Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 128 del 3 ottobre 2018 - Resoconto

OGGETTO N. 128/XV - Interpellanza: "Iniziative assunte per la prevenzione dell'obesità".

Fosson (Presidente) - Punto n. 14.09 dell'ordine del giorno. La parola alla Consigliera Russo per l'illustrazione.

Russo (M5S) - L'oggetto di questa interpellanza è l'obesità con uno sguardo particolare a quella infantile e a come questa patologia sia indissolubilmente legata al concetto di prevenzione primaria e di educazione alimentare.

Partirei con alcuni dati che ci aiutano a quantificare l'entità del problema in Valle d'Aosta. Sono diecimila gli adulti obesi in Valle d'Aosta (circa il 10 percento della popolazione), mentre, contando anche gli abitanti in sovrappeso, la percentuale triplica e arriva al 30,4 percento. Questi sono dati de "Il Sole 24 Ore" dell'ottobre 2017. Complessivamente il 19,8 percento dei bambini valdostani presenta un eccesso ponderale che comprende sia il sovrappeso che l'obesità. Questa invece è una ricerca effettuata da "Occhio della salute" nel 2016 sui tutti i bambini delle scuole primarie della Valle che frequentavano la terza elementare. Il sovrappeso e l'obesità sono uno dei maggiori problemi di sanità pubblica in Italia in quanto responsabili dell'insorgenza di malattie croniche, dell'aumento dei costi di assistenza sanitaria, della riduzione della produttività e di disuguaglianze sociali, che non è un piccolissimo problema. Il sovrappeso e l'obesità, se presenti in età pediatrica, si associano ad una più precoce insorgenza di patologie nell'età adulta. Sicuramente l'obesità - e non sto dicendo una novità, la sappiamo tutti - è collegata e strettamente interconnessa con una scorretta alimentazione e con l'assenza di attività fisica. È indispensabile un'attenzione particolare e un'attivazione da parte delle istituzioni volte alla prevenzione in età infantile dell'obesità. Per "età infantile" intendiamo proprio la scuola dell'infanzia, perché, se insegniamo ai nostri bambini fin da quando sono piccoli a lavorare sull'acquisizione di comportamenti autonomi e consapevoli dal punto di vista alimentare, raggiungeremo dei grandi traguardi. Inoltre, come dichiarato da pochissimo e ripetuto dall'OMS, le azioni di prevenzione primaria, rispetto all'insorgenza dell'obesità in particolare, devono iniziare a partire dalla fase preconcezionale e dalla gravidanza, insomma più precoce sarà l'intervento, migliori saranno i risultati.

Un altro aspetto legato all'obesità e alla sua prevenzione è assolutamente l'intersettorialità, perché saranno vincenti quei percorsi dove si costruiscono accordi e alleanze tra le aziende sanitarie e i partner della comunità locale e quindi le amministrazioni comunali, la scuola, le associazioni sportive, le associazioni dei produttori e distributori di alimenti e le ditte di ristorazione collettiva.

La scuola deve sentirsi protagonista di questo intervento attraverso l'introduzione nei propri programmi di percorsi e attività di educazione alimentare. Io vorrei vedere nella programmazione settimanale dei diari dei bambini una casella con scritto: "educazione alimentare", questo ancora non avviene. A quanto so, l'educazione alimentare attualmente è limitata ad alcuni momenti effettuati dalle maestre che fanno scienze. Inoltre la prevenzione noi non la intendiamo solo come percorsi di educazione alimentare, ma la vediamo strettamente connessa con un aumento di ore di attività motorie settimanali nelle scuole e soprattutto con politiche che vadano avanti e che vedono anche l'ambiente urbano a misura di bambino, come avviene nel Nord Europa, dove i parchi pubblici, tutte le scuole hanno degli spazi dove i bambini possono giocare, tantissime aree pedonali e le piste ciclabili.

Richiamato che nel piano regionale di prevenzione 2016/2020 valdostano tra le azioni previste sono presenti anche la promozione di corretti stili di vita, la comunicazione ai cittadini e il monitoraggio e la valutazione degli obiettivi prefissati, chiediamo all'Assessore competente: quali iniziative sono state effettuate a favore della prevenzione dell'obesità, in particolare di quella infantile nell'anno 2017 e nel primo semestre 2018; quali iniziative siano previste per il secondo semestre; se tutte le attività pianificate in tale ambito sono state realizzate nei tempi e nei modi definiti nel programma regionale che ho citato sopra, con quali strumenti sono stati monitorati e quali sono stati i risultati raccolti.

Presidente - La parola all'Assessore Certan per la risposta.

