Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2515 del 13 dicembre 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2515/XIV - Prosecuzione e chiusura della discussione generale congiunta sui disegni di legge n. 96 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2017/2019) e n. 97 (Bilancio di previsione per il triennio 2017/2019). (Approvazione di due ordini del giorno. Reiezione di tre ordini del giorno)

Rosset (Presidente) - Con 30 Consiglieri presenti possiamo proseguire i lavori.

Punti n. 4.01 e n. 4.02 dell'ordine del giorno. Siamo in discussione generale. Ci sono richieste di intervento? Ha chiesto la parola il collega Fosson, ne ha facoltà.

Fosson (PNV) - Intervengo facendo seguito a quanto aveva già espresso correttamente il mio collega Restano questa mattina in modo tecnico, specifico e puntuale. Vorrei intervenire per proporre alcune riflessioni su questo bilancio, ma più politiche, più di prospettiva, per uno sguardo che vorrebbe andare più in avanti in un momento in cui dopo il referendum, e questa crisi politica, mi sembra particolarmente necessario intervenire, discutere, affrontare questi argomenti e discutere di strategie politiche. È un bilancio che su questi argomenti non dice molto, soffre d'immobilismo, non c'era nella sua relazione, collega Perron, nessuna parola su questo e forse il fatto che il Presidente non sia intervenuto - lo farà dopo - lascia delle lacune. Un bilancio che vuole stare a vedere cosa succede dal punto di vista politico per poi posizionarci, che non si chiede quale futuro per la Valle d'Aosta, quali mutamenti del nostro assetto autonomista istituzionale, e soprattutto quali rapporti in Italia e in Europa...

Mi è sembrata molto più politica su questi argomenti la relazione del Consigliere La Torre, Presidente della II Commissione, che ringrazio anch'io per il suo grande lavoro; ho potuto apprezzare per la prima volta tutti i lavori in II Commissione e le sue capacità di sintesi di arrivare correttamente ad un traguardo. Dicevo, il Consigliere La Torre è stato più politico nel suo intervento proprio citando l'autonomia finanziaria, lo Statuto, riferendosi anche - e giustamente - a Bruno Salvadori. Così ha fatto il collega Follien e anche la collega Morelli anticipando alcuni degli argomenti che cercherò di affrontare io.

Non affronterò, Presidente, Assessore, nessun problema di organizzazione sanitaria, anche se mi permetto di dire che plaudo all'aumento delle risorse disponibili rispetto ai 233 milioni dell'anno scorso, che dovevano essere sufficienti per mantenere i nostri servizi, ma che non potevano esserlo, io l'avevo detto. Certo che lavorare i primi mesi su una cifra che non era sufficiente ha sicuramente ritardato, o comunque condizionato le nostre scelte, eppure anche se i soldi l'anno scorso erano pochi, io penso che l'attenzione alla persona ci fosse anche allora e negli anni passati.

Ritorno però agli argomenti che vorrei proporre, mi sembra che, per ottenere la necessaria autonomia finanziaria alla base della quale la nostra autonomia politica può esistere, bisogna forse affrontare la situazione in modo diverso nei nostri rapporti con lo Stato, con Roma, con l'Italia, con l'Europa, rapporti politici che non possono più essere solo occasionali o legati ad argomenti specifici. Il nostro progetto politico è stato caratterizzato dall'avvicinarsi un po' di più a chi in quel momento era al comando della politica italiana, nella scorsa legislatura con Forza Italia e ora con il PD, ma questo è giusto o esiste un nostro progetto politico autonomo? Soprattutto ora che si arriverà a schieramenti nazionali più aggregati, divisi, differenziati in conservatori e progressisti. Quali rapporti - mi chiedo - soprattutto con le altre autonomie speciali, pur nella loro diversità...non pensando che l'ambito parlamentare e i gruppi delle autonomie possano risolvere e decidere questi rapporti tra Regioni e per una visione politica comune, su questo bisogna sicuramente fare di più e farlo in modo diverso. Inoltre queste posizioni politiche più chiare e definite sono più che mai necessarie ora in un momento in cui la riforma costituzionale non è stata accettata dai cittadini, non è stata capita, ma il problema proprio per questo si presenta ancora più evidente. Esiste in Italia un tentativo di neocentralismo, di cancellazione delle autonomie a cui bisognerà contrapporre un quadro preciso e alternativo e quanto più possibile ampio; aggiungendo a questa indeterminazione di un quadro politico e alle scelte da fare come e se pensiamo di modificare il nostro Statuto, una proposta politica - io penso - dovrà arrivare dal Presidente e dal partito di maggioranza relativa.

