Oggetto del Consiglio n. 139 del 4 ottobre 2018 - Resoconto
OGGETTO N. 139/XV - Ordine dei lavori. Ritiro e rinvio oggetti.
Fosson (Presidente) - Alla presenza di 32 Consiglieri, possiamo iniziare il Consiglio odierno. Punto n. 14.21 all'ordine del giorno. La parola al Consigliere Testolin.
Testolin (UV) - Per mozione d'ordine. Vorrei chiedere una sospensione dei lavori, perché, viste le dichiarazioni apparse sui giornali, crediamo che per il nostro gruppo sia necessario confrontarsi con le altre forze per verificare alcuni passaggi.
Presidente - Sospensione concessa.
La seduta è sospesa alle ore 9:07 e riprende alle ore 10:21.
Fosson (Presidente) - Riprendiamo i lavori. La parola al Consigliere Testolin.
Testolin (UV) - Ritengo doverosa da parte nostra una spiegazione e delle scuse per quest'ora che abbiamo utilizzato per confrontarci con gli altri gruppi, per analizzare una situazione che di fatto ci porta a fare delle riflessioni.
Oggi sui giornali, come tutti i valdostani, credo che abbiamo avuto la possibilità di leggere le dichiarazioni della Presidente Spelgatti in merito alla situazione politica venutasi a creare in questi ultimi giorni e in queste ultime settimane, che l'ha portata a dichiarare alla stampa e ai valdostani che i numeri di questo governo non ci sono più. Ci sono stati nel tempo, in questi tre mesi, degli elementi ostativi a cercare di dare qualche risposta alle problematiche che nel tempo si presentavano al governo e l'unica visione che paventata è stata quella di nuove elezioni. Di questa incapacità conclamata di gestire una stabilità governativa all'interno della nostra Regione non possiamo che prendere atto e, considerando che all'interno di un Consiglio le istanze, le proposte e le iniziative ispettive che vengono presentate hanno un senso di stimolo e di confronto nel momento in cui ci sia una prospettiva e una possibilità di andare ad incidere sulle decisioni, per quanto ci concerne e per quanto concerne una parte dei gruppi di opposizione, sinceramente oggi non ci troviamo nella situazione di sentirci di continuare con questo clima e con questa situazione complessiva del Consiglio. Da parte nostra, quindi, nel rispetto dell'attenzione che chi ci segue vuole porre nei confronti di questo Consiglio, pensiamo sia poco opportuno continuare a lavorare. Andremo pertanto a ritirare tutte le nostre iniziative, ivi compresa quella che prevedeva per domani una seduta del Consiglio regionale per discutere della mozione di sfiducia all'Assessore Aggravi.
Prendiamo atto dalle dichiarazioni che poi, se la Presidente vorrà confermare, conclamano a tutti gli effetti l'apertura di una crisi politica. La nostra intenzione non era, e non lo è tuttora, di prendere di mira nello specifico un Assessore, ma quella di sollecitare una presa di posizione forte di un governo nei confronti di una risoluzione approvata da questo Consiglio, perché ne siamo convinti: le indicazioni del Consiglio sono assolutamente sovrane in merito a quello che deve essere un percorso politico. Considerando che le criticità conclamate del governo in questo momento non ci danno la possibilità di incidere in tal senso su scelte che questo stesso governo non è in grado di assumere, non vogliamo andare ad abbatterci contro una singola figura. Per questo, con senso di responsabilità, ancora una volta rimettiamo al Consiglio intero quella che potrà essere una decisione sull'andamento di questa giornata per trarre le conseguenze politiche e amministrative che ne conseguiranno.
Lo sviluppo che si è concordato in queste riunioni è che ci possa essere una possibilità di espressione da parte dei gruppi che lo ritengono importante in merito a questa strada tracciata. Chiediamo pertanto al Presidente se si può andare avanti con qualche dichiarazione per poi chiudere con una Conferenza dei Capigruppo al fine valutare il prosieguo dei lavori.
Presidente - Nelle comunicazioni fatte all'inizio erano previsti piccoli interventi. Io penso che ci sia un intervento per gruppo per comunicare questi intenti e poi sicuramente una riunione della Conferenza dei Capigruppo, per cui pregherei di intervenire uno per gruppo. La parola al Consigliere Viérin.