Certan (ALPE) - Questa iniziativa, che è molto interessante, è molto articolata; spero di riuscire a rispondere a tutto. La prevalenza dell'eccesso ponderale (che comprende sia il sovrappeso che l'obesità) in età infantile e nella nostra regione è pari al 19,8 percento nei bambini. Lo evidenzia l'ultima indagine di sorveglianza "OKkio alla salute 2016", che mette in rilievo una posizione privilegiata con valori di sovrappeso e di obesità notevolmente inferiori rispetto alla media nazionale. Per quanto riguarda il sovrappeso più obesità per regione, percentuale dei bambini di otto-nove anni di età della terza primaria, la Valle d'Aosta ha una media dello 0,7 percento, a livello nazionale la media è del 2,1 percento.

Inoltre, rispetto alle precedenti rilevazioni, nella nostra regione si assiste a una diminuzione della prevalenza di bambini in sovrappeso e obesi rispetto alla prima rilevazione anche della stessa indagine "Occhio alla salute 2008/2009", passando dal 18 al 15,6 percento per il sovrappeso e dal 6 al 4,2 per l'obesità. È importante che, com'è già stato fatto negli ultimi anni a livello regionale, siano pianificate campagne informative ed educative. Quando parlo di campagne educative, parlo di progetti concreti, di attività effettive, attività sportive, preventive, oltre che chiare misure di educazione alimentare che siano rivolte alla popolazione in generale e al mondo della scuola, ma anche alle famiglie. Sappiamo che i pasti non vengono solo consumati a scuola, ma la prima educazione alimentare si fa anche nelle famiglie, quindi è importante rivolgerlo a tutti.

Sono state illustrate e divulgate le linee guida nazionali per una sana alimentazione e linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica, ospedaliera, assistenziale, oltre alle recenti linee di indirizzo per la ristorazione assistenziale pediatrica che recepiscono i nuovi LARN 2012, che sono i livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana.

La presentazione dei dati della sorveglianza a cui facevo riferimento ("Occhio alla salute 2016") ha rappresentato la base da cui partire per dare il via a momenti di discussione aperti a genitori, eccetera, proprio per la promozione di queste buone prassi anche alimentari. Tra marzo e ottobre 2017 sono state coinvolte le scuole attraverso incontri di comunicazione e informazione per dirigenti scolastici e docenti, stampa e consegna alle famiglie di più di 600 pieghevoli appositamente predisposti. Sempre nel corso del 2017 e primo semestre 2018, in riscontro a richieste di valutazione di dietetici al fine del visto di approvazione, consulenza sui capitolati, formulazione di diete speciali sono stati emessi dalla Struttura complessa igiene, alimenti e nutrizione 80 documenti. È stata assicurata consulenza, supporto alle commissioni mensa dei vari comuni della regione su tematiche nutrizionali e di sicurezza alimentare. Gli interventi per il miglioramento della qualità nutrizionale nella ristorazione scolastica e di educazione al gusto fanno parte dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). La valutazione e il monitoraggio della qualità nutrizionale dei pasti nella ristorazione collettiva (nelle mense) rappresenta un LEA, come dall'allegato 1 del DPCM n. 12/01/2017. Sempre nel 2017 e primo semestre 2018 sono stati sottoposti a controllo chimico bromatologico i pasti completi di 30 mense scolastiche. Tra le mense controllate la maggior parte disponeva di un dietetico approvato dalla Struttura semplice igiene, alimenti e nutrizione.

Nell'ambito della sorveglianza e prevenzione nutrizionale, i LEA prevedono attività di formazione e informazione destinate a gruppi di popolazione definiti. Nel 2017 sono stati realizzati tre incontri con finalità formativa e informativa destinati agli operatori degli asili nido riguardanti diverse tematiche, tra cui la comunicazione dei dati di sorveglianza "Occhio alla salute", promozione della dieta mediterranea e di corretti stili di vita e sane abitudini alimentari.

Per quanto riguarda la prevalenza dell'eccesso ponderale in età adulta, lei ha citato un'indagine de "Il Sole 24 Ore", io ho uno studio PASSI del 2008, che ritengo essere un po' superato - cercherò di avere dei dati più recenti, ma i dati più o meno sono quelli che ha dato lei: il 43 percento degli adulti nella fascia di età 18-69 anni presenta un eccesso ponderale; in particolare il 32,5 risulta essere in sovrappeso, il 10,5 risulta essere obeso, con un numero stimato di soggetti adulti in eccesso ponderale considerato pari a 36.550, di cui 8.925 con problemi di obesità. La prevalenza di persone in eccesso ponderale nella nostra regione non si discosta in maniera significativa dalla media nazionale, evidenzia la necessità di intervenire sul fenomeno data la maggiore diffusione del fenomeno tra le persone con basso livello di istruzione ed economicamente svantaggiate. L'eccesso ponderale, data la multifattorialità, diversi livelli di severità e soprattutto le implicazioni sulla salute - come ha ricordato lei, sono l'anticamera delle malattie croniche, di tutti i problemi che comunque con l'invecchiamento si acuiscono - necessita di interventi preventivi e terapeutici. È stato aperto un ambulatorio di prevenzione e consulenza nutrizionale per adulti a supporto dei medici di medicina generale o altri specialisti (diabetologo, ginecologo, nefrologo, fisiatra, ortopedico) per la consulenza nutrizionale per utenti di fascia di età adulta. Tale attività è attiva sin dal 2014 e vede la figura del medico nutrizionista impegnato in tre pomeriggi a settimana presso la sede consultoriale di Pont Suaz e presso l'ambulatorio sito nei locali dell'ex Maternità. Il volume di attività al 31 dicembre 2017 per la consulenza nutrizionale per utenti della fascia adulti è pari a 234 accessi, comprensivi di prime visite e controlli.

