Oggetto del Consiglio n. 508 del 26 ottobre 1979 - Verbale

OGGETTO N. 508/79 - Questioni concernenti l'acquisto, da parte della Giunta regionale, di libri, opuscoli e pubblicazioni varie. Reiezione di mozione.

Mozione

Vista la delibera n. 1959 del 20.4.1979 con cui la Giunta regionale ha deciso una spesa di quattro milioni per l'acquisto di ben 1500 esemplari dell'opera "Les Valdôtains et leur langue", a cura di Alexis Bétemps, stampata dalla Tipografia Duc di Aosta;

Rilevato che l'opera citata è costituita, oltre che da alcuni articoli comparsi su "Lo Flambò", da articoli pubblicati sugli organi ufficiali dell'Union Valdôtaine: "Le Peuple Valdôtain" e "Union Valdôtaine";

Rilevato inoltre che l'opuscolo "Les Valdôtains et leur langue" si configura come pubblicazione di Partito;

Ribadito che è contrario al metodo democratico l'intervento della pubblica amministrazione a sostegno di iniziative di Partito e che è malcostume fare gravare sull'intera collettività le spese per uno strumento di propaganda di Partito;

Constatata la frequenza, disorganicità e disomogeneità con cui la Giunta regionale delibera l'acquisto di libri, opuscoli e pubblicazioni varie;

Constatato anche che mentre in alcuni casi gli acquisti si limitano a poche decine di copie, in altri frequenti casi si acquistano parecchie centinaia di copie, andando a coprire interamente o addirittura a superare le spese di stampa del volume;

Il Consiglio regionale

Delibera

a) di impegnare la Giunta regionale a revocare la propria deliberazione n. 1959 del 20.4.1979;

b) di impegnare la Giunta regionale, per ogni acquisto superiore alle 30 copie, a sentire il preventivo parere della Commissione consiliare permanente per la Pubblica Istruzione.

Aosta, 5 ottobre 1979

F.ti: Elio Riccarand - Tonino Alder

Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Allora, la mozione che ho presentato, insieme al Consigliere Tonino, affronta due ordini di problemi che sono fra loro connessi.

Il primo problema è la necessità, a mio avviso inderogabile, di dare un minimo di regolamentazione per definire alcuni criteri in base ai quali vengono fatti degli acquisti di pubblicazione da parte della Giunta regionale. Io vorrei sottolineare, con forza, che non si tratta di un problema da poco, sia per la rilevanza che ha nel campo dell'intervento culturale, sia per i costi che gli acquisti comportano a carico del bilancio regionale e quindi della collettività. La Giunta regionale, in poco più di un anno, ha speso oltre 150 milioni per acquisto di pubblicazioni e, questo, senza contare gli abbonamenti, gli acquisti dell'Ufficio Stampa, della Biblioteca regionale, eccetera; cioè proprio acquisti fatti in più di dieci copie, con apposite delibere e, con un acquisto fatto ad hoc di pubblicazioni che sono uscite.

Io ho presentato, in data 1° ottobre, un'interrogazione con risposta scritta al Presidente della Giunta in cui chiedevo di conoscere, di avere l'elenco completo di tutte le opere acquistate dalla Regione in un numero superiore alle dieci copie, dal 1° luglio 1978 al 30 settembre 1979; la risposta mi è giunta nei tempi regolamentari e, da questa risposta, risulta che la Regione nel periodo citato ha speso 143.027.905 lire per acquisto di pubblicazioni varie, questo per pubblicazioni con più di dieci copie.

Ora, questo elenco è abbondantemente incompleto; io pregherei il Presidente della Giunta di farlo completare, perché la risposta non è precisa. Tanto per fare degli esempi, da questo elenco mancano almeno due delibere che io avevo sottomano e quindi ce ne sono altre come queste. Manca l'acquisto della delibera n. 1491 del 29 marzo 1979: acquisto di 300 copie della pubblicazione "Artigianato tipico valdostano", che non è compresa nell'elenco, per una quota di 1.680.000; manca la delibera n. 2333: acquisto, dall'industria grafica Musumeci di Aosta, dei volumi riguardanti la Valle d'Aosta in cui c'è un elenco di vari volumi illustrati - alcuni in 60 copie - per una spesa complessiva di 3.986.400. Ecco...quindi chiederei anche di avere delle risposte precise e complete quando presento delle interrogazioni! Ora, la cifra è abbondantemente superiore ai 150.000.000 in 15 mesi, e non è certo un problema da poco...io credo che non si possa lasciare al di fuori di qualsiasi tipo di controllo da parte del Consiglio regionale una spesa di questa entità!