Viérin (UVP) - Ci scusiamo con i colleghi prima di tutto per aver chiesto un'interruzione ma, come anticipato dal collega Testolin, le dichiarazioni a mezzo stampa che la Presidente ha sancito in modo anche onesto denotano ciò che da diverse settimane noi avevamo cercato di evidenziare in quest'Aula: la crisi di una maggioranza. Questo ci ha imposto una riflessione prima di procedere, sapendo che ci sono tutta una serie di iniziative che vanno ad interrogare una maggioranza che non ha più i numeri, un governo che è sorretto da alcune forze politiche che hanno dichiarato a mezzo stampa di non farne più parte; questo per cercare di evitare questa situazione paradossale che stiamo vivendo, anche da spettatori, e che alcuni colleghi ieri hanno cercato di denunciare.
La Presidente nella sua intervista ha detto tre cose: la prima è che la maggioranza non ha più i numeri, la seconda è che una parte della maggioranza non ha intenzione di procedere su alcuni temi, la terza è stata quella di invocare come soluzione le elezioni. Noi crediamo che siano fatti politici. Vedo che il collega Lucianaz sorride, si vede che l'argomento non preoccupa. Noi crediamo che una maggioranza che non c'è più, un governo sorretto da forze politiche che non ci sono più abbia il dovere di portare una soluzione. Ci sono due soluzioni: o questa maggioranza può procedere oppure non esiste più, quindi non ha più senso che noi procediamo con le iniziative consiliari, sia ispettive che legislative. Noi riteniamo che non si possa continuare così, perché - è stato evidenziato da più parti anche ieri, al di là del dibattito consiliare, in alcuni colloqui che abbiamo avuto tra di noi - è stato sancito - al di là della parte amministrativa, perché abbiamo dei settori in attesa di risposte che oggi vedono un'amministrazione paralizzata - che il vostro progetto politico è finito. Pertanto o esiste un progetto politico o esiste una parte amministrativa che può continuare, altrimenti vi chiediamo di dirci come pensate di procedere, perché noi pensiamo che così sia molto difficoltoso, anche per noi, esprimerci su temi che voi dovrete affrontare assieme all'intero Consiglio.
È già stato detto, ma ritiriamo anche noi tutti i nostri atti, compreso quello riferito all'Assessore Aggravi. Ho avuto modo di dirglielo personalmente: non vorremmo che l'Assessore Aggravi diventasse la vittima di tutti i problemi che invece esistono all'interno di questa maggioranza. Avevamo spiegato qual era l'intento: non aver rispettato secondo noi un atto che lui stesso aveva votato, avendo la responsabilità di un certo settore. Come ha dichiarato bene la Presidente sul giornale, il problema non è solo il Casinò, bensì è più strutturale, quindi anche il ritiro di quell'atto sta nella considerazione politica di chiedere che sia portata una soluzione. Noi lo chiediamo a voi, che vi siete presentati come il governo e come la maggioranza del "fare", perché se effettivamente oggi non avete la possibilità di fare diventa difficile secondo noi poter procedere. Noi non vogliamo dare colpe a nessuno, ma riteniamo che voi vi siate assunti la responsabilità di governare. Governare è una responsabilità, quindi siete voi che oggi ci dovete portare delle soluzioni alternative, "alternative" nel senso che probabilmente magari riuscite a trovare delle sintesi sui problemi e procedere, altrimenti effettivamente sarà una fase politica diversa che si aprirà, ma sarete voi che dovrete in qualche modo, assumendovi la responsabilità di una soluzione, portarla all'attenzione di quest'Aula. Ricordo che settori come l'agricoltura, come l'edilizia, come tanti punti su cui potremmo oggi confrontarci non hanno neanche gli elementi base per poterci confrontare.
Noi abbiamo voluto proprio confrontarci per capire se c'erano le condizioni per continuare in questa direzione o se forse non era meglio aprire al vostro interno, voi che avete questa responsabilità, la possibilità di dirci come pensate di procedere.
Presidente - La parola al Consigliere Cognetta.
Cognetta (MOUV') - Innanzitutto vorrei ringraziare i gruppi di UV e UVP per il ritiro della mozione verso l'Assessore Aggravi, perché sinceramente è un atto di responsabilità che io apprezzo molto. Non vi sto lisciando il pelo, dico quello che penso, sia chiaro anche questo.
