Oggetto del Consiglio n. 140 del 4 ottobre 2018 - Resoconto
OGGETTO N. 140/XV - Interpellanza: "Iniziative per prevenire il fenomeno del suicidio".
Fosson (Presidente) - Riprendiamo quindi i lavori dal punto n. 14.21 dell'ordine del giorno. La parola alla Consigliera Nasso per l'illustrazione.
Nasso (M5S) - Quando ho preparato insieme ai colleghi questa iniziativa ancora non si sapeva del tragico epilogo della signora allontanatasi dal tribunale: è stato semplicemente un altro suicidio che si aggiunge alla lunga lista di quelli che spesso leggiamo sui giornali e di quelli che, ahimè, nemmeno leggiamo sui giornali. È quindi evidente che il fenomeno del suicidio rappresenta un fatto purtroppo rilevante e fortemente drammatico della nostra regione. Ripetuti episodi continuano a verificarsi da parte di persone di età, sesso e condizioni sociali diversi. Questa grave problematica deve per forza di cose comportare una riflessione per tutti i cittadini e, per diretta conseguenza, per i componenti di quest'Aula che dovrebbero rappresentare i cittadini.
Chiediamo quindi all'Assessore competente di conoscere i dati relativi agli ultimi dieci anni di suicidi, quali, una mappatura, e se vi siano in atto delle pubblicazioni sull'argomento da parte dell'Assessorato della sanità, nonché gli intendimenti e le eventuali iniziative dell'Assessorato competente per una sorta di prevenzione.
Presidente - La parola all'Assessore Certan per la risposta.
Certan (ALPE) - Collega Nasso, lei mi chiede i dati, quindi le trasmetto quelli che ci ha comunicato l'Azienda USL che sono disponibili presso la struttura complessa di medicina legale. Sono disponibili le annualità dall'anno 2015. Nel 2015 ci sono stati sedici casi con un rapporto maschi/femmine di dieci a sei; nel 2016 diciassette con un rapporto sempre maschi/femmine sedici a uno; nel 2017 vi sono stati dodici casi con un rapporto undici a uno; nel 2018 la raccolta dei dati è in corso d'opera, non li abbiamo definitivi. Circa il 30 per cento dei pazienti deceduti era conosciuto e seguito dal Dipartimento di salute mentale, il restante 70 per cento non era mai afferito ai servizi pubblici. Credo che questo sia un dato importante, soprattutto per quanto mi indicava lei, sul come fare e dove fare prevenzione. Dai dati ottenuti anche dal Servizio informatico che rileva le diagnosi di dimissione è emerso che nel 2008 - qui si riesce ad andare un po' più indietro - sono stati ricoverati sedici casi di tentativo anticonservativo (TA) e l'ideazione suicidaria, nel 2009 diciotto casi, nel 2010 quindici, nel 2011 ventuno, nel 2012 venti, nel 2013 ventinove, nel 2014 venticinque, nel 2015 ventisette, nel 2016 trentaquattro, nel 2017 ventisei e nel 2018 - anno ancora in corso - ce ne sono stati per ora ventinove. Di fronte a questi dati, che credo particolarmente crudi, da una parte si può vedere una riduzione leggera, e dall'altra il numero di persone che vengono seguite è in aumento, quindi credo siano importanti e se ne debba assolutamente prendere in considerazione anche la lettura e l'interpretazione. Di questi dati particolarmente crudi siamo tutti toccati e non è facile neanche darne una lettura statistica e asettica; tuttavia, secondo dati aggiornati (stime OMS 2016), la nostra regione si pone in linea con Stati come la Germania e la Francia, superiori al resto d'Italia che presenta nel suo complesso indici inferiori rispetto agli altri Stati europei. Questa non vuole essere una giustificazione, perché credo che anche un solo caso debba preoccupare e attivare misure di prevenzione, ma è indubbio che in una comunità piccola come la nostra questa causa di morte assume una rilevanza molto più amplificata che altrove, anche perché viene conosciuta immediatamente; nelle realtà molto più grandi è difficile averne contezza, quindi sicuramente ci tocca a volte molto più direttamente.