Accanto al problema finanziario c'è anche un problema politico; vengono fatte, evidentemente da parte della Giunta nel momento in cui si fanno degli acquisti, delle scelte, e questo sarebbe del tutto legittimo, anzi, è del tutto legittimo. Le scelte possono essere fatte, però devono essere scelte fatte in modo chiaro, in modo trasparente, in modo logico e in modo giustificato; invece, attualmente, regna l'arbitrio più totale in questo campo e manca qualsiasi criterio, qualsiasi regolamentazione. Sono operate delle discriminazioni, secondo l'autore e, forse, anche secondo le tipografie che hanno stampato i volumi e sono pronto a suffragare queste affermazioni.

Il secondo aspetto, il secondo ordine di problema - strettamente legato al primo che è presente nella mozione - è costituito da un caso particolare, è un caso specifico che io ho voluto affrontare, non perché ce l'abbia con questo tipo di perorazioni in particolare o con questo autore in particolare, ma perché è emblematico di un certo tipo di procedere ed è secondo me particolarmente scandaloso: mi riferisco al libro "Les Valdôtains et leur langue"; si tratta, finora (cioè nel periodo preso in considerazione, cioè da quando è stata costituita questa Giunta), del libro scolastico acquistato dalla Giunta regionale nel maggior numero di copie. Ora, non è certo un caso che sia stato il libro che in questo periodo - da quando è stata eletta questa Giunta fino ad oggi - è stato acquistato nel maggior numero di copie, anche se a breve, questo record sarà abbattuto, nel senso che ho visto dall'elenco pervenutomi dal Presidente della Giunta regionale che c'è già un impegno da parte della Giunta di acquistare 2.000 copie del volume di Salvadori, Favre e Masi su Gressoney, per una spesa di 20.000.000 di lire e, anche qui, ci sarebbe una discussione, come minimo credo, da aprire...no!

Ora, l'acquisto da parte della Giunta regionale di 1.500 copie del libro "Les Valdôtains et leur langue" è, a mio avviso, particolarmente scandaloso per diversi motivi. Primo, perché si tratta di un'opera di partito, pubblicata a cura dell'Union Valdôtaine e a beneficio ideologico dell'Union Valdôtaine, ma a spese delle collettività, a spese dell'Amministrazione regionale; testimonia il carattere di pubblicazione di partito non solo l'autore e il contenuto - che sarebbero delle cose strettamente opinabili - e poi, ovviamente, l'autore non...un autore è iscritto a un partito politico, dirigente del partito politico e scrive un'opera di carattere politico, questo sarebbe opinale, ma soprattutto quello che caratterizza in modo partitico questo tipo di pubblicazione, è il modo in cui si presenta il volume, un volume che si presenta con lo stemma dell'Union Valdôtaine in copertina. Un volume in cui lo stesso autore, nella presentazione, afferma: "J'ai toujours fait de la politique, dans le sens que je milite dans l'Union Valdôtaine, mouvement autonomiste valdôtain, depuis l'âge de 18 ans...et ce sont les thèses politiques qui semblent...tout jeune, pour des raisons sentimentales qui, tout d'abord, m'ont amené à m'approcher au sens linguistique...", eccetera, cioè esistono anche affermazioni esplicite.

Inoltre, un altro aspetto, è la presenza di articoli all'interno di questo volume, una raccolta di articoli già pubblicati sugli organi ufficiali dell'Union Valdôtaine: il settimanale Le Peuple Valdôtain e la rivista Union Valdôtaine. Di questo libro non si sono acquistate una o alcune decine di copie a uso interno della Giunta, ad uso interno degli Assessorati - cosa che è discutibile, comunque potrebbe avere qualche giustificazione -, si è scelto invece di acquistarne 1.500 copie, con una scelta culturale, scegliendo di diffondere tale volume come espressione reale della situazione linguistica valdostana e di diffondere l'ideologia del contenuto di tale pubblicazione! E parlo di ideologia perché, a mio avviso, questa pubblicazione - anche se questa evidentemente è una materia molto opinabile - ha un carattere ideologico e non ha niente a che vedere con la scienza, con la...vorrei fare solo un esempio a titolo semplificativo, perché non è certo questo il punto su cui soffermarci e questo è un punto estremamente discutibile, evidentemente.

