Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 641 del 9 maggio 2019 - Resoconto

OGGETTO N. 641/XV - Relazione conclusiva della Commissione consiliare speciale CVA. (Reiezione di quattro risoluzioni. Ritiro di una risoluzione. Approvazione di una risoluzione)

Rini (Presidente) - Punto n. 4 dell'ordine del giorno. Ricordo che siamo in dichiarazione di voto sulla quinta risoluzione. Ci sono altre richieste di intervento? C'erano altre iscrizioni? Per dichiarazione di voto, la parola al collega Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Inizio io al pomeriggio visto che non ci ricordiamo quanti si sono prenotati questa mattina. Buon pomeriggio a tutti, io volevo semplicemente confermare in dichiarazione di voto che voteremo a favore della nostra risoluzione e volevo anche tranquillizzare il collega Bianchi, che anzi questa mattina ha avuto quasi una foga molto più leghista di me quando ha detto che si vuole impedire appunto che qualcuno venda la CVA, non penso che nessuno voglia svenderla, volevo sottolineare però appunto questa foga che ho sentito questa mattina.

Un'ulteriore battuta riguarda invece il discorso referendario, me lo perdoneranno i colleghi di maggioranza, ma capisco ognuno giustamente à tour de rôle cerca di correre dietro magari a delle mancanze o a degli errori strategicamente che sono stati fatti, la proposta di andare a inserire sicuramente nella vostra risoluzione questo aspetto può essere... e credo che, come minoranza, possiamo dire che quindi forse la presentazione di tante risoluzioni ha animato il dibattito e una piccola vittoria ha permesso di portarla a casa, questo è sicuramente un piccolo risultato che chissà... poi vedremo successivamente... magari è stata presentata...

Presidente - Ci sono altri iscritti? La parola alla collega Pulz.

Pulz (ADU VDA) - Voglio chiarire che noi non abbiamo accettato l'emendamento della maggioranza, soprattutto perché siamo a favore del Comitato "Giù le mani dal qualora" perché quella legge da cui prenderebbe avvio il referendum deve restare secondo noi un'ipotesi, cioè quella ipotesi per noi malaugurata della quotazione in Borsa e speriamo che sia altrettanto malaugurata anche per gli altri membri, almeno quelli della maggioranza perché il mio intuito femminile qualche volta mi fa venire dei dubbi... Noi comunque crediamo che non vada affermata in alcun modo la necessità ineluttabile di quella legge, perché nella scienza politica di ineluttabile non c'è niente, tutto è frutto di scelte e di decisioni.

La Regione, pur restando proprietaria delle acque - vede, Presidente Nogara, grazie all'incubo notturno, ho capito questo concetto -, concede le acque in uso alla CVA per produrre energia elettrica. Se CVA si mantiene di proprietà pubblica, la Regione avrà l'autorità - questo è il nostro punto di vista ovviamente - di bloccare in tutto o in parte l'uso dell'acqua concessa per altri usi prioritari di interesse pubblico, perché tutto questo discorso di questa mattina delle dighe sotto i ghiacciai, che peraltro era stato illustrato dall'ARPA, non ci ha ancora convinti, ancora di recente in un articolo Luca Mercalli metteva in luce come i ghiacciai, nel giro di cento anni, sono destinati a sparire se non sul Monte Bianco... e non ci serve nemmeno l'intervento di Mercalli per capire che la neve non può sostituire la pioggia. La portata dei cambiamenti climatici sulla vita di tutti comunque sarà molto più forte di quanto si va dicendo e avrà conseguenze che, se non ci muoviamo subito, saranno quelle, sì, ineluttabili e questo lui lo sta dicendo a gran voce da molto tempo.

Se CVA invece fosse quotata, la Regione, sempre secondo il nostro punto di vista, rischierebbe di diventare uno degli azionisti - sto un po' semplificando perché c'è pochissimo tempo - e dovrebbe sottostare alle regole del mercato: quelle regole che di sicuro non tutelano la nostra comunità, ma gli interessi degli azionisti stessi. Su questa scelta di fondo la cittadinanza deve assolutamente potersi esprimere, responsabilmente, e questa è una delle poche certezze che abbiamo qualora... sempre qualora...

Noi, anche se sembra che vada molto di moda cambiare idea, non l'abbiamo cambiata, anche perché le nostre idee ce le siamo costruite a fatica cercando di studiare il più seriamente possibile la complessa materia, perché nessuno dice che sia facile, quindi votiamo sicuramente a favore della risoluzione.

Presidente - Altre richieste di intervento per dichiarazione di voto? La parola al collega Marquis.

Marquis (SA) - Confermo anch'io la posizione del nostro gruppo relativamente al posizionamento su questa risoluzione, sostanzialmente spiace aver rotto la consuetudine di approccio alla produzione degli emendamenti, ma se così è, ci adeguiamo, confermiamo la nostra volontà di sottoporre questa iniziativa a una consultazione popolare, andremo a metterlo nero su bianco in un'iniziativa successiva durante il Consiglio...

(interruzione della Consigliera Pulz, fuori microfono)

... vorrei solo spendere una parola, senza vena di polemica, su quanto ha detto l'Assessore Aggravi, che non vogliamo svendere CVA, "credo che volete venderla al prezzo giusto". Questo non mi rassicura sicuramente perché il nostro obiettivo non è quello di vendere CVA, ma di valorizzarla e crediamo che questa sia la giusta direzione perché non vogliamo perderne il controllo. A questo riguardo vorrei leggere solo le ultime tre righe di quanto ci ha detto il professore Dallocchio, esperto della Bocconi: "con un interlocutore privato come IREN o come Swisspower però, secondo me, sarebbe perdere del tempo sedersi al tavolo, pensando che l'operatore industriale generosamente abdichi al suo ruolo e lasci la Regione fare quello che vuole della società ", ecco, vede, a noi sono sufficienti queste tre righe per capire che quella che proponiamo è la strada giusta, perché è la strada che permette di mantenere il controllo della società, è un controllo che vogliamo che rimanga in Valle d'Aosta, non sull'asse Milano/Roma, o su qualche altro asse strano. Noi crediamo che la Valle d'Aosta debba mantenere la gestione e lo sfruttamento delle sue acque senza sottostare a delle logiche e delle dinamiche che non nascano qui dentro e che non nascano nel nostro contesto territoriale e questo lo rivendichiamo fortemente nel nostro essere autonomisti.

Presidente - Collega Aggravi, per? Fatto personale?

Aggravi (LEGA VDA) - Solo fatto personale per specificare. Caro collega, Marquis, tecnicamente anche la quotazione è una vendita perché lei pone sul mercato una quota parte, non me ne voglia, però, visto che giochiamo sulla tecnica, tecnicamente è una vendita. Io spero che un domani comunque un socio privato, ancorché piccolo, che si insinua in quella quota poi non scelga di lanciare una OPA totalitaria e qualcuno gliela vende. Lei sa che le offerte sono sempre sul tavolo, poi ça dépend toujours de celui qui gouverne la machine.

Presidente - Altri? Non ci sono altre richieste per dichiarazione di voto, possiamo procedere quindi alla votazione. È aperta la votazione sul testo emendato. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Baccega, Barocco, Bertschy, Bianchi, Borrello, Certan, Chatrian, Daudry, Farcoz, Fosson, Marquis, Morelli, Nogara, Peinetti, Restano, Rini, Testolin, Viérin)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Passiamo ora all'esame della sesta risoluzione. Chi intende illustrarla? La parola al collega Gerandin.

Gerandin (MOUV') - Noi con questa risoluzione volevamo ribadire il ruolo per noi centrale, per seguire in Commissione paritetica tutte le possibilità, seppure magari non così semplici, di una norma di attuazione che garantisca per quello che riguarda il discorso del rinnovo delle concessioni e per la parte che concerne il superamento delle problematiche riferite alla Madia. Tanto si è già detto, per cui penso che anche i valdostani siano abbondantemente stufi di sentirci discutere, ormai sono due giorni che discutiamo di CVA, per cui davvero... sono due giorni perché abbiamo fatto mezza giornata il primo giorno e questa è la mezza dell'altra...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

... iniziamo il terzo giorno, pardon. Quello che voglio semplicemente dire pertanto è che la società CVA, come dicevo prima, è il fiore all'occhiello per quello che riguarda la Valle d'Aosta - e su questo io non posso che riconoscere quella che è stata una visione di prospettiva quando l'operazione CVA è stata portata avanti con l'acquisizione di queste quote -, una società che chiuderà il bilancio 2018 con un margine operativo lordo di 140 milioni e un utile netto di 46 milioni, un più 15 percento rispetto al 2017 e negli anni, com'è già stato detto, questa società ha distribuito alle casse regionali utili per oltre 600 milioni e creato fiscalità per oltre 2 miliardi e 100. In una Regione normale noi pensiamo che la preoccupazione della politica che la amministra dovrebbe essere quella di perseguire ogni percorso possibile a tutela di una società con questi connotati e queste caratteristiche che nessuna Regione italiana detiene. La scelta della Giunta, che ha deciso di rinunciare o quanto meno depotenziare un percorso che ci conduca a una possibile norma di attuazione che tuteli e garantisca la CVA, per noi rimane inspiegabile. Sul rinnovo delle concessioni, che scadranno nel 2029... e ci permetterà di superare i vincoli della legge Madia, la maggioranza ha deciso di proseguire per un percorso più comodo: quello di quotare in Borsa una parte minoritaria di CVA. Noi pensiamo davvero che abdicare a priori a prerogative statuarie, a non affermare e percorrere tutte le strade che ci possano condurre a norme di attuazione a tutela del futuro di CVA, puntando a una reale autonomia normativa energetica a livello regionale sia inspiegabile per un Governo a forte trazione autonomista, le rubo le sue parole, Assessore Testolin. Questa è la nostra idea e, sulla base di questo, noi abbiamo predisposto questa risoluzione, che vuole essere rafforzativa in un percorso che noi riteniamo assolutamente prioritario. Non va indebolita quest'azione perché noi perderemo, oltre che le possibilità di eventualmente almeno portarci a casa il rinnovo delle concessioni per quello che riguarda la scadenza del 2029 con una società che abbia, seppur una parte... e, collega Marquis, sono convinto che se poche possibilità le abbiamo, sono riferite a una società pubblica e in house per il rinnovo delle concessioni, altrimenti potremo avere anche le competenze per predisporre le procedure di una gara di appalto, ma sarà una gara di appalto pubblica e non sarà un rinnovo di concessione. Noi pertanto su questo, torno a dire, ci crediamo veramente.

Approfitto a margine di questo proprio per ribadire... tenuto conto che parecchi hanno sottolineato che noi siamo per la vendita a un socio privato... io so di averlo espresso anche in Commissione speciale: noi siamo per verificare tutte le ipotesi, vi posso garantire che, per quello che riguarda le offerte che sono pervenute, a me personalmente un po' di curiosità è rimasta. Io avrei voluto semplicemente capire quali erano queste proposte, ciò non vuol dire assolutamente né decidere di vendere e men che meno accettare delle proposte che vedano la cessione di una quota maggioritaria di CVA. Sono assolutamente d'accordo con il collega Aggravi e, attenzione, perché, seppure una quota minoritaria, una volta che siamo alla quotazione in Borsa, è una cessione comunque di una parte minoritaria di questa società, il che comunque significa che il fiore all'occhiello, vale a dire la società totalmente pubblica che in questo momento abbiamo la fortuna di avere, non sarà più così una volta avviato questo tipo di percorso di quotazione.

Presidente - Apriamo la discussione generale. La parola al collega Mossa.

Mossa (M5S) - Noi saremmo anche d'accordo con questa risoluzione però volevamo proporre un emendamento giusto per essere un pochettino più precisi sulla risoluzione. Nella parte della delibera al punto 1, che dice: "ad audire i componenti della Commissione paritetica in merito allo stato e al prosieguo del percorso di definizione della specifica norma di attuazione", vorremmo appunto aggiungere: "che consenta sia l'affidamento diretto della concessione che il superamento della legge Madia" perché di solito lasciare a intendere e non essere precisi poi dà adito a diverse interpretazioni. Tra l'altro, faccio presente che c'era già stata una risoluzione in aula nella quale incaricavamo il Presidente di dare avvio ai lavori della Paritetica proprio per andare in questa direzione, ma poi abbiamo appreso che ancora non sono stati attivati per quanto riguarda anche il superamento della Madia: questo è quello che ci è stato detto. Tra l'altro, avevamo chiesto di audire la Commissione paritetica nella sua interezza anche durante le riunioni della Commissione di CVA e, purtroppo, questo non è avvenuto. Se i colleghi proponenti della risoluzione sono d'accordo su questa nostra proposta di emendamento, voteremo favorevolmente.

Presidente - La parola alla collega Minelli.

Minelli (RC-AC) - Ho ascoltato con attenzione l'illustrazione della risoluzione da parte del collega Gerandin, condivido le parole che ha detto e l'impianto stesso della risoluzione. Mi fa piacere aver capito che questa è per il collega Gerandin l'opzione prioritaria e lo è anche per noi e, secondo me, su questo vale la pena di essere particolarmente chiari. È più che opportuno che la Commissione paritetica venga sentita in merito alla questione della norma di attuazione, ma prima è necessario che il Presidente trasmetta alla Commissione paritetica una bozza di proposta, anche approssimativa. Ieri ci è stato detto, se ho capito bene, che, entro giugno, questa proposta ci sarà. Io faccio notare che la mozione, che è stata approvata con gli emendamenti richiesti dalla maggioranza qui e dopo che noi avevamo presentato questa mozione l'8 febbraio, avrebbe richiesto che una bozza di testo fosse già stata trasmessa alla Commissione paritetica. Torno a dire: anche una bozza approssimativa sulla quale poi i Commissari di componente valdostana della Commissione paritetica avrebbero potuto cominciare a lavorare, invece abbiamo sentito in audizione in I Commissione che stanno aspettando una proposta. Può darsi che in questi giorni sia arrivato qualcosa, non lo so, ma in ogni caso i tempi, a nostro avviso, non sono stati adeguati, bisognava partire e lavorare in questo senso con maggiore efficacia. Certo, questo dipende dal fatto se si è convinti o meno che la strada principale da seguire sia questa, ma mi pare evidente che da ciò che viene detto è soltanto un'opzione definita in relazione come piuttosto aleatoria per quello che riguarda la sua reale applicazione e i tempi che richiede. Se davvero quindi si ritiene che la norma di attuazione sia necessario farla, sia una proposta da portare avanti, allora bisogna muoversi, anzi si è già in ritardo.

Per quanto ci riguarda, è ovvio che questa risoluzione va in quella direzione, per cui noi la voteremo e sulla questione della norma di attuazione ritornerò nel pomeriggio, anche perché abbiamo una risoluzione presentata su questo tema.

Presidente - Altri in discussione generale? Ha chiesto la parola il collega Cognetta.

Cognetta (MOUV') - Per chiedere una breve sospensione, stiamo sistemando il testo.

Presidente - Il Consiglio è sospeso.

La seduta è sospesa dalle ore 15:57 alle ore 16:09.

Rini (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Vi do lettura dell'emendamento che vi verrà poi distribuito: "il Consiglio regionale impegna... ad audire i componenti della Commissione paritetica in merito allo stato e al prosieguo del percorso di definizione della specifica norma di attuazione, che consenta sia l'affidamento diretto delle concessioni che il superamento della legge Madia". Il secondo punto rimane uguale.

Qualcuno intende intervenire? Siamo ancora in discussione generale, lo ricordo. La parola al collega Nogara.

Nogara (AV) - Il collega Gerandin prima ha detto: "abbiamo già detto tanto, su queste cose non vorrei ripetermi" e vorrei dire anch'io la stessa cosa. Adesso è stato modificato l'impegno, io guardavo l'impegno che c'era, adesso c'è da aggiungere anche per le concessioni e per la legge Madia, ma qua c'è scritto: "ad audire i componenti della Commissione paritetica in merito..." e poi mettiamo quello che segue. Adesso non ricordo più se ieri o l'altro ieri ho già letto... non so se lei, Consigliere Gerandin, è venuto in I Commissione quando sono venuti in audizione il dottor Balduzzi e il dottor Louvin, e proprio a una domanda specifica, per tornare in Commissione, ma non in Commissione speciale, in I Commissione... ci ha chiesto espressamente... e ha detto espressamente che tutto quello che doveva dire era già stato detto e non aveva altro da aggiungere, in più ci ha anche detto di lasciarlo lavorare in modo tranquillo. Guardando anche il Consigliere Luboz, mi viene in mente che in modo informale il dottor Louvin ci aveva detto la stessa cosa già quindici giorni prima. Allora insistere su questo effettivamente non lo capisco, ma non perché c'è la volontà di non volerlo sentire, lo sentirei una settimana sì e una settimana no per avere notizie, per sapere come funziona tutto, se va tutto bene, se va tutto avanti, ma se in tutte le audizioni che lo sentiamo ci dice: "per favore, lasciateci lavorare e non convocateci in Commissione"... ecco, io vorrei solo fare notare questo e non altro. Qui poi si dice che, se si è autonomisti, non bisognerebbe prendere in considerazione nient'altro, ma andare sulle norme di attuazione e basta. Forse, se si è un po' miopi... perché sempre il dottor Louvin, ma non solo, anche il dottor Balduzzi ci hanno detto delle cose abbastanza importanti... scritte, io non mi voglio inventare niente! Sempre il dottor Louvin nell'audizione ci ha detto: "se siamo tutti d'accordo, se tutto funziona, se tutto va bene, possiamo avere dai 6 ai 9 mesi perché c'è l'accordo con lo Stato", però nella seconda audizione ci ha detto: "ci sono alcuni problemi, bisogna fare una norma particolare perché lo Stato e l'Europa devono essere d'accordo, non solo lo Stato, perché altrimenti ce la impugnano come la norma che è stata impugnata ultimamente". Ci ha detto che dai 6 ai 9 mesi è l'ideale e che però dobbiamo essere consapevoli che possiamo stare lì anche 10 anni, questo non è che l'ho detto io o lo ha detto qualcuno di noi! La parola "aleatoria" non è stata buttata lì, è stata messa anche nella relazione proprio perché ci sono state dette queste cose, questo riguarda soprattutto la norma di attuazione sulla legge Madia... ma non tanto sulla legge Madia, perché, come ci ha detto l'Avvocatura della Regione, l'uscita dalla legge Madia te la dà la legge stessa che parla espressamente di quotazione. La strada che si vorrebbe seguire è invece quella dei bond quotati, cioè la riapertura della famosa data che è stata chiusa, se non sbaglio, nel giugno 2016: entro giugno 2016 dovevano essere almeno quotati dei bond per uscire dalla legge Madia. Intervenire con una norma di attuazione su quello. Io vi ripeto comunque quello che ho sentito, quello che ci ha detto anche l'Avvocatura dello Stato, e questo è quanto in merito alla legge Madia.

Per quanto riguarda le concessioni, io ho chiesto espressamente al professor Balduzzi: visto che c'è questa impugnativa, secondo lei che è stato Ministro, che è dentro la Commissione, quali sono i tempi? Il dottor Balduzzi ci ha detto: "per la mia esperienza e per quanto vi posso dire, i tempi vanno dai 2 ai 2 anni e mezzo prima che ci sia una risposta da parte dell'Europa", e anche qua ci troviamo di fronte a una data e a una scadenza aleatoria perché può essere tra i due, i due anni e mezzo, non si sa. Addirittura a un certo punto il dottor Louvin ha detto che non è Mago Merlino per dirci se ci sono delle date precise. Io penso che sia interessante e importante avere anche delle tempistiche. Perché il discorso della concessione è assolutamente da proseguire? Perché per le concessioni, anche se il professor Balduzzi dice 2 anni-2 anni e mezzo, noi sappiamo benissimo che la scadenza delle nostre concessioni... praticamente la più grande, la generale è nel 2029, però sapete tutti che le gare devono essere messe in piedi entro il 2025, se si dovranno fare delle gare, se ci sarà l'affido diretto, se... se... se... è per questo motivo che era aleatoria una decisione sulle norme di attuazione, non è il fatto di essere autonomisti o no! È il fatto di essere pratici e guardare in faccia le cose come stanno: questo è quanto emerso dalle audizioni, da coloro che abbiamo sentito, perciò non è che non c'è la volontà di audire, di sentire, perché non erano compito della Commissione i rapporti con la Paritetica, allora mi sono informato con la Presidenza e gli ho chiesto come si erano svolte le cose. Ripeto - perché l'ho già detto una volta -: la Presidenza ha mandato prima una lettera in cui bisognava sicuramente per le norme di attuazione sulla CVA... poi a Roma, quando c'è stato ufficialmente l'insediamento della Commissione, si è ribadito anche questo. La Paritetica di parte regionale, per quello che ne so io, si è già incontrata due-tre volte con l'Avvocatura proprio per mettere in piedi quello che ha detto lei prima, collega Minelli: una bozza di norma da proporre alla parte statale e questo avverrà nei primi 15 giorni di giugno, adesso prenda quello che dico io così per quello che mi hanno informato. È vero quello che mi dice lei e hanno ragione i Commissari della Paritetica a dire che hanno bisogno di un input, ma penso che loro si riferissero all'input di oggi, a quello che verrà fuori dal Consiglio regionale perché, in base a questo, ci sarà l'input preciso che verrà dato loro, perché la Commissione speciale non aveva la facoltà di decidere proprio niente, ma doveva portare in quest'Aula tutti gli elementi per arrivare a quello di cui stiamo discutendo in questo momento. Una volta finita la discussione, si vedrà... e si deciderà quale input esatto, preciso - anche se sono già andati avanti con il lavoro - dare alla Paritetica.

Presidente - Eccoci, chiedo scusa, ma avevamo un problema al sistema, la parola al collega Lucianaz.

Lucianaz (LEGA VDA) - Seulement deux mots à propos des normes d'application. Avant tout on a bien écouté le professeur Louvin le 23 avril; entre autres, si j'ai bien noté, il a même dit: "le gare devono essere libere, ma in nessun'altra realtà la Regione è titolare al 100 percento di una società che ha la concessione dello sfruttamento, il contesto è ben diverso. Siamo per dare più frecce possibili alla Regione. Le norme potranno toccare anche altre derivazioni, regime di concessione per le titolarità ancestrali delle acque o riconoscimenti di altra natura".

Alors, ici il y a une Commission paritaire que je crois c'est la seule en Italie au niveau juridique... et c'est la bonne occasion pour défendre, bien sûr, les compétences que notre Statut nous donne. Alors je demande aux autonomistes, vu qu'ici il y a des autonomistes de première catégorie - et on envisage la deuxième catégorie, peut-être, je ne sais pas - s'ils ont le courage de sortir leurs griffes pour défendre ce Statut, vous savez bien que le Statut ou, mieux, notre autonomie n'a pas été conquise par des personnes qui adoraient l'Union Valdôtaine, qui n'existait pas encore, il n'y avait pas même la République Italienne. Le 7 septembre 1945 donc il y a eu quand même des valdôtains qui ont obtenu notre autonomie et, bien sûr, les compétences pour gérer les eaux. Ils ont lutté énormément, il y a eu des manifestations, les valdôtains sont descendus dans les places, je crois qu'aujourd'hui ils ne le feraient pas, il serait déjà intéressant si on donne la permission aux valdôtains de s'exprimer dans un référendum à la place de les convaincre à faire autre chose. Je demande donc aux véritables autonomistes de faire quelque chose de plus important pour défendre ce Statut et les compétences qu'il nous donne, je crois que ce n'est pas exagéré de demander un effort plus grand et plus important à la Commission paritaire et d'essayer toutes les occasions, toutes les possibilités pour donner à la Vallée et à notre communauté tous les atouts pour continuer dans notre spécificité... J'ai improvisé ça et je n'ai rien d'écrit, mais seulement pour dire une fois plus fort encore que nous ici présents nous ne méritons pas les luttes que les valdôtains on fait en 1944, en 1945 pour obtenir tous les atouts qu'on a, et donc au moins il faut nous battre pour défendre ce petit peu que l'Italie nous a octroyé.