Penso che abbiate ragione anche su ciò che avete detto rispetto ai problemi della maggioranza: governare presuppone senso di responsabilità e nella nostra maggioranza non tutti l'hanno dimostrato. Questa secondo me è la vera sintesi.
Bisogna risolvere i problemi (ce ne sono tantissimi) e bisogna trovare il modo giusto di risolverli, perché la vera questione è questa: secondo noi c'è un modo giusto e un modo sbagliato di risolvere i problemi. Il modo sbagliato è perpetrare gli errori del passato facendo finta di nulla per risolvere i problemi che ci sono. È inaccettabile per qualcuno di questa maggioranza. Bisogna risolvere i problemi approfondendo tecnicamente a fondo tutto ciò che riguarda il problema stesso per trovare la soluzione più giusta, più corretta, politica e tecnica, e non inventarsi soluzioni che non hanno presupposti tecnici solo perché è una decisione politica. Io credo sia giunto il momento di parlarsi guardandosi direttamente negli occhi cercando di fare uno sforzo di responsabilità da parte di tutti per risolvere effettivamente i problemi, una volta per tutte, se è possibile. Una volta che si ha un problema e lo si risolve, lo si risolve per sempre o perlomeno per un tempo abbastanza lungo per permetterci di finire una legislatura, che potrebbe già essere un buon obiettivo: arrivare fino almeno alla risoluzione dopo cinque anni, anziché ritrovarci ogni anno sempre lo stesso. Sarebbe l'obiettivo intermedio.
Io so benissimo che con questa maggioranza non abbiamo dimostrato fino adesso quanto doveva essere dimostrato. Faccio autocritica su questo e mi adopererò sicuramente per lavorare più di prima, perché ho lavorato tantissimo fino adesso per cercare di risolvere determinati dossier. Invito il governo ad essere unito e compatto, governo che io continuerò a sostenere, ma che deve fare una profonda riflessione su chi c'è e chi non c'è, come ho già detto. E chi non c'è, per cortesia si faccia un esame di coscienza profondo e si accomodi su altri banchi. Questa è la realtà. Se non si è d'accordo, ci si divide, sennò si trova un punto di accordo e si va avanti. Non si gioca a rimpiattino, perché la Valle d'Aosta non se lo può permettere. Ripeto: ringrazio l'opposizione per aver ritirato la mozione e credo che, se l'Aula decide di fermarsi, dovremmo cominciare seriamente a parlarci sin da subito.
Presidente - La parola al Consigliere Vesan.
Vesan (M5S) - Noi siamo molto preoccupati dell'atteggiamento assunto da quest'Aula; noi qui siamo trentacinque Consiglieri eletti dai valdostani per esercitare il potere legislativo e, insieme a questo, il potere ispettivo, il potere propositivo, non siamo l'esecutivo della Regione. Le mozioni che dovremmo andare a discutere nel prosieguo dei lavori del Consiglio sono già state rimandate una volta con la risibile scusa della mancanza di serenità, ma fondamentalmente e realmente il vero oggetto del contendere all'interno di quest'Aula è chi siede sui banchi della maggioranza. Probabilmente lo stesso Casinò non è altro che una scusa per poter avviare questo dibattito, questo conflitto. In realtà, a noi seduti in quest'Aula, che ci siano seduti in questi sette, otto, nove posti o chissà quanti saranno quelli che dovranno essere assegnati in futuro, poco importa. Le mozioni votate in questo Consiglio non impegnano l'Assessore Aggravi, impegnano la Giunta, e la mozione votata in Consiglio vale per tutta la legislatura. Le proposte di legge presentate in Commissione non impegnano la maggioranza, impegnano alla discussione tutti e trentacinque i Consiglieri. È un senso di responsabilità che tutti quanti noi trentacinque ci siamo assunti quando ci siamo seduti qui. Invece vediamo che per la seconda volta qualcuno dice: "ma chi se ne importa di tutto quello che dobbiamo discutere in Consiglio! Possiamo rimandarlo, possiamo ritirare tutte le nostre mozioni, tanto le abbiamo presentate solo per far cadere la Giunta". Non è questo il motivo per cui noi del Movimento 5 Stelle ci siamo candidati, non è quello che noi vogliamo portare avanti in quest'Aula.