Esiste comunque un saggio all'interno di questo volume, esattamente a pagina 97, ripreso poi testualmente dalla rivista dell'Union Valdôtaine, che ha il titolo "La créolisation du langage" in cui il termine créolisation è usato nel senso di...in senso deteriore, per indicare la frammentazione e il depauperamento linguistico, che si possono verificare in conseguenza di questi fenomeni da altre parti. In Valle d'Aosta, ora, l'uso di questo termine, ad esempio, è espressione dell'ideologia del libro. La creolizzazione è cosa completamente diversa dal depauperamento e dalla perdita di una lingua, è invece proprio il processo di...e la riscoperta della propria matrice linguistica da parte delle popolazioni di Haiti e delle Antille, cioè dai discendenti delle popolazioni negre che sono state deportate in America e che hanno subito per anni, per decenni, per secoli un processo di...linguistica, da parte dei Francesi, da parte dei Portoghesi, da parte degli Spagnoli e, secondo le zone, adesso stanno riscoprendo una propria matrice linguistica.

Il processo di creolizzazione, com'è descritto molto bene in tutta una serie di pubblicazioni, che chiunque si occupi di questi problemi dovrebbe conoscere - non so...c'è un articolo su Le Monde del 26 gennaio 1977 che è "L'avenir pour le créole", c'è un articolo pubblicato sulla rivista Minoranze, pubblicato fra l'altro in Valle d'Aosta il 26 settembre 1977, che riporta anche un saggio di Salvadori sui "Trent'anni di autonomia" - che quindi dovrebbe essere conosciuto almeno da quelli che si occupano di questi problemi - in cui si parla...c'è una recensione sul libro...la langue créole...forse jugulée, in cui si chiarisce bene che cos'è la creolizzazione. Quindi, anche questo sta a indicare un certo tipo di impostazione ideologica che non ha niente a che vedere con la scienza e che, invece, la Giunta regionale sceglie di diffondere come espressione e come manifesto politico della realtà linguistica valdostana.

Ecco, concludendo, io vorrei fare un'ultima precisazione. Personalmente sono contrario, lo dico fermamente - perché non voglio ci siano equivoci -, sono contrario a qualsiasi tipo di acquisto o di pubblicazione da parte della Giunta regionale - e l'ho già detto anche in sede di discussione dell'interpellanza nel Consiglio scorso -, a meno che non si tratti di una pubblicazione che è usata all'interno della Giunta per motivi di studio, per motivi di analisi all'interno di un Assessorato, oppure che ci sia un caso del tutto particolare da parte del Consiglio regionale. Sono contrario al fatto che la Giunta faccia questa politica di acquisti, perché esistono delle strutture finanziate pubblicamente, finanziate dalla Regione, esistono delle Biblioteche, esistono delle Associazioni culturali, esistono degli Enti culturali, esistono dei Consigli d'istituti che sono finanziati dalla Regione che hanno come compito istituzionale quello di assolvere a funzioni culturali; quindi sono delle strutture che devono, che possono acquistare e diffondere pubblicazioni che hanno una validità culturale. Quest'operazione, la politica di acquisti che fa la Giunta regionale, a mio avviso indica invece una visione culturale che è di tipo preistorico, una visione che scavalca le strutture, un'impostazione che scavalca le strutture culturali che esistono, che sviluppa il clientelismo e il favoritismo, che determina la dequalificazione libraria in Valle d'Aosta. Chiunque oggi - ed è cosa risaputa - in Valle d'Aosta, purché abbia un appoggio all'interno della Giunta regionale, può pubblicare qualsiasi stupidaggine. Una situazione in cui, chi ci perde è la ricerca culturale e chi ci guadagna sono le tipografie, non tutte le tipografie, perché anche qui ci sarebbe da fare un'analisi su certi tipi di scelte che vengono fatte...

Ora, sono convinto che passare da un'impostazione di tipo culturale, di tipo preistorico, a un'impostazione un pochino più recente, o un pochino più storica, non è cosa facile e, quindi, nella mozione non ho ritenuto di chiedere il blocco di tutti gli acquisti da parte della Giunta regionale (anche se, secondo me, sarebbe la cosa più logica, perché non ha nessuna giustificazione questa politica seguita dalla Giunta regionale); invece, la cosa che si chiede è minima. È una cosa minima; quanto meno che la Giunta regionale, prima di fare l'acquisto di una pubblicazione, senta il parere della Commissione che ha funzioni in campo culturale: la Commissione Pubblica Istruzione. Può essere anche un altro organismo, non importa, però deve, come minimo, sentire un organismo espressione del Consiglio regionale. Non si possono spendere e spandere 150.000.000 in un anno e che tutto questo passi, sempre, al di fuori del Consiglio regionale!

