Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 125 del 3 ottobre 2018 - Resoconto

OGGETTO N. 125/XV - Interpellanza: "Notizie in merito all'organizzazione dell'accoglienza dei migranti".

Bianchi (Président) - Point n° 14.06 de l'ordre du jour. La parole à la collègue Pulz.

Pulz (IC) - Questa nostra interpellanza ci riporta allo scorso mese di luglio, perché non abbiamo più avuto occasione di affrontare seriamente il problema in quest'aula. Non è comunque venuto meno durante l'estate il nostro sconcerto nell'apprendere che la disposizione ministeriale riguardante il trasferimento in Valle d'Aosta di 25 cittadini richiedenti protezione internazionale, probabilmente di nazionalità siriana, è datata 26 luglio 2018. Il 26 luglio scorso, infatti, siamo rimasti in quest'aula dalle nove del mattino fino all'incirca alle due di notte del giorno successivo, tuttavia non è stato trovato il tempo per informare questo Consiglio su quanto stava contestualmente accadendo nelle stanze segrete del Palazzo, ovvero che la Presidente della Regione Nicoletta Spelgatti concordava direttamente con il Ministro dell'interno della Repubblica italiana Matteo Salvini il respingimento di queste 25 persone disperate sbarcate a Roccella Jonica in Provincia di Reggio Calabria e destinate questa volta alla Valle d'Aosta. Tutto quanto ci è dato sapere a tutt'oggi in quest'aula sulla questione è ciò che è emerso in quei caldi giorni di luglio nella distrazione generale dei media locali e anche nazionali. D'altronde risale al decreto luogotenenziale n. 545/1945 la devoluzione di tutte le attribuzioni che le leggi vigenti conferiscono al Prefetto, responsabile verso il Governo dell'esercizio dei poteri che per legge restano riservati allo Stato.

Questo ci è stato risposto con una vera e propria lezione di storia di cui sinceramente non sentivo il bisogno, avendo per tre anni diretto l'Istituto storico della Resistenza, nella risposta alla mia richiesta di accesso agli atti, in base all'ex articolo 116 del Regolamento di questo Consiglio. Con quell'accesso agli atti avremmo in realtà voluto capire tutt'altro, ovvero quale fosse stato il tenore degli scambi tra la Presidente Spelgatti e il Ministro Salvini. Ci è stato risposto per iscritto, rifiutando 7 delle nostre 11 domande, che è da ritenersi non sussistente tale diritto nel caso in cui gli atti dei quali si richieda la conoscenza non siano riconducibili all'ambito del mandato consiliare, trattandosi di documentazione non inerente all'attività propria dell'Amministrazione regionale, bensì scaturente dall'esercizio di funzioni esercitate dal Presidente della Regione in qualità di organo statale e del cui corretto esercizio il medesimo risponde in via esclusiva al Governo centrale.

Non vogliamo certo in questo frangente entrare nel merito dell'antica questione dell'accorpamento di funzioni prefettizie e presidenziali in Valle d'Aosta, ma non crediamo sia corretto fare di quell'accumulo di poteri uno scudo perché la difesa dell'autonomia, garantita da quell'accorpamento, finisce così per calpestare l'autonomia stessa. Pure chi vi sostiene da un punto di vista politico ha il diritto di sapere com'è andata veramente, perché la gestione dei migranti è sì statale, ma ha ripercussioni anche regionali e sono molte le Regioni che hanno saputo elaborare un piano specifico di intervento e meno le risposte sono trasparenti più nasce legittimo il sospetto che vi sia qualcosa da nascondere, se le risposte competono solo a chi ci governa e non alla comunità tutta.

