Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 528 del 29 ottobre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 528/81 - INTERVENTI CONSEGUENTI ALLA RECENTE ALLUVIONE IN BASSA VALLE. (Interrogazione)

Presidente - Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Pedrini:

INTERROGAZIONE

Dando atto alla Presidenza della Giunta, all'Assessore ai Lavori Pubblici, all'Assessore all'Agricoltura, ed a tutti i dipendenti regionali operanti nel ramo dell'immediatezza degli interventi in merito all'alluvione del 22-23-24-25-26 settembre 1981 in Bassa Valle;

INTERROGA

il Presidente della Giunta per sapere, dopo i primi ed immediati provvedimenti, che cosa intende fare ed impostare come lavori, per evitare in futuro il ripetersi, sempre più o meno negli stessi luoghi, di queste gravi avversità che sfiorano e talvolta si tramutano in tragedia.

Presidente - Il Consigliere Pedrini tenuto conto del tipo di interrogazione, aveva richiesto la risposta del Presidente della Giunta cui è indirizzata l'interrogazione. Il Presidente della Giunta, pertanto, ha facoltà di rispondere.

Andrione (UV) - Come lei sa, lo studio di tutto il complesso dell'idrografia della Valle d'Aosta è praticamente terminato. Quanto è stato fatto ... (Voci fuori microfono) ... quello che è stato fatto finora, dicevo, - e in casi specifici, in particolare a Fontainemore e a Lillianes dove si sono avuti crolli ma i paesi si sono salvati - è stato un intervento prioritario specifico, subito realizzabile perché vi era una progettazione in materia. A partire dalla prossima campagna, cioè quella dell'82, si procederà in ogni località per piani di bacino, cioè ogni bacino fluviale avrà un piano specifico in base al quale saranno fatti i lavori, che in certi casi potranno continuare anche per cinque o sei anni. Il piano di bacino potrà dare la sicurezza che l'intervento idrogeologico fatto, sotto il profilo dell'organizzazione del territorio è un intervento definitivo.

Per quanto riguarda invece alcuni casi che si sono verificati, c'è sempre da imparare; nei casi che ho citato adesso e in un altro anche a Cogne, anche se sembrava che fosse impossibile, vi sono stati non direi degli errori di progettazione ma degli errori nel non avere completato prima delle piogge il disagro dei torrenti, in particolare per quanto riguarda l'isolotto che rimaneva al centro del Lys a Fontainemore; il non aver avuto il tempo di fare quello che stiamo facendo adesso col nuovo intervento, e cioè tagliare la curva del Lys a Lillianes, in sponda orografica sinistra, ha fatto sì che l'acqua potesse scavare sotto la muratura e di conseguenza provocare dei crolli. Bisogna però dare atto che su oltre 2000-2500 metri di arginatura, i crolli rappresentano grosso modo 70 metri lineari.

Il piano di bacino porterà finalmente una certa sicurezza perché purtroppo, neanche a farlo apposta, in questi ultimi anni ogni volta che vi è una alluvione cambia il torrente pericoloso: avevamo avuto i torrenti di Issime nel '73 e nel '78; quest'anno, con il disagro fatto, questi si sono comportati relativamente bene, ma è venuto su quel torrente che sembrava perfettamente mantenuto, il Bouro, e lei ha visto che disastro ha fatto, come un colpo di ascia, semplicemente perché si è spostato un grosso masso e l'acqua è stata deviata da questa parte.

Ecco, bisogna dire un'ultima cosa: penso che il Consigliere Pedrini ne sia perfettamente cosciente, ma dato che mi è stato spiegato bene quando ho chiesto informazioni in materia, riferisco che le opere possono difendere certamente i passi e le parti principali, però non esiste in senso assoluto un'opera che dia la garanzia del 100%, perché ci sono sempre dei fatti che accumulandosi costituiscono una certa quota di rischio; noi cerchiamo di ridurlo al minimo ma un certo rischio esisterà sempre, specie per un torrente come il Lys che è un colpo di baionetta in mezzo alle montagne.

