Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2862 del 13 luglio 2017 - Resoconto

OGGETTO N. 2862/XIV - Interpellanza: "Rimodulazione dell'intervento di manutenzione di un immobile di edilizia residenziale pubblica nel quartiere Cogne di Aosta".

Rosset (Presidente) - Punto n. 21 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Baccega per l'illustrazione; ne ha facoltà.

Baccega (EPAV) - Con questa interpellanza noi vogliamo riprendere il decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti del 16 marzo 2015 che aveva per oggetto "Criteri per la formulazione di un programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica", al quale la Regione aveva partecipato potendo accedere a risorse e finanziamenti abbastanza importanti che potevano dare delle risposte.

Qui ci riferiamo - e torniamo un po' indietro nel tempo - all'anno 2002, a quando viene firmato con il MIT, con il Comune di Aosta e con l'ARER un intervento denominato "Contratto di Quartiere I" che prevedeva la realizzazione di ottantadue alloggi, un Centro diurno, un Centro anziani con strutture socioassistenziali e relativi parcheggi. Per individuare bene l'intervento, l'intervento pronto da mesi, va ultimando solo il piano terra e gli uffici dell'ARER dietro il CRAL Cogne. Nel 2015, su nostra proposta, viene individuata la possibilità di un'importante azione di recupero, determinata dalla mancanza di alloggi e con attenzione al risparmio energetico.

Cosa prevedeva quell'accordo di programma del 2002? Prevedeva l'abbattimento del grattacielo alto e del grattacielo basso del quartiere Cogne, dietro la chiesa dell'Immacolata. Sulla base di questa nostra richiesta, accettata dal Ministero, viene sottoscritto un nuovo accordo di programma atto a rivedere gli impegni assunti per intervenire nella convenzione e fare abbattere soltanto il grattacielo alto di dodici piani. Il cosiddetto "grattacielo basso" non presentava, a seguito di approfondimenti fatti dai tecnici dell'ARER, problematiche strutturali tali da giustificarne l'abbattimento, quindi si è chiesto e ottenuto dal Ministero di prevederne la ristrutturazione, che nella fase progettuale aveva la volontà di prevedere anche un ampliamento del numero di alloggi. Attualmente sono ventiquattro, ma li si voleva portare a trenta, quindi con sei alloggi in più, per un impegno economico di circa 1,5 milioni, di cui circa 938 mila euro erano con finanziamento statale e 562 mila euro con risorse dell'ARER.

L'autorizzazione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è pervenuta l'8 febbraio 2016; stiamo parlando di un programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di ERP. In quest'ottica c'erano due linee: la linea A, che prevedeva un finanziamento di 150 mila euro e la linea B, di cui ho parlato poco fa, che stanziava 938 mila euro. Con i 150 mila euro sono stati ristrutturati al meglio dieci alloggi - 15 mila euro ad alloggio - completati e assegnati nel marzo 2016. Con la linea B, quindi con tutti gli approfondimenti fatti al Ministero - sono stato personalmente a Roma a caldeggiare questo percorso - e ovviamente anche dopo un ampio approfondimento con l'Assessore Donzel del Comune di Aosta e i suoi uffici - ci dovevano dare delle risposte sulla compatibilità urbanistica di questo percorso - è venuta fuori la questione che non era possibile realizzare i trenta alloggi perché si trattava di ristrutturazione, ma che era possibile fare una manutenzione straordinaria sui ventiquattro alloggi esistenti, quindi siamo andati in quella direzione. La ristrutturazione prevedeva la posa del cappotto, l'efficientamento energetico, il cambio serramenti, il miglioramento sismico e tutta una serie di interventi significativi che avrebbero messo a disposizione una struttura pronta in poco tempo.

Ora, siccome i lavori dovevano iniziare il 21 aprile 2017 - suppongo pena la revoca del finanziamento - io, prima del cambio di maggioranza, avevo dato mandato di scrivere al Ministero affinché si chiedesse una proroga per l'inizio lavori, proprio perché c'era questo passaggio dalla ristrutturazione alla manutenzione straordinaria. Chiediamo quindi a lei, Assessore, se è stata inviata e in quale data questa richiesta di proroga e, nel caso non fosse stata inviata, quali sono i motivi e le intenzioni della nuova Giunta.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Borrello per la risposta; ne ha facoltà.

Borrello (SA) - Risponderò subito all'ultimo quesito da lei posto. Ad oggi non è cambiato nulla rispetto alle decisioni assunte sull'intervento. Come da lei proposto, la delibera di Giunta regionale n. 20/2017 conteneva gli indirizzi all'ARER per l'anno 2017 e nessun atto è intervenuto a modificare tali indirizzi. La rassicurazione che le formulo adesso l'ho formulata direttamente anche alla Presidente dell'ARER, che recentemente si è molto impegnata dal punto di vista mediatico su questo tema.

Nel merito dei rapporti che noi abbiamo con il MIT, per quanto concerne la richiesta di proroga di inizio lavori e di rimodulazione dell'intervento, vorrei solo fare una piccola precisazione riguardo ai dettami dell'articolo 5 del decreto del MIT da lei citato. Per quanto riguarda l'assegnazione e la ripartizione dei fondi, tale articolo prevede che i monitoraggi degli interventi competono alla struttura regionale di edilizia residenziale individuata, ai sensi dell'articolo 6 dello stesso, quale responsabile dell'attuazione del programma, e hanno cadenza trimestrale. Questo è importante per fare l'analisi temporale in merito anche a quello che lei giustamente ha citato, l'ipotetica data di inizio lavori: 21 aprile 2017.

