Oggetto del Consiglio n. 759 del 3 luglio 2019 - Resoconto
OGGETTO N. 759/XV - Interpellanza: "Contrazione di posti di lavoro nella scuola valdostana a seguito del calo delle iscrizioni degli alunni al primo anno di ogni ordine e grado".
Rini (Presidente) - Punto 33 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola alla collega Minelli.
Minelli (RC-AC) - Come tutti sappiamo, a seguito delle iscrizioni al primo anno delle scuole di ogni ordine e grado si è registrato nella nostra regione un calo che è molto significativo. I dati ci parlano di 331 alunni in meno rispetto allo scorso anno scolastico. È peraltro una situazione che non riguarda soltanto noi. È una diminuzione che interessa tutte le regioni del nostro Paese, tranne l'Emilia Romagna che, tra l'altro, attua da sempre degli interventi di sostegno alle famiglie e delle politiche educative che sono considerate innovative e all'avanguardia; politiche innovative che sono basate tra l'altro anche sull'integrazione degli studenti stranieri con dei risultati molto positivi. Il calo d'iscrizioni in Valle d'Aosta interessa in modo più preoccupante le scuole dell'infanzia ed è ovvio che negli anni a venire si tradurrà sui successivi gradi d'istruzione che sono già in parte in sofferenza. Il prossimo anno dovrebbero essere perse sei classi nella scuola secondaria di secondo grado. La ripercussione sarà ovviamente anche una perdita, una contrazione di posti di lavoro che andrà a incidere su una situazione occupazionale che è già di per sé critica. I dati relativi ad alcune realtà in ambito nazionale ci dicono che sulla diminuzione delle iscrizioni può talvolta anche incidere la scelta di privilegiare l'educazione parentale. L'educazione parentale un tempo era diffusa, poi è praticamente scomparsa. Adesso viene di nuovo considerata una soluzione valida, tra l'altro, anche da dei genitori che non intendono vaccinare i loro figli. Non abbiamo dei dati... Almeno io non conosco i dati a disposizione nella nostra regione in questo senso. In altre realtà è stato verificato che c'è una correlazione. Un altro dato che non è di quest'anno, ma che si riferisce agli anni precedenti, ci dice che, soprattutto fra i residenti in Bassa Valle, sono stati diversi quelli che hanno scelto d'iscriversi a degli istituti secondari superiori fuori Valle. Noi crediamo che l'attuazione di politiche di sostegno alle famiglie con figli che sono in età scolare e la scelta di puntare alla scuola pubblica è una scelta vincente, ma anche le statistiche ritengono che la scuola pubblica di qualità è una delle misure che determinano anche il successo scolastico degli alunni. Fatte queste premesse, quello che si vuole conoscere riguarda questi quattro punti: i dati relativi all'educazione parentale nella nostra regione, se sono disponibili e se si sa come questo fenomeno incida e anche se è possibile - mi rendo conto che questo è più difficile - stabilire un rapporto tra la scelta dell'educazione parentale e la scelta di non procedere alle vaccinazioni dei bambini. La seconda domanda riguarda i dati relativi al numero di studenti che frequentano o che anche quest'anno hanno fatto l'iscrizione per gli istituti secondari di secondo grado fuori dal territorio regionale e, in conseguenza, quali sono le azioni che l'Amministrazione vuole porre in essere per affrontare quella che sarà - che è già ma che sarà - una contrazione di posti di lavoro che nei prossimi anni rischia di determinarsi nella nostra regione, con un particolare riferimento anche ai criteri di distribuzione degli organici. Infine, perché è una cosa in cui io credo, quello che si vuole sapere è se c'è l'intenzione di avviare un piano articolato di sostegno alla scuola pubblica che tenga conto anche della proiezione dei dati demografici, che ci sono, e quindi, per fare una programmazione per il futuro, bisogna attenersi a questi dati, prevedendo anche un ripensamento dei criteri di distribuzione degli organici, che sappiamo essere uno dei problemi che, a più riprese, vengono sollevati.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Certan.
Certan (AV) - Grazie, collega Minelli. Per quanto riguarda la prima domanda sull'incidenza dell'educazione parentale nella nostra regione, da una ricognizione effettuata con le istituzioni scolastiche in questi giorni, risulta che il numero di bambini in istruzione parentale per il corrente anno scolastico è pari a 29. Ma non è possibile stabilire un rapporto tra il predetto numero e la scelta di non procedere alle vaccinazioni dei minori, trattandosi di un grado scolastico nel quale la mancata effettuazione delle vaccinazioni non preclude l'accesso al servizio scolastico, come invece avviene nella scuola dell'infanzia, che però non è obbligatoria. Inoltre le motivazioni alla base della scelta dell'istruzione parentale non devono essere esplicitate dalla famiglia, per cui non è possibile stabilire quali sono le motivazioni.