Parleremo in questi giorni di vitalizi: ma esiste ancora un desiderio di modificare il numero dei Consiglieri regionali, di rivedere la legge elettorale, il numero delle preferenze? In sede di discussione del bilancio mi sembra evidente, per ridurre i costi della politica, affrontare questo tema della riduzione del numero dei Parlamentari, che non può essere proposto con un numero, ma a seguito di una discussione approfondita. Abbiamo visto come sul bilancio questo sia stato possibile e come invece una riforma costituzionale non altrettanto condivisa non sia stata accettata dai cittadini. Questa è una proposta di modifica dello Statuto che deve essere fatta adesso. Nel 2017 - lo diceva prima la collega Morelli - sarà già un periodo di confronto elettorale, quindi è più difficile, poiché lo dimostra il fallimento della riforma Renzi, le modifiche costituzionali, e quindi degli Statuti, devono essere sottoposti alla più ampia condivisione possibile. Io penso che debba essere dato mandato in fretta alla Commissione speciale di lavorare in questa direzione.

Ieri si è accennato dei rapporti con i nostri Parlamentari, ne parlo perché li ho vissuti, ma, affinché nessuno si senta o in solitudine e dall'altra parte ci sia un Consiglio che si senta non ascoltato, bisogna prevedere momenti istituzionali, momenti normali, momenti ripetuti con la stessa frequenza, di rapporto fra Parlamentari e Consiglio regionale. I Parlamentari possono partecipare, se ne fanno parte, anche alle riunioni di maggioranza, non solo a quelle dei loro partiti, ma soprattutto penso alle riunioni mensili programmate con la I Commissione e credo che il giovane Presidente della I Commissione potrà attivarsi in questo: far sì che esista una vera e reale possibilità di confronto tra Consiglio regionale, tra tutte le forze del Consiglio regionale e i Parlamentari che hanno sempre definito di rappresentare tutta la Valle d'Aosta.

In questi giorni, anche se è una situazione un po' particolare di urgenza, si voterà una fiducia alla Camera, ma senza che vi sia stato un incontro; era urgente e quindi c'è stata una situazione particolare, quindi forse non c'era il tempo, ma altre volte sì. So che la responsabilità dei Parlamentari di certo è personale, ma in una piccola Valle d'Aosta che vuole differenziarsi, che vuole esistere, che vuole rinforzarsi, io penso che questo rapporto tra Parlamentari e Consiglio debba diventare una prassi, debba essere istituzionalizzato - ecco perché mi rivolgo al Presidente della I Commissione -, debba essere organizzato in modo differente.

Sui rapporti con l'Europa, l'Europa ormai è una realtà anche economica estremamente importante, io penso, poiché non abbiamo un parlamentare in Europa che rappresenti la Valle d'Aosta, ci sia una mancanza di una presenza politica stabile. Non basta forse che il Presidente vada su ogni tanto - e con molta fatica, non è facile - e che ci sia un ufficio di tecnici, ma forse esiste la necessità in questo momento di pensare ad una responsabilità politica particolare, ad un Assessorato specifico o all'interno di un Assessorato comprendere anche la necessità di stabilire dei rapporti più precisi con il Parlamento europeo, non che i singoli Assessorati vadano su, che l'Assessore corra... Io penso che circa queste nuove prassi istituzionali ci debba essere una presenza politica valdostana a Bruxelles molto più precisa, come fanno tutte le altre Regioni speciali, anche perché i vantaggi economici di un rapporto diverso con l'Europa non sono certo più differibili, il Parlamento italiano ha due terzi della sua attività spesa per ratificare quanto avviene in Europa.

È tempo di cambiare strategie, non più di stare fermi con un immobilismo o di mantenere e di sostenere i vecchi schemi, bisogna mettere in atto azioni nuove che porteranno dei benefici non solo politici, ma soprattutto economici alla nostra Valle - ed è anche in questo clima che ho potuto sperimentare in II Commissione di argomenti condivisi che esiste la possibilità di affrontare queste strategie nuove in modo diverso -, sennò, Signor Assessore, Signor Presidente, io penso che saremo sempre più isolati.

Ci avviciniamo a delle nuove elezioni politiche, probabilmente sarà ancora l'occasione di avere delle divisioni tra schieramenti autonomisti, chi ha la schiena più dritta, chi non ha bisogno di chiedere nulla a nessuno...o anche il seguito di questo dialogo tra maggioranza e opposizione, all'interno della maggioranza di confronti positivi che ci sono stati nella preparazione di questo bilancio, si potrà vivere quello che il mio collega Restano il 27 ottobre ha chiamato "il sogno": che ci sia tra le forze autonomiste almeno una discussione, una possibilità di condividere certe nuove strategie, certe nuove modalità e certi nuovi modi di rappresentare la Valle d'Aosta all'interno del nostro Governo per portare una maggiore unità e una maggiore coesione nel Parlamento italiano.

