Oggetto del Consiglio n. 2861 del 13 luglio 2017 - Resoconto
OGGETTO N. 2861/XIV - Interpellanza: "Eventuale sostituzione di un rappresentante della Regione in seno al Consiglio di amministrazione della Società Autostrade Valdostane".
Fosson (Presidente) - Punto n. 20 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz per l'illustrazione; ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Con questa interpellanza riprendiamo un'iniziativa che discutemmo già il 9 maggio scorso. L'interrogazione faceva rilevare che la Regione aveva provveduto a nominare, in seno al Cda della Società Autostrade Valdostana (SAV), una persona che, a nostro parere, ingenerava incompatibilità e conflitti di interessi piuttosto evidenti. Non mettevamo in discussione - qui lo voglio ribadire - le competenze e le capacità della persona in questione, la quale mi dicono essere un funzionario addetto all'organizzazione dello sgombero neve o cose del genere; sul suo profilo Linkedln scrive di essere un "HR Organization Manager", ma sinceramente non ho ancora capito che cosa voglia dire. Dicevo che noi non mettevamo e non mettiamo nemmeno oggi in discussione le sue competenze e capacità professionali, ma rilevavamo e rileviamo tuttora che il signor (omissis), al momento della nomina del Cda di SAV, oltre ad essere Presidente vicario del partito più importante e rappresentativo dell'attuale maggioranza, l'UVP, sindacalista del settore trasporti, amministratore di un Comune attraversato tra l'altro proprio dalla tratta di competenza della SAV, era - anzi, è - soprattutto un lavoratore subordinato proprio della SAV. Rilevavamo, e rileviamo, che tale commistione di ruoli rendeva quantomeno inopportuna la sua nomina dentro il Consiglio di amministrazione di un'azienda partecipata dalla Regione, di cui è anche dipendente.
Credo che lo status del dipendente, del plausibile candidato debba essere considerato prima di tutto il resto nel valutare l'opportunità di chi nominare o meno dentro gli organi sociali di un'azienda partecipata e controllata. La commistione delle funzioni di consigliere di amministrazione e di dipendente dell'azienda determina indubitabilmente una sperequazione nei confronti degli altri lavoratori; non mi viene un altro termine, potrei dire "una situazione di vantaggio", se vogliamo usare un'altra modalità e, sicuramente, un pericoloso conflitto di interessi. Mi metto nei panni del signor (omissis), dei colleghi e anche del datore di lavoro. I primi non credo siano così a loro agio a lavorare con uno che dovrebbe essere un semplice collega di scrivania o di spartineve - non so cosa faccia - e che, invece, contemporaneamente è anche amministratore dell'azienda nella quale lavora. Il datore di lavoro, il dirigente di turno mi immagino come sia contento di esercitare un potere direttivo e disciplinare su un lavoratore che è pure amministratore dell'azienda medesima. Pensate che cortocircuito questa commistione di ruoli!
Lei, Presidente Marquis, l'altra volta giustificava questa scelta invocando il fatto che nel Cda della SAV fosse presente anche un dirigente della società. Cercava di dimostrare in tal modo che la nomina del signor (omissis), così come quella del citato dirigente, rappresentasse - ha proprio detto testualmente - "un valore aggiunto per l'agire sociale". Le dico in tutta franchezza, Presidente Marquis, elaborando un po' le risposte da lei fornitemi l'altra volta, che anche la presenza di un dirigente dentro il Cda di un'azienda, di cui è anche dipendente, è un elemento di destabilizzazione e di imbarazzo. Direi però - me lo permetta, Presidente - che non è propriamente la stessa cosa nominare dentro gli organi sociali un lavoratore che, magari, per poter entrare in azienda ha dovuto superare un concorso, una selezione pubblica. Almeno lo spero, essendo e trattandosi di una società privata ma a partecipazione pubblica, spero che non sia entrato semplicemente per conoscenza o per altri motivi. Dicevo: non è la stessa cosa nominare un lavoratore - non so se in questo caso si parla di livelli - e un dirigente. Spesso, nel privato, per chi ha aziende proprie, i ruoli dirigenziali sono occupati da persone di fiducia scelte dai datori di lavoro con altri criteri rispetto agli operai, agli impiegati, ai tecnici e agli stessi quadri. Nella scelta di un dirigente vengono valutate sicuramente le competenze, ma anche l'attitudine al comando, la capacità di interpretare i desiderata del datore di lavoro, e quindi non solo di eseguirli come è tipico delle figure non dirigenziali. Insomma, il dirigente deve essere in grado di dirigere, di assumere iniziative dirette su mandato del datore di lavoro. Ciò per dire che nei Cda in alcuni casi vengono volutamente inseriti dei dirigenti in forza all'azienda, e io ne conosco, proprio in virtù di questo rapporto di fiduciarietà, di correlazione diretta con il proprietario. Spero che il dirigente in questione, di cui lei ha parlato la volta scorsa, sia stato scelto dalla SAV, che è socio di maggioranza, e non dalla Regione, perché sarebbe un'anomalia, ne avrebbe addirittura due che lavorano lì dentro!
