Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1050 del 24 ottobre 2019 - Resoconto

OGGETTO N. 1050/XV - Interpellanza: "Iniziative per l'individuazione dei limiti di carico previsti per la popolazione scolastica pre-adolescenziale e adolescenziale".

Rini (Presidente) - Punto n. 62 all'ordine del giorno. La parola al Vicepresidente Distort per l'illustrazione.

Distort (LEGA VDA) - La presente interpellanza viene presentata all'attenzione del Consiglio per sviscerare, per affrontare un tema che riguarda la popolazione studentesca (vedo l'attenzione della collega Russo, a cui probabilmente ho rubato la scena): il discorso relativo ai carichi degli zainetti che competono ai ragazzini e ragazzine - forse se mi sentono è bene che io usi termine "ragazzi e ragazze" - che compongono la popolazione studentesca in fase pre-adolescenziale e adolescenziale, che fa seguito a diverse segnalazioni avute da genitori, i quali lamentano l'eccessivo carico dello zainetto dei propri figli. Premetto che io faccio parte di quella generazione... e io in particolare, per questioni educative, sono figlio di quella linea pedagogica di stampo nietzschiano, di quello che diceva Nietzsche, che quello che non ti uccide ti rende più forte... io sono cresciuto con questo adagio, è successo così. La mia struttura - penso che venga inquadrata dalla telecamera - denuncia il fatto che ha funzionato l'adagio nietzschiano, è funzionato probabilmente anche perché la situazione è andata così, c'è un DNA alla base, poi c'è una serie di questioni, ma è ovvio che nel momento in cui voglio far riferimento a me, voglio semplicemente portare la corretta dimensione del tema.

La corretta dimensione del tema non è raccogliere nessun tipo di piagnisteo, perché nessun piagnisteo è stato generato, nessuno, ma raccolgo le osservazioni legittime e intelligenti di genitori che si chiedono: cui prodest, a chi giova? Se non c'è altra possibilità, fatecelo sapere, ce ne faremo una ragione, ma se esiste una possibilità per migliorare semplicemente per una questione preventiva, per l'atteggiamento preventivo di eventuali rachialgie, di errori di postura... ci sono anche due medici in quest'Aula, per cui mi scuso se i termini che uso sono del parlare quotidiano... bene, ho avuto anche un placet da parte della componente medica del Consiglio.

Nella mia interpellanza ho fatto riferimento a due elementi normativi: uno è quello relativo ad un documento del Ministero della salute e delle politiche sociali che tratta esattamente il tema, poi ho voluto comunque richiamare il decreto n. 81/2008 che è il Codice della sicurezza negli ambienti di lavoro che ha ripreso poi la "626", che si articola e si sofferma ad analizzare il dimensionamento, quantificare il carico massimo consentito tra l'altro per una popolazione adulta, quindi non in fase formativa, ma adulta, durante gli orari delle attività di lavoro. L'ho voluto richiamare perché dico: se il legislatore si pone questa attenzione nei confronti di una popolazione adulta indicando nei 25 kg per gli uomini 20 kg per le donne, e 15 in certi casi, il carico massimo movimentabile in attività lavorativa, mi chiedo se non è il caso di dare ancora più enfasi, ancora più attenzione, per quanto riguarda una popolazione che è ancora in fase di formazione della propria struttura scheletrica e del proprio organismo in generale. Il documento che ho citato del Ministero della salute parla chiaramente dicendo che c'è un limite non superabile ed è un limite tra il 10 ed il 15 percento del peso del ragazzino o della ragazzina. È chiaro, è abbastanza chiaro capire che non è significativo come confronto...

Presidente - Un po' di silenzio, colleghi.

... non è significativo come confronto perché, se noi immaginiamo un ragazzino o una ragazzina che soffrono di obesità, chiaramente per loro il peso è già superiore, il 15 percento di quel peso superiore che la struttura scheletrica già fatica a sopportare si aggrava ancora di più. Mi rendo conto, semplicemente per una dimestichezza con i numeri, che varrebbe la pena di creare ulteriori approfondimenti normativi; approfondimenti che vanno non solo nella linea della quantificazione del peso, ma anche dalla valutazione dello zainetto, perché zainetti che abbiano una struttura anatomica che distribuisce il peso sulla schiena in maniera corretta possono sostenere un certo tipo di carico, mentre gli zainetti che non hanno assolutamente questa struttura sono fatti invece per sostenere molto meno carico poiché diversamente creerebbero degli squilibri. Occorre quindi entrare in merito anche alla qualità dello zainetto. Chiaramente noi vediamo tanti roller, questi zainetti trasportabili su rotelle, però sappiamo benissimo che nel momento in cui ci sono le scale o ci sono ostacoli vengono alzarti di peso, tra l'altro con attenzione probabilmente non proprio concentrata.