Ribadiamo pertanto la nostra intenzione a non ritirare nessuno dei punti che abbiamo presentato, perché li abbiamo presentati con coscienza e perché volevamo che fossero discussi, se possibile condivisi, e che le mozioni eventualmente approvate in quest'Aula impegnassero la Giunta, sia essa quella attuale o quella che nascerà da questa ipotetica mozione di sfiducia costruttiva allo stesso identico modo, perché questo è il motivo per cui siamo stati eletti e sediamo in quest'Aula. Se invece siamo qui solamente a non ascoltare quello che i nostri colleghi dicono, come è successo per tutto il Consiglio di ieri pomeriggio e ad entrare e uscire dall'Aula per farci beate trattative e decidere se abbiamo i diciotto voti e le diciotto poltrone per far sedere quelle diciotto persone, forse la cosa migliore è che tutti quanti riconosciamo ai valdostani che non abbiamo più nessun diritto di rappresentarli e torniamo ad elezioni al più presto.
Presidente - La parola alla Consigliera Rini.
Rini (GM) - Molto brevemente per esprimermi a mia volta su questo tema.
Parto dalle ultime parole del collega Vesan, che condivido, però credo che la situazione sia talmente evidente e che le parole della Presidente scritte oggi sul giornale siano chiare, precise, anche condivisibili, quindi credo che siamo di fronte ad una situazione molto chiara. Io sottoscrivo tutto quello che ho detto finora: c'è stato un immobilismo oggettivo su tanti dossier, così come sottolineato oggi anche dalla Presidente e credo che la politica, collega Vesan, non vuole essere una mancanza di rispetto.
Io condivido la proposta fatta dal collega Testolin quando dice che la ratio e il senso di presentare delle iniziative in quest'Aula deve essere quella di interpellare il governo regionale per avere un indirizzo su determinate tematiche; pertanto svolgere un dibattito che rimane fine a sé stesso non ha, a mio parere, alcun senso. Ha senso invece - anche perché lo dobbiamo ai nostri valdostani e alle nostre valdostane, che credo siano abbastanza stufi di vedere questo tipo di situazione - chiudere questo dibattito odierno in maniera responsabile, perché non avrebbe senso avere risposte in questa particolare fase, ma aprire immediatamente un serio confronto tra chi ha voglia di apportare la propria esperienza e la propria serietà al fine di risolvere anche dossier importanti.
Io ho denunciato - e spero di averlo fatto sempre con educazione, ricordando che non si è mai voluto toccare ovviamente le persone, ma sempre e solo le tematiche - un immobilismo che è oggettivo. Ora bisogna capire se e come c'è la volontà di risolverlo, di risolvere questi dossier, di dare delle risposte ai valdostani, perché l'autocritica credo che faccia sempre bene, e parto dalla mia persona. Credo che in questi mesi non siamo stati in grado di dare determinate risposte. Dobbiamo capire come e se c'è la volontà di creare dei presupposti con le energie necessarie, con le persone che hanno voglia di mettersi a disposizione e di farlo in maniera seria e responsabile, perché di questo abbiamo bisogno.
Chiudo ringraziando anch'io i colleghi dell'opposizione che hanno ritirato la mozione di sfiducia nei confronti dell'Assessore Aggravi; discuterla con questo clima, in quest'Aula, e fare dei processi a qualcuno sarebbe stato un momento di basso livello, quando invece credo che i problemi vadano oltre alle singole persone, vadano visti in un progetto che probabilmente non è sufficientemente solido e strutturato, un progetto che deve sicuramente avere basi diverse e più condivise, sviscerando i temi in maniera approfondita prima per trovare delle intenzioni nel merito e nella sostanza sulle tematiche che meritano una risposta. Facciamolo al più presto, capiamo se ci sono i presupposti, sennò condivido anch'io quanto detto dal collega Vesan e anche dalla Presidente oggi: se ci sono i presupposti per lavorare in maniera coesa, compatta e soprattutto seria, bene, altrimenti alle urne al più presto.
Presidente - La parola alla Presidente della Giunta.
Spelgatti (LEGA VDA) - Ritengo di dover parlare subito, perché secondo me bisogna comunque dare un cambio di marcia ora, senza ipocrisie, poiché solo così si può effettuare un vero cambiamento.
