Oggetto del Consiglio n. 222 del 21 giugno 1975 - Verbale

OGGETTO N. 222/75 - ACQUISTO DI UN APPEZZAMENTO DI TERRENO CON ANNESSO FABBRICATO AL RUSTICO, SITO IN LOCALITÀ ST. MARTIN DE CORLÉANS DEL COMUNE DI AOSTA, DA DESTINARE A COMPLESSO RESIDENZIALE PER ALLOGGI DI TIPO ECONOMICO E POPOLARE. COSTITUZIONE DI SERVITÙ. APPROVAZIONE E FINANZIAMENTO DI SPESA. DELEGA ALLA GIUNTA.

Sono state recentemente definite le trattative con la Signora Alessandra ZADRA in BERTI, residente in Aosta, per l'acquisto da parte della Regione di un immobile, sito in Comune di Aosta, da destinarsi a complesso residenziale per alloggi di tipo economico e popolare, aventi le caratteristiche previste per detti fabbricati dalle vigenti leggi.

Trattasi di un appezzamento di terreno in località St. Martin de Corléans, ubicato a nord del Cimitero comunale, compreso tra la Statale 26 e la Circonvallazione Nord, distinto in catasto al foglio 29 sotto i susseguenti mappali:

n. 481 (ex 200/b)

mq.

876

n. 482 (ex 290/b)

mq.

175

n. 203 intero

mq.

1.556

n. 204 intero

mq.

1.684

n. 199 intero

mq.

2.143

n. 405 per 1/2

mq.

76

per una superficie complessiva di mq. 6.510 circa, e dell'annesso fabbricato al rustico (che insiste sulle particelle nn. 491-203-204) nel quale, dall'esame dei grafici di progetto, risultano realizzabili 57 alloggi, per un totale di 258 vani convenzionali abitabili, oltre a 43 autorimesse, pari a 22 vani convenzionali per un totale di vani 280.

Ai fini dell'accesso agli acquirendi immobili, la Signora Alessandra ZADRA accetta di gravare un fondo adiacente, di sua proprietà (mappali nn. 202-478-155-477) di servitù di passaggio, della larghezza di ml. 5, a condizione che la Regione, per utilità di un vicino immobile (mappale n. 200) di proprietà della stessa Signora ZADRA, gravi il mappale 481 dell'acquirendo immobile, di uguale servitù di passaggio, come risulta dall'allegata planimetria.

La proprietaria è disposta a cedere gli immobili di cui sopra, per il prezzo a corpo di Lire 430.000.000, prezzo ritenuto congruo dai dipendenti Uffici Tecnici regionali.

Quanto sopra premesso, la Giunta propone che il Consiglio regionale;

- visto il vigente regolamento delle attribuzioni e competenze amministrative del Consiglio regionale;

Deliberi

1°) di approvare l'acquisto, per il prezzo a corpo di Lire 430.000.000 (quattrocentotrentamilioni), dell'immobile di cui in premessa, di proprietà della Signora Alessandra ZADRA in BERTI, da destinarsi a complesso residenziale per alloggi di tipo economico e popolare, aventi le caratteristiche previste per detti fabbricati dalle vigenti leggi;

2°) di approvare la relativa, complessiva spesa di Lire 431.000.000 (quattrocentotrentunmilioni) da finanziare come segue:

a) per Lire 430.000.000 (prezzo d'acquisto) da imputare sul capitolo di spesa n. 212 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese per acquisto e costruzione di beni patrimoniali"), che presenta la necessaria disponibilità;

b) per Lire 1.000.000 (spesa presunta per la stipulazione dell'atto di compravendita) da imputare sul capitolo di spesa n. 203 del precitato bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese notarili, perizie, liti, atti legali..."), che presenta la necessaria disponibilità;

3°) di costituire, sul mappale n. 481 dell'immobile di cui sopra, la servitù di passaggio di cui in premessa, di ml. 5 circa di larghezza, in favore dell'adiacente fondo (mappale n. 200) di proprietà della Signora ZADRA Alessandra;

4°) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento di esecuzione, per addivenire alla stipulazione dell'atto notarile di compravendita dell'immobile di cui si tratta e, in particolare, per la designazione del Notaio rogante, per la liquidazione delle relative spese, nonché per gli eventuali ulteriori accertamenti circa la consistenza e l'intestazione catastale dell'immobile da acquistare e per l'eventuale determinazione delle servitù.

Allegati (...Omissis...)

Jorrioz (P.S.D.I.) - Colleghi Consiglieri, i lavori hanno inizio con 27 Consiglieri presenti: la seduta è valida.

Quest'argomento era stato rinviato a questa seduta per dare la possibilità alla Commissione consiliare per i Lavori Pubblici di effettuare un sopralluogo. Il sopralluogo è stato fatto e la Commissione si è riunita e ha espresso parere, parere che non è ancora stato distribuito, non è allegato agli atti, allora ve lo leggerò io, però pregherei di distribuire la nuova planimetria che riproduce un po' meglio tutta la situazione.

Parere della Commissione: "La Commistione consiliare permanente per i Lavori Pubblici nella riunione in data 17 giugno 1975, presenti il Presidente Di Stasi ed i componenti Jorrioz, Manganone e Manganoni ha preso in esame la proposta della Giunta riguardante: "Acquisto di un appezzamento di terreno con annesso fabbricato al rustico, sito in località St. Martin de Corléans del Comune di Aosta, da destinare a complesso residenziale per alloggi di tipo economico e popolare. Costituzione di servitù. Approvazione e finanziamento di spesa. Delega alla Giunta, proposta trasmessa all'esame della Commissione su unanime decisione assunta dal Consiglio regionale nella seduta del 7 giugno 1975. Dopo il sopralluogo ai terreni e al fabbricato sopraindicati effettuato dalla Commissione il 13 giugno 1975 e dopo attento esame del provvedimento amministrativo stesso e della nuova planimetria, la Commissione si è pronunciata nel modo seguente:

Consigliere Manganoni: premesso che è sempre stato favorevole alla costruzione di alloggi di tipo economico e popolare, esprime, per una fondamentale questione di principio, parere contrario al provvedimento di acquisto di cui si tratta, in quanto ritiene che non applicando la legge regionale 11 novembre 1974 n. 44 che avrebbe consentito per le previste finalità l'acquisizione di aree a prezzi equi, si creino gravi sperequazioni e pericolosi precedenti per l'Amministrazione regionale. In merito alla questione tecnica relativa ad opere di maggior sbancamento per la costruzione delle fondamenta dell'edificio, pur riconoscendo che si è indubbiamente dovuto procedere per esigenze di fondazioni a un maggior scavo, esprime ampie riserve e perplessità sui costi che ritiene eccessivi.

I Consiglieri Di Stasi, Jorrioz e Manganone esprimono parere favorevole alla proposta di acquisto di cui si tratta perché, oltre a ritenerla vantaggiosa per l'Amministrazione regionale, consentirà di assegnare con un notevole risparmio di tempo a parecchie famiglie decorosi alloggi". Questo è il parere della Commissione.

Io darei la parola a chi la chiede, l'ha chiesta il Presidente della Giunta, pregherei, possibilmente, di svolgere interventi non così fiume come ieri, per poter arrivare a portare avanti il più possibile l'ordine del giorno che abbiamo da esaminare.

Andrione (U.V.) - Per ribadire che, ad avviso della Giunta, l'operazione presenta dei vantaggi economici abbastanza evidenti e che, di conseguenza, se ci rimettiamo a quella che sarà la decisione del Consiglio circa l'acquisto, per noi è un affare che ci permette di consegnare degli alloggi economico-popolari con un notevole risparmio sui tempi di costruzione e, di conseguenza, chiediamo che il Consiglio voglia votare a favore della proposta della Giunta.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Il Consigliere Chanu ha chiesto la parola... allora la parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Ai diversi interrogativi che noi avevamo posto in Consiglio si sono avute delle risposte con il sopralluogo della Commissione ed è stata chiarita, innanzitutto, la questione della strada che dovrebbe passare comunale. Noi avevamo chiesto: chi paga, chi fa la manutenzione, lo sgombero della neve, eccetera, sugli scavi e il riporto di materiale. Beh, la Commissione ha potuto farsi un'idea - e ritornerò su questo argomento - però la prima cosa da osservare è questa: al Consiglio era stata distribuita una planimetria che, parlo della planimetria e non della relazione o dell'allegato, che ben poco aveva a che vedere coi terreni che dovevamo acquistare, cioè i terreni segnati in nero sulla planimetria e che quindi avrebbero dovuto essere acquistati secondo il buon senso. Ebbene, quei terreni non c'entrano niente col nostro acquisto, quelli sono i terreni vincolati dal Comune per la costruzione di attrezzature, zone verdi, eccetera: il terreno che noi dobbiamo acquistare sulla planimetria non era segnato. Allora io mi chiedo con quale cognizione di causa i Consiglieri avrebbero dovuto pronunciarsi, questa è la prima cosa che io mi chiedo ...(voci)... va beh, sì, ma quando noi mettiamo dei numeri dei mappali, che sono esatti, su una relazione e poi sulla planimetria, normalmente, si segnano in nero i terreni che si sono acquistati, se se ne segnano altri e beh, su questo io avevo sollevato il problema dicendo: su quali di questi mappali si trova l'edificio in costruzione e naturalmente nessuno mi aveva risposto, ma nessun altro Consigliere aveva sollevato questa obiezione, ciò denota, o almeno fa presupporre, che i Consiglieri pensavano, erano convinti che acquistavamo quello nero ...(voci)... e allora perché non l'hanno sollevato allora, perché quando io ho detto: mi volete per favore indicare su quali mappali sorge l'edificio in costruzione?, nessuno mi ha risposto? Questo cosa denota? Che non solo i Consiglieri non lo sapevano, ma, abbia pazienza la Giunta, neanche la Giunta, perché sennò mi avrebbe risposto: "si trovano su questi mappali", non mi è stato risposto su quali mappali sorgeva l'edificio nuovo. Comunque, va beh, questo è un incidente, no, che adesso è stato chiarito.

