Oggetto del Consiglio n. 1024 del 24 ottobre 2019 - Resoconto
OGGETTO N. 1024/XV - Interpellanza: "Tempistica per la promozione di iniziative per migliorare la sicurezza delle cure".
Farcoz (Président) - Point n° 35 à l'ordre du jour. La parole à la collègue Russo pour l'illustration.
Russo (M5S) - In questa interpellanza oggi parliamo di sicurezza delle cure in ambito ospedaliero e ambulatoriale, ma anche a domicilio una volta che il paziente torna a casa da una degenza, da una visita o da una terapia. La sicurezza e la qualità delle cure sono due aspetti imprescindibili per chi eroga prestazioni sanitarie, si tratta del Sistema sanitario regionale o di qualsiasi altro professionista della sanità.
Il 17 settembre del 2019 si è celebrata la prima "Giornata nazionale per la sicurezza delle cure" e della persona assistita, nata per sottolineare che la sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute come previsto nell'articolo 1 della legge n. 24 del 2017. L'obiettivo di questa legge è quello di rispondere principalmente a due problematiche relative al tema della sicurezza delle cure: la mole del contenzioso medico legale che ha causato un aumento sostanziale del costo delle assicurazioni per professionisti e strutture sanitarie, e il fenomeno della medicina difensiva che ha prodotto un uso inappropriato delle risorse destinate alla sanità pubblica. Il tutto nell'ottica della ricerca di un nuovo equilibrio nel rapporto medico-paziente che permetta, da una parte, ai professionisti di svolgere il loro lavoro con maggiore serenità grazie alle nuove norme in tema di responsabilità penale e civile e, dall'altra, garantendo ai pazienti maggiore trasparenza e la possibilità di essere risarciti in tempi brevi e certi per gli eventuali danni subiti. Con questa legge si prevede inoltre l'obbligo per le direzioni sanitarie delle strutture di fornire la documentazione sanitaria ai pazienti che ne faranno richiesta entro sette giorni.
La sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute di tutti noi e deve essere una priorità per le politiche sanitarie regionali, nazionali e globali da affrontare in sinergia tra le istituzioni a tutti i livelli, con i professionisti e con i pazienti. I dati presentati dall'Istituto Superiore della Sanità, in occasione di questa prima giornata nazionale, parlano di un paziente su dieci tra quelli ospedalizzati che va incontro ad un evento avverso. L'OCSE stima che il 6 percento delle giornate di degenza ospedaliera sia dovuto ad eventi avversi derivati da attività ambulatoriali e cure primarie e secondo l'OMS globalmente gli eventi avversi di questo tipo rientrano nelle prime dieci cause di morte e disabilità nel mondo. È necessario non sottostimare mai la dimensione del problema, perché il rischio accompagna tutte le pratiche clinico-assistenziali. Bisogna mettere in campo ogni strumento necessario per prevenirlo evitando percezioni non sostenute dalle evidenze scientifiche. Prevenire gli eventi avversi in modo efficace richiede un impegno comune e costante, perché la consapevolezza dell'esistenza del rischio, la conoscenza delle procedure per prevenirlo e l'adesione alle stesse da parte dei professionisti e dei pazienti sono elementi decisivi per una prevenzione efficace. Gli eventi avversi si possono prevenire non totalmente, ma in una percentuale stimata del 40-50 percento.
Oggi non esistono evidenze per cui si possa arrivare a rischio zero, esistono evidenze per cui, laddove c'è un impegno di tutti nell'applicare le raccomandazioni specifiche emergenti dagli studi scientifici, si possano dimezzare gli eventi avversi ma non annullare completamente. La prevenzione funziona al meglio quando le organizzazioni, i professionisti e i pazienti sono consapevoli di questo rischio, segnalano quando questo avviene e collaborano e adottano tutte le misure necessarie per prevenirlo. In relazione alla Giornata nazionale sulla sicurezza delle cure sono state attivate in quasi tutte le Regioni diverse iniziative a livello regionale sulla sensibilizzazione della popolazione su questo tema e sul confronto tra professionisti. Quindici Regioni su venti quest'anno hanno partecipato a questa campagna, ma la nostra Regione no. Il prossimo anno anche la Valle d'Aosta deve partecipare, perché la sensibilizzazione e il confronto su questo tema è essenziale.
