed io condivido - di promozione dei prodotti del territorio, parliamo di un aspetto commerciale, quindi diciamo che il regolamento deve avere il giusto indirizzo. Noi di questo eravamo preoccupati e in Commissione vigileremo, perché non siamo attenti alle promesse che le varie associazioni possono fare ai loro aderenti, ma siamo attenti all'utenza, vale a dire ai commercianti, a chi opera sul territorio, perché non vogliamo vessarli con delle norme inopportune.