Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2754 del 23 maggio 2017 - Resoconto

OGGETTO N. 2754/XIV - Interpellanza: "Intendimenti in merito ad un'eventuale modifica della legge regionale n. 63/1987 riguardante la gestione dei rifiuti nel territorio regionale".

Rosset (Presidente) - Punto n. 11 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, chiede la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Con questa interpellanza vorrei avere notizie rispetto a ciò che accadrà entro la fine di quest'anno. Vale la pena ricordare il fatto che alla fine di quest'anno scade la concessione trentennale della gestione della discarica, concessione che era stata messa in campo con la legge n. 63/1987 e che è in capo tutt'oggi alla società Valeco. Quando nel dicembre 2015 abbiamo approvato il piano rifiuti - per la precisione, avete approvato perché noi votammo contro all'epoca -, noi eravamo già molto critici perché non si davano delle risposte chiare rispetto a quello che sarebbe stato, secondo noi, il problema che sarebbe sorto di lì a poco su come gestire effettivamente la raccolta e poi lo smaltimento. È stato suo l'allarme mi sembra, Assessore Roscio, rispetto al fatto che la discarica di fatto è esaurita. Così come in questo periodo, dal 2015 ad oggi, si dovevano fare tutta una serie di operazioni rispetto alla gestione e al trattamento dei rifiuti da conferire successivamente in discarica. Ora, io vorrei sapere alla fine dei conti che cosa si vuole fare e come si vuole risolvere questo problema: che cosa succederà a gennaio del 2018? Soprattutto che tipo di trattamento avremo, se l'avremo, e che tipo di gestione ci sarà? Noi ci siamo sempre battuti, e continuiamo a farlo, per una gestione pubblica di tutto quello che riguarda il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, però vorrei capire a questo punto l'Amministrazione regionale che cosa ha intenzione di fare, che cosa pensa di mettere in campo e soprattutto se non andremo in emergenza, perché mi sembra ormai chiaro che non ci sono i tempi neanche per terminare l'appalto, ammesso che parta. Figuriamoci quindi per costruire gli impianti e poi gestire tutto il resto. Sono curioso quindi di sapere che cosa succederà.

Presidente - Per la risposta chiede la parola l'Assessore Roscio, ne ha facoltà.

Roscio (ALPE) - Ringrazio il collega Cognetta per la questione. La domanda è molto semplice e molto diretta, la risposta, ahimè, non può essere altrettanto semplice e altrettanto diretta, ma cercherò di articolare un ragionamento. Come ha ricordato, la questione gestione rifiuti o, meglio, la parte relativa allo smaltimento e al recupero ormai data più di 30 anni e ha preso avvio già prima della legge, nel 1986, dove si era deliberato di andare verso la costituzione di una società mista a partecipazione pubblica, per una quota minoritaria, e per il resto a partecipazione privata. In allora era stata fatta una gara ad evidenza pubblica, già allora, per individuare il socio privato, a cui era stata poi data una concessione decennale: dal 1989 al 1999. Successivamente, con delibera di Giunta n. 5200/2002, era stata approvata la prosecuzione di una seconda convenzione questa volta con affidamento diretto, sempre alla stessa società che, come ha ricordato lei, scadrà il 31 dicembre 2017: questa è la storia.

Le dichiarazioni che ha reso il sottoscritto derivano proprio da una ricognizione che è stata fatta e che ci dice che l'impianto attuale, il terzo lotto della discarica, raggiungerà la saturazione a metà del 2018. La notizia non è tanto quella dell'esaurimento della discarica, che era cosa nota da tempo; la notizia, ahimè, è che, d'altronde com'è emerso anche in un recente convegno, gli impianti necessari perlomeno necessitano di due anni di tempo per essere realizzati, quindi ecco il problema. Il problema si pone nella discontinuità gestionale, che era quello che si sarebbe dovuto evitare. Noi ci troviamo in una situazione in cui al 2017 non avremo più il gestore in carica, a metà 2018 non avremo più gli impianti e dovremo dotare la Regione degli impianti e del gestore per evitare che questa fase sia protratta nel tempo, perché protrarre una fase di discontinuità e quindi - come dice lei - non proprio di emergenza, ma di un momento in cui noi non abbiamo né l'uno, né l'altro è una cosa che alla fine costa economicamente ai cittadini. È l'obiettivo a cui noi cerchiamo di dare una risposta, perché è vero che lei ha detto cosa bisognava fare dal 2015 ad oggi, ma io le ribalto la questione. È troppo semplice dire: colpa degli altri, me lo ha già ricordato più di una volta, noi adesso stiamo lavorando, dato il problema, per cercare di trovare la soluzione che dovrà necessariamente trovare una risposta definitiva entro la fine di quest'anno, ma noi diciamo amministrativa entro giugno 2017, perché dobbiamo garantire anche l'espletamento di tutte quelle operazioni necessarie per arrivare ad individuare, entro la fine dell'anno, la risposta ai due problemi: questa come premessa.