Fatte queste premesse, interpelliamo l'Assessore per sapere: con quale modalità e con quale strumento avviene la registrazione degli eventi avversi occorsi ai pazienti, derivati da cure primarie o da attività ambulatoriali; quanti eventi avversi sono stati registrati nel 2018 e quanti nel 2017 e in quale tipologia si inseriscono; se e con quale tempistica si intendono promuovere iniziative - oltre alla Giornata nazionale - di sensibilizzazione e diffusione di buone pratiche di prevenzione dei rischi rivolte agli operatori sanitari e alla cittadinanza per migliorare ed assicurare la sicurezza delle cure.
Président - La parole à l'Assesseur Baccega pour la réponse.
Baccega (UV) - È un tema che è all'ordine del giorno su tutte le testate nazionali e quindi è importante anche avere contezza in Valle d'Aosta di che cosa si muove intorno a questo percorso.
Mi faccia fare una premessa. La tematica riguardante la sicurezza delle cure sta ricevendo, soprattutto nel corso dell'ultimo anno, una sempre maggiore attenzione da parte dell'Assessorato e dell'Azienda, la quale sta investendo risorse umane ed organizzative in attività di gestione, prevenzione e monitoraggio degli eventi avversi piuttosto importanti. Nello specifico l'Azienda ha attivato la funzione aziendale del rischio clinico che è stata attribuita al servizio già preposto alla gestione della medicina preventiva e del contenzioso medico legale aziendale, al fine di avere una visione globale delle problematiche inerenti la sicurezza del paziente. L'Azienda, oltre che del responsabile della sopracitata struttura, si è dotata di due dirigenti medici specialisti in medicina legale. Questo sta consentendo la messa in atto e la più proficua prosecuzione di progetti volti al miglioramento della sicurezza delle cure in attuazione di quanto previsto dalla normativa.
Fatte queste premesse e rispondendo ai quesiti dell'interpellanza, lo strumento attuale in uso ai fini della registrazione degli eventi avversi è l'incident reporting attraverso la scheda di segnalazione dell'evento da intendersi come necessità attiva propedeutica alla corretta identificazione delle problematiche emergenti mediante un'azione di coinvolgimento diretto dell'operatore con la finalità specifica di incrementare la consapevolezza e l'attenzione alla tematica. La segnalazione avviene via web tramite un'icona presente su tutti i desktop aziendali coprendo quindi tutte le realtà aziendali, ospedaliere e territoriali, e viene immediatamente riversata nel database dove viene processata dall'amministratore che, in caso di necessità, interviene in modo immediato per approfondire le condizioni che hanno condotto all'evento.
Al quesito "quanti eventi avversi sono stati registrati nel 2018 e quanti nel 2017 e in quali tipologie si inseriscono", il report degli eventi segnalati nel biennio 2017/2018 è pubblicato a cura del SITRA nella intranet aziendale, questo ai fini della trasparenza dovuta. Nel biennio sono stati registrati nel complesso 970 eventi di cui 482 nel 2017 e 488 nel 2018. Di queste segnalazioni 688 nel biennio erano riferite a cadute accidentali dei pazienti - anche in questo caso la segnalazione è obbligatoria - e 281 erano riferite ad eventi o quasi eventi la cui segnalazione è, al contrario, volontaria. Oltre a questi, il sistema registra anche errori nella compilazione della cartella clinica elettronica, pressoché nulli, e le situazioni che possono essere fronte di infortunio per gli operatori le quali vengono trasmesse al servizio di prevenzione e protezione, così come le segnalazioni di aggressione - quasi sempre verbali - con la finalità di individuare le migliori soluzioni per i dipendenti e garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, anche se ultimamente ci sono stati casi di aggressioni in Pronto Soccorso nei confronti dei medici, ma anche lì si è attivata una procedura direi molto, molto performante.
