Oggetto del Consiglio n. 506 del 26 ottobre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 506/79 - Ritiro della mozione concernente: "Modificazione della delibera consiliare n. 208, in data 4 aprile 1979, in materia urbanistica".
Mozione
In riferimento alla deliberazione n. 208, approvata dal Consiglio regionale nell'adunanza del 4 aprile 1979, avente per oggetto: "Integrazioni e modificazioni della deliberazione consiliare n. 203 del 19.5.1977, concernente: "Approvazione delle classi di Comuni, in rapporto all'effetto urbano, e delle relative tabelle parametriche, in attuazione dell'art. 5 della legge statale 28.1.1977, n. 10", si è posto in sede di attuazione un problema interpretativo di una certa rilevanza.
Tale problema riguarda il periodo finale della deliberazione, là dove si stabilisce che "i coefficienti correttivi verranno applicati alle concessioni assentite...".
La frase "assentite" ha posto non pochi problemi interpretativi sia a livello giuridico, sia a livello degli uffici regionali competenti e ha dato origine a vertenze sul piano legale.
Quanto sopra premesso, in via di interpretazione autentica della precitata deliberazione,
Il Consiglio regionale
Delibera
di modificare come segue il capoverso finale della propria deliberazione n. 208 del 4 aprile 1979:
"i coefficienti correttivi sostituiti con il presente provvedimento verranno applicati alla data del rilascio delle concessioni dopo quindici giorni dal ricevimento da parte dell'organo regionale di controllo della deliberazione comunale di approvazione dei coefficienti stessi, sempre che non sia intervenuto decreto di annullamento".
Aosta, 28 giugno 1979
Il Consigliere regionale
F.to: Ferruccio Lustrissy
Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - Si tratta, più che altro, di una normativa che ha dato luogo, in sede interpretativa, a diverse formulazioni, per cui si rischia di lasciare indeterminata questa famosa data, dalla quale dovrebbero decorrere gli oneri a carico di chi ha la concessione edilizia. Perciò la proposta è semplice e si tratterebbe di interpretare, in via autentica, questa delibera del Consiglio regionale, in un modo tale che non ci siano più dubbi...almeno, mi sembra che così formulata non ci dovrebbero essere più dubbi interpretativi, anche se vi è stata una lettera circolare dell'Assessorato al Turismo, che è preposta all'attuazione di questa deliberazione, al controllo degli atti esecutivi e, di per sé, introduce già un concetto chiarificatore. Sappiamo benissimo, però, che le circolari...quando si va in sede dove si deve discutere, in sede giurisprudenziale...certe circolari sono interpretate e non sono tenute nel dovuto conto da parte di chi deve decidere.
Sarebbe pertanto opportuno, secondo me, chiarire questo concetto, introducendo questa data precisa di rilascio della concessione edilizia, in quanto, in tutte le norme edilizie che ho avuto modo di vedere, si parla sempre di "atto di rilascio", "data di rilascio", per la concessione edilizia. "Assentita" è un termine che, sul piano lessicale, si presta a molte interpretazioni, per cui è difficile - per chi deve interpretarlo, nonostante la lettera circolare dell'Assessorato - avere la certezza di quello che fa. Non è che io voglio arroccarmi su questa posizione, ritengo opportuno fare questo chiarimento, se il Consiglio lo ritiene opportuno.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? Ha chiesto la parola l'Assessore Ramera.
Ramera (D.C.) - Dunque, è una mozione che giace da cinque mesi, confesso che non ho neanche più gli appunti che mi ero preso per rispondere. Comunque, sotto certi aspetti, forse il Consigliere Lustrissy ha ragione - sotto certi aspetti - perché effettivamente, diciamo, il problema dei coefficienti ridotti ha posto in difficoltà vari Comuni. Ma li ha posti in difficoltà, soprattutto, nei confronti di chi ha anche atteso volutamente, perché anche la legge che correggeva gli oneri è andata avanti, purtroppo...Salvadori parla di "tempi romani", ma io vedo che alle volte noi abbiamo dei tempi nostri che sono di gran lunga più lunghi...però, noi abbiamo inviato anche una circolare esplicativa.
Perciò, per me, come confesso che è giusto giocare anche sul termine che richiama il Consigliere Lustrissy, la disputa lessicale "assentito"...però "assentito" è il momento in cui un organo concede qualche cosa. Chi lo richiede - perché viene a sapere che un provvedimento giace in discussione da mesi, un provvedimento, sul quale potrebbe giocare per pagare metà degli oneri di urbanizzazione - naturalmente lo interpreta a modo suo, anche se potremmo fare una disputa, appunto di carattere del genere, e andare - non c'è neanche l'Accademia d'Italia - ...adesso per vedere se effettivamente il vocabolo adoperato è esatto. Naturalmente la disputa è tutta lì, nella data, perché chi doveva ritirare la licenza, non l'ha ritirata volutamente, sperando di pagare la metà, mentre il Comune, naturalmente, pretendeva gli oneri che gli spettavano al momento della concessione.