Président - La parole à l'Assesseur Viérin.

Viérin (AV) - Je ne serais pas intervenu mais l'intervention du collègue Lucianaz sollicite évidemment quelques réflexions, avant tout - je le dis comme une boutade, mais pas trop - nous croyons que l'autonomie n'était pas à l'époque où elle a été pensée d'un mouvement politique, ni de l'Union Valdôtaine, et encore moins d'autres mouvements politiques qui sont nés après et qui se disent être autonomistes. Je crois aussi qu'il n'y a pas d'autonomistes de série A ou de série B, il y a des autonomistes qui sont plus ou moins convaincus sur la base d'un sentiment que chacun de nous a. Je ne crois pas qu'aujourd'hui soit l'occasion pour se mesurer sur l'être plus ou moins autonomistes sur une sollicitation sur laquelle on est tous d'accord, le collègue Nogara l'a très bien expliqué. Le collègue Gerandin a raison: nous avons parlé pendant deux jours et nous sommes en train de parler de résolution ou d'acte d'adresse, c'est-à-dire que le vrai moment où nous irons discuter le contenu d'une norme ce sera effectivement la loi, donc le fait d'exercer une possibilité qui est la norme d'application c'est ce que tout le monde... au moins c'est ce que nous avons prôné, et c'est dans ce sens que non seulement la Commission mais que le Gouvernement a agi.

È per questo che non crediamo oggi di dover dimostrare, soprattutto perché ognuno di noi, ripeto, non deve dimostrare agli altri... se non forse perché è necessario, visto che ci sono i microfoni e le telecamere, di dire qualcosa fuori da quest'aula perché quotidianamente l'autonomia si difende nei fatti concreti e se oggi abbiamo una Commissione paritetica... Vorrei ricordare, peraltro, che è una Commissione paritetica che in questo senso ha lavorato in questi ultimi anni, non è in questi due o tre mesi che sta lavorando perché ha licenziato tantissime norme di attuazione con un egregio, per non dire molto buono, lavoro dei membri. Oggi la strada è stata tracciata nel senso che da più parti è stato detto che lo strumento scritto nella risoluzione... avremo modo di illustrare la nostra risoluzione sia per quanto riguarda la nostra volontà di dare la possibilità ai valdostani di esprimersi su questo tema con un referendum, sia anche e soprattutto codificando i passaggi che noi vediamo e i passaggi che sono codificati sono la norma di attuazione. È giusto che si continui ad approfondire, è giusto che si solleciti, è stato fatto con delle lettere, è stato fatto nel rispetto anche di un organo, che sicuramente è felice di essere sollecitato, ma che chiaramente ha detto: "dateci degli indirizzi e noi lavoreremo in tal senso".

Non crediamo quindi che oggi il tema del sentirsi più o meno autonomisti possa essere ridotto al fatto di una riunione o delle audizioni ulteriori o alla volontà di andare nell'ottica di quello che è stato richiesto. Questo per dire che vorremmo - almeno questo è il mio sentimento - che non fosse strumentalizzato il voto su un documento interpretando quello che il voto sostiene, nel senso che sappiamo benissimo che, se ci si astiene su una risoluzione, quella del referendum o come questa di cui si parla adesso, non è perché non ci si condividono i contenuti di ciò che viene proposto, anzi, io lo dico in senso rafforzativo, noi siamo i primi ad avere sempre sollecitato la Commissione paritetica, tant'è che la norma di attuazione sulla fiscalità è nata in quest'Aula da un'iniziativa dell'opposizione, tra cui i banchi noi sedevamo. Avevamo richiesto di avere maggiore autonomia fiscale, attraverso uno studio, che avevamo commissionato, individuando lo strumento della norma di attuazione, che poi è stato il percorso condiviso all'unanimità o quasi da questo Consiglio per andare poi a ottenere quella autonomia maggiormente modulata nella fiscalità che ci dà oggi la possibilità, sempre avendo però le risorse, di andare a differenziare la nostra fiscalità rispetto al territorio nazionale con particolare riferimento all'ambito agricolo. Dico questo per dire che oggi siamo davanti a una discussione e ognuno, giustamente, in modo legittimo, ha una visione diversa, nuancée sull'obiettivo; individuato l'obiettivo, credo che da più parti sia stato riconosciuto che lo strumento è un disegno di legge, uno strumento normativo diciamo, e una norma di attuazione, anzi, a monte, che possa in qualche modo rafforzare delle prerogative della nostra comunità.

Io non vorrei semplicemente che si semplificasse tutto e condivido che non ci sono degli amministratori... qualcuno ha detto di non essere autonomista, in modo legittimo, o di non avere mai appartenuto o di non voler appartenere a una certa ideologia, ci sta. Altri hanno rimarcato anche il fatto di avere una nuance anche indipendentista nel mondo dell'autonomismo, io non ridurrei alla lotta di chi è più autonomista su un semplice atto che va a dare un indirizzo sul cui strumento siamo tutti concordi, almeno io parlo per una parte di sensibilità che rappresento insieme ad altri colleghi. Credo quindi che le battaglie di prerogative... da quando andavamo a volantinare al casello dell'autostrada per dire negli anni post centre culturel sia: "le sou son de papì é la téra l'é d'or" [traduzione letterale dal patois: i soldi sono carta e la terra è oro], o "non venite troppo a inquinare" perché si parlava già all'epoca di tariffe... gens du Pays e di mobilità sostenibile negli anni Novanta in cui forse i temi ideologici rispetto alla tutela dell'ambiente erano meno attuali rispetto ad oggi... non ci devono fare dimenticare che una parte di lotta di prerogativa di una comunità passa attraverso certi principi, che devono essere misurati anche a delle azioni concrete. Non bisogna dimenticare che la Commissione paritetica, che oggi è favorevole, che in questi ultimi è stata favorevole, non lo è sempre stata perché abbiamo dei membri di parte regionale e dei membri di parte statale, e bisogna dire che negli ultimi anni i membri di parte statale sono stati in linea con i membri di parte regionale, vedremo se anche questa volta sarà così, noi lo speriamo, anzi ne siamo certi perché lo strumento della norma di attuazione va a fortificare lo Statuto di autonomia, che, come dice bene il collega Diego Lucianaz, è stato octroyé, ci è stato in qualche modo coattamente dato, malgrado tutto un dibattito post 1945 e anche 1946, quando i capi famiglia valdostani si erano espressi in un altro modo. Ci dispiace anche dire che oggi, vedendo certe idee dei nostri padri fondatori, che vedevano una forma per la Valle d'Aosta diversa rispetto all'inquadramento all'interno dello Stato... si potrebbe vedere anche la Valle d'Aosta dipinta, come ho visto, come una parte del Canton Vallese o con una forma di autogoverno diversa, ma oggi in quest'autonomia octroyée negli anni e nei decenni tanto è stato fatto, tant'è che, se noi oggi siamo qui a parlare di idroelettrico, lo dobbiamo a delle norme di attuazione che sono state ricordate e alle quali alcuni hanno lavorato. Sono tantissime le norme di attuazione: dalla scuola fino ad arrivare al catasto, fino ad arrivare alla fiscalità. Questo sta a significare che è giusto dibattere su tutto ciò che è stato fatto, magari anche male e magari anche da chi trent'anni prima di noi, o quarant'anni prima di noi agiva in buona fede, ma è giusto ricordare che tanto è stato fatto per uno strumento flessibile in una Costituzione flessibile, che non sempre è così facile da negoziare per una comunità che conta numericamente poco e che ha due Parlamentari, che ha avuto nella storia la fortuna di avere, lo ricordavo ieri, un Sottosegretario, un Europarlamentare, ma che, come comunità, ha sempre dovuto lottare per fare riconoscere certe prerogative. Anche in questo caso noi riaffermiamo con convinzione che lo strumento di aumentare l'autonomia attraverso le norme di attuazione principalmente, ma non solo... ricordo il nostro potere legislativo in ambito scolastico, che spesso è stato esercitato, pur non avendo le competenze primarie, ma concorrenti, ma che, non avendo poi avuto un'impugnativa da parte dello Stato, è diventato legge, e penso alle riforme scolastiche che noi abbiamo messo in campo negli anni e che oggi sono un fiore all'occhiello di quello che è un acquis della nostra comunità.

Concludo dicendo che questo dibattito è stato molto interessante, ma che non accetteremo che venga strumentalizzata ogni azione che viene fatta, con la convinzione che gli strumenti che oggi siamo noi qui a mettere in campo... e, quando dico "noi", non lo dico personalmente, Governo, maggioranza, opposizione, ma le persone che hanno a cuore una certa volontà di aumentare queste prerogative, che, purtroppo, sono state spesso sminuite da tanti elementi, ma che oggi devono farci ritrovare, almeno su certi argomenti, la possibilità di fare delle battaglie comuni.

Presidente - La parola al collega Bianchi.

Bianchi (UV) - Intervengo, ma, come ha già ben evidenziato il collega Viérin, anzi, mi scuso, l'Assessore Viérin, non è questione, collega Lucianaz, di autonomia di serie A o di serie B, sono sicuro che lei in fondo è un autonomista, come lo sono io. Molto probabilmente dove lei oggi è seduto... chiaramente noi nutriamo dei dubbi che veramente ci siano degli autonomisti in quel movimento. La conosco da tanto tempo, sono sicuro che lei sia un autonomista vero... è personale, ma ho dei dubbi... non sto dicendo che non lo siate, ho dei forti dubbi, ma, a mio avviso, non è semplificando o dicendo: "chi non vota questa risoluzione è perché non vuole..." e lo ha già esplicitato benissimo l'Assessore Viérin: qui votiamo una risoluzione che è un indirizzo politico, lo ha detto, lo ha evidenziato, qui dentro diamo degli indirizzi, il nostro indirizzo è chiarissimo, quando arriveremo alla nostra risoluzione, dove parliamo anche lì di Paritetica... e nutriamo la massima fiducia nelle persone che sono nella Commissione paritetica. Non è questione quindi di: "chi non vota questa risoluzione o non va bene, o è un autonomista di serie A o di serie B", ognuno di noi sa perfettamente dentro di sé se è un autonomista o no, ne sono convinto.

Presidente - La parola al collega Luboz per dichiarazione di voto.

Luboz (LEGA VDA) - Bon après-midi à tous, tout à l'heure j'ai imprimé... les rues de la Vallée d'Aoste, le canal d'Ayas, nos ancêtres sont passés à l'histoire parce qu'ils ont réalisé toutes ces œuvres importantes qui permettent l'arrosage de nos terrains, de nos prés, de nos champs. Je ne sais pas si nous passerons à l'histoire nous aussi.

Quant aux dispositions d'application, alle norme di attuazione, prima il collega Nogara ci ha letto più di una volta la dichiarazione del professor Louvin: "non sono il Mago Merlino", però il professor Louvin, in un'audizione del 22 gennaio alla Commissione speciale CVA, ha anche detto: "io sono peraltro convinto che ci sia la possibilità in questo momento e in questa fase di porsi degli obiettivi complessivi, che possano andare anche oltre questo obiettivo in senso stretto, nel senso di dare alla Regione la possibilità di modellare e anche liberando l'azione di CVA rispetto ad altri vincoli contenuti nella stessa legge Madia in maniera più ampia", poi si è dilungato sulle ragioni, sul perché è stato scritto il decreto Madia, che era per liberare tante partecipate in passività. Presumo quindi che sicuramente all'interno di quest'Aula ci siano molti autonomisti, ci sono anche persone che non si sono definiti tali, ma voglio fare una domanda ai tanti che si dichiarano autonomisti e che avevano anche la possibilità di chiedere al Consiglio regionale di potersi dotare delle norme di attuazione, quando è stata emessa la legge che disponeva la quotazione in Borsa di CVA: come mai non ci avete pensato? Si è dovuto aspettare il 2018-2019 per arrivare a tale definizione?

Presidente - Altri? La parola al collega Vesan.

Vesan (M5S) - È stato interessante il dibattito su chi è più autonomista e chi più indipendentista e la storia dei volantinaggi giovanili del collega Viérin, però vorrei tornare proprio nel merito di questa risoluzione. Questa risoluzione nasce dalle considerazioni circa il contenuto della relazione finale e vorrei che ci limitassimo a quello che questa risoluzione prevede in tal senso. Sulla scorta di questo, il collega Nogara ha citato il fatto che lui stesso e le prime previsioni temporali fatte da Louvin nella sua prima audizione sono state modificate dal suo collega Balduzzi nella seconda audizione, che non era più in Commissione, ma era in I Commissione, prevedendo tempi più lunghi. Il collega Luboz ci ha letto un intervento di Louvin nel quale si evinceva che, in realtà, le prospettive, le possibilità della Commissione paritetica, per quello che riguarda le norme di attuazione, potessero essere anche più ampie di quello inizialmente ventilato. Sulla scorta di questo e quindi, se vogliamo, di un'incertezza ancora su questo argomento, questa risoluzione impegna la Commissione competente ad audire i componenti della Commissione paritetica e non va a dire: "sentiamo solo quelli di parte regionale, sentiamone solo uno, sentiamone solo due su tre", che è quello che è successo, perché, quando ha un medico che gli dice che ha un brufolo e l'altro che gli dice che ha un tumore della pelle, sente un terzo medico. Noi abbiamo ben altri quattro membri della Commissione paritetica con i quali potremmo andare a sviscerare su un argomento così importante... se anche su questo argomento possiamo trovare quella convergenza che l'Assessore Viérin ha citato da parte di tutte le Commissioni paritetiche precedenti. Ha espressamente citato la convergenza tra i rappresentanti di parte governativa e quelli di parte regionale. I rappresentanti di parte governativa, su tutto quello che è stato il lavoro fatto fino adesso, dalla Commissione alle audizioni successive, non sono mai stati citati, se non la loro impossibilità e assoluta difficoltà a essere sentiti in Commissione. Beh, Signori, ma se non sentiamo i membri di parte governativa della Paritetica su un argomento come le norme di attuazione sulla nostra più importante partecipata, sulle nostre acque, sull'utilizzo delle derivazioni idroelettriche della Valle d'Aosta, allora possiamo limitarci a sentirli solo per posta e fare loro gli auguri a Natale! Questo è l'argomento sul quale dobbiamo confrontarci con questa parte e questo è l'argomento specifico della richiesta di questa risoluzione. È solo farci un quadro più esatto e preciso tutti quanti su un argomento così importante, su quali sono le possibilità e soprattutto su quale sia la disponibilità della parte governativa, non l'abbiamo sondato mai, se non sentendo uno o al massimo due elementi di quella che è in realtà la nostra parte della Commissione paritetica. Non vogliamo fare questo piccolo approfondimento prima di dire che la norma di attuazione non è una strada perseguibile almeno per una delle due parti della richiesta, com'è stato dichiarato in quest'Aula da più parti, senza avere nemmeno esercitato un minimo tentativo di scoprirlo davvero? Così com'è emendata, anche noi quindi siamo favorevoli all'approvazione di questa risoluzione.

Presidente - In discussione generale ci sono altre richieste di intervento? Chiudiamo la discussione generale. La parola al collega Gerandin per dichiarazione di voto.

Gerandin (MOUV') - Pensavo di essere ancora in discussione generale. Interverrò dopo eventualmente.

Presidente - È uguale, per dichiarazione di voto, se vuole, collega Gerandin. Siamo sulle dichiarazioni di voto. La parola per la replica all'Assessore Testolin.

Testolin (UV) - Seulement pour quelques réflexions. J'ai bien apprécié, je dois le dire, l'intervention du collègue Viérin en réponse à une provocation, je crois, de la part du collègue et ami Lucianaz, avec lequel on a bien parcouru, au-delà de l'intérêt qui peut avoir, Monsieur Vesan, des morceaux de route ensemble, dans le passé, où on a bien cherché de témoigner une attention aux petites choses de tous les jours, même dans une action politique, comme dans la vie collégiale de nos petites communautés. On a essayé de porter de l'avant des principes qui peuvent nous rendre orgueilleux d'être valdôtains et qui essayent de nous caractériser dans les petites choses comme dans les grandes choses. Moi aussi j'ai essayé de rappeler dans mon intervention de hier le travail abordé et porté de l'avant dans les dernières années, en 2017 on est arrivés à clôturer un parcours très important par rapport au discours des eaux, au discours de la propriété des eaux et de la capacité de la Région autonome de la Vallée d'Aoste de pouvoir décider quoi en faire. Et bien, depuis ce moment-là est à souligner dans une façon absolument forte la possibilité de décider de la part de la Région ce qu'on pourrait faire à l'échéance des concessions de l'eau en 2029. Une conséquence qui est capitale, je crois, pour ce qui devra être une attention d'ici à 10 ans... qui pourra nous voir dans une situation climatique tout à fait différente, avec des nécessités et des situations... à rendre compte à notre territoire... qui pourront être si différentes de celles que nous vivons à l'instant.

Avremo la possibilità di dare delle risposte puntuali, in funzione di quelle che saranno delle esigenze del nostro territorio, ai nostri consorzi, che forse sono i più autonomisti di tutti all'interno di questi processi. Guardo il collega e Consigliere Luboz, con il quale ho scambiato qualche riflessione nel tempo anche relativamente all'utilizzo idroelettrico delle acque... con una riflessione che non sempre ci ha visti unanimemente percorrere una strada che andasse a tutela delle acque, diciamocelo, perché la filosofia attuale vuole che lo sfruttamento idroelettrico sia compatibile, per esempio, con uno sfruttamento agricolo, cioè che l'utilizzo per produrre elettricità sia precedente e non successivo all'utilizzo agricolo, in modo che si possa utilizzare prima l'acqua per produrre energia e poi per bagnare i campi, per farla semplice, e non utilizzare l'acqua per bagnare i campi e usare l'acqua per fare idroelettrico. Questo è un principio che, a mio avviso, va sottolineato perché poi rimane in un contesto di razionalizzazione di una risorsa primaria. Detto questo, e per tornare a bomba, come direbbe il collega Vesan, credo che la nostra intenzione sia stata abbastanza chiara e esplicitata questa mattina e in questi due giorni, nel senso di dire che una cosa non esclude l'altra.

Il percorso, che è stato attivato in seguito a una relazione che ha visto confrontarsi all'interno della Commissione speciale tutti i rappresentanti di questo Consiglio, ci ha visti promuovere all'interno della nostra risoluzione, che andremo a discutere da qua a poco, un primo punto assolutamente preciso e puntuale in merito all'intenzione di andare a lavorare con la Commissione paritetica per affinare... ed è entrata nel dettaglio con molta attenzione rispetto alla premura di andare a determinare quali potranno essere in primis le opportunità di concessione diretta a un'azienda che sia totalmente... è una delle ipotesi, ma potrebbe anche essere che totalmente non potrebbe essere fattibile, e allora perché dire che totalmente in mano alla Regione o perseguire un certo percorso e se è solo la maggioranza regionale a possederla, non va bene?

Come diceva anche il collega Nogara, ci sono tutta una serie di aspetti che sono ancora da ispezionare. Evidentemente il nostro percorso li tiene ben presenti entrambi, ben coscienti che una delle nostre due priorità è quella di portare a casa da un punto di vista della gestione anche della concessione eventuale delle acque a uso idroelettrico... per la produzione idroelettrica prioritariamente o comunque contestuale a un altro percorso, perché non perdiamo di vista neanche l'orizzonte complessivo, che deve permetterci di garantire, o comunque di garantire il più possibile alla nostra autonomia, alle nostre competenze, al nostro desiderio di continuare a governare, così come abbiamo fatto in questi settanta anni, la nostra Regione, il meglio possibile. Delle cose migliori poi si potevano fare allora, si possono fare adesso e si potranno fare probabilmente da qua a quarant'anni, però lo spirito che ci anima è sicuramente quello di avere una conoscenza del territorio molto fondata, di capire quali sono i principi o pensare di lavorare comunque per valorizzare quei principi che ci possano portare a continuare ad avere una Regione di cui vantarsi. Checché se ne dica, siamo ancora in una situazione decisamente migliore rispetto ad altre realtà nazionali e anche internazionali e questo grazie a tutti quelli che si sono adoperati nel tempo - e sono tanti - e anche molte volte e soprattutto in silenzio e lavorando a testa bassa tutti i giorni per riuscire a garantire anche quelle risorse finanziarie che una scelta oculata nel tempo, l'ho ribadito, ci ha portato ad avere con la crescita di CVA e che noi vorremmo perseguire, compatibilmente alle opportunità che ci verranno offerte anche nel futuro. Ecco, questo penso che sia il vero spirito autonomista: lavorare in tutte le direzioni possibili per garantire a noi e ai nostri figli un futuro almeno come il nostro passato.

Presidente - Ha già fatto la dichiarazione di voto, per fatto personale?

Luboz (LEGA VDA) - Soltanto per ribadire che effettivamente in certe discussioni l'Assessore Testolin e io siamo stati su posizioni non diverse, ma magari su prospettive leggermente dissimili. Mi auguro che nella prossima discussione che verrà fatta in III Commissione sul piano di tutela delle acque possiamo redimere magari queste piccole diversità di pensiero. Voglio ribadire che sono assolutamente sempre più convinto dello spirito autonomista che anima tanti volontari, gestori di piccoli consorzi di miglioramento fondiario, che forse avrebbero dovuto aver maggiore attenzione alle loro risorse idriche, perché ci sono consorzi che lasciano utilizzare la loro acqua a imprenditori speculatori, direi. Speriamo quindi che si possa rivedere questa impostazione in futuro.

Presidente - Per dichiarazione di voto, la parola al collega Bertin.

Bertin (RC-AC) - Appunto per dichiarazione di voto. Non sto a ripetere quanto detto in precedenza dai colleghi, questa delle norme di attuazione è la via prioritaria ed è su questa che bisogna concentrarsi. Non sto qui a ripeterlo. È ovviamente importante confrontarsi con la Commissione paritetica e con i componenti regionali della Commissione, ma bisogna essere precisi, la Commissione paritetica è uno strumento tecnico che traduce le volontà politiche delle due parti: la Regione Valle d'Aosta e il Governo nazionale. È prioritario pertanto dare degli input alla Commissione paritetica, ai nostri membri nel caso specifico e questo è l'elemento che manca, al più presto -siamo già molto in ritardo, poiché era già stata approvata una mozione in questo senso - si devono dare delle indicazioni precise e di prospettiva per poter mettere la Commissione paritetica, in particolare i componenti regionali di tale Commissione, nelle condizioni di poter operare e innanzitutto magari con un testo così da iniziare un serio lavoro di confronto con la parte statale. Si può anche fare un confronto con i componenti statali della Commissione, ma ricordiamoci che queste sono figure tecniche, a volte, dal punto di vista tecnico, magari la norma di attuazione è stata anche fatta, poi è rimasta nel cassetto dei Ministri e dei Ministeri, perché alla fine la Commissione paritetica ha il ruolo essenzialmente o principalmente tecnico di tradurre le indicazioni politiche dei due soggetti, Stato e Regione, ed è importante innanzitutto dare degli input precisi e rapidamente alla componente regionale affinché possa muoversi in modo adeguato nel realizzare nei tempi più brevi possibili questa norma di attuazione che, come dicevo, riteniamo essenziale e prioritaria.

Presidente - La parola alla collega Pulz.

Pulz (ADU VDA) - Noi votiamo ovviamente a favore della risoluzione con l'emendamento proposto dai colleghi Cinque Stelle perché riteniamo giusto e utile sapere come stanno procedendo i lavori della Commissione paritetica, per dotare la nostra Regione di una norma di attuazione in materia di utilizzo delle acque a scopo idroelettrico, che ci consenta, come abbiamo detto tante volte, di evitare la privatizzazione di CVA per il profitto di società anonime, che non hanno poi bisogno di chissà quali percentuali per governare CVA se questa fosse quotata in Borsa, e che ci consenta poi l'affidamento diretto delle concessioni e ci svincoli appunto dagli obblighi della Madia.