Concludo questa mia presentazione enunciando i quattro punti dell'interpellanza. Mi rivolgo pertanto all'Assessore di riferimento. Punto n. 1: mi chiedo se esistono strumenti normativi a livello regionale, perché io ho già citato il chiarimento del Ministero della salute, quindi se esistono strumenti normativi regionali di individuazione dei limiti di carico previsti per la popolazione scolastica pre-adolescenziale e adolescenziale e, nel caso, quali. Punto n. 2: se eventuali strumenti normativi indicati al punto precedente entrano in merito anche alle caratteristiche tecniche e anatomiche degli zainetti (quelle di cui ho appena accennato). Punto n. 3: se esistono misure in ambito scolastico relative al monitoraggio del peso degli zainetti, il fatto di poter avere delle attività, delle iniziative all'interno delle varie scuole per poter monitorare a campione in diverse fasi della settimana, del mese, in periodi dell'anno, un monitoraggio ovviamente significativo, non certo molto rado, per poter monitorare il peso degli zainetti, oppure valutare con il corpo insegnanti la possibilità di gestire e organizzare il mantenimento nelle aule del materiale didattico non necessario dopo l'uscita dall'aula. Punto n. 4: in caso contrario a quanto contenuto ai punti precedenti, quali iniziative si intendano porre in atto da parte del Governo della Regione e quali siano i tempi previsti di attuazione. Grazie per l'attenzione, attendo la risposta.

Présidente - La parole à l'Assesseur Certan pour la réponse.

Certan (AV) - Grazie collega Distort, credo che la grazia e la capacità anche comunicativa con la quale ha posto queste tematiche meritino veramente un po' di riflessioni che magari poi approfondiremo anche in futuro. Risponderei velocemente alle domande e poi con lei vorrei fare alcune riflessioni supplementari.

Da un punto di vista normativo, negli anni scorsi sono state emanate alcune circolari a livello nazionale e regionale sul tema del trasporto dei libri di testo da parte degli alunni, in particolare della scuola secondaria di primo grado e sull'eccessivo peso di cartelle e zainetti, tra cui il documento da lei citato, dal MIUR e dal Ministero alla sanità, quello del MIUR è l'ultimo e data 2009, nel quale sono riportate le raccomandazioni del Consiglio Superiore di Sanità, tenendo conto anche della letteratura scientifica internazionale. Queste linee sono state riprese poi anche dalle varie circolari che in quegli anni sono state fatte a livello regionale. Nelle sue raccomandazioni si sottolinea che - lei ha già trattato alcune cose - il peso degli zaini non dovrebbe superare il 10-15 percento del peso corporeo dell'alunno che lo indossa, che lo zaino deve essere indossato in maniera corretta facendo sì che il carico venga ripartito simmetricamente sul dorso e non solo da un lato, il carico asimmetrico comporta come è noto un carico aumentato per il rachide in atteggiamento posturale non fisiologico, è necessaria un'educazione all'essenzialità organizzativa del corredo scolastico da parte dei docenti considerando anche che già da qualche anno le case editrici hanno iniziato a stampare i libri di testi in fascicoli, non più in un libro, ma ci sono fascicoli interi. Ogni libro di testo a volte è composto da sette volumetti, proprio per consentire di alleggerire il peso degli zaini scolastici. È necessario inserire la corretta gestione del peso dello zaino all'interno di una più ampia educazione alla salute e alla promozione di corretti stili di vita. Come vede, qua ci sono norme di buon senso, quelle sanitarie, ma anche alcune pedagogiche-didattiche, perché, come dice lei, coinvolgono chiaramente la classe insegnante. Diciamo che queste sono le linee essenziali che vengono trattate in quella circolare di cui ha parlato lei.

Per quanto riguarda la seconda domanda: "se eventuali strumenti normativi indicati al punto precedente entrano in merito anche alle caratteristiche tecniche anatomiche degli zainetti", non mi risulta e non ci risulta che vengano fornite indicazioni in merito e purtroppo - l'ha sottolineato pure lei - mi permetto di dire che dipende anche dalla moda, dal tipo di negozio a cui si va a comprare a seconda del colore... su questo anche la fascia di età del bambino condiziona molto a volte le famiglie. Chiaramente lei ha avuto un'altra educazione, come anch'io credo di aver avuto la stessa sua, sicuramente non ci è mancato nulla, ma non sceglievamo di certo il colore o le rotelle dello zainetto. Sono cambiati i tempi in questo, in effetti, e fa parte anche questo dell'educazione collegiale fra scuola e famiglia.