La seconda richiesta è quella della revoca della delibera per l'acquisto di 1.500 copie de "Les Valdôtains et leur langue", perché è una cosa doverosa da parte mia e, secondo me, da parte del Consiglio, imporre alla Giunta una revoca; una revoca che è una forma di finanziamento a un partito al di fuori delle norme che regolano il finanziamento ai partiti.

Faval (U.V.) - Preciso che la mozione in discussione è stata firmata anche dal Consigliere Tonino. Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Mah, credo sia necessario ribadire e spiegare meglio perché abbiamo firmato questa mozione. Noi crediamo che - oltre a molte delle argomentazioni che ha fatto il Consigliere Riccarand, e che condividiamo - questo modo di acquistare e distribuire questi libri, questo modo di agire della Giunta, sia proprio di una concessione del potere che noi vogliamo combattere.

Già in sede di discussione del bilancio di previsione per il 1979, noi avevamo proposto che alcune spese facoltative fossero ridotte, allora avevamo proposto di stornarle a favore dei Comuni e delle Comunità Montane. Ma, oltre a quell'aspetto, c'era un'esigenza anche di controllare le spese che sono ingenti e che troppo spesso - e questo è un esempio - sono fatte con criteri discrezionali, con criteri che nulla hanno a che vedere con l'azione culturale; è una questione di metodo per noi estremamente importante. L'Esecutivo ha le sue funzioni, dev'essere un Esecutivo che segue gli indirizzi del Consiglio, non è uno strumento di strapotere come troppo spesso sta diventando la nostra Regione!

Noi crediamo si possa affermare, senza drammatizzare troppo, che la situazione nella nostra Regione - da questo punto di vista - è preoccupante, direi sempre più preoccupante. Se continua quest'opera di sperpero, se continua questo cedimento sistematico ai particolarismi, alle richieste, alle scelte particolari di gruppi e categorie di individui, noi parleremo di politica di programmazione della nostra Regione soltanto leggendo dei bei documenti ma, in sostanza, una politica oculata di programmazione delle nostre risorse non la faremo mai se non ci sono degli indirizzi, se non ci sono delle idee guida, se non ci sono delle scelte politiche.

Io credo che...in questa direzione, continueremo a peggiorare la situazione e ci avvieremo verso un periodo di decadenza, sostanzialmente, del ruolo della Regione che, già altre volte, noi abbiamo sottolineato come un pericolo. È necessaria - per superare questi "cedimenti", noi li chiamiamo così - una maggiore solidarietà del Consiglio, è necessario che siano meglio definiti i diritti del Consiglio, in modo che non sia più possibile che gli Assessori e la Giunta operino con criteri di troppo larga discrezionalità. Ed è questa operazione di solidarietà del Consiglio...di questi temi, un'operazione che ha un largo, un grosso, valore - a nostro avviso - nella Regione ed è sostanzialmente il rilancio del ruolo della Regione, il rilancio delle caratteristiche dell'autonomia della nostra Regione.

L'autonomia, per noi, non vuole dire potere discrezionale di alcuni gruppi, non vuole dire depauperamento delle risorse collettive di tutta la Regione a favore - lo ripeto - di particolarismi e di gruppi. Per noi "autonomia" vuol dire autogoverno, autodeterminazione, autonomia nelle scelte economiche e nell'intervento economico! Tutto ciò oggi non avviene e questo episodio, che discutiamo oggi, è un piccolo tassello di un modo di governare che non ci vede concordi; questa solidarietà cui prima accennavo è, secondo noi, necessaria se vogliamo effettivamente battere questa politica che non può essere chiamata diversamente che politica clientelare, politica di favore!

La mozione nella seconda parte è propositiva, in questo senso...ogni tanto...ho qui una legge che abbiamo approvato l'anno scorso per dare quindici milioni al Consorzio apistico, abbiamo fatto una legge regionale per spendere 143 milioni, in un settore importante come questo decide la Giunta! Noi non siamo d'accordo! Degli indirizzi, perlomeno, ci devono essere, un modo un po' più largo di decidere queste scelte ci deve essere! Per questo proponiamo che decisioni di questo tipo - se non attraverso una legge che stabilisce il principio - siano prese, perlomeno, con il coinvolgimento della Commissione competente in questo campo, in modo che queste scelte siano effettivamente di carattere culturale, di promozione e diffusione dei libri, per interventi in campo culturale. Questa è, nella sostanza, la parte propositiva di questa mozione, che a noi sembra molto giusta.