Riguardo a quanto ho detto prima sulla correlazione tra il fenomeno di eccesso ponderale, di livelli di istruzione e di fasce economicamente svantaggiate, faccio presente che nel programma 2 del piano regionale della prevenzione, "Comunità che promuove salute" è inserita un'azione (2.5): "Quotidiamo. L'emporio solidale della Valle d'Aosta". Le finalità del progetto sono anche quelle di un sostanziale reindirizzamento di ciò che potrebbe divenire lo spreco alimentare, ma collegato a questo anche di un'educazione alimentare anche per quelle fasce di popolazione che potrebbero essere economicamente svantaggiate, quindi essere più sensibili riguardo a questo problema.

Simili interventi hanno lo scopo di ridurre le disuguaglianze di salute nella popolazione valdostana e tengono conto della forte correlazione tra obesità, basso status socio-economico e quindi c'è anche un'azione formativa, oltre che di distribuzione semplice o di somministrazione in alcuni casi del cibo. A supporto delle persone e delle famiglie che si rivolgono all'emporio le organizzazioni di volontariato offrono questo servizio di consulenza e in questo periodo abbiamo anche convocato - ci siamo già riuniti una volta - il tavolo contro le eccedenze alimentari e questo è uno degli indirizzi che abbiamo deciso di cercare di dettagliare e di portare a termine nel modo migliore.

L'informazione e la sensibilizzazione verso corretti stili di vita e la disponibilità di alimenti più salutari per i soggetti più disagiati potranno produrre a medio termine una riduzione della percentuale di soggetti sovrappeso. A completamento di questo riaffermo anche quanto detto in V Commissione nella condivisione che abbiamo avuto per il piano di zona e il piano povertà, sarà importante considerare anche tale problematica.

Per quanto riguarda la risposta alla seconda domanda: "se tutte le attività in ambito di piano regionale della prevenzione sono state programmate secondo i tempi previsti dal cronoprogramma", si conferma che sono in corso di realizzazione e sono monitorate secondo le modalità previste dallo stesso piano.

Nel 2019 vi è l'intenzione di procedere su due filoni: fornire adeguata continuità di azione sulla nutrizione e sull'attività fisica che vada dalla promozione della salute alla prevenzione attraverso un approccio motivazionale per la modifica degli stili di vita. Ricordo che ne stiamo parlando e stiamo lavorando in collaborazione tra l'Assessorato della Sanità e quello dell'Istruzione, in particolare per il progetto Diderot, che è dell'Istruzione: per tutti i gradi di scuola vi è una linea progettuale dedicata proprio all'educazione alimentare. Stiamo ragionando sulla possibilità di monitorare e migliorare lo svolgimento dell'educazione fisica effettiva all'interno delle programmazioni annuali delle scuole, perché non solo l'educazione alimentare non c'è, ma è difficile anche l'altra. L'altra azione è integrarsi nella rete degli ambulatori per la prevenzione nutrizionale, assicurare interventi nutrizionali basati sull'evidenza. Stiamo quindi con l'Azienda USL lavorando proprio in vista di un'integrazione del piano regionale per la prevenzione.

Presidente - La parola alla Consigliera Russo per la replica.

Russo (M5S) - Grazie Assessore. Sicuramente, mentre stilavo questa interpellanza, mi rendevo perfettamente conto che la mole di informazioni richieste era importante, ma la prima cosa che volevo sapere, e le informazioni le ho avute, è se è chiaro per questa Regione che la prevenzione dell'obesità è una priorità e deve essere un obiettivo, quindi questo sicuramente sì.

L'altro aspetto importante su cui invece forse chiederò ancora informazioni è la questione del controllo delle iniziative, nel senso credo sempre di più, anche in base a quello che ci siamo detti in commissione l'altra volta, che nell'ambito della sanità, dove c'è una programmazione precisa delle attività da svolgere concretamente, ci deve essere anche il controllo che queste attività vengano svolte e soprattutto qual è la ricaduta dell'attività. Questo quindi è un aspetto che poi cercherò di chiarire ancora in altri momenti.