La discussione, quindi, sarebbe semmai sul rilascio, più che "assentita" anche sul rilascio - poiché se io rilascio una cosa e poi nessuno la viene a ritirare, per me è rilasciata, quindi, a un certo momento, quello era il dovuto da versarsi nelle casse comunali. È chiaro che ogni volta che si fa una legge - lo vediamo anche per aumenti al personale, per pensioni, eccetera - c'è chi è fortunato perché è andato in pensione il giorno prima della legge e quello che va, magari, il giorno dopo e si trova fregato o viceversa.
Però quello che dice Lustrissy, sotto un certo aspetto per favorire i Comuni che facciano le delibere ad hoc, è logico, ed io, sotto quell'aspetto, di raccomandazione, non proprio impegnativo - se me lo consentisse Lustrissy - vorrei fare una seconda circolare esplicativa che dica che, dal momento che la legge è praticamente approvata, i Comuni devono uniformarsi a fare le delibere. Altrimenti, se un Comune aspetta sei anni a uniformarsi alla legge, in quel Comune che cosa accadrà? Il caos, molto probabilmente, perché chi pretende di avere il rilascio della concessione dice: "Io aspetto sempre che ci sia il correttivo voluto dal Consiglio regionale, non quello proposto in precedenza". Chiederei questo al Consigliere Lustrissy (che effettivamente ha messo il dito su un problema scottante per vari Comuni); però, se me lo consente, lo accetterei come raccomandazione per esaminare, in maniera determinante per i Comuni, la data da cui, entro cui devono uniformarsi. Questo per evitare che 50 Comuni adottino l'altra legge e gli altri 24 aspettino magari due o tre anni o dopo le elezioni, se non altro per non bruciarsi, magari, in questi sette o otto mesi, i favori dell'elettorato.
Faval (U.V.) - Altri? La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (P.S.I.) - Io volevo solo riferire - e gli altri componenti la Commissione Affari Generali e Urbanistica potranno confermarlo - che quando si è discusso in Commissione su questo argomento, in merito al termine "assentito", si voleva indicare il momento in cui il Sindaco comunica che la pratica edilizia è stata completata e che è solamente sufficiente il versamento dei contributi previsti dalla legge n. 10 affinché la concessione possa essere rilasciata. Quindi il Consiglio regionale può anche dare un'interpretazione diversa a questo termine, ma in Commissione l'intenzione era quella; volevo solo precisarlo, perché potrebbe essere utile alla discussione.
Faval (U.V.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Ramera l'ha già detto, in un certo senso, Nebbia lo ha sottolineato in un altro senso: la nostra preoccupazione è di stabilire la par condicio fra i cittadini e, di conseguenza, l'uguale trattamento, e "uguale trattamento" vuol dire anche data certa; la data certa è quella nella quale l'organo preposto, il Sindaco, ha firmato la concessione specifica. Perché, per assurdo, in questa materia che continuerà a essere in evoluzione - ci saranno nuove leggi, ci saranno nuove definizioni e tutto quanto - il Consigliere regionale, che sa che è in gestazione qualche provvedimento, potrebbe ritardare il ritiro - si noti bene - "il ritiro" della concessione, e quindi l'applicazione di un onere differente a carico, o viceversa, accelerare il ritiro della concessione perché si sa che l'onere potrà essere aumentato.
Di conseguenza, quanto diceva Nebbia della Commissione Affari Generali e quanto è la preoccupazione della Giunta, è quella di agire come se il provvedimento deliberativo del Consiglio, o la legge in questione, intervenga a ghigliottina; tutto quello che...paga secondo quella che è la regola del passato, tutto quello che è dopo quella certa data, paga secondo la nuova regola; la legge n. 10, che ha stabilito dei termini di passaggio, aveva comunque, un pochino questo stesso scopo, perché la "765", che invece aveva stabilito quella sciagurata norma per cui tutte le licenze, allora, sono state date nel mese di agosto, nel 1968, è stato un disastro nazionale, il famoso "x", famoso in quel senso.