Venendo ad affrontare il problema, voglio di nuovo fare, a nome del Gruppo, una precisazione affinché non si possano fare le solite speculazioni. Noi e gli interventi che abbiamo fatto in Consiglio regionale e le mozioni e le interpellanze che abbiamo presentato e che non vi voglio elencare, per non affliggervi, dimostrano che, se c'è stato un Gruppo preoccupato della necessità e dell'urgenza della costruzione delle case popolari, ebbene questo è stato il Gruppo Comunista. Non ci si venga quindi a dire - com'è già stato detto nell'altro Consiglio e come indubbiamente si dirà qui - che noi siamo contrari alla costruzione delle case popolari. Le battaglie per far portare in bilancio gli 800 milioni per la costruzione delle case popolari chi le ha fatte? Bondaz ...(voci)... l'avete fatte voi? ...(voci)... ecco, la zia, forse la zia, però le battaglie le abbiamo fatte noi, voi vi riferite sempre alle zie e veniamo, vi dicevo, in argomento. Noi siamo favorevoli alla costruzione delle case popolari e dobbiamo deplorare che nel passato non si sia applicata la legge 865 per avere la disponibilità dei terreni e per la costruzione degli edifici. Abbiamo approvato questa legge, cioè la legge integrativa regionale, la 865, per eliminare l'inconveniente dell'altra legge che poteva andare bene dove vi sono le grandi proprietà, dove vi è il latifondo, ma non va bene nelle Regioni dove vi è lo spezzettamento della proprietà. D'altronde è inutile ritornare su questo argomento perché su questo tutto il Consiglio era d'accordo, noi, però, siamo contrari a questa procedura perché, prima di tutto, noi paghiamo 29.000 lire al metro quadrato, mentre con la 865 pagheremmo circa 5 e vi è una differenza di 23-24 mila lire, non solo, ma noi paghiamo quel prezzo anche per la parte sud dei mappali 199, 203 e 204, quella tratteggiata, quella striscia larga 22 metri, che è vincolata dal piano regolatore e, quindi, non è zona edificabile, mentre ci potrebbe essere una giustificazione, per noi non valida comunque delle 29.000 lire sui terreni edificabili, questa non regge per questa striscia che è già vincolata, perché dovrebbe passarci una strada o non so, delle opere comunali. Comunque, primo, noi compriamo degli edifici già strutturati e, quindi, gli alloggi non è che possiamo costruirli come vogliamo, dobbiamo costruire degli alloggi come sono. Ora la tesi di alcuni Consiglieri in Commissione ed in Consiglio è questa: è questione di tempo, noi dobbiamo costruire presto queste case popolari e ciò è anche economicamente conveniente perché, se noi dobbiamo comperarci il terreno, fare il progetto, appaltare e costruire, ci vogliono diversi anni e, tenuto conto del continuo slittamento della moneta, i prezzi tra alcuni anni saranno, quindi, notevolmente superiori e, pertanto, questi prezzi sono oggi economicamente convenienti. Questa è una tesi che può anche reggere, però allora diciamoci chiaro, se noi siamo preoccupati, possiamo anche esserlo, di questo slittamento della moneta e sappiamo, quindi, che, costruendo degli edifici fra due o tre anni costeranno molto di più di quanto vengono a costare oggi, va bene. Allora noi possiamo stabilire un criterio qui in Consiglio regionale, ignoriamo la 865 con legge regionale integrativa, comperiamo subito dei condomini, degli alloggi già finiti, così abbiamo due vantaggi: 1°) abbiamo subito le case da assegnare a chi ne ha bisogno; in secondo luogo se paghiamo oggi dieci è conveniente, perché domani con lo slittamento della moneta pagheremo 12, 15 e 20.

Questo può essere un criterio, però deve essere un criterio che deve essere sancito dal Consiglio regionale, mentre il Consiglio regionale ha sancito il criterio di applicare la 865: ecco l'altra ragione per cui noi siamo contrari. Noi riconosciamo che la valutazione, la perizia sull'edificio non è esagerata, è ragionevole, di questo noi ne diamo atto sulle opere costruite, però, oltre alla questione che ho trattato, vi è un altro problema che noi non condividiamo: qui si parla di 42 milioni di maggiori scavi e riporto materiali, nel sopralluogo che cosa abbiamo constatato? Che, effettivamente, vi sono stati dei maggiori scavi, vi è stato un maggiore riporto, fin lì ci è dovuto essere lo scavo, su questo noi lo ammettiamo, però quello che noi non condividiamo, non approviamo è l'importo di questi scavi, perché, per raggiungere la cifra di 42 milioni, si sarebbe dovuto fare uno scavo di tre metri al di sotto dell'attuale quota con un riporto, naturalmente, di tre metri, cioè portare per tre metri di profondità l'attuale materiale, materiale che esisteva per portare del materiale sterile. Ora noi su questo siamo perplessi ed io vi dirò sono stato sul posto, non ci credo. Per noi, quindi, la cifra dei 42 milioni è esagerata, tale cifra potrà essere notevolmente più ridotta. L'ho già detto nell'altro Consiglio e ve lo ribadisco: questo ci fa pensare a quanto avvenuto per la piscina tutta d'oro di Pré Saint Didier, dove, finito il getto, si è detto: "c'è un certo numero, molto più di 42 milioni, molto di più, sotto, e beh, chi può andare a vedere sotto? Bisognava demolire quello che esisteva per andare a vedere cosa c'era sotto e quella Commissione non ha potuto dimostrare che non era vero e quindi la questione è passata e qui il problema è il medesimo. Io do atto che ai tempi che abbiamo fatto questa perizia è stata una perizia seria ed obiettiva, di questo noi ne diamo atto.

Concludendo, vi sono due problemi. In primo luogo il costo delle opere e qui vi cito delle cifre, quindi non sono delle opinioni: le opere costruite ammontano a 200 milioni che noi prendiamo per buoni; a queste opere si sarebbe dovuto aggiungere il costo dei terreni, in base alla 865, a circa 5.000 al metro farebbero 32 milioni, 6.000.000 al metro, 6 per 5 30, eccetera, pertanto l'ammontare sarebbe di 232 milioni. Noi ne paghiamo 431, perché? Perché paghiamo 160 milioni in più di terreno, io lo ammetto che la 865 lì non potevamo applicarla, perché già la costruzione era in atto, noi sappiamo però che a valle, 200 metri a valle c'è tutta la zona di Mont Fleuri vincolata dalla 167, allora noi paghiamo 160 milioni in più di terreno, compresa quella striscia vincolata sotto e 42 milioni per questi famosi scavi avvenuti in più, cioè praticamente 200 milioni in più. Allora, noi spendiamo 431 milioni, mentre avremmo dovuto spenderne 232, cioè praticamente 200 milioni in più. Queste sono cifre, quindi, su questo noi non siamo d'accordo.

La questione, e qui finisco, su cui noi non siamo assolutamente d'accordo è quella di principio: se ci ricordiamo, nel passato Consiglio, quando si è acquistato il terreno per la Caserma dei Carabinieri, si è pagato 12.000 lire, non 29.000 al metro. Cosa è stato risposto alle nostre proteste, perché abbiamo sostenuto che dobbiamo, nei confronti di tutti i cittadini, o applicare la 865 per tutti i cittadini o per nessuno? Ci è stato risposto che, non esistendo la legge regionale integrativa, che allora non esisteva, pertanto dato che è urgente l'acquisto di terreno, eccetera, noi acquistiamo quel terreno ancora a 12.000 lire, naturalmente, quando ci sarà la legge regionale integrativa, si applicherà quella legge.

Ora, qui cosa succede? Che noi creiamo dei principi estremamente pericolosi e vi faccio un esempio pratico: il giorno in cui - e può anche essere un domani non lontano - il Comune di Aosta applicherà questa legge per i terreni 200 metri a valle, i terreni della zona di Mont Fleuri vincolati dalla 167 e pagherà i terreni a 5.000 lire, 5.000 e rotti, i proprietari cosa diranno? A noi 5.000 lire a quelli 200 metri a monte 29.000 lire e allora qui noi creiamo le categorie di cittadini: quelli di categoria A e quelli di categoria B e questi sono principi che noi non possiamo assolutamente avallare, perché noi trattiamo in modo differente, creiamo delle discriminazioni fra i cittadini. Questo problema sorgerà presto, quindi noi attiriamo la vostra attenzione su questo e vi diciamo che su questa, oltre alle altre che abbiamo esposto, era una delle ragioni principali per cui noi siamo contrari a questo acquisto.

Chanu (D.P.) - Io non sto a ripetere quello che già è stato detto in precedenza e già in parte è stato ribadito nell'intervento del Consigliere Manganoni. Ho l'impressione che queste relazioni tecniche che sono state allegate siano più relazioni tecniche fatte per far quadrare le risultanze di una trattativa preventiva che relazioni tecniche che siano state prese come presupposto per iniziare una trattativa. Per fugare questa impressione, dato che non risulta dagli atti, sarebbe interessante di sapere da quali persone fisiche sono state condotte queste trattative per parte dell'Esecutivo regionale e per parte degli interessati.

Detto questo, io ritorno alla questione di principio che non credo possa essere vanificata da quanto il Presidente della Giunta ci disse l'altra volta e cioè di una pretesa impossibilità di applicazione dei correttivi previsti dalla legge regionale 865 per il fatto che, in questa fattispecie, ci trovavamo di fronte a opere licenziate e in via di edificazione. I principi della pubblica utilità, i principi dell'affievolimento dei diritti di proprietà di fronte alla pubblica utilità trascendono queste situazioni di fatto e la stessa legge 865 prevede le fattispecie e i modi di indennizzo anche quando ci sono queste situazioni: si tratterà soltanto di indennizzare, oltreché il terreno, anche i valori di costruzione che sono attualmente esistenti.

Non credo, quindi, che il principio dell'applicazione delle leggi in materia di esproprio e della conseguente legge correttiva regionale che prevede anche nei suoi calcoli l'ipotesi di costruzione insistente in terreni oggetto di esproprio possa essere ramificata, per cui la questione di principio, a mio avviso, rimane. Io ritengo che si sarebbe potuto e si potrebbe giungere all'acquisizione vuoi dei terreni, vuoi delle opere fin qui edificate servendosi della legge 865 e dei riferimenti della nostra legge regionale. Non si vuole applicarla per ragioni di rapidità, forse, non credo, per ragioni di possibilità di condurre la trattativa. Non vedo nemmeno il perché, effettivamente, di fronte a quello che può essere anche ammesso da noi a quello che è costituito da un affare che presenta una certa convenienza, che non presenta dei grossi danni per l'Amministrazione dal punto di vista finanziario, si debba rinunciare a dei principi, perché l'Amministrazione regionale deve operare, deve agire come un Ente pubblico e se cominciamo, lo ripeto, noi a dare il cattivo esempio ai Comuni e alle Amministrazioni che potrebbero servirsi di questi rimedi di legge, praticamente rischiamo di vanificare tutto lo spirito vuoi della legge nazionale esistente materia, vuoi anche della nostra legge regionale che, evidentemente, è stata studiata e portata innanzi con l'intento, ritengo da parte di tutti perché tutti l'abbiamo votata, di dotarci di uno strumento che non rimanesse solo sulla carta, ma che potesse entrare in applicazione.

