Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 123 del 3 ottobre 2018 - Resoconto

OGGETTO N. 123/XV - Interpellanza: "Riorganizzazione e riqualificazione degli edifici scolastici di istruzione secondaria di secondo grado siti nel comune di Aosta".

Fosson (Presidente) - Punto n. 14.04 dell'ordine del giorno. La parola al Consigliere Baccega per l'illustrazione.

Baccega (UV) - Torniamo sicuramente a parlare e a mettere al centro del dibattito di questo Consiglio regionale la problematica legata alla "scuola polmone" di regione Tzamberlet. In questo periodo di vacanza abbiamo avuto modo di leggere le dichiarazioni di entusiasmo della Presidenza della Giunta, che, non appena aveva visto la delibera che spostava le risorse del mutuo dalla scuola polmone alla scuola di Quart e di Châtillon, gioiva per il fatto che la scuola polmone non si faceva più, probabilmente non aveva letto attentamente la delibera della Giunta. Noi siamo lieti ovviamente che si realizzi la scuola di Quart che era prevista in un programma FOSPI per 7,5 milioni e quindi ora trova il finanziamento e siamo lieti perché ogni investimento che viene fatto a favore e a sostegno dell'istruzione ci ha sempre visti favorevoli. Non possiamo dimenticare che abbiamo salutato con soddisfazione l'anno scorso la nota di Cittadinanzattiva che individuava nelle scuole valdostane tra le più sicure d'Italia. Era un rapporto che faceva il punto sulla sicurezza, sulla qualità, sull'accessibilità delle scuole italiane e, proprio perseguendo la volontà e questa logica, noi abbiamo predisposto che la riorganizzazione e la riqualificazione degli edifici scolastici di istruzione secondaria di secondo grado che si trovano nella città di Aosta dovevano avere un'attenzione particolare.

Nel confronto che si è avuto tra l'Assessorato dei lavori pubblici e l'Assessorato della pubblica istruzione, allora organizzati dalla collega Rini e dal sottoscritto, si sono evidenziate delle importanti criticità, tra le quali c'era una frammentazione generale delle istituzioni dislocate in fabbricati diversi, tutti lontani tra loro, con tutti i disagi conseguenti che ci possono essere e per i trasporti, e per la didattica. Ricordo il dato dell'epoca: ben 3.595 studenti erano dislocati in 13 sedi differenti e le istituzioni scolastiche, com'è ben noto, sono solo 5. Ecco che, sulla base di quel lavoro approfondito, abbiamo predisposto una delibera n. 572 del 29 aprile 2016, che aveva degli obiettivi ben precisi: il sostanziale adeguamento normativo del patrimonio immobiliare regionale destinato alle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado sita in Aosta; il maggiore raggruppamento possibile delle classi presso le rispettive sedi e istituzioni scolastiche; il contenimento e l'eliminazione dei costi di locazione passiva, perché anche questo è un elemento importante; il risanamento energetico e tecnologico degli stabili finalizzato a migliorare il comfort abitativo e a ridurne il più possibile i costi di manutenzione e di gestione e la restituzione al Convitto regionale di tutti gli spazi oggi occupati da altre scuole, Convitto regionale che ha una forte richiesta di convittori. Era un atto di indirizzo nato da quest'analisi, un atto che individuava in modo puntuale negli anni gli spostamenti e gli interventi programmati e che sarebbero stati oggetto di attento monitoraggio. Quella delibera quindi poteva avere degli spazi di modifica, di aggiornamento sulle questioni che potevano in qualche modo verificarsi anno dopo anno e anche tenendo conto dei flussi scolastici. Il piano prevedeva in un orizzonte temporale di dieci anni interventi su edifici ormai datati che necessitavano, e necessitano tuttora, di adeguamento dal punto di vista antisismico, antincendio, dal punto di vista energetico e funzionale. Diciamo quindi che era rimasta valida la scelta di costruire la scuola polmone a Tzamberlet, perché si era fatta un'attenta verifica, un approfondimento sul comune di Aosta per verificare quali aree, quali strutture potevano eventualmente accogliere un istituto che potesse contenere intorno ai 1.100-1.200 studenti e alla fine la scelta fu per quell'area dismessa (l'area Sacco), che poteva entrare in una logica che avevo definito all'epoca un camp americano per la vicinanza degli impianti sportivi, ovviamente con tutti i processi che dovevano verificarsi in termini di adeguamento di trasporto e adeguamenti delle strutture che erano pertinenti. Di quella delibera abbiamo già realizzato una parte di percorso, abbiamo consegnato i TPR, abbiamo realizzato le sette aule nella scuola che adesso si chiama Maria Adelaide, ma è l'istituto di via Chambéry, via Chavanne e quindi in questa logica noi chiediamo alla Giunta che intenzioni abbia rispetto a questo percorso. In parte l'Assessore questa mattina ci ha dato alcune indicazioni, ma noi avremmo piacere di approfondire ancora di più e ci saranno inevitabilmente dei passaggi in commissione, Assessore, perché su questo punto il dibattito è importante. C'è stata anche una richiesta di referendum, ci sono stati tutta una serie di interventi e anche di richieste di spostamenti: non più un istituto tecnico ma un altro liceo. Tutto questo era possibile e valutabile in corsa.