Non abbiamo poi idea di quanta condivisione vi sia stata tra gli Assessori e i Consiglieri di maggioranza, comunque da loro non è trapelato nulla. D'altronde si dimentica spesso... e avevo cercato di sottolinearlo già nell'interpellanza sul forte disagio rilevato dai diversi servizi sociali del territorio a seguito della chiusura del Servizio migranti tre anni or sono, quando la Giunta Spelgatti non c'era ancora... e adesso parliamo di una delle Regioni più ricche d'Italia e della sua incapacità di accogliere un numero minimo di migranti disperati che scappano da quella stessa guerra in Siria di fronte a cui davanti alla TV, magari cenando, versiamo la nostra lacrimuccia di rito.

Un'ottima giustificazione per l'azione di governo comunque è senz'altro pronta, perché nessuna delle cooperative che gestiscono l'accoglienza in Valle d'Aosta mette a disposizione in questo momento strutture confacenti a un'accoglienza allargata cosiddetta "promiscua". Risultano tutte inadatte se a bussare alla porta c'è un nucleo familiare, se ci sono donne e bambini. Anche se chiaramente sui bandi di gara, per ottenere l'affidamento del servizio, non c'è alcuna limitazione al genere, ma, di fatto, la Valle d'Aosta si è fin dall'inizio orientata all'accoglienza di singoli maschi adulti.

Noi poi non siamo potuti venire a conoscenza delle verifiche eseguite sulle strutture presenti nella regione atte all'accoglienza, ci viene però specificato, sempre nella risposta al "116", che nel corso dei contatti con la Prefettura di Reggio Calabria è stato segnalato che nel comune di Pollein vi sarebbe stata la disponibilità di un appartamento per ospitare un nucleo familiare di massimo sei persone. Possiamo quindi ritenere che noi, come comunità valdostana, abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità. Non siamo tenuti a lavorare ulteriormente per creare condizioni reali, vere di accoglienza, strutture idonee ad accogliere anche donne e minori e forse soprattutto una mentalità meno ottusa e razzista, indegna di figli di immigrati quali siamo in moltissimi in quest'aula, in questa regione, com'è stato già sottolineato più volte, e in questo Paese, che ha risvegliato addirittura l'attenzione preoccupata dell'ONU con il conseguente invio in Italia di ispettori proprio per l'atteggiamento razzista generalizzato nei confronti dei migranti.

A questo punto noi Consiglieri di Impegno Civico chiediamo in primis che il Consiglio venga messo immediatamente al corrente dell'iter di questa disposizione di trasferimento da parte del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione dei 25 nuovi migranti in Valle d'Aosta, sino al suo annullamento disposto quel 26 luglio dalla Presidente e Prefetta Nicoletta Spelgatti nell'ambito delle sue funzioni, direttamente concordato con il Ministro dell'interno Matteo Salvini.

Ci rammarichiamo di dover ricordare che in questa sede ottenere spiegazioni precise sull'accaduto è un diritto di noi Consiglieri, perché abbiamo un ruolo ispettivo, ma soprattutto perché siamo rappresentanti della cittadinanza valdostana tutta. Chiediamo inoltre come questo Governo regionale, o a questo punto il prossimo Governo, così ci portiamo avanti con i lavori, intenda organizzare l'accoglienza, ben sapendo che ci troveremo all'improvviso a dover affrontare altre richieste come la precedente e non potremo sempre raccontare che una delle Regioni con più risorse economiche d'Italia non è in grado di dare ospitalità a gruppetti di migranti, fossero pure con pericolosi bambini e donne al seguito.

Président - La parole au Président de la Région.

Spelgatti (LEGA VDA) - Rispetto a questo tema, occorre innanzitutto sottolineare, come peraltro anche riconoscono le Consigliere nelle premesse della loro interpellanza, che si tratta di una materia che esula dalle competenze regionali, collocandosi invece in quelle prefettizie, perché spetta alle Prefetture e non alle Regioni o agli Enti locali agire in nome e per conto del Governo nazionale e in primis del Ministero dell'interno.