Abbiamo visto benissimo che in questi tre mesi questa maggioranza era assolutamente spaccata al suo interno. Non sto a dire chi sono i buoni, chi sono i cattivi, non ha nessuna importanza; quello che conta è che all'interno di questa maggioranza c'era un'assoluta divisione, quindi questo paralizza la possibilità di lavorare per il bene dei valdostani. In più, in questo momento abbiamo assistito al tentativo della costruzione di una nuova maggioranza che comunque non ha sortito l'effetto, quindi automaticamente siamo in una situazione di paralisi.
Le strade che si aprono sono due, ve lo dico chiaro e tondo: o con senso di responsabilità si torna tutti alle urne oppure si cambia marcia. Non importa, non è questione di buoni e cattivi o di cosa si è fatto o non si è fatto nel passato; il problema è utilizzare senso di responsabilità per andare avanti, per guardare avanti, per guardare le problematiche concrete, poiché siamo in trentacinque. La legge dei numeri è la legge che ha governato sempre il vecchio modo di fare politica: 18 e 17, 17 e 18 o 21, tutti tenuti sotto scacco. Pertanto o si fa un cambio secco di visione e si guarda al futuro e dove vogliamo andare, alle cose concrete che vogliamo fare... siamo in trentacinque, non ha importanza dov'è la maggioranza e dov'è l'opposizione, ma si guardano le tematiche. Poi ovviamente si governa con i numeri - è un discorso scontato - però in realtà, se si stabilisce prima una direzione dove si vuole guardare e si vuole veramente cominciare a dare risposte ai cittadini valdostani... ricordo che qua siamo in trentacinque, non ci si può barricare dietro la legge dei numeri e dietro le strette regole della maggioranza e dell'opposizione, perché la Valle d'Aosta non permette più questo, poiché la situazione di ingovernabilità in cui siamo arrivati da tantissimo tempo sta facendo affondare la Valle d'Aosta. Di conseguenza ci vuole un senso di responsabilità da parte di tutti, un cercare di guardare avanti. E il senso di responsabilità va in due direzioni: o tornare alle urne perché non c'è una maggioranza solida e non riusciamo a costruirla perché non riusciamo a trovare una quadra, oppure si comincia a ragionare in maniera completamente diversa, uscendo letteralmente dai giochi di palazzo, uscendo dalle dinamiche dei gruppi, tanto comunque la matematica non risolve i problemi della Valle d'Aosta e quindi si fa un ragionamento di responsabilità cercando di guardare oltre, di pensare al futuro, alla nostra Regione, di pensare ai problemi che noi vogliamo risolvere e dove vogliamo andare. Così non si può andare avanti. La legge elettorale è sbagliata, permette questo stallo della politica sempre e comunque. Questo stallo della politica fa male alla Valle d'Aosta e, di conseguenza, dobbiamo comunque trovare una soluzione.
Io sono aperta a qualsiasi tipo di soluzione, perché, lo ripeto, non guardo e non mi interessa quello che è stato il passato; non voglio guardare al passato, non mi interessa il passato, non mi interessa chi ha fatto cosa o qual è il passato politico di qualcuno rispetto a qualcun altro. A me interessa semplicemente capire se ci sono i presupposti per lavorare per il bene dei valdostani: questa è la base su cui si può fare qualsiasi altro tipo di ragionamento. Altri ragionamenti per me non sono aperti.
Presidente - La parola al Consigliere Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Per quanto ci riguarda facciamo autocritica, abbiamo delle responsabilità pesanti. La domanda che ci siamo posti in queste settimane e in questi giorni è: in questi tre mesi e mezzo abbiamo fatto della buona politica? Ci siamo chiesti: abbiamo fatto della buona amministrazione? Siamo riusciti a dare delle risposte puntuali che guardano al futuro, che pianificano il sistema Valle d'Aosta per il domani a medio termine? Ci siamo chiesti (perché la pubblica amministrazione parla esclusivamente per atti): siamo riusciti a mettere in campo leggi, azioni, soluzioni? In tre mesi e mezzo non si può fare tutto, però siamo sulla strada giusta? E, se sì, dal punto di vista metodologico siamo riusciti a cambiare i passi e i modi per poter cercare la soluzione migliore, viste e considerate le difficoltà? A tutto questo la risposta non è molto positiva e questo stato dell'arte, questa fotografia è sotto gli occhi di tutti: è sotto gli occhi dei dirigenti regionali, dei funzionari, di chi lavora e vive all'interno dell'amministrazione pubblica, ma il sentore è che anche a livello di territorio si sente, si percepisce e si capisce.
