Oggetto del Consiglio n. 1031 del 24 ottobre 2019 - Resoconto
OGGETTO N. 1031/XV - Interpellanza: "Indicazioni per il conferimento nella discarica sita nel Comune di Issogne in località Chalamy di materiale solamente inerte".
Distort (Presidente) - Punto n. 44 all'ordine del giorno. Chiedo il silenzio per poter dare la parola al collega Gerandin per l'esposizione. Prego, collega.
Gerandin (MOUV') - Questa interpellanza vuole avere alcune risposte in merito al futuro di quella che è conosciuta come la discarica per rifiuti speciali inerti nel comune di Issogne in località Chalamy. È per avere informazioni, ma lo dico già, così almeno faccio già capire qual è l'idea, il mio pensiero: se possibile, io vorrei avere anche un percorso condiviso, onde evitare, vista la problematica delicatissima che abbiamo già vissuto per la discarica di Pompiod ed essendo questa un'autorizzazione del tutto simile per ovvi motivi con una variabile importante... la discarica di Pompiod è già autorizzata, è già attiva, mentre questa al momento non è ancora stata attivata. Pertanto lo dico come volontà di perseguire un percorso condivisibile, che è quello di vedere qual è la scelta migliore per questa discarica e per questa località.
Mi pare che la prima autorizzazione fosse già risalente al 1995, ma non sto a ripercorrere l'iter, perché ovviamente non basterebbe neanche il tempo che ho a disposizione. Mi interessava invece sottolineare che la delibera di Giunta regionale n. 1381 del 3 ottobre 2014, che fissa il termine di esecuzione delle opere entro 48 mesi - per cui il termine ultimo per l'adeguamento e la messa in atto delle opere per poter esercitare questo tipo di discarica è nel 2018 -, fissa anche i codici CER di conferimento che sono circa un'ottantina e in questa delibera ci sono alcuni passaggi che probabilmente devono, a mio parere, essere oggetto di riflessione ed attenta valutazione. Al punto 6 della delibera c'è un'autorizzazione ai sensi e per gli effetti di cui al titolo 3 della parte terza del citato decreto legislativo n. 152 del 2006 e si dice che lo scarico delle acque reflue industriali in acque superficiali, torrente Chalamy, sono rappresentate dal percolato prodotto dagli scarichi con l'obbligo del rispetto di seguenti prescrizioni. Autorizzano praticamente lo scarico del percolato nel Chalamy a patto che ci sia sufficiente portata dal punto di vista del deflusso delle acque. C'è un altro aspetto importante che dice che questa autorizzazione avrà la validità di dieci anni e al punto 8 dice anche di autorizzare la produzione di emissioni diffuse di polveri in atmosfera derivanti dall'esercizio autorizzato con il presente provvedimento e con l'obbligo del rispetto delle prescrizioni. Altro aspetto è quello dove viene fissata la capacità complessiva. Noi sappiamo che questa è una discarica con il potenziale molto più alto, parliamo probabilmente intorno al milione di metri cubi, la prima autorizzazione è 270 mila metri cubi. "Si chiede di garantire per l'esercizio delle opere autorizzate 810 mila euro che è pari a 3 euro ogni metro cubo e - ultima cosa - di stabilire che l'autorizzazione di questa presente deliberazione sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni, concessioni di competenza degli organi regionali e comunali e costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico e comporta dichiarazione di pubblica utilità ".
Punto primo: io chiedo di fare un momento di riflessione sui contenuti di questa delibera. Il secondo aspetto è legato al fatto che questa delibera - l'ho detto prima - fissa una data limite entro cui devono essere conclusi questi adeguamenti della discarica e questa data è il 3 ottobre 2018. Mediante un accesso agli atti ho verificato che con un provvedimento dirigenziale del 17 gennaio 2019 questa data limite fissata con delibera di Giunta del 3 ottobre 2018 prorogava i termini di conclusione dei lavori di 24 mesi, pertanto ora il termine è il 3 ottobre 2020.
