Oggetto del Consiglio n. 312 del 10 gennaio 2019 - Resoconto
OGGETTO N. 312/XV - Interpellanza: "Regolamentazione delle modalità di somministrazione dei farmaci nelle strutture residenziali della Regione".
Rini (Presidente) - Punto n. 42 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola alla collega Russo.
Russo (M5S) - Prima di parlare da questa interpellanza, vorrei fare una precisazione in merito alla risposta alla mia precedente interpellanza sullo spaccio: vorrei specificare che le segnalazioni di consumo e di spaccio all'interno delle istituzioni scolastiche mi sono state fatte dalle insegnanti, non dalle dirigenti.
Arriviamo all'oggetto della presente interpellanza. Trattiamo il delicato tema del ruolo dell'operatore sociosanitario all'interno delle residenze sanitarie assistenziali e delle sue competenze, in particolare nella relazione con la figura sanitaria dell'infermiere. I tre riferimenti normativi che ora vi descriverò ben definiscono i termini dell'oggetto del presente atto. La figura dell'operatore sociosanitario, di cui abbiamo parlato diverse volte dall'inizio di questa legislatura, come definito nell'accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro della solidarietà sociale e le Regioni del 2001, alla fine di specifica formazione professionale e regionale svolge attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari della persona in un contesto sociale o sanitario. In questo accordo vengono definite con chiarezza, nell'allegato a), le attività che l'operatore deve svolgere e, nell'allegato b), le competenze richieste. In quest'accordo si definisce che gli obiettivi del relativo percorso formativo e la sua organizzazione sono stati demandati alle singole Regioni; infatti il 14 giugno 2018 la Giunta regionale ha approvato finalmente la delibera in cui si descrivono il nuovo profilo professionale e il nuovo standard formativo dell'operatore socio sanitario.
La legge dell'8 gennaio n. 1/2001 reca "Disposizioni urgenti in materia di personale sanitario" e disciplina la formazione complementare in assistenza sanitaria al fine di consentire all'operatore sociosanitario di collaborare con l'infermiera o con l'ostetrica e di svolgere autonomamente alcune attività assistenziali, in base all'organizzazione dell'unità funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive del responsabile dell'assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione. L'operatore sociosanitario, poi, secondo l'articolo 1 della legge n. 43 del febbraio 2006 non è assimilabile alle professioni sanitarie infermieristiche che conseguono un'abilitazione all'esercizio professionale dopo un corso triennale universitario. L'operatore sociosanitario, in sostituzione e in appoggio dei familiari e, su indicazione del personale preposto, può collaborare alla corretta assunzione di farmaci prescritti e al corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso. Tali compiti però non possono confondersi con quelli ascrivibili alla professione sanitaria di infermiere che deve sovrintendere in ogni caso alle attività delle OSS e delle OSSS con formazione complementare.
Fatte queste premesse, interpelliamo l'Assessore per sapere se gli operatori sociosanitari presenti nelle residenze sanitarie assistenziali somministrano farmaci ai pazienti, se vi sono protocolli che definiscono e regolano tali modalità - alcune Regioni l'hanno fatto, la Toscana mi pare -, se si intende comunicare in modo chiaro alle coordinatrici o ai referenti delle RSA e alle OSS stesse in che termini possono essere somministrati i farmaci ai pazienti e se è possibile uniformare tale modalità in tutte le strutture residenziali presenti nella nostra Regione.
Présidente - La parole à l'Assesseur Baccega pour la réponse.
Baccega (UV) - Questo è un dibattito che si sta portando avanti anche a livello nazionale e che sarà ulteriormente approfondito nelle Conferenze Stato-Regioni che sono in itinere.