Sulla revoca della delibera n. 1959 c'è poco da aggiungere, è un esempio tipico di parzialità e di discrezionalità che non condividiamo e...per cui...perciò chiediamo che sia revocata.

Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Salvadori.

Salvadori (U.V.) - Quando ho ricevuto l'ordine del giorno del Consiglio, ero in dubbio se considerare questa mozione come uno scherzo da buontemponi o come...pur essendo ancora abbastanza lontani dal Carnevale, anche se i presentatori si sono un pochino camuffati, un pochino mascherati. Infatti, nell'ordine del giorno, c'è scritto: "Mozione del Consigliere Riccarand"; invece, nel testo della mozione, c'è anche la firma di Tonino. Poi, appunto...ho visto...presentata dal Consigliere Riccarand e, conoscendo l'ormai ben nota mancanza di humor - se così possiamo dire - della...diciamo...togliamo l'aggettivo di Riccarand, diciamo dell'arcigno...ho preso in considerazione...anche perché c'era questa firma qualificata e importante di Capo Gruppo del Partito Comunista - con il quale personalmente vado d'accordo, magari per andare a giocare a tennis, non tanto sulle considerazioni sui libri in lingua francese - e, dopo un esame appunto di questa mozione, credo che debba essere respinta per delle motivazioni di ordine generale e di ordine specifico.

Motivazioni di ordine generale...nel deliberato si dice: "Constatata la frequenza, disorganicità e disomogeneità con cui la Giunta regionale delibera l'acquisto di libri, opuscoli e pubblicazioni varie"...certo - mi sembra leggendo una frase di questo genere - che soprattutto Riccarand, un po' meno Tonino, ma anche Tonino, sognano il loro mondo tutto particolare! Un mondo magico in cui poter dire: "Tu, scrittore, ti alzerai domani mattina alle 6,30 e scrivi un libro che la tipografia deve fare uscire il 28 dicembre alle ore 17", in modo che tutto sia ben chiarito, che sia tutto ben omogeneo, ben organico e ben frequente. Per cui, estendendo questo piccolo concetto alla vita di tutti i giorni, sarebbe molto bello il mondo in cui vivere. Non ci sarebbe "Charta 77" per esempio, tutti potrebbero essere vestiti di rosso come i Cinesini di una volta - anche se oggi stanno cambiando un pochino il modo di vita - ci sarebbero pochi a pensare e a decidere per tutti, e tutto sarebbe schedato e regolamentato, controllato, pianificato, così come ieri - con quella mozione dell'Augusta - volevano fare Riccarand e altri, per poi condizionare l'attività dell'Augusta con i loro rappresentanti o il loro rappresentante al loro interno.

Se poi andiamo a vedere la seconda parte del deliberato, dove dice di: "impegnare la Giunta regionale, per ogni acquisto superiore alle 30 copie, a sentire il preventivo parere della Commissione consiliare permanente per la Pubblica Istruzione", qui ci troviamo di fronte a un'altra di quelle proposte da ingabbiamento intellettuale che la Sinistra, nuova o vecchia, tenta continuamente di fare! Eppure Riccarand e Tonino sanno benissimo che di ogni pubblicazione una copia è data ai Consiglieri, che sono 35...né Riccarand, né Tonino hanno mai rifiutato i pacchi che ogni tanto, il Gal o gli altri, ci mettono sul banco! Quindi, già in questo caso, bisognerebbe che ogni volta la Commissione consiliare della Pubblica Istruzione si riunisse per decidere se Gal può fare un discorso di questo genere. Ma c'è di più, Riccarand e Tonino sanno che un centinaio di copie va, sempre e comunque, alle Biblioteche, alla Biblioteca e poi alle Biblioteche periferiche, perché è giusto che sia così, è giusto che la periferia abbia anche lei quello che hanno i Consiglieri regionali.