D'altra parte - e qui faccio una considerazione - teniamo conto che l'agire come stiamo agendo potrebbe anche costituire un precedente di sperequazione abbastanza grave proprio in relazione alla particolare situazione di questi terreni, ricordiamoci bene che questi erano terreni i quali non potevano essere edificati fino a poco tempo fa e sono stati terreni quindi suscettibili di operazioni di speculazione con acquisto a basso prezzo e vendita a prezzo superiore intanto in quanto un particolare vincolo che era quello della distanza di edificazione dal cimitero è venuto a dimezzarsi. Io ritengo che questo sia così, il vincolo precedente, a quanto mi sembra di ricordare era di 200 metri, è stato dimezzato e queste costruzioni sono state rese possibili proprio per questa situazione di diversificazione che si è creata. Ora, io dico, c'è già questa situazione che crea queste forme di discrepanza, vogliamo ancora aggravarla sfuggendo a quel rimedio che avrebbe potuto essere costituito dall'applicazione dell'indennità stabilita in materia di esproprio per l'acquisto del terreno e tutto questo per arrivare in tempo, per arrivare al più presto, per evitare, diciamo, degli oneri superiori costituiti dallo slittamento della moneta, dalla svalutazione, dall'aumento dei costi e così via. Questa è una scelta che l'Amministrazione, l'Esecutivo intende fare su questa via di carattere privatistico, è una scelta che noi Democratici Popolari, per le ragioni che ho esposto, contestiamo ancora. Su queste ragioni di principio non sto a parlare, quindi, della questione degli scavi, dei metri e dei non metri, della quantità di terreno praticamente inutilizzabile che deve venire acquistato e viene pagato a quasi 30.000 lire al metro per questa operazione di carattere commerciale. Ebbene, noi riteniamo di poter dire con assoluta tranquillità, nonostante ci rendiamo conto che il problema delle case popolari è un problema vivo, attuale, che necessita di soluzione, che questa strada che la Giunta intende prendere è una strada pericolosa, costituisce un principio a cui bisogna porre un freno, perché, evidentemente, se si continuasse così, non so dove si andrebbe a finire. Praticamente tutto quello che è il tentativo a livello nazionale e a livello regionale di evitare queste forme di carattere speculativo vanificherebbe questa operazione di salvataggio di imprese che se non è, dal punto di vista finanziario, di danno per l'Amministrazione, certamente, dal punto di vista amministrativo, dal punto di vista dei principi di una sana e coerente amministrazione, pubblica costituisce un precedente troppo pericoloso per cui si possa passare sopra tranquillamente sia pure con le giustificazioni che ci sono state date dalla Giunta.

Monami (P.C.I.) - Ecco, io vorrei soffermarmi relativamente a questo problema su alcune cose che mi sembra necessitino di chiarezza. Si è abbastanza discusso attorno alla possibilità di applicare la 865, ma finora mi è parso che da tutte le parti, anche da parte nostra, si è detto che è possibile, da parte di altri si è detto che non è possibile. Diceva il Capo Gruppo dei Democratici Popolari che è una questione di interpretazione, è una questione di principio, non vogliamo creare dei principi, eccetera. Io vi pregherei, invece, di chiarire la cosa e la cosa la si può chiarire attraverso l'attenta lettura dell'articolo 7 della legge che noi abbiamo approvato. Io pregherei i colleghi Consiglieri di farsene portare copia per leggerla assieme e cercare di interpretarla, quella legge di modifica alla famosa legge che andava sotto il nome di "legge Predieri", che all'articolo 7 dispone: "Se le aree da espropriare risultano edificate o urbanizzate ai sensi dell'articolo 8 della legge statale 6 agosto 1967, n. 765, il contributo straordinario è determinato in base alla somma del contributo straordinario sull'area - quindi del nostro contributo sulla base delle nostre modifiche - calcolato con le modalità di cui ai precedenti articoli, quindi si applica la legge e del valore delle opere urbanizzate o delle costruzioni, tenendo conto del loro stato di conservazione sempre che non ricorrano le condizioni per la loro demolizione a norma del 5° comma...", eccetera.". Questo che cosa vuol dire? Vuol dire che il problema non sta più nei termini che non si può espropriare quell'area in quanto in quell'area abbiamo licenziato una costruzione, qui dice che in quell'area dove esiste edificazione o urbanizzazione, quindi, l'edificazione è conseguenza di una licenza edilizia, ciò non di meno per la lettura dell'articolo 7 noi possiamo e dobbiamo, secondo noi, applicare la 865 con le sue correzioni, vedi l'articolo 7 della nostra legge per applicarla anche in quel caso. Mi pare che al di là, giustamente, delle osservazioni fatte dal Compagno Manganoni e dal Capo Gruppo dei Democratici Popolari che creeremmo il famoso principio che un cittadino lo trattiamo in un modo e l'altro nell'altro modo... c'è di più: noi abbiamo preparato una mozione che discuteremo in uno dei prossimi Consigli con la quale chiediamo se sono equi i canoni di affitto che abbiamo stabilito per certe case a carattere popolare. Si discuterà nel merito se sono equi o se non sono equi, tenendo conto che qui è una questione di opinione, per noi possono non essere equi, per voi possono essere equi o viceversa, ma quello che mi preoccupa è il fatto che, siccome il prezzo di affitto è determinato dal prezzo dell'area, più il prezzo della costruzione, ammortizzati entrambi i prezzi in 40 anni, e, quindi, stabilitone da quella cifra il prezzo dell'affitto, cosa ne dobbiamo dedurre se aderiamo a questa vostra proposta, se quei futuri affitti non saranno determinati da "X" 5.000 lire al metro quadro, più la costruzione uguale "X" diviso 40 anni, ma partiremo già dal fatto che dovremo mettere 29.000 e rotte lire al metro quadro, più il costo della costruzione uguale "X" diviso 40. I beneficiari di questi alloggi, quindi, è vero che riusciranno, forse, a entrare nella casa un anno prima perché ci troviamo ad acquistare uno stabile già in parte costruito; è altrettanto vero, però, che per 40 anni su questa gente graverà un affitto x calcolato non su 5.000 lire, ma calcolato su 29.000 lire con un'incidenza notevole.

Un'altra questione che mi sta particolarmente a cuore è quella del costo, mi è stato detto nell'altra seduta che questo acquisto è comunque per noi conveniente perché, al di là del prezzo attuale conglobato fra area e costruzione, le Case Popolari non possono superare, per legge o per disposizione dell'Istituto Case Popolari, un costo medio di tre milioni e mezzo al vano. Se questo è vero, e mi rivolgo in modo particolare al collega Di Stasi senza nessuna ragione di polemica ma per avere delle delucidazioni siccome lui conosce meglio di me questo processo delle Case Popolari essendo come Partito più direttamente interessato a quella Presidenza di quanto non lo sia io e anche perché, tecnicamente, mi può dare dei lumi. Faccio il discorso a ritroso: questa operazione, allo stato attuale della costruzione, ci costa 430 milioni, i vani sono 258, per un costo medio di 3.000.000 al vano, farebbero una cifra di 774 milioni, va beh ...(voci)... il ragionamento mi pare... possiamo aggiungere uno zero, facciamo due miliardi, ma dico la cifra finale è poi sempre quella. Questi 744 milioni sono il costo conclusivo dell'opera, se li depuriamo dai 430 milioni dell'esborso immediato all'impresa da salvarsi, lascia a noi il compito ancora di spendere 344 milioni per il completamento dell'opera, è chiaro che il discorso, collega Di Stasi... allora questi 344 milioni che rimangono da esborsare diviso i 258 vani dicono che dobbiamo ancora spendere 1.333.333 lire essendo un numero periodico, se non ho fatto errori, per completare il vano, quindi partiamo da un costo iniziale di 430 diviso 258, che non so quanto sia, per arrivare a completare il vano a 1.333.000 lire. Domanda: se non esiste nella documentazione fornitaci che l'attuale stato di quella costruzione per portarla alla conclusione costa soltanto 1.333.333, non c'è un dato tecnico, non c'è una relazione tecnica che dica che, per il completamento di questo stato di costruzione, sono sufficienti 1.333.000 lire... A noi pare che il rapporto delle finiture, ed è un modesto modo di interpretare le tabelle degli standard edilizi esistenti nel nostro Paese, che l'incidenza del terreno e delle strutture a cemento armato sono notevolmente inferiori, dico notevolmente inferiore, e ho il consenso del Geometra, ma per oltre la metà inferiori a ciò che è l'incidenza invece di tutte le finiture, sia pure di alloggi popolari. Se si tiene conto di tutta l'impiantistica di cui questi alloggi hanno bisogno, ci troviamo, quindi, nelle condizioni di superare notevolmente i 1.333.333 e, quindi, non siamo più in quegli standard che le Case Popolari indicano come validi per la loro possibile costruzione. Allora, mancando di questa documentazione suppletiva, non potendoci voi dire - e mi rendo conto che non ce lo possiate dire come Esecutivo in quanto dovrebbe essere un lavoro fatto dai tecnici - quale sarà il costo finale di questa opera, cosa dobbiamo fare? Noi facciamo una proposta all'Esecutivo; 15 giorni fa ci è stato detto che si trattava di un intervento urgente, oltre che per l'urgenza di costruire le case, anche per l'urgenza di salvare un'impresa e noi non siamo insensibili a queste cose.

Mi pare che ieri, durante il dibattito sulla Montefibre, abbiamo parlato anche di orientamento e di finanziamenti della Regione, questo potrebbe anche essere un orientamento valido, io non dico di no aprioristicamente, ma faccio una considerazione: a parte il fatto che mi dicevate che se l'intervento era immediato 15 giorni fa salvavamo un'impresa, ma se rimandiamo l'argomento fra 15 giorni, sarà l'impresa a dire che si è salvata con i suoi stessi mezzi e che, quindi, non ho più bisogno dell'intervento regionale. Potremmo dire a questo punto: non parliamone più perché l'impresa si è già salvata, questa è l'opinione dei colleghi della D.C., che erano particolarmente interessati a questo salvataggio di un loro amico, ma dico che, ammesso pure che questo autosalvataggio non sia avvenuto in questi 15 giorni, noi abbiamo una soluzione da prospettare che vi faccio a titolo personale, ma credo che se la consideriamo seriamente, il mio Gruppo potrebbe non respingerla e potrebbe anche essere accettata dal Consiglio regionale. Qual è la mia proposta? Questa impresa ha bisogno di 430 milioni per salvarsi, perché questo è un dato di fatto, vende tutto per 430 milioni e con questa operazione si salva, va bene, noi diamo a questa impresa 430 milioni e diamo ad essa una gomena per salvarsi facendogli il discorso però più completo, cioè dicendo: "cara impresa, ecco i 430 milioni che ti servono per salvarti, noi comperiamo il tutto, tu lo completi perché ti sei salvata e sei nelle condizioni quanto meno di lavorare e definire l'opera con quei canoni di rifiniture che prevedono le Case Popolari, e ad opera finita vi paghiamo il tutto ad un prezzo di tre milioni a vano.

