Oggetto del Consiglio n. 1046 del 24 ottobre 2019 - Resoconto
OGGETTO N. 1046/XV - Interpellanza: "Intendimenti in merito alla strutturazione del sistema dei confidi valdostani e alle misure di sostegno all'accesso al credito".
Distort (Presidente) - Punto n. 58 all'ordine del giorno. Per la presentazione dell'interpellanza la parola al collega Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Questa interpellanza ha quattro domande all'Assessore alle finanze e riguarda il sistema valdostano dei confidi. Sappiamo che i confidi sono strutture che, nel corso della loro operatività, sostengono l'accesso al credito delle piccole, medie e anche micro imprese e dei professionisti della Valle d'Aosta. Sul sistema dei confidi poggia il meccanismo del contributo in conto interessi ai sensi della legge n. 21; hanno avuto la funzione di intervenire soprattutto nei momenti in cui i tassi bancari erano più alti utilizzando delle convenzioni con i vari istituti di credito, per permettere appunto una facilità e un aiuto a chi il merito creditizio non lo aveva, o comunque, chi lo aveva, aveva la possibilità di avere dei tassi migliori con queste convenzioni.
L'interpellanza nasce anche da quanto appreso, ovvero che il 13 ottobre scorso è stata convocata l'assemblea di uno dei due maggiori confidi, il Confidi Valle d'Aosta, all'interno del quale - da notizia di giornale - si apprendeva che era all'attenzione dell'assemblea dei soci la possibilità del progetto di fusione con Confidi Centro. Sappiamo, quanto è vera la notte dei tempi, che la storia della fusione o del confidi unico in Valle d'Aosta è una storia che si ripete e che, purtroppo, ad oggi non ha visto la possibilità di uscita. Neanche l'evoluzione normativa della normativa di Banca d'Italia che ha alzato l'asticella - come direbbe un eminente membro del Governo - per quanto riguarda le significatività di attività finanziarie per essere iscritti e diventare più simili a delle banche, ha portato queste realtà a trovare un punto di sintesi, un punto d'intesa per riuscire a costituire un unico agglomerato. Se noi oggi andiamo a prendere brutalmente i dati delle garanzie rilasciate - quindi parlo di bilanci 2018 -, da quella che è la trasparenza sui rispettivi siti Internet abbiamo Valfidi con 83 milioni (quasi 84 milioni) di garanzie prestate e Confidi VdA con 71 e mezzo. Abbiamo un sistema di garanzia che è sui 155 milioni, una cifra comunque di tutto rispetto.
L'interpellanza, come dicevo, vuole chiedere all'Assessore competente intanto se il Governo è a conoscenza di procedure di aggregazione e/o razionalizzazione che riguardano il sistema dei confidi; se vi sono stati dei contatti tra il Governo e queste realtà o comunque anche dei pourparler per capire quale potesse poi essere in realtà la strategia per riformare la legge n. 21, potenziare il sistema dei confidi che, ricordiamo, ha anche agito ad certo momento di concerto con la Chambre per dei fondi specifici destinati alle startup; quali siano gli intendimenti del Governo regionale circa l'evoluzione e la strutturazione dei confidi valdostani e, soprattutto, quali siano gli intendimenti sul futuro delle misure di sostegno all'accesso al credito ai sensi della legge n. 21, ma io direi, a largo spettro, qual è l'intenzione del Governo da questo punto di vista.
È ovvio che sicuramente da parte mia c'è una difesa totale dell'autonomia decisionale delle realtà coinvolte e, soprattutto, delle scelte che fanno parte di strategie che ogni intermediario si dà, però sicuramente pensare che delle realtà che potrebbero potenziarsi in un'unica struttura ed essere davvero un volano per l'economia della Valle d'Aosta, vedere che qualcuno guarda al di fuori, porterà il sistema a guardare completamente al di fuori della nostra realtà, come già qualcuno ha fatto. Io penso che questo sia comunque una perdita, l'ennesima occasione persa per poter avere un unico confidi vigilato valdostano che possa effettivamente essere al centro di quelle che oggi sono le misure di accesso al credito.
Presidente - La parola all'Assessore Testolin per la risposta.
Testolin (UV) - Evidentemente non solo dall'illustrazione, ma da un trascorso di un certo tipo, il collega Aggravi ha dimostrato la sua attenzione nei confronti dei confidi. È un'attenzione che ho a mio modo anch'io, perché la mia provenienza è fondamentalmente da quel tipo di mondo e quindi la concepisco. Approfitto di questa interpellanza per ribadire alcuni concetti che abbiamo già avuto modo di condividere anche in situazioni pubbliche e abbiamo cercato di dare degli input precisi ed importanti che andassero in un'ottica di aggregazione sul territorio valdostano. Nel rispondere ai quattro quesiti evidentemente emergeranno queste istanze, per certi versi questi desiderata.
Con la presente iniziativa, per entrare nello specifico, gli interpellanti chiedono: se si è a conoscenza di procedure di aggregazione e/o razionalizzazione che riguardano il sistema dei confidi; se vi siano stati dei contatti, ancorché informali, con i relativi operatori; quali siano gli intendimenti del Governo regionale circa l'evoluzione e la strutturazione del sistema dei confidi valdostani e, infine, quali siano gli intendimenti del Governo regionale sul futuro delle misure a sostegno dell'accesso al credito previsto dalla legge regionale n. 21/2011. A queste domande si cercherà di dare una risposta complessiva, dato il filo conduttore che lega i vari quesiti.