Dall'altra parte, però, non nascondiamoci, Presidente Spelgatti: nessuna coalizione ha vinto le elezioni. Rispetto alla passata legislatura una coalizione quanto meno aveva vinto le elezioni. Oggi stiamo parlando di proporzionale puro che, anche a seguito di questa maggioranza che in questi tre mesi e mezzo ha governato, non ha prodotto non solo neanche una legge, ma tanti temi e tanti dossier non sono stati neanche presi in carico, per il tempo, perché probabilmente abbiamo dedicato del tempo ad altre cose. Numerosissimi temi e criticità non sono state prese neanche in carico, quindi non c'è neanche stato il dibattito di natura politica, se la pensiamo in una maniera diversa o se abbiamo soluzioni diverse per arginare la criticità. Pertanto mai come in questo momento due sono le strade: primo, se non ci sono le condizioni, elezioni subito; secondo, se ci sono delle condizioni politiche per poter creare ed evitare lo stallo di questi tre mesi della poca buona politica, della poca buona amministrazione, delle poche azioni che sono state fatte per mille ragionamenti che ci siamo detti in maggioranza e all'interno di questo Consiglio.
Vorrei concludere con un passaggio legato al discorso delle elezioni. Ieri volevo intervenire, ma poi alla fine non sono intervenuto: di parole ne sono state dette, ma qui atti amministrativi non ne sono passati! Qui delle leggi non sono passate e non sono parole, sono atti. Io penso che i valdostani si aspettino da parte nostra degli atti, delle leggi per dare continuità, soprattutto per migliorare la qualità della vita, perché abbiamo una Valle d'Aosta con diverse velocità, abbiamo delle difficoltà in certe comunità più importanti rispetto ad altre, abbiamo zone che sono più ricche e altre che sono più in difficoltà, abbiamo zone che sono in sofferenza. Io penso che l'obiettivo di ognuno di noi sia quello di legiferare e trovare le soluzioni migliori per garantire una qualità della vita migliore alla nostra comunità. Lasciamo da parte le parole, forse è arrivato il momento di mettere in campo degli atti.
Presidente - La parola al Consigliere Marquis.
Marquis (AC-SA-PNV) - Vorrei anch'io in questa occasione fare una riflessione autocritica ad alta voce, perché credo sia corretto esprimere le proprie posizioni e i propri pensieri all'interno dell'Aula in modo che i valdostani possano comprendere bene qual è la situazione che stiamo tutti vivendo.
Io vorrei partire dal risultato delle elezioni. Il risultato elettorale è stato un risultato in un sistema proporzionale che ha espresso un quadro molto frammentato. Ci siamo messi di buona volontà in quel momento per cercare una soluzione e dare un governo alla Valle d'Aosta, una Valle d'Aosta che sta vivendo un momento profondamente difficile a causa della ridotta disponibilità finanziaria, dell'economia ferma, della necessità di programmazione economica per far ripartire la ruota e girare la macchina. Noi ci abbiamo messo tutto il nostro impegno in questo contesto, dopo l'estate, è giusto fare il punto della situazione. Qui non è il momento di dare delle colpe all'uno o all'altro, però credo che vada rilevato il risultato dell'agire politico amministrativo.
Vorrei evitare che si faccia confusione, perché qui si sovrappongono due problemi: uno politico e uno amministrativo. Sotto il profilo politico credo che in questi mesi non siamo riusciti, per tutta una serie di ragioni, ad offrire delle soluzioni, a tracciare delle direzioni da perseguire che siano utili alla Valle d'Aosta e a tutti i valdostani e questo, secondo me, è il problema più grosso. In parallelo però c'è anche un problema amministrativo, perché se la macchina è bloccata non è un problema politico, è un problema amministrativo, poiché ci sono tante situazioni in cui i dossier non hanno trovato divergenze all'interno della maggioranza, bensì non sono arrivati sul tavolo della maggioranza e credo che su questo si debba riflettere.