Alcuni argomenti di ordine specifico...la mozione a un certo punto dice: "Rilevato che l'opera citata è costituita, oltre che da alcuni articoli comparsi su "Lo Flambò", da articoli pubblicati sugli organi ufficiali dell'Union Valdôtaine: "Le Peuple Valdôtain" e "Union Valdôtaine"...ma sembra che i due presentatori, non solo non hanno letto l'opuscolo, anche se Riccarand è già arrivato a pagina 98, ma, per valutarne anche la validità almeno dal punto di vista linguistico o cose di questo genere, non abbiano letto la nota introduttiva nella quale l'autore, giustamente, dice dove sono stati pubblicati questi testi, dove altri testi sono stati letti, e...parla naturalmente di Flambò, parla de Le Peuple e de Union Valdôtaine! Ma dice anche: "Selon s'il s'agit d'un rapport présenté dans la salle des enseignants ou à une table ronde où les differents Groupes politiques sont représentés" quindi, dire che si tratta di Le Peuple Valdôtain e Union Valdôtaine, mi pare un pochino assurdo e all'assurdità si arriva nel deliberato dove si legge: "Rilevato inoltre nell'opuscolo "Les Valdôtains et leur langue" si configura come pubblicazione di Partito". A parte il termine di "partito", non sottilizziamo, siamo un movimento, d'altronde anche Riccarand ha detto che è un movimento...lui prima quindi, anche noi ci riteniamo essere un movimento, ma io vorrei - allora - se è una pubblicazione di partito, che Riccarand e Tonino dichiarassero formalmente in Consiglio regionale che Lo Flambò e La Tribune de Lausanne - fra gli altri, vedasi pagina 88, per chi non ci fosse ancora arrivato a pagina 88 - sono organi del Partito dell'Union Valdôtaine. Ne saremmo molto onorati, soprattutto per Lo Flambò, ma anche per La Tribune de Lausanne, considerata la nostra speranza di arrivare ad avere in Valle d'Aosta un quotidiano perlomeno bilingue, se non di lingua francese.

Sulla base di semplici e modeste considerazioni, fatte con un tono che credo sia abbastanza sdrammatizzante, direi che questa mozione è da respingere, perché parte da considerazioni errate, per non dire false, lede l'autonomia politica delle scelte della Giunta regionale, propone un inaccettabile tentativo di uniformizzazione culturale e quindi, in nome del nostro movimento, chiedo che il Consiglio la respinga.

Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola in sede di discussione generale? Se nessun Consigliere chiede la parola in sede di discussione generale, dichiaro chiusa la discussione generale e ricordo ai Consiglieri proponenti che possono fare ancora...chiedo scusa, ancora un intervento. La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Mah...spero che il silenzio degli altri Gruppi consiliari non significhi indifferenza verso questo tipo di problema perché, ho detto prima e ho portato i dati, si tratta di un problema che riguarda parecchie decine di milioni, che riguarda 150 milioni nel giro di un anno, si tratta di un problema politico che ha una sua grossa rilevanza.

Rispetto a quello che ha detto il Consigliere Salvadori, la prima cosa è molto bella: il Consigliere Salvadori ha detto che, quando ha visto l'ordine del giorno, ha visto la mozione del Consigliere Riccarand, ha pensato a una...e non l'ha neanche presa in considerazione. Solo più tardi, quando si è reso conto che c'era anche la firma "importante" di Tonino, allora, si è degnato di "prenderla in considerazione", è molto bella, sottolineo quest'affermazione di Salvadori, perché è molto bella, come indicativo di un certo tipo di attenzione a quelle che sono le realtà di minoranza, perché, evidentemente, una forza politica che esprime uno in Consiglio non va neanche presa in considerazione, invece sette...allora è un'altra cosa, è proprio tipico - diciamo - è tipico tuo...sì, e per fortuna non sono tutti come Salvadori, per fortuna, anche se lui si spaccia da ideologo dell'Union Valdôtaine!

Sul discorso delle proposte di avviamento culturale, il fatto di dire che le scelte in campo di acquisti di politiche culturali, da parte della Giunta, devono essere verificate a livello di Consiglio, definire questo "ingabbiamento culturale", vuol dire proprio essere nella malafede, vuol dire non riconoscere che il Consiglio regionale e i suoi organi sono espressione della volontà elettiva della proporzionalità valdostana, e non di una maggioranza, e non di una Giunta che esprime quello che deve essere il Consiglio e non opera da sola e deve rendere conto al Consiglio, e quello che dice il Consigliere Salvadori è semplicemente espressione di malafede.

È inutile continuare a parlare di totalitarismo, di servitori di Mosca e di tirare fuori "Charta 77", che proprio non c'entra niente in questa sede, anzi, io credo proprio che una mentalità totalitaria sia quella che sta dietro a questo tipo di discorso che fa il Consigliere Salvadori e che non permette una verifica - a livello di base negli organi consiliari, negli organi elettivi - delle decisioni che sono prese da chi è al potere.

