Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 530 del 29 ottobre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 530/81 - PROBLEMI CONCERNENTI L'APPLICAZIONE AL PERSONALE DIPENDENTE DELLA REGIONE DELLA LEGGE 30 APRILE 1980, N. 18. (Interpellanza)

Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Viberti:

INTERPELLANZA

Venuto a conoscenza di una anomalia verificatasi a causa di un'errata applicazione della legge regionale n. 18 del 1980 per cui pare ci dovranno essere delle restituzioni di denaro, già percepito, da parte di dipendenti all'Amministrazione regionale; si

INTERPELLA

Il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) quanti dipendenti possono essere considerati interessati da questa questione;

2) chi è responsabile, amministrativamente e tecnicamente, dell'eventuale errore commesso;

3) quali conseguenze potrebbero presentarsi in casi di ricorsi al T.A.R.;

4) quali provvedimenti intende mettere in opera o ha già intrapreso il Governo regionale per dirimere la questione;

5) se il Governo regionale intende, nel caso ci fossero, colpire con le sanzioni previste i responsabili.

Presidente - Il Consigliere Viberti intende illustrare l'interpellanza in oggetto che è stata rinviata ieri, su sua richiesta, per l'assenza del Presidente della Giunta che è l'interpellato.

La parola quindi al Consigliere Viberti.

Viberti (DPROL) - Ringrazio il Presidente del Consiglio che mi ha permesso di raggiungere il mio scranno.

Credo che la questione sia molto chiara e che il Presidente della Giunta sia abbastanza grande da poter rispondere in modo preciso alle questioni che vengono poste.

Presidente - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (UV) - Per quanto riguarda i numeri, i dipendenti interessati sono 316 per l'applicazione dell'art. 13, 41 per l'applicazione dell'art. 7, 6 per l'applicazione dell'art. 27, 3 per l'applicazione dell'art. 28 ...

Viberti (DPROL) - Scusi Signor Presidente, può ripetere?

Andrione (UV) - Sì, 316 per l'applicazione dell'art. 13 ...

Viberti (DPROL) - Signor Presidente, vorrei che restasse agli atti che sono ... (fuori microfono incomprensibile) ...

Andrione (UV) - Allora posso ripetere?

Viberti (DPROL) - Ma dipende da lei ... (fuori microfono incomprensibile) ...

Andrione (UV) - Allora, 316 art. 13; 41 art. 7; 6 art. 27; 3 art. 28. Gli artt. 27 e 28 non dovrebbero presentare dei problemi per le nuove persone perché riguardano i dirigenti e con la legge che anche grazie a Viberti è passata recentemente in questo Consiglio, la questione dovrebbe andare a posto. Per quanto riguarda l'art. 13 e anche l'art. 7, la questione è meno importante: non si tratta di un errore, ma di un'interpretazione differente, data in tempi successivi, sia dall'Ufficio personale che dai Sindacati. L'art. 13, nella prima stesura poi contestata dalla Commissione di Coordinamento, recitava: "In sede di applicazione del precedente art. 11, la III classe di stipendio è attribuita al personale che abbia maturato almeno tre anni di anzianità effettiva". Da questa frase, che sembrerebbe chiarissima, sono nate contestazioni, difficoltà, continui paragoni. La Commissione di Coordinamento ha richiesto delle spiegazioni e così l'art. 13 ha ricevuto questa aggiunta: "Per anzianità effettiva si intende la somma dell'anzianità riconosciuta utile ai fini economici del vecchio ordinamento dell'anzianità giuridica maturata con decorrenza dal 3 gennaio 1979".

Viberti (DPROL) - Non ho capito Signor Presidente.

Andrione (UV) - No, qui, scusi per anzianità effettiva ... ma lei l'art. 13 l'ha letto?

Viberti (DPROL) - No, Signor Presidente.

Andrione (UV) - Ma come faceva allora a citarlo ...

Viberti (DPROL) - (fuori microfono del tutto incomprensibile)

Andrione (UV) - ... No, no lasciando perdere le sue funzioni megafoniche, l'art. 13 è qualcosa di reperibile e leggibile!

Questa definizione di anzianità effettiva che, d'intesa, Sindacati e Ufficio del Personale hanno trovato equo per evitare disparità tra i dipendenti, ha fatto sì che 316 dipendenti, per un'interpretazione più ampia, ricevessero troppo denaro rispetto a quello cui avevano diritto. Per quanto riguarda i 41 dell'art. 7, si tratta di una questione di decorrenza: o dal 3 gennaio 1980 o dal 7 luglio 1980, se ricordo bene le date; comunque, tutti d'accordo, si è stabilito di posticipare la data. Ora, in definitiva, il problema è questo: come si fa a recuperare questi soldi dati in più? È un obbligo della Giunta regionale e del Consiglio di recuperarli, perché altrimenti come minimo quella è malversazione; non c'è possibilità di non farlo; d'altra parte, non possono essere recuperati tutti d'un colpo, anche perché i famosi decreti che riguardavano queste persone e che riguardavano un periodo di tempo abbastanza lungo erano diretti "ad personam" e hanno creato delle somme da liquidare abbastanza grosse perché comprendevano arretrati, sistemazione e cose di questo genere. Il recupero perciò viene fatto gradualmente, ratealmente nella misura del 5% del trattamento economico spettante in applicazione del provvedimento stesso, cioè del decreto che riguarda ogni dipendente, al fine di non pregiudicare sull'eccedente necessità del dipendente e dei suoi familiari in considerazione del carattere retributivo delle somme eventualmente indebitamente corrisposte. Questo, in forza di quelle che sono le leggi vigenti sul lavoro. Quindi, non è che si colpisca qualcuno in modo particolare recuperando queste somme immediatamente; d'altra parte si stabilisce il principio del recupero con una rateazione abbastanza lunga. Infine, su questo tipo di interpretazione, come ho detto prima, praticamente i dipendenti e le Organizzazioni sindacali concordano. Quindi sembra che procediamo nel senso giusto.