Amici del Consiglio regionale, noi quanto voi siamo preoccupati di fare urgentemente questa operazione, noi quanto voi siamo preoccupati nel dire: "diamo subito e quanto più è possibile subito le case alla gente che ne ha bisogno", però diciamo di non fare gravare su questi un maggiore affitto per 40 anni, di fare delle operazioni serie economicamente pulite per l'Amministrazione regionale, compiamo un atto di salvataggio nei confronti di un'impresa che si trova in cattive acque e concludiamo facendogli questa proposta: eccoti 430 milioni che ti servono per salvarti, completa l'opera secondo quei dati costruttivi che ti daremo e, a opera finita, ti paghiamo il vano 3.000.000 come 3.500.000, se ne potrà fare una valutazione secondo le indicazioni dell'Istituto Case Popolari. Questo potrebbe essere un modo, a noi pare, a me pare, corretto per affrontare il problema. Ma, Signor Presidente, mi rivolgo al Presidente della Giunta in questo momento, noi comprendiamo l'esigenza di questa operazione, lo dicevo prima, la necessità della fretta di dare alla gente le case popolari, di salvaguardare le aziende e tutta una serie di compiti che l'Amministrazione regionale ha, dei quali non deve dimenticarsi, però non posso fare a meno di chiedere al Presidente della Giunta regionale, ricordando anche 1'intervento del Compagno Dolchi di ieri e il mio, nel quale sostenevamo che non possiamo pensare che il 15 giugno in Italia non abbia significato proprio niente: il 15 giugno ha detto che bisogna cambiare qualche cosa, Presidente, questo è l'invito che noi le facciamo, l'invito che noi le facciamo è quello di iniziare, se è possibile, anche con il nostro contributo e direi sempre più soprattutto con il nostro contributo, a cambiare qualche cosa, a cambiare il modo di amministrare, a cambiare il modo di fare le cose. Soprassediamo su questo problema perché, se è vero che in 15 giorni questo impresario si è autosalvato, e glielo auguro, non lo salviamo noi certamente con questo intervento o potremmo salvarlo semmai completando l'operazione nel senso che io ho indicato. Ma cambiamo, Presidente, qualche cosa nel modo di fare politica e nel modo di fare amministrazione, in nome di quale maggioranza, mi consenta, lei insiste nel portare avanti questa proposta? Una maggioranza nella quale per ragioni che ci rendevano sensibili, contro la quale noi non abbiamo mai infierito ferocemente, e ieri lo ha riconosciuto, ma mi dica oggi in nome di quale maggioranza lei insiste su questo binario. Ecco, la preghiera e l'invito politico che noi le facciamo nell'attesa di un nuovo modo di governare, di un modo nuovo di fare politica, le diciamo: soprassediamo su questo argomento e non è escluso, ed è probabile che fra dieci giorni, fra 15 giorni, fra un mese le cose ci troveremo assieme a doverle risolvere, ma nel modo in cui noi auspichiamo, nel modo in cui la gente in 15 giorni ha detto queste cose vanno risolte.

Jorrioz (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Bondaz.

Bondaz (D.C.) - Non entro nel merito di questo provvedimento, ma vorrei fare soltanto alcune chiarificazioni. Per il problema riguardante quei terreni su cui è costruito questo condominio che dovremmo comperare e che è stato portato alla nostra discussione, se n'è parlato circa tre anni fa al Consiglio comunale di Aosta e si venne a scoprire, durante quella discussione, che il vincolo cimiteriale, così, se mi permettete l'espressione, cui ha accennato l'Avvocato Chanu, secondo il regolamento di edilizia comunale, era limitato esclusivamente a 50 metri secondo le norme del vecchio piano regolatore di Aosta.

In sede di discussione si portò il vincolo da 50 metri a 150 metri; infatti, la legge stabilisce, come giustamente ha detto l'Avvocato Chanu, che il vincolo doveva essere di 250 metri, ma per particolari esigenze, quando si tratta di città che superano un certo numero di abitanti, la legge dà la possibilità di ridurre questo vincolo da 250 metri a 150 metri. Una deliberazione in tal senso venne approvata dall'allora Giunta regionale presieduta dal Dr. Dujany e il Consiglio comunale di Aosta deliberò unanimemente di portare il vincolo da 50 metri a 150 metri, quindi con un'accresciuta minore disponibilità di terreni nel complesso dell'opera che si voleva costruire.

Pertanto, direi che, sotto un certo profilo, cade quel discorso di speculazione immobiliare o di terreno ...(voce)... ma mi consenta, il piano regolatore del Comune di Aosta era stato approvato dalla Giunta di Sinistra non certamente dalla Giunta di Centro-Sinistra, prevedeva un vincolo di 50 metri di possibilità edificatoria. Successivamente venne portato il vincolo da 50 a 150 metri, quindi si diede una maggiore tranquillità o quanto meno una minor possibilità edificatoria in quella zona che era sottoposta ad un certo vincolo cimiteriale, e questa è la cronistoria di cui è opportuno che il Consiglio regionale sia a conoscenza.

Per quanto riguarda poi il discorso che ha fatto il Consigliere Monami, che parla di 774 milioni, se ricordo bene, come costo dell'opera complessiva, io, viceversa, ho fatto un conto diverso in base al quale quell'opera, così come lui desidererebbe che venisse comperata, o quanto meno data al costruttore per poi pagargliela successivamente, verrebbe a costare la bellezza di almeno 900 milioni. Infatti, se è vero che 258 per 3 milioni fanno 774, è altresì vero che 258 camere moltiplicate 3 milioni e mezzo che sono quell'incidenza entro la quale lo stesso Consigliere Monami riteneva potesse essere stabilito questo prezzo, non tenendo conto evidentemente, in questa sede, della possibilità di aumento, di incremento dei prezzi, il costo diventa 900 milioni circa, il che significherebbe una possibilità o un esborso da parte della Regione di circa 500-470 milioni, per finire tutte quelle opere che il Consigliere Monami dice dovrebbero essere fatte per consegnare queste abitazioni secondo le norme che stabilisce l'Istituto Case Popolari.

Ora, io non so che cosa ne pensi il costruttore di una cosa di questo genere, ma presuppongo che se gli si facesse una proposta di questo genere e cioè di dargli 900 milioni per consegnare la casa finita, io penso che sarebbe abbastanza sciocco da parte sua dire di no; ora ritengo che, viceversa, comperando la casa, malgrado le deficienze che possono venire, comunque la definizione di queste abitazioni verrebbe a costare veramente molto meno.

Jorrioz (P.S.D.I.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Molto brevemente per ribadire che la questione di principio, secondo noi, non è applicabile perché tutte le leggi sull'esproprio, quali che esse siano, antiche o recenti, prevedono che l'esproprio sia fatto per pubblica utilità e cioè per una destinazione differente dallo stesso bene. Una cosa è espropriare, per esempio, la proprietà Rizzardi, di fronte alla ferrovia, dove vi sono degli immobili, e una cosa è espropriare per dare degli alloggi al palazzo qui di fronte, cosa che non si giustifica, perché in quel caso, secondo noi, si chiama confisca, cosa che è prevista da differenti codici, e non espropriazione per pubblica utilità.

Come ho già detto in altra sede, la questione deve essere considerata un acquisto a corpo e quello che noi avevamo chiesto al Consiglio era di valutare se nell'insieme di questa operazione vi era una convenienza, vi era cioè un'utilità dell'Amministrazione sia perché accelerava la consegna di alloggi sia per il fatto che i prezzi erano congrui, relativamente a quello che costa oggi quale che sia il sistema seguito, la costruzione di un alloggio di case popolari. Continuo a credere che la questione sia congrua.

Per quanto riguarda la persona fisica che ha fatto le trattative, sono stato io, i pareri che ho avuto in materia sono stati quelli dell'Istituto Autonomo per le Case Popolari che si sono offerti di continuare l'opera e che dichiarano che, attraverso questo sistema, con questi costi, si arriva a consegnare degli alloggi di case popolari ai prezzi correnti, a dei prezzi validi. Ecco io faccio, quindi, semplicemente una dichiarazione per riferimento e devo dire che non ho capito l'appello del Consigliere Monami a cambiare politica poiché questo è un atto di natura amministrativa molto semplice dove si fa una valutazione di differenti vantaggi e, come sempre, di differenti svantaggi, a meno che il Consigliere Monami non volesse insinuare che qui sotto vi sia un'operazione disonesta, non credo che abbia voluto dire questo.

Monami (P.C.I.) - Se avessi avuto la sensazione, lo avrei detto.

Andrione (U.V.) - No, ma cambiare politica ha un significato in questo senso, perché non so la Giunta precedente ha acquistato la casa Mattioda, si tratta di un'operazione amministrativa dove quello che conta è il vantaggio immediato, non si tratta di una questione di un cambiamento di rotta o di un cambiamento di politica.

Per quanto riguarda la maggioranza, credo che i 18 Consiglieri della maggioranza siano personalmente conosciuti dal Consigliere Monami.

Volevo ancora dire questo: la questione di principio e la differenza, la sperequazione di prezzi che si potrebbe verificare, e qui il Consigliere Chanu ha detto una cosa giusta: la perizia è fatta pour la cause, questo è evidente, in realtà qui non credo che vi siano sperequazioni rispetto a altre sperequazioni che ad Aosta ci sono state, e stranamente frequenti, perché, ripeto, si tratta di un acquisto a corpo di un'opera esistente per quel dato scopo che deve essere raggiunto con la massima celerità possibile. Detto questo in maniera molto breve, io ripeto che ci rimettiamo al Consiglio, ma che, secondo noi, rimane un affare vantaggioso e che, quindi, la Regione dovrebbe farlo con la massima tempestività possibile.

Jorrioz (P.S.D.I.) - La parola alla Consigliera Siggia.

Siggia Giovanna (P.C.I.) - Soltanto per due precisazioni: non sono io che devo interpretare il pensiero del collega Monami, io esprimo il mio pensiero. Presidente della Giunta, lei dice che questo è un atto amministrativo, mi permetta, non è vero: certo è un atto amministrativo perché si tratta di un acquisto, ma che parte e ha le sue basi in una scelta politica, esiste una legge regionale che abbiamo approvato, che prevede degli espropri, che prevede dei prezzi dati a dei terreni, se questo non è scegliere politicamente la strada di seguire o di non seguire le leggi regionali che abbiamo voluto, mi consenta, dobbiamo intenderci allora su cosa si intende per fare della politica.

Secondo punto, brevissimo, Lei ha fatto l'esempio della Casa Rizzardi o del Palazzo qui di fronte per dire che, evidentemente, si possono adottare prezzi diversi ma che comunque uno è l'istituto della confisca e uno è l'istituto dell'esproprio. Direi che non sono molto d'accordo neanche su questo perché che cos'è che distingue le due cose? È l'utilizzazione che di un'opera si fa: se per esproprio si intende acquistare a determinate condizioni dei terreni, delle opere che hanno un'utilizzazione pubblica e la legge è nata per dare modo di costruire dell'edilizia popolare che è considerata opera sociale sarà pur sempre, comunque la vogliamo chiamare, un esproprio e mai una confisca. E se è un esproprio, abbiamo una legge che ci impone - e io qui voglio porre l'accento su questo -, Presidente della Giunta, di adottare dei criteri che erano quelli nazionali, che sono poi diventati regionali con delle modifiche che abbiamo fatto noi e che non possono essere superate, al di là della questione, ci ritorno un secondo, se è permesso edilizio, ma che, comunque, per quanto riguarda le aree ci impone di adottare determinati prezzi. Credo che se le Amministrazioni si comportano in modo diverso salta la legislazione nazionale e ogni singola Amministrazione acquista al prezzo che crede a trattativa privata; mi pare che ciò sia una cosa non consentita e non lecita.

