Oggetto del Consiglio n. 1038 del 24 ottobre 2019 - Resoconto
OGGETTO N. 1038/XV - Interpellanza: "Interventi di manutenzione dell'immobile denominato Palazzo Cogne di Aosta".
Farcoz (Président) - Point n° 51 à l'ordre du jour. La parole au collègue Mossa pour l'illustration.
Mossa (M5S) - Torniamo a parlare del Palazzo Cogne.
Con deliberazione del Consiglio regionale n. 1851 del 25 febbraio 2016, Palazzo Cogne è stato inserito nel piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, e parliamo di circa quattro anni fa. Ormai è noto, vista la moltitudine delle segnalazioni ricevute, visto che molti di noi Consiglieri di maggioranza e di minoranza abbiamo effettuato diversi sopralluoghi visitando la struttura, e visto che sono stati auditi diversi tecnici che hanno fatto perizie su perizie dell'immobile, che vi sono delle evidenti criticità dovute alla reiterata assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria da parte della proprietà, le quali comportano un graduale deperimento dell'immobile. Per fare un esempio, il mancato ripristino della guaina protettiva impermeabile sul tetto, la cui spesa presumo non sia così esorbitante per questa Amministrazione, ne causa continue infiltrazioni d'acqua all'interno e, di conseguenza, il progressivo indebolimento della struttura, nonché il verificarsi dei cosiddetti "sfondellamenti", che altro non sono che il distacco e la successiva caduta della parte inferiore delle pignatte dovuti appunto al degrado. La mancata manutenzione, oltre al deterioramento dell'immobile, causa anche rilevanti dispersioni di calore dovute alla mancata messa a norma dello stabile in base al decreto legislativo n. 102 del 2014, che sancisce l'obbligo di dotare gli impianti di riscaldamento centralizzati di contabilizzazione del calore adottando anche sistemi di regolazione della temperatura ambiente; il tutto, tradotto, significa uno spreco di ingenti risorse pubbliche da parte dell'Amministrazione.
Apro una parentesi a proposito del riscaldamento: è Giunta in questi giorni una comunicazione parte del CCS Cogne che ci informa che gli impianti di riscaldamento non sono stati ancora accesi. Assessore, ci sono bambini dai 4 ai 7 anni che fanno corsi di danza indossando tutine fatte di stoffa leggera e stanno facendo le lezioni al freddo con rischio di ammalarsi, le chiedo un po' di umanità, per favore! Questa è una vergogna, faccia accendere immediatamente il riscaldamento della struttura!
Vado avanti. Tra l'altro, parlando di corsi, è bene informare Amministratori e cittadini che l'immobile è stato libero da persone per tutta la pausa estiva, e parliamo di quasi tre mesi, nei quali, se davvero ci fosse stata la volontà da parte dell'Amministrazione, si potevano già predisporre i lavori di manutenzione per risolvere sia i problemi relativi alle infiltrazioni acquose che quelli del cosiddetto "sfondellamento". Il deperimento dell'immobile non inficia solo la sicurezza, ma anche il valore di stima e questo causerà di conseguenza un danno o mancato guadagno per le casse regionali in caso di alienazione.
A mio avviso, a questo punto le motivazioni dello stato di abbandono dello stabile possono essere solo due: uno, l'immobile è volutamente lasciato al degrado al fine di svenderlo al miglior offerente, in barba al mancato guadagno per le casse regionali, ma questa è un'ipotesi da miscredenti che mettono costantemente in dubbio l'onestà dei nostri Amministratori, non certo nostra, che confidiamo nella sobrietà, nella trasparenza e nell'etica della nostra Giunta; oppure, seconda alternativa, c'è una negligenza più che evidente da parte di chi dovrebbe valutare lo stato di salute degli immobili regionali ed intervenire con adeguate opere di manutenzione ordinaria e straordinaria al fine di evitarne il degrado, e in questo caso, visto che Palazzo Cogne è stato messo nel piano delle alienazioni, anche il mancato guadagno in caso di vendita. Nel primo caso, quello a cui noi non vogliamo assolutamente credere, ci sarebbe una notevole quantità di pane per i denti della Corte dei Conti. Nel secondo, forse è il caso di rimuovere il dirigente o i dirigenti che sono stati negligenti nella valutazione dello stato di salute degli immobili e sostituirli con altri più competenti e più sensibili ai danni che questa loro incuranza può causare alle casse erariali. Se esiste una terza motivazione, sono sicuro che adesso l'Assessore ce la illustrerà.