Il fatto che un centinaio di copie vadano alle Biblioteche, da 100 a 1.500 nel caso del libro "Les Valdôtains et leur langue", da 100 a 2.000 copie nel caso del prossimo libro di Salvadori, ce ne passa molto. ma non sono d'accordo sul fatto che la Giunta acquisti 100 copie per darle alle Biblioteche; il Servizio Biblioteche ha dei fondi, ha del personale che deve - ha come suo compito istituzionale - individuare...di acquistare, diffondere e curare la diffusione di questi libri...come no?...assolutamente no... Non vorrà mica il Presidente della Giunta dirmi che è compito della Giunta definire quali sono i libri che le Biblioteche devono acquistare? Allora sceglie la Giunta i libri che devono acquistare le Biblioteche? Allora, esistono le Biblioteche, esistono delle strutture che hanno del personale, che hanno dei finanziamenti, comunque, esistono delle strutture, delle Biblioteche pubbliche...

Andrione (U.V.) - ...è la legge, prima di parlare...

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - ...sì, ma lei ascolti la sostanza delle cose prima di interrompere! Ecco, ne ho sentite tante dal Presidente della Giunta che ogni tanto mi permetto di dirne anch'io qualcuna! Ecco, comunque, le Biblioteche sono dotate di fondi pubblici per acquistare quante copie di libri vogliono, non c'è nessun bisogno che la Giunta acquisti un pacco di libri e lo spedisca alle Biblioteche, questo è proprio negare la funzione che hanno le Biblioteche, come negare la funzione che ha qualsiasi Ente a costituzione culturale.

Il fatto che Salvadori dica: "Non è vero che è una...di partito, non è vero che gli articoli pubblicati su "Les Valdôtains et leur langue" sono tratti da Le Peuple Valdôtain e Union Valdôtaine, nella mozione c'è scritto che sono "anche"...da Le Peuple Valdôtain e da Union Valdôtaine, anche, e infatti sono...anche. Se vogliamo guardare l'elenco, c'è un saggio tratto da Le Peuple Valdôtain, c'è un saggio riportato pari-pari...l'ho citato prima, n. 3 de Union Valdôtaine...in lista dell'Union Valdôtaine...ecco, esistono saggi tratti da altre pubblicazioni, da Lo Flambò, per esempio, tanto per dirne una, i saggi contenuti in questo libro sono stati pubblicati a spese regionali su Lo Flambò...adesso, nuovamente a spese regionali, sono stati di nuovo pubblicati su "Les Valdôtains et leur langue".

Lo Flambò non è l'organo dell'Union Valdôtaine, anche se ha un modo di operare che si avvicina molto alla mentalità di certi esponenti dell'Union Valdôtaine dal momento che sistematicamente censura nelle sue pubblicazioni - e fa una scelta discriminante - fra chi può scrivere su Lo Flambò e chi non può scrivere. Questo è un altro discorso, ho già chiesto chiarimenti diverse volte su questo e non mi è mai...arrivati da nessuna parte...per capire attraverso quali criteri Lo Flambò fa le sue pubblicazioni.

Ecco, quindi, se il Consigliere Salvadori invita a respingere la mozione, io ritengo invece che - se si ha un minimo di senso democratico - questa mozione vada votata...comunque sarà la maggioranza a decidere.

Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Una brevissima precisazione: intanto sul fatto che il nostro Gruppo sia camuffato o no in questa mozione...credo la responsabilità in questo caso sia di Faval - senza prendertela Faval - che ha firmato la convocazione con scritto soltanto il Consigliere Riccarand, per cui formalmente protesto; poi, visto che qui mi fanno anche passare come uno che non vuole...

Faval (U.V.) - Mi faccio carico di questo errore materiale...

Tonino (P.C.I.) - ...io...che non vuole prendersi le responsabilità...

Faval (U.V.) - ...la prossima volta batterò a macchina personalmente l'elenco...

Tonino (P.C.I.) - ...comunque non ero camuffato, è una precisazione!

È veramente allarmante il fatto che, dietro a una richiesta di larga decisione su spese di questo tipo, si viene ad apportare a delle argomentazioni che effettivamente non riesco a capire; che senso ha parlare - lo riprendo anch'io - di "ingabbiamento intellettuale" portato avanti dalle forze di Sinistra...ma quasi che chiediamo di decidere noi dei libri da acquistare, Salvadori!

Noi chiediamo che sia discusso in Commissione, anzi avete la maggioranza in Commissione, per cui avete la maggioranza come la maggioranza del Consiglio. Chiediamo che sia discusso democraticamente, tutto lì! Che senso ha dire che noi vogliamo che tutti vadano vestiti di rosso come in Cina? Semmai, qui c'è il pericolo che qualcuno di voi voglia vestire in altro modo tutti! Semmai, è un'altra forma di totalitarismo, forse effettivamente emergente.