Presidente - La parola all'Assessore Sammaritani per la risposta.

Sammaritani (LEGA VDA) - Grazie al collega Baccega. L'interpellanza è articolata su tre domande e vado quindi nell'ordine.

Per quanto riguarda la domanda: "se si ritengono ancora validi ed eventualmente da aggiornare gli indirizzi della delibera n. 572", che è stata citata dall'interpellante, faccio un breve excursus su quello che è stato il contenuto essenziale di questa delibera, su ciò che è stato realizzato e ciò che ancora non lo è. Con questa delibera la Giunta ha approvato gli indirizzi per la riorganizzazione e la riqualificazione degli edifici scolastici di istruzione secondaria di secondo grado, ponendosi i seguenti obiettivi di carattere generale: adeguare dal punto di vista normativo il patrimonio immobiliare regionale destinato alle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado sito in Aosta; raggruppare il più possibile le sedi delle istituzioni scolastiche e conseguentemente ridurre il numero delle succursali; ridurre o azzerare i costi di locazione passiva; risanare dal punto di vista energetico e tecnologico gli stabili per migliorarne comfort abitativo e ridurne i costi di manutenzione e gestione, infine restituire al Convitto regionale Federico Chabod tutti gli spazi attualmente occupati dalla scuola visto che la richiesta per il Convitto è sempre in aumento. Con la suddetta deliberazione è stato approvato anche un cronoprogramma dei lavori e della riorganizzazione delle sedi scolastiche, prendendo come periodo temporale di riferimento l'anno scolastico.

Le previsioni per l'anno scolastico 2016/2017 sono state sostanzialmente rispettate, in quanto in quell'anno l'Istituzione Corrado Gex è rientrata nella sede di via Chabod e il Maria Adelaide è stato trasferito nella sede di via Chavanne. La prevista restituzione al Comune della scuola di Place Soldats de la Neige non ha potuto però avvenire, in quanto la scuola polmone del comune di Aosta è stata ancora necessaria per la collocazione di sette classi del Maria Adelaide che non trovavano posto nella sede principale. Nell'anno 2017/2018 era previsto l'inizio dei lavori del primo lotto di ristrutturazione della sede di viale Conseil des Commis, con lo spostamento di circa cento alunni in via Festaz e l'avvio dei lavori di ampliamento della sede di via Chavanne. Mentre i lavori di ampliamento sono partiti e sono stati completati entro l'inizio del corrente anno scolastico, la ristrutturazione di Conseil des Commis non è ancora avviata.

Nell'anno scolastico 2018/2019 era programmato l'inizio dei lavori del secondo e terzo lotto della ristrutturazione di Conseil des Commis (Liceo scientifico) con lo spostamento di circa 170 alunni in via Festaz e 150 in via Chambéry, inoltre l'accorpamento di tutta l'Istituzione Maria Adelaide. Per quanto concerne i lavori, questi non sono ancora avviati, mentre l'Istituzione del Maria Adelaide, a seguito dell'ampliamento, continua ad avere necessità di una succursale e pertanto quattro classi sono state collocate nella sede comunale di Place Soldats de la Neige.

Nell'anno 2019/2020 si prevede la prosecuzione dei lavori su Conseil des Commis. Ancora nel 2020/2021 la delibera di Giunta a cui si faceva riferimento ha previsto il trasferimento dell'Istituzione del Regina Maria Adelaide nel nuovo polo scolastico di Tzamberlet, lo spostamento a Tzamberlet di altri 400 studenti dell'Istituzione tecnica Manzetti, il trasloco dell'Istituzione classica, artistica e musicale in via Chavanne, il rientro poi del Liceo Bérard nella propria sede di Conseil des Commis e lo spostamento in via Matteotti delle classi del Bérard che occupano una porzione del Convitto Federico Chabod.