Presidente - Altri? La parola per dichiarazione di voto al collega Gerandin.

Gerandin (MOUV') - Noi chiaramente voteremo questa risoluzione. Due brevi considerazioni. La prima che mi viene da fare è che noi riteniamo che la norma di attuazione sia in questo caso, ma ovunque, quando si vuol ribadire le competenze statuarie di questa Regione, un po' la base, la madre di tutte le battaglie, nel senso che la rivendicazione di queste competenze che sono e rimangono... penso che sia un sentimento condiviso dall'intera Aula, una delle prerogative su cui si basa il nostro Statuto.

Detto questo, oltre "ad audire i componenti della Commissione paritetica in merito allo stato", c'è un secondo passaggio dove si dice che noi gradiremmo avere anche un monitoraggio, delle informazioni sul "prosieguo del percorso di definizione di questa norma di attuazione". Non è pertanto solo un'audizione riferita allo stato attuale, ma un monitoraggio dell'andamento di una norma di attuazione, che sicuramente non avrà un percorso facile, ma che pensiamo possa e debba essere davvero la prima strada da perseguire in qualunque caso, perché portare a casa le norme di attuazione sul rinnovo delle concessioni o... correttamente come diceva prima il collega Nogara, magari non potremo di certo essere noi ad andare a superare con la norma di attuazione i concetti della Madia. Ricordiamoci che qualcuno è stato previdente, è stato probabilmente più informato di noi ed è riuscito a fare il superamento della Madia. Riaprire un ragionamento del genere con lo Stato sarebbe quanto meno interessante in relazione alla trattativa non facile che sicuramente ci sarà con la Commissione europea e al fatto che, com'è stato detto benissimo anche nell'audizione dei nostri componenti della Paritetica, la Valle d'Aosta parte da un presupposto tutto suo: noi abbiamo un'unicità, abbiamo una società, in questo caso la CVA, totalmente pubblica, ma abbiamo anche un altro aspetto a mio parere fondamentale: non è una società in perdita, per cui noi abbiamo tre bilanci e siamo obbligati a dismettere, è una società che ha utili e dunque quest'accelerazione, senza ripercorrere tutte le vie che ci portano alle norme di attuazione, per noi rimane poco comprensibile e non condivisibile, ma proprio per l'unicità di questa società, io penso che sia davvero un percorso più facile rispetto a tante altre realtà che magari avevano delle società in perdita, oppure addirittura magari delle società dove non c'era l'intera partecipazione pubblica. Allora non vale la pena di provare a percorrere questa strada, capire almeno per un periodo che possibilità abbiamo sia verso l'Europa che nei rapporti con lo Stato prima di perseguire un percorso, come quello che avete deciso di perseguire? Questo è il concetto e la base.

Ribadisco pertanto che non è il problema di chi è più autonomista o chi lo è meno, in questo caso io penso che il vero problema sia preservare, salvaguardare una società come la CVA e, se possibile, portare a casa qualcosa che non solo la preservi, ma la valorizzi, e il rinnovo delle concessioni, se riusciremo mai a portarlo a casa, sarebbe davvero la scommessa del secolo vinta.

Presidente - Altri? Ci sono altre dichiarazioni di voto? Possiamo procedere alla votazione sul testo emendato. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Baccega, Barocco, Bertschy, Bianchi, Borrello, Certan, Chatrian, Daudry, Farcoz, Fosson, Marquis, Morelli, Nogara, Peinetti, Restano, Rini, Testolin, Viérin)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Passiamo ora all'esame della settima risoluzione. Per l'illustrazione, la parola al collega Cognetta.

Cognetta (MOUV') - Con questa risoluzione si chiede in sintesi di promuovere un interpello ufficiale presso la Sezione di controllo della Corte dei conti al fine di accertare potenziali profili di illegittimità di quanto disposto all'articolo 27, comma 2, della legge regionale n. 24 del 21 dicembre 2016 a fronte della mancata quotazione della società CVA. In sostanza si fa riferimento al fatto che nella legge del bilancio del dicembre 2016, al comma 1 dell'articolo 27, era prevista la quotazione e al comma 2, sulla base di questa quotazione, si prelevavano dalla società 51.400.000 euro dicendo appunto che, visto che ci sarebbe stata la quotazione, facevamo molto meglio a togliere questa liquidità dalla società. Ora, in virtù del fatto che la quotazione non è ancora partita e non si saprà quando partirà - non si sa anche perché non c'è nessun documento ufficiale -, o se partirà, io chiedo al Presidente di fare un interpello ufficiale alla Corte dei conti per verificare, nel caso in cui non ci fosse la quotazione, se questo diventa un danno oppure no, perché nel caso lo fosse, allora io capirei che la strada della quotazione che avete preso - che continuate a insistere essere la migliore - diventerebbe ovviamente una strada obbligata, perlomeno per coloro che hanno votato a suo tempo la legge di bilancio. Era solo per chiarirci un dubbio, insomma, una volta per tutte; se, invece, non volete chiarire il dubbio, vi auguro di quotare in fretta perché sono già passati tre anni, insomma, direi che è il caso che vi sbrighiate sennò mi sembra assurdo che abbiamo tolto dei soldi per una quotazione che non c'è ancora stata.

Si dà atto che dalle ore 17:06 assume la presidenza il Vicepresidente Distort.

Distort (Presidente) - Si apre il dibattito generale. Ci sono richieste di intervento? La discussione generale è chiusa. Si apre lo spazio per le repliche. Per la replica, la parola all'Assessore Testolin.

Testolin (UV) - La mozione prevede che si impegni il Presidente della Regione a "promuovere un interpello ufficiale presso la Sezione di controllo della Corte dei conti locale al fine di accertare potenziali profili di illegittimità di quanto disposto dall'articolo 27, comma 2, della legge regionale n. 24/2016 a fronte della mancata quotazione della società CVA". Evidentemente l'aspetto è abbastanza tecnico e quindi ci siamo fatti supportare nella risposta.

Quanto all'interpello, le funzioni ascritte alla Sezione di controllo della Corte dei conti, inclusa quella consultiva, sono elencate nelle discipline del decreto legislativo n. 179 del 5 ottobre 2010, istitutivo appunto della sezione medesima. Le richieste di motivati avvisi possono avere a oggetto materie inerenti alla contabilità pubblica mediante la sottoposizione di quesiti di carattere generale, che presuppongono dubbi interpretativi in merito a disposizioni di legge, regionali o statali che per l'appunto afferiscono alla contabilità pubblica, alla Corte dei conti non può essere invece richiesto di scrutinare la legittimità di una legge, quale di cui trattasi, posto che, com'è noto, il giudizio di legittimità costituzionale di una legge e in specie di una legge regionale è rimesso in via esclusiva alla Corte costituzionale, Giudice per l'appunto delle leggi che dichiara o non dichiara illegittime costituzionalmente... dalle disposizioni sottoposte al suo sindacato, all'esito... o di un incidente di costituzionalità promosso da un Giudice nel corso di un giudizio nel quale sia dubitata la legittimità costituzionale di una disposizione di legge, che debba trovare applicazione per la risoluzione della res controversa o dall'esame di un ricorso in via principale promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri entro il termine decadenziale di sessanta giorni dalla pubblicazione della legge sul Bollettino ufficiale della Regione.

Quanto premesso esclude alla fonte la fondatezza, sotto il profilo della sua ammissibilità, del richiesto interpello, non potendo la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, che, nel rendere motivati avvisi, non esercita funzioni giurisdizionali, giudicare in termini di accertamento positivo o negativo della legittimità costituzionale della legge regionale di stabilità per il triennio 2017/2019 nella parte indicata nella risoluzione. Legge, è bene rammentarlo, relativamente alla quale il Consiglio dei ministri, nella seduta del 23 febbraio 2017, ha deliberato la non impugnativa, né può ritenersi una qualche illegittimità sopravvenuta, avuto riguardo all'entrata, legittimamente accertata e sulla base della previsione di cui all'articolo 27, comma 2, della citata legge n. 24/2016 e ciò nel merito per le seguenti ragioni:

- l'espressione utilizzata dal legislatore regionale nel comma 2 dell'articolo 27 in relazione al processo di quotazione autorizzata ai sensi del comma 1 ha finalità di meglio chiarire il merito per cui l'autorizzazione, in sé autonoma, contenuta nel comma 2... "è autorizzata a riversare alla Regione, anche in più soluzioni, le somme disponibili nel corso della medesima annualità sul fondo di dotazione della gestione speciale, per euro 51.400.000, alimentato dal riversamento delle riserve distribuite da CVA nella medesima annualità "... trova collocazione nel medesimo articolo 27;

- la relazione tra il riversamento e il percorso di quotazione non costituisce un valido vincolo di causa-effetto diretto cioè a subordinare la legittimità del riversamento al prosieguo del processo di quotazione, né tanto meno al suo esito positivo. Se così fosse stato, il legislatore regionale avrebbe previsto il riversamento soltanto in caso di esito positivo della quotazione e non anche, come invece genericamente stabilito, in relazione al processo di quotazione. È noto, peraltro, che i processi di quotazione in Borsa sono complessi, potendo richiedere tempi particolarmente lunghi. L'autorizzazione al riversamento, stabilita per l'anno 2017, è quindi correlata ma sostanzialmente indipendente dall'esito del processo di quotazione, che certamente non avrebbe potuto concludersi nella medesima annualità, cioè nel 2017, a prescindere dalle scelte approvate successivamente di sospendere, ma non anche di interrompere l'iter di quotazione;

- nessun dubbio peraltro può porsi a esercizio finanziario chiuso e rendicontato sulla legittimità dell'entrata straordinaria, che, autorizzata dal citato comma 2 dell'articolo 27, legge regionale n. 24/2016, è stata poi prevista nella parte entrata al bilancio regionale per l'annualità 2017 del bilancio di previsione 2017/2019, approvato dal Consiglio regionale con l'autonoma e separata legge regionale n. 25/2016, anch'essa non impugnata in via principale per essere accertata e incassata nel corso dell'anno 2017. Nella relazione delle entrate del disegno di legge del bilancio 2017/2019 è, infatti, affermato che le entrate extratributarie sono previste per l'esercizio 2017 in 133 milioni, importo di molto superiore sia agli anni precedenti, sia rispetto al secondo e terzo esercizio del triennio programmato nei quali si attestano a circa 70 milioni, ciò in quanto sono previste nell'esercizio 2017 alcune entrate di carattere straordinario e una tantum tra cui il rientro di somme dal fondo della gestione speciale presso Finaosta appunto per i 51,4 milioni. Nel rendiconto della Regione per l'anno 2017 approvato dal Consiglio regionale, legge regionale n. 1 del 2018 è poi riportato l'incasso di 51,4 milioni; nella relazione al disegno di legge è indicato che la crescita è sostanzialmente la conseguenza di un'entrata di carattere straordinario e una tantum costituita dal rientro di somme dal fondo di gestione speciale presso Finaosta per i 51,4 milioni di cui si sta parlando, registrata tra le entrate extratributarie.

In conclusione si segnala come la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti prende atto dell'iscrizione a bilancio dei 51,4 milioni nell'anno 2017 e ne ha dato contezza nella sua relazione al Consiglio regionale sul rendiconto generale e sul bilancio consolidato della Regione Valle d'Aosta per l'anno finanziario 2017, approvata con deliberazione n. 19 del 2018.

Presidente - La parola al collega Cognetta per dichiarazione di voto.

Cognetta (MOUV') - Brevemente, vede, Assessore, se non c'è causa-effetto, la prima domanda è: perché è stato specificato? Tra l'altro, è un parere legale quello che ha avuto? Perché se è un parere legale, sarebbe il caso di vederlo con calma perché, ripeto, non c'è causa-effetto, punto uno.

Punto due: nel momento in cui si è decisa la sospensione della quotazione, allora anche tutto quello che ne deriva è stato sospeso e quindi anche il riversamento dei soldi. Allora lei comprenderà che c'è qualcosa che non funziona. Se la si vede come una fotografia istantanea, forse può avere ragione, ma, siccome la quotazione si è fermata, questo riversamento che viene considerato automatico non lo è per nulla: è questo il discorso. Io quindi credo che invece debba essere fatto un approfondimento molto specifico sulla questione perché, ripeto, se voi non farete la quotazione, questi soldi andranno restituiti: questa è la situazione. Il fatto che poi la legge di bilancio sia stata ritenuta legittima non vuol dire nulla, vuol dire che, nel momento in cui è stata presentata, era legittima, e con questo? Mica ho detto che la norma è illegittima, io dico che la norma è illegittima nel momento in cui non si fa la quotazione, che è una cosa diversa, perché se è vero quello che dice lei, che non c'è causa-effetto mai, allora noi potremmo prendere soldi da qualunque partecipata, mi viene in mente, non so, qualunque cosa vogliate prendere da qualunque partecipata, dicendo che poi la quoterete, poi non la quotate e vi prendete quello che volete. È un ragionamento che non ha né capo, né coda.

Presidente - Siamo nello spazio dedicato alle dichiarazioni di voto. Ha chiesto la parola il collega Bertin.

Bertin (RC-AC) - Sarò estremamente sintetico. Ora, potendo intuire le ragioni e la provocazione del collega Cognetta, restano poco chiari alcuni aspetti tecnici e, al di là di tali aspetti, non vorrei che questo poi venisse interpretato come un'istigazione a proseguire nella quotazione. Il mio voto sarà di astensione.

Presidente - Se volete intervenire per dichiarazione di voto, prenotatevi, diversamente, chiudo la fase dedicata alle dichiarazioni di voto.

Si dà atto che dalle ore 17:18 riassume la presidenza il Presidente Rini.

Rini (Presidente) - La parola alla collega Pulz per dichiarazione di voto.

Pulz (ADU VDA) - Noi siamo tendenzialmente a favore di questa risoluzione, anche se meno convintamente rispetto alle ultime, alle precedenti, perché vorremmo più chiarezza rispetto alle procedure, non so se possiamo avere adesso questa chiarezza, e poi comunque manteniamo un dubbio abbastanza forte, cioè non ci sembra che una norma possa essere illegittima in ragione di un evento successivo, cioè la decisione dello stesso Consiglio, anche se era diverso, di sospendere la quotazione. Pur con questi dubbi, comunque votiamo a favore.

Presidente - Possiamo mettere in votazione, colleghi, non vedo altre richieste di intervento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 11

Favorevoli: 11

Astenuti: 24 (Baccega, Barocco, Bertin, Bertschy, Bianchi, Borrello, Certan, Chatrian, Daudry, Farcoz, Fosson, Marquis, Minelli, Morelli, Mossa, Nasso, Nogara, Peinetti, Restano, Rini, Russo, Testolin, Vesan, Viérin)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Passiamo ora all'analisi della risoluzione n. 8. Per l'illustrazione, la parola alla collega Minelli.

Minelli (RC-AC) - Semplicemente per dire che la risoluzione n. 8 viene ritirata ed è sostituita da quella successiva, la risoluzione era stata presentata tre settimane fa per l'altro Consiglio. Abbiamo deciso di elaborare un testo leggermente diverso alla luce anche di altre informazioni, che abbiamo ricevuto nel frattempo.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente - Passiamo quindi all'esame della risoluzione n. 9. La parola per l'illustrazione alla collega Minelli.

Minelli (RC-AC) - La risoluzione che presentiamo è del tutto coerente con quanto sia noi che i colleghi che l'hanno sottoscritta abbiamo sostenuto durante i lavori della Commissione e negli interventi che si sono susseguiti in queste ormai tre giornate di lavoro. Noi riteniamo che la strada maestra per il futuro della CVA e direi della Valle d'Aosta, per quanto riguarda l'idroelettrico sia quella di una norma di attuazione, che permetta alla Regione di acquisire delle prerogative nell'ambito appunto dell'idroelettrico. Durante i lavori della Commissione speciale CVA, attraverso tutte le audizioni che abbiamo effettuato, abbiamo capito qual è la complessità delle normative che disciplinano l'attività delle società produttrici di energia idroelettrica, ma in quei mesi di lavoro si sono verificati - l'ho detto quando ho fatto il mio intervento introduttivo l'altro ieri - dei fatti che avranno un impatto nuovo sugli scenari dei prossimi mesi e anche dei prossimi anni: c'è stata l'approvazione del decreto semplificazione e l'avvio della procedura per la norma di attuazione dello Statuto. L'approvazione dell'articolo 11 del decreto semplificazione, che è diventato legge nel febbraio del 2019, impegna le Regioni a Statuto ordinario a predisporre, entro il 31 marzo 2020, delle leggi regionali di disciplina delle concessioni per le grandi derivazioni. Un'elaborazione normativa in molte Regioni è già partita e tutto ciò avrà delle ricadute anche sulla situazione locale.

Per noi c'è un fatto di grande rilevanza, che è costituito dall'avvio dei lavori della Commissione paritetica, a cui bisogna affidare l'elaborazione di questa norma di attuazione, una norma di attuazione che deve permettere alla Valle d'Aosta di evitare le gare per le concessioni delle grandi derivazioni e al contempo di avere una società che lavori per la transizione e l'autonomia energetica.

Dalle audizioni che abbiamo avuto - sia la prima in Commissione speciale CVA e poi anche in I Commissione, è stato letto in questi giorni l'estratto del verbale dell'audizione dei membri di componente valdostana della Paritetica - è possibile ottenere questa norma di attuazione per diverse ragioni: perché la Valle d'Aosta è una realtà piccola, e già questo è un elemento positivo per quello che riguarda l'esclusione dalle gare, perché non incideremmo troppo sulla situazione nazionale; perché c'è già un'azienda pubblica, che è la CVA, che opera nell'idroelettrico e quindi attraverso la norma di attuazione sarà possibile ampliare i poteri per la produzione e la distribuzione di energia per quanto serve alla comunità locale. Noi crediamo che questa sia un'occasione fondamentale, un'occasione da non perdere per il rafforzamento dell'autonomia regionale nel settore energetico, che è così cruciale per il presente e il futuro della Valle d'Aosta.

Quindi chiediamo con questa risoluzione di impegnare le commissioni consiliari competenti a verificare, attraverso contatti sia con gli Assessori, con gli uffici e con i componenti della Commissione paritetica, la situazione attuale, ma anche i possibili sviluppi che ci saranno nell'iter di elaborazione della norma e a riferire al Consiglio regionale entro il prossimo mese di luglio.

Devo aggiungere che in questa famosa audizione di cui ancora prima il collega Luboz ci ha letto un passaggio era stata evidenziata la possibilità di addivenire a una norma di attuazione per quello che riguarda le concessioni. Era stato detto anche che, in merito alla questione legata al decreto Madia, la situazione era più complessa, ma, questo era stato detto in quella audizione della Commissione speciale..., "si può fare": questo era ciò che ci era stato detto. La situazione della Valle d'Aosta è una situazione di autonomia in questo senso ancora diversa e più forte rispetto a quella del Trentino Alto Adige, però bisogna farla valere e, per farlo, bisogna avere una norma speciale che attui lo spirito dello Statuto, "un'azienda come la CVA, una società, un'impresa di totale proprietà regionale, strumento delle politiche regionali in Valle d'Aosta, potrà essere sottratta alle regole che disciplinano il mercato idroelettrico", ci è stato detto che questo è possibile. È però anche evidente - l'ho già detto e lo ripeto - che, se così sarà, questa società non potrà mettersi in concorrenza con altre società pubbliche o private sul mercato delle concessioni.

La nostra impegnativa è importante però è necessario - l'ho detto precedentemente quando sono intervenuta sulla risoluzione presentata dal collega Gerandin - che la Regione trasmetta una bozza di testo con la relativa relazione da parte del Governo alla Commissione. Da quel momento in poi si potranno calcolare questi famosi ormai sei-nove mesi entro i quali è possibile portare in porto la norma. Il punto però è che ci vuole questa bozza, che deve essere trasmessa. Io credo che questa sia davvero la strada che dobbiamo percorrere, per noi è anche l'unica e su questo credo che tutti (i colleghi del Movimento Cinque Stelle e di ADU e noi) siamo stati chiari. Chiediamo quindi di votare questa risoluzione perché, nell'ambito degli scenari futuri per la nostra Regione, noi crediamo che questo sia l'unico percorso che si potrà intraprendere.

Presidente - È aperta la discussione generale. Chi intende prendere la parola? La parola al collega Nogara.

Nogara (AV) - Ormai mi sembra di essere un disco rotto perché continuiamo a ripetere le stesse cose, sembra che non si vogliano dire certe cose, se ne dicano altre... per correttezza, ho cercato di mantenermi sempre su tutto quello che abbiamo sentito. Collega Minelli, quello che ho detto prima al collega Gerandin glielo ripeto di nuovo: andrebbe tutto bene, sarebbe un'occasione da non perdere se avessimo delle situazioni di sicurezza, per carità, sarebbe da proseguire, però bisogna dirla tutta, lei parla del decreto di semplificazione, che dice... ma il decreto di semplificazione è stato impugnato - bisogna dire anche quello perché sembra che in sei-nove mesi noi facciamo tutto - dalla Commissione europea! Stiamo bloccati - io poi mi fido di quello che dice il dottor Balduzzi, poi magari si sbaglia, mi sbaglio io - per due anni-due anni e mezzo come minimo e nel frattempo cosa facciamo? Lei dice che questo non è vero, mi spieghi su che basi lo dice, io non metto in discussione quello che ci è stato detto perché, come dice il collega Chatrian, non ci è stato detto dal cantoniere di Torgnon, ma da un ex Ministro, da un membro della Paritetica, da una persona che ha sempre lavorato in questi settori; se vuole, glielo rileggo di nuovo, ma ci ha detto questo, non altro! È per questo che le dico questo. Il primo intervento del dottor Louvin... è vero che ci ha parlato di tanti interventi che si possono fare... ci ha detto: "se la Commissione paritetica tutta intera è d'accordo, se riusciamo a metterci d'accordo, ci vogliono sei-nove mesi, ma ci potrebbero volere anche dieci anni". Io non so cosa dirle, però questa è la realtà di quello che abbiamo sentito. A questo punto mi viene da dire: "teniamo conto del Presidente della Commissione paritetica o no?", è questo che voglio dire, non voglio dire altro...

Lei, quando fa queste affermazioni, non si deve fermare a dire: "il decreto di semplificazione prevede che... perciò si può fare... anche per la Madia, sei-nove mesi e andiamo avanti". Io le ho fatto prima un ragionamento, le ho detto: "per la concessione delle acque anche la nostra risoluzione prevede le norme di attuazione" e le ho spiegato anche perché: perché, con una previsione di blocco di due anni-due anni e mezzo, saremo comunque sempre in tempo con le norme di attuazione a ottenere qualcosa di importante, come ha detto il Consigliere Gerandin e come ha detto anche lei, però quello che ha detto il collega Renzo Testolin è importantissimo e tanti l'hanno detto, cioè cerchiamo di dire a tutti, alla gente, alle persone con cui parliamo in quest'Aula le cose come stanno. Allora, le cose in questo momento stanno così: abbiamo sei-nove mesi, se tutto va bene, se tutti sono contenti.

Tra l'altro, il professor Louvin ha detto una cosa importante: si è complicata la questione con questa impugnativa da parte della Commissione europea perché a questo punto dobbiamo fare una norma che vada bene allo Stato e che vada bene alla Comunità europea, che non è una cosa così facile da fare. Io ringrazio il Commissario Balduzzi e il Presidente Louvin per l'impegno che si sono presi e hanno detto delle cose importantissime per quello che si può fare, però bisogna dire chiaramente a tutti come stanno le cose perché, se qualcuno ha sentito l'intervento che ha fatto adesso, potrebbe dire: "ma come mai non fanno le norme europee? Ci vogliono sei mesi". Non e così, non ci hanno detto questo...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

... è possibile stare anche dieci anni lì. Guardi, facciamo una cosa, partiamo da... perché la partenza, glielo ho già detto prima, è alla fine di questo Consiglio...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

... guardate che tre mesi fa...