L'ARER, fin dalla fine dell'anno 2016, aveva verbalmente richiesto di concedere una proroga alla data di inizio lavori (21 aprile 2017) informando sia lei - e l'ha citato nella sua esposizione iniziale - che gli uffici di non poter procedere alla realizzazione dei trenta alloggi inizialmente previsti, dovendo limitare l'intervento ai ventiquattro esistenti per problemi di tipo urbanistico. Questo è un aspetto importante che dopo andrò a sottolineare. Sono stato informato del problema in una riunione congiunta tra l'ARER e il Comune in data 27 marzo e, su indicazione degli uffici, ho richiesto ai soggetti presenti di aggiornare tutti i monitoraggi degli interventi in corso con il Ministero per poter "supportare al meglio" la richiesta di proroga di inizio lavori e di rimodulazione degli interventi. Gli uffici, non avendo ricevuto alcunché nei quindici giorni successivi - elemento temporale della scadenza del trimestre di monitoraggio - non hanno avuto né i monitoraggi, né le rimodulazioni da proporre, permanendo i dubbi non chiariti sugli aspetti di carattere urbanistico: hanno, pertanto, verbalmente concordato con il Ministero che sarà con il monitoraggio post 30 giugno - quindi quello che stiamo attuando adesso - che si motiverà il mancato avvio dei lavori e si richiederà la rimodulazione dell'intervento, come poi già formalizzato dall'ARER con una nota del 30 maggio scorso, trasmessa per conoscenza al Ministero stesso. Piccola nota: tra le persone e gli enti in indirizzo c'era anche un'associazione che non c'entra molto, la Federcasa, che è un ente esterno rispetto alle dinamiche di concertazione tra enti.

L'orientamento alla più alta sensibilità esternata dal Ministero circa la facoltà di rimodulare gli interventi finanziati non solo solleva dalla preoccupazione di non riuscire ad utilizzare nei tempi previsti il finanziamento, ma addirittura consentirebbe l'individuazione ex novo di altri alloggi su cui intervenire. In definitiva, prima di formalizzare ulteriori comunicazioni al Ministero, abbiamo invitato l'azienda a fornire ai responsabili rassicurazioni circa il superamento delle difficoltà urbanistiche da lei citate; tutto questo è a garanzia del corretto utilizzo del finanziamento concesso.

Per concludere, le nostre intenzioni sono quelle di assecondare la richiesta, tra l'altro - come già detto - inviata dall'ARER al Ministero, non appena avremo garanzie del superamento delle responsabilità e delle potenziali criticità emerse. Tutto questo va con il monitoraggio che stiamo predisponendo in questo momento.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Baccega per la replica; ne ha facoltà.

Baccega (EPAV) - Assessore, su questo punto lei mi parla in "burocratese" e io ci capisco poco. Lei mi deve dire: la lettera è partita o non è partita? Non è partita, partirà adesso. Allora perché lei fa una lettera all'Amministrazione comunale e all'ARER chiedendo "poiché trattasi di immobili che si trovano in condizioni di contrasto con il piano regolatore, motivo per cui non sarà possibile il previsto frazionamento da ventiquattro a trenta alloggi, preme conoscere quali motivazioni inducono codesta azienda - parliamo dell'ARER - a conformare l'opportunità dell'intervento"? Il piano regolatore prevede che non si può fare la ristrutturazione, non si può passare da ventiquattro a trenta alloggi, ma sui ventiquattro alloggi è possibile fare un intervento di ristrutturazione efficace ed effettivo che prevede tutti gli interventi di efficientamento energetico, il cappotto, i serramenti, il tetto da rifare, ovviamente i nuovi interventi dal punto di vista sismico, e quindi si va in quella direzione. All'epoca, quando io ho cambiato la prima verifica, la lettera è partita in tempo zero e la risposta è arrivata in quindici giorni. Non capiamo bene se c'è una volontà di dirottare le risorse da un'altra parte - ammesso che sia concesso e previsto da parte del MIT - oppure se volete portare avanti questa procedura. So anche che è stata sospesa la validazione del progetto da parte dell'ARER, so che ci sarà il Consiglio di amministrazione a breve e che l'hanno iscritta all'ordine del giorno. Appena arrivata l'interpellanza si sono mossi tutti! Se dobbiamo fare sempre interpellanze per far muovere le cose noi continueremo a farle.

Le ricordo questo: perché era nata fortemente la volontà di andare nella direzione di ristrutturare il grattacielo basso? C'era una motivazione politica forte dietro questo, e gliela spiego. Nell'assegnazione degli alloggi del IV lotto e nell'assegnazione degli alloggi del "Contratto di Quartiere I" - che avverrà chissà quando, auspichiamo presto, perché gli alloggi sono finiti da anni e da mesi - sono venuti meno tutta una serie di alloggi per disabili che non ci sono: non sono stati progettati e non sono stati realizzati. All'interno di questo processo si era deciso di predisporre un certo numero importante di alloggi che potessero accogliere famiglie con al loro interno dei disabili. Questa era la motivazione principale e l'ARER aveva fatto una relazione approfondita in tal senso; se la faccia dare e verifichi che questo è il percorso più ideale per andare nella direzione di fare della buona amministrazione.