Detto ciò, chiarito che si tratta di procedimenti e di iniziative ministeriali condotte secondo disposizioni ministeriali, è evidente che non può esistere alcun potere ispettivo dei Consiglieri regionali sulla specifica questione. Questo anche se la vicenda si inserisce nel contesto delle funzioni prefettizie che il nostro ordinamento attribuisce al Presidente della Regione. In ogni caso non si rilevano ragioni ostative per fornire le informazioni di interesse su quanto accaduto, così come hanno già fatto gli uffici regionali, riscontrando nelle scorse settimane la vostra richiesta ai sensi dell'articolo 116 del Regolamento del Consiglio, cosa che in altre Regioni non avrebbe potuto verificarsi.

Venendo al primo quesito, il 26 luglio scorso la Struttura affari di Prefettura della Presidenza della Regione ha ricevuto una comunicazione dal Ministro dell'interno che informava del previsto trasferimento in Valle d'Aosta di 25 migranti dalla Calabria a seguito di uno sbarco avvenuto a Roccella Jonica. Contattata la Prefettura di Reggio Calabria, la struttura apprendeva che lo sbarco riguardava principalmente nuclei familiari, senza peraltro alcun altro dettaglio rispetto a provenienza e nazionalità di queste persone. Le ricordo che nella risposta puntuale che le è stata data di quattro pagine (risposta ufficiale da parte della Prefettura) era stato sottolineato come non vi fosse alcuna evidenza che tali nuclei familiari fossero di nazionalità siriana. Se non risulta alla Prefettura, non capisco perché voi continuiate a parlare di famiglie siriane, come hanno fatto tutti i giornali, dando ovviamente informazioni false, perché questo non risulta alla Prefettura.

Come di consueto in casi analoghi la Struttura Affari di Prefettura ha quindi segnalato alla Prefettura di Reggio Calabria la difficoltà di dare adeguata accoglienza ai nuclei familiari viste le caratteristiche delle strutture reperite in Valle d'Aosta per circa 330 posti, a seguito della gara per l'affidamento del servizio di accoglienza, espletata sulla base dei bandi-tipo redatti dal Ministero dell'interno. In quel momento era infatti disponibile un solo alloggio adatto per un nucleo familiare di massimo sei persone nel comune di Pollein. Dell'intera vicenda è stata informata anche la Presidenza della Regione e, per evitare disagi e criticità al sistema di accoglienza di eventuali nuclei familiari destinati alla Valle d'Aosta, in qualità di titolare delle funzioni prefettizie, mi sono personalmente confrontata con il Ministro dell'interno al quale ho rappresentato la situazione e, sì, è avvenuto tutto mentre ero qua in Consiglio. Il Ministro ha preso atto delle criticità e successivamente le 25 persone sono state collocate altrove. Il Consiglio regionale non è stato coinvolto nel seguito della questione, perché, come ho detto in apertura, trattasi di materia prefettizia in esecuzione di disposizioni ministeriali.

Per quanto riguarda il secondo quesito, il Consiglio non potrà essere coinvolto sull'organizzazione delle future forme di accoglienza, che continuerà nel rispetto delle disposizioni governative e delle nuove norme di iniziative ministeriali in materia di immigrazione e di richiedenti protezione internazionale. Non si tratta di un mancato coinvolgimento delle istituzioni regionali per assenza di attenzione, semplicemente si tratta di un piano distinto da quello regionale e di una competenza statale che vede sì coinvolta la Presidenza della Regione, ma come titolare delle competenze prefettizie.

Président - La parole à la Conseillère Pulz pour la réplique.