(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

... sì, avete votato una mozione...

Presidente - Colleghi, non parlate fuori microfono perché altrimenti non si comprende assolutamente il dibattito... lasciate terminare il collega.

Nogara (AV) - ... comunque, se si vuole fare i sordi, continuiamo a fare i sordi, comunque il discorso è questo. Qua è prendere in giro la gente... non è prendere in giro la gente? Le chiedo, collega Minelli, la prima volta cosa ha detto il Presidente Louvin? Non ha detto che ci vogliono dai sei ai nove mesi, se va tutto bene, ma possono esserci dieci anni? Il decreto di semplificazione non è stato impugnato? Il Commissario Balduzzi non ha detto che ci vogliono come minimo due anni e mezzo? Queste sono le domande importanti a cui lei deve dare delle risposte e non penso che lei si possa inventare qualcosa.

Presidente - Per dichiarazione di voto? Ha illustrato prima... scusi, per l'intervento quindi... la parola alla collega Minelli.

Minelli (RC-AC) - Scusi, per fatto personale, perché si è rivolto a me e mi ha detto: "lei non può dire che...", se non si può, rinuncio, tanto le cose...

Presidente - Può intervenire, ha diritto all'intervento collega.

Minelli (RC-AC) - ... lei ha affermato che il dottor Louvin ci ha detto che possono passare da sei a nove mesi e che ci possono essere anche dieci anni, io le dico che ci è stato detto da sei a nove mesi nel momento in cui si parte, ma ci è anche stato detto che devono essere date delle indicazioni chiare e che deve essere chiara la volontà. È vero poi che ha affermato e ripetuto di non essere Mago Merlino, ma ha anche detto che questo è qualcosa che si può fare, se c'è un accordo e se si riesce a lavorare, ma la possibilità di lavorare deve essere data, prima cosa...

(brusìo in Aula)

Presidente - Seguire i lavori in questa confusione diventa difficile per tutti, colleghi, vi chiedo un po' di rispetto per chi sta parlando.

Minelli (RC-AC) - ... seconda cosa, il professor Balduzzi ci ha anche detto che la questione... io sto rispondendo a lei, collega Nogara, se le interessa, le rispondo, sennò io lascio perdere perché quello che io dico a me è chiaro, normalmente non si voltano le spalle a chi parla, a me hanno insegnato così...

(interruzione del Consigliere Nogara, fuori microfono)

... sto dicendo che il professor Balduzzi ci ha anche detto che "ciò che deciderà lo Stato o l'Unione europea "- ho visto il verbale di nuovo adesso - è una cosa che non sappiamo né noi, né io, né lei, non lo sa nemmeno lui... Bisogna quindi dare la possibilità...

Presidente - Colleghi, non si riesce a seguire la collega che sta parlando, capisco che siamo tutti stanchi, vi chiedo, per cortesia, un po' di ordine.

Minelli (RC-AC) - ... alla Commissione paritetica di lavorare, se non gliela diamo e se non diciamo con un testo scritto su che cosa esattamente deve lavorare, non possiamo fare nessuna valutazione. Questa è una prima cosa.

L'altra cosa è che, nel momento in cui ci è stato detto che questa possibilità esiste ed è stata anche data un'indicazione temporale, che non può essere certa, perché non lo possono di certo dire, non sappiamo neanche se io e lei domani mattina saremo ancora qua, potremmo essere tutti e due da qualche altra parte...

(nuova interruzione del Consigliere Nogara, fuori microfono)

... lasciando perdere questa questione, comunque stavo dicendo che quello che ci è stato detto è che esiste una possibilità e se esiste una possibilità che la Regione si doti di una norma di attuazione che le permetta di essere autonoma in questo senso, io penso che bisogna sospendere altre strade che potrebbero essere intraprese, l'ho detto fin dall'inizio. Basta, non dico più niente.

Presidente - La parola al collega Nogara per dichiarazione di voto.

Nogara (AV) - Non è un fatto personale, volevo solo...

Presidente - È una dichiarazione di voto allora.

(brusìo in Aula)

Nogara (AV) - ... è solo per dire che non si può andare avanti così! Io ho detto delle cose oggettive e allora non è che tutti in ogni momento chiedono il fatto personale. L'ho dimostrato adesso che potrei chiedere il fatto personale e fare un altro intervento e non è logico! Solo questo, per il lavoro dell'Aula.

Presidente - Collega Nogara, la collega Minelli non è intervenuta come fatto personale, ma come intervento dopo l'illustrazione a cui ha diritto. La parola alla collega Pulz.

Pulz (ADU-VDA) - Intervengo come firmataria della risoluzione. Vorrei aggiungere a questo stimolante dibattito, temo non per rasserenarlo, che il Consiglio dovrebbe essere in grado, secondo noi, di dare però indicazioni politiche alla Commissione paritetica, cioè crediamo di non poterci limitare ad aspettare delle soluzioni, a subire gli eventi come capitano. Naturalmente nel farlo dovremo tenere conto dell'obiettivo finale e proprio qui sta la contraddizione direbbe il sommo Aristotele, così richiamo anche l'attenzione del collega Distort. Vorrei ragionare su questo con voi un attimo, ammesso che ci siano ancora energie per poter ragionare.

La maggioranza vuole quotare in Borsa la società, così pare, così è se vi pare, una scelta strategica questa che sottrarrebbe la società, secondo noi, lo ribadiamo, a ogni possibile controllo pubblico. È un punto di vista il nostro, trasformando la partecipazione della Regione, ancorché maggioritaria, in una partecipazione di mero utile, si incassa peraltro meno di prima con il tempo sicuramente, senza neanche poter incidere sulle scelte della società. Poi però si vuole lavorare a una norma di attuazione che in qualche modo dovrebbe garantire a CVA di non perdere le concessioni nel 2029, il che però è possibile solo se si immagina di avere una sorta di in house. Allora, scusate, se mi permetto questa domanda, ma io non so più come chiamare questa posizione se non schizofrenia. Più che verificare che cosa si stia facendo in merito alla norma di attuazione, come prevede l'impegnativa che ho firmato e che quindi... per cui, scusate, darò un voto favorevole come direbbe Monsieur Lapalisse... secondo noi, bisognerebbe finalmente fare una scelta di fondo, decidere e se si decide seriamente di imboccare la strada della norma di attuazione, allora prima bisogna dire che innanzitutto non si può quotare perché altrimenti siamo alla schizofrenia: questo è il mio punto di vista, non so se condiviso.

Presidente - Ci sono altre richieste di intervento in discussione generale? Possiamo chiudere la discussione? La discussione è chiusa. Dichiarazioni di voto? Non ci sono dichiarazioni di voto. Ha chiesto la parola il collega Gerandin.

Gerandin (MOUV') - Solo per dichiarare il nostro sostegno a questa risoluzione. Non siamo intervenuti in discussione generale anche perché comunque avremmo dovuto giocoforza ripercorrere quello che è stato detto in quella risoluzione da noi presentata prima, per cui, in analogia proprio con lo spirito con cui abbiamo presentato quella di prima, siamo chiaramente favorevoli a questa risoluzione. Mi riallaccio un po' al pensiero della collega Pulz, non si può pensare di avviare un discorso di quotazione e poi magari sperare di portare a casa una norma di attuazione, soprattutto quella legata al rinnovo delle concessioni.

Presidente - Per dichiarazione di voto, la parola al collega Luboz.

Luboz (LEGA VDA) - Anche noi votiamo convintamente questa risoluzione, ne approfitto, mi ero segnato due appunti, per in qualche modo invitare l'Aula ad andare anche oltre su altre norme di attuazione perché stavo guardando in questi giorni scorsi, la Regione Valle d'Aosta è l'unica a non essersi dotata di una norma specifica in materia di appalti, ma abbiamo semplicemente abrogato la 12 e ci siamo adeguati al Codice appalti nazionale, quindi sfruttiamolo lo strumento delle norme di attuazione.

Presidente - Non vedo altri iscritti. Possiamo procedere alla votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti:18 (Baccega, Barocco, Bertschy, Bianchi, Borrello, Certan, Chatrian, Daudry, Farcoz, Fosson, Marquis, Morelli, Nogara, Peinetti, Restano, Rini, Testolin, Viérin)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Passiamo ora all'analisi della risoluzione n. 10. Per l'illustrazione, la parola al collega Marquis.

Marquis (SA) - Arriviamo all'ultima risoluzione all'ordine del giorno, dopo due giorni e mezzo di discussione. Credo che abbiamo potuto condividere alcuni aspetti dentro l'Aula, tutti hanno riconosciuto il ruolo di CVA in questi anni, dal 2000 ad oggi, che ha dato grande valore all'economia della Valle d'Aosta, grandi entrate alla Regione, ha creato occupazione. Oggi vive la situazione di affrontare un nuovo scenario, cioè ha bisogno di un nuovo rilancio a fronte delle nuove opportunità che il settore dell'energia offre e del nuovo contesto ambientale. Abbiamo anche rimarcato un po' tutti come sia prioritario per la nostra Regione pianificare, in armonia con le direttive dell'Unione europea, quelle nazionali, il perseguimento dell'obiettivo della transizione energetica, l'obiettivo di rendere la nostra Regione fossil fuel free entro il 2040, con il massimo rispetto alle politiche ambientali, perché la nostra è una regione di montagna, che fonda tutta la sua economia sulla sua bellezza, sul valore del nostro contesto territoriale e quindi abbiamo la necessità di puntare fortemente a un'economia e a un approccio improntato alla sostenibilità. Sotto questo profilo, riteniamo che sia necessario, più che in altre Regioni, quindi assumere una leadership nella lotta al clima, nella lotta alla... transizione energetica dicevo poc'anzi, possiamo essere un piccolo modello da essere invidiato e osservato anche dagli altri Paesi europei. Per questo riteniamo che sia importante valorizzare il ruolo della nostra società CVA perché può essere un braccio operativo fondamentale per raggiungere questi obiettivi e questo si può fare attraverso tre linee d'azione: continuare nella politica di produzione delle rinnovabili dove ci distinguiamo e siamo una leadership a livello nazionale e internazionale; porre molta attenzione ad altri aspetti nuovi, che sono quello dell'efficientamento energetico, cosa significa questo? Mettere a disposizione l'innovazione per poter isolare gli edifici della Valle d'Aosta, i grandi condomini che disperdono grosse energie, e quindi vuol dire diminuire alla fine il costo del riscaldamento per la popolazione valdostana, vuol dire approcciare alla sostenibilità, alla mobilità sostenibile, vuol dire favorire quindi nelle nostre valli la diffusione, per quanto possa stare nelle prerogative del pubblico, della mobilità elettrica. Per fare tutto questo, però abbiamo visto nel percorso di audizione che ci sono delle difficoltà, la società non può operare in questa direzione, non può, secondo il contesto normativo alla quale oggi è sottoposta - è stato detto da tutti -: la legge Madia, acquisire nuovi impianti produttivi, non può porre la sua attenzione all'efficientamento energetico, non può guardare alla mobilità. Non può sostanzialmente puntare all'innovazione perché per noi CVA è anche fonte di occupazione, com'è stata sinora e crediamo che in questo scenario possa avere un ruolo trainante per aprire l'economia della Valle d'Aosta, un ruolo nell'ambito delle start up, dell'occupazione qualificata, nel creare una catena, una filiera nel mondo dell'energia. Noi riteniamo che questo lo possa fare attraverso una sinergia con il Politecnico che ha sede a Pont-Saint-Martin in Valle d'Aosta, con le imprese innovative e fare sostanzialmente quello che non si è riusciti a fare negli anni Ottanta, quando si sono fatti i grossi investimenti sugli impianti a fune.

Detto questo, la via di uscita, la via maestra per poter raggiungere questi obiettivi è quella di quotarsi in Borsa: quotarsi in Borsa significa mettere a disposizione della Borsa un numero minimo di azioni, il 30 percento, cosa significa questo? Mantenere il controllo e l'indirizzo aziendale che noi riteniamo fondamentale mantenere a favore dei valdostani. Ci sono quindi due obiettivi, uno di breve e medio periodo, che è quello di superare la Madia, e l'altro quello di lungo periodo, che è risolvere il problema delle concessioni.

Per quanto riguarda il problema delle concessioni, stiamo lavorando e vogliamo lavorare e dare gambe alla norma di attuazione, è una norma di attuazione che si prefigge di favorire la possibilità che CVA alla scadenza delle concessioni possa essere destinataria in modo rinnovato rispetto a prima della possibilità di gestire le centrali in Valle d'Aosta. Sicuramente questo è un obiettivo ambizioso al quale oggi, bisogna essere chiari, non possiamo dare una risposta sicura perché c'è una norma a livello statale che è bloccata, com'è stato detto prima dal collega Nogara. L'obiettivo per portare CVA a essere forte nel 2029, per poter competere in caso di gare, per l'aggiudicazione delle concessioni quindi è quello di rafforzarla sotto il profilo patrimoniale: questo significa che stare fermi oggi vuol dire indebolire la società e pregiudicare il raggiungimento di quest'obiettivo.

Per quanto riguarda il discorso del disegno di legge che sarà da predisporre per uscire dalla Madia e per fare ripartire il processo di quotazione, abbiamo individuato una serie di obiettivi, obiettivi che sono di concorrere, come dicevo prima, al processo di transizione energetica, ma questo farlo coerentemente con gli obiettivi forniti dall'Amministrazione regionale, che deve esercitare il controllo dell'indirizzo, ma anche attraverso la specifica predisposizione di report annuali per monitorare il raggiungimento di questi obiettivi perché non è possibile non avere il controllo sociale. Riteniamo prioritario quindi fissare nel disegno di legge una percentuale massima, collocabile in Borsa, la riserva di una quota da destinarsi all'azionato popolare: questo significa che i valdostani, che vorranno investire con i loro risparmi sulla società potranno e dovranno essere messi nella condizione di poterlo fare.

Credo che un altro aspetto importante da sottolineare sia quello della previsione di intervenire per favorire la riduzione dei costi dell'energia, in questi due giorni mi ha fatto male sentire alcuni colleghi che hanno detto: "è un'azione assistenzialista, populista", ritengo che questo significhi non conoscere la storia della Valle d'Aosta perché i nostri padri hanno speso tante energie, hanno fatto tante battaglie per ridurre il costo dell'energia e credo che oggi essere nella condizione di poterlo fare significa rafforzare l'identità di essere valdostani, significa riconoscere il risultato di quelle battaglie che sono state fatte e che all'epoca non hanno potuto arrivare al risultato. Oggi, attraverso un percorso di quotazione, siamo in grado di avere a disposizione delle risorse che riteniamo correttamente debbano essere messe in parte a disposizione dei valdostani per ridurre loro il costo dell'energia. Così come riteniamo fondamentale attivare la proposta di una norma di attuazione che disponga la soppressione della bolletta elettrica della componente tariffaria a favore dello Stato relativa agli oneri di trasporto, riteniamo che questa sia una battaglia fondamentale da portare avanti con tutte le nostre forze e tutte le nostre energie perché questo valore incide per il 50 percento sulle bollette elettriche dei valdostani, non sarà possibile mai riconvertire il riscaldamento ad alimentazione elettrica in Valle d'Aosta se non riusciamo a ridurre il costo dell'energia. Rimangono dei gran bei pensieri, ma non riusciranno mai ad avere gambe, pertanto questo riteniamo che sia uno sforzo da fare tutti insieme perché finalmente i valdostani devono poter riconoscere il lavoro che è stato fatto da metà del secolo scorso.

In definitiva crediamo che tutti in questi giorni abbiamo analizzato a 360 gradi questo problema, tutti si sono concentrati sui rischi delle prospettive, ma nessuno ha parlato di che cosa succede se la CVA non intraprende questo percorso. Ebbene, la CVA, giorno per giorno, perde delle risorse, perde delle possibilità di investimento, qualcuno ha detto che quest'anno il bilancio che è stato prospettato nei giorni scorsi ha dato un esito positivo, sicuramente, ma un esito positivo che è in funzione degli investimenti che sono fatti negli scorsi anni, il problema diventa il bilancio dei prossimi anni se non ci saranno dei nuovi investimenti. Per noi oggi è più che mai necessario portare avanti questo percorso, che, come abbiamo detto questa mattina, deve essere un percorso sottoposto anche al giudizio della nostra comunità e pertanto integreremo l'ordine del giorno con l'emendamento che prevede la sottoposizione del disegno di legge che verrà prodotto dal Governo regionale al giudizio dei cittadini valdostani.

Credo che sarà un momento di confronto in cui ognuno potrà portare il suo contributo, potranno essere portate tutte le posizioni, ma ritengo che lo dobbiamo fare con onestà intellettuale, con l'onestà intellettuale che hanno affrontato questo tema i nostri padri, non possiamo andare a raccontare delle balle ai valdostani, non possiamo andare a dire che è perseguibile una norma di attuazione entro sei-nove mesi quando è bloccato tutto per due anni e mezzo dall'Unione europea! Dobbiamo lavorare, è vero, ma lavorare per raggiungere questi obiettivi, sulle certezze e non sulle incertezze.

Presidente - Apriamo la discussione generale. La parola al collega Mossa.

Mossa (M5S) - Guardando la risoluzione di maggioranza, i primi due punti sembrano tanto essere uno zuccherino che si vuole dare ai valdostani prima di far loro mandare giù il rospo grosso quanto una casa. Visto che noi siamo aperti dialogo, però saremmo anche disposti a votarvela, ma a condizione che venga accettato un nostro emendamento riguardante una piccola modifica del punto n. 1 e la sola eliminazione del punto n. 3 dei vostri punti quattro proposti. Mi sembra una proposta accettabile. Nel primo dite - e recito -: "proseguire con sollecitudine nella presentazione di una norma di attuazione, coerentemente con le indicazioni già fornite alla Commissione paritetica, che rafforzi la potestà legislativa regionale in materia di affidamento delle concessioni delle grandi derivazioni a uso idroelettrico in scadenza nei prossimi anni, a tutela degli interessi della comunità valdostana". A questo punto noi aggiungeremmo: "e che permetta di superare i vincoli imposti dalla legge Madia"., Ritengo che, grazie a questa piccola aggiunta al punto n. 1, possiamo tranquillamente eliminare il punto n. 3 e beneficiare del nostro potere legislativo, ovvero della nostra autonomia, e creare, grazie al supporto della Commissione paritetica, determinate norme di attuazione che svincolino la società da quelle leggi che ne impediscono la sua crescita. Questo, a mio avviso, significa usare la nostra prerogativa legislativa e quindi la nostra autonomia per il bene della nostra Regione e, se ci interessa davvero tenere nelle mani dei valdostani la loro società nella sua interezza, questa è l'unica strada, non ce ne sono altre. Altrimenti non è la legge Madia il problema, non sono le concessioni il problema, il problema è che probabilmente voi avete già deciso di quotare la società ormai da anni, ancor prima che entrasse in vigore la legge Madia: ecco la verità! Il resto sono solo chiacchiere!

Se durante l'audizione degli esperti giuristi ci fosse stato detto che, attraverso le norme di attuazione, non sarà comunque possibile superare i vincoli del decreto Madia, allora avrei anche potuto prendere in considerazione la vostra proposta, ma nessuno di loro ha fatto quest'affermazione, non è mai stata fatta quest'affermazione, anzi, a dire del professor Louvin, grazie alle norme di attuazione, è possibile superare i vincoli delle norme statali e pertanto anche quelli della legge Madia. Allora perché non prendere questa strada? Perché non perseguire questa strada, percorribile, a dire degli esperti, che permetterebbe alla società di rimanere interamente in mano al pubblico, in mano ai cittadini valdostani. Se accettate il nostro emendamento, noi voteremo volentieri la vostra risoluzione.

Presidente - La parola al collega Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Ho visto l'entusiasmo del collega Marquis nella presentazione e l'utilizzo del verbo "gemmare", sicuramente questa risoluzione è una gemma del suo albero, quindi gliene diamo conto. Io mi concentrerei sui punti n. 2 e n. 3, lei giustamente dice che non si possono raccontare balle ai valdostani, ma si sa che le balle le ha portate lei, mi perdoni... ma vedo in lei, anche dopo la dichiarazione dell'altro giorno di fare questa battaglia contro lo Stato e sono contento che si sia quasi lanciato più verso l'indipendentismo che verso il democristianesimo, che io rispetto tantissimo... ma al punto n. 2 sinceramente... come anche l'ultimo punto del punto n. 3 - e sinceramente qui io ho delle difficoltà a comprenderne la ratio, ma quando si costruirà la legge, ci sarà l'occasione per approfondire e chissà magari anche per chiedere dei pareri legali o dei pareri pro veritate, che vanno tanto di moda in questo Consiglio - : "sul rimborso ai residenti in Valle d'Aosta di una quota significativa della componente energia..." e via discorrendo... Sinceramente sul discorso della soppressione dalla bolletta elettrica della componente tariffaria a favore dello Stato relativa agli oneri di trasporto e di sistema mi chiedo due cose, la prima: si poteva fare anche senza il discorso della quotazione, ma soprattutto magari dobbiamo comprendere che ne è del dettato normativo nazionale in cui sostanzialmente si dice che ci deve essere un'uniformità a livello nazionale delle tariffe, ma poi magari chissà che cosa ne penserà anche l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. Soprattutto quello che mi preoccupa di più, perché, ahimè, io non ho il cantoniere di Torgnon, ma il commerciante di Courmayeur che alla fine si chiede chi paga perché, se io vado a togliere a chi consuma o a chi usa un certo... perché ricordiamoci che c'è anche la Signora Europa che ci impone tutta una serie di limitazioni... Mi chiedo se questo non sia uno spot elettorale o una marchetta, come avevo citato tempo fa, perché sinceramente, se lei avesse detto: "aboliremo l'IMU ai valdostani", io ci avrei creduto di più rispetto a questa promessa perché, come può essere complesso arrivare a una norma di attuazione per "enne" motivi, non mi concentro sul discorso Madia perché già ne abbiamo parlato ampiamente, penso che anche questo sia un grand programme ma probabilmente lei ci crede e chi è con lei pure, sono contento di questo.

Mi lascia un po' perplesso invece il discorso - la ringrazio però di avere concentrato l'attenzione su questo aspetto - di rafforzare il livello patrimoniale della società andando in quotazione. Io ho già avuto occasione di concentrarmi su questo aspetto e sono contento di questa sua conferma, che poi dovremo capire come si tradurrà, perché qua abbiamo già avuto occasione di parlare di potenziali spese che sono già state dichiarate, perché mi sembra che da questo progetto di quotazione si riesca a fare di tutto e di più, io sono contento, arriveranno un sacco di risorse. Se devo scegliere questa strada, spero che principalmente queste risorse rimangano nel patrimonio della società e servano effettivamente per fare quegli investimenti di cui la società necessita, perché altrimenti non so come qualcuno riuscirà a fare i collegamenti degli impianti a fune, come si riuscirà a restituire parte della componente energia della bolletta, come si riuscirà a coprire nel lungo periodo il costo di trasporto dell'energia perché mal comune mezzo gaudio, qui sicuramente andiamo a favorire, seppur poi dobbiamo comprendere a livello complessivo quanto, qualcuno, ovvero chi paga effettivamente le bollette rispetto a tutti i valdostani, perché? Perché comunque il bilancio complessivo della Regione è di tutti i valdostani, non soltanto di chi consuma o di chi usa il trasporto. Ripeto però che la vedo molto combattivo, quindi voglio essere combattivo con lei e pertanto sulla norma di attuazione penso che avremo occasione di combattere insieme la battaglia contro il centralismo romano, che ci impone delle tariffe di questo tipo, che però anche l'Unione europea, sappiamo, vuole e comunque regola in questo senso.