Per quanto riguarda la seconda domanda (quali le iniziative), dal momento che esiste una stretta relazione tra i comportamenti dannosi per la salute, l'abuso di alcol e/o sostanze psicotrope, e il suicidio, si può ipotizzare che interventi di prevenzione ancora maggiori per individuare e trattare i soggetti con rischio suicidario potrebbero risultare efficaci con un'ampia gamma di comportamenti a rischio e a tal proposito il progetto regionale di prevenzione attuato dal Dipartimento di medicina preventiva credo vada ancora più sostenuto e rinvigorito. Vi sono poi casi nei quali un suicidio si verifica nel contesto di una malattia mentale spesso non diagnosticata o curata. A questo proposito il Dipartimento salute mentale ha organizzato due convegni, uno nello scorso anno e uno a giugno di quest'anno: "L'individuazione e l'intervento precoce nelle psicosi: un approccio preventivo agli esordi" nel 2017 e "Depressione e psicosi: vecchie diagnosi, nuovi problemi" nel 2018. È stato aperto inoltre un ambulatorio specifico per gli adolescenti e i giovani adulti al fine di individuare precocemente soggetti a rischio di sviluppare gravi disturbi psichici. Nel corso dell'anno, grazie ad un finanziamento privato, ha preso avvio un gruppo educativo rivolto a giovani pazienti con esordio psicotico, in cui vengono svolte attività sportive e socializzanti di gruppo legate alla montagna (climbing, passeggiate, escursioni); l'obiettivo di tale gruppo è una riabilitazione basata sull'empowerment e sull'acquisizione di strategie di coping e social skins.
Il servizio DSM pone una particolare attenzione ai ricoveri di pazienti giovani all'esordio della sintomatologia, con una presa in carico integrata: psichiatrico, psicologico ed educativo. Mi permetto di ricordare inoltre che la ricca rete delle associazioni di volontariato presenti in Valle svolge in varia misura un ruolo molto importante nell'avvicinamento, a volte anche solo con l'ascolto e la protezione delle persone che evidenziano fragilità. Di questo ringrazio personalmente - ma penso di poterlo fare anche a nome vostro - i rappresentanti delle associazioni che si attivano e svolgono un ruolo molto importante di prevenzione, protezione dettata soprattutto da quel senso più diretto di fraternità e di umanità che non sono banali in questi casi, anzi, mi permetto di dire che sono importanti quanto l'intervento più clinico.
Per quanto riguarda il punto n. 3 (gli intendimenti), il primo passo necessario è quello di mettere in atto tutte le azioni previste dal piano di prevenzione, di intervenire urgentemente per integrare lo staff medico e di supporto psicologico del Dipartimento di salute mentale che negli ultimi tre mesi ha subito un elevato grado di turnover soprattutto in uscita. Ritengo in particolare che siano chiari gli interventi da porre in atto, ma in questo momento è determinante la presenza di specialisti idonei a renderli concreti, perché non basta preventivarli o programmarli, poiché, se poi non abbiamo gli specialisti che operano o comunque le associazioni che in qualche modo hanno un contatto, è molto difficile.
Come ho avuto occasione già di ricordare in precedenza, è altrettanto indubbio e molto difficoltoso riuscire a mettere in atto azioni che possano incidere in modo più efficace nella riduzione di quella percentuale ancora molto elevata (70 per cento) di casi potenziali non conosciuti a priori dai servizi e, da questo punto di vista, è intenzione di richiedere all'azienda USL di affrontare questo tema avvalendosi anche di competenze eventualmente rinvenibili da esperti di fuori Valle. Resta inoltre aperta la disponibilità a discutere di questi temi nell'ambito della Commissione consiliare - che credo possa essere anche più interessante - coinvolgendo i responsabili dell'Azienda USL e tutti gli attori che attorno al piano di prevenzione stanno cercando di mettere a punto iniziative concrete non solo di monitoraggio, ma anche di aiuto.
Dalle ore 11:30 assume la presidenza il Vicepresidente Bianchi.
Bianchi (Presidente) - La parola alla Consigliera Nasso per la replica.
Nasso (M5S) - La ringrazio, Assessore, per i dati puntuali che ha riportato. Come lei stessa ha detto, se da un lato sono leggermente in diminuzione i suicidi, dall'altro sono in grandissimo aumento i tentativi di suicidio. Forse è lì che dovremmo andare ad analizzare la casistica in modo dettagliato, perché poi è da lì che potrebbe partire un'eventuale prevenzione dettagliata e puntuale, poiché in quel gruppo di tentativi di suicidio possiamo scovare tutte le problematiche. Come lei stessa ha accennato, il suicidio è spesso l'epilogo di gravissime problematiche, non solo psichiatriche; spesso sono dovute anche all'azzardopatia o a gravi problemi familiari. Purtroppo - se ne parla troppo poco, ma anche in Valle d'Aosta abbiamo avuto dei casi - alcuni genitori separati con famiglie distrutte arrivano ad un gesto anticonservativo. La realtà purtroppo è questa e dobbiamo guardarla in faccia.
Le iniziative di prevenzione potrebbero assolutamente rivelarsi efficaci, ma forse bisogna fare di più e andare ad analizzare le problematiche in modo capillare, soprattutto nei tentativi, per capire in che direzione lavorare. Mi ritengo parzialmente soddisfatta e sono sicura che poi in V Commissione, benché non sia la mia, potrò affrontare maggiormente la tematica.