Presidente - Ci sono altri interventi? In questo "silenzio assordante" ci sono richieste di intervento? Se non ci sono altri interventi, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa...ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Le do assolutamente ragione rispetto ai tempi di intervento, ma, rispetto alla chiusura della discussione generale, c'è anche l'aspetto tecnico legato alla presentazione degli ordini del giorno. Credo che, rispetto a questo, ci sia un lavoro politico che è stato fatto, del quale tutti sono a conoscenza, che si dia la possibilità - a questo punto gli interventi non sono obbligati -, prima di chiudere la discussione, di presentare i documenti.

Presidente - Devo sospendere la seduta? Io ho ripetuto, ho aspettato e aspetto. Con tutta la disponibilità, io credo che chi aveva l'intenzione di intervenire abbia avuto il tempo di farlo. Se ci sono richieste di attesa, si schiaccia il bottone e si chiede: "per cortesia, sospendiamo un attimo", e sospendiamo, ma se rimaniamo qui a guardarci gli uni con gli altri, chi parla prima o chi parla dopo, diventa difficile poi gestire l'Assemblea. Io mi adatto tranquillamente alle situazioni, ma nessuno chiede la parola. Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Chiederei una breve interruzione per dare modo a tutti di presentare gli ordini del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.

Restano (PNV) - Anch'io per associarmi alla richiesta del collega Cognetta.

Presidente - Se però queste richieste le faceste prima nel momento in cui chiedo di prendere la parola, sarebbe più opportuno perché, una volta che la discussione è chiusa, è chiusa, non è che possiamo giostrare avanti e indietro! C'è un Regolamento che va applicato! Comunque, chiusa la discussione, nulla vieta che possiate depositare degli ordini del giorno...sospendo l'Assemblea per dieci minuti...ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Semplicemente per dire che il Presidente si è comportato regolarmente, quindi a questo punto prendiamo atto che la discussione generale è chiusa e che gli ordini del giorno non si possono più presentare, anche per rispetto a chi li ha già presentati.

Presidente - Proseguiamo quindi con i lavori. Non c'è sospensione, vengono distribuiti gli ordini del giorno. Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.

Restano (PNV) - Solo per verbalizzare che non sono assolutamente d'accordo con quanto proposto dal collega Bertschy. Io rispetto i colleghi che hanno già presentato i loro ordini del giorno, però chiedo di poter presentare anche i miei e penso che l'aula si possa autodeterminare e concedercelo.

Presidente - Collega Restano, a me dispiace doverla smentire. Ha chiesto la parola il Consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (SA) - Comprendo la posizione del Presidente, però credo, anche nel rispetto di quanto avvenuto in questi giorni, del lavoro profuso da parte dei Consiglieri, che sia opportuno e necessario sospendere un attimo la seduta di Consiglio per fare una valutazione quanto meno sulla gestione degli ordini del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega La Torre, ne ha facoltà.

La Torre (UV) - Per riportare una procedura tranquilla e serena, penso che i Capigruppo quando si erano riuniti avevano stabilito come si sarebbe proceduto nei lavori: che ci sarebbe stata la discussione generale, si sarebbero presentati gli ordini del giorno, si sarebbe chiusa la discussione generale. Va diviso quindi il momento in cui non c'è più nessuno che interviene, quindi non c'è più nessun intervento al dibattito rispetto al momento in cui fisicamente vengono presentati gli ordini del giorno, quindi si chiude la discussione generale dicendo: chi deve presentare gli ordini del giorno li presenti, dopodiché non sarà più possibile farlo. Questo rientra nella normalità, perché se lei nel momento in cui chiude, stacca, se anche fisicamente un Consigliere aveva un ordine del giorno in mano, anche per fare 20 metri non ce la fa, a meno che non prendiamo Mennea, fisicamente non ce la fa. È quindi una questione proprio tecnica, si sta per chiudere la discussione generale, se qualcuno ha da presentare un ordine del giorno, lo porti, perché sennò credo che su questo poi ci fermeremo un pochettino...

