Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1029 del 24 ottobre 2019 - Resoconto

OGGETTO N. 1029/XV - Interpellanza: "Intendimenti in merito alle prospettive di trasformazione urbanistica dell'Area FA08 del Comune di Aosta".

Rini (Presidente) - Punto n. 41 all'ordine del giorno. La parola al Vicepresidente Distort per l'illustrazione.

Distort (LEGA VDA) - Riporto all'attenzione di quest'Aula il tema relativo alla zona FA08, lo riporto perché ricordo che nel mese di aprile il collega Aggravi ed i colleghi Consiglieri del Movimento 5 Stelle avevano proposto all'attenzione di quest'Aula lo stesso argomento "Richiesta di intendimenti in merito alla zona FA08". Sono andato a rivedermi la risposta proposta dall'Assessore competente, che allora era sicuramente generica, ma non poteva che essere così, perché si trattava di riprendere un discorso rimasto in una situazione di limbo.

Giusto per inquadrare, per chi non conoscesse l'argomento, FA08 è il codice che viene assegnato dal piano regolatore per quanto riguarda l'area servizi, come dice appunto l'acronimo: la F è una zona destinata ai servizi, la A sono servizi di interesse generale e 08 chiaramente è la numerazione dell'area. Pertanto nel piano regolatore della città di Aosta si individua un'area che corrisponde alla zona di parcheggio della partenza della cabinovia per Pila e all'area circostante, quindi un'ampia area, che possiamo dire va dal confine con l'ipermercato fino a lambire l'area di stabilimento nei confini est-ovest, mentre nella zona nord-sud lambiamo la via Paravera e in zona sud la Via Dalla Chiesa che poi accede alla rotonda e poi prosegue per il Pont Suaz. Questa è l'area, un'area che si presenta con un aspetto sicuramente non brillante, area che è frutto dei vari interventi poco seguiti, poco coordinati nei diversi decenni scorsi, area che comprende parte di dismissione dell'area siderurgica e quindi, come tale, è una zona che normalmente possiede un effetto paesaggistico di basso livello. Quest'apparenza di basso livello non fa della zona una zona di scarsa importanza, tutt'altro.

Questo è un ampio terreno su cui si gioca la possibilità di intervenire cambiando in maniera estremamente significativa il volto della città e le sue relazioni con il territorio circostante. Non per niente è stata definita la Porta Sud del territorio di Aosta, dell'insediamento del centro urbano. Questa area Porta Sud è stata oggetto di dibattiti, di riflessione su cosa dobbiamo fare, tra l'altro dalla fine degli anni Ottanta con varie iniziative, vari studi. Rimando alle informazioni disponibili e reperibili anche con una semplice ricerca Google sulle varie riflessioni, sulle varie edizioni di piano regolatore che hanno portato poi alla definizione della variante di adeguamento al PTP del 2009.

Si è poi effettuata una riflessione, una concretizzazione tra la Regione Valle d'Aosta e il Comune di Aosta con l'accordo di programma del 2011 che è tutt'ora vigente. A questo accordo di programma ha fatto seguito un'ulteriore variante, che non è sostanziale, è del 2016 ed è tutt'ora vigente, così come tutt'ora vigente è l'accordo di programma tra la Regione e il Comune; questo però è congelato. Mi permetto di dire "non tutti i mali vengono per nuocere", forse è meglio che si sia congelato questo accordo, perché riflessioni sul tema sono assolutamente importanti e devono essere poste a livelli alti, poiché qua si gioca una delle ultimissime possibilità per incidere sulla rigenerazione del territorio cittadino e delle sue interconnessioni con il territorio circostante. Le previsioni dell'attuale accordo di programma sono di realizzare il Palazzo regionale che riassume tutti gli spazi amministrativi necessari, circa 50 mila metri quadri di superficie utile distribuita su sei piani ed un parcheggio di attestamento di 21 mila metri quadri. Il parcheggio è stato realizzato, il Palazzo regionale no.