Per farla breve, questa interpellanza non vuole che cada nel dimenticatoio l'invito che le facemmo a maggio: sostituire il signor (omissis) con un altro soggetto, naturalmente scelto da voi. Noi non abbiamo la pretesa di segnalare i nominativi, non è nemmeno il nostro compito, ma che almeno, Presidente, non abbia rapporti lavorativi e di collaborazione con SAV.
Peraltro - e qui concludo - pare che alcuni nostri rilievi siano oggetto di valutazione da parte della SAV, spero anche della Regione, e che quindi l'azienda stia procedendo, e la Regione di conseguenza, nel rivedere questa nomina.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione per la risposta; ne ha facoltà.
Marquis (SA) - L'interpellanza che portate all'attenzione oggi in Consiglio è già stata argomento dello scorso mese di maggio ed è già stata discussa in quest'aula. Devo evidenziare che, relativamente alle nomine, gli uffici regionali hanno verificato la legittimità in relazione al dettato normativo della legge n. 11/1997, ma anche in relazione allo statuto della società. È pur vero che il socio di maggioranza ha evidenziato alcuni elementi di criticità riferibili a questioni di opportunità e non di contrasto con norme e regolamenti, questioni come ha evocato lei nell'esposizione dell'interpellanza.
Su questo argomento, però, devo anche evidenziare che l'opportunità è un elemento che deve valutare il Governo, il socio che ha proceduto alla nomina dei soggetti individuati. La nomina è avvenuta sulla base del rispetto delle competenze, delle esperienze professionali specifiche di ognuno dei candidati prescelti. Questa per noi è una società strategica nel settore autostradale, una società in cui c'è da lavorare, in cui servono competenze particolari per poter entrare nel merito delle problematiche relative alla gestione delle tariffe e ai problemi dei lavori. C'è quindi la necessità di avere persone che abbiano esperienza in questa materia, che possano dare il loro contributo a favore dell'esercizio della società, ma anche degli indirizzi del socio di minoranza che noi rappresentiamo. Come avete avuto modo di vedere, spesso e volentieri in queste società ci sono interessi contrastanti tra il socio di maggioranza e il socio di minoranza. Riteniamo che i soggetti nominati abbiano le capacità per valorizzare con competenza le prerogative della Regione nella sua qualità di socio su tutte le tematiche societarie di cui dicevo prima, in merito alle politiche tariffarie, ai lavori di manutenzione, temi a noi cari e che costituiscono argomenti di estremo interesse per la collettività valdostana, per lo sviluppo turistico ed economico dell'intero territorio regionale.
Voglio anche precisare che questo sarà un tema al quale dedicheremo massima attenzione, i rapporti con la società, esercitando con consapevolezza e responsabilità tutte le prerogative sociali, intervenendo nelle sedi opportune per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, con l'unica ed esclusiva finalità di salvaguardare gli interessi della Regione e dei valdostani.
Come lei ha già accennato, gli uffici stanno verificando la situazione. Se dovessero emergere profili di illegittimità sulle nomine, sicuramente li prenderemo in esame e ci comporteremo di conseguenza. Allo stato attuale si fanno ragionamenti fondati esclusivamente su ragioni di opportunità. Le ragioni di opportunità potrebbero anche essere discusse in eguale misura, come ha detto lei, nel merito di un'altra nomina fatta dal socio di maggioranza, pur tra i diversi ruoli di provenienza nell'ambito dell'organico sociale. È un tema su cui ci stiamo confrontando e continueremo sicuramente a confrontarci con il nostro interlocutore socio di maggioranza.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz per la replica; ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Presidente, come le ho accennato e come ho precisato volutamente nel mio intervento, qua non parliamo di questioni di illegittimità. Voi potete nominare anche Paperino e Topolino, per quello che mi riguarda; se non vengono richiesti particolari titoli, siete liberi di nominare il vicepresidente dell'UVP, così come siete liberi di nominare il Consigliere comunale dell'UVP a Donnas, così come siete liberi di nominare tutta quella serie di persone che, nella stessa persona, ricoprono ruoli di un certo tipo.
Credo però - e qui lo ribadisco - che voi stiate creando una situazione di imbarazzo non indifferente. Questa persona, che è un lavoratore - non so neanche se è un quadro o un impiegato -, lavora nella stessa scrivania tutti i sacrosanti giorni con dirigenti o con suoi pari, con i quali deve, a mio modesto parere - visto che per quasi trent'anni ho fatto il lavoratore dipendente - porsi nella condizione di lavoratore subordinato o di collega alla pari. Ma ditemi come fa, una persona nominata dalla Regione in seno al Consiglio di amministrazione della Società Autostrade Valdostane, a lavorare fianco a fianco con un collega di scrivania, magari facendo le stesse pratiche o non so io cosa, quando oltre ad esser stato sindacalista - non so se lo è ancora, mi ero dimenticato anche quel ruolo - è pure consigliere di amministrazione, e che magari, nel segreto di queste riunioni, valuta anche aspetti non dico esclusivamente di tipo disciplinare, ma di tipo premiale o di altro genere! Come fate a pensare che questa situazione non sia imbarazzante? Ma non avete altre migliaia di persone che non lavorano lì dentro?