Per quanto riguarda la seconda domanda, "i dati relativi al numero di studenti che attualmente frequentano o si accingono a frequentare istituti secondari di secondo grado fuori dal territorio regionale". Degli alunni che hanno frequentato la classe terza della scuola secondaria di primo grado in Valle d'Aosta nel corrente anno scolastico (1153, di cui 151 delle scuole di Verrès e Pont-Saint-Martin) 15 risultano iscritti in istituzioni scolastiche di scuola secondaria superiore per l'anno scolastico 2019-2020, situate al di fuori del territorio regionale, di cui 12 provenienti da scuole di Verrès e Pont-Saint-Martin, si sono iscritti nelle scuole d'Ivrea. Rispetto al triennio precedente si è assistito a un calo di circa il 50% poiché gli alunni iscritti fuori Valle nell'anno scolastico '18/'19 erano 18, nell'anno scolastico '17/'18 erano 37 e nel '16/'17 erano 34.
Per quanto riguarda le domande tre e quattro a cui ho cercato di rispondere insieme, perché riguardano la parte diciamo degli organici - la sintetizzo così - la regione Valle d'Aosta adotta criteri e parametri di definizione degli organici del personale docente nettamente migliorativi rispetto a quelli nazionali. Tali criteri e parametri, seguiti dalla Regione, tengono conto delle peculiarità e delle esigenze del sistema scolastico regionale e sono volti all'innalzamento e ampliamento dell'offerta formativa. Inoltre vengono applicati volta per volta per stabilire le dotazioni organiche del personale docente di ciascun anno scolastico in relazione all'entità della popolazione scolastica, alla sua distribuzione tra le diverse scuole e/o agli indirizzi di studio delle istituzioni scolastiche dipendenti dalla Regione. Questo fa sì che ci sia un modello di dotazione organica molto più aderente alla realtà di ogni anno e non, come avviene a livello nazionale, si decide per 3 anni e per 3 anni quell'organico è bloccato, mentre noi ogni anno andiamo a vedere le varie realtà e le necessità. La bontà dei criteri stabiliti non viene meno nel caso di diminuzione dell'entità della popolazione scolastica, posto che gli stessi sono stati definiti con lo scopo di rendere costantemente adeguato e funzionale il numero di posti d'insegnamento assegnati rispetto al fluttuare del numero di alunni iscritti. Quindi in base alle iscrizioni è chiaro che poi si stabilisce l'organico degli insegnanti. La lamentata grave contrazione di posti di lavoro potrebbe comunque riguardare la sola riduzione di assunzioni a tempo determinato, diciamo per le cosiddette supplenze, in quanto il personale assunto a tempo indeterminato, cioè quelli di ruolo, conserva il rapporto di lavoro anche quando vi è una situazione di esubero dell'organico, credo che venga ancora definito "a disposizione della scuola o dell'istituzione". Condividiamo il fatto che la natura del calo delle iscrizioni che sta interessando già da alcuni anni le scuole dell'infanzia e primaria e che si sposterà, come lo ha ricordato lei, poi sulla scuola secondaria, è conseguenza diretta del calo demografico. Per dare un numero, molto di massima, su 15.000 studenti i 44 (29 dell'istruzione parentale e 15 degli spostamenti fuori Valle) rappresentano lo 0,29%, mentre il calo, come ha detto lei, delle iscrizioni nelle prime classi è di 340 alunni ogni anno, soprattutto negli ultimi due-tre anni. Il calo d'iscrizioni, pur determinando una riduzione dei posti comuni delle relative dotazioni organiche, non ha comunque finora prodotto contrazione di posti di lavoro e ciò per effetto dell'aumento negli ultimi anni dei pensionamenti e della mobilità che interessano il settore del personale docente. A titolo di esempio, nell'anno scolastico '17/'18 la dotazione organica della scuola dell'infanzia ha subito un calo di 14 posti, ma sono comunque state disposte 7 nuove assunzioni in ruolo, mentre nella scuola primaria, a fronte di un calo di 4 posti, sono state disposte 39 nuove assunzioni in ruolo; cioè effettive sarebbero 31, per mancanza di candidati idonei. Nell'anno scolastico '18/'19, a fronte di un calo di ulteriori 14 posti dell'organico nella scuola dell'infanzia, sono state disposte due nuove assunzioni, mentre nella scuola primaria, a fronte di un calo di ulteriori 10 posti, sono stati disposte 20 nuove assunzioni, effettive 16, sempre per mancanza di candidati idonei. È importante segnalare che complessivamente le dotazioni organiche non stanno subendo un calo proporzionale al calo demografico, perché purtroppo, e dico "purtroppo" sottolineandolo, pur diminuendo le iscrizioni sta costantemente aumentando il numero di alunni con disabilità e ciò determina un aumento della dotazione organica dei posti di sostegno. Si è passati da un numero complessivo di 166 posti di sostegno nell'anno 2011-2012 a 230 posti attivati nel corrente anno scolastico, con conseguenti nuovi posti di lavoro. Questo è chiaramente uno dei dati e dei passaggi che comunque stiamo prendendo in carico e stiamo monitorando, perché a mio avviso è comunque un dato che va letto e che va dettagliato meglio. Merita anche segnalare che i riflessi sul settore scolastico derivanti dal calo delle nascite sono oggetto di attenzione da parte dell'amministrazione scolastica e in particolare nel corso del 2019 è prevista l'effettuazione di un'analisi di dettaglio da parte della competente struttura sulla situazione relativa alle scuole, in particolare alle scuole di montagna dell'infanzia e primaria, nonché dei restanti plessi; essa è, diciamo, uno degli obiettivi assegnati alla struttura. Quest'analisi è volta ad acquisire tutti gli elementi ordinamentali, organizzativi e di spesa utili a valutare quale intervento operare in riferimento all'obiettivo strategico del programma di governo. Il riferimento è relativo alla tutela e salvaguardia delle classi scolastiche in generale, ma anche delle scuole di montagna e, oppure, delle pluriclassi, ma direi a un'analisi anche più puntuale di tutta la situazione nel territorio. Inoltre, con un'interpellanza nello scorso Consiglio, abbiamo preso in considerazione anche tutte le valutazioni che cercheremo di fare con un gruppo di lavoro riguardo alle politiche per la famiglia, quest'interpellanza era leggermente parallela, però è evidente come anche questi aspetti vadano tenuti in considerazione e li metteremo a confronto.
