Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 762 del 4 luglio 2019 - Resoconto

OGGETTO N. 762/XV - Interpellanza: "Interventi per la classificazione del Palazzo Cogne di Aosta come "edificio documento"".

Farcoz (Présidente) - Point 35 à l'ordre de jour. Pour l'illustration, la parole au collègue Cognetta.

Cognetta (MOUV') - Con questa interpellanza parliamo dell'edificio chiamato Palazzo Cogne che è stato oggetto di numerose interpellanze, a seguito dei fatti che conosciamo rispetto al suo stato di poca manutenzione e, possiamo dire, discreta vetustà. A seguito di ciò e anche di quello che è accaduto in Commissione mi sono occupato di approfondire la questione da un punto di vista amministrativo e su come è considerato questo edificio rispetto all'interesse storico, in base a quello che viene descritto nel decreto legislativo n. 42 del 2004, che è quello che sostanzialmente norma gli edifici identificando due grosse categorie: gli edifici documento, che sono quelli che normalmente hanno più di settant'anni e il cui costruttore non è più vivente, e quelli invece monumento. Tutti quelli che sono nella prima categoria passano nella seconda, quindi da documento diventano monumento, nel momento in cui gli organi competenti, a seconda del territorio, stilano una relazione e spiegano perché quell'edificio da documento debba passare a monumento.

La differenza non è da poco. L'edificio documento è già di per sé un edificio protetto, ma quando diventa monumento è ovviamente ancora più protetto e sono sicuramente meno le cose che si devono fare. Ma soprattutto aumenta enormemente, oltre al suo valore, anche l'attenzione che deve essere data da parte degli uffici e degli enti preposti all'edificio stesso.

Attualmente Palazzo Cogne è identificato come edificio documento. Visto che è identificato come edificio documento e visto che c'è stata una serie di discorsi, di illazioni, di questioni riguardanti il palazzo stesso, qualcuno vuole fare un'operazione immobiliare, qualcuno vuole fare il palazzinaro e cercare di chissà cosa metterci dentro, io credo che si debba invece ragionare sul trasformarlo da documento a monumento. Qualora diventasse monumento avrebbe una serie di vantaggi fiscali, ma non solo: ci sarebbe la possibilità di ottenere da parte dell'Amministrazione dei finanziamenti statali e anche europei per fare degli interventi fattivi su questo edificio e renderlo sicuramente un bene molto importante da restituire poi alla società, una volta sistemato, in maniera tale che finalmente tutti ne possano usufruire nel modo più giusto e corretto, facendolo diventare appunto un monumento.

Con questa interpellanza chiedo se gli uffici hanno già iniziato il percorso, o se hanno intenzione di iniziarlo, che sarebbe quello di verificare se ci sono i requisiti da un punto di vista artistico e storico. Soprattutto chiedo se l'Assessore conosce quali siano i benefici che eventualmente si attiverebbero qualora diventasse e venisse classificato come monumento e, a quel punto, se tutti i contratti di affitti, tutte le questioni che sono successe non solo per quanto riguarda il CCS Cogne ma per tutto l'immobile, abbiano poi tenuto conto negli anni per lo meno del fatto che sia stato documento, perché, come detto prima, anche l'edificio documento è sottoposto a vincoli. Una cosa è certa: fino a oggi la manutenzione non è stata fatta granché, perché ci sono infiltrazioni d'acqua che partono dal tetto e arrivano agli scantinati. Quindi di sicuro la manutenzione, per quanto riguarda per lo meno la parte fino a oggi chiara, cioè che l'edificio è documento, non è stata fatta o è stata fatta molto male.

Io però penso che sia giusto fare un passo ulteriore, farlo diventare monumento, sistemarlo definitivamente e questo sgombrerebbe completamente il campo da qualunque tipo di illazione, da qualunque tipo di retro pensiero e restituirebbe ai cittadini di sicuro un qualcosa di interesse storico per tutta la cittadinanza.

Président - Pour la réponse, la parole à l'assesseur Borrello.