Un altro aspetto che mi preme sottolineare è quello relativo alla fissazione della percentuale massima collocabile, questo è collegato direi... è il coordinato disposto della patrimonializzazione perché, come abbiamo detto, bisogna comprendere intanto quanto verrà collocato e soprattutto come: se è una vendita, se è una sottoscrizione, se è un qualcosa di misto e questa è una variabile molto pesante per quanto riguarda la patrimonializzazione, perché i valori, sappiamo, che sono apprezzati più o meno dal mercato. Torno sul problema di prima, sempre il dubbio del commerciante di Courmayeur che si chiede: "alla fine chi è che paga?", perché bisognerà comprendere alla fine quanto si ottiene, quanto ci costa poi la quotazione non in termini di processo in sé ma delle spese che vogliamo fare e soprattutto quanti investimenti può generare perché, ricordo, c'era stato un articolo, che abbiamo già citato e una dichiarazione da parte dell'Amministratore delegato della CVA, dove si parlava di 270 milioni di investimenti. È ovvio che tutte queste spese... e sicuramente ne ho dimenticata qualcuna perché tra restituzioni, sconti e investimenti faraonici io ho perso i calcoli sinceramente perché ho sentito cifre di tutto conto.

Un'ultima battuta credo sia doverosa sul discorso della triangolazione di sviluppo, chiamiamola così, tra università, CVA e imprese innovative locali, sicuramente dove c'è appunto il verbo "gemmare", che citavo per tirarla in causa, sicuramente anche qui è un bellissimo programma, sul discorso università si insedierà il lato ricerca all'interno dell'ex Zincocelere o comunque Pont-Saint-Martin, anche qui era comunque un qualcosa che, voglio sottolineare, al di là del processo di quotazione, poteva essere costruito e si poteva sicuramente fare. Sul discorso decarbonizzazione, benissimo, abbiamo votato tutti quanti la mozione del carbon free, adesso scopriamo una nuova denominazione del fossil fuel free, ma probabilmente Greta ci ha dato un consiglio in più, per quanto riguarda questo, siamo sicuramente tutti d'accordo e siamo sicuramente contenti.

Io ho un ultimo dubbio, che poi è il vero dubbio: cosa dirà il mercato, cosa dirà il sottoscrittore, non quello dell'azionariato popolare, ma quello del mercato quando si troverà a dover contendere il proprio beneficio, il proprio introito, il proprio dividendo, se vogliamo, sapendo che una parte degli utili della società verranno utilizzati per distribuzioni alla cittadinanza e quindi non a lui medesimo? Cosa ne sarà appunto della sua valutazione quando appunto la logica di mercato e la logica pubblica andranno un po' a cozzarsi? Sicuramente questi aspetti nel piano industriale dovranno essere predisposti e considerati visto che comunque le regole di trasparenza dei processi di quotazione le chiedono e sicuramente, se posso dare un piccolo consiglio, avranno un'incidenza notevole sulle valutazioni che gli advisor faranno riguardo al valore dell'azione e soprattutto alla redditività che il loro potenziale investimento produrrà nel tempo.

Presidente - La parola alla collega Minelli.

Minelli (RC-AC) - Non vi dirò, come il collega Mossa, che sarei disposta con qualche modifica a votare la vostra risoluzione, però devo dire per correttezza che ci sono in questa risoluzione alcune cose positive. Innanzitutto il fatto che viene richiamato l'obiettivo del fossil fuel free e mi ha fatto piacere perché molto spesso in Commissione, quando io ho fatto riferimento a quest'ordine del giorno e al fossil fuel free, mi è stato risposto che non c'entrava nulla con la CVA e con la discussione che la Commissione doveva svolgere perché lì si discuteva di assetto societario e che quello era un altro discorso. Adesso è ripreso nella risoluzione che riguarda la quotazione di CVA, o comunque il futuro di CVA e mi fa piacere che sia stato preso in considerazione. Tra l'altro, ieri anche qualcuno della maggioranza, non ricordo più se era il collega Chatrian, ha preannunciato quello che poi si legge nella risoluzione: la presentazione da parte di CVA di un rapporto annuale sui progressi verso il fossil fuel free e che quindi questo sarà un modo per verificare come vanno le cose. Ecco, io mi chiedo come si farà a verificare tutto questo se non si ha un piano articolato. Noi avevamo presentato in proposito una mozione per chiedere un piano clima che è stata bocciata perché ci è stato detto che c'era un gruppo assessorile al lavoro su questo, ma io credo che, per fare una cosa del genere, ci voglia qualcosa di più di un gruppo di lavoro. Mi fa piacere però che questi argomenti siano stati affrontati, anche se qualcuno ieri ha detto che questi non sono argomenti così importanti, sono marginali e non sono la "ciccia" della discussione, io credo invece che lo siano.

L'altro aspetto positivo è l'importanza che viene attribuita alla norma di attuazione, di cui abbiamo già abbondantemente parlato, un'importanza comunque che stona con l'inerzia che c'è stata finora in questo senso e che è stata sottolineata da tutti, da buona parte della minoranza e anche dai membri di parte valdostana in Commissione paritetica, che aspettano le indicazioni; comunque, ripeto, è positivo che ci sia anche la norma di attuazione nella risoluzione.

Evidenziati questi due pregi, va però sottolineato che questa risoluzione, a nostro avviso, non sta in piedi, è totalmente contraddittoria e o non avete studiato a fondo la materia, oppure volete prendere in giro il Consiglio e soprattutto la popolazione valdostana perché la norma di attuazione e la quotazione in Borsa di CVA sono due strade alternative che non si possono percorrere insieme o, meglio, è possibilissimo chiedere e lavorare e ottenere una norma di attuazione, che non riguarderà soltanto CVA ma l'idroelettrico in Valle d'Aosta, ma se CVA diventa anche solo parzialmente privata, non potrà invocare la norma di attuazione e le prerogative che la stessa prevederà. Dobbiamo capire bene in cosa consiste questa norma di attuazione sull'idroelettrico, noi possiamo già immaginare che cosa sarà, abbiamo la normativa del decreto semplificazione, che è stato impugnato, tutto quello che volete, ma esiste, abbiamo la normativa introdotta dallo Statuto speciale del Trentino Alto Adige, che costituisce comunque un elemento che deve essere preso in considerazione, sappiamo che da noi per le nostre dimensioni, perché la Valle d'Aosta è piccola, per la storia e le prerogative istituzionali, si può fare un passo avanti con la norma di attuazione, ma non si può stravolgere tutto. Questa norma potrà dire che la Regione Valle d'Aosta ha facoltà di disciplinare le modalità di utilizzo e di assegnazione delle derivazioni di acqua, anche delle grandi derivazioni idroelettriche e che potrà anche concederle direttamente senza gara, ma a una condizione: che questo avvenga per una società interamente pubblica, diventa un organo strumentale della Regione per perseguire una politica sociale. Non ci potranno essere delle regole speciali per una società con del capitale privato, quotata in Borsa perché deve operare sul mercato nazionale e internazionale come una concorrente, deve essere un player sul mercato nazionale e internazionale. Ieri nell'intervento del collega Farcoz, velatamente, in modo sfumato, questa cosa è stata detta, la preoccupazione di come potranno convivere le due cose è stata evidenziata, forse perché il collega Farcoz ha delle competenze in questa materia o ha le idee più chiare. Sono, a nostro avviso, due prospettive inconciliabili e questo, secondo me, deve essere chiaro, voi la pensate diversamente, io dico che su questo bisogna fare attenzione a quello che si dice.

Questa risoluzione con le cose che sono scritte pensa di accontentare da una parte chi vuole la quotazione in Borsa dicendo alla Giunta di predisporre un disegno di legge e dall'altra chi non è favorevole alla quotazione in Borsa dicendo: "ma noi lavoriamo sulle norme di attuazione". Nella risoluzione si fa ampio riferimento alle questioni ambientali e alla crisi climatica e si cerca di fare passare l'idea che la quotazione in Borsa sia lo strumento per permettere a CVA di essere il soggetto principale di azione nei confronti di questi problemi. Questo senza avere voluto ragionare in Commissione sugli argomenti e senza soprattutto avere riflettuto sul fatto che, per poter ottenere l'efficienza energetica e i risparmi energetici, la mobilità sostenibile, la decarbonizzazione, l'economia circolare, la diffusione della mobilità elettrica, il contenimento dello sfruttamento idrico, occorre svolgere delle azioni di investimento che sono contrarie alla logica di mercato e proprie di un ente pubblico e di un soggetto che è no profit: questa è la realtà!

Come si può immaginare una CVA, società per azioni, quotata in Borsa, che sostiene i propri clienti per ridurre i consumi di energia e quindi il proprio fatturato? Una società per azioni non può fare questo per il semplice fatto che i soci di minoranza hanno il diritto sacrosanto a vedere remunerato il proprio investimento. Si prevede una quota di azioni da riservare ad azionariato popolare, ebbene, comprerò una singola azione e poi farò causa al Consiglio di amministrazione se non verranno perseguite esattamente tutte le azioni necessarie a pagare il dividendo medio, che è definito dall'andamento del mercato. Se si vogliono fare davvero tutte queste cose, ci vuole un modello diverso, la società per azioni quotata in Borsa non lo può fare, perché? Per la legge che tutela gli azionisti di minoranza nei confronti della maggioranza ed è anche giusto che sia così. La quotazione in Borsa comporta degli indubbi vantaggi dal punto di vista della competitività ma comporta anche degli oneri, il fatto di essere completamente e costantemente valutati dal mercato sulle proprie prestazioni porta obbligatoriamente un'azienda nella ricerca del profitto, ma è normale che sia così, è giusto, direi, che sia così, però dire che il controllo della società rimarrebbe in mano pubblica è fuorviante perché in una società per azioni ci sono degli obblighi nei confronti degli azionisti di minoranza. Vi faccio un esempio: se le azioni venissero comprate da un fondo di investimento, che ha logiche di rientro nel breve, ci sarebbe una spinta al dividendo immediato; al contrario un socio tecnico, come potrebbe essere EDF, avrebbe una spinta all'integrazione per giungere fino all'incorporazione: questo è quello che potrebbe succedere.

C'è anche un'altra cosa che è importante: ad un certo punto si parla di accesso al mercato telematico, mi pare molto diverso questo dal vendere una parte delle azioni a dei soggetti qualificati. Per mettere CVA nel mercato telematico, bisogna decidere che una parte delle azioni viene resa disponibile a chiunque e quindi chiunque le può comprare, non solo comprare, le può vendere, le può scambiare in qualsiasi istante: questo è quello che succede con una società quotata in Borsa, anche soltanto al 25%, non è la percentuale qui che conta perché comunque le cose cambiano se la società è quotata sul mercato... potrebbero esserci concorrenti, anche delle finanziarie, dei singoli cittadini e via di questo passo.

Allora bisogna decidere che cosa si vuole fare, si vuole quotare un'azienda per fare cassa per la Regione? Può essere. Si vuole quotare per dare l'opportunità di crescita, come ho sentito dire, all'azienda CVA? Può essere. Per entrambi questi scenari però non ci sono dei benefici per la Valle d'Aosta nel medio-lungo termine, nell'immediato forse sì. Vi è poi il mantenimento dell'azienda totalmente in mano pubblica, con delle finalità che esulano dalle logiche di mercato, ma che sono utili alla comunità e che sono - e termino - l'autoproduzione, l'autoconsumo fotovoltaico, l'incentivazione alla mobilità elettrica, eccetera. La lotta ai cambiamenti climatici, che qualcuno banalizza, e la transizione energetica sono la sfida dei prossimi anni, la CVA è un atout importante e bisogna fare velocemente e con efficacia le cose. Arrivare per primi alla transizione energetica attraverso questa società pubblica è un rilancio per tutta l'economia valdostana.

Presidente - Siamo ancora in discussione generale, la parola alla collega Pulz.

Pulz (ADU VDA) - Colleghi della maggioranza, ci stupisce molto questa risoluzione, consegnateci peraltro il primo giorno del dibattito su CVA e che ci fa dire che doveva essere già pronta nel suo testo originario, com'era pronta anche la soluzione della quotazione in Borsa ben prima che si svolgessero i lavori della Commissione speciale nella quale non è vero che tutti gli esperti abbiano suggerito come via unica quella della quotazione.

Qui poi viene tirato fuori dal cilindro un soffice e sgambettante coniglietto bianco, con tanto di carbon free - qui sono un po' più maliziosa della collega Minelli, che è soddisfatta -, mi sembra che questo carbon free, messo lì, faccia comunque una bella figura. Ci sono poi anche gli sconti in bolletta, il che, tra l'altro, secondo noi, che siamo a volte un po' calvinisti, è contraddittorio con l'obiettivo di ridurre sprechi e consumi. Questi appetitosi sconti sulla bolletta sanno un po' da strategia fatta di panem et circenses, come dicevano gli antichi imperatori romani, in un periodo che è già pre-elettorale e ci piacerebbe, a me piacerebbe, prima di andare in pensione magari, di vedere che questo metodo si esaurisce da solo perché è un metodo di favori e di elemosine che ritengo molto, molto antipatico. Gli sconti, poi, come ha già detto qualcuno, dovrebbero essere sottoposti al parere dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente e quindi non possiamo improvvisarli, non possiamo proporli noi e questo ce l'ha spiegato anche il professor Florenzano. Tra l'altro, mi chiedo: che c'entrano queste iniziative con il disegno di legge pro quotazione? Possono essere intraprese indipendentemente e potevano già essere intraprese in passato visto che in Valle d'Aosta avevamo anche più acqua di quanta non ne abbiamo adesso. Tanta di quell'acqua come diceva anni fa - adesso vi faccio un po' sorridere perché il clima è pesante in questi giorni - un mio amico del Burundi che ho accompagnato in visita alla diga di Place Moulin e a Prarayer, aveva gli occhi sbarrati dall'emozione, sembrava un bimbetto e diceva: "acqua, ma quanta acqua!".

Presidente - Ci sono altre richieste? Ha chiesto la parola il collega Lucianaz.

Lucianaz (LEGA VDA) - Sarò breve, prima un appello di un ex dipendente di una centrale elettrica che mi fa: "visto che hai la potestà di dire la tua, ricorda che noi facevamo molta attenzione alla manutenzione degli impianti perché ci tenevamo veramente tanto agli impianti, ricordalo a tutti, visto che hai una funzione di megafono".

Ho delle piccole domande da sottoporre a ognuno di voi della maggioranza. La prima domanda è: visto che è due giorni che discutiamo di CVA e ho dei dubbi che io non ho ancora sentito affrontare e risolvere in quest'Assise, c'è una ragionevole idea che il processo di quotazione vada assolutamente a buon fine? Seconda domanda: quanto tempo, prima di terminare il percorso, un anno? Un anno e mezzo? Non lo sappiamo. Terza domanda: quanto ci costa il processo di quotazione? Ieri ho ricordato quasi due milioni per riprendere tutto il processo, più le commissioni, eccetera, non abbiamo parlato di cifre in questi due giorni. Quarta domanda: quanto immaginiamo di recuperare con questa quotazione? Non abbiamo parlato neanche di questo aspetto. E di questo capitale incassato quanto verrebbe utilizzato per gli investimenti in CVA e quanto invece destinato a ciò che il mio collega ha definito "marchette"? Sesta domanda: chi ci dà la garanzia che una società a maggioranza pubblica potrà partecipare alla gara di concessione? Io non ho ancora sentito nessuno dire che non c'è il rischio di un conflitto di interessi, è stato affrontato in Commissione, ma io non ho capito bene se c'è la sicurezza che la CVA possa partecipare nel caso rimanesse a capitale maggioritario pubblico. Settima domanda: i cittadini avranno la possibilità concretamente di opporsi alle logiche della massimizzazione del profitto? Mi riferisco al prelievo che potrebbe essere fatto sull'acqua, con quale capacità uno potrebbe opporsi essendo cittadino inoffensivo praticamente? Ultima domanda, e richiamo proprio quanto ha detto la collega Minelli: come si concilierà la ricerca del profitto con le aberranti proposte di un rimborso della componente energia ai soli residenti valdostani? Questo è veramente eccessivo. Ecco, se riuscite a darmi delle risposte a queste domande...

Presidente - Siamo ancora in discussione generale. La parola al collega Gerandin.

Gerandin (MOUV') - Quando abbiamo letto gli impegni di questa risoluzione, qualche dubbio ci è venuto. Provo a seguire l'impegno di questa risoluzione, se leggiamo il comma 1 dove si dice: "proseguire con sollecitudine nella presentazione di una norma di attuazione, coerentemente con le indicazioni già fornite alla Commissione paritetica, che rafforzi la potestà legislativa regionale in materia di affidamento delle concessioni delle grandi derivazioni a uso idroelettrico in scadenza nei prossimi anni, a tutela degli interessi della comunità valdostana", la prima considerazione che ci viene è che con la vostra scelta di andare verso la quotazione in Borsa di fatto avete rinunciato a priori alla norma di attuazione per il superamento della Madia, questo al punto n. 1 non è citato, è citato esclusivamente il rinnovo delle concessioni. Penso sia anche una scelta logica, però è una scelta che, ripeto, per quanto ci riguarda, è contro quella difesa delle prerogative, quella possibilità di giocarcela fino in fondo, assolutamente in linea con l'intervento di qualcuno della maggioranza, che ha detto: "da altre parti la Madia l'hanno superata a suo tempo", l'unico percorso da fare forse è quello di provare a reintrodurre le stesse opportunità che qualcuno ha saputo cogliere al momento e che non sono state colte. La prima considerazione pertanto... ma non è un problema di essere più o meno autonomisti, è che con il comma 1, di fatto, si rinuncia a priori al superamento della Madia.

Per quello che riguarda il punto n. 2, io penso che sia stato assolutamente esauriente il collega Aggravi quando ha spiegato che costa significa oneri di trasporto e di sistema. Mi sento solo di aggiungere, probabilmente per chi legge, che cosa significa questo oneri di trasporto e di sistema. Allora, prima di tutto è bene sapere che i costi degli oneri di sistema sono stabiliti con cadenza triennale dall'Autorità di energia, valgono solo per gli utenti di regime di maggior tutela che per quelli sul mercato libero, non entrano quindi nella discrezionalità riservata al mercato libero e, a parità di condizioni e consumi, dovrebbero risultare uguali nelle diverse bollette.

Ora, andare a chiedere una norma di attuazione che per la Valle d'Aosta, per bene, per bravi, per belli che siamo, non so come dire... ci risparmi rispetto a un'applicazione a livello nazionale di questi oneri di sistema e di trasporto mi pare davvero... qualcuno diceva un percorso assolutamente improponibile, probabilmente oggetto di... Immagino che questa risoluzione, soprattutto nella parte degli impegni, sia stata scritta a più mani, dove ognuno avrà messo una parte delle sensibilità. Penso di non sbagliarmi di molto di chi è stata l'idea per quello che riguarda alcuni passaggi.

Al punto n. 3 c'è l'ultimo punto dove si dice: "il rimborso ai residenti in Valle d'Aosta di una quota significativa della componente energia della bolletta elettrica relativamente alle utenze domestiche, attraverso gli utili resi disponibile alla Regione da CVA...". Ebbene, negli anni ci sono stati, l'abbiamo detto, quasi 600 milioni di utili riversati nelle casse, a mai nessuno era venuta questa brillante idea di utilizzare questi utili perché si sarebbe già potuto fare un'operazione del genere se era fattibile e se c'era la volontà di farla, probabilmente, anzi senz'altro è che gli utili... non è che è come la moltiplicazione dei pani e dei pesci, nel senso che gli utili li abbiamo utilizzati nel pregresso con scelte che andavano dalla ricapitalizzazione della società Casino... e che, ricordo, perché l'ho già detto in un mio precedente intervento, nel DEFR abbiamo deciso, almeno avevamo proposto e voi avete accolto questa proposta, verranno utilizzati per rifinanziare i fondi di rotazione... per cui non è che possiamo pensare di finanziare ricapitalizzazioni, fondi di rotazione, collegamenti, tunnel, valichi o impianti funiviari e poi avere questo tesoretto da ridistribuire. Se mettiamo questo passaggio in cui si propongono rimborsi in bolletta, in cui si parla di azionariato popolare e di normative di attuazione e soppressione componente tariffaria a favore dello Stato, io mi associo con quello che diceva prima la collega Pulz: probabilmente è l'alibi per mascherare una scelta che di fatto è una scelta che io penso sia obbligata per una serie di motivazioni che nella precedente risoluzione forse sono state un pochino sottovalutate quando si parlava del famoso impegno in finanziaria, la predisposizione finanziaria di risorse trasferite dalle riserve distribuite in CVA al bilancio regionale. Erano fondi, come ha ben spiegato il collega Cognetta, finalizzati alla quotazione e che all'atto della sospensione della quotazione fatta in finanziaria probabilmente qualcuno avrebbe dovuto restituire al mittente perché, se erano finalizzati alla quotazione, nel momento in cui c'è stata la sospensione, io immagino che queste risorse sarebbero dovute ritornare al mittente.

Qua pertanto o siamo davvero in un'anteprima di campagna elettorale per cui c'è la necessità di dare alcuni contentini, alcuni segnali, alcune mancette, o almeno provare a illudere i valdostani che ci siano questi tipi di disponibilità, oppure - e io penso che forse questa è la soluzione vera - questa maggioranza ha intrapreso questo percorso di quotazione perché non ha visto altra via d'uscita e mi riallaccio a quello che ha detto prima il collega Cognetta: se io destino 51.400.000 euro al bilancio regionale, riservato al processo di quotazione autorizzato ai sensi del comma 1 - questa è la legge finanziaria -, all'atto in cui sospendo il processo di quotazione, io penso che non ci siano più quelle condizioni per poter disporre di queste risorse.

Presidente - Altri? La parola al collega Farcoz.

Farcoz (UV) - Arriviamo al termine di un dibattito, un dibattito sicuramente interessante, a tratti anche particolare, un dibattito che forse era più legato a un Consiglio straordinario focalizzato sul punto che a un Consiglio ordinario che ha sostanzialmente monopolizzato l'attenzione sulla CVA. Questo lo trovo comunque un fattore importante perché denota l'attenzione che questo Consiglio voglia ovviamente dedicare a quest'azienda e allo sviluppo della Valle d'Aosta. Un dibattito che, oltre alla maggioranza, che aveva depositato già nella giornata di martedì la sua risoluzione molto chiara... abbiamo notato invece un diverso atteggiamento delle opposizioni: da una parte c'è stata un'idea chiara sin da subito, opinabile, ma assolutamente chiara, mentre dall'altra abbiamo invece assistito a delle posizioni poco chiare o fumose o, meglio, a tante posizioni differenziate e contrastanti tra loro. Non vorrei però che quest'ambiguità sia sostanzialmente una tattica per mascherare la vera intenzione dell'epoca di alcuni, ovvero quella di vendere il 51 percento della CVA a società fuori dalla Valle d'Aosta.

Un altro aspetto sul quale credo sia necessario fare un po' di chiarezza è l'aspetto in house, voglio ricordare i dati del gruppo CVA: produce circa 3 terawattora annui, con un consumo all'interno dell'intera regione della Valle d'Aosta di circa 0,7 terawattora annui, quindi di tutta la popolazione valdostana, il che cuba all'incirca il 25 percento di tutta la produzione di CVA. Risulta pertanto particolare che si possa vedere in potenziale la CVA come una società in house, quando la stessa, sotto questo profilo, dovrebbe considerarsi all'esclusivo servizio dell'Amministrazione, ovvero al solo Ente Regione, quindi tutto ciò che attiene alla gestione dell'Amministrazione regionale e ciò, capite bene, che non può avere alcun senso. Come abbiamo detto in questi giorni, la CVA opera sul libero mercato ed è grazie a quest'azione che la Regione Valle d'Aosta ha potuto introitare oltre due miliardi e mezzo nelle sue casse, ovviamente garantendo lo sviluppo di cui beneficiamo tutti. La CVA, è bene ricordarlo, è un operatore di mercato e in quanto tale deve poter continuare a essere competitiva per appunto arrivare alle gare del 2029.