Presidente - La parola al Consigliere Viberti.

Viberti (DPROL) - Ringrazio il Presidente del Consiglio per avermi concesso di replicare e dico al Presidente della Giunta che non ho afferrato appieno le spiegazioni che lui ha dato. Comunque, sono felice di apprendere che l'Amministrazione regionale non ci rimetterà una lira: questo è il succo di quello che ha detto il Presidente della Giunta. Voglio comunque ... (Interruzione fuori microfono) ... gli interessi? No, no, ma non sono gli interessi che mi preoccupano, è una questione di principio! Figuriamoci, è andata bene che non ero qui fra dieci anni! L'avrei posta comunque questa questione, meno male che ne sono venuto a conoscenza in un tempo ragionevole! Comunque, il Presidente della Giunta non ha risposto a tutte le mie domande; ha risposto alla prima anzi è stato molto preciso ed è andato al di là non solo di quella che era la richiesta ma anche di quella che è la mia conoscenza perché mi ha spiegato che sono interessati da questa questione non solo i dipendenti che ricadono sotto l'art. 13 ma anche quelli che ricadono sotto gli artt. 7, 27 e 28. Ammetto molto sinceramente che non ero al corrente delle questioni concernenti questi articoli, ma soltanto la massa mi aveva investito di questo problema. Il Presidente della Giunta non ha risposto però alla domanda al punto 2), che chiedeva chi è responsabile amministrativamente e tecnicamente dell'eventuale errore commesso. Io non ho preteso di dire che si è trattato di un errore, ma ho chiesto se c'erano dei responsabili per un eventuale errore commesso. Non ha spiegato poi quali conseguenze potrebbero presentarsi in casi di ricorsi al T.A.R.; anche se ha spiegato con quale mezzo l'Amministrazione si premura di rispondere a eventuali contestazioni fatte da parte del Tribunale Amministrativo Regionale; quel sistema di recuperare i fondi è una risposta implicita e non esplicita, perché il Presidente della Giunta non l'ha data esplicitamente in questa sede nell'ipotesi di eventuali ricorsi al T.A.R. e dell'eventuale, inevitabile, decisione rispetto a quella che è la giurisprudenza in merito del T.A.R.

Quali provvedimenti intende mettere in opera o ha già intrapreso il Governo regionale per dirimere la questione l'abbiamo saputo: sono stati fatti dei decreti che danno una risposta; non sappiamo, e noi ci arroghiamo il diritto di dirlo, se questi provvedimenti esauriscono la questione, staremo a vedere. E non ha risposto al punto 5) nel quale si chiedeva se il Governo regionale intende, nel caso ci fossero - perché non abbiamo preteso di dire che ci fossero - colpire con le sanzioni previste - che non sappiamo neppure quali siano - i responsabili.

Di conseguenza, non possiamo dichiararci soddisfatti per la risposta del Presidente della Giunta; non possiamo dichiararci soddisfatti perché non ci cerca un responsabile e soprattutto perché, se un responsabile esiste, esso non verrà punito. Per quello che ci è dato di sapere, delle sentenze in merito a problemi analoghi hanno stabilito che non i democratici popolari, ma comunque qualcuno, deve in qualche modo rivalersi nei confronti di chi ha sbagliato. Noi non chiediamo questo perché non è compito nostro, ma chiediamo al Presidente della Giunta di seguire con attenzione questo problema e di mettere in atto tutti gli opportuni provvedimenti che la legge mette a sua disposizione; e invitiamo il Presidente della Giunta a prendere un appunto con doppio asterisco, e non con semplice asterisco, perché per molto meno ci sono dei dipendenti che hanno ricevuto delle sanzioni, per molto meno, diciamo, da un punto di vista economico che è quello che in questo momento, più che il punto di vista del principio, interessa a questa Amministrazione. Se qualche sasso caduto su una strada o qualche sasso non caduto da altre parti possono permettere di censurare o meno certi dipendenti, è da chiedersi come mai la restituzione di somme così ingenti come quelle che possono interessare 316+41+6+3 dipendenti possano passare inosservate all'attenta supervisione di un Presidente della Giunta che ha un'esperienza di più di sette anni su quella sedia!

Presidente - Passiamo alla trattazione dell'oggetto successivo, la proposta di legge n. 253.

Il Consigliere Viberti ha alzato la mano, vorrei sapere perché.

Viberti (DPROL) - Certamente Signor Presidente, per accertare se non è vero che esiste ancora una delibera da ratificare prima di esaminare una proposta di legge.

Presidente - Cioè, per richiamo al Regolamento?

Viberti (DPROL) - No, signor Presidente, per accertare se esiste ancora una deliberazione per la quale era stata richiesta la presenza del Presidente della Giunta; ed è la prima nell'elenco delle deliberazioni.

Presidente - Giusto, giusto! Ringrazio il Consigliere Viberti per il richiamo. In sede di ratifica era stata rinviata ad oggi, alla presenza del Presidente della Giunta, la ratifica di una deliberazione.