Oggetto del Consiglio n. 1042 del 24 ottobre 2019 - Resoconto
OGGETTO N. 1042/XV - Interpellanza: "Inserimento della figura professionale del tecnico della riabilitazione psichiatrica tra il personale dell'Azienda USL".
Rini (Presidente) - Punto n. 53 all'ordine del giorno. La parola al collega Restano per l'illustrazione.
Restano (GM) - Torniamo a parlare di formazione della figura del tecnico della riabilitazione psichiatrica, figura professionale sanitaria.
Bisogna dire che, con l'evoluzione del concetto di salute, i sempre più complessi bisogni espressi dai cittadini e delle comunità hanno portato ad un ripensamento degli interventi attinenti alla salute mentale, a nuovi orientamenti nel campo della prevenzione, nel campo della cura e riabilitazione e, anche, alla coerente sperimentazioni di nuove approcci e nuovi luoghi per le cure. Il tecnico della riabilitazione psichiatrica è un professionista in grado di rispondere a queste sollecitazioni, in quanto possiede delle peculiari competenze in ambito psichiatrico acquisite attraverso le attività di formazione teorico-pratica. In altre parole, il nucleo fondante dell'attività di un tecnico della riabilitazione psichiatrica è l'agire con il paziente favorendone l'autonomia, evitando di agire per il paziente, ovvero evitando di sostituirsi ad esso considerandolo incapace di raggiungere obiettivi personali semplici o complessi, poiché la persona va compresa nella sua globalità e complessità.
Il tecnico della riabilitazione psichiatrica concentra il suo intervento professionale non solo sul paziente, ma anche sul contesto che lo circonda. Questa figura sanitaria offre le proprie competenze alla famiglia e alle risorse presenti sul territorio, ad esempio alla scuola, all'ambiente di lavoro. Questo tecnico è un attore di rilievo all'interno del progetto riabilitativo, ma anche della vita quotidiana, perché cerca di fornire sostegno e strumenti per il ritorno all'interno del contesto di origine un momento molto delicato e complesso per il paziente.
La professione di tecnico della riabilitazione psichiatrica può essere esercitata da chi abbia conseguito la laurea di primo livello in tecnica della riabilitazione psichiatrica e sia iscritto all'albo delle professioni sanitarie proprio di tecnico della riabilitazione psichiatrica. La figura professionale è regolamentata dal DM del 29 marzo 2001 n. 182 e definisce l'operatore sanitario che è in possesso dell'allora diploma universitario abilitante nell'ambito di équipe multidisciplinare che opera l'identificazione dei bisogni dell'utenza affetta da disagio psicosociale collaborando alla definizione del grado di disabilità correlata al disturbo mentale, nonché all'individuazione delle abilità e potenzialità del soggetto portatore. Bisogna dire che questa è una figura delle professioni sanitarie che opera in autonomia con titolarità professionale nei confronti dei singoli individui e della collettività, svolge attività dirette alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e a procedure di valutazione funzionale in attuazione di quanto previsto nei regolamenti concernenti l'individuazione delle figure professionali definite con il DM della sanità. In molte università e facoltà di medicina italiana è stato avviato questo corso di laurea e questa figura viene ad assumere sempre più rilievo all'interno dei dipartimenti di salute mentale, e non solo perché svolge la proprietà anche in aree residenziali, semiresidenziali, nell'area della psichiatria di urgenza, di emergenza, nei servizi di neurologia, nei servizi per le dipendenze, di neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza, nell'area di geriatria, psicologia clinica, nell'area della prevenzione, diventa quindi una figura centrale per la prevenzione e per la sanità.
Assessore, noi la interpelliamo per sapere: se tale figura professionale è presente all'interno della nostra Azienda Sanitaria Locale e, qualora fosse presente, quanti sono questi professionisti che operano in Valle d'Aosta; se è intenzione dell'Assessore fornire indicazioni circa l'eventuale inserimento di questa figura all'interno dell'Azienda Sanitaria; infine, quali sono gli indirizzi strategici e programmatori futuri dell'Assessorato in merito al dipartimento di salute mentale e del relativo organico professionale.
Presidente - La parola, per la risposta, all'Assessore Baccega.