Per quanto riguarda i quattro quesiti, farò un excursus con una risposta unica, ricordando che le attività previste per l'operatore sociosanitario sono definite, come ha ricordato lei, dettagliatamente proprio dagli allegati a) e b) dell'accordo Stato-Regioni del 2001. Tra le competenze ascrivibili all'operatore sociosanitario non è prevista la somministrazione della terapia farmacologica al paziente, potendo lo stesso aiutare, in sostituzione e in appoggio dei familiari e su indicazione del personale infermieristico preposto per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso. Per quanto attiene poi al successivo accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, nell'allegato a) è previsto che l'operatore sociosanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria possa eseguire la somministrazione per via naturale della terapia prescritta conformemente alle direttive del responsabile della assistenza infermieristica e sotto la sua supervisione. Inoltre è in grado di eseguire la terapia intramuscolare e sottocutanea su specifica pianificazione infermieristica, conformemente alle direttive del responsabile dell'assistenza infermieristica e sotto la sua supervisione.
In ambito regionale tale questione è stata oggetto di lunga discussione in sede di condivisione di una bozza di convenzione tra l'USL e gli Enti locali e i gestori dei servizi residenziali con un vano tentativo di mediazione da parte dell'Amministrazione regionale. Io non ero presente, però questo è quanto è successo. Il processo di approvazione si è fermato proprio sul tema della somministrazione dei farmaci e, in particolare, sul ruolo del personale con qualifica OSS rispetto a quello infermieristico. È evidente che è un percorso che riavvieremo; nei trenta giorni di lavoro non siamo stati ancora in grado di approfondire questa tematica, ma ritorneremo sul percorso. Nel caso in cui la somministrazione dei farmaci dovesse essere eseguita in tutte le sue fasi dal personale infermieristico, sarebbe difficile conciliare le esigenze dei degenti con gli orari di presenza del personale infermieristico presso le strutture, proprio per carenza di personale. Invece, nel caso in cui i farmaci dovessero essere somministrati da personale OSS a seguito di una posologia prescritta dal medico e predisposta dall'infermiere, questo dovrebbe essere chiarito su scala nazionale, appunto nell'accordo Stato-Regioni, laddove oggi, nella definizione delle competenze, questo argomento risulta di controversa interpretazione. Attualmente il personale infermieristico presente nelle strutture residenziali e semiresidenziali - ambito di interesse di questa problematica - prepara i farmaci, che sono consegnati dal personale OSS al momento in cui devono essere assunti (il bicchierino, la pastiglietta sul piattino o le gocce) Disposizioni diverse da queste al momento non sono note.
Va quindi detto che l'Amministrazione regionale, a garanzia e tutela dei cittadini e degli utenti, ha previsto e sta attuando un programma di controlli, soprattutto di approfondimento per avere lo scenario di come ci si possa muovere, che a breve sarà svolto da parte di un organo terzo dell'Amministrazione stessa, ovvero l'OTA (organismo tecnicamente accreditante), la cui costituzione a livello regionale è avvenuta con la legge regionale n. 12/2018, articolo 13. La Regione, inoltre, provvede a garantire che il corso di base e di riqualificazione, in seguito al quale gli operatori acquisiscono la qualifica di OSS, preveda una formazione specifica rispetto al corretto aiuto alla somministrazione dei farmaci, ponendo la massima attenzione alla procedura da seguire e ai possibili effetti sui quali gli OSS devono essere posti nelle condizioni di intervenire. Vale la pena rammentare che l'OSS, così come riportato nell'allegato b) dell'accordo Stato-Regioni del 2001 (cito testualmente) "possiede le competenze per osservare, riconoscere e riferire alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l'utente può presentare ed è in grado di attuare interventi di primo soccorso, motivo per cui è previsto che tutti gli operatori mantengano le competenze attraverso la frequenza al corso BLSD" (trattasi di un corso di rianimazione cardiopolmonare con l'uso di defibrillatore e gestione dell'emergenza). Ovviamente è relativo a retraining annuali. Il percorso formativo obbligatorio per acquisire la qualifica di OSS è quindi già indirizzato a fornire agli operatori le conoscenze necessarie e utili ad assolvere correttamente tutti i compiti di cura degli utenti in carico. C'è una questione economica che dovrà essere risolta, perché il personale infermieristico ha un contratto e le OSS hanno un altro tipo di contratto; sarà probabilmente questa la questione da dibattere e da approfondire.