Ora ci rendiamo conto che quest'area strategicamente - io parlo proprio di nodo strategico - si colloca tra il centro cittadino, quindi si tratta di rifunzionalizzare il sistema veicolare in collegamento di via Paravera, Valli Valdostane e l'accesso diretto verso la Torre di Bramafam in sottopasso o sovrappasso raso. Da lì chiaramente abbiamo una barriera fisica attualmente, che è la ferrovia, però con soluzioni progettuali da mettere in atto per risolvere questo tema. Chiaramente è un nodo strategico, perché tra l'altro lega vari aspetti, tant'è che immagino che nella mia risposta non ci sia solo la risposta di un Assessore ma probabilmente anche di più Assessori, collegiale. Benissimo, questo mi conforta e mi onora. Quindi collegamento con il centro cittadino, la stazione ferroviaria, la stazione pullman, il collegamento con il parcheggio pubblico pluripiano eseguito e l'ambito cittadino - attualmente è sottoutilizzato il parcheggio realizzato -, tutta la gestione dell'accesso della viabilità dell'Envers, la partenza della cabinovia, l'area commerciale vicina, il polo siderurgico. Il polo siderurgico è importante anche in vista - dato che noi qua dobbiamo operare sulla programmazione - di future evoluzioni del polo stesso. Possiamo pensare anche ad una gestione futura di aree post-industriali, e quindi di archeologia industriale. Non da ultimo, vi è la fruizione della sponda fluviale da parte del tessuto urbano, del contesto urbano, e poi tutta una regia di interventi che definiscono un po' anche la matrice per interventi successivi a completamento di tutte le aree dismesse dell'ex area Cogne. È una strategicità indubbia e qui le scelte politiche devono declinarsi in accordo con gli enti interessati e con la trattazione contestuale e contemporanea aggiornata al dibattito odierno della pianificazione urbanistica. L'urbanistica finora si è configurata come disciplina relativa all'espansione, alla definizione dell'espansione del consolidamento delle aree costruite e degli spazi ancora da costruire; oggi l'urbanistica si intende come disciplina di rigenerazione degli spazi urbani costruiti e liberi, come regia delle relazioni tra territorio e la persona in un meccanismo di economia circolare.

Ecco a questo punto i tre quesiti: se esistono - spero di riuscire nel minuto che mi rimane di poter esprimere i tre quesiti - e, in caso, quali siano i colloqui avviati a tutt'oggi tra il Governo della Regione e l'Amministrazione comunale, oltre chiaramente all'accordo di programma; quali sono gli intendimenti - non necessariamente sul cosa si intende fare, ma anche sul come - relativi alle prospettive di trasformazione urbanistica dell'area e, come terzo quesito, con quali tempi si intende formulare tali indirizzi per la pianificazione dell'area.

Presidente - La parola all'Assessore Borrello per la risposta.

Borrello (SA) - Interverrò cercando di fare un ragionamento programmatorio vista la tipologia della tematica, perché l'urbanistica ha questa mission di andare a definire il futuro del nostro contesto urbano e condivido il ragionamento legato alla rigenerazione urbana. Ovviamente io riassumo un pochettino le posizioni di diverse strutture e poi lascerò la parola ai colleghi che vorranno intervenire ed integrare per quanto riguarda l'aspetto legato al futuro.

Mi è stato preparato un po' il riassunto delle puntate precedenti, che non formulerò se non nei principi di carattere generale, ma le lascerò copia rispetto a quella che è stata l'attuazione dell'accordo di programma originariamente sottoscritto nel 1997 - lei ha già citato che è partito da anni, da decenni addietro - e successivamente aggiornato nel 2011, con tanti compiti che doveva fare l'Amministrazione regionale e altrettanti le Amministrazioni comunali, e alcuni sono stati fatti, altri no. Cito velocemente: l'insediamento di attività artigiane è stato realizzato, opere riguardanti la viabilità e le aree verdi alberate ed è stato realizzato per quanto riguarda la Regione, realizzazione di un parcheggio pubblico pluripiano dal Comune di Aosta è stato realizzato, un maneggio non è stato realizzato e, parallelamente per quanto riguarda il Comune di Aosta, alcune opere riguardanti la viabilità e la manutenzione delle strade e relative pertinenze. Questo per andare a definire cosa? Che qualche cosa è stato compiuto, altre cose sono da fare, ma storicamente quell'area ha avuto tante attenzioni dal punto di vista del cercare di fare un ragionamento sul futuro.

Io mi ricordo, quando ero all'interno del Comune di Aosta, che c'era stato lo studio Fubini, recentemente c'è stato lo studio Mellano, e questi hanno fatto delle ipotesi per quanto riguarda lo sviluppo urbanistico: c'erano state delle valutazioni in merito ad una bretella autostradale per quanto riguarda la tangenziale per andare ad aumentare la percorribilità, la penetrabilità dell'area sud della città di Aosta, ipotesi relative allo sdoppiamento della stazione ferroviaria in modo tale da creare un passaggio a raso per creare una connettività dall'area nord all'area sud della città di Aosta, tante belle cose, che però in ogni caso erano decontestualizzate da un accordo di programma che è vigente, e quindi lei sa meglio di me - perché è un tecnico e conosce la materia - che la programmazione urbanistica è in capo all'Amministrazione comunale, ma nel momento in cui ci sono dei vincoli FA come da lei declinati, che hanno un valore, non sono lettere così a caso, si è vincolati da quell'accordo di programma!

