Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 291 del 9 gennaio 2019 - Resoconto

OGGETTO N. 291/XV - Interpellanza: "Criteri adottati per la riorganizzazione delle strutture dell'Amministrazione regionale".

Distort (Presidente) - Siamo ora al punto 20 dell'ordine del giorno. La parola alla proponente, Consigliere Pulz.

Pulz (ADU VDA) - Con questa interpellanza noi vogliamo richiamare l'attenzione sulla problematica della mobilità volontaria all'interno della Pubblica Amministrazione. Sul buon andamento e l'imparzialità della Pubblica Amministrazione si concentra l'articolo 97 della Costituzione italiana ed essi sono poi regolamentati con grande precisione dal Testo Unico del pubblico impiego, dal Contratto collettivo regionale di lavoro, nonché dall'accordo del Testo Unico delle disposizioni contrattuali, economiche e normative della categoria del comparto unico della Valle d'Aosta.

La legge prevede che i criteri secondo i quali avviene la distribuzione delle risorse umane, di questo parliamo, nella Pubblica Amministrazione debbano essere fissati nei provvedimenti di organizzazione delle sue diverse strutture. La realtà che però emerge irrefrenabile sono gli ostacoli che di fatto i dipendenti della Pubblica Amministrazione incontrano nel reperire liste trasparenti che specifichino quali siano esattamente i posti liberi disponibili nei diversi settori. Gli stessi dipendenti, quelli forse più coraggiosi, lamentano notevoli difficoltà nel rinvenire le relative graduatorie interne. Le mobilità numericamente più significative riguardano quelle per le quali i lavoratori sarebbero disposti a procedere con uno scambio di sede e di mansione, ovviamente nel rispetto della categoria di ciascun dipendente, della sua posizione economica e del suo profilo professionale. Di fatto molte strutture regionali risultano poco equilibrate, questo ci viene detto spesso, perché fanno registrare o esuberi di organico, oppure decise carenze di risorse umane rispetto ai compiti assegnati.

Facciamo qualche esempio. Quello più forte, forse, è l'esempio di strutture strategicamente molto rilevanti come la struttura deputata alla gestione del Fondo sociale europeo, che ha subito una drastica riduzione delle risorse umane assegnate. Questo forse spiega le notizie che stanno circolando in questi giorni relative all'ingente perdita di risorse finanziarie proprio del Fondo sociale europeo nel momento in cui, crediamo, esse diventano sempre più indispensabili. Non si può scherzare su certi argomenti. Per non parlare poi di un altro ambito che ho conosciuto molto bene nel tempo, quello delle segreterie scolastiche, dove la mobilità è molto difficile perché è a senso unico, cioè è sempre in uscita e difficilmente in entrata, perché il lavoro da svolgere è titanico.

Noi interpelliamo in questo caso il Presidente della Regione per conoscere quali siano stati in passato, in passato recente, i criteri adottati in sede di riorganizzazione delle strutture proprio per l'assegnazione del personale. Poi quali siano oggi questi criteri per la mobilità interna delle risorse umane nella Pubblica Amministrazione, quali gli ordini di priorità e se venga effettuata anche una costante verifica sull'effettivo rispetto di questi criteri.

In ultimo, vorremmo sapere anche quali siano gli intendimenti circa le possibili migliorie da apportare al sistema della mobilità interna, attraverso provvedimenti di organizzazione che sappiano garantire soprattutto la trasparenza e anche la parità di trattamento per tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Presidente - Grazie collega Pulz. La parola al Presidente della Regione. Prego Presidente.

Fosson (GM) - Come ha detto tra le righe anche la collega Pulz, questa è un'interpellanza presentata al Consiglio regionale del 7-8 novembre, pertanto fa riferimento a una situazione passata su cui io le darò la normativa che valeva sicuramente anche per la precedente Giunta, ma sui criteri di ripartizione della precedente Amministrazione non mi permetto di aggiungere nulla oltre a questi riferimenti.

L'osservazione che lei fa del Fondo europeo è un'osservazione particolare che noi condividiamo, però i fondi europei adesso sono passati, come competenza, dalla Presidenza a un Assessorato, per cui c'è un cambiamento di organizzazione e questo vuol dire anche una maggiore attenzione a questo aspetto particolare da parte dell'Amministrazione.

Il Governo regionale che si è insediato il 10 dicembre scorso ha approvato nella seduta di venerdì 14 dicembre la deliberazione n. 1596 concernente la definizione di questa nuova articolazione di cui le parlavo della macrostruttura dell'Amministrazione regionale e dei rami che fanno riferimento al Presidente della Regione e ai vari Assessori, coerentemente con l'articolazione degli Assessori approvata da questo Consiglio. Procederemo ora, nei tempi più brevi possibili, all'approvazione della struttura organizzativa dell'Amministrazione con la definizione delle strutture dirigenziali e delle dotazioni di personale, compatibilmente con le risorse disponibili e le limitazioni normative per quanto riguarda le assunzioni di personale.