"Se esistono misure, in ambito scolastico, relative al monitoraggio del peso degli zainetti e/o relative al mantenimento nelle aule del materiale didattico non necessario nel periodo tra l'uscita dall'aula al rientro, nel giorno successivo": qua bisogna distinguere anche rispetto all'età evolutiva, perché è chiaro che nella scuola primaria vi è un'organizzazione diversa rispetto al secondo ciclo alla scuola secondaria di primo grado. L'Amministrazione negli ultimi anni non ha previsto un monitoraggio centralizzato del peso degli zainetti. Verso la fine degli anni Novanta fu proposto in una scuola un progetto pilota in sinergia con l'Assessorato alla sanità per verificare il peso degli zainetti anche attraverso la distribuzione di alcuni questionari. Ogni istituzione scolastica, ogni Collegio docenti, anche le riunioni interdisciplinari o di filone fra i vari insegnanti, determinano, nell'ambito della loro autonomia, tenuto anche conto del contesto territoriale e dell'utenza, valutano le misure da mettere in atto per gestire l'eventuale problematica, sia dal punto di vista organizzativo, sia dal punto di vista didattico. Dovrebbe quindi esserci una grande sinergia fra lo stile di vita, legato chiaramente come diceva lei ad una prevenzione sanitaria, e la parte organizzativo-didattica. Generalmente nelle scuole del primo ciclo, soprattutto alla primaria, sono presenti in classe armadi a caselle da utilizzare per riporre materiale scolastico, oggetti di medie dimensioni, zaini studenti. Quasi tutti i Comuni hanno fornito le scuole primarie di questo. Io posso portarle l'esperienza mia personale, ma era un'esperienza che avevamo condiviso fra tutti: gli ultimi minuti, dalle 16:20 alle 16:30, prima che suonasse la campanella, l'insegnante in classe con i ragazzi diciamo che costruiva la cartella da portare a casa guardando cosa c'era da portare per il giorno successivo a scuola e, insieme ai ragazzi, valutava cosa portare cosa no. Devo dire che era un modo per responsabilizzare i ragazzi ed abituarli a guardare anche ad un orario settimanale.

Punto 4: "in caso contrario, quali iniziative si intendono porre in atto da parte del Governo regionale". Una regione che mira al benessere degli alunni deve sicuramente affrontare questo problema, cercando soluzioni che permettano, attraverso una gestione oculata... gestione oculata che direi in sinergia con le famiglie, perché le responsabilità sono veramente da ambedue le parti, poiché non sempre se la scuola agisce in un certo modo le famiglie all'inizio seguono, a volte hanno anche un'altra abitudine e fanno altre cose, per cui deve essere veramente una sinergia... per garantire apprendimenti e lavoro scolastico evitando allarmismi a volte esagerati. Ho apprezzato molto il passaggio che ha fatto. L'Amministrazione a breve termine sensibilizzerà le scuole ricordando di attenersi alle raccomandazioni di cui abbiamo parlato; a medio e lungo termine invece promuoverà con determinazione e capillarità, anche in sinergia tra i vari Assessorati, sanità e sport, specifiche iniziative di educazione alla salute rivolte sia ai docenti, sia agli alunni. Attualmente diverse scuole propongono nei loro POF attività volte ad apprendere corrette posture e a potenziare le abilità motorie. Si segnala a titolo esemplificativo il progetto "La schiena va a scuola" realizzato in alcune istituzioni scolastiche del primo ciclo della Valle d'Aosta; è particolarmente apprezzato dagli alunni e dalle famiglie, e potrebbe essere ripreso e rivisto (poi le dirò come). I dirigenti e soprattutto i docenti, in quanto responsabili dell'organizzazione del lavoro per singola disciplina e per aree disciplinari, si devono impegnare, ciascuno per le proprie competenze, ad individuare tutte le possibili forme organizzative per contenere i disagi segnalati. Inoltre, tenendo conto della normativa vigente in materia di adozione di libri, gli organi collegiali dovranno anche valutare attentamente la tipologia ed il formato dei nuovi testi; vi sono dei testi, naturalmente laddove possibile, il cui formato digitale rispetto a quello misto cartaceo e digitale a volte può essere favorevole a questo tipo di obiettivo. Si segnala a questo proposito che lo scorso anno la Sovraintendenza agli studi ha organizzato, nell'ambito del corso di formazione dirigenziale e tirocinio, nonché nell'anno di formazione per i docenti scuola dell'infanzia e scuola primaria, alcune visite di studio presso le scuole di eccellenza tra cui l'Istituto Comprensivo 3 di Modena che realizza un modello di insegnamento su tablet, sono i Chromebook rinunciando all'adozione di buona parte dei libri di testo, che non vuol dire che si annullano o si tolgono i libri di testo - cosa a cui io ad esempio sono contraria, perché a mio avviso il libro ha comunque una sua valenza pedagogica ed educativa -, ma da lì a scegliere alcuni ragazzi della scuola media che hanno 15 libri di testo...