Presidente - La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (IPLI) - Ringrazio il Presidente di questa risposta che è assai esauriente e che ha messo il dito su una piaga che ormai era in cancrena.

In effetti, quando il Presidente ha parlato del piano di bacino, ha detto proprio quello che mi aspettavo. Ho voluto che il Presidente in persona rispondesse a questa interrogazione perché a lui volevo dire - ed egli mi ha anticipato parlando di questi piani di bacino - che è inutile fare delle piccole opere come sono state fatte in passato: non mi riferisco a quelle di arginatura, che sono state fatte magnificamente bene, e dobbiamo dare atto alla Presidenza e all'Assessore ai Lavori Pubblici che hanno fatto dei lavori meravigliosi; però sono state lasciate fuori alcune cose: ad esempio, a Chichal, c'è un masso che sarà più grosso di questa camera, che è proprio lì in bilico, pericolante, basta un colpetto d'acqua che passa di sotto e viene giù distruggendo le tre case che ci sono sotto e uccidendo gli abitanti. Ora, il concetto che volevo ribadire - e lei mi ha battuto sul tempo - era questo: quando facciamo qualcosa, pur sapendo che ci sono degli imprevisti della natura, dei nostri torrenti e del nostro terreno, cerchiamo però di farlo definitivamente; purtroppo nel passato, per mancanza di soldi e non certo di volontà, abbiamo voluto sempre mettere, come dicono i veneti, "un taccon al buso", e cioè rimediare le varie situazioni via via che si presentano. Io invece ritengo che se il destino vuole che una cosa accada, accadrà; ma almeno sforziamoci affinché i lavori siano fatti come Dio comanda, in modo che la popolazione interessata possa vivere tranquillamente, senza terrore; come il Presidente ha detto, se non avessero fatto quei lavori di arginatura questa volta a Lillianes partiva tutto il paese! Me ne dà atto, perché ha visto su al Breuil che cosa non è! So che c'è andato; anch'io me lo sono scarpinato, quindi so tutto! E do atto all'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey, di essere stato sul posto, di aver visto come stanno le cose e di aver provveduto nei limiti del possibile. L'unica cosa che mi dispiace in mezzo a tutto questo è che qualche volta lei sente la popolazione che la ferma e le dice che c'è una pala in mezzo alla Dora - e questa volta in mezzo alla Dora piuttosto che al Lys - che è là, che non fa niente, che sposta quattro massi e che costa un sacco di milioni, perché questa è la realtà, senza fare assolutamente niente. Io desidererei soltanto che l'Assessore ai Lavori Pubblici dicesse a qualche geometra di controllare ogni tanto queste cose, perché dopo l'alluvione si sono viste un paio di pale, di cui una enorme, in mezzo alla Dora, a Pont-Saint-Martin, per tre o quattro giorni che non facevano assolutamente niente se non prendere dei massi da una parte e spostarli dall'altra e viceversa quando non ce n'era affatto bisogno, e magari sarebbero state necessarie da qualche altra parte! Ora, io capisco perfettamente che l'Assessore è saltato come un grillo da una parte all'altra per poter tamponare le falle, però la gente vede certe cose e viene poi a dirle e non vede il bene che è stato fatto, non vede il sacrificio e i salti mortali che si fanno, vedono il neo e quel neo viene a macchiare tutto il resto! Siccome io so che questo non è, e che in questo speciale frangente è stato fatto tutto il possibile, con materiali, con macchine e con volontà, cerchiamo di riuscire ad eliminare questi nei che poi guastano tutto quando bisogna dare atto invece della realtà dei fatti.

Quindi, concludo dicendo: benissimo ai piani di bacino, li seguiremo da vicino; ringrazio poi la Presidenza della Giunta e l'Assessore ai Lavori Pubblici, Borbey, per quanto è stato fatto per la Bassa Valle, perché questa volta veramente, a parte queste piccole manchevolezze che non dipendono naturalmente da questo Governo regionale, è stato fatto tutto quello che era possibile.