En revenant maintenant aux engagements que notre résolution propose, je crois qui est la seule façon pour progresser, pour faire progresser les investissements qui ont été faits à l'époque avec prévoyance avec l'achat des centrales Enel, des engagements qui doivent tenir compte de deux aspects principaux, nous l'avons dit plusieurs fois: le contrôle public, donc la mise en vente sur la Bourse d'un pourcentage mineur de 50 pour cent et on a parlé de différents pourcentages, qui peuvent être de 25 pour cent, 30 pour cent, pour une transition énergétique de la Vallée d'Aoste et le grand but qu'on a auparavant rappelé du carbon free et fossil fuel free pour le 2040; de l'autre côté, la nécessité absolument de sortir de la Madia pour une question de flexibilité, de compétitivité et autrement aussi de croissance de la société.

Quant aux dispositions d'applications dont les collègues rappelaient avant, on tâchera de faire tous les efforts possibles pour que la Région puisse règlementer des conditions favorables pour la Vallée d'Aoste comme on a déjà fait en passé pour la propriété des eaux. Je veux rappeler qu'ici il y a un débat très délicat, qui regarde, d'un côté, les intérêts de la Région autonome de la Vallée d'Aoste mais, de l'autre côté, la disponibilité de l'État évidement à accepter certaines conditions que nous irons demander.

Io voglio concludere con una riflessione, che è la stessa riflessione con la quale ho iniziato ieri: per noi la proprietà delle acque è strategica e fondamentale e l'abbiamo ottenuta con una norma di attuazione, ma credo sia assolutamente altrettanto strategico e fondamentale poter sfruttare dal punto di vista idroelettrico le nostre acque per lo sviluppo della nostra Regione. Se la CVA non è competitiva sul mercato, se non ci sono le condizioni perché possiamo continuare a vincere le gare del 2029, ci saranno altri che sfrutteranno dal punto di vista idroelettrico le nostre acque.

Presidente - Siamo ancora in discussione generale. Altri? La parola al collega Nogara.

Nogara (AV) - Non farò come prima ulteriori commenti perché siamo daccapo, nel senso che sembra che qui chi la spara più grossa o chi urla più forte ha ragione. Noi ci atteniamo a pareri di legali, di esperti, pareri di chi è venuto proprio in I Commissione. Da quello che ho sentito... è stata un'audizione molto interessante quella del professor Dallocchio, vorrei capire come il collega Aggravi possa mettere in dubbio il controllo della società. Capisco che ci possano essere delle scalate in altre situazioni, ma il professor Dallocchio in questo caso è stato molto chiaro perché la domanda gli è stata posta diverse volte dato che questa era una cosa importantissima, ma per tutti noi, sia Consiglieri di maggioranza che di minoranza. Gli è stato chiesto: con una società, un'azienda quotata, con una proprietà variabile dal 65 al 70 percento - se lei poi lo va a cercare... - c'è una possibilità che questa società venga scalata dai soci di minoranza? La risposta del professor Dallocchio è stata: "no, assolutamente, a patto che la proprietà e quindi la Regione lo voglia". Io lo dico per essere chiari. È chiaro che se tra 10 anni, 20 anni, 30 anni, 2 anni c'è un'Amministrazione regionale che decide di farsi scalare... per carità, qui non è che ci si sta a nascondersi dietro qualcosa, però sarà poi responsabilità di chi fa una cosa del genere. Allora, se anche tra 6 mesi, 2 anni, 1 anno... anche venderla tutta si può benissimo fare, si può fare anche subito, si poteva fare anche 6 mesi fa, non è un problema quello. Non deve perciò spaventare - lo dico in questo modo - il fatto che è scalabile; non è scalabile, ci deve essere la volontà della Regione - io adesso forse non sono così preciso nelle parole - di essere scalata, perciò questo è un dato di fatto.

Si è chiesto poi anche proprio un parere legale sul fatto della società pubblica o in parte quotata che può chiedere, tramite le norme di attuazione, per esempio, la concessione delle acque. Allora io lo leggo di nuovo, c'è tutto un pistolotto: "il decreto semplificazione dispone che le Regioni a Statuto speciale prevedano tramite norme di attuazione di salvaguardare le loro competenze statutarie. Con riferimento al decreto semplificazione e al TUSP, cioè alla legge Madia, si può asserire che una società quotata, sottoposta al controllo di un socio pubblico, sia direttamente che indirettamente, può considerarsi società pubblica, in virtù dell'articolo 2 della legge Madia, lettere m), n) e p); pertanto, non si ritiene che ci siano incompatibilità ad attuare contemporaneamente il percorso di quotazione di CVA, che rimarrebbe considerabile società pubblica ancorché quotata, con l'attivazione di una norma di attuazione che rafforzi la potestà legislativa regionale in materia di affidamento delle concessioni idroelettriche". Questo è quanto, allora io più di questo... è per quello che continuo a dire: si sta o urlando, o parlando dicendo: "questo così è?", questi sono pareri legali, questi sono pareri di esperti che sono venuti in Commissione.

Sulle norme di attuazione le affermazioni che faceva anche il collega Gerandin sulla Madia... come ho già detto prima, alcuni professori che sono venuti in audizione ci hanno detto che è un po' difficile, come ha detto anche il professor Louvin, chiedere direttamente di uscire dalla Madia. L'unica via probabilmente è quella della riapertura dei bond quotati: questa è l'unica apertura che ci hanno dato dicendo: "c'è una possibilità forse con le norme di attuazione..." e via discorrendo. Prima ho sentito e ho condiviso quanto il Consigliere Luboz ha detto: "non dobbiamo fermarci a queste cose, dobbiamo cercare con le norme di attuazione diverse vie", appena apriamo delle vie diverse con delle norme di attuazione, queste nome di attuazione non vanno bene perché "lo Stato figuriamoci se ci permette di... figuriamoci se riusciamo a..." e con la Madia allora io vi dico la stessa cosa: figuriamoci se con la Madia riusciamo a... e siamo daccapo. Allora se va bene una cosa, non va bene l'altra, qui non è che dobbiamo cominciare a... lo ripeto per l'ennesima volta, per correttezza... non tra di noi perché, se discutessimo di quella scrivania, sarei d'accordo, ci scanniamo, ognuno ha la sua posizione politica e va benissimo, ma stiamo parlando di una questione importante: la CVA, allora ognuno è giusto che stia sulle sue posizioni, però almeno che si siano delle informazioni in buona fede, perché il parere che ci è stato dato è un parere legale che abbiamo chiesto e mi fido di quello che mi è stato scritto. Poi, come dico, non sono un legale, in buona fede vi dico questa cosa. Vi chiedo solo di non... perché la pensiamo così o mi sembra che... perché poi qua torniamo sempre all'antico, purtroppo anche qui, siccome voglio tenere duro con il Consigliere Gerandin, che ripete da anni le stesse cose delle mancette e della campagna elettorale e "siamo vicino alla campagna elettorale", "forse ci sono le elezioni"... sono tutte cose che abbiamo sentito alla fine della legislatura e tutte le cose che ha detto non si sono realizzate, non erano le mancette, non era niente di questo! Io continuerò a battere su questo perché il collega Gerandin ha la testa dura, ma ce l'avrò un po' anch'io, perché non è possibile continuare a sentirsi dire da anni sempre le stesse cose e poi avesse avuto ragione una volta, ma non ha brillato in queste cose che sono state dette! Io su questo mi vorrei fermare per lasciare altri intervenire.

Presidente - Siamo in discussione generale. La parola al collega Marquis.

Marquis (SA) - Alcune considerazioni a seguito degli interventi che ho avuto modo di ascoltare. Partirei dallo sconto sull'energia elettrica. Collega Gerandin, lei, com'è stato sottolineato prima, continua a parlare di mancette, chiacchiere, illusionismo o battute di questo genere, le voglio solo ricordare che nel 2017 eravamo al Governo insieme e in pochi giorni abbiamo ottenuto il 50 percento dello sconto dell'energia da applicare a tutti i valdostani della componente energia sulla bolletta - preciso che è un'iniziativa che è tuttora in corso -, non abbiamo fatto delle chiacchiere, abbiamo fatto delle azioni. Saranno delle azioni sufficienti? Secondo noi no. Era quanto in quel momento si poteva fare.

Oggi dichiariamo ai valdostani che ci sarà una riduzione del costo della componente energia, che sono convinto che nella prossima finanziaria potremo applicare. Vi daremo mostra della serietà, della differenza tra fare degli annunci e fare delle chiacchiere, come abbiamo sentito di recente... o addirittura ascoltare quello che è stato detto in questi giorni: "sono delle mancette agli 80 euro di Renzi". Io ricordo che nella finanziaria di quest'anno qualcuno proponeva degli sconti IRPEF da 40, 30, 20 euro ai valdostani, non era neanche una distribuzione a pioggia, era acqua nebulizzata, vapore, collega Gerandin! Ma lei era Vicepresidente del Governo! Allora siamo seri, noi su questi argomenti non scherziamo, siamo delle persone che dicono una cosa e che quella faranno. Purtroppo la bolletta dell'energia elettrica porta una sua componentistica, fatto cento il totale, il 50 percento è determinato dagli oneri di sistema e di trasporto, è su quello che dicevamo che dobbiamo fare una battaglia, il 35 percento è il costo dell'energia di cui il 50 percento ai fornitori di CVA è già stato tolto ed è attualmente in vigore, e questo sia chiaro a tutti.

Noi siamo convinti di poter quasi azzerare anche la parte che rimane e voi dite: "come fate? Siete dei maghi?". È semplicissimo, si istituisce un bonus energia dove si corrisponde il controvalore della spesa attuale dei valdostani della componente energia; viene restituito, come Regione, in funzione dei dividendi che la Regione recepisce da CVA. Mi sembra che sia una questione semplicissima da mettere in atto, non c'è nessun problema di compatibilità legislativa, ve lo possiamo assicurare e poi vedremo come avrà seguito la questione. Dicevo che il 50 percento del costo della energia è legato a degli oneri di trasporto, oneri di trasporto che, a nostro avviso, essendo proprietari della rete di distribuzione su tutta la regione, possiamo rivendicare che vengano assorbiti a livello locale. Questa, come diceva prima il Consigliere Gerandin, è una caratteristica che ci contraddistingue da tutti gli altri, da tutte le altre Regioni: siamo titolari della concessione della rete di distribuzione. Sotto questo profilo, riteniamo che si possa andare nella direzione del principio della comunità locale, che è previsto adesso a livello energetico, se possibile, facendo diventare come comunità locale la Valle d'Aosta per avere una gestione energetica al suo interno, e questo sarà da portare avanti sicuramente a livello di norma, sarà sicuramente oggetto di approfondimento, sarà sicuramente oggetto di confronto con l'ARERA, che è l'Ente nazionale che regola il mercato dell'energia. Sarà sicuramente una battaglia, ma le battaglie si devono fare anche quando non sono scontate, ma devono essere fondate perché anche nel 1945 hanno fatto delle battaglie sulla zona franca, non ci sono riusciti a portarla a termine o a garantirla come avremmo voluto noi oggi, però l'hanno fatta. È questo che significa essere autonomisti, no non affrontare i problemi o deridere le proposte che vengono fatte con serietà da parte di un Governo! A noi piacerebbe sentire qual è la proposta, per esempio, della Lega, mentre abbiamo capito qual è la proposta dei Cinque Stelle, del gruppo di Rete Civica, che è piuttosto di andare verso una direzione di una gestione completamente pubblica, che rischia di trasformare la società in un altro Assessorato, con tutto quello che ne comporta, la mancanza di efficienza, tutti sappiamo, tutti i giorni... In Commissione abbiamo audito le società in house, collega Gerandin, lei è il primo che combatte la sostenibilità di queste società, dei risultati... mi sembra che lei abbia questo cavallo di battaglia e adesso vuole trasformare CVA in un carrozzone! Questo non è il nostro obiettivo: il nostro obiettivo è quello di rendere CVA valorizzata rispetto al valore che ha oggi, pertanto quello che facciamo lo facciamo con il massimo della serietà, con il massimo dell'onestà intellettuale. Bisogna dire che tante cose che abbiamo ascoltato, senza addossare delle responsabilità a nessuno, sono delle vere fandonie, scriveremo dopo due giorni un documento con tutte le balle che abbiamo sentito dentro il Consiglio regionale.

Ancora un aspetto sui bond. Io ho ascoltato con grande attenzione l'audizione del professor Aicardi, che ha detto che non solo dubita sia difficile, ma improbabile aprire a una norma di attuazione che consenta di bypassare il bond e ci ha spiegato bene le ragioni: "sino all'entrata in vigore del decreto legislativo Madia ci è stato detto che la normativa preesistente assimilava le società quotate alle società che avevano emesso dei bond a livello di regolamentazione. Quando è stata approvata la Madia, con la quale il legislatore ha cercato di razionalizzare la spesa pubblica e ottimizzarla, ha detto: "basta a questa equivalenza, d'ora in avanti chi sta sul mercato si deve quotare", quindi con queste premesse ritengo difficile che possa essere perseguibile quest'obiettivo", ci è stato rappresentato in modo chiaro, onesto e molto bene. Spiace però quando qui tutti ci trasformiamo in giuristi, in avvocati, in commercialisti, abbiamo avuto anche modo di vedere l'altro giorno in audizione con la Monterosa, che poi dopo rimaniamo smentiti anche in modo facile rispetto alla superficialità con la quale a volte si affrontano le materie. Noi riteniamo che qui si debba fare politica, oggi la politica richiede di risolvere il problema di CVA perché CVA ha un problema, ma che non è il problema di capire a mio avviso: "sei sicuro che ci sarà sviluppo?", oggi il primo problema di CVA è che, a differenza degli artigiani o dei commercianti che non trovano i soldi in Valle d'Aosta per investire, essa ha la disponibilità dei soldi per investire, ma la legge non le consente di fare l'investimento. Questa è una certezza ed è una certezza che ogni anno che passa ci sono i danni per via di questa situazione. A me stupisce da parte dell'opposizione che non se ne prenda atto e non si cerchi di trovare una via di uscita ma che si stia solo a fare delle critiche che, piuttosto che quotare il 30 percento, diciamo: "diamone via il 51, il 52, il 53", ah, così è sicuro che lo perdiamo il controllo, state tranquilli. Mi stupisce anche che è stata gestita in segreto questa trattativa, questo avvicinamento, adesso vi dico perché. Perché se è vero che non bisogna rendere di dominio pubblico i dati per questioni di riservatezza delle società, credo sia possibile dire al Vicepresidente del Governo Gerandin: "stiamo trattando la possibile alienazione di una quota di CVA", ma questo credo sia dovuto in un rapporto di maggioranza, perché diversamente non vorrei che questo continuo tergiversare che abbiamo porti, come abbiamo già visto in altre situazioni alla fine, a finire anche CVA in situazioni di concordato.

Presidente - La parola al collega Aggravi per dichiarazione di voto.

Aggravi (LEGA VDA) - Caro collega Marquis, penso di avere toccato nel vivo perché, quando un Democratico cristiano si agita, è stato toccato nel vivo. Io proprio non ne posso più di questa questione della riservatezza, io mi faccio carico di un documento: le regalerò, le stamperò la regolamentazione Consob e sarà mia premura un giorno fare un discorso con lei e spiegarle come si trattano le informazioni privilegiate così, una volta che andrete a quotare la CVA, anche lei potrà stare molto attento a trattare le informazioni privilegiate e non ci torno, magari un giorno ci tornerò in altre sedi perché questa cosa mi sta stufando. Capisco però benissimo che chi è in difficoltà utilizza certi tipi di attacchi, non è il solo purtroppo, ce ne sono stati anche altri, ma non ti curare di loro, guarda e vai avanti... Sinceramente ho un grosso dubbio soprattutto sul discorso delle risorse che questa operazione potrà generare soprattutto sul suo utilizzo - e qui lo voglio sottolineare al di là del discorso degli investimenti -, perché lei ci parla di bonus energia, degli oneri di trasporto... ah, sugli oneri di trasporto, se è tanto complesso fare una norma di attuazione e soprattutto lungo... lei ci dice che lo sconto verrà applicato dalla prossima finanziaria, penso che parlasse del bonus energia e non degli oneri perché qui altrimenti ci saremmo divertiti... quando saremo arrivati alla finanziaria perché abbiamo buona memoria. Per quello che riguarda soprattutto gli sconti, okay, va bene, nel primo anno, quando si realizzerà la quotazione, avrò degli utili, o comunque si genereranno degli utili, sono curioso di vedere se avete fatto delle stime del costo perché sulle risorse delle quotazioni qualcuno ha già speso la parola, gli utili delle partecipate vengono già spesi a parola ma anche di fatto perché, grazie agli utili delle partecipate, si alimenta quella famosa gestione speciale che un giorno o l'altro dovremo chiudere, qualcuno ce l'ha già chiesto, un giorno o l'altro... comunque queste risorse vengono usate, vedi fondi di rotazioni, vedi una serie di spese che ci sono a bilancio.

Parliamo delle spese, sono contento che parli di zona franca, vede, in questo caso qui forse lei dovrebbe ringraziare il fatto che non c'è stata la zona franca perché forse uno dei motivi per cui la zona franca non è stata fatta è che qualcuno a un certo punto forse ha preferito avere più risorse che chiederne meno ai cittadini e questo è qualcosa che differenzia chi preferisce la ridistribuzione delle risorse e chi forse non vuole proprio imporre nulla al contribuente perché crede che il contribuente possa gestire al meglio le proprie risorse. Non è una mancetta quella dell'IRPEF, certo, può essere vista come una mancetta data alla gente...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

... ma va bene, ne approfitto perché è stato comunque detto, me lo consenta, e può essere magari vista la mancetta, ma sa tra mancette di IRPEF e mancette di IRAP mi sa che qua ognuno ha le sue mancette. L'unica cosa è che noi ritenevamo che per le fasce meno abbienti 80-100, o quello che è, in base al reddito fossero molto importanti e non vogliamo denigrare chi, purtroppo, è meno fortunato di noi.

In ultimo, sul discorso - e qui forse ho voluto più apprezzare il suo impeto nella difesa della posizione -, io mi chiedo se siete così convinti, se lei è così convinto di questa posizione perché oggi fare un piccolo passo indietro e accettare la proposta di un referendum consultivo... molto probabilmente dalla discussione siete stati convinti e quindi, ripeto, un piccolo contributo l'hanno portato anche queste risoluzioni, che tanto vi hanno dato da non dormire la notte perché c'erano già da una settimana e molte scelte sono state fatte qui con le varie sospensioni, quindi un po' il nostro lavoro l'abbiamo fatto e crediamo che comunque un contributo alla discussione complessiva, come si auspicava l'altro giorno il collega Barocco, sia arrivato. In ultimo, ripeto, sono davvero contento che, con una battaglia per logiche di mercato, spesso vituperate in questo Consiglio, si sia riacceso un animo di... intanto il tempo non passa, vedo, ci sono problemi? Ne approfitto, vado avanti, se vuole, Presidente, io posso continuare... no, vado a concludere, sono contento... Posso fare l'opposizione alla giapponese se volete.

Sono contento che si sia riaccesa la verve, forse questa corazzata autonomista è pronta a fare la guerra, se sarà pronta a fare effettivamente la guerra al centralismo, magari non di matrice progressista, ma questo è un altro paio di maniche, noi saremo pronti a collaborare, però io ho dei dubbi e penso che questo impeto sia più finalizzato a una difesa in chiave di consenso rispetto a una vera volontà.

Presidente - Possiamo riprendere i lavori. Ringrazio i tecnici che hanno provveduto a far ripartire il sistema. Ci sono altri interventi? La parola al collega Gerandin per dichiarazione di voto.

Gerandin (MOUV') - Potrei citare il fatto personale perché sono stato nei desiderata di tutti, non lo faccio, faccio semplicemente la dichiarazione di voto proprio perché mi pare che abbiamo citato anche troppi fatti personali. Il fatto poi di essere stato nei pensieri del collega Marquis e di tanti altri non può che farmi piacere perché probabilmente qualcuno si è sentito scosso nell'anima.

Detto questo, comunque provo a dare qualche mia piccola posizione. Qualcuno ha detto come mai sono stato d'accordo, in qualità di Vicepresidente, alla proposta dello sgravio dell'IRPEF. Mi piacerebbe solo dire ai valdostani che la cifra globale di questo sgravio dell'IRPEF era di 4,8 milioni, che non sono proprio noccioline per i valdostani, soprattutto per quelle fasce meno abbienti, le fasce più basse, quelle che noi pensavamo di privilegiare. Colgo l'occasione anche per ricordare che, l'ho già detto, una famiglia su 55 ha la casa all'asta in Valle d'Aosta, siamo passati dai 382 del 2015 ai 633 del 2018 e probabilmente, torno a dirlo, questo non avrebbe di certo risolto il problema del riscatto o quanto meno dei pagamenti dei mutui, ma era un segnale per dire che noi siamo ben coscienti che ci sono delle fasce, soprattutto quelle più basse, in grande difficoltà, noi abbiamo il record italiano di case all'asta.

Per quello che riguarda invece l'operazione, come nel 2017, della riduzione del costo dell'energia in cui ero in maggioranza con voi, collega Marquis, io voglio solo ricordarle che un'operazione come quella prevista nel suo Governo, in cui io ero in maggioranza, lei non potrà mai più farla in questi termini qualora vada verso una quotazione in Borsa. Potrà eventualmente usare gli utili, come ha proposto, ma non potrà più fare una riduzione tout court in una bolletta come abbiamo fatto noi.

Per quello che riguarda la trasparenza, per quello che riguarda il discorso delle società in house, forse qualcuno che ha citato le battaglie che ho fatto negli anni per le società in house si dimentica che le battaglie sono state sul fatto che le società in house debbano essere gestite in totale trasparenza, che vada dal discorso dei lavori per arrivare sicuramente al discorso delle assunzioni. Io pertanto non ho mai detto che le società in house siano delle società da cancellare o quant'altro, o comunque delle società che hanno creato solo problemi, io dico che il sistema valdostano ha favorito negli anni una gestione poco trasparente per quello che riguarda le società in house. Mi dispiace che poi alla fine ci siano altri palazzi, che poi quando magari vanno a verificare queste cose... alla fine, e non ne sono assolutamente contento, siamo più o meno della stessa idea sul fatto che le società in house non possano essere gestite pro domo qualcuno.

Continuate a citare il fatto che non si era a conoscenza di quella che dovrebbe essere un'operazione orchestrata, portata avanti dalla Lega sulla vendita di CVA, io vi ricordo che la risoluzione che abbiamo presentato noi andava proprio nel senso... perché io sono un po' come voi curioso di capire: volevo capire cosa c'era dietro questa improvvisa manifestazione di interesse. Io voglio ricordare che la risoluzione che avevamo presentato diceva: "... e la Commissione competente ad audire tutti quegli operatori terzi che hanno manifestato interesse per il gruppo CVA al fine di comprenderne le intenzioni, la potenzialità, la criticità e le possibili evoluzioni". Io trovo strano pertanto che non abbiate votato - coloro che in questo momento hanno particolare curiosità di capire quali erano i passi fatti a suo tempo, quali erano le offerte, quali erano eventualmente le promesse o quant'altro - questa risoluzione, perché avrebbe fatto chiarezza per capire cosa c'era, cosa bolliva in pentola, e andare a verificare queste offerte non vuol dire che le si accetta.