Per gli anni scolastici successivi si è ipotizzato quell'intervento di ristrutturazione della sede di via Festaz. Occorre dunque considerare che il cronoprogramma approvato con questa delibera è già in parte superato e conseguentemente tutti gli interventi subiranno uno slittamento di uno o più anni scolastici. Per rispondere dunque al quesito dell'interpellanza, posso affermare che gli indirizzi fissati dalla delibera n. 572 si ritengono ancora sostanzialmente validi per quanto attiene gli obiettivi di carattere generale in essa individuati che ho sopra richiamato; certamente la deliberazione dovrà essere aggiornata nella parte che attiene al cronoprogramma dei lavori della riorganizzazione, perché siamo indietro. Ritengo tuttavia che essa dovrà essere rivista anche negli aspetti più di contenuto con riferimento anche alle scelte programmatorie. L'assetto definitivo dell'edilizia scolastica delle scuole secondarie di secondo grado del capoluogo regionale per il prossimo decennio deve necessariamente essere rivalutato alla luce di una pluralità di fattori sopravvenuti e che meglio poi declinerò nella risposta che segue.

"Se ritiene fondamentale - questa è la seconda domanda - la costruzione della scuola polmone di Tzamberlet". Occorre premettere che, così come attualmente prevista, quella di Tzamberlet non avrebbe più naturalmente le caratteristiche di una "scuola polmone", bensì quella di una scuola destinata a un'utenza di circa 1.300 studenti. L'idea della realizzazione della scuola di Tzamberlet era quindi sì nata come polmone per consentire la delocalizzazione turnaria degli istituti scolastici che necessitavano di interventi di risanamento e di messa a norma, ma si era poi trasformata in una scuola affatto transitoria, cioè definitiva.

Detto questo, deve prendersi atto del fatto che le Amministrazioni precedenti alla nostra hanno preso decisioni sulla base di dati ed elementi che nel tempo intercorso da quelle determinazioni ad oggi hanno subito modifiche, anche molto rilevanti. Basti, ad esempio, pensare che l'andamento demografico, come diceva oggi il Consigliere Bertin, risulta in contrazione e i dati delle iscrizioni scolastiche attestano come nei prossimi anni avremo un calo rilevante degli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado, in quanto è in continuo calo il numero delle nascite e della popolazione giovanile. In sostanza quindi se all'epoca di tali scelte le necessita di spazi scolastici erano di un certo tipo, oggi tali esigenze vanno attualizzate, com'è normale e logico che sia in presenza di nuovi dati di sviluppo e di tempistiche che sono nel frattempo mutate.

Per concludere, fattori ed elementi quale l'andamento demografico, la mobilità, le risorse finanziarie disponibili, la collocazione delle scuole e dell'impianto urbanistico urbano, le istanze degli operatori della scuola, i tempi di realizzazione degli interventi già programmati, ma ormai superati ci fanno pensare che un buon amministratore debba porsi la domanda se le scelte operate nel passato siano ancora attuali o se non debbano essere oggetto di nuova analisi e quindi di una seria e oggettiva rivalutazione.

Ciò detto, da quando questa Giunta si è insediata ha demandato all'Assessorato che rappresento di avviare un lavoro di raccolta di tutti i dati necessari a comprendere quali siano attualmente e soprattutto di quali saranno nel prossimo futuro le esigenze scolastiche sotto il profilo edilizio, senza alcun pregiudizio per le scelte in precedenza effettuate, ma solo nell'ottica di ottimizzare interventi futuri e le risorse disponibili in relazione a tutti i fattori endogeni ed esogeni correlati e preventivabili. In questa linea di condotta è evidente che l'intervento di Tzamberlet è uno, ma non il solo, dei focus alla nostra attenzione e quindi anch'esso sarà oggetto di ripensamento, ma senza pregiudizi o preconcetti di sorta, tenendo ben presente che c'è una gara in corso e che ogni decisione deve essere rispettosa delle norme e dei diritti dei soggetti coinvolti.