Dico, quindi, comprare terreni, non ho capito cosa lei intendeva dire: la perizia era fatta, beh, ad un determinato scopo, le diamo atto che la perizia tecnica che stabilisce i valori dell'immobile ci trova consenzienti, non abbiamo motivo per mettere in dubbio, né porre delle critiche a una valutazione economica sullo stabile, la questione che noi evidenziamo è che continua ad essere per noi improponibile, impossibile acquistare il terreno a quei prezzi che la Giunta ci sottopone e che porta tutti quegli inconvenienti che non ripeto, perché sono già stati sottolineati molte volte.

Milanesio (P.S.I.) - La proposta di deliberazione che ci viene avanzata dalla Giunta ci trova consenzienti per due ordini di ragioni: in primis perché in questo caso, approfittando di una particolare situazione dell'edilizia locale, si reperisce un immobile di una cospicua dimensione da poter adibire a casa economica e popolare, cosa che se si iniziasse adesso la procedura di progettazione, di acquisto delle aree, di costruzione, passerebbe altro tempo prezioso; in secondo luogo perché, dopo le trattative che ci sono state, tenuto conto delle cifre che inizialmente erano state chieste, il valore dell'immobile è congruo, direi che è vantaggioso per l'Amministrazione fare questo acquisto, prescindendo da qualunque altra considerazione.

C'è un aspetto dell'intervento del Consigliere Monami che varrebbe la pena di prendere in considerazione ed è che questo immobile non è finito e che varrebbe la pena di finirlo; ora, senza voler ridiscutere tutto, io penso che, avendo fissato quale base di trattativa e quale, diciamo così, ipotesi di accordo per la cifra che viene qui proposta, io direi che senza indugio il Consiglio può deliberare l'acquisto di questo immobile. Io ritengo, però, che poi la stessa Amministrazione Regionale dovrebbe bandire una licitazione per l'ultimazione del fabbricato e credo che, a questo punto, l'ultimazione potrà più agevolmente farla l'impresa che ha già costruito parzialmente il fabbricato perché ha già tutte le attrezzature di cantiere. Penso, quindi, che un accordo con lo stesso impresario, sia pure sottoponendolo a licitazione, sia la cosa più opportuna e migliore.

Ritengo che sia opportuno anche che questo sia fatto direttamente dall'Amministrazione Regionale perché è l'acquirente dell'immobile e, quindi, in questo caso, l'operazione dovrebbe essere condotta completamente dall'Amministrazione regionale; all'Istituto Case Popolari spetterà la gestione, l'utilizzazione di questo immobile, ma non dobbiamo, a mio avviso, creare in questo momento un atteggiamento di discontinuità nell'acquisto e nella finitura dell'immobile.

Per quello che ci riguarda, quindi, il nostro parere è favorevole all'operazione così come viene proposta dalla Giunta regionale perché la riteniamo conveniente per la pubblica Amministrazione sia in termini di denaro, sia in termini di tempo, perché se si iniziassero delle procedure per costruire altri immobili, semplicemente perderemmo del tempo.

Si verifica una situazione congiunturale nell'edilizia per cui può essere, com'è in questo caso, conveniente che l'Ente pubblico acquisti delle costruzioni in fase di ultimazione, indipendentemente dalle vicende evidentemente soggettive del costruttore, se poi l'interesse della Regione coincide anche con l'interesse del costruttore tanto meglio, nessuno se ne deve dispiacere, né se ne deve troppo compiacere, tanto meglio, perché se, nel fare gli interessi propri, la Regione riesce anche ad evitare che un'impresa della nostra Regione subisca, diciamo così, delle traversie fallimentari tanto di guadagnato per tutti.

Noi quindi approviamo, siamo per esprimere voto favorevole a questa deliberazione, però riteniamo anche che la Giunta regionale e la Regione direttamente si debbano occupare dei passi successivi per ultimare questo fabbricato, sia pure ai prezzi stabiliti, ovviamente, per l'edilizia economica e popolare. Ma è logico che il costruttore che si trova in loco - e lo ricordava prima Bondaz - in primis avrà interesse a ultimare questa costruzione, in secondo luogo certamente i prezzi unitari che potrà fare per le sue prestazioni saranno inferiori a quelli di qualunque altra impresa che dovesse montare un cantiere.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Ci sono altri Consiglieri? La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Brevissimamente: qui si tengono due discorsi che non quadrano. Da parte vostra si continua a dire che bisogna esaminare il prezzo a corpo, il prezzo nel suo insieme, perché è conveniente, ma, Signori, noi abbiamo una perizia e noi Consiglieri ci dobbiamo pronunciare su di essa. La perizia non dice lire 400 e rotti milioni a corpo, ma dice: tanto per l'edificio, tanto per il terreno, tanto per i maggiori scavi e il riporto di sterile, eccetera. Noi ci dobbiamo pronunciare su questi documenti e da questi documenti noi rileviamo che noi paghiamo il terreno 29.000 lire al metro quadro, anziché 5, quindi paghiamo 160 milioni in più, ci sono 242 milioni di... chiamiamola perizia suppletiva, maggiori scavi e riporto di sterile non dimostrabile. Noi contestiamo non il fatto che ci siano stati maggiori scavi ma l'importo di 42 milioni e, quindi, è una questione di principio: qui non si rispetta né la legge nazionale, né la legge regionale.

Ora, non rammento quale collega diceva: "noi costituiamo un principio estremamente pericoloso anche per tutti gli altri Enti pubblici, perché noi che dovremmo dare l'esempio...", e beh se gli altri Enti pubblici: Comuni, eccetera, seguiranno il nostro esempio, di espropri non ne faranno più e si pagheranno i terreni destinati ad uso pubblico al prezzo di mercato, come stiamo pagando noi. Non solo questo è contro la legge, ma è anche estremamente pericoloso perché, se noi volessimo in altri casi applicare la legge, creeremmo delle sperequazioni fra i cittadini, perché a qualcuno paghiamo il prezzo di mercato e ad altri paghiamo il prezzo della legge sull'esproprio: le solite 5.000 lire. Questo, rendetevi conto, è estremamente pericoloso anche per tutte le ragioni che sono già state esposte dai colleghi. Ma io voglio attirare l'attenzione del Consiglio su questo fatto: noi come faremo ad espropriare altri terreni a 5.000 lire quando qui li paghiamo 29.000? E paghiamo 29.000 anche questo terreno vincolato, a parte che quella è in buona parte zona edificabile, ma questa striscia di terreno è zona vincolata dal piano regolatore e noi andiamo a pagarla 29.000 lire come la zona edificabile. Sono quindi delle questioni estremamente pericolose che creano delle sperequazioni fra i cittadini: creano i cittadini di categoria A, che ottengono quello che vogliono, e poi ci saranno i cittadini di categoria B, che invece dovranno prendere quello che prevede la legge sull'esproprio.

Oltre ad altre ragioni, quindi questa per me è una delle ragioni principali per cui non possiamo approvare questa proposta.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Altri Consiglieri intendono prendere la parola sull'argomento? La parola al Consigliere Parisi.

Parisi (M.S.I.-D.N.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, nell'argomento in discussione non vi è nuovo che sono contro all'applicazione della legge n. 865 perché già dall'inizio ho ribadito il principio che trattasi, applicando la legge, di un furto bello e buono. Non è quindi alla legge n. 865 che mi riferisco, non è che sia contrario alla possibilità di dare l'alloggio a chi ne ha bisogno, anzi, ma debbo far rilevare a questo proposito che si cerca di fare che cosa? Si cerca, evidentemente, di salvare un'impresa in difficoltà, e beh ma allora se qui bisogna salvare tutte le imprese in difficoltà, non finiremo mai di esborsare denaro pubblico per le imprese stesse.

Le ragioni per cui l'impresa si trova in difficoltà - e lo sapete tutti, Signori Consiglieri, a nessuno di voi sfugge - possono essere soltanto queste: che l'impresa, evidentemente, nell'acquisto del terreno e nella costruzione avrà fatto un po' i conti senza l'oste, e perché avrà fatto i conti senza l'oste? Perché è andata a edificare un complesso nei pressi del Cimitero e, evidentemente, i vivi non vogliono ancora andare a finire al Cimitero prima di essere morti e allora ecco spiegata la difficoltà dell'acquisto. Vi è una certa difficoltà dell'approvvigionamento e dei servizi logistici perché il complesso è confinato in periferia e per venire al centro a fare delle spese la massaia dovrà perdere un sacco di tempo, perdere tutta la mattinata. Ecco, queste sono le ragioni per cui l'impresa viene a trovarsi in difficoltà, perché, sentite un momento, non è possibile pensare oggi ai prezzi che vi sono, che un'impresa debba svendere i suoi alloggi perché non può andare avanti perché non c'è nessuno che li vuol comprare. Non c'è nessuno che li vuol comprare perché non c'è nessuno che vuol andare vivo al Cimitero, non c'è nessuno che li vuol comprare perché deve perdere tre ore al mattino per fare la spesa.

Queste sono le ragioni per cui l'impresa si trova in difficoltà, però coscienziosamente, quando si dice: "si spendono 430 milioni e, di conseguenza, questi 430 milioni sono esorbitanti pensando alla 865"... e qui modifico il mio atteggiamento per far rilevare che se effettivamente si vuol pensare alle case popolari, se effettivamente si vuole dare la casa a tutti... allora, ad un certo momento, abbiamo stabilito il fatto che questo complesso verrebbe a costare 3 milioni, 3 milioni e mezzo per ogni locale, evidentemente si può trovare il modus vivendi per arrivare ad un compromesso e approvare quindi questo progetto. Perciò, dopo quello che ho detto, pur dissentendo dal fatto del salvataggio dell'impresa, quella è una questione che a me non va proprio giù, sono favorevole all'approvazione di questo progetto di deliberazione.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Arrivati a questo punto penso che dalla discussione sono emersi due punti contrastanti; penso che, anche se rimaniamo qui fino a domani mattina, non cambieremo le posizioni. Comunque la parola al Consigliere Monami che l'ha chiesta.

Monami (P.C.I.) - Ma, Signor Presidente, io chiedo scusa, ma mi pare che, non ritornerò sull'argomento, ma il suo discorso mi sembrerebbe seguire quello del Presidente della Giunta che sostiene che ci troviamo davanti a un atto amministrativo così chiaro, così semplice... Nessuno di voi può dire che noi ...(voci)... no, ecco, non parliamone più, noi non abbiamo intrallazzi, non c'è niente sotto. Secondo me, quindi, merita approfondimento questo discorso e io voglio ripartire da quella considerazione svolta, mi pare, dal collega Bondaz che poi me la spiegherà, probabilmente al caffè, perché non l'ho capita veramente. Io cercherò - perché può darsi che il non averlo capito è dovuto al fatto che io non mi sono spiegato bene prima - di spiegarmi un pochettino meglio. Da ulteriori calcoli fatti - e non sono trascendentali perché li conoscono i bambini che sentono i genitori quando a pranzo parlano del costo della casa -, i bambini oggi sanno cosa costa al metro quadro, al metro cubo, sanno tutto, sembra strano che non dobbiamo saperlo noi; parto sempre da alcuni dati di fondo che sono incontrovertibili, cioè dai famosi tre milioni, tre milioni e mezzo che debbono costare i vani delle case popolari.