Borrello (SA) - L'argomento che lei ha posto all'attenzione dell'Aula si sovrappone su più assessorati, perché c'è un aspetto di carattere patrimoniale, un altro di tipo urbanistico - l'identificazione all'interno di una pianificazione urbanistica dei comuni e quindi con le strutture legate all'urbanistica regionale per quanto riguarda le definizioni di carattere generale - e c'è una valutazione rispetto al contesto dei beni culturali, quindi siamo all'interno della sovrintendenza ai beni culturali.

Cercherò di rispondere puntualmente rispetto alle tematiche che lei ha posto, giustamente inquadrate all'interno del decreto legislativo n. 42 del 2004. Lei chiede se gli uffici si sono attivati, quindi lei già pone in maniera molto corretta tutta una serie di procedure di carattere amministrativo rispetto ai percorsi attuati nel margine di manovra del decreto legislativo. L'articolo 10 del decreto legislativo n. 42 del 2004 indica la definizione di bene culturale. Nello specifico il comma 1 dell'articolo 10 recita: "sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle Regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché a ogni altro ente e istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti che presentano interesse artistico, storico, archeologico e etnoantropologico". Questo, associandolo all'articolo 12 da lei citato, a una finalità cautelativa di salvaguardia dei beni pubblici di autore non più vivente la cui esecuzione risalga a oltre settant'anni - su tali beni infatti vige un vincolo di tutela ai sensi del decreto legislativo citato, quindi c'è un vincolo di tutela e il combinato disposto comporta questo tipo di ragionamento - fino a ultimazione dell'iter di verifica di interesse culturale del bene, con il quale il vincolo può essere confermato o, in caso negativo, rimosso liberando l'immobile da ogni azione di tutela diretta. Quindi a oggi, per il combinato disposto di cui all'articolo 10 comma 1 che ho citato io e all'articolo 12 comma 1 che ha citato lei, il Palazzo Cogne è da ritenersi a tutti gli effetti classificato bene culturale, in quanto si tratta di immobile di proprietà della Regione, opera di autore non più vivente la cui esecuzione risale a oltre settant'anni.

La sua seconda domanda: "se è sua intenzione, qualora non si siano ancora attivati gli uffici preposti, di dare indicazioni affinché si attivino al più presto circa l'ottenimento della classificazione citata in premessa". Tenuto conto di quanto evidenziato al punto precedente, perché in automatico il combinato disposto comporta questo tipo di ragionamento, si ritiene che allo stato attuale delle cose la tutela del fabbricato sia garantita, essendo il palazzo sottoposto alle disposizioni, come da lei citato, del decreto legislativo n. 42 del 2004. Potrà tuttavia essere predisposta una valutazione puntuale dello stabile al fine di aggiornare la valutazione, ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004 e la classificazione dell'edificio sarà posta in essere al piano regolatore comunale.

Per quanto riguarda il ragionamento dei benefici fiscali, ovviamente abbiamo richiesto agli uffici competenti informazioni in tal senso. I benefici fiscali sono previsti nel caso di interventi relativi ai beni posti sotto tutela - quindi ci siamo proprio per il combinato disposto che le dicevo precedentemente - e sono debitamente tenuti in considerazione dai diversi uffici regionali, in relazione alle competenze assegnate. Qualora si preveda l'esecuzione di interventi sull'immobile, sarà cura degli assessorati e dei relativi uffici competenti porre in essere tutte le procedure necessarie per beneficiare delle agevolazioni previste.

L'ultima domanda che lei pone: "se la natura di bene tutelato ai sensi del D.Lgs 42/2004 è stata tenuta in considerazione nella stipula del contratto d'uso sottoscritto con gli attuali occupanti dell'immobile, alla luce degli interventi eseguiti, delle attività in esso effettuate e della gestione in generale dell'immobile stesso". La legislazione vigente in materia di tutela dei beni culturali, prima del decreto legislativo n. 42 del 2004 e lo stesso decreto sino al 2011, ponevano come termine temporale i cinquant'anni per considerare i beni culturali gli edifici di proprietà pubblica e opera di autore non più vivente. Dal 2011 il termine è stato esteso a settant'anni. Considerato che il Palazzo Cogne è stato costruito nel 1939 e che nel 1990 è stato acquisito nel patrimonio della Regione, è risultato, per effetto del combinato disposto di cui sopra, bene culturale a tutti gli effetti. Di conseguenza, da allora e indipendentemente dalle forme di contratto d'uso, il palazzo è sottoposto alle disposizioni stabilite dalla legislazione vigente in materia di tutela dei beni culturali.