Baccega (UV) - Collega Restano, lei, che ha vissuto da più anni l'ambiente della sanità, sa benissimo che questa figura professionale del tecnico della riabilitazione psichiatrica oggi non è presente nell'Azienda USL, ma il Dipartimento salute mentale ha nel suo organico nove educatori, il cui profilo professionale, declinato dal decreto ministeriale n. 520 del 1998, in analogia a quanto previsto per il tecnico della riabilitazione psichiatrica, dispone quanto segue: "L'educatore professionale è l'operatore sociale e sanitario che è in possesso del diploma universitario abilitante atto a specifici progetti educativi e riabilitativi nell'ambito di un progetto terapeutico elaborato da un'équipe multidisciplinare - giustamente come ha detto lei - volti ad uno sviluppo equilibrato della personalità con obiettivi educativo-relazionali in un contesto di partecipazione e recupero alla vita quotidiana. Inoltre cura il positivo inserimento e reinserimento psico-sociale dei soggetti in difficoltà ". Lo ha sottolineato anche lei, ci sono in questa fase, proprio per la feroce carenza di psichiatri. Lei sa benissimo che i concorsi sono andati deserti e che facciamo veramente molta fatica ad averne, ad avvicinarli. Gli ultimi due psichiatri prenderanno servizio adesso, a novembre, perché si sono innamorati della Valle d'Aosta (per fortuna abbiamo anche queste cose), pertanto presso il dipartimento di salute mentale si sono dovuti individuare nuovi orientamenti e nuovi approcci.
Attualmente è in corso di sperimentazione un modello organizzativo assistenziale che prevede la presa in cura dell'utente psichiatrico da un'équipe composta, oltre che dallo psichiatra, anche dall'educatore che ha quelle caratteristiche di cui sopra e dall'infermiere. Qualora i risultati di questa sperimentazione confermeranno gli esiti assistenziali definiti dagli obiettivi progettuali, e tenuto conto dei bisogni dell'utenza psichiatrica valdostana, questo modello potrà essere implementato anche attraverso l'adeguamento delle dotazioni organiche professionali del dipartimento della salute mentale, qualora necessario.
Certamente la ringrazio per la suggestione. Approfondirò e valuterò la questione con il direttore del dipartimento di salute mentale per capire se sarà necessario implementare l'organico in questo senso e a quel punto cercheremo anche di inserire una figura di questo tipo. Come ribadisco, è grande fatica riuscire a reperire gli psichiatri, ne abbiamo persi otto in quasi due anni, e quindi tutto questo ha determinato che ci fossero dei nuovi approcci, delle nuove prese in carico, soprattutto dei nuovi percorsi di cura riabilitativi.
Présidente - La parole au collègue Restano pour la réplique.
Restano (GM) - Grazie per la risposta. Devo fare una doverosa premessa al mio intervento che riguarda tutti gli interventi che ho fatto in questi giorni e che interessano il settore della sanità, vale a dire: non abbiamo la pretesa che l'Assessore conosca a menadito tutti gli atti - ieri ho citato il piano nazionale della prevenzione e il piano regionale della prevenzione, eccoli qua, sono di questa portata - e non avevo la pretesa che lei conoscesse cosa c'era alla pagina riguardante determinati atti della prevenzione.
Devo però dire che lei bene ha detto in precedenza. Io sono andato a vedermi il piano dei fabbisogni del personale e, laddove parla dell'educatore professionale, c'è una vacanza di un posto e mezzo... può darsi che mi sia sfuggito qualcosa. Dalla sua risposta e dalla mia premessa emerge, da quanto è stato detto, la sostanziale differenza che si ha attualmente tra le due figure, tra quella del tecnico della riabilitazione psichiatrica e quella dell'educatore, perché una è tesa appunto alla prevenzione e l'altra alla rieducazione. Probabilmente sono due figure che devono lavorare assieme.
Effettivamente all'interno del piano dei fabbisogni di personale non si trova la voce "tecnico della riabilitazione psichiatrica" ed è proprio questo che noi, con la nostra interpellanza, volevamo far rilevare, perché vi sono dei giovani valdostani che hanno partecipato a dei concorsi fuori Valle, che attualmente lavorano fuori Valle e che forse - non li ho interpellati direttamente - avrebbero il piacere di tornare a lavorare ad Aosta. Costoro, avendo anche ricevuto del sostegno dalla pubblica amministrazione per i loro studi fuori Valle come accade per tutti i valdostani, in questo momento potrebbero essere utili per lavorare in seno alla prevenzione delle malattie mentali, e non solo. Grazie se potrà interessarsi per aggiornare il piano di fabbisogno del personale.