A questo stato di cose i vani che noi acquistiamo costano, e rifaccio il discorso in senso inverso per cercare di essere capito, costano 1 milione e 600 mila lire, così come sono, chiaro? ...(voci)... poi dovete dividere per 280, lasciamo un momento da parte i garages, ha ragione il Consigliere Manganoni, non volete neppure sentirlo quando vi dice: "comperate a prezzo pieno anche quel terreno che è vincolato", che nessuno comprerebbe per niente perché è vincolato e voi lo volete pagare 30.000 lire al metro, non volete capire questo, figuriamoci se capite di calcolare i 250 o 280, è lo stesso, perché se moltiplico per 260, divido per 260 e, se moltiplico per 280, divido per 280, quindi non modifica niente, è chiaro che mi costringete a dire che non c'è maggior sordo di chi non vuol sentire! I termini del problema non variano!

Allora io faccio il discorso vano, prezzo vano, che è il prezzo dell'Istituto Case Popolari; oggi questa operazione ci costa 1.600.000 lire per vano, è chiaro? 1.600.000 e rotti, se è vero com'è vero che il rustico comprendente terreno, strutture in cemento, in calcestruzzo e i muri perimetrali incidono all'incirca sul 30-33%, 35% delle opere, e questo palazzo, che è grossissimo, non ha i muri perimetrali; dobbiamo arrivare a credere che le strutture attualmente costruite non incidono per una percentuale superiore al 25%.

Cioè 1.600.000 è il 25% di 6.600.000 lire a vano, amico Di Stasi, e 6.600.000 lire a vano, colleghi Consiglieri, comportano un affitto di 80.000 lire al mese per un alloggio di tre vani: ma chi vogliamo mandare ad abitare lì? I ricchi di Aosta? Che in mancanza di servizi pubblici, come dice un certo Consigliere qui dentro, hanno almeno la macchina per mandare la moglie a fare la spesa trovandosi a quelle distanze? Eh dico, facciamo un attimo di riflessione, dico: riflettiamo, non dico sulla operazione, che è un semplice atto amministrativo, dice il Presidente, ma abbiamo il coraggio di considerare almeno le cifre che ci vengono sottoposte! Metteremo i lavoratori nelle condizioni di pagare 80.000 lire al mese per un alloggio di tre vani; colleghi Consiglieri, facciamo le case per i nababbi o facciamo le case per i lavoratori? A quelle condizioni di disagio di cui già si è parlato? Ecco, permettetemi, non posso far sfuggire l'abilità con cui il Consigliere Milanesio ha preso al balzo la mia proposta, ma trasformandola leggermente, perché mi pare che il collega Milanesio abbia detto: "è giusta la posizione del Consigliere Monami, comperiamo quello stabile e poi incarichiamo l'impresa di finirlo con tutti i prezzi successivi", no? Io ho sostenuto di comperare il finito, stabilendo già ora che non può costare più di 3.000.000-3.500.000 al vano e non i 6.600.000, dando all'impresario, come quote di avanzamento lavori già effettuati i 430.000.000 di cui necessita per salvarsi. Ecco, questa era una proposta, ma non vorrei che poi questa fosse travisata, cioè comperiamo adesso a 430.000.000 il tutto così com'è e poi incarichiamo l'impresario di finire anche ad un prezzo concordabile. E no, non ci sono prezzi concordabili, qui dovremo fare il discorso che deve seguire una logica di questo tipo: noi comperiamo la tua operazione completa finita a 3.000.000 o 3.500.000 al vano, perché questi sono i prezzi, anticipando, come stato di avanzamento, i 430.000.000. Ecco la validità di un'operazione, non trasformata nel modo come vorrebbe trasformarla il collega Milanesio, ecco, dico, ma stiamo attenti, se le cifre sono cifre e non sono opinioni che possono essere discusse perché possiamo avere delle opinioni, perché la verità sulle opinioni non esiste, ma fin quando voi non mi dimostrate, malgrado il tentativo del 1953 della Democrazia Cristiana di dimostrare che due più due fa tre con i voti democristiani, mentre i voti degli altri Partiti due più due faceva solo due e mezzo, va bene, è una matematica di parte, ma se la matematica, dicevo, due più due fa quattro, ragioniamo sulle cifre, ci vediamo approdare a delle cifre spaventose per cui non possiamo garantire alla gente un equo affitto. Questa è la nostra preoccupazione: a queste condizioni non venite a dirci che facciamo delle case per i lavoratori, facciamo delle case per dei ricchi o, comunque, metteremo lì della gente che poi non ci pagherà l'affitto e avranno ragione date le cifre e i prezzi che ci vengono proposti.

Jorrioz (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Manganone.

Manganone (IND.) - Vorrei fare una considerazione diversa da quella del Consigliere Monami: si dice che, quando la struttura è al tetto, si sia speso il 40%. Coi muri perimetrali quindi ottengo una somma di 1.075.000.000, è chiaro? Se divido questo 1.075.000.000 per 280 vani, ho una spesa di 3.700.000 circa che non si discosta assolutamente dalla cifra stabilita dall'Istituto Autonomo Case Popolari, perché i 3.000.000 sono per il puro prezzo di costruzione, le altre 200.000 lire sono per la sistemazione del terreno, ma qui dobbiamo ancora conteggiare l'acquisto del terreno, la progettazione, la direzione, l'assistenza e i collaudi. Noi, quindi, non siamo assolutamente fuori dalle cifre forniteci dall'Istituto Autonomo Case Popolari.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Altri Consiglieri? La parola al Consigliere Bordon.

Bordon (D.C.) - Naturalmente anche stavolta bisogna prendere la parola perché qualcosa deve pure rimanere agli atti perché sennò il silenzio è un'acquiescenza, sembra quasi che uno non abbia la coscienza tranquilla e, pertanto, devo dire la mia. Io ho l'impressione una volta ancora di più... e non mi ero preparato per questo argomento, perché in Commissione consiliare partecipò un nostro tecnico, formulerò, quindi, soltanto alcune considerazioni. Innanzitutto sembrerebbe quasi quasi che sotto ci debbano essere degli intrallazzi perché io credo che se uno arriva qui dentro e ha già sentito il dibattito l'altro giorno e lo risente ripetere oggi, dice: "qui c'è qualche cosa che non cammina". Naturalmente, come sempre, in fondo ancora una volta questo ci fa piacere, perché dal 15 giugno in poi stiamo attirando delle grandi simpatie perché qualcuno che si divertiva a votare secondo l'opportunismo o secondo il modo di divertirsi dopo il 15 giugno invece incomincia a rinsavire e rinsavirà ancora di più e avremo agio di parlare di questo con la massima tranquillità. Sorvoliamo, quindi, per il momento, e allora, dicevo, arrivati qui dentro ad un certo momento sembra che questa sia un'operazione voluta dalla Democrazia Cristiana, perché, lo abbiamo sentito dire, questo illustre Signore, che poi io come Democristiano abbastanza anziano non ho il piacere di conoscere, noi come Democristiani non abbiamo appoggiato per niente questa pratica, siamo arrivati qui dentro come Consiglieri regionali, abbiamo visto questa proposta portataci dalla Giunta, ne abbiamo discusso, la si è ritenuta un'operazione buona nell'interesse della Regione e, oggi come oggi, ecco che quasi quasi ti affiora il dubbio che tutto questo sia venuto fuori per il semplicissimo fatto che questo povero diavolo, o non povero diavolo, che si trova in difficoltà, come dicevamo prima, - che però a me non risulta che possa poi essere una difficoltà - ad un certo momento questo qui è stato iscritto nelle liste della Democrazia Cristiana al Comune di Aosta: ecco il punto di partenza è tutto lì, perché se questo qui, invece di essere iscritto nelle liste della D.C., fosse stato iscritto in una lista del Partito Comunista o di altro Partito, probabilmente, questo discorso non veniva fuori.

Si parte, quindi, da questo principio di intrallazzi come se la Giunta attuale dovesse pagare delle cambiali per averle firmate in bianco perché le ha avallate. La Democrazia Cristiana, tanto per cominciare, qui dentro dice che su questo problema non ci sono intrallazzi e - perdonatemi la parola molto franca e triviale - a noi non ce ne frega niente di chi è il venditore, la controparte di questa trattativa. Noi quindi siamo qui per guardare questo problema da un punto di vista di convenienza per la Regione, no, per cercare di risolvere, in parte, il famoso problema della casa al lavoratore e noi abbiamo esaminato questo atto da questo punto di vista.

Ecco che qui incomincia un discorso diverso: il discorso diverso viene fuori in questo modo, esaminato da parte di tecnici, così com'è l'operazione in questo momento, così come in questo momento mi si dice che verrebbe a costare a 240.000 lire il metro quadrato, penso che sia un prezzo consono, però io non sono un tecnico e non mi fermo su questo. Secondo me, il problema di fondo è un altro in quanto qui si tratta di vedere se vogliamo applicare la legge n. 865 o non applicarla. Ecco, secondo me, la discussione è fatta tutta qui sopra, tant'è vero che se noi - e l'abbiamo già sentito dal Consigliere Manganoni ormai già due volte in due sedute - applichiamo la 865, con i correttivi che sono stati apportati, noi paghiamo circa 200 milioni di meno, se invece non l'applichiamo, paghiamo 200 milioni in più: ecco, secondo me, il discorso da fare è questo. Il discorso da fare è su questo principio, è di vedere se noi, anche applicando poi la legge n. 865 su un terreno adatto com'è stato citato prima e costruendo degli alloggi, gli alloggi vengono sempre a costare 240.000 lire, per cui avremmo soltanto una perdita di tempo e un ritardo oppure ne avremmo un vantaggio. Naturalmente non rientro nei giudizi espressi dal collega Parisi perché ieri mi ha dato il suo parere favorevole ed io oggi gli do il mio, potrei dire anch'io che l'ubicazione vicino al cimitero non va bene, eccetera, l'altro che ti è venuto fuori con il rumore dei TIR che passavano sulla circonvallazione, ma, secondo me, questa è la seconda parte dell'aspetto del problema, il discorso principale è sull'applicazione o meno della 865.

Arrivati a questo punto, noi vi ripetiamo che, per quanto ci concerne, non è questione di maggioranza o minoranza, perché sarebbe veramente bello e sarebbe il colmo che, un'operazione che, oggi come oggi, nessuno vuole, cambiando invece la maggioranza, l'operazione possa andare bene, perché sarebbe ridicolo, perché se noi sentiamo cosa ha detto il Consigliere Monami, c'è da ridere. Egli ha detto: "ma perché non ci riflettiamo su un momentino e non aspettiamo 15 giorni?". Chissà che non si debba risolvere questo problema con lei Presidente della Giunta Andrione? Noi non abbiamo niente in contrario neanche su questo, ma se voi ritenete che è soltanto questione di maggioranza per vedere se l'operazione è valida o meno, Signori, ritardate di 15 giorni. Abbiamo ritardato di 15 giorni prima delle elezioni perché sennò, probabilmente, su tutte le piazze di Aosta avrebbero detto che noi facevamo questa operazione soltanto per questo motivo delle elezioni amministrative. Non vi bastano 15 giorni? Ma ritardatela di 20. Non volete comperare il complesso? Lasciatelo stare, parleremo del problema della casa ai lavoratori ancora per qualche tempo, ha aspettato tanti anni questo problema, perché serve soltanto per riempirci la bocca nei momenti di propaganda e di demagogia, a noi non interessa proprio niente, Signori: se lo volete ritardare, ritardatelo, siamo qui tutti insieme uniti perché a noi non interessa un fico secco, ripeto, chi è il proprietario o la parte che chiede: a noi interessa vedere il problema della casa per i lavoratori, se ritenete che è un'operazione che può andare bene, bene, e se non ritenete, lasciate stare: questo è il discorso in sintesi per quanto ci riguarda.