Per quanto attiene agli eventi, le segnalazioni sono riferite a tutti i processi aziendali che, per fare degli esempi, vanno nell'accettazione in caso di ricovero, alla terapia, all'intervento chirurgico, all'assistenza, al processo diagnostico terapeutico fino alla dimissione del paziente. Ciascuno di questi processi al suo interno vede i singoli sottoprocessi che vi sono collegati e tutti i processi sono mirati alle raccomandazioni che arrivano dal Ministero. Il sistema di incident reporting è stato a suo tempo preceduto da una vasta formazione al fine di creare anche la cultura secondo cui dall'errore si apprende, quindi maggiore attenzione. Il risultato, visti i sistemi noti, è molto positivo, gli operatori non hanno il timore di segnalare personalmente gli errori che vengono fatti poiché non vengono colpevolizzati, ma sanno che ogni segnalazione è utile per individuare anche il rischio di accadimento su cui poter intervenire attraverso gli audit mirati. Se quindi c'è un evento lo si comunica e tutti lo sanno per poter migliorare i percorsi e i processi. In termini di danni conseguiti agli eventi, nel 2018 su 124 segnalazioni l'83 percento si colloca come pericolo o nessun danno, il 12 percento come danno lieve (nel senso che hanno richiesto un maggior monitoraggio), nell'1,6 percento dei casi si è verificato un danno moderato e temporaneo ed infine nel 3 percento dei casi il danno è stato permanente ma non necessariamente imputabile ad errori di assistenza. Riguardo alle cadute, sempre nel 2018, nel 75 percento dei casi non si è verificato alcun danno, nel 22 percento il danno è stato lieve (lieve inteso come effettuazione di esami strumentali o piccole medicazioni), nell'1,9 percento dei casi il danno conseguito alla caduta è stato temporaneo, nell'1 percento dei casi il danno è stato grave e si è verificato il decesso, il quale non è sempre imputabile alla caduta, ma la stessa caduta può essere stata conseguente ad un arresto cardiaco e pertanto non è da imputare ad errori nell'assistenza.
Per quanto attiene agli eventi sentinella segnalati dal Ministero della salute ne sono stati segnalati 3 nel 2017 e 5 nel 2018, sempre a seguito di segnalazione spontanea. Questi eventi rientrano tra quelli che sono classificati come danno maggiore. L'Azienda ha sottolineato che tale dato non deve essere interpretato come fedele e definitiva rappresentazione del reale accadimento degli eventi, e che vi è in previsione per i prossimi mesi e per gli anni a venire, da parte della struttura semplice di medicina preventiva e risk management in collaborazione con il SITRA, un programma di miglioramento analitico dello strumento di incident reporting.
Ultimo quesito. La struttura semplice dipartimentale di medicina preventiva risk management dell'Azienda sta promuovendo le seguenti iniziative: una collaborazione con il DERA su un progetto di formazione degli operatori del servizio emergenza urgente inerente le tematiche medico-legali emergenti in tale ambito - che è l'ambito più complicato e più difficile - che porterà entro la fine del 2019 alla redazione di un documento programmatico da svilupparsi negli anni a venire (siamo in itinere): alla revisione ed aggiornamento delle procedure aziendali e delle istituzioni operative già esistenti sul tema; alla proposta di formazione per gli operatori per l'anno 2020 in tema di responsabilità professionale alla luce della legge Gelli-Bianco; all'implementazione delle raccomandazioni AGENAS; al confronto con il Comitato di assistenza sanitaria per i testimoni di Geova al fine di elaborare strategie per il corretto approccio al trattamento del sangue, con particolare riguardo al consenso informato per i pazienti che dichiarano tale orientamento religioso; all'ulteriore revisione della nuova check list pre-operatoria ed aggiornamento dei relativi documenti aziendali, al monitoraggio della messa in atto delle azioni correttive; al contributo alla progettazione dei PDTA (Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali), con l'intento di garantire una più organica presa in carico del paziente. Diciamo che tutto questo va nella direzione di fare un mix tra medicina difensiva e appropriatezza, come lei ha indicato, dove in questo caso probabilmente la mediazione porta i migliori risultati per tutti: pazienti, dirigenti medici e operatori sanitari.
Président - La parole à la collègue Russo pour la réplique.
Russo (M5S) - Grazie Assessore per la risposta molto articolata, che sinceramente ho fatto anche un po' fatica a seguire. Diciamo che la sicurezza delle cure è un aspetto essenziale del processo di cura, anzi per quello che sapevo io è sottovalutato, nel senso che io in effetti non avevo mai sentito con precisione cosa veniva fatto all'interno dei nostri presidi rispetto alla sicurezza delle cure.
Un aspetto secondo me importante - che lei non ha evidenziato, ma che magari viene fatto benché lei non lo abbia evidenziato - è il coinvolgimento del paziente nella sicurezza delle cure, perché in realtà quanto lei ha detto sulla percentuale delle cadute accidentali crea poi dei problemi legati alla continuazione della degenza oppure altri problemi, per cui per il paziente è importante. Ho visto come tante altre Regioni abbiano creato - ovviamente insieme all'OMS - delle locandine da mettere all'interno delle stanze di degenza che possono aiutare il paziente ad orientarsi rispetto alla sua sicurezza all'interno della degenza.
Dalle ore 10:04 assume la presidenza il Vicepresidente Distort.