Per quanto riguarda la possibilità di uniformare le modalità di somministrazione dei farmaci in tutte le strutture residenziali presenti nella nostra Regione, si fa presente che sono già stati mossi diversi passi in questa direzione, in particolare lo sforzo dell'Amministrazione è stato rivolto nella riqualifica del personale operante nelle strutture residenziali, tanto che in tutte le strutture residenziali pubbliche è presente unicamente personale in possesso della qualifica di OSS. I corsi, organizzati dall'Assessorato, volti all'ottenimento della qualifica professionale, comprendono già molte attività pratiche indirizzate a dare una risposta a questa problematica. È possibile fare di più integrando il percorso formativo, in modo da consentire l'adeguata preparazione a tutti gli operatori che svolgono funzioni di cura e assistenza in ambito sociosanitario. Bisogna però tenere presente che, laddove c'è del personale infermieristico in un arco temporale esteso o laddove esiste una buona collaborazione tra personale infermieristico e personale OSS, non si sono rilevate problematiche nella somministrazione di farmaci agli utenti.
Il ritardo nella predisposizione di protocolli tra l'azienda USL e gli enti gestori dei servizi che definiscono e regolano le modalità di somministrazione dei farmaci agli ospiti deriva dalle recenti disposizioni contrattuali regionali, che hanno portato al riconoscimento del profilo di OSS fino ad ora non esplicitamente individuato, nel senso che gli OSS esistono da vent'anni, ma non c'era ancora un riconoscimento specifico della qualifica. Non bisogna andare in contrasto con il nodo emerso a livello nazionale, oltre alla verosimile certezza di disporre di un organo di garanzia, quello che ho citato prima, che è l'OTA.
Appena recepita la problematica, si sono avviate al vaglio di questa Amministrazione tutte le possibili opzioni, tra cui un'analisi del fabbisogno degli operatori infermieristici e di supporto utili a garantire la più ampia sicurezza agli ospiti. Questo è un quadro generale. Mi rendo conto che forse la risposta doveva essere più puntuale, ma siamo in un work in progress che nei prossimi mesi andrà a definire un quadro degli atteggiamenti che potranno tenere gli OSS nelle residenze.
Présidente - Pour la réplique, la parole à la collègue Russo.
Russo (M5S) - Assessore, rispetto alla sua risposta mi aspettavo un dettaglio maggiore. Questo è un tema davvero importante, per vari aspetti: primo, perché stiamo parlando di pazienti che non hanno quasi mai la possibilità né di ribattere, né di poter comunicare che c'è qualcosa che non va; secondo, perché è un problema di tutela degli operatori, sia degli operatori OSS, sia degli operatori infermieri che, in tutti e due i casi, vanno a fare o a non fare, a non rispettare competenze e ruoli che, invece, spettano loro rispetto al proprio mansionario.
L'altro problema verrà fuori dai controlli effettuati dall'OTA (ben vengano i controlli!), perché si sottovaluta il rapporto numerico: l'OSS è uno e i pazienti sono veramente tanti, quindi anche semplicemente seguire le indicazioni di un infermiere che, come ha detto lei, prepara il bicchierino con dentro la pastiglietta, non è facile. Le faccio un esempio: in alcuni casi non si tratta di una pastiglietta, ma di un quarto; questo vuol dire che l'OSS, mentre risponde alle richieste dei vari pazienti, deve mettersi a dividere una pastiglietta in quattro e poi ricordarsi che quella pastiglietta corrisponde a quel tipo di farmaco. Riporterò l'attenzione su questo tema nei prossimi Consigli.