Qui allora si pone la prima domanda: come si può superare con un provvedimento dirigenziale il limite fissato da una delibera di Giunta? Normalmente un atto di Giunta si modifica con atto di Giunta, però probabilmente a seguito di questa iniziativa qualcosa è cambiato. Questa proroga dell'autorizzazione è stata modificata con la comunicazione del 4 ottobre del 2010 e ci sono alcuni aspetti molto importanti, perché mette in discussione il rinnovo dell'autorizzazione stessa; per cui, rispetto alla proroga fatta con provvedimento dirigenziale, questa convocazione fissa l'oggetto e la determinazione da assumere, vale a dire la modifica e il rinnovo dell'autorizzazione per l'esercizio di un impianto. Da quello che leggo io - ma vorrei avere una conferma dall'Assessore - mette in discussione la proroga tout court fatta con provvedimento dirigenziale, perché fissa un altro termine, e non solo, fissa un'altra Conferenza di servizi il cui termine è il 10 dicembre. Fissa un termine perentorio in cui le Amministrazioni coinvolte - perché nella serata organizzata dalla collega Pulz ci sono stati interventi da parte di Sindaci che hanno detto di non saperne nulla - devono rendere le proprie determinazioni in merito, che è il primo dicembre 2019. Punto importante è quello in cui si precisa che "qualora l'Amministrazione precedente abbia acquisito uno o più atti di dissenso che non ritenga superabili, adotta entro il termine medesimo la determinazione di conclusione negativa della Conferenza che produce l'effetto di rigetto della domanda".
Pertanto, almeno da come leggo io - poi sicuramente lei Assessore mi darà delle delucidazioni maggiori in merito -, siamo ancora di fronte alla possibilità di intervenire, di vedere, di modificare, di fermare questo iter. Al momento io non ho dei dati completi, perché con l'acquisizione degli atti che ho fatto non ho pensato di chiedere anche i verbali delle precedenti Conferenze di servizi. Li chiederò, perché dai dati che ho c'è una cosa che a me suona quantomeno strana: che una discarica, con tutti questi codici CER in cui si può confluire un po' di tutto, sia collocata in zona rossa. Io qua ho un estratto del piano regolatore in cui si vede che questa discarica è collocata in zona rossa. Ora, come può una Conferenza di servizi autorizzare una discarica con queste tipologie, dopo aver anche autorizzato, con delibere di Giunta, lo scarico nel Chalamy, come può addirittura autorizzare una discarica di queste dimensioni in zona rossa? Sono dei quesiti, immagino comunque che sia una volontà comune cercare di superare questo.
Io lo dico in tutta sincerità: stoppiamo questo iter prima che sia troppo tardi, prima di andare a dare delle autorizzazioni, perché se lo blocchiamo dopo immagino che ci saranno tutta una serie di difficoltà, fermiamo questa cosa prima. Torno anche a dire che se c'è un impegno politico, probabilmente ci sarà anche una sorta di tranquillizzazione da parte della popolazione in merito alla raccolta delle firme. È inutile negarlo, nella serata che ha fatto la collega Pulz c'era solo preoccupazione e c'era davvero tanta gente non solo politicamente schierata, ma cittadini comuni. Io immagino che evitare un'ennesima raccolta firme e poi magari vederci politicamente con le spalle al muro a dover prender decisioni che possono comportare anche danni... perché, una volta autorizzate, è chiaro che poi fare retromarcia è molto difficile. Stoppiamo, così nessuno avrà motivo di accollarsi la medaglietta o marcare il territorio; penso che sarebbe una scelta saggia, visto quello che sta succedendo anche a Pompiod.
Dalle ore 11:48 riassume la presidenza la Presidente Emily Rini.
Rini (Presidente) - La parola all'Assessore Chatrian per la risposta.