Queste sono le risposte più di carattere tecnico. Di qualsiasi altro tipo di valutazione ne prenderemo atto e la inoltreremo alla sovrintendenza dei beni culturali.

Président - Pour la réplique, la parole au collègue Cognetta.

Cognetta (MOUV') - Assessore, abbiamo chiarito una cosa: è di sicuro un bene di interesse culturale. Lo abbiamo chiarito, ma le perizie che abbiamo visto e le altre che ho chiesto e che approfondiranno sicuramente l'argomento ci dicono che non è stato trattato come un bene di pregio, perché è stato lasciato andare completamente. Questo è un dato di fatto, quindi l'interesse che c'è rispetto a quel bene è stato molto scarso, per non dire inesistente. Allora credo che si debba porre rimedio a tutto questo nel più breve tempo possibile.

Fra l'altro, mi sono informato: diversi anni fa, intendo dire fra il 2008 e il 2010, c'erano dei fondi previsti per sistemare quel palazzo, fondi che poi sono stati tolti e non sono stati utilizzati. Ora c'è un problema: sta cadendo a pezzi e che vogliamo fare? Secondo me il primo suggerimento che si potrebbe dare agli uffici è di trasformarlo, appunto facendo un'analisi, in un monumento e, qualora non si dovesse fare per questioni, legate all'immobile stesso, mettere comunque dei fondi, perché è già un bene di interesse culturale e sistemarlo sarebbe direi più che urgente, indipendentemente da tutte le diatribe che ci sono dentro agli occupanti dell'immobile. Perché se questo qui è l'interesse che abbiamo verso i nostri beni, allora lei capisce che ci vantiamo di fare tanti interventi, ma poi quelli importanti non li facciamo.

Abbiamo speso soldi per tantissime cose e ne abbiamo tralasciate altre altrettanto importanti, per non dire forse più importanti, perché alla fine quello rappresentava un simbolo. Abbiamo fatto interventi su cose, magari nei paesi o in giro, che sembravano importanti e quello l'abbiamo lasciato da parte, con il risultato di ciò che accadde oggi. Quindi la pregherei - lei, gli altri assessorati, vedete voi chi - di dare seguito a quello che scrive anche una dirigente, in questo caso dell'Assessorato ai beni culturali, rispondendo al comitato Lou Biens dë Dzë, il quale ha chiesto delucidazioni proprio su questo argomento. Questo dirigente ovviamente dice: "in risposta alla richiesta di informazioni di cui all'oggetto - l'oggetto era la richiesta di capire com'era la classificazione e che cosa si poteva fare - considerato che l'edificio denominato Palazzo Cogne risulta essere costruito agli inizi degli anni quaranta - tutto quello che sappiamo - tenuto conto che l'autore al quale viene attribuito il progetto originario non è più vivente - quello che abbiamo detto fino ad adesso - si comunica che, nelle more di una verifica di interesse culturale, ai sensi dell'articolo 12 del medesimo decreto, l'edificio in questione è da ritenersi bene di interesse culturale". Nelle more della verifica: ma quando si fa questa verifica? La fate? Non la fate? Io vi pregherei di farla, di dare mandato agli uffici di fare questa verifica, di darcene poi comunicazione, se farlo diventare monumento o se deve restare così com'è. In entrambi i casi non è stato trattato come un edificio storico, perché è stato fatto di tutto lì dentro e i sopralluoghi che abbiamo fatto lo dimostrano chiaramente, non è stato assolutamente trattato per quello che è.