Per quanto riguarda una questione che lei ha sollevato su quale tipo di trattamento avremo, noi oggi abbiamo il piano regionale di gestione dei rifiuti del 2015, che dice quali tipi di trattamento dobbiamo avere e quella è la base minima di cui noi dovremo dotarci: trattamenti esclusivamente a freddo, trattamenti che dovranno andare a dare delle risposte all'indifferenziato per dargli quelle caratteristiche di conferibilità in discarica a norma di legge e per la parte del multimateriale per cercare di recuperare quanto più materiale possibile in termini di materia per avere dei vantaggi economici. Questa come base. Ciò non toglie che vi sono altri aspetti da tenere in considerazione, che potrebbero andare ad implementare ancora questi risultati, come il recupero di materia, sia nell'indifferenziato, sia la parte relativa invece ad altri flussi, come per esempio potrebbe essere l'organico.

Detto questo, nel piano di gestione dei rifiuti riguardanti anche le modalità gestionali si fa l'elenco delle possibilità in essere che ci sono, quindi, in base a quelle, noi dobbiamo andare a dare delle risposte, i quattro tipi sono: l'affidamento in appalto dei servizi, l'affidamento in concessione dei servizi, l'affidamento diretto in house e l'affidamento diretto ad una società mista pubblico/privata. Su questo noi stiamo facendo delle valutazioni e, come ho detto prima, dovremo prendere delle decisioni entro giugno di quest'anno. Ovviamente nel momento in cui la decisione sarà presa, tutti i passaggi, come, per esempio, quello nella commissione, verrà ovviamente coinvolta la commissione per tutte le opportune valutazioni del caso. Vorrei solo fare però un breve cenno ai vincoli che bisogna tenere in considerazione per prendere delle decisioni: uno, come abbiamo detto, è la scadenza della convenzione in essere che pone un problema perché ci dà un tempo molto limitato nel tempo: ci dà poco più di sei mesi.

Seconda questione: la capacità residua del centro riguardante il primo, il secondo e il terzo lotto attualmente in coltivazione, lì stiamo facendo delle valutazioni per cosa fare per cercare di non portare fuori Valle i rifiuti. Banalmente portare fuori Valle i rifiuti vuol dire portarli all'incenerimento in qualche impianto e tendenzialmente i costi sono molto più alti rispetto a soluzioni possibili da trovare in loco.

Vi è poi tutta una parte ad oggi visto che c'è stata l'evoluzione con i nuovi flussi nella tipologia dei rifiuti che vengono conferiti, di questo bisogna tenerne conto nelle decisioni banalmente anche riguardanti l'organico, perché nel momento in cui noi andiamo ad implementare e ad estendere la raccolta dell'organico, non abbiamo ancora i risultati definitivi per poter progettare impianti e quindi fare delle valutazioni.

C'è poi, come le ho già detto, la necessità di contenere le eventuali discontinuità gestionali che comunque - questo è scritto nero su bianco - vi saranno. Quello che noi dobbiamo cercare di fare è contenere al minimo i tempi di questa discontinuità. C'è la necessità, l'ho già detto, di dare corso comunque al piano regionale dei rifiuti, che è stato approvato con legge, quindi da lì noi ad oggi non possiamo discostarci e vi sono tutta una serie di valutazioni che siamo intenti a fare sulla fase transitoria cercando di non far esplodere i costi a carico dei cittadini.