Lei cita la Costituzione italiana che è il principio fondamentale da cui discendono tutti gli altri ordinamenti, ma per quanto riguarda questa seconda domanda i criteri per la mobilità interna all'Amministrazione regionale sono definiti non dall'articolo 80 dell'accordo del Testo Unico delle disposizioni contrattuali ed economiche delle categorie, che riguarda la mobilità tra enti del comparto unico regionale, ma dall'articolo 43 della legge regionale 22/2010, e dal verbale di concertazione relativo alla "Definizione dei criteri generali per la mobilità interna" sottoscritto con le organizzazioni sindacali il 30 novembre 2012, approvato dalla Giunta regionale con deliberazione 2426 del 14 dicembre 2012. Poi le do il testo, così lascio tutti i riferimenti precisi.

Il verbale di concertazione in particolare stabilisce modalità e procedure per la mobilità interna all'Amministrazione regionale, gestita e monitorata dal Dipartimento del Personale della Presidenza che può avvenire per esigenze organizzative dell'Amministrazione, comprendendo in quest'ambito anche le domande di mobilità, quello che diceva lei, dei dipendenti per motivazioni personali, oppure su domanda dei dipendenti a seguito di un apposito bando di mobilità per la copertura di posti vacanti avviato dall'Amministrazione regionale.

Domanda n. 3: "quali siano gli intendimenti". Nel 2019 il bilancio regionale comporterà la ripartizione della spesa del personale per missioni e programmi e ciò farà sì che la mobilità all'interno delle strutture dell'Amministrazione non sarà più neutra ma comporterà variazioni di bilancio tra missioni relative alla spesa del personale. Pertanto nel 2019 la mobilità interna dovrà essere ricondotta nell'ambito di circolari annuali o semestrali che la competente struttura del personale predisporrà nel rispetto delle dovute relazioni con le Organizzazioni sindacali, così come avverrà peraltro per la programmazione relativa ai nuovi ingressi.

Per l'osservazione che faceva lei, fuori dalla risposta che i tecnici hanno preparato, concordo nel fatto che ci siano dei settori dell'Amministrazione in cui si lavora di più e altri meno. Questo è un discorso che è stato fatto in queste prime Giunte ponendo l'attenzione proprio su una riorganizzazione globale di tutta l'Amministrazione, magari con un'analisi dei carichi di lavoro (era stato fatto nel 2004) e sulla distribuzione corretta del personale, perché ci sia più personale dove si lavora di più e ci sia personale con più specificità e più competenze proprio là dove ce n'è bisogno maggiormente.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il Consigliere Pulz. Prego, ne ha facoltà.

Pulz (ADU VDA) - Grazie, Presidente Fosson, per questa precisa risposta e anche per gli intendimenti che lasciano ben sperare circa proprio questa necessaria riorganizzazione globale dell'amministrazione pubblica.

Noi crediamo fermamente che le problematiche non vadano mai negate ma sempre onestamente guardate in faccia e coraggiosamente affrontate. Qui la posta in gioco è alta. Parliamo, infatti, di rispetto dei diritti e della professionalità dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, quindi anche, in senso lato, del fondamentale benessere nei luoghi di lavoro. Crediamo che i processi di mobilità debbano essere gestiti con la massima trasparenza e in base a criteri che possano sempre essere controllati. Con gli strumenti che le nuove tecnologie ci offrono, crediamo che non sarebbe per nulla complicato pubblicare in Intranet le domande in modo che queste possano incontrare le offerte e viceversa. Poi in un secondo momento le domande e le offerte rimaste soddisfatte. Al momento ci risulta che vengano pubblicati solo i posti vacanti, mentre per il più diffuso sistema dello scambio di sede e di mansione tra i lavoratori, vige la regola, ufficiosamente e sinceramente insopportabile, delle conoscenze personali. Il che per forza di cose finisce per determinare lavoratori di serie A e lavoratori di serie B.

Non sarebbe difficile, crediamo, razionalizzare il sistema della mobilità interna se la volontà fosse realmente, come lei ha detto - e quindi siamo fiduciosi - in pieno rispetto dei lavoratori, nonché della Pubblica Amministrazione.

Presidente - Grazie collega Pulz. Per quanto riguarda il punto 21 all'ordine del Giorno, ricordo che, così come concordato in riunione di Capigruppo, è stato associato al punto 34 e come tale verrà trattato nel corrispondente ordine. Passiamo ora, quindi, al punto 22.