Qualcuno ha detto che avevo già parlato a suo tempo del discorso di possibili mancette, beh, finisco molto rapidamente, le mancette nella passata legislatura non siete riusciti a spenderle per il semplice motivo che non è riuscito il vostro progetto di quotazione di CVA.

Si dà atto che dalle ore 19:08 assume la presidenza il Vicepresidente Farcoz.

Farcoz (Presidente) - La parola al collega Restano.

Restano (GM) - Esordirei partendo dalla fine, io voterò questa risoluzione e la voterò convintamente. Lo farò malgrado le piccole provocazioni del collega Marquis, questa volta non ci casco, non è abile come il collega Cognetta.

Non mi tiro indietro, però la mia la vorrei dire. In questi tre giorni di dibattito abbiamo sentito parlare molto dell'argomento, abbiamo gente che è convinta della propria scelta, quindi ADU, Cinque Stelle e Rete Civica; dall'altra parte abbiamo dei colleghi che sono forse ancora in fase di analisi e di studio perché non ci propongono delle soluzioni reali. All'interno della maggioranza abbiamo chi è più convinto, chi lo è meno, anche noi abbiamo i nostri tuttologi, gli architetti tuttologi, che parlano di Casinò, prendono il posto degli economisti, poi parlano di Monterosa e sanno tutto e, infine, oggi ci hanno dato una lezione di coerenza, di mantenimento delle promesse e così via, ma così non è. Mi dispiace smentirlo, a partire dalle promesse su Monterosa, quindi la prima smentita la faccio volentieri io in Aula.

Veniamo invece ai temi più seri, abbiamo parlato di valorizzazione di una società, io ho dei grossi limiti in questa materia e quindi non riesco sempre a capire bene cosa si intende con il termine "valorizzazione", la valorizzazione può essere la vendita della società, la quotazione, che poi ci è stato spiegato che in parte è una vendita, ma rimango legato al fatto, cari Signori, che oggi, a mio avviso, dopo tre giorni inizia il confronto vero perché la maggioranza si è trovata di fronte a una scelta. È stata avviata la Commissione speciale, è già stato detto tutto, c'è stata una finanziaria che diceva certe cose, la quotazione, poi una sospensione, è stata fatta un'analisi, sono state audite tante persone, dopo tre giorni di dibattito quest'Aula deve produrre una scelta. È questa la responsabilità chi si è presa la maggioranza: quella di scegliere. Signori, colleghi, io non ho la certezza, come altri, che quello che faremo sarà la cosa giusta, sarà la cosa corretta, però proponiamo una cosa, e la nostra scelta è legata anche a quanto abbiamo audito in Commissione: proponiamo di scrivere un testo di legge che porti alla quotazione della nostra società CVA e da lì inizierà il vero dibattito. Unitamente a questo - e questo mi fa estremamente piacere - abbiamo raccolto anche delle suggestioni che sono giunte dalla minoranza e questo, secondo me, è un valore aggiunto perché saper ascoltare, sapere accettare certi consigli, magari cambiando le sfumature e modificando in parte quello che viene suggerito può essere un sintomo di intelligenza politica, e questo mi fa estremamente piacere. Non è stato un passaggio indolore, perché, come in tutte le scelte, in tutte le famiglie, in tutte le maggioranze, si è dibattuto molto, lo dimostrano le ore che abbiamo passato chiusi nella sala delle audizioni, però abbiamo avuto il coraggio, la forza di trovare una conclusione e di partire verso questo percorso, in questo atto vengono dettate delle linee di indirizzo che tengono conto, come ho detto prima, di quanto abbiamo audito, senza andare a rispolverare il valore dell'acqua nella nostra storia, quello che culturalmente significa l'acqua. Vorrei però dire che nel medioevo hanno costruito i ru [traduzione letterale dal patois: ruscelli], all'epoca si beveva l'acqua del ruscello, poi sono arrivati gli acquedotti, sono cambiati i materiali, abbiamo costruito altri acquedotti, sono arrivate le centraline, per dire che c'è un'evoluzione e probabilmente è giunto il momento di fare delle scelte per far crescere anche la nostra società CVA. È un'ulteriore evoluzione, senza avere la presunzione che le linee di indirizzo che dettiamo oggi siano quelle giuste, ma avendo il coraggio di aprire un dibattito e, visto l'emendamento che presentiamo, avendo anche l'umiltà e riconoscendo i dettati sui referendum propositivi e quindi accettando e cercando un confronto con la popolazione.

Président - Y a-t-il d'autres qui souhaitent intervenir? La discussion générale est close. La parole à l'Assesseur Testolin pour la réplique.

Testolin (UV) - Per chiudere questa tre giorni con alcune riflessioni, che mi permetterò di fare in alternativa a degli aspetti più tecnici, che sono stati ampiamente discussi e che probabilmente avremo modo di discutere ancora nel prossimo futuro. Credo però che partirò dalle ultime considerazioni che sono state fatte, cioè quelle che da questa risoluzione esce una linea tracciata dalla maggioranza, una linea che vuole dare un certo tipo di prospettiva alla nostra primaria società e che si basa su delle valutazioni assolutamente oneste intellettualmente, serie, portate avanti con coscienza e cercando di dare concretezza a una situazione che di concretezza ne ha bisogno e ne ha bisogno di molta.

Penso che chi ha voluto intervenire in questo ultimo scorcio di giornate di discussione in merito alla CVA abbia esposto ognuno a modo suo, ma con molta chiarezza da parte di tutti, le proprie prospettive per andare a sostenere questo processo di quotazione, un processo di quotazione che vuole mettere nella disponibilità della nostra società delle prospettive di crescita e a tutto beneficio della comunità valdostana. Penso anche che ognuno abbia le sue convinzioni, ma che non possa per le sue convinzioni, come sono state espresse dalla collega Minelli o dalla collega Pulz, pensare che le proprie visioni possano essere le uniche, mentre le visioni degli altri debbano per forza essere messe in secondo piano o non possano avere la stessa dignità, perché vi assicuro che, quando si parla di aspetti legati all'ambiente, inseriti all'interno di questa risoluzione, hanno assolutamente la stessa dignità di quando ne parla qualcun altro. Hanno lo stesso approccio al territorio che hanno quando parla qualcuno che appartiene a delle altre situazioni politiche.

Penso che chi vive il territorio, e l'ho già detto prima nel rispondere parzialmente al collega Lucianaz... penso che la vita all'interno della realtà amministrativa, ma la realtà vera, anche quella dei consorzi, piuttosto che quella dei Comuni, piuttosto che quella dei villaggi di montagna, porti a fare tutta una serie di valutazioni che dall'ambiente non possono prescindere. Così com'è corretto, a mio avviso, su alcuni temi più tecnici sottolineare il fatto che evidentemente una quotazione in Borsa è un passaggio di un certo rilievo, ma è un passaggio che, mantenendo la maggioranza all'interno dell'Amministrazione regionale, non pregiudica le garanzie di potere decisionale, delle garanzie di potere decisionale che evidentemente possono essere compromesse nel partire adesso con una quotazione del 30 percento, ma che possono essere compromesse da qua a dieci anni se le scelte dovessero essere quelle di vendere la CVA tout court o di quotare in quel momento la stessa società.

Credo quindi che da qua in avanti ci sarà modo di confrontarci ancora e puntualmente su delle tematiche, che verranno ancora presentate in quello che sarà un percorso... da quello dell'allestimento di una norma... che dovrà essere precisa, puntuale, cercare di andare a rispettare le linee guida... come dire? implementabili sicuramente, di questa risoluzione, ma è una risoluzione che vuole dare una panoramica e una traccia ben definita sulla quale lavorare, i valdostani possono contare su tutta la nostra serietà, la nostra attenzione e il nostro lavoro nei prossimi mesi.

Président - La parole à la collègue Minelli.

Minelli (RC-AC) - Intervengo per dichiarazione di voto, è chiaro e non ha nemmeno bisogno di essere ulteriormente esplicitato. Noi voteremo contro questa risoluzione, che ci pare una risoluzione inconciliabile al suo interno con degli elementi che sono stati evidenziati. Volevo però aggiungere alcune cose. L'Assessore Testolin ha detto adesso che c'è forse una sottolineatura di scarsa dignità quando qualcuno presenta dei temi che sono temi forti per la controparte, non è assolutamente così, la dignità delle proprie idee c'è per tutti e non mi sognerei mai di dire che non c'è dignità nel sostenere qualche cosa. Ho anche detto che c'erano degli aspetti positivi in quella risoluzione, ma non è una questione di dignità, è una questione di applicabilità. Sono due cose molto diverse, io credo che sia del tutto degno sostenere qualche cosa, però poi ci deve essere la conseguenza e la conseguenza deve essere l'applicabilità.

L'altra sottolineatura che vorrei fare è questa: il Consigliere Restano ha evidenziato che all'interno della maggioranza non tutti sono pienamente convinti che questo sia il processo da adottare. Ha detto che ci sono delle sensibilità diverse. Questa risoluzione chiaramente verrà approvata, la partita su CVA non si chiude qui, dovrà essere depositato un disegno di legge, immagino, o un atto, perché, come mi ricorda da lontano l'Assessore Chatrian, la politica parla per atti e qui ci sarà qualche cosa che rimarrà dentro un perimetro e il punto di caduta importante sarà poi quello che dovremo discutere, va bene... per alleggerire un pochino... ma quello che intendo chiedere è se non tutti - e dico "se" perché non so se è così, se ho inteso bene - sono pienamente convinti della bontà di questa scelta, perché comunque l'andare a un disegno di legge per la quotazione è già una forma di scelta, allora vi chiedo di pensarci ancora perché le conseguenze di questo disegno di legge saranno molto, molto significative e pesanti per la nostra comunità.

Président - La parole au collègue Luboz.

Luboz (LEGA VDA) - Nous sommes presque à la fin de ces trois jours de travail, nous avons examiné aujourd'hui peut-être beaucoup plus d'éléments que dans la Commission spéciale CVA; ce n'est pas du temps perdu, dommage que la Commission spéciale n'a pas pu travailler de plus, mais cela je l'ai déjà dit.

Volevo fare due considerazioni riguardo alla risoluzione che andremo a votare, ovviamente il nostro voto sarà contrario. Prima il collega Nogara, Presidente del CVA, ci ha letto un parere legale, se non erro, che dice che comunque la società CVA, qualora venga quotata in Borsa, è da ritenersi comunque società pubblica e quindi potrebbero essere garantite alla CVA comunque le concessioni alla scadenza. Alle pagine 14 e 15 del verbale dell'intervento del professor Florenzano si dice il contrario: si dice che, qualora anche la CVA venisse quotata, pur se in minima parte, ci sarebbero sempre eventuali possibili conflitti di interessi per potersi vedere aggiudicate le concessioni idroelettriche. Comunque vedremo, come ha già benissimo espresso la collega Minelli, probabilmente sorgeranno anche all'interno della maggioranza dubbi e perplessità e qualora, se queste ci saranno, saremo accorti e vedremo di analizzarle in futuro.

Presidente - La parola al collega Nogara.

Nogara (AV) - Volevo solo chiarire in merito a questa ultima parte dell'intervento del Consigliere Luboz. In quella discussione con il professor Florenzano si faceva riferimento alle concessioni, perché? Perché si era detto che se nel momento di un'eventuale gara indetta dalla Regione per le concessioni dell'idroelettrico la società CVA fosse stata al cento percento di proprietà della Regione, ci potevano essere dei ricorsi dalle altre società perché era la proprietà che dava alla CVA la concessione... Il discorso era stato questo: se la CVA fosse quotata per una parte, ci potrebbe essere la scappatoia per dire: "no, non è interamente di proprietà della Regione". Potrebbe essere pertanto la scappatoia per le concessioni, io penso che intendesse quello nella discussione perché ero vicino a lui e gli avevo chiesto direttamente questo e lui me ne aveva parlato. Non lo aveva assicurato però, aveva detto: "è una buona possibilità", nel senso che se la CVA è al 30 percento quotata, allora è più difficile che facciano ricorso perché non è al cento percento di proprietà regionale, io penso che si riferisse a questo.

Président - La parole à la Présidente Rini.

Rini (GM) - Sicuramente la durata del dibattito in Consiglio regionale cui abbiamo assistito in questi giorni sta a indicare l'estrema importanza che assume questa tematica per l'intera comunità valdostana. Io non ricordo in questi anni di avere affrontato due giornate e mezzo interamente dedicate a una tematica, quindi questo io lo valuto come un fattore positivo perché vuol dire che l'importanza che ha dato quest'Aula è stata la stessa che la nostra comunità riserva a questa importante tematica per il futuro, come dicevo prima, dell'intera comunità. È per questo che mi corre l'obbligo anche di intervenire per portare in quest'Aula il mio pensiero ovviamente, ma il pensiero anche del Front Valdôtain, approcciandomi ovviamente con estrema cautela all'argomento trattato vista la sua delicatezza, la sua complessità e, come dicevo prima, anche le ripercussioni che le scelte in merito avranno sul futuro del nostro intero territorio e della nostra comunità tutta. Ho ascoltato con moltissima attenzione tutti gli interventi fatti dai colleghi in queste giornate e ho ascoltato con quella delicatezza di cui parlavo prima. Non sono un tecnico, non ho competenze specifiche nella materia, ho letto tutti gli atti, ho letto gli atti della Commissione speciale e quindi ho cercato di farmi un'idea che fosse il più compiuta possibile.

La posizione del Front è ovviamente quella contenuta nella risoluzione, presentata e sottoscritta, firmata insieme alle altre forze di maggioranza. Alla luce di quanto è emerso durante questa due giorni e mezzo di articolato dibattito e anche delle tante perplessità emerse, ieri avevo presentato in maggioranza una bozza di un emendamento al testo di questa risoluzione, che non ho depositato, non ho formalizzato considerato l'impegno assunto in merito dal Presidente Fosson e dalla maggioranza, e lo ringrazio per questo. Vorrei molto brevemente illustrare l'emendamento che avevo presentato perché nasce da un'esigenza sorta proprio durante questo dibattito. L'emendamento era finalizzato ad arricchire con ogni informazione possibile il già ampio lavoro svolto dalla Commissione speciale, che io voglio ringraziare per il suo articolato e puntuale operato. Il tutto mirato a poter attuare le giuste scelte nell'interesse dell'intera comunità valdostana, delle scelte che, colleghi, devono essere supportate dalla necessaria consapevolezza, una consapevolezza che è imprescindibile per sostenere ogni singolo componente di questo Consiglio regionale nello svolgimento del proprio ruolo, potendo disporre così, in questo lasso di tempo che ci porterà quindi a compiere dei passi successivi su questa tematica, l'acquisizione anche di pareri tecnici, giuridici e industriali. Queste tre "tematiche" hanno per me una valenza molto importante, perché? Perché possono così dimostrare - un altro passaggio per me fondamentale sono i dati aggiornati alla mano - quale sia la strada migliore, possibile da intraprendere sia per l'azienda che ovviamente per la nostra Regione tutta, come dicevo prima.

Concludo quindi dicendo che io credo, noi crediamo fermamente che approfondire una tematica non sia un atto di debolezza, assolutamente o, peggio ancora, di ostruzionismo, bensì una prova di serietà politica e, oltre che una prova di serietà politica, una prova e una riprova di consapevolezza amministrativa.

Presidente - La parola all'Assessore Bertschy.

Bertschy (AV) - Non mi ripeterò sull'importanza di questi tre giorni, io credo che, pur con tante ripetizioni, il Consiglio regionale abbia provato ad approfondire con le competenze a disposizione un argomento di estrema importanza, di grande complessità e che necessita di una decisione politica per andare avanti nella lavorazione di una norma, che poi ancora una volta ci vedrà metterci a confronto.

Avendo osservato e ascoltato molto in questi giorni, forse per un Governo è la prima volta che si è così poco sollecitati rispetto all'Assemblea ed è la prima volta che un Consiglio regionale ha così tanta importanza, devo dire che sono stati tanti gli interventi dei Consiglieri e noi siamo intervenuti in replica con le nostre posizioni. Mi sento solo di osservare che, se vogliamo fare crescere maggiormente il lavoro che si fa di preparazione negli uffici, nelle Commissioni e poi rappresentarlo bene qua in Aula, la cosa migliore è rispettare le idee di tutti, non tanto dare dignità, rispettare le idee di tutti e rispettare il lavoro che di studio si fa. Nessuno qui è arrivato impreparato, forse con percorsi diversi, ma nessuno è arrivato impreparato, quindi se la politica ha fatto un percorso serio, è stato quello di prepararsi e sono emerse delle posizioni, altre emergeranno, immagino che la Lega completerà la sua fase di studio, prenderà la sua posizione e la declinerà. È chiaro che una maggioranza, pur preparandosi e pur rispettando il lavoro che tutti fanno, però poi alla fine bisogna che abbia anche la forza di proporre delle soluzioni e di portarle alla loro fase di decisione. In questo senso, pur nella situazione di grande difficoltà che ancora si vive e che probabilmente nei prossimi mesi dovrà trovare una definitiva valutazione di tipo politico, noi stiamo cercando di fare al meglio il nostro lavoro, seppure questo lavoro è sempre più difficile da fare, anche perché a volte le analisi di chi opera nel mondo dell'informazione precedono i tempi di confronto di chi lavora in politica, addirittura sui banchi del Consiglio regionale, e parlo anche di altri argomenti. È veramente difficile quindi in questo momento lavorare, fare politica e soprattutto è difficile affrontare certi argomenti, quindi non è tanto una questione personale, non è neanche una questione di maggioranza: è una questione di responsabilità continuare ad analizzare... se si ha la forza di affrontare - e io in questo senso ringrazio il Presidente Fosson per la pazienza e la moderazione che sta mettendo nel suo lavoro - un percorso per fare il nostro lavoro: dare delle risposte ai problemi e assumere delle decisioni.

Ci tengo a fare osservare due cose sul tema specifico, e lo farò senza commentare quello che è stato detto. Da sempre, da quando abbiamo parlato di questo argomento, come gruppo, ci siamo immaginati una proposta di legge, che, al di là dell'obiettivo della quotazione, non possa permettersi di disperdere eventualmente il patrimonio che ne potrà derivare. Per noi quindi in quella proposta di legge ci dovrà essere un articolo specifico che dovrà declinare come organizzare una programmazione strategica, e quindi non una distribuzione di risorse, attraverso quei fondi utili alle priorità e alle necessità della nostra comunità. Non esisterà quindi un modo per attaccare il fortino, utilizzare il salvadanaio, per noi in quella proposta di legge bisognerà declinare in Consiglio regionale come eventualmente utilizzare le risorse, come organizzare un programma, come sostenerlo nelle Commissioni e come valorizzare un patrimonio che è unico e che non ci possiamo permettere di disperdere, giustamente, com'è stato detto anche da parte delle opposizioni, con distribuzioni a pioggia o quant'altro.

Il secondo aspetto è che su una questione così importante... non so chi si è convinto, per quello che ci riguarda come UVP... e mi pare che anche con il gruppo Alpe nel 2015, nel 2016 raccoglievamo le firme per sostenere proposte referendarie per migliorare il quorum e per arrivare al referendum consultivo, quindi siamo assolutamente allineati sulla necessità che la popolazione possa dire la sua sempre, vogliamo fare un lavoro forse diverso da quello di altri gruppi: noi vogliamo proporre una decisione, sostenere una decisione così importante con delle argomentazioni, ma, come dal lavoro fatto nella raccolta firme del 2015/2016, metterla in disponibilità alla popolazione affinché possa discuterla ed eventualmente anche non sostenerla.

Infine credo sia necessario costruire un percorso che ci metta in condizione nei prossimi giorni, come maggioranza, di essere ancora più trasparenti di quello che abbiamo fatto e in questo senso io ringrazio in maniera sentita tutti quelli che hanno operato - chiaramente partendo dal nostro collega Nogara come Presidente -, tutti quelli che hanno fatto un lavoro enorme e che comunque ha permesso il dibattito di questi tre giorni, senza questo lavoro, questo dibattito probabilmente non ci sarebbe stato. Il nostro compito però è essere ancora più trasparenti, rispettare le sensibilità e a questo punto provare a proporre una norma ed evidentemente avere anche la capacità poi di portarla in Aula e sostenerla con il nostro voto. Da parte mia e da parte nostra quindi un grazie per il lavoro che è stato fatto, un atto di serietà per quello che va ancora fatto ed evidentemente vi è la necessità di continuare a ragionare in termini politici sulla capacità e sulla forza che avremo per procedere nel nostro cammino.

Concludo con una nota purtroppo di dispiacere: doveva essere la giornata della Festa dell'Europa, sono stati i tre giorni della CVA. Credo che a questo punto sposteremo il dibattito a una prossima sessione, anche perché non avrebbe senso comprimerlo. Occorre sostenere l'importanza di questa festa e su questo fronte, su questa visione politica che vorremmo mettere in campo... occorre avere la possibilità ancora di ritornare sul tema e di affrontarlo con la tranquillità e la serenità che ci deve essere per una questione come questa.

Presidente - La parola all'Assessore Chatrian.

Chatrian (AV) - Penso che siano stati comunque due giorni molto importanti per la Valle d'Aosta, per questo Consiglio e per noi stessi proprio perché diversi sono i colleghi che hanno avuto modo di approfondire, studiare, valutare, documentarsi e forse non avremo ancora terminato e finito, anche perché oggi, con il posizionamento su questa nostra risoluzione, avremo comunque tempo per valutare ulteriormente il come confezionare il disegno di legge. È importante però che ci sia una traccia, lo dicevo alla nostra Capogruppo Morelli, nel momento in cui ci assumiamo delle responsabilità, dobbiamo avere anche la capacità, la forza, la determinazione e il coraggio di fare delle scelte. Come dicevo prima, per fare delle scelte, bisogna non solo analizzarle, non solo studiarle, ma bisogna poi arrivare a una sintesi e proporre il percorso. Io credo che nella nostra risoluzione ci sia non tutto, tanto, ma c'è soprattutto una scelta di natura politica, la decisione di andare in una certa direzione.

Io penso che l'emendamento che è stato inserito - e che tra qualche minuto andremo ad approvare - chiarisca ancora di più dato che nei giorni passati avevamo provato in maniera... non era così semplice la questione relativa all'iter per creare le condizioni al referendum consultivo. Ribadisco il concetto perché è importantissimo: se non c'è nessuno del Governo, non del Governo... che approva un atto amministrativo, l'iter del referendum consultivo non può decollare e quindi questo è fondamentale, e poi spazio al dibattito, spazio alle opinioni, spazio alle idee. Io penso che nessuno abbia la certezza al cento percento che questa sia la strada migliore e l'altra sia pessima, ma a un certo punto bisogna avere il coraggio di scegliere e io penso che non solo rispettiamo i valdostani, non solo vogliamo che anche loro si posizionino, ma noi gradiremmo andare a spiegare qual è la nostra posizione dopo mesi e mesi di lavoro.

Non mi collego a chi è intervenuto prima di me, ringraziando comunque tutti quelli che hanno veramente lavorato e studiato parecchio su questo dossier, ma qualche considerazione dal punto di vista ambientale vorrei farla perché questo pomeriggio e anche questa mattina diversi di voi hanno voluto toccare dei temi che sono capitali per il prosieguo. Il primo tema è quello dei cambiamenti climatici, e solo un pazzo, un matto può banalizzare un tema di questa portata, penso che la difficoltà sia nel come accompagnare, come governare, come creare altre condizioni sul nostro piccolo territorio per i prossimi vent'anni. Io credo che sia questa la sede più importante per decidere le prossime strategie, senza fare gli struzzi, senza mettere davanti magari le parole: "io ho ragione, tu hai torto", ma cercando di mettere davanti i dati scientifici e dall'altra parte avere anche il coraggio, la voglia e la determinazione di fare delle scelte, anche forse non molto popolari, che devono permettere di creare delle condizioni alle nostre piccole comunità. Come sovente dico in quest'Aula, in tanti, tutti diciamo che amiamo la montagna, ma poi la montagna bisogna viverla, non basta amarla solo al sabato pomeriggio e alla domenica mattina e anche i piccoli numeri bisogna rispettarli e non solo quando ci sono le elezioni perché è semplice - e poi non voglio citare nessuno - a livello di parole riempirsi la bocca, ma poi le scelte di vita non sempre sono legate alla questione economica, ma sono legate alla qualità della vita, che è molto più importante.