Termino. Allo stato attuale nessuna scuola valdostana fa parte della rete nazionale di scuole Senza Zaino, in cui l'ospitalità dell'aula, la responsabilità nell'organizzazione dello spazio pedagogico e il ruolo della comunità sono importanti. Mi permetto di farle - proprio per la sua preparazione culturale, cosa che non è così banale - anche qualche passaggio riguardo alla scuola biofilica. Come lei sa, la scuola di Gressoney-La-Trinité, che in questi anni ha partecipato a questo progetto, ha seguito queste linee che sono molto simili alle scuole Senza Zaino. In particolare, la scuola biofilica rende più consapevoli delle proprie responsabilità anche i ragazzi, e quindi in questo si interviene, sa gestire meglio il momento di silenzio attivo, di organizzazione, di proiezione, ed in particolare migliora anche la capacità cognitiva, la capacità di attenzione diretta, attenzione anche verso i compagni, verso il materiale; condividono tutto il materiale, non hanno astucci a quattro o cinque piani, ma hanno un materiale condiviso in classe. Avevamo fatto l'inaugurazione dell'anno scolastico a Gressoney sperando proprio che anche molti colleghi partecipassero e visitassero queste scuole. Sarò contenta se vorrà andarle a visitare.

Presidente - La parola al Vicepresidente Distort per la replica.

Distort (LEGA VDA) - Penso che la bontà dei contenuti può in qualche modo scusare il fatto di aver sforato dai tempi, ma effettivamente la scuola biofilica era interessante.

Con questa replica voglio semplicemente condividere due riflessioni.

Assessore, lei mi ha resocontato una situazione di per sé positiva, che racconta tutta una serie di azioni già in atto e che si intendono mettere in atto, immagino in tempi estremamente imminenti. Sono dati positivi, ma tra l'altro lei ha rievocato soprattutto quanto è già in atto. Però - ed è l'oggetto della condivisione di questo mio pensiero con lei -, siccome ci sono dei genitori obiettivi e moderati che mi hanno proprio manifestato ed evidenziato una situazione che loro obiettivamente riscontrano, sentendosi in questo modo... non dico dimenticati, perché mi sembra di usare un termine che non è in linea con la correttezza e l'obiettività che hanno posto in atto questi genitori, però sicuramente sentendo distanza tra l'amministrazione pubblica e quindi tutta l'organizzazione dell'attività scolastica e la condizione dei loro figli. Allora cosa vuol dire? Che c'è questo scollamento ed è importante che venga ricollegato; per cui, attraverso i canali che lei ben conosce, faccia in modo che arrivi il messaggio di ascolto alle singole attività, alle singole scuole, ai singoli istituti.

Mi permetto di suggerire che le iniziative, prossime e future, avvengano nel più breve tempo possibile, perché è importante che da questa interpellanza ci sia subito un seguito. Mi permetto anche di sottolineare che le azioni di monitoraggio per conto mio sono un segnale estremamente chiaro e concreto di vicinanza dell'ente pubblico al mondo, ai privati, ai genitori e agli studenti. Mi permetto di suggerirli caldamente.

Ha però fatto bene a specificare discorso sulle qualità tecniche dello zaino, degli zainetti, perché io, un po' per deformazione professionale, parto subito a guardare le caratteristiche tecniche e a pensare all'ergonomia. Mentre ascoltavo il suo intervento mi è anche venuto in mente che vorrei sfatare, con questo mio intervento, con queste mie parole, qualunque iniziativa volta a generare l'ipotesi di un obbligo nei confronti dei genitori di cambiare lo zaino, di comperare un nuovo zainetto i loro figli e sfatare, nei confronti dei ragazzini, dei ragazzi e delle ragazze, il fatto che debbano cambiare lo zainetto a cui loro sono affezionati. Chiaro è le caratteristiche tecniche sono importanti, però mi rendo conto che ci sono dinamiche che le sorpassano.

Rimane il discorso dei carichi, della quantificazione dei carichi, e soprattutto un'altra misura importante da applicare a costo zero e con molta velocità è appunto la possibilità di coordinare il mantenimento in aula dei testi non necessari per il giorno successivo. Occorrono quindi misure immediate, concrete, che permettano di stabilire e riallacciare subito questa vicinanza tra l'amministrazione pubblica e la popolazione.