Presidente - Io capisco, collega La Torre, condivido la sua analisi, ma io alle 13:00, nel momento in cui abbiamo chiuso, ho chiesto e ho specificato qual era il percorso dell'aula; ho aspettato ulteriormente nel momento in cui ho chiesto: chi voleva prendere la parola. Io sono disponibile, se c'è una questione tecnica di cinque minuti per presentare, siete ancora in tempo a presentare questi ordini del giorno. Chi ha l'ordine del giorno lo presenti e lo distribuiamo. Nell'attesa della consegna di questi ordini del giorno, sospendiamo dieci minuti i lavori.

La seduta è sospesa dalle ore 15:55 alle ore 17:30.

Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Nel frattempo gli ordini del giorno sono stati tutti presentati? Sono in fase di fotocopia, verranno distribuiti, quindi possiamo riprendere i lavori con la replica. Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Per capire come pensa di organizzare i lavori dato che il suo motto è: "il Regolamento dice e io applico il Regolamento". Mi è sembrato di capire che abbia derogato al Regolamento e quindi siamo ancora in piena discussione generale. Se ha derogato al Regolamento, ha permesso - e noi siamo felici di questo - di presentare gli ordini del giorno alla maggioranza, o a parte di essa, ma a questo punto mi sembra che siamo ancora in piena discussione generale. Vorrei capire la sua posizione, se il motto è quello, le regole sono uguali per tutti, mi sembra di capire che siamo in piena discussione generale. Prima ha chiuso la discussione generale, poi ha aperto i termini per gli ordini del giorno e adesso non capiamo cosa vorrebbe fare. Gentilmente se spiega all'aula, e soprattutto a chi ci ascolta, a che punto siamo, o il Regolamento si applica o non si applica. È solo per avere una base certa di discussione per poter affrontare serenamente il bilancio regionale 2017-2019.

Presidente - La decisione è stata presa dall'aula nel momento in cui ho chiesto dieci minuti per gli ordini del giorno, quindi c'era la possibilità di depositare gli ordini del giorno. Ovviamente successivamente questi ordini del giorno sono stati discussi dalla maggioranza, perché devono essere presi in considerazione: questa è l'organizzazione dei lavori.

Sull'organizzazione, peraltro, credo sia stato dato un promemoria a tutte le componenti delle forze politiche, tutti hanno avuto occasione di leggerlo - anche la maggioranza -, do atto che in effetti l'opposizione si è comportata correttamente, ma la decisione è stata presa all'interno dell'aula di sospendere dieci minuti per la consegna degli ordini del giorno, nessuno ha obiettato l'impossibilità di farlo. A seguito di questo, pertanto i lavori continuano con la chiusura della discussione generale e le repliche del relatore, dell'Assessore al bilancio ed eventualmente del Presidente della Regione. Per le repliche, c'è qualcuno che chiede la parola? Io parlo italiano, credo, non parlo turco: la discussione è chiusa, per la replica chi prende la parola? Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Chiedo scusa, però se c'è stato un cortocircuito nella comunicazione, adesso non può avallarlo chiudendo la discussione generale, ci sono ancora diversi Capigruppo che devono esprimersi nell'ambito della discussione generale...

Presidente - La discussione generale è chiusa...

Cognetta (M5S) - ...no, se fosse stata chiusa, non si sarebbero potuti presentare gli ordini del giorno...

Presidente - ...l'accordo sulla presentazione degli ordini del giorno è stato fatto all'interno di quest'aula...

Cognetta (M5S) - ...se lei deroga a questo punto del Regolamento, vuol dire che da adesso in avanti il Regolamento viene gestito a seconda del momento, e non va bene. Credo che forse tornare indietro sulla questione della chiusura della discussione generale sia più semplice e meglio per tutti: questo è il punto, perché credo che ci siano altri che debbano ancora intervenire.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Per ribadire il concetto che non ci siano due pesi e due misure. Lei ha deciso in maniera autonoma di concedere la possibilità alle forze di maggioranza, e noi siamo contenti, di presentare gli ordini del giorno; di conseguenza, la discussione generale non è chiusa, altrimenti loro non avrebbero potuto consegnare gli ordini del giorno, quindi adesso siamo in piena discussione generale.

Presidente - Collega Chatrian, ribadisco che la decisione non è stata autonoma, è stata posta su richiesta del collega La Torre; sono stati concessi ulteriori dieci minuti per la consegna degli ordini del giorno. Nessuno ha opposto divieto a questa decisione, altrimenti la discussione generale era chiusa e rimane chiusa. Per la replica, ha chiesto la parola l'Assessore Perron, ne ha facoltà.