Chatrian (AV) - Io penso che le considerazioni fatte dal collega sono le mie, le nostre, mi sembra anche dal tono di voce che si ha la volontà di affrontare nel merito, al di là delle bandierine, al di là di chi vuole eventualmente purtroppo magari non affrontare la questione per trovare, reperire e cercare delle soluzioni. Cercherò di rispondere nel merito ai quesiti che il collega ci ha posto, ma già con un mio impegno, collega: che organizzerei da subito un incontro con la Commissione competente - in dieci minuti è difficile fare lo stato dell'arte -, in modo da sgomberare se ci sono equivoci ed avere la possibilità di fotografare al 24 di ottobre 2019 quello che è lo stato dell'arte. Io penso che sia utile per noi eletti, utile come diceva prima lei per chi abita nelle zone di Issogne e Champdepraz, ma anche da un punto di vista generale. Lei conosce quanto me qual è l'iter delle autorizzazioni in tutti i campi della pubblica amministrazione: di solito, prima di approvare un qualsiasi atto, sia esso un PD o una delibera di Giunta, c'è sempre una Conferenza dei servizi, Conferenza dei servizi dove tutti gli attori sono invitati a mettere nero su bianco se ci sono delle criticità, delle difficoltà, dei pareri negativi o quasi negativi. Dalla lettura degli atti del procedimento di autorizzazione, in particolare del verbale della Conferenza di servizi, appositamente convocata in data 21 agosto 2014 - io penso che questa sia un po' il cuore del dibattito, poi mi sembra che ci sia la voglia di affrontare la questione insieme -, non risultano pareri negativi. A tutte le sollecitazioni che mi ha già posto questa era la risposta tecnica giuridica, ma non solo, a quello che è stato l'ultimo iter fino ad agosto 2014 che poi è sfociato nella delibera successiva che ha citato tutto quello che è stato approvato.
Ad onor del vero, c'è un documento del Comune di Issogne, di Champdepraz, che ha inviato una lettera - gliela farò poi avere - dove si mettono in evidenza comunque degli elementi da non sottovalutare. Ho ribaltato la risposta, perché questa mi sembrava più importante. Lei poi sa che nelle Conferenze dei servizi tutti gli attori sono invitati, non elenco gli attori, ma questo è quanto è accaduto. Come dicevo prima, il collega ha acquisito praticamente tutta la documentazione inerente la discarica per i rifiuti inerti di Issogne attraverso la procedura di accesso agli atti e immagino che abbia già potuto in parte verificare, ma penso che questo passaggio che adesso io ho messo in evidenza sia un po' il clou della situazione.
La discarica per rifiuti speciali inerti di Issogne è stata autorizzata al termine di una regolare istruttoria e dopo aver acquisito il parere di tutti i soggetti coinvolti nel procedimento il 3 ottobre 2014 con la deliberazione. Pertanto, a seguito di quel verbale della Conferenza di servizio che dice tutti i pareri sono positivi, non c'è un parere negativo, se non due delucidazioni, ma di poco conto; avremo poi modo di guardarlo insieme e di confrontarci insieme in Commissione consiliare, spero prima possibile. L'istanza era stata presentata dalla società Cape con sede legale nel Comune di Issogne e conteneva il progetto definitivo delle opere da realizzare e delle opere di adeguamento e approntamento della discarica, nonché la successiva fase di gestione. Sempre con medesima deliberazione la Giunta regionale si è espressa concedendo i CER richiesti dalla società.
Qui faccio solo un passaggio da un punto di vista tecnico: per chi non lo sapesse, la sigla CER è l'abbreviazione del Catalogo Europeo dei Rifiuti, vale a dire l'elenco dei codici attribuiti ad ogni singola tipologia di rifiuto composti da tre copie numeriche utilizzate in tutta Europa. Il piano di gestione operativa, il piano di sorveglianza e il controllo, il piano di ripristino ambientale, il piano di gestione post operativa, il piano finanziario erano allegati al progetto in conformità alle prescrizioni fissate con la deliberazione di Giunta regionale n. 3132 del 13 settembre 2004 in coerenza con il decreto legge.
Quanto al primo quesito, non posso che rispondere ribadendo che l'autorizzazione è già stata data nel 2014. C'è da tener presente che, essendo la discarica come da progetto predisposto in conformità a quanto previsto dal decreto legge, non è possibile da parte dell'ente concedente assumere in modo unilaterale la decisione di autorizzare alcuni codici CER e non altri a fronte di una richiesta puntuale di poter ricevere potenzialmente le diverse tipologie ammesse dal decreto ministeriale del 25 settembre 2010. Il decreto ministeriale stabilisce che nelle discariche per rifiuti inerti possono essere conferiti i rifiuti speciali inerti non soggetti a caratterizzazione, nonché i rifiuti speciali inerti soggetti a preventiva caratterizzazione elencati nella tabella 2, 3 e 4. Penso che il collega sia a conoscenza di questo passaggio.