In ordine all'ultima domanda, che è correlata: "quando sarà aggiornato l'accordo di programma fra Regione e Comune di Aosta", è evidente che l'accordo di programma sottoscritto nel 2011 tra Regione e Comune di Aosta per la realizzazione di un complesso scolastico prefabbricato provvisorio prevede la costituzione da parte del Comune di un diritto di superficie a favore della Regione per la durata di 15 anni e, al termine dell'utilizzo dell'infrastruttura, l'acquisizione del bene alla proprietà del Comune, che deciderà sul suo uso definitivo; la realizzazione dell'opera con carattere provvisorio senza necessità di modifica del piano urbanistico per consentire la messa a norma delle infrastrutture scolastiche regionali esistenti; la realizzazione a carico della Regione infine del complesso scolastico e di una serie di opere infrastrutturali stradali, idriche e fognarie funzionali al nuovo insediamento.

Tenuto conto dell'attuale situazione, l'accordo di programma necessiterebbe dunque già di revisione ora in quanto, come sopra esposto, il complesso scolastico di Tzamberlet con la DGR n. 572/2016 è stato definito dalla Regione come opera definitiva e non più provvisoria. È evidente che, alla luce anche della risposta di cui al punto precedente, l'eventuale revisione di tale accordo è subordinato alle preventive decisioni in ordine al nuovo piano di riorganizzazione dell'edilizia scolastica che a breve sicuramente imporrà una decisione.

Presidente - La parola al Consigliere Baccega per la replica.

Baccega (UV) - Caro Assessore, lei mi preoccupa perché la sua risposta di fatto non pensa agli alunni, ai docenti, al personale della scuola: lei pensa alla burocrazia, ma, parlando di burocrazia, le dico io come funziona. C'è una gara in corso, credo che entro il mese avremo l'affidatario, un mese e mezzo, quindi l'Assessorato dei lavori pubblici, che è la Stazione unica degli appalti, dovrà prendere atto che la commissione ha determinato che una certa impresa si è assicurata il lavoro della scuola polmone. Io non so quanto tempo può portare il vostro ripensamento e la vostra analisi. Un'analisi va fatta rispetto alla 572, ma questa dice chiaramente che di anno in anno ci possono essere degli scostamenti, delle valutazioni da approfondire, quindi non c'è nessun vincolo rispetto a quel provvedimento deliberato. La situazione rispetto ad allora è peggiorata, perché il Liceo Bérard si trova sparso per la città in modo incredibile. Il liceo della città di Aosta! Ma scherziamo! Voi mettete in forse tutto quel progetto, tutto quel provvedimento che noi avevamo adottato, quel percorso perché dovete fare l'analisi, dovete fare le verifiche, ripensare, eccetera? No, Assessore, non ci siamo!

Noi abbiamo lavorato, glielo dico con chiarezza perché lei mi ha riletto la delibera che abbiamo fatto noi, ma noi abbiamo lavorato nella direzione di avere scuole sicure, efficienti, moderne, scuole dotate di importanti soluzioni tecnologiche con laboratori, perché è fondamentale in questa fase per poter avere dei ragazzi che escano e vadano all'università e possono aver lavorato dal punto di vista didattico ai massimi livelli, attrezzate al meglio, scuole realizzate con tecniche che guardano a un importante risparmio energetico, perché sa quanto costano dal punto di vista dell'energia le scuole che in questo momento stiamo gestendo con tutte le succursali, con tutti i costi di affitto e di locazione che ci sono? Si faccia fare il conto dagli uffici. Questo quindi è il percorso che noi avevamo adottato. Questa era la priorità, poi fatela dove volete, ma noi dobbiamo dare ai nostri studenti questo tipo di soluzione, questo tipo di garanzia. Se poi volete interrompere la gara d'appalto, fate vobis, ma decidete! Quello che voi non sapete fare è decidere. Tenete conto che interrompere una gara d'appalto con credo otto imprese che hanno partecipato e associazioni temporanee d'impresa che hanno partecipato può avere dei costi proibitivi, forse è meglio fare una scuola.

Io sono preoccupato per questa risposta, Assessore Sammaritani, perché non vedo una decisione che va nella direzione: "noi dobbiamo dare ai nostri ragazzi...". Noi abbiamo ancora della gente che va a Place Soldats de la Neige, istituti superiori: quella scuola era stata realizzata dal Comune di Aosta come scuola polmone per far fare il giro delle ristrutturazioni alle scuole medie, ma scherziamo! Mettetevi d'impegno rispetto a questa cosa, perché è importante per il futuro dei nostri ragazzi!

Dalle ore 17:00 assume la presidenza il Vicepresidente Bianchi.