Noi ad oggi abbiamo la consapevolezza che i tempi sono molto ristretti, stiamo cercando di fare tutti gli approfondimenti del caso per andare a valutare tutte e quattro le possibilità che il piano ci dà. Ovviamente nel momento in cui avremo fatto le valutazioni, andremo ad esporle alla commissione per cercare di fare delle valutazioni definitive sulla strada che intendiamo intraprendere. Con questo penso di avere dato ovviamente non le risposte definitive su cosa faremo, ma sul percorso che stiamo mettendo in piedi. Noi contiamo che, entro un mese e mezzo, saremo in grado di darle davvero la risposta alla domanda su cosa accadrà da qua alla fine dell'anno.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Assessore, quando parla di "discontinuità gestionale", mi mette un po' in ansia, la paura che esploderà il problema rifiuti, lei lo ha annunciato di fatto. Esploderà, perché non si sono presi per tempo i provvedimenti corretti. Anche se la legge è stata approvata a dicembre 2015, mi sembra di aver capito che da allora si è fatto ben poco. Di conseguenza, lei giustamente adesso mi dice: "stiamo cercando di dare una risposta, daremo una risposta di tipo politico a giugno di quest'anno", però ora che poi metteremo in campo questa risposta politica ne passerà di tempo. Succederà quindi quanto già previsto da noi: i costi esploderanno. L'avevamo già detto all'epoca, al momento dell'approvazione della legge, che sicuramente ci sarebbe stato un problema di fondo: il fatto che alla fine i valdostani avrebbero pagato molto di più.

L'altra questione è che non si è ancora capito quale delle quattro possibilità avete scelto o sceglierete: questo poi crea un problema nel problema, perché qualunque cosa sceglierete sicuramente avrà un periodo di gestazione talmente lungo che aggraverà ancora di più il problema, quindi possiamo tranquillamente affermare che siamo in piena emergenza rifiuti. Poi non vedremo i cumuli per strada, perché manderemo tutto quanto all'inceneritore più vicino, che mi sembra sia a Torino, così sono contenti loro di incenerire. Saranno contenti sicuramente i valdostani che pagheranno molto di più, perché dovranno trasportare tutto quanto fino a Torino. Noi ci beccheremo sicuramente una multa, perché a quel punto sarà inevitabile come Regione averla e saremo tutti felici. Auspico - questo è un auspicio, ma sono sicuro che lei non lo farà perché figuriamoci se lo farà - che non prolungherà con una delibera la gestione di altri 10 anni: auspico perché sennò sarebbe veramente una cosa esagerata, magari lo farà per un periodo più breve...sicuramente. Mi sembra di capire dalla sua risposta che tutto quanto era già previsto. Era previsto il fatto che si desse modo a chi già gestisce di continuare a gestire allegramente e questa è una cosa molto bella, è un po' meno bello il fatto che tutto questo si farà sulle spalle dei valdostani. Io quindi, al di là dei problemi tecnici che ci sono, la invito e la esorto a trovare delle soluzioni più creative. Quali? Non lo so, potrebbe assumere un po' di persone e fare il trattamento e la separazione a mano, non è obbligatorio avere delle macchine, quindi potrebbe cominciare già a mettere una squadra di persone, che sicuramente si potrebbe dare da fare.

L'altra questione è sicuramente implementare l'organico molto di più di quanto è già stato fatto fino adesso, e così via, perché poi c'è un problema nel problema. Il fatto è che, quando sarà finita, e non potremo toccare il quarto lotto, lei chiaramente ha già detto che non vedremo più l'uscita da questo problema: non ci sarà più una soluzione fino a che non vedremo la luce degli impianti, della gestione, della raccolta e di tutto quanto il resto. Lei è ottimista e dice due anni. Con questo ritmo io dico sei o sette, anche otto.

Assessore, per favore, si dia da fare, perché a questo punto non ha più tempo, l'Amministrazione non ha più tempo. Lei quindi, dato che poi riveste a maggior ragione questo ruolo in maniera molto importante, visto il suo passato politico, deve darsi ancora più da fare, si inventi qualche cosa.