Lei mi parla di competenze perché volete abbassare le tariffe autostradali, è uno dei suoi punti di forza. Allora, visto che me le tira queste cose qua, la prossima volta, magari non il prossimo Consiglio perché parleremo della variazione di bilancio, io le chiederò che cosa state facendo per questa fantomatica riduzione attraverso il signor (omissis), cioè che potere può avere questo signore per ridurre le tariffe autostradali, per fare tutta quell'altra serie di questioni che gli avete delegato.
Se il socio di maggioranza, la SAV, un privato, manifesta imbarazzo e vi dice che è un problema di opportunità, perché insistere? Possibile che, nel panorama delle vostre strutture partitiche e direttive non troviate qualcuno che non lavora lì dentro? Qualcuno bravo che impari, magari in tempi brevi, o qualcuno addirittura esperto, che quindi non ha neanche bisogno di stare lì a studiare, che però non metta in imbarazzo né la proprietà, né i colleghi, né la dirigenza, che deve esercitare su questa persona un potere direttivo e... che non lo può fare! Si metta lei nella condizione di essere il dirigente di uno che pure è consigliere di amministrazione dell'azienda in cui lei è assunto! Altro che un cortocircuito, è una roba che non sta né in cielo, né in terra!
Poi lei mi citava il fatto della proprietà, adesso mi dice che è la proprietà, ma io le ho detto che mettere un dirigente è un'altra cosa. C'è un rapporto diverso tra un lavoratore subordinato - magari un quadro, un impiegato o un tecnico - e un dirigente! I dirigenti vengono assunti proprio in virtù di un rapporto di correlazione e di fiduciarietà. È prassi in alcuni casi prendere un dirigente, ma ha un mandato preciso da parte della proprietà. In questo caso che mandato può avere un lavoratore che si occupa... non so se di sgombero neve, non ho ancora capito cosa faccia questo HR Organization Manager così come è scritto sul suo profilo, non l'ho ancora capito!
Torno a rifarle l'invito, dopodiché le riproporrò per l'ennesima volta, alla noia, perché ho l'abitudine di arrivare alla fine delle cose e di essere proprio noioso, nuovamente lo stesso argomento. Cerchiamo di risolverlo questo argomento. Mettete chi volete voi, siete abilitati a mettere chiunque, sono nomine che fate voi, ma evitiamo di mettere un lavoratore della SAV nel Consiglio di amministrazione, perché crea imbarazzo ai lavoratori e, soprattutto, al socio di maggioranza che ve l'ha detto!
Dalle ore 17:35 riassume la presidenza il Presidente Rosset.
Rosset (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara, per cosa?
Nogara (UVP) - Per mozione d'ordine, Presidente.
Voglio intervenire come capogruppo dell'UVP, per le parole espresse dal Consigliere Guichardaz in quest'ultimo intervento. Ha continuato a inveire contro il signor (omissis) perché è un membro dell'UVP. Penso che questa scelta sia stata fatta per le qualità e per le competenze del signor (omissis), ma mi pare invece che in certi posti, come per esempio nel Cda di CVA, proprio il PD abbia messo una maestra elementare, per cui non mi sembra che le competenze di costei siano proprio attinenti al posto che ricopre! Io penso che non serva fare illazioni o parlare di cose antipatiche. Qui noi parlavamo di "competenza", mentre lì forse si parlava di "appartenenza" e sono cose un po' diverse. Proprio per questo motivo si era scelta una competenza all'interno di SAV, è questa la motivazione. Non vedo perché ci si debba accanire contro una persona che sta cercando di fare al meglio il suo lavoro.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz; ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Ovviamente per mozione d'ordine. Credo che nella storia del Consiglio regionale non sia mai successo che un capogruppo, in seguito alla replica di un'interpellanza, senta il bisogno di difendersi.
Io prendo atto che voi avete eletto il signor (omissis) per competenza e capacità professionali, non per "appartenenza". Probabilmente qualcun altro ha fatto altre valutazioni nominando delle persone all'interno di altri organismi di amministrazione, senza però incorrere in quell'errore, l'unica cosa che oggi ho cercato di contestare, perché a me interessa poco che lui faccia parte dei vostri organi dirigenti o che sia stato il Presidente vicario, non ha importanza. Io ho solo fatto rilevare che il problema in questo caso è di mettere un semplice lavoratore subordinato dentro un Consiglio di amministrazione. Credo che una situazione del genere non sia ammessa nemmeno in Germania, dove ci sono sistemi di partecipazione all'interno degli organi di amministrazione diversi dai nostri. Io rilevo questo: volete continuare a prendere e a mettere un lavoratore all'interno? Collega Nogara, lei oggi mi dice che è solo per capacità professionali. Benissimo, prendiamo atto che il signor (omissis) è lì solo perché è capace di fare quel tipo di mestiere e non perché ha una provenienza politica, me ne farò una ragione!