Presidente - Per la replica, la parola alla collega Minelli.
Minelli (RC-AC) - Grazie all'assessore per i dati che ci ha fornito. Per quanto riguarda l'istruzione parentale, il dato è di 29 bambini - presumo che si tratti di bambini in età entro la scuola primaria - non è effettivamente un dato elevato. Come ho capito, non c'è esplicitazione delle motivazioni che riguardano l'istruzione parentale. Credo però che, non nell'immediato, sarebbe forse possibile riuscire ad avere le informazioni di cui ho fatto richiesta con l'incrocio dei dati relativi alle vaccinazioni. Però mi rendo conto che su questi numeri... Non è possibile per la privacy, ma mi rendo conto che su questi numeri comunque non è un dato che inciderebbe in maniera sensibile. Per quanto riguarda i dati relativi agli studenti che frequentano scuole di secondo grado fuori dalla nostra Valle, io avevo in mente i dati del periodo precedente e il calo del 50% in quest'ultimo periodo è un calo significativo. In prospettiva, soprattutto facendo riferimento alle realtà territoriali della bassa valle, credo che sia importante per l'Amministrazione fare una riflessione sulla promozione di quella che è l'istruzione secondaria di secondo grado nella nostra regione. Esistono delle realtà attrattive che spesso poi sono, dal mio punto di vista, quasi più uno specchietto per allodole che non una situazione di reale diversità e di situazione migliore rispetto alla nostra situazione. Ho presente la situazione dei licei di Ivrea che dal punto di vista poi dei risultati - e ci sono anche i rapporti che ce li danno quelli della fondazione Agnelli, quelli di cui abbiamo discusso altre volte - non ci mettono in una situazione poi così negativa rispetto alle realtà fuori territorio regionale.
Però è nostro compito, a mio avviso, fare in modo che ci sia una valorizzazione della situazione regionale. Una valorizzazione che passa anche attraverso una serie di servizi che sono: servizi di trasporto, servizi complementari all'istruzione e che attualmente mancano. Parliamo sempre anche della questione del convitto, della possibilità degli studenti di fermarsi. Sono tutte questioni che vanno considerate nell'ambito di un progetto, di un programma di valorizzazione della scuola pubblica. Per quanto riguarda gli organici, è vero che la situazione in Valle d'Aosta rispetto a quella nazionale è diversa. Anche qui però io credo che vada fatta una valutazione molto più articolata sulla possibilità della Valle d'Aosta - che ha la potestà primaria in materia di pubblica istruzione - di rivedere anche alcuni parametri che in passato sono stati a mio avviso troppo stringenti. La questione del calo demografico è ovviamente una questione che non può dipendere esclusivamente dall'Amministrazione, però - ne abbiamo già discusso lo scorso Consiglio - è importante che anche in questo senso, per quello che riguarda il sostegno alle famiglie, è una riflessione da fare perché il futuro ci vedrà comunque con una contrazione di popolazione, proprio di popolazione. A questo proposito faccio presente che ci sono delle scuole che rimangono - poi l'Assessore lo sa benissimo - aperte anche perché c'è la presenza di alunni che provengono da altri paesi e anche su questo secondo me dovrà essere fatta una riflessione.
Per quanto riguarda una delle ultime informazioni date: l'impossibilità di avere di aver completato le assunzioni per mancanza di candidati idonei, ecco questa è una questione, secondo me, particolarmente preoccupante e anche in questo senso una riflessione sulla facoltà di Scienze della Formazione della nostra regione andrà fatta, perché è da un po' di tempo che abbiamo una situazione di questo tipo e, a mio avviso, è particolarmente preoccupante.
Presidente - Colleghi, vista l'ora, chiudiamo qui i lavori del Consiglio regionale, che riprenderà domani mattina alle ore 9:00. Buonanotte a tutti.
La seduta termina alle ore 22:02.