Pulz (IC) - Presidente Spelgatti, sulla questione della mancata accoglienza ha dichiarato, anche ora fra le righe, che è stato montato un caso, ma mi permetta di dirle che è proprio il contrario: il caso è stato montato sulla totale mancanza di chiarezza in merito e anche dallo sbandierare come un successo l'aver respinto 25 disperati, che fossero siriani oppure no. Troppa sintonia del Governo locale con le politiche razziste del Governo nazionale non può o non poteva che preoccuparci profondamente. L'obiettivo del Governo nazionale, come dimostra il nuovo pericoloso decreto Immigrazione, è chiaramente quello di colpire al cuore il sistema dell'accoglienza e della protezione internazionale riconosciuti dalla Costituzione italiana, in particolare il sistema dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) costituito dalla rete degli Enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, potevano finora accedere al fondo nazionale presso il Ministero dell'interno. Il fatto che tale sistema stesse funzionando bene non siamo noi a dichiararlo, ma le amministrazioni locali che anche in Valle d'Aosta stanno sperimentando con successo: a Saint-Rhémy-en-Bosses, a Saint-Vincent, a Champorcher, ma il nuovo decreto Immigrazione blocca la possibilità a Comuni nuovi di accedere allo SPRAR. Assistiamo cioè allo smantellamento rapido di un sistema di diritti e non di privilegi costruito a fatica, in nome, tra l'altro, di un'emergenza che non esiste e proprio nell'ottantesimo anniversario delle leggi razziste varate dal Governo fascista, con tutte le tragedie che ne sono conseguite, perché - lo affermava Antonio Gramsci - "la storia insegna, ma non ha scolari".

Anche la Lega buona in salsa valdostana, che si propone o si proponeva come il governo del cambiamento, ma in effetti nessuno ha specificato che il cambiamento sarebbe sicuramente stato il meglio, cavalca le ansie da invasione della gente e fa dell'immigrazione un tema di riferimento per la continua propaganda elettorale, a cui abbiamo assistito anche oggi, senza forse rendersi conto del pericolo insito nello sdoganamento, anche a livello locale, di un clima di odio e di violenza verbale e non. Basta confrontare a questo proposito i commenti apparsi sui social a proposito della tragica rissa di un recente sabato sera: se il Sindaco di Charvensod Ronny Borbey sottolineava come "un nostro compaesano è morto, un altro è ferito e la tragedia ha colpito due famiglie nella nostra comunità, rifuggiamo la violenza in qualsiasi forma", su altre pagine Facebook sono apparsi commenti violenti e ognuno di noi credo che abbia la responsabilità di intervenire immediatamente cancellandoli, perché le pagine Facebook non sono il nostro diario personale, sono pubbliche. D'altronde meno di un anno fa io stessa ho organizzato, con la collaborazione preziosissima della Presidenza della Regione, un importante convegno sulla diffusione dell'odio on line che ha coinvolto circa 500 studenti.

Noi siamo preoccupati per questo clima ascendente anche nella nostra regione e credo sia normale pretendere che chi è eletto dai cittadini per occuparsi del bene collettivo favorisca in tutti i modi la convivenza civile, che sono poi quelle regole base che ci insegnavano nella scuola dell'infanzia, e che non si fomenti l'odio sociale, anziché lavorare sulle molteplici e reali problematiche della comunità valdostana.

Dalle ore 17:26 riassume la presidenza il Presidente Fosson.

Fosson (Presidente) - La parola al Consigliere Viérin.

Viérin (UVP) - Grazie, Presidente, per mozione d'ordine. Non vogliamo intervenire sull'iniziativa di una collega, ma riteniamo abbastanza grave quello che è stato risposto dalla Presidente, che ha in pratica parlato delle funzioni prefettizie della Valle d'Aosta dicendo che queste sono direttamente ed esclusivamente dipendenti dal Ministero degli interni. Volevamo semplicemente chiedere in questo senso se avevamo capito bene o se effettivamente siamo diventati direttamente una provincia dipendente da Roma o se esistono ancora le funzioni prefettizie, che, in base al nostro Statuto e alle prerogative delle scelte politiche del 1945, hanno un senso solo in Valle d'Aosta. Noi vogliamo sottolineare a lei, Presidente del Consiglio, che queste affermazioni sono molto gravi.

Presidente - Faremo un approfondimento su quanto riferito.