Per quanto riguarda il secondo quesito, ricordo che i tempi di realizzazione delle opere erano stati fissati a suo tempo in 48 mesi dalla data dell'autorizzazione; la tempistica di 4 anni è data dal fatto che la durata del permesso di costruire è appunto di quattro anni, salvo proroga. Secondo quanto stabilito dall'articolo 208, l'approvazione del progetto per la realizzazione dell'impianto di gestione dei rifiuti sostituisce a tutti gli effetti i permessi, le autorizzazioni, i nullaosta, le concessioni di competenza degli organi comunali, provinciali e regionali fra cui il permesso di costruire. Su istanza dell'impresa i tempi per la conclusione dei lavori di approntamento delle discariche sono stati prorogati fino al 3 ottobre 2020 con provvedimento dirigenziale. La proroga delle tempistiche di realizzazione dell'opera si è resa necessaria in quanto, come specificato dall'impresa Cape S.r.l., erano state avviate dalla medesima trattative per l'affitto di ramo d'azienda che hanno comportato l'esecuzione preliminare due diligence per la valutazione dello stato di fatto dell'area per determinare il valore dell'affitto dell'azienda. Tali trattative si sono prolungate nel tempo e si sono concluse solo a settembre 2018 con l'individuazione dell'impresa Dimensione Green S.r.l. a cui è stata successivamente volturata la titolarità dell'autorizzazione. L'altro provvedimento - non so se ha già il documento, ma penso di sì - è praticamente la voltura del passaggio da Cape alla società Dimensione Green. L'istanza per la richiesta della proroga è pervenuta alla struttura competente dell'Assessorato in data 21 settembre 2018, prima della scadenza dei 48 mesi fissati al 3 ottobre 2018, ma i tempi di convocazione e svolgimento della Conferenza dei servizi per l'istruttoria della richiesta non hanno consentito l'emanazione dell'atto di proroga prima del 17 gennaio 2019.
In merito al terzo quesito - è una discussione oltretutto che avevamo anche affrontato in parte nello scorso Consiglio -, il rilascio di una proroga della scadenza della realizzazione delle opere di approntamento della discarica è riconducibile ad una modificazione di atti che non comportano una valutazione discrezionale. Trattandosi per di più di un impianto di discarica, il progetto era stato assoggettato a VIA nel 1995 e il progetto, oggetto di proroga, era relativo al solo adeguamento tecnico dell'impianto a seguito dell'entrata in vigore del 30/06/2003. In sintesi, per rispondere alla domanda, c'era una delibera, ma l'atto, il cuore dal punto di vista tecnico e non solo tecnico - non vado ad insegnare ad un amministratore che da 40 anni fa l'amministratore - è quello della Conferenza dei servizi, sul quale avremo modo di entrare nel dettaglio, spero prima possibile, in Commissione. Successivamente il Governo regionale ha approvato l'autorizzazione portandosi in pancia praticamente tutte le declinazioni inserite nella Conferenza di servizi e questo PD va a rilasciare la proroga in quanto, dal punto di vista normativo e soprattutto del decreto legislativo n. 152 del 2006, non c'è nessuna valutazione di natura discrezionale.
Termino, Presidente. Questo è quanto è successo e quanto ho cercato di illustrare oggi, ma più che illustrare di fare lo stato dell'arte, quindi una fotografia aggiornata. Invito ad incontrarci appena è possibile e di poterci confrontare in Commissione, per entrare nel dettaglio e nel merito di chi ha detto che cosa, di chi non ha detto che cosa e di chi si è posizionato anche a seguito di quello che ci ha detto lei poc'anzi e che ci ha messo in evidenza, legato alla questione urbanistica, legato comunque al fatto che di solito ci si posiziona e si interviene nel momento in cui con una Conferenza dei servizi, con tutti i suoi dipartimenti e con tutte le sue competenze, si decide il percorso di un'autorizzazione.