Comunque voglio ribadire il nostro concetto: metodo scorretto e sbagliato per cifre di questo tipo, per interventi di questo tipo; credo che - al di là delle attribuzioni, delle disquisizioni sui regolamenti, sulle attribuzioni che può avere la Giunta o no - è opportuno, per la nostra collettività, che queste cose siano decise in modo più democratico.

Faval (U.V.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Effettivamente è veramente allarmante che si propongano delle posizioni di questo genere per l'acquisto di libri quando, per esempio, l'Assessorato ai Lavori Pubblici spende undici miliardi di lire e non si chiede che, democraticamente, siano discusse le strade, gli acquedotti o le fognature; oppure l'Assessorato all'Agricoltura spende undici miliardi di lire e non si dica - cosa vergognosa - che è stato dato un sussidio a uno che è stato iscritto all'Union Valdôtaine o che è iscritto...! Bisognerebbe rileggere qualche testo di diritto costituzionale e rendersi conto che cosa vuol dire "esecutivo" e che cosa vuol dire "legislativo"!

Allora, questa mozione è da respingere, non per il fatto specifico delle 2.500 copie che sono arrivate a due milioni e mezzo, ma è da respingere perché confonde i ruoli e vuole attribuire al Consiglio regionale cose che sono di competenza della Giunta (che delibera con delibera pubblica, criticabile, pubblicabile). Dopo di che si può chiedere in Consiglio, con verifica di maggioranza, di ritirare la data delibera e di conseguenza - oltre che sul piano linguistico del caso - si possono anche ottenere, indirettamente, dei risultati politici. No? La delibera è pubblica, si viene in Consiglio e si dice: "Il Consiglio regionale revochi o dia mandato alla Giunta - perché non è di sua competenza - di revocare la delibera n. 4, 5, 6", operazione prettamente legittima, ma - dico - i due ruoli non sono gli stessi e non è mai esistito da qualche parte qualcuno che, facendo parte dell'Assemblea, decida dei colori dei capelli, o del colore del libro, o del colore della strada, che deve essere decisa, "sempre", da un Esecutivo.

Nel merito della questione direi che non vale la pena di parlare, sia perché vale specificatamente il piccolo problema di due milioni e mezzo e il grosso problema dell'acquisto vale 150 milioni di lire, forse anche qualche lira di più, divisi in diversi Assessorati, più la Presidenza della Giunta e l'Ufficio Stampa e, su queste scelte, si comprano persino le agende che poi sono distribuite, vero?...dico, non credo che sia il fatto della somma, perché quella somma è comunque verificabile in bilancio - bilancio preventivo e bilancio consuntivo - ed è evidentemente delegato all'Esecutivo di fare certe cose.

Inoltre vorrei dire che non bisogna confondere tra la lingua creola e la creolizzazione, come non bisogna confondere fra la lingua francese e la francesizzazione...sono due concetti completamente differenti! Ecco perché bisogna proprio essere...qualcuno parlava di preistoria, ma qui bisogna essere prima della formazione del mondo, perché la creolizzazione è un linguaggio, è usato come termine di paragone per il fatto di una lingua che non ha delle strutture conosciute e non come lingua creola, anche se Monsignor Gardette può aver detto qualche cosa, in questo caso credo che persino lui sia d'accordo...ben credo, ognuno ha le vocazioni che vuole e questo è un altro ...ma, nel caso specifico, non vedo perché la Giunta regionale - questa Giunta, ma anche le Giunte che verranno - dovrebbe privarsi del diritto specifico che ha l'Esecutivo di presentare una proposta di bilancio con delle somme.

Le poste, come si chiamano...di bilancio, specifiche per certi acquisti o per certe questioni, così come per il diritto postale, viene fuori - per esempio - che il Presidente del Consiglio e il Presidente della Giunta hanno speso troppo per i telegrammi...ma i telegrammi, anche quelli sono degli atti pubblici, sono criticabili, possono essere controllati e quindi, il primo punto della mozione - scusatemi l'espressione - è da respingere perché è assolutamente fuori tema e il secondo punto è un fatto politico e i Consiglieri votino!

Faval (U.V.) - Metto in votazione la mozione di cui al punto n. 48 dell'ordine del giorno.

Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Presenti: venticinque

Votanti: ventidue

Maggioranza. tredici

Favorevoli: sei

Contrari: sedici

Astenuti: tre (Maquignaz, Minuzzo e Pollicini)

Il Consiglio non approva.

Il Consiglio non approva la soprariportata mozione.

La seduta è tolta, il Consiglio sarà convocato a domicilio.

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L'adunanza termina alle ore 18,33.