Naturalmente noi abbiamo sentito questo ripetuto anche stamattina; la Giunta ha portato una proposta, l'abbiamo esaminata, l'abbiamo ritenuta valida, abbiamo sentito il Consigliere Manganoni dire: "ma questa perizia è una cosa bellissima, la perizia è stata fatta seriamente dai tecnici, ce lo ha detto Manganone, non è questione quindi dei prezzi di perizia fatta dai periti della Regione, il problema è se dobbiamo applicare la 865". Qui, Signori, io chiedo scusa, ma tutte le idee sono opinabili e si tratta di vedere se quello che non abbiamo voluto applicare mai prima lo vogliamo applicare adesso, se è necessario, ripeto, per evitare quei dubbi che sempre vengono fuori, è naturale, è logico, perché, quando si può sporcare l'avversario, anche ingiustamente, dicendo che ci sono degli intrallazzi, che ci sono delle amicizie, questa è una cosa che si fa abitualmente in questo Consiglio e continuerà ancora. Ebbene, Signori, se voi volete evitare questo, noi vi diciamo: questa operazione non solo ritardatela, ma mandatela a monte perché, ripeto, a noi non interessa niente questa operazione, ci interessa per accelerare la soluzione del problema della casa per i lavoratori, e con questo chiudo.

Jorrioz (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Borbey.

Borbey (D.C.) - Intervengo soltanto per un chiarimento tecnico e di computo metrico perché il Consigliere Monami si era permesso di dire che anche i bambini sanno fare i conti, io mi permetto di dire che in questo Consiglio noi i conti non sappiamo farli perché, ad un certo punto, facendo divisione e moltiplicazione dice che è uguale dividere per 280 per 2,57. Io ho fatto un conteggio che 243 milioni diviso 280 vani fa 870.000 lire al vano, quindi il costo attuale è di 870.000 al vano; se calcoliamo che siamo al 30%, perché può avere ragione il Consigliere Monami nel dire che il 33% o il 35% vuol dire il valore della struttura con le murature perimetrali... ora non c'è ancora la cassa vuota, facciamo il conteggio del 30%; 870.000 è il costo attuale perché l'errore di fondo del Consigliere Monami è che ha sommato la struttura col valore del terreno. Scusi, Consigliere Monami, ma è qui l'errore di fondo: il 30%, il 33% che lei dice è alla struttura portante, è per il fabbricato non per il terreno; questo glielo garantisco io e, se vuole, se ne accerti e il 33%... l'Assessore Manganone dice il 40%, ci sono tecnici che dicono il 40%, altri che dicono il 33%, il 40% compreso il terreno ...(voce)... esatto. Ora, io dico, siamo al 30%, quindi ho fatto il conteggio: 243 milioni diviso 280 vani sono 870.000 lire, che è il costo della struttura attuale a vano; siamo al 30% 870.000 + 870.000 + 870.000, siamo al 90% + 87.000 lire, siamo al 100% siamo a 2.697.000 + il valore del terreno 192 milioni diviso 280 vani incide per 670.000 a vano, siamo a 3.367.000 lire, va bene? Non siamo quindi ai 6 milioni e via dicendo, come il Consigliere Monami qui spara e vuol fare credere: questo è solamente un discorso tecnico, è puramente tecnico.

Mi permetterei inoltre di fare rilevare il controsenso del fatto dei 42 milioni, cioè qui ci stiamo battendo dicendo che i 42 milioni sono regalati. Ora, dal sopralluogo che abbiamo fatto, io non posso dire se sono tre metri e mezzo in più di riporto rispetto agli scavi che hanno fatto all'inizio, senz'altro. Il Consigliere Manganoni me ne può dare atto che il corpo iniziale vicino al cimitero non si può dire se c'è una profondità maggiore perché il terreno sembra abbastanza compatto, ma per i corpi a monte, per il primo corpo subito a monte 1,80 di riporto c'è, lo abbiamo visto, il terzo corpo a monte 2,50 ad occhio si vede che c'è, anch'io ho le perplessità che possano esserci tre metri e mezzo di media, però un due metri di media senz'altro ci sarà. Ma volevo venire a questo punto: che noi ci battiamo per questi 42 milioni e diciamo che la perizia è un po' fatta alla leggera dicendo questo perché sarebbe stato bene di fare un assaggio.

Io vengo all'altro conteggio: se veramente questi 42 milioni non ci sono e diamo per scontato che regaliamo, allora noi il conteggio a vano non dobbiamo più farlo sui 242 milioni ma sui 200 milioni, il 30% delle opere che sono fatte adesso sono sui 200 milioni, ed ecco che allora il vano non viene più 3.300.000 ma viene 3 milioni; prendetevi la matita e fatevi i conteggi, è questo che vi voglio far notare, forse regaliamo questi 42 milioni, ma allora se vogliamo fare il conteggio a vano, non calcoliamo più che al 30-31% sono 242 milioni, ma sono solamente 200 milioni...

(voce del Consigliere Manganoni)

... scusa Consigliere Manganoni, allora qui è inutile che io parli. Ecco, ho voluto fare questo intervento per chiarezza tecnica. Grazie.

Jorrioz (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Io non parto dalla questione dei conteggi e dei conti che si stanno facendo qua dentro, voglio partire da una questione pratica per arrivare ad una considerazione. Io mi ero segnato qui al principio della discussione il gravissimo precedente che si crea per i Comuni; ora, dato che i Comuni hanno fame di alloggi, in modo particolare i Comuni di Pont Saint Martin, di Verrès ed altri Comuni, se la maggioranza di questo Consiglio si rende parte diligente in questa operazione, potrebbe essere consentito anche al sottoscritto di suggerire a queste nuove Amministrazioni, in modo particolare a Pont Saint Martin e a Verrès, finalmente amministrate dalla Sinistra, di dire: "adottate un altro sistema per poter dare la casa ai lavoratori presto e subito. Andate alla Regione, chiedete i soldi e acquistate quella serie di condomini che il piano regolatore di Pont Saint Martin ha permesso di costruire all'impresa Martinetto e, nella medesima misura in cui viene portato avanti questo problema qui adesso dalla maggioranza, lo portate avanti anche voi come Amministrazione comunale dei nostri Paesi e così date con urgenza l'alloggio a quei lavoratori che da tempo aspettano un alloggio".

Mi pare che questa mia considerazione calzi a pennello, insomma, e non applicate anche voi la legge n. 865, anziché perdere del tempo a cercare del terreno, ad acquistarlo, a fare un progetto e a svolgere le procedure d'appalto dell'opera e passano tre anni. Fatto in questo modo, invece, andate a chiedere i soldi alla Regione, mi pare non so se questo sia un indirizzo giusto da dare ai nostri Comuni: ecco la considerazione che volevo fare è questa.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Altri Consiglieri? Se più nessun Consigliere prende la parola, dichiaro chiusa la discussione. Passiamo alla votazione. La parola al Consigliere Chanu.

Chanu (D.P.) - Per dichiarazione di voto. Dopo la ricerca di far quadrare le cifre che ha trasformato il Consiglio regionale in una sorta di immobiliare finanziaria per vedere se l'operazione era conveniente o meno; dato atto dell'estrema onestà del Presidente della Giunta quando mi ha detto che, effettivamente, queste perizie erano perizie fatte pour la cause e cioè per dare una giustificazione di carattere tecnico ad un'impostazione di carattere politico, nonostante i tentativi che sono stati portati avanti da parte della maggioranza di dare questa giustificazione sotto il profilo economico della validità di un'operazione sub specie di un'accelerazione della soluzione di un problema di carattere politico, la posizione dei Democratici Popolari rimane immutata perché il Presidente della Giunta allorquando parla di atto amministrativo... Tutti gli atti sono atti amministrativi, Presidente della Giunta, ma qui si tratta non solo di un atto amministrativo, ma si tratta, nella sua sostanza, di un atto commerciale, di un atto finanziario, di una valutazione di carattere privatistico che naturalmente prescinde dalle considerazioni di carattere politico che erano state portate avanti dai Democratici Popolari e dai Comunisti, soprattutto sul problema di principio: quel problema di principio a cui faceva ancora riferimento il Consigliere Bordon. Lungi da noi, quindi, il voler seminare ombre di scandali o zizzanie perché questo non è assolutamente nelle nostre intenzioni e non voglio polemizzare dicendo che si tratta di scuse non richieste perché, effettivamente, negli interventi che sono stati svolti dal Gruppo dei Democratici Popolari era assolutamente assente qualsiasi riferimento di carattere speculativo.

Ora io dico questo: non possiamo, a mio avviso, che ribadire per conto nostro il grosso pericolo di una strada che viene intrapresa e che rischia di vanificare tutto lo sforzo che abbiamo fatto per dare attuazione e regolamentazione a un istituto che, per forza di cose, se vogliamo, effettivamente, salvare i presupposti di tutta una politica del territorio, di tutta una politica urbanistica veramente valida, deve essere mantenuto, questo della possibilità di adire per queste operazioni, per queste finalità di carattere pubblico, di carattere sociale a quei rimedi che effettivamente impediscono e mettono la parola fine alle gravi forme di sperequazione che possono derivare da questo andazzo. È un andazzo, ripeto, pericoloso perché, lo sappiamo noi Amministratori regionali, già gli Enti locali a livello comunale sono sempre stati assai restii a servirsi dei tanti rimedi che le disposizioni precedenti e soprattutto le attuali loro consentivano per poter intervenire nel campo della pubblica utilità. Io credo che, effettivamente, tutta l'opera e lo studio che è stato fatto per creare il correttivo alla 865 aveva questa finalità essenziale: quella di togliere una volta per tutte le remore che le Amministrazioni a livello locale portavano avanti per servirsi del mezzo dell'esproprio.

Adesso noi cerchiamo di svicolare e di girarci dall'altra parte con giustificazioni che io non ritengo accettabili e valide né dal punto giuridico, né dal punto politico. Evidentemente ci rendiamo responsabili di un grosso cattivo esempio e possiamo, quindi, dare, a mio avviso, la possibilità a tutti gli Enti pubblici che esistono in Valle e che potrebbero servirsi di questi mezzi di considerare soltanto sulla carta la legge n. 865, soltanto sulla carta la legge regionale di correttivo e di poter continuare vuoi appoggiandosi alla Regione, vuoi creando forse anche dei presupposti di fatto come quelli che sono i presupposti alla base di questa operazione: l'impresa che non può andare avanti, la convenienza di carattere commerciale e in questo momento di crisi quante possono essere le situazioni del genere? Così si rischia quindi di distorcere quello che potrebbe essere un'impostazione razionale anche nel campo della edilizia popolare e, quindi, conseguentemente nel campo della politica urbanistica, nel campo del territorio. Sono queste le ragioni, indipendentemente e al di là di qualsiasi punta polemica, che confermano i Democratici Popolari nel loro voto negativo alla proposta presentata dalla Giunta.