Il secondo tema che vorrei brevemente affrontare, perché è stato citato, perché abbiamo voluto inserirlo all'interno della nostra risoluzione, è quello legato all'ordine del giorno - e ne andiamo orgogliosi - a dicembre, quando abbiamo approvato il carbon free 2040. Stiamo lavorando, stiamo cercando con i dirigenti, soprattutto con il collega Bertschy degli Affari europei, di creare le condizioni per la programmazione 2020/2027 per come eventualmente arricchirlo di azioni, di misure, di soluzioni per andare in quella direzione, ma l'importante è tracciare qual è l'obiettivo che vogliamo raggiungere, poi il come raggiungerlo io penso che sia questa sede a deciderlo e a darci delle priorità.

Il terzo tema, anche questo molto importante, capitale come gli altri due (il primo quello dei cambiamenti climatici, il secondo quello del carbon free), è quello del piano tutela delle acque, anche qui però non diciamo delle cose inesatte ai valdostani, nel senso che avremo modo nei prossimi sei mesi, secondo semestre 2019, di creare e dare delle priorità, noi pensiamo che la principale priorità sia quella legata alla derivazione per uso agricolo, fondamentale, capitale e in subordine quella legata eventualmente alla derivazione a uso idroelettrico, quindi nessuna speculazione, sarà questo Consiglio che deciderà il posizionamento, la pianificazione e la programmazione per i prossimi anni.

Vorrei fare un'ultima considerazione - non entro su ulteriori indicatori che abbiamo inserito nella risoluzione - legata più anche questa a delle insinuazioni che sono state fatte. Non siamo una banda di matti, come qualcuno così in maniera semplicistica e tanto per screditare il lavoro di tutti i giorni... "ma voi pensate, immaginate di finanziare questo... quello...?"; il collega Bertschy prima diceva: "no, metteremo nero su bianco". Tutto non si potrà fare, collega Gerandin, non siamo dei pazzi, non siamo magari dei supertecnici e tuttologi, ma siamo delle persone oneste, corrette che non si alzano al mattino e cambiano idea al pomeriggio, siamo coerenti e, se ci sarà la possibilità di presentare ai valdostani un piano per come andare a utilizzare le risorse... io penso che quest'Aula deciderà le priorità, le proposte, le azioni, le misure con un cronoprogramma e con una scadenza. Io penso che nel momento in cui uno è corretto, affronta in maniera giornaliera il suo ruolo, senza però perdere di vista invece la cosa più importante: quella legata alla visione che noi vorremmo della Valle d'Aosta dei prossimi, se non venti anni, dieci anni... È con questo ultimo passaggio che vorrei concludere, oggi è un giorno importante perché dopo quasi tre giorni di dibattito, comunque ci si posiziona e nelle prossime settimane, nei prossimi mesi avremo modo di elaborare, confezionare il disegno di legge, che possa tranquillamente e serenamente affrontare questa scelta, questo indirizzo con tutta la popolazione, spiegandola, non interpretandola, e illustrando ai valdostani quali potranno essere, secondo noi, i benefici, ma nel rispetto delle regole, nel rispetto di un perimetro e nel rispetto comunque di una scelta di natura politica.

Devo dire che c'è un qualche cosa che non mi ha convinto in questi due giorni: qualcuno ad oggi non ha ancora messo giù le carte. È legittimo, certi gruppi hanno messo in evidenza, hanno spiegato qual è la loro idea, la loro strada, altri per adesso no, spero che nelle prossime settimane ci sia modo di sapere, di conoscere quali sono gli indirizzi in modo che la comunità tutta sappia quali sono le nostre idee e che ci sia la possibilità di confrontarci serenamente, per il tramite di un referendum, di avvallare o no la proposta che noi oltretutto siamo deputati a prendere e anche con un po' di coraggio, con un po' di onorabilità nell'affrontare dei temi così delicati, ma a un certo punto poi un punto di sintesi, di caduta, secondo me, ci deve essere.

Président - La parole au collègue Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio anche l'Assessore Chatrian, che ci ha fatto un excursus dei suoi punti saldi. Cercherò di fare un intervento senza fare nomi in maniera da non poter dare a nessuno la possibilità di avere il fatto personale e parlare di nuovo, ma qualcosa ritenevo di doverlo dire, anche a chiusura di questo dibattito. Un dibattito che io ho trovato un pochino surreale, perché? Perché, come abbiamo già avuto modo di ricordare, noi ci eravamo diligentemente preparati nello scorso Consiglio con sette ordini del giorno che coprivano tutto lo spettro di possibilità, e non solo, relativo alla scelta così importante che siamo chiamati a fare. Con nostra somma sorpresa invece tanti altri colleghi, se non tutti, sono arrivati assolutamente impreparati nel momento in cui avremmo dovuto discutere la relazione e i nostri ordini del giorno e nessuno - e sottolineo "nessuno" - aveva depositato alcunché, sennonché, stimolati dalla nostra attività consiliare, chiaramente si è trovata la possibilità di sciorinare anche quest'ultimo ordine del giorno su cui andiamo a discutere.

È stato un dibattito interessante, perché? Perché c'è qualcuno che ci ha spiegato che affidare un'azienda al mercato della Borsa significa affidarla a persone che non speculano, significa affidarla a persone che non pensano e non badano al profitto, ma badano esclusivamente al bene della Valle d'Aosta e dei suoi cittadini. È stato un dibattito interessante perché altre persone invece ci hanno permesso di sapere e conoscere che affidare e vendere quote di CVA sul mercato significa far rimanere l'azienda in Valle d'Aosta, mentre altri vorrebbero cederla al di fuori... invece no, vendere le quote in Borsa significa mantenere l'azienda in Valle d'Aosta perché, l'ho scoperto sempre oggi, abbiamo una Borsa della Valle d'Aosta con fondi di investimenti valdostani che vi partecipano e che quindi mantengono la proprietà interamente in Valle.

Quello che mi trovo a contestare un pochino è anche questa parte impegnativa della risoluzione, l'ho trovata un pochino al ribasso, fosse stata un pochino più al rialzo, probabilmente l'avrei anche votata, ma perché promettere soltanto degli sconti energetici che non si possono fare? Perché? Ma perché non promettere invece quello che già state promettendo in giro per la Valle d'Aosta, ovvero qualche bel comprensorio sciistico disperso di qua e di là con i soldi della quotazione, perché non scriverlo? Perché non metterlo nero su bianco? Ma perché magari non inserire anche un bel treno ad alta velocità fino a Parigi? Questa poteva essere una bella possibilità.

Quello che invece ho trovato ancora più singolare è stato uno degli ultimi interventi: quello del Presidente del Consiglio, che ci ha detto che lei, Presidente Fosson, ha preso l'impegno di fare delle ulteriori valutazioni prima di realizzare quanto voi avete scritto nella impegnativa di questa risoluzione, è stato detto in maniera molto chiara. Voi quindi arrivare qui in Aula, ci presentate una risoluzione, ma nelle segrete stanze avete preso l'impegno... lei nello specifico, visto che è stato citato, ha preso l'impegno di fare degli approfondimenti, delle ulteriori valutazioni e allora qui ritorniamo e chiudiamo il cerchio, perché la Lega, che mi onoro di rappresentare, non ha espresso una sua posizione in quest'Assise? Perché l'abbiamo detto tutti e l'hanno detto anche i colleghi dell'opposizione: noi ci siamo impegnati nel fare delle valutazioni, ritenevamo, e lo riteniamo tuttora, che il lavoro della Commissione speciale non abbia approfondito a fondo le possibilità, la documentazione, i rischi di fare diverse scelte e manteniamo questa posizione. Noi vogliamo vederci chiaro prima di fare delle scelte. Non vogliamo essere tuttologi, non vogliamo prendere le cose per partito preso, vogliamo lavorare e approfondire i temi e su quelle valutazioni e su quegli approfondimenti basare la nostra scelta. Non prendere delle decisioni per partito preso perché si conosce, perché si ha la verità e la scienza infusa ma perché le si fa sulla base di documentazione. Le chiedo in chiusura, Presidente Fosson, allora a questo punto, visto che è stato detto in maniera molto chiara che lei si è impegnato a fare delle valutazioni, se vuole smentire il suo Presidente del Consiglio o se vuole confermare quanto è stato detto, smentendo invece la risoluzione che voi invece avete presentato e che ci apprestiamo a votare.

Président - La parole au collègue Cognetta.

Cognetta (MOUV') - Pur con una domanda così importante e pendente su questo dibattito, le lasciamo l'opportunità di raccontarci effettivamente che cosa avete deciso in maggioranza visto che giustamente il collega Manfrin ha posto l'accento su una questione direi basilare, cioè alla fine dovete fare degli approfondimenti o no? Perché abbiamo discusso due giorni e mezzo, vi abbiamo portato di tutto per appunto chiedere approfondimenti e alla fine scopriamo che parte della nostra maggioranza vuole approfondimenti... caspita! Aspettiamo veramente con ansia la sua risposta a questo punto.

Per quanto riguarda invece la sollecitazione dell'Assessore Chatrian rispetto alla nostra posizione, è uscito poco fa un comunicato stampa, non so se l'ha visto, le leggo solo il titolo: "MOUV' non vuole né quotare, né vendere, né cambiare l'assetto societario di CVA", mi sembra abbastanza chiara la posizione di MOUV', quindi io credo che sia effettivamente enunciato quanto noi vogliamo fare.

Per quanto ci riguarda, tutto questo dibattito doveva servire a una cosa molto semplice: a fare degli approfondimenti, ma, ahimè, non li abbiamo ottenuti, anche perché il Presidente Fosson, che adesso invece pare si sia impegnato, magari ce li fornirà o li fornirà alla Commissione.

Vorrei sottolineare una cosa però: probabilmente se foste venuti in Aula dicendo che era già pronta la proposta di legge e che eravate pronti a fare il referendum, tutto questo discorso non lo facevamo neanche, saremmo andati direttamente al referendum e fine del problema. Si è fatto un passaggio lunghissimo di Commissione, più adesso una proposta di legge, poi avete cambiato la risoluzione, alla fine il succo del discorso è: quando presenterete la proposta di legge, andremo a referendum. Si poteva fare tutto molto più in fretta, in maniera molto più concisa, breve e soprattutto efficace, invece avete preferito prendere la strada molto più lunga, chissà poi perché... e tutto questo grazie alle sollecitazioni fatte da questa opposizione perché, se non ci presentavamo noi a sollecitarvi, nella vostra risoluzione non c'era la richiesta di referendum, che poi avete aggiunto all'ultimo.

Io sono contento che le buone idee, come al solito, siano pervasive, e quindi riescono a penetrare nelle menti più ottenebrate e spero che arrivino anche nella mente del nostro Presidente in maniera tale da darci gli approfondimenti che serviranno prima di vedere una proposta di legge che forse non è necessaria.

Président - La parole au collègue Bianchi.

Bianchi (UV) - Sicuramente sono stati tre giorni di ampio dibattito su comunque un problema importante, sentito e sono intervenuti, penso, quasi tutti all'interno dell'Aula, con chiaramente idee magari diverse, ho già avuto modo di dirlo, ma comunque portando avanti quello che pensavano. Ci sono due concetti chiari che, a nostro avviso, questa risoluzione dice: uno è che l'acqua rimane di proprietà dei valdostani e ai valdostani e l'altro è che la CVA rimane di proprietà dell'Amministrazione pubblica, questi sono i due concetti base. È stato aggiunto il referendum... aggiunto, lo abbiamo già anticipato nel pomeriggio di martedì che saremmo stati d'accordo su un referendum consultivo, chi non lo sarebbe su un argomento così importante? Mi sembrava, ci sembra la cosa più logica; dall'altra, così possiamo essere tranquilli, proponiamo chiaramente cosa vogliamo fare, cosa volevamo fare... come gruppo dell'Union Valdôtaine già nel 2016 avevamo imboccato questa strada, avevamo già le idee chiare allora, quindi non abbiamo cambiato idea, e nello stesso tempo abbiamo fatto ulteriori approfondimenti e siamo arrivati alle stesse conclusioni.

Chi è intervenuto ultimamente ha detto: "facciamo gli approfondimenti"; è normale che all'interno di una maggioranza, quando si andrà a scrivere la legge, si vorranno fare degli approfondimenti. Io penso che il lavoro... non vorrei tornare sulla legge sulla ludopatia - che molto probabilmente sul territorio sta creando dei problemi di interpretazione - che abbiamo votato all'unanimità, è una legge che abbiamo discusso in Commissione e abbiamo portato tranquillamente qui in Aula con un'ampia discussione e l'abbiamo votata. Oggi però, come maggioranza, abbiamo detto in maniera chiara qual è la strada che noi vogliamo percorrere. Lo ha detto anche una parte di minoranza qual era la strada che avrebbe voluto percorrere, ad oggi, mi ripeto - l'ha già evidenziato il collega Chatrian -, una parte dell'opposizione non ha ancora fatto i dovuti approfondimenti per chiarire qual è la sua idea, qual è la sua strada; in questi giorni, in queste settimane, in questi mesi sicuramente lo sapremo.

Finisco con una battuta - e spero anch'io, come il collega Manfrin, di non creare una questione personale -: il collega Gerandin ha detto: "io so puntualmente chi ha scritto la risoluzione", lei qui dentro ha il primato, è quello che in dieci anni ha cambiato tre partiti, capisce? Conosce quindi le realtà di tutti, è normale che lei sa chi scrive queste cose, quindi è normale che nella risoluzione ci sia quello che pensa ognuno della maggioranza ma perché in una maggioranza come questa ognuno dice le sue cose e vuole che siano scritte, questo è.

Voteremo quindi convintamente questa risoluzione e mi auguro che nel tempo anche altre forze politiche si aggiungano a questa strada.

Président - La parole au collègue Marquis.

Marquis (SA) - Due parole a conclusione di questo percorso che credo sia stato un percorso arricchente per tutti, sono stati tre mesi di lavoro in Commissione che abbiamo condiviso tra tutti i Commissari, e non solo, anche altri Consiglieri, che si sono dedicati ad approfondire questa tematica. Seppure alla fine ci sono stati dei posizionamenti diversi, ritengo che da queste audizioni sia emersa anche tanta consapevolezza, tanti apporti, che sono stati senz'altro per noi utilissimi per arrivare a definire questa proposta. Il tema è sicuramente molto complesso, molto articolato, con mille sfaccettature e pertanto riteniamo doverosamente di continuare a lavorare come abbiamo lavorato finora, da oggi, da qui al momento in cui il Governo predisporrà il disegno di legge perché ci sono sicuramente approfondimenti da fare, ma di questo non bisogna vergognarsene perché oggi sono state definite delle linee guida e di indirizzo, ci saranno delle cosine ancora da verificare e credo che questo lo faremo con il contributo di tutti, com'è stato in questo lungo percorso. Io voglio pertanto ringraziare tutti coloro con i quali ho condiviso questa esperienza e credo che alla fine ci sia stato un approccio diverso rispetto a tanti altri temi, perché penso che le energie profuse da parte di tutti siano state molte per fare tutti gli approfondimenti del caso. Noi pertanto, come Stella Alpina, sosterremo convintamente l'iniziativa.

Président - La parole au collègue Vesan.

Vesan (M5S) - Per mozione d'ordine. Presidente, io non ho ancora capito se queste dichiarazioni di voto sono relative al primo emendamento o al secondo emendamento perché, in realtà, ritengo che, essendo proposte di emendamenti diversi, dovremmo votare separatamente e, dopo avere votato gli emendamenti, votare la proposta...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

... stiamo facendo dichiarazione di voto su che cosa?

Presidente - Non ci siamo ancora arrivati... la parola al collega Vesan.

Vesan (M5S) - Vorrei fare una dichiarazione di voto generica come le altre, riservandomi, qualora si votassero separatamente le cose, di fare una dichiarazione di voto specifica. Non so, facciamo delle dichiarazioni di voto senza sapere su cosa votiamo? Io sono perplesso da questa gestione dell'Aula.

Presidente - Collega Vesan, ci sono due emendamenti e la risoluzione. Nel momento in cui metteremo in votazione i singoli emendamenti, potrà esprimersi, altrimenti è evidente che c'è una discussione sul testo della risoluzione. Può quindi procedere alla sua dichiarazione di voto.

Vesan (M5S) - In quest'Aula è stato appena dichiarato che alcune posizioni sono molto chiare, mi è parso di capire, con grande ottimismo, che stesse parlando della nostra, e posizioni di altre forze che non sono altrettanto chiare. Se con questa risoluzione, ancorché ulteriormente emendata in extremis, la maggioranza pensa di essere stata particolarmente chiara, devo esprimere tristemente la mia insoddisfazione, soprattutto su tutti i punti descritti al punto n. 3 per i quali effettivamente ci sarebbe tantissimo piaciuto che, nel momento in cui il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a predisporre una legge, desse indicazioni non dico puntuali e precise, visto che tutti quanti, la maggioranza stessa ha dichiarato che vuole gli approfondimenti... ma nel momento in cui stabiliamo che deve essere presentata una legge con la fissazione della percentuale massima collocabile, ecco, mi sarebbe piaciuto che la fissazione della percentuale massima collocabile fosse all'interno di un range o almeno sotto a un certo massimo perché, messa così, tecnicamente, serenamente il Governo regionale potrebbe arrivare con la fissazione della percentuale massima collocabile del 99 percento. E noi diamo mandato in questa maniera, lasciando libera la Giunta, non il Consiglio, di fare come vuole e, da questo punto di vista, non riesco tanto ad apprezzare la centralità di quest'Aula su questa proposta.

Idem per quello che riguarda la riserva di una quota da destinarsi all'azionariato popolare. Quanto questo Consiglio dà mandato al Governo di inserire in questa legge come quota da destinarsi all'azionariato popolare? Prima di tutto in tante belle frasi abbiamo detto che lasciamo delle quote di CVA ai valdostani, qui abbiamo scritto "azionariato popolare" e da nessuna parte in questa risoluzione vedo il fatto che questo azionariato popolare debba avere la carta d'identità dello stesso colore della mia. Non solo, ma non sappiamo quale sia questa quota, noi saremmo particolarmente contenti se l'azionariato popolare valdostano avesse nella sua pancia il 30 percento delle quote di CVA, ed è l'unica privatizzazione che riterremmo ammissibile, però questo non è invece l'indirizzo chiaro di questa maggioranza.

Non parliamo del "rimborso ai residenti in Valle d'Aosta di una quota significativa...", "una quota significativa" è la tipica dichiarazione di chi non sa assolutamente a che numero riferirsi.

Se questa è una risoluzione chiara e con questa voi chiedete un mandato del Consiglio e addirittura, come ha detto il mio collega Bianchi, il fatto che altre forze politiche si aggiungano nel portare avanti questa proposta, beh, noi siamo particolarmente perplessi e, qualora non sarà accolto il nostro emendamento, naturalmente il nostro voto rispetto a questa risoluzione sarà contrario.

Non mi esprimo sul punto n. 4 relativo al referendum perché non ho ancora capito se stiamo dichiarando il nostro voto su quello o meno.

Presidente - La parola al collega Mossa.

Mossa (M5S) - Io vorrei fare una proposta: visto che c'è un po' di confusione anche all'interno della maggioranza perché c'è la necessità di approfondire ulteriormente, questa risoluzione potrebbe anche ancora essere ritirata e ripresentata magari successivamente, quando avrete le idee più chiare. Questa può essere sicuramente una proposta da valutare se non volete approvare il nostro emendamento.

Per quanto riguarda le posizioni, anche se la vostra è poco chiara, mi sembra che in quest'aula gli unici ad avere le idee chiare siamo noi, che comunque vogliamo lasciarla nelle mani del pubblico. I colleghi della Lega nell'ordine del giorno presentato dichiarano di voler "audire tutti quegli operatori terzi che hanno manifestato interesse per il gruppo CVA al fine di comprenderne le intenzioni, le potenzialità, le criticità e le possibili evoluzioni", ma se io non ho nessuna intenzione di vendere casa mia, non mi rivolgo a un'agenzia immobiliare, o vado a fare una perizia, oppure chiedo: "quanto siete disposti a darmi per la mia casa?", mi fanno delle offerte, dopo che me le hanno fatto, magari anche vantaggiose, dico: "no, ma tanto non la vendo"! Mi sembra un ragionamento abbastanza contorto, tant'è vero che in Commissione, quando avevamo proposto di votare un impegno a non considerare alcun tipo di proposta che privasse la Regione della maggioranza delle quote, questa nostra proposta è stata respinta su richiesta della Lega, che ha dichiarato - e recito le parole riportate nel verbale, non mi sto inventando niente -: "di non comprendere la preclusione ad ascoltare altre offerte e metterle a confronto". Allora "non comprendere la preclusione ad ascoltare altre offerte" significa che, se mi fanno un'offerta valida, io sono disposto a vendere la società al pubblico. È inutile quindi che usciate con i vostri comunicati stampa, siete stati chiarissimi nelle vostre intenzioni: volete vendere la società!

Ovviamente votiamo contro questa risoluzione.

Président - D'autres? La parole au Président Fosson.

Fosson (GM) - Sono stati due giorni e mezzo di lavoro su un tema estremamente importante, anch'io non mi ricordo che in questo Consiglio regionale si fosse trattato un argomento per così tanto tempo: questo vuol dire intanto che era necessario, qualcuno ha detto in questi giorni: "bisognava farlo prima e non è stato fatto", invece adesso è stato fatto.

Ringrazio ancora la Commissione, il Presidente e tutti, non siamo riusciti con questo desiderio di dialogo ad arrivare a delle conclusioni condivise da un numero più ampio di Consiglieri, però qualcuno ha deciso, qualcuno ha avuto il coraggio. Sono 18 i Consiglieri che hanno firmato questo documento, questo indirizzo del Consiglio e c'è chi ha sottolineato l'importanza del Consiglio. Non si è votata la relazione, si sono votati poi i vari ordini del giorno, 18 convintamente hanno firmato questo ordine del giorno con indirizzo ben preciso. Pensavamo che il dialogo fosse maggiore, nella maggioranza il dialogo c'è stato, ampio, e 18 hanno siglato quest'ordine del giorno.

Come ho già detto ieri, ripeto le stesse cose, un indirizzo del Consiglio è un indirizzo del Consiglio, un testo di legge è un'altra cosa: un testo di legge è un documento che avrà dei pareri tecnici, che avrà dei pareri economici, che avrà una validazione di diversi dirigenti e che quindi proprio comporta delle verifiche, come ho detto, ben più precise sulla sua fondatezza e sulla validità delle scelte, e su questo mi sono impegnato e continuerò a impegnarmi.

Presidente - Altri? Se non ci sono altri interventi, metto in votazione l'emendamento presentato dai colleghi del Movimento Cinque Stelle. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 18 (Baccega, Barocco, Bertschy, Bianchi, Borrello, Certan, Chatrian, Daudry, Farcoz, Fosson, Marquis, Morelli, Nogara, Peinetti, Restano, Rini, Testolin, Viérin)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Metto ora in votazione la risoluzione con l'emendamento depositato dai Capigruppo di maggioranza. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti e votanti: 34

Favorevoli: 18

Contrari: 16

Il Consiglio approva.