Allora qual è l'elemento che noi dobbiamo porre all'attenzione? Cerco di volare alto come lei molte volte cerca di sollecitarmi: bisogna avere il coraggio di riprogrammare quell'area lì andando a definire con tutti gli interlocutori le esigenze, perché se da una parte c'è la competenza primaria del Comune di Aosta per quanto riguarda la programmazione, dall'altra parte ci sono le proprietà. Le proprietà sono: Regione, Comune, ma c'è anche Regione per mano di VdA Structure, c'è anche la PILA, c'è l'ADAVA, c'è la CIDAC, ci sono dei privati, quindi bisogna avere il coraggio da una parte di prevedere una riprogrammazione, avere il coraggio di chiudere quell'accordo di programma, chiudere definitivamente quel ragionamento legato alla realizzazione di un palazzo regionale in quell'area lì - secondo me ormai non ha più senso fare tale un ragionamento - ed andare a creare dei tavoli per tutti gli interlocutori, facendo magari tesoro di tutti gli studi che negli ultimi 15 anni ci sono stati. Con lo studio Fubini c'erano state anche delle provocazioni forse, il câbleau, ve lo ricordate? C'era tutta una serie di suggestioni, di valutazioni, e bisogna fare questo tipo di ragionamento nelle more degli adempimenti che sono codificati all'interno dell'accordo di programma, che a tutt'oggi è esistente e che è quello del 1997 modificato nel 2011.

Le riunioni ci sono state, mi ricordo che anche con la collega Spelgatti avevamo avuto modo di iniziare un ragionamento in tal senso, e queste riunioni sono proseguite sia in termini non ufficiali di carattere politico, ma anche in termini ufficiali con il Collegio di vigilanza, Collegio di vigilanza che è stato nuovamente convocato dal Presidente per il 30 ottobre, laddove secondo me, come Amministrazione regionale, anche in virtù di esigenze che poi il collega Bertschy enuncerà, c'è da mettere sul tavolo una riprogrammazione.

In prima battuta è quindi opportuno chiudere l'esistente, perché noi ci stiamo muovendo all'interno di quell'accordo di programma che a tutti gli effetti - lei lo sa meglio di me - è un cedimento normativo sostitutivo alla programmazione del piano regolatore, poiché a tutti gli effetti si sostituisce in quel contesto di piano regolatore generale. Poi occorre ripartire facendo tesoro di tutti gli studi che ci sono stati perché molti di questi hanno sicuramente degli aspetti positivi. Ad esempio a me piaceva tantissimo l'attraversamento a raso, creare penetrabilità tra l'area nord e l'area sud, però lì c'è un rapporto da costituire con RFI. Da qui l'esigenza di creare un tavolo coordinato e condiviso e vedere cosa abbiamo in testa noi anche per quanto riguarda il piano regionale dei trasporti.

Lei mi ha dato la possibilità di fare un ragionamento forse un po' più alto rispetto a quella che è la mera enunciazione dell'attività svolta all'interno dell'accordo di programma: rilancio con il Collegio di vigilanza del 30 ottobre la necessità di decidere cosa fare del futuro, anche in base all'esigenza che espliciteranno i colleghi che interverranno a seguire.

Presidente - Per integrazione della risposta la parola all'Assessore Bertschy.

Bertschy (AV) - Grazie collega Borrello, intervengo semplicemente per integrare la sua esposizione e anche per la corretta impostazione della richiesta del collega Distort.

Io credo che un accordo così datato abbia necessità, anche alla luce dei cambiamenti socio-economici non solo della città, ma della Regione, di essere aggiornato, soprattutto aggiornato con una visione in prospettiva e futura. L'urbanistica in sé ci insegna che con delle buone scelte si può cambiare la qualità della vita delle persone e anche la qualità dei servizi che si offrono alle persone. Questa è una zona estremamente importante. In passato, a mio avviso anche correttamente, si era immaginato di costruire un palazzo che potesse dare risposta alle difficoltà che oggi l'Amministrazione comunque ha ancora rispetto alle sue tante sedi e sulle quali sarà opportuno - credo in termini di programmazione - fare dei ragionamenti, perché comunque anche queste non creano qualità dei servizi per le persone; detto questo, però, è una zona che ha un'importanza capitale nella revisione del nostro piano regionale dei trasporti. Con il Comune e soprattutto con gli estensori del piano regolatore c'è stato un primo incontro; avremo modo di completare questi incontri come settore trasporti, senza essere invasivi, su tutta la zona, cercando di porre le condizioni necessarie per fare dei ragionamenti futuri. C'è anche un'importante società di impianti a fune che potrebbe un domani costruire pure un collegamento di tipo trasportistico, il collegamento Aosta/Cogne. Sono tutti dati da tenere in considerazione per fare delle scelte che siano le più opportune possibili.