Quindi - riprendendo quello che diceva Ramera, noi possiamo capire le preoccupazioni che ci sono dietro a questa mozione, che solleva un problema reale - rimaniamo dell'idea che, quando una Commissione edilizia comunale ha dato il suo parere favorevole e il Sindaco ha firmato la concessione, gli oneri sono datati a partire dal momento della concessione. Questo vale oggi, rispetto a una delibera di Consiglio regionale in diminuzione, ma domani, e in un domani che magari è...e per legge nazionale, varrà anche per delibere o per leggi in aumento. Sia ben chiaro, perché se noi oggi accettassimo una giurisprudenza per la quale chi attende paga secondo al momento in cui ritira, domani certamente verrà fuori, da qualche parte, la mozione per la quale quello che è arrivato in ritardo dice: "Ma come, a me fate l'ingiustizia di farmi pagare più caro?"...e, scusatemi, non è quindi stabilita una certa data sul problema. E specifico che c'è anche un ricorso, un vasto, simpatico, ricorso al TAR. Dichiaro - a nome della Giunta - che quale che sia la decisione del TAR, ricorreremo al Consiglio di Stato; perché questa è materia estremamente delicata e soltanto il Consiglio di Stato potrà dire come si applica la legge.
Per quanto ci riguarda, siamo convinti che la data che fa certezza sia quella della firma del Sindaco e non quella del ritiro, atto volontario che può essere, più o meno, anticipato a seconda di interessi personali che, nel caso specifico, non devono essere presi in conto.
Quindi, ribadendo quanto diceva Ramera, se il proponente della mozione è d'accordo, la accettiamo come raccomandazione; siamo anche disposti - io penso l'Assessore sia disposto - a un incontro specifico sulla materia, con la Commissione Turismo che possa specificare, migliorare, insomma, dare istruzioni più precise, e poi possiamo portarla in Consiglio come ulteriore delibera e...quella circolare.
Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - Mah! Vedo che su questo problema non c'è molto interesse da parte del Consiglio! Io pensavo...almeno, ho avuto la presunzione di pensare che fosse un problema importante...invece penso che il problema, così com'è stato discusso, ha disatteso un pochino le mie aspirazioni.
Io potrei essere d'accordo nel ritirare la mozione con questo intendimento: che l'Assessore preposto al Turismo, in sede di Commissione, o nel corso della prima riunione della Commissione, vorrà gentilmente convocarmi quando si prende in esame questa problematica, per meglio definire la questione.
È vero quello che dice il Presidente, che sotto questo aspetto...diciamo "lessicale", si pongono dei problemi di natura "tangenziale", scusatemi questo aforismo, così un pochino..., però in tutte le norme che ho avuto modo di consultare - che riguardano proprio l'applicazione della legge n. 10 - è detto chiaramente che terminata l'istruttoria della domanda di costruzione, sentito il parere della Commissione edilizia con le consuete modalità, il Sindaco emette, in caso di accoglimento della richiesta, un provvedimento per comunicare agli interessati la determinazione della quota, contributo, relativa alle opere di urbanizzazione. Ed ecco il problema! È questo il problema! Credo che ci siamo capiti! Non è che il problema non esiste in termini lessicali, ho consultato anche diverse enciclopedie, ma non sono riuscito a capire esattamente cosa significa. Qui devo dar ragione a certi avvocati, le cui lettere sono agli atti, perché l'interpretazione "assentito" sul piano strettamente giuridico crea dei grossi problemi, ecco. Se fosse possibile definire la questione in un modo più chiaro, anche tenendo presente, soprattutto, quella che è stata la determinazione della Commissione - come ricordava il collega Nebbia - all'atto dell'assunzione della deliberazione...cioè bisogna fermare quel momento, ricondursi a quel momento e meglio specificare modificando questa deliberazione, perché, come tutti sappiamo, se si tratta di una modifica sostanziale, avrà effetto ex nunc dal momento dell'assunzione della nuova deliberazione da parte del Consiglio; se si tratta soltanto e solamente di modifica formale, si tratta invece di interpretazione autentica, che vale solo per il Consiglio e non troverà applicazione in sede giurisdizionale! Perché è chiaro che il giudice applica o disapplica le leggi e i regolamenti, di certo non le delibere del Consiglio, questa è la vecchia legge del 1865, che purtroppo è sempre stato il motivo di contesa interpretativa su questi problemi.
Comunque l'ultima, ve la cito a memoria...sembra che la definizione più appropriata del termine, sul piano lessicale, sia quello di "esprimere un parere"! Certo, tra l'esprimere un parere e fissare un momento definitivo cui fare riferimento per l'applicazione di gestione...io credo che ci passi qualcosa! Ecco perché il problema deve essere affrontato e deve essere risolto in sede di Commissione, affinché si possa meglio discutere e meglio trovare la soluzione più adatta, per non pregiudicare quelle cose che la Commissione...ha assunto...provvedimento, il Consiglio...voleva significare solo per quello.
Faval (U.V.) - Quindi, Consigliere Lustrissy, accetta di trasformare la propria mozione in raccomandazione alla Giunta di voler invitare la Commissione per l'esame? D'accordo.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
Allora, si passa all'esame del punto n. 47 dell'ordine del giorno.