Dolchi (P.C.I.) - Per dichiarazione di voto e molto brevemente in quanto abbiamo precisato la nostra posizione sia con i colleghi del nostro Gruppo e già nella discussione dell'altra seduta.

Il nostro voto sarà contrario per due ordini di ragioni: primo, per una questione di principio e di legittimità in quanto, come hanno già espresso i colleghi Consiglieri di questo Gruppo che mi hanno preceduto, esistendo una legge nazionale, esistendo una legge integrativa regionale, non possiamo non applicarle noi stessi sia la legge nazionale che la legge regionale.

Si dice che questa è un'operazione che ci permette di fare in fretta; ebbene, io penso che a delle cifre molto inferiori, se noi comperassimo dei terreni a trattativa privata, potremmo con la stessa celerità, visto che la maggioranza intende abbandonare il concetto dell'applicazione della legge n. 865... a prezzi inferiori, a 30.000 lire troveremmo in altre zone della città il terreno sufficiente per fare subito, delegando un'impresa, come in questo caso, a costruire delle case popolari, contrattando prima quello che dovrebbe essere il prezzo vano nelle norme che regolano questi prezzi per quanto riguarda l'Istituto Autonomo delle Case Popolari.

E qui vengo al secondo ordine di ragioni: abbiamo cercato di dimostrare con le cifre che il costo degli alloggi di tre o quattro vani che saranno messi a concorso dall'Istituto Autonomo delle Case Popolari raggiungeranno delle cifre tali che non saranno più né degli alloggi a basso fitto e tanto meno degli alloggi che potrebbero calmierare - com'è una delle funzioni dell'Istituto - il costo della casa nella città di Aosta. Abbiamo già l'esempio di alloggi di quattro vani che costano 62.000 lire al mese, ultimo bando dell'Istituto Autonomo delle Case Popolari, abbiamo la certezza di arrivare per gli stessi quattro vani, applicando le stesse norme, a delle cifre mensili che superano le 90.000-100.000 lire al mese, applicando gli stessi criteri, come del resto dobbiamo fare in occasione di operazioni come queste.

Si raggiungeranno, quindi, dei plafond tali per cui tutta l'operazione che adesso ci viene presentata come un'operazione sollecita per far fronte alle necessità di alloggi a fitto equo e basso verrebbe vanificata dal fatto che questi alloggi non sarebbero né a fitto basso, né equo, perlomeno affitti non sopportabili per quei cittadini che invece dall'Istituto Autonomo delle Case Popolari si attendono degli alloggi a basso prezzo.

Per queste due ragioni, oltre a tutte le altre che abbiamo esposto nel dibattito dell'altra e di questa seduta, il Gruppo Comunista voterà contro la proposta della Giunta regionale.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Altre dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Bordon.

Bordon (D.C.) - Se non si vuol scendere nella rissa politica come ho visto che ci si sta avviando adesso, e allora fa piacere, si può venire avanti nella discussione, si può esaminare la questione come doverosamente si deve fare da un punto di vista senza andare a coprire con ombre più o meno larvate, insussistenti, certi sospetti che possono poi dare così motivi a discussioni, eccetera. Quindi, Consigliere Chanu, quando ti rivolgi e mi dici: "i D.P. non avevano detto questo", io non ho parlato dei D.P., ho risposto a chi aveva messo queste ombre sulla Democrazia Cristiana punto e basta.

Per quanto riguarda queste ombre, naturalmente sarebbe facile e ci sarebbe da sguazzarci dentro se uno vuol soltanto colpire l'avversario portando in discussione delle cattiverie, perché allora potrei ricordare... amico Dolchi, tu mi sai dire quando eri Sindaco di Aosta che sono stati comperati terreni del Tesolin, perché erano di tua moglie e di tua cognata, anche se poi si fosse rivelata un'operazione saggia, stai tranquillo che tu sei stato servito di barba e di parrucca in quel momento, ma noi a queste discussioni non vogliamo partecipare, noi siamo qui per esaminare se un'operazione è fatta bene o se è fatta male. Ecco, quindi, un discorso: io mi sono fermato sul principio della legge n. 865 e anche qui - e vedremo in futuro che cosa accadrà, perché lo vedremo, la 865 non ha mai attirato le simpatie delle maggioranze di chi governava, perché è logico, c'è chi dice che la 865 vuol dire portar via una proprietà acquisita regolarmente, quindi è un furto - c'è naturalmente qualcuno che sostiene che la proprietà è un furto e allora bisogna portargliela via, noi, però, qui dentro avevamo esaminato la legge n. 865 in campo nazionale come insufficiente e abbiamo fatto delle lunghissime discussioni e l'abbiamo corretta, l'abbiamo modificata in meglio coi pareri di tutti quanti, ma io ricordo e facevo ricordare agli amici che, non appena approvata la 865, col Presidente della Giunta Dujany noi demmo 500 milioni al Comune di Aosta per comperare la Casa Mattioda, ma anche lì allora potevamo, forse, applicare la 865 ...(voce)... non potevamo, ecco, allora forse non possiamo neanche applicarla adesso, non facciamo quindi questi discorsi, rimaniamo al problema in sé.

Dujany (D.P.) - C'era la legge regionale.

Bordon (D.C.) - C'era la legge regionale però i 500 milioni si sono dati...

Jorrioz (P.S.D.I.) - Per favore!

Bordon (D.C.) - E il Comune di Aosta non ha mai applicato la 865...

Jorrioz (P.S.D.I.) - Per favore, Consigliere Bordon, per dichiarazione di voto!

Bordon (D.C.) - Esatto, chiedo scusa, ha perfettamente ragione Presidente. Soltanto che qui prima ci sono tutte le cattiverie, poi non si vogliono sentire le verità e allora, ripeto, guardiamo il problema in sé per sé, noi facciamo parte di una maggioranza, questa maggioranza ha come Esecutivo la Giunta attuale nella quale noi abbiamo la massima fiducia. La Giunta attuale ha esaminato questo problema, ce lo ha portato in discussione una volta, ce lo porta in discussione una seconda volta, ci dice che è un'operazione buona da farsi. Come tutte le operazioni, non è ottima, perché c'è il buono e il cattivo, noi riteniamo che il nostro organo esecutivo abbia esaminato e studiato il problema sufficientemente bene, che l'operazione sia da farsi per accelerare i tempi e per un sacco di altri motivi. Pertanto noi, proprio per questo, voteremo a favore di questa deliberazione, che poi se qualcuno che, per sfizio o per altri motivi, vorrà fare ritardare l'operazione per poterla fare in altri momenti e per poterne fare una speculazione, questo a me non interessa.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Altri? La parola al Consigliere Milanesio, sempre per dichiarazione di voto.

Milanesio (P.S.I.) - Presidente, per una brevissima dichiarazione di voto.

Dunque, io ritengo che così l'argomento sia stato ampiamente sviscerato, mi stupisco solo di alcuni atteggiamenti decisamente negativi, posso comprendere quello del Partito Comunista, un po' meno quello dei Democratici Popolari, perché questa operazione fa il paio con l'acquisto della Casa Mattioda insomma, non è che sia diverso, quindi è simile, forse identica. Le motivazioni di opportunità che sussistevano allora sussistono maggiormente, ritengo, in questo caso, quindi, se non altro per una ragione di coerenza, di continuità e tenuto conto delle osservazioni fatte in precedenza che l'operazione ci appare opportuna, utile e non onerosa, nel senso che l'onerosità di questa operazione non si traduce in danno per la Regione, noi voteremo con piena consapevolezza a favore di questo provvedimento.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Altre dichiarazioni di voto? Per fatto personale la parola al Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Non farò polemica.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Chiedo, per cortesia, di non entrare in polemiche, sennò riprendiamo da capo.

Dolchi (P.C.I.) - No, faccio solo una dichiarazione per fatto personale che è una proposta: il Consigliere Bordon ha voluto ricordare un acquisto fatto dall'Amministrazione Comunale di un certo numero di terreni di numerosi proprietari fra i quali c'era anche mia moglie. Il terreno è stato acquistato a 250 lire, se si compera oggi il terreno allo stesso prezzo o anche ad un prezzo decuplicato, il nostro Gruppo è disposto a votare a favore.

Bordon (D.C.) - Per fatto personale, la minoranza non dovrebbe dire che questa non è stata un'operazione buona, in quanto tutte le idee sono opinabili, ma avendo allora il Consigliere Dolchi dei rapporti di parentela con uno dei venditori, è bastato questo per dire che l'operazione era fatta male. Sul fatto che egli confermi che è stata un'ottima operazione, io non ho niente in contrario al riguardo.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Chiudiamo se non ci sono altre dichiarazioni di voto... per fatto personale?

Chanu (D.P.) - Non per fatto personale. A nome del Gruppo dei Democratici Popolari, chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Va bene. Allora c'è una richiesta di votazione a scrutinio segreto; naturalmente pallina bianca è "sì", pallina nera è "no".

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 32

Maggioranza: 17

Voti favorevoli: 19

Contrari: 13

Il Consiglio approva.

Il Consiglio delibera

1) di approvare l'acquisto, per il prezzo a corpo di Lire 430.000.000 (quattrocentotrentamilioni), dell'immobile di cui in premessa, di proprietà della Signora Alessandra Zadra in Berti, da destinarsi a complesso residenziale per alloggi di tipo economico e popolare, aventi le caratteristiche previste per detti fabbricati dalle vigenti leggi;

2) di approvare la relativa, complessiva spesa di Lire 431.000.000 (quattrocentotrentunmilioni) da finanziare come segue:

a) per Lire 430.000.000 (prezzo di acquisto) da imputare sul capitolo di spesa n. 212 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese per acquisto e costruzione di beni patrimoniali"), che presenta la necessaria disponibilità;

b) per Lire 1.000.000 (spesa presunta per la stipulazione dell'atto di compravendita) da imputare sul capitolo di spesa n. 203 del precitato bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese notarili, perizie, liti, atti legali ..."), che presenta la necessaria disponibilità;

3) di costituire, sul mappale n. 481 dell'immobile di cui sopra, la servitù di passaggio di cui in premessa, di ml. 5 circa di larghezza, in favore dell'adiacente fondo (mappale n. 200) di proprietà della Signora Zadra Alessandra;

4) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento di esecuzione, per addivenire alla stipulazione dell'atto notarile di compravendita dell'immobile di cui si tratta e, in particolare, per la designazione del Notaio rogante, per la liquidazione delle relative spese, nonché per gli eventuali ulteriori accertamenti circa la consistenza e l'intestazione catastale dell'immobile da acquistare e per la eventuale determinazione delle servitù.