Per informare il Consiglio regionale dico anche che con il Comune di Aosta abbiamo iniziato a fare delle analisi rispetto al sistema delle navette, rispetto a questo parcheggio che oggi è poco utilizzato, benché sia stato un grande investimento, e la nostra intenzione è di proporre nel prossimo e nel brevissimo periodo alcune scelte di pianificazione dei servizi che inizino a fare nuovi ragionamenti. Abbiamo appena approvato una legge sulla mobilità sostenibile e anche attraverso queste scelte potremmo dare compimento a tutta una serie di indirizzi politici, perché credo che nella nostra testa non ci sia tanto il far viaggiare macchine più ecologiche sempre nello stesso numero, la nostra idea è aumentare l'utilizzo del trasporto pubblico e, per poterlo fare, bisogna fare scelte di pianificazione corrette.

Presidente - La parola al Vicepresidente Distort per la replica.

Distort (LEGA VDA) - Grazie Presidente e grazie Assessori per il vostro condiviso interessamento.

È chiarissimo che la disciplina di interventi sull'area è espressa dal piano regolatore che è uno strumento comunale, ne sono perfettamente a conoscenza, ma comunque è giusto chiarirlo; vero è però che i lineamenti ed il concetto di prospettiva... sono soddisfatto del clima che è emerso in questo dibattito, in questo colloquio su questa interpellanza, però quello che intendo precisare è che non interessa né a me, né soprattutto alla popolazione valdostana il pensare che cosa si è fatto, quali passi sono stati condotti o di poter procedere quanto prima a, perché la zona è talmente delicata che ha bisogno di una sola presa di posizione: la prospettiva, il concetto di prospettiva. È della genialità di cui c'è bisogno, di un buon progetto, ed un buon progetto segue sempre una buona ed approfondita analisi di tutto quello che può raccontare quel luogo, di tutte le informazioni che, dal punto di vista accademico ed intellettuale, possono fornire suggerimenti su quell'area. Questo è un nodo nevralgico, un nodo strategico, soprattutto è un'occasione epocale: o la si azzecca o si fallisce. È chiaro che c'è un discorso di responsabilità perché c'è un Governo regionale in atto adesso e c'è un Governo comunale; se si fallisce è una figura epocale, e torno al concetto di "epocale" per quanto riguarda questi due organi, ma il problema non è questo, il problema è il saper gestire il futuro di un'area.

Il mio non è un intervento che vuole puntare il dito, no, vuole solo indirizzare una scelta e, proprio perché voglio indirizzare una scelta, sono qui a chiedervi, Assessori, e sono qui a chiedere alla Giunta e a tutti noi colleghi di questo Consiglio regionale di lavorare in questa direzione, di dare il nostro contributo attraverso fondamentalmente degli aspetti, dei meccanismi già esistenti, fare ricorso a quei meccanismi virtuosi che sono intanto il riaprire condizioni concorsuali di concorsi di idee, perché il coinvolgimento della categoria dei progettisti è estremamente importante. Abbiamo questo strumento concorsuale che dobbiamo utilizzare e valorizzare. Questa è una prima linea. Una seconda linea è la riapertura nell'ambito delle Commissioni di questo dibattito con l'audizione di tutte le persone. Se è il caso di ripetere va bene, repetita iuvant, ripetiamo, riprendiamo, riapprofondiamo, perché il tema è estremamente importante e qui non si gioca con quest'area soltanto sul destino del capoluogo di Aosta. Ormai nell'urbanistica, e nella realtà valdostana in particolare dove c'è un unico capoluogo, il legame tra il capoluogo, tra lo spazio organizzato e le aree circostanti è organico, come un organismo, è assolutamente vitale.

È estremamente importante che si attuino le scelte corrette, ma perché si attuino - ribadisco - l'importante in assoluto, l'essenziale in assoluto è la prospettiva. Questa è quella che auspico e ribadisco, come i procedimenti concorsuali, quando sarà il caso, e la ripresa dei discorsi nell'ambito delle Commissioni.