Collega, termino dicendo: questo è quanto è avvenuto, dopodiché avremo modo di entrare ulteriormente nel dettaglio e decidere il percorso nelle sedi opportune. Da parte mia c'è totale disponibilità e sensibilità nell'affrontare la questione di Pompiod.
Presidente - La parola al collega Gerandin per la replica.
Gerandin (MOUV') - Assessore Chatrian, accetto con molto piacere l'impegno di confrontarci al più presto in Commissione. Le chiederei solo di soffermarsi su alcuni aspetti. Il primo è che questa Conferenza di servizi fissata con comunicazione del 4 ottobre 2019 ha un termine, perché è scritto in questa comunicazione e si dice che il termine finale di conclusione del procedimento è il 10 dicembre del 2019. Pertanto, se vogliamo fare questo passaggio, va fatto molto prima, anche perché il termine entro cui le Amministrazioni possono eventualmente far pervenire le proprie determinazioni in merito è il primo dicembre 2019. Il termine perentorio entro cui possono essere richieste integrazioni documentali è il 17 ottobre 2019, per cui siamo già oltre sulle documentazioni.
Detto questo, io davvero colgo l'invito: confrontiamoci al più presto. Parli lei con il Presidente di Commissione, ma io direi che questa è la priorità uno, e proprio per le motivazioni che ho enunciato prima: evitiamo una Pompiod 2. Siamo ancora in una fase in cui non è ancora iniziato il conferimento, per cui siamo ancora nella fase di predisposizione della discarica.
(interruzione dall'Aula)
...no, no, è corretto, accetto la ricostruzione che ha fatto, non ho motivo di dire che non fosse così. Nella pubblica amministrazione - lei ha esperienza come me di pubblica amministrazione -, quando ci si trova di fronte eventualmente a decisioni che sono state sottovalutate oppure la politica ambientale è cambiata, io penso che un provvedimento di modifica in autotutela di un atto sia cosa saggia. Verifichiamone le conseguenze, su questo non c'è ombra di dubbio, ma visto che siamo ancora in questa fase, io davvero chiederei che ci fosse un momento in cui... a me piacerebbe che ci fosse un tavolo allargato di questa Conferenza di servizi per esprimere gli stessi dubbi che ho detto a lei all'interno di questa Conferenza. Penso che anche altri colleghi probabilmente avrebbero voglia di esprimere i loro dubbi, perché da quando ho sottoscritto questa interpellanza ho acquisito altra documentazione, per cui le domande che le ho fatto, volendo, erano già in parte superate rispetto alla documentazione che ho acquisito, e a me risulta che questa discarica sia in zona rossa. Se una discarica del genere è in zona rossa, Assessore, io penso che la questione è già finita prima di iniziare! Noi sappiamo benissimo che confluire materiali di questo tipo in una discarica di questo genere sarebbe davvero un suicidio.
Lei poi mi ha detto che non è possibile modificare i codici CER: ecco, valutiamolo, perché se bastasse fare una domanda per dire che all'interno dei codici CER ve ne sono di non autorizzabili... io non penso che siano stati autorizzati dei codici CER non autorizzabili. Io vorrei capire se è opportuno autorizzare tutti questi codici CER, perché in altre Regioni molto più grosse delle nostre ci saranno delle discariche di inerti...
(interruzione dall'Aula)
...La Conferenza di servizi è riconvocata e l'oggetto della convocazione dice: "Oggetto di determinazioni da assumere: modifica e rinnovo dell'autorizzazione per l'esercizio della gestione di impianti", ma dice anche che il provvedimento di competenza è da ritenersi riavviato; per cui, quando io riavvio un procedimento, penso di avere la possibilità di valutare anche i contenuti dell'autorizzazione che ho rilasciato fino ad oggi. Io penso sia questo l'approccio corretto, poi è chiaro che non è tutto così semplice come sembra, però se l'approccio è questo penso che quest'Aula lo condivida, perché la preoccupazione - lo posso garantire - è davvero tanta.