A mio avviso in questo momento serve grande responsabilità, serve che tutti, tutte le forze politiche si interroghino all'interno del Consiglio su qual è il contributo che bisogna dare per far uscire la Valle d'Aosta da questa difficile situazione. Ci va responsabilità, ci va cultura del governo, quindi capacità di leggere i problemi e di darvi delle soluzioni, perché è facile la cultura dell'opposizione, ma è più difficile la cultura della costruzione e della soluzione ai problemi. Credo che quindi tutti in questo momento dobbiamo interrogarci su questo e cercare di vedere con occhio positivo il futuro della Valle d'Aosta, perché è di questo che oggi abbiamo bisogno: abbiamo bisogno di vedere il bicchiere mezzo pieno, poiché se non vediamo il bicchiere mezzo pieno non siamo in grado di guardare con ottimismo e trovare delle soluzioni. Ritengo che occorra un atteggiamento nuovo per poter incidere e trovare delle soluzioni politiche a questa situazione oggettivamente difficile.
La Presidente ha fatto delle affermazioni sulle difficoltà che sta vivendo, che ha vissuto, ma è altrettanto chiaro che bisogna che ci si interroghi, ciascuno all'interno dei rispettivi gruppi e dei rispettivi movimenti, su come trovare la soluzione, con senso di grande responsabilità, perché non è più il momento dei pastrocchi, è il momento di dare delle soluzioni che possano traguardare ad un orizzonte temporale di medio termine. La Valle d'Aosta ha bisogno di programmazione, non si può più improvvisare. Pertanto credo sia corretto e giusto, in questi momenti in cui abbiamo dei dossier che richiedono una grande attenzione e che devono trovare una soluzione perché sennò la Valle d'Aosta andrebbe incontro al disastro, trovare immediatamente una soluzione politica; diversamente, risolviamo il problema, e poi dobbiamo restituire la parola agli elettori per riuscire a dare una definitiva soluzione ad un quadro politico che deve essere rimesso in ordine.
Presidente - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (IC) - Ci troviamo in una situazione assurda: a pochi mesi dalle elezioni ci risiamo! Lo dicevo anche ieri: i cittadini hanno molta difficoltà a capire che a pochi mesi dalle elezioni ci si ritrovi in una situazione di instabilità che ormai è cronica. L'intera legislatura passata è stata caratterizzata da instabilità e da crisi senza soluzione di continuità. La situazione è grave e la Valle d'Aosta probabilmente non può permettersi neanche questa situazione. A mio avviso è un problema di regole, in parte, e sulle regole bisognerebbe riaprire un confronto. Le regole possono favorire, ma certo non obbligare, anche se vediamo che in questo Consiglio, come è stato determinato dal voto degli elettori, è difficile trovare delle soluzioni. Le soluzioni però sono quelle indicate da tutti, non ce ne sono molte altre.
Certo che all'esterno di questo Consiglio la gente è francamente stufa di come ci stiamo comportando. Il Consiglio era convocato per due giorni. Ieri abbiamo fatto una parte dell'ordine del giorno in una situazione un po' paradossale, oggi addirittura si vuole sospendere tutto e rimandare. È comprensibile forse per noi, ma fuori di qui nessuno capisce ed è una perdita di credibilità da parte di tutti che certo non fa altro che aggravare una situazione già di per sé grave. Credo che ognuno debba prendersi le proprie responsabilità, e non sono tutte uguali, perché alcuni ne hanno di maggiori per questa situazione. Quanto all'ordine del giorno di oggi, io ho capito che ci sarà una riunione della Conferenza dei Capigruppo in cui si deciderà come andare avanti in funzione delle espressioni dei vari gruppi.
Presidente - Sospendo i lavori per una riunione della Conferenza dei Capigruppo.
La seduta è sospesa alle ore 11:02 e riprende alle ore 11:25.
Fosson (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori.
La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di riprendere i lavori dal punto dell'ordine del giorno interrotto, chiaramente non facendo le interpellanze che sono state ritirate. Per quanto riguarda gli atti della Presidenza, ha deciso di mantenere i punti n. 32.01 e n. 33, cioè la nomina della Commissione regionale per i procedimenti referendari e il parere sulla legge costituzionale sulla modifica degli Statuti; non verrà trattata invece la nomina dei componenti di parte regionale della Commissione paritetica. Per quanto riguarda le finanze verranno discussi i tre atti previsti e, per l'educazione e la cultura, verrà mantenuta l'accettazione della donazione di opere d'arte. Rimangono poi anche le mozioni che non sono state ritirate.
Il Consiglio prende atto.