Président - La parole à l'Assesseur Testolin pour la réponse.
Testolin (UV) - Prima di rispondere nel merito ai quattro quesiti che sono stati enunciati nella presentazione dell'interpellanza, mi corre l'obbligo di rispondere in maniera diciamo improvvisata, se vogliamo, perché non faceva parte del quesito. Le affermazioni che mi preoccupano veramente sono quelle legate alla sicurezza dello stabile, non tanto al fatto che i ragazzini possano prendere freddo durante l'attività sportiva all'interno dello stesso; se fossero figli miei, avrei dei forti dubbi sul mandarli all'interno di uno stabile per il quale è stato appurato che ha delle criticità. Le stesse criticità sono state esposte all'interno di quest'Aula più di una volta, sono state condivise con i tecnici - che non siamo né io, né lei -, i quali hanno certificato determinati passaggi. È quindi questa la criticità, è questo il rischio che mi corre l'obbligo di sottolinearle, non tanto quello di vederli con il raffreddore, che è sicuramente penible, ma molto meno pericoloso che non vederli invece vittime di qualche altra situazione molto più grave.
Detto questo, cercherò di rispondere puntualmente alle sue richieste, alle vostre richieste, anche cercando di sottolineare come molte delle cose affermate sono esattamente il contrario di un'azione coerente rispetto a quella che è la gestione di un bene prospettica puntuale e quello che si può fare in determinate situazioni piuttosto che in altre.
Per rispondere al primo quesito degli interpellanti, che chiedono "qual è l'organo deputato a dare l'input per l'esecuzione dei lavori di manutenzione in caso di criticità e se tale organo abbia già posto in essere un programma di manutenzione ordinaria e straordinaria futuro sull'immobile per evitarne l'ulteriore deperimento", l'iniziativa ci consente di fornire alcuni elementi di informazione sulla situazione in essere relativamente al Palazzo Cogne. In generale, i contratti di affidamento in gestione dei beni di proprietà regionale prevedono la manutenzione ordinaria in carico al gestore individuato e la manutenzione straordinaria in capo alla Regione proprietaria sulla base di una programmazione che consenta il reperimento delle relative risorse. L'inserimento degli interventi di manutenzione negli strumenti di programmazione dei lavori pubblici, annualmente approvati dal Consiglio regionale su proposta della Giunta, deriva dall'analisi e dal confronto fra le diverse strutture regionali competenti in materia di patrimonio, ma anche di logistica e di manutenzione degli stabili; in questo caso in merito ad immobili destinati ad usi diversi da quelli degli uffici. Tale confronto viene svolto, oltre al fine di destinare le risorse disponibili, anche con l'obiettivo di programmare quanto necessario all'espletamento delle gare pubbliche e dei successivi affidamenti. Nel caso di Palazzo Cogne, l'inserimento dell'immobile è nel piano di valorizzazione e alienazione - quindi non solo di alienazione - approvato nel febbraio 2016 e dunque la conseguente prospettiva a medio termine di avviare tale procedura, così come le risultanze tecniche di perizie redatte nel maggio 2016 che hanno evidenziato le note problematiche riguardanti appunto lo stato di sicurezza dell'immobile a cui mi riferivo prima, hanno di conseguenza determinato l'effettuazione degli interventi minimali indispensabili finalizzati al contenimento del deperimento del bene e a garantire la sicurezza dei terzi. D'altro canto, a dispetto di quanto da voi affermato, non sarebbero giustificate manutenzioni straordinarie più consistenti che in questo contesto non potrebbero assolutamente essere in grado di incidere in maniera efficace sulla valorizzazione complessiva dell'immobile. Non si è dunque fatto ricorso a manutenzioni straordinarie consistenti. Peraltro è importante rilevare come invece un'opera radicale di manutenzione sulla struttura avrebbe necessitato di importanti risorse economiche, al momento purtroppo non disponibili, se non stornate da investimenti programmati su altri immobili utilizzati o utilizzabili direttamente dall'amministrazione pubblica.