Alla luce dei numerosi contatti, sia formali che informali, avuti con i rappresentanti dei due Consorzi fidi presenti territorio, quindi sia Confidi che Valfidi, oltre che all'eco giornalistico creatosi intorno alle scelte degli stessi, si è evidentemente al corrente delle iniziative di confronto avviate dagli stessi con altri organismi di garanzia fidi italiani al fine di trovare sinergie e futuri sviluppi. Diverse appaiono le strade intraprese dai due consorzi presenti sul territorio regionale: da un lato l'interlocuzione di Valfidi con Ascomfidi Nord-Ovest, finalizzata ad un rientro delle posizioni valdostane in capo all'ex Confidi CTS Valle d'Aosta, che ha creato degli scompensi all'interno del sistema per coloro che hanno intrapreso a loro tempo questa strada e, dall'altra, il progetto di fusione tra Confidi Valle d'Aosta e Confidi Centro Toscana, di cui si è avuta informale notizia in un primo momento e poi un approfondimento in un incontro con la Presidenza del Consorzio valdostano.
Per quanto concerne i "desiderata" del Governo regionale circa l'evoluzione e la strutturazione del sistema confidi valdostano, si crede di non dire cosa nuova nel sottolineare come si sia sempre ritenuto auspicabile appunto un percorso di aggregazione dei due consorzi fidi regionali con l'obiettivo di una forte caratterizzazione della nuova entità da un punto di vista territoriale e l'aumento contestuale della quantità e della qualità delle prestazioni che questa nuova figura avesse potuto erogare a favore del tessuto economico regionale nel suo complesso. A tal fine l'Amministrazione ha sempre cercato di stimolare ed agevolare le riflessioni che avessero potuto trovare in questa convergenza il primario obiettivo di aggregazione. Ciò detto, nella totale autonomia che evidentemente compete nelle proprie scelte strategiche ai singoli consorzi, gli stessi sembrerebbero tuttavia aver posticipato per il momento questa ipotesi, privilegiando almeno in un caso passaggi aggregativi alternativi a quello che l'Amministrazione poteva auspicarsi. Speriamo che questi passaggi non siano finali ma siano "intermedi", chiamiamoli così. Per questo crediamo - e la nostra azione di stimolo andrà ancora in questo senso sicuramente - che un percorso di aggregazione delle confidi del territorio rimanga a tendere ancora all'obiettivo primario a cui guardare per aumentare le potenzialità, come dicevo prima, alle iniziative che il Confidi unico regionale a forte trazione territoriale possa offrire e garantire al tessuto economico e produttivo valdostano, con tutta una serie di iniziative che questa aggregazione potrebbe permettere di sviluppare, in alternativa o al supporto degli strumenti offerti dal sistema bancario più in generale, e anche aumentare le attività proprio tecnicamente possibili da un Confidi che ha un impatto superiore, che può proporre dei prodotti che potrebbero dare delle risposte soprattutto alle piccole realtà operative che il nostro territorio esprime.
In ultimo, per rispondere al quarto quesito, per quanto attiene le misure di sostegno all'accesso al credito, sono previsti, in continuità con il passato, come programmato già nel bilancio pluriennale 2019/2021 e a conferma dell'importanza degli stessi, i contributi in conto interesse a sostegno delle iniziative imprenditoriali attivate dalle imprese valdostane aderenti proprio ai Confidi regionali. Questo per sottolineare l'importanza che, oggi come allora, anche se i tassi fortunatamente si sono abbassati, costituiscono questi tipi di sostegno, anche perché non in tutti i casi i rating delle aziende permettono di avere un trattamento dal sistema bancario allineato con la bassezza dei tassi attuali e che, nei casi più virtuosi, rappresentano comunque un sostegno importante in termini percentuali, ancora più importanti rispetto a prima, rispetto agli oneri sostenuti.
Questo per dire che l'attenzione c'è, la disponibilità al dialogo c'è, la voglia di fare un percorso che miri a trovare una soluzione di ricondivisione complessiva del percorso, è quello che ci auspichiamo e speriamo di poter trovare delle sinergie corrette che ci portino verso questa destinazione.
Presidente - La parola al collega Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta. Sono contento che condividiamo l'auspicio di un unico soggetto, anche se in questo momento non è così.
È vero, in fasi diverse e con diverse casacche, siamo stati uno da una parte uno dall'altra, quindi conosciamo bene questo sistema che effettivamente ha consentito, in momenti in cui i tassi erano alti, in cui c'era una crisi del mercato di un certo tipo - ricordiamolo - delle criticità tipiche delle nostre piccole e anche microimprese, che davvero hanno spesso una difficoltà a presentarsi ad un settore bancario molto grande e che soprattutto ha un peso specifico importante in Valle d'Aosta, perché un conto è se l'impresa è di un certo taglio e si presenta all'attore bancario, un altro effettivamente è quello di una realtà molto piccola, soprattutto nella stretta dei rating che ci fu qualche anno fa, dove appunto le possibilità di entrate di accesso al credito si erano ridotte moltissimo.
Spiace che questo percorso tormentato delle varie realtà non è stato acquietato dall'evoluzione normativa e soprattutto non si è pensato di sfruttare proprio questa evoluzione per poter fare un salto in avanti e trasformarsi, come hanno fatto altre realtà, per poter dare vita ad un operatore più forte. Speriamo che anche questa iniziativa aiuti ad allargare il dibattito e che le due realtà, al di là delle scelte che potranno prendere, un giorno potranno trovare finalmente un'unica visione a favore e per il bene della Valle d'Aosta, ma io direi anche, per le nostre micro e piccole imprese, soprattutto dei professionisti che molto hanno bisogno e avranno bisogno in futuro di sostegno per accedere al necessario credito che gli permette di fare business.