Gli interpellanti chiedono poi "se si è tenuto conto che il deperimento dell'immobile a causa della reiterata assenza di manutenzione potrà causare, in caso di alienazione dello stesso, un mancato guadagno per le casse erariali". Partendo dal presupposto già più volte evidenziato in quest'Aula che l'intenzione dell'Amministrazione è orientata verso la valorizzazione dell'immobile piuttosto che verso la mera vendita o alienazione dello stesso, sul punto in questione si nutrono forti dubbi in merito alla condivisibilità di quanto affermato dall'interpellante. Ribadiamo dunque come il ricorso ad importanti interventi di manutenzione straordinaria su un bene in via di valorizzazione o alienazione, in assenza di un recupero complessivo, avrebbe determinato per la pubblica amministrazione costi difficilmente giustificabili, in quanto certamente non idonei ad aumentare il valore del bene per il quale non era ancora individuata la futura e definitiva destinazione d'uso. Pertanto anche su indicazione degli uffici si è proceduto in tal modo e ciò in coerenza alla recente perizia che ha confermato lo stato di diffusa problematica dell'immobile stesso. Rimane al momento prioritario delineare ed avviare un progetto complessivo di valorizzazione e di identificazione dei possibili - se esistenti - percorsi economico-finanziari a supporto dell'iniziativa.
In merito alla richiesta relativa alla circostanza "se l'immobile è stato messo a norma" ai sensi del decreto legislativo n. 102 del 2014, si rileva che, coerentemente con quanto evidenziato in precedenza, nella prospettiva di medio termine di avviare le relative procedure di valorizzazione si è ritenuto di valutare gli interventi di efficientamento energetico nel loro complesso nell'ambito del recupero globale dell'immobile, mentre nello specifico si è ritenuto di proseguire la contabilizzazione relativa al costo dei consumi di calore utilizzando il metodo di ripartizione da sempre applicato.
Infine viene chiesto "se vi sia intenzione da parte del Governo regionale di intervenire al fine di migliorare o, al limite, di conservare il valore di stima attuale dell'immobile in previsione dell'eventuale alienazione". A tal proposito si evidenzia come il ruolo delle strutture operative competenti della Regione sia quello di proseguire nell'attività di realizzazione degli interventi minimali sopradescritti indispensabili, al fine di contenere il deperimento del bene e a garantire la sicurezza di terzi fino alla definitiva destinazione della struttura. A tal proposito - e concludo - la destinazione finale dell'immobile dovrà necessariamente essere valutata, come già evidenziato in quest'Aula durante la trattazione delle iniziative pari oggetto già dibattute, alla luce delle future opportunità di valorizzazione nell'ambito di una gestione complessiva del patrimonio regionale non istituzionale di possesso della Regione.
Questo per dare ancora una volta una visione che non sia vincolata ad un mero correre dietro a delle dichiarazioni. Qua ci sarebbe da rispondere a diverso titolo e in diverso modo rispetto a quelle che sono delle dichiarazioni, ma questa interpellanza non lo richiede, e quindi ci siamo limitati ancora una volta a dare una visione che sia quella di identificare la necessità di una ristrutturazione complessiva dell'immobile stesso e che, nel presente, vuole assolutamente che vi siano le dovute attenzioni verso la sicurezza di un'utenza che non dovrebbe più essere all'interno dello stesso.
Président - La parole au collègue Mossa pour la réplique.
Mossa (M5S) - Grazie Assessore per questa sua illuminante risposta.
Partendo dall'inizio, torniamo al discorso dei bambini che purtroppo fanno i corsi di danza senza riscaldamento. Lei l'ha motivato con il fatto che la struttura è a rischio per quanto riguarda la sicurezza e quindi non accendiamo il riscaldamento, così speriamo che non ci vada più nessuno e salviamo un sacco di vite in questa maniera. Purtroppo, però, i corsi continuano ad essere effettuati, i bambini sono al freddo e nessuno accende il riscaldamento. Vabbè, ognuno sa della propria coscienza e risponde a sé stesso.
Per quanto riguarda i lavori di straordinaria manutenzione, che poi alla fine ha detto che vengono fatti interventi minimali, se quelli per evitare che filtri l'acqua all'interno non sono interventi minimali per evitare il degrado della struttura, allora sarei anche curioso di sapere quali sono gli interventi minimali effettuati, perché a questo punto veramente mi sorge questa curiosità. Non capisco come mai, dopo quattro anni che la struttura è stata inserita nel piano di valorizzazione e alienazione, non esista ancora un piano adeguato sul destino di questa struttura, e così questa struttura continua ad andare avanti senza manutenzioni adeguate, né ordinarie, né straordinarie, e con il relativo degrado. Questo comporterà ovviamente una svalutazione della stessa ed una svendita dell'immobile ad un prezzo sicuramente molto inferiore di quello che valeva quattro anni fa e, se continuiamo così, inferiore anche a quello che vale oggi. Non lo so, se questa è buona amministrazione io sinceramente ho dei seri dubbi.