Perron (UV) - Grazie ancora all'aula, a tutti quelli che sono intervenuti, pur con posizioni diverse da quelle del Governo. Mi permetto ancora una volta di ringraziare per quanto fatto dalla II Commissione, dal suo Presidente e relatore collega La Torre, per un lavoro anche di sintesi effettuato in queste settimane, che certamente ha portato ad avere oggi un processo di mediazione a seguito di un confronto che credo, Presidente La Torre, sia stato utile anche per il Governo. Questo tengo a ribadirlo, con estrema serenità, nel senso che il percorso fatto porta oggi a ragionare su una legge diversa da come è arrivata in commissione; tutto ciò ha aumentato il confronto in commissione ed è un fatto nei confronti del quale anche il Governo regionale ha dato la sua disponibilità, vedendo questo passaggio come un percorso assolutamente positivo.

Tengo a dire che il percorso di questo anno è particolare: è il primo anno che presentiamo il bilancio a seguito del documento di economia e di finanza regionale. Certamente il percorso non è stato forse perfetto dal punto di vista dei tempi; siamo passati, come Amministrazione regionale, da un sistema contabile ad uno radicalmente nuovo, questo non ci ha aiutato. Io credo, e spero, che il prossimo anno, dove avremo l'obbligo di presentare il DEFR entro il 30 giugno - la collega Certan stamattina richiamava proprio questo -, la diversa programmazione permetterà all'aula, ai Commissari e alle forze politiche di ragionare, di discutere e di dibattere con una tempistica senz'altro migliore.

Io non so, collega Cognetta, chi ci sarà, se ci sarò io o ci saranno altri, poco importa, mi permetto solo di dirle che - ma è la libertà di pensiero - io non ho gradito il suo richiamo a ciò che succederà lunedì con la Magistratura. Peraltro mi dispiace dirle che lunedì non succederà niente, perché tutto verrà rinviato e quand'anche succedesse, ho trovato il suo richiamo - mi permetta di dirglielo senza nessuna polemica - senza stile e di pessimo gusto; auspicare in qualche modo che la Magistratura si intrometta nei percorsi politici di ognuno, è uno stile ed è un auspicio del Movimento Cinque Stelle, ma certamente che non compete a noi. Ognuno di noi porta dentro, con i propri limiti e con le proprie peculiarità, i propri percorsi personali, le proprie esperienze con pregi e difetti e, da questo punto di vista, io accetto lezioni da tanti, ma certamente non da lei, quindi, nonostante quello che succederà con la Magistratura, mi dispiace per lei ma io sarò ancora qui. Con quale ruolo, lo deciderà il mio movimento, la mia maggioranza, ma certamente non sarà lei che deciderà il mio futuro, come di tutti quelli che si trovano in questa difficile posizione a dover rispondere nei confronti della Magistratura.

Chiusa parentesi, detto questo, noi abbiamo presentato una proposta con molta umiltà, forse facendo degli sbagli nel percorso, che ha cercato in una fase difficile di dare delle risposte concrete. Ho apprezzato, collega Fontana, i suoi richiami, laddove lo sforzo - e credo che lei lo abbia colto appieno - che abbiamo cercato di fare con questo bilancio è stato quello di provare a dare un impulso per far ripartire la Valle d'Aosta in un momento in cui abbiamo una facoltà - e lo evidenziava molto bene il Presidente Rollandin questa mattina - di poter disporre un po' più liberamente delle nostre risorse. È il primo anno di legislatura, dove abbiamo avuto la possibilità un po' più ampia di fare delle scelte, perché finora eravamo vincolati a vederci gestite la quantità di risorse da altri, senza poterne disporre. Questo bilancio credo contenga una nota positiva, perché, liberandoci dal Patto di stabilità con lo Stato, otteniamo delle risorse in più. Credo che questo ci abbia permesso, in accordo con il DEFR, di poter avanzare al Consiglio regionale questa proposta, che tenta di far ripartire la Valle d'Aosta in tutti i settori, non tralasciandone nessuno, e lo sottolineo.

Il richiamo che il collega Segretario Follien faceva al contesto è un richiamo corretto, non banale, io non vorrei che ci si dimenticasse il contesto nel quale la Regione si trova. Un contesto segnato dalle difficoltà che continuano ad esistere a livello europeo e a livello italiano, perché chi pensa che siamo fuori dalla crisi si sbaglia. Viviamo in un Paese che stenta a riprendersi e se vi soffermate a vedere i dati, nella prima fase del 2016 l'attività economica in Valle d'Aosta ha fatto segnare un lieve miglioramento, riconducibile soprattutto al terziario. Nell'andamento di questo settore ha influito in modo molto positivo il turismo, nel senso che le presenze nelle nostre strutture ricettive sono salite a ritmi sostenuti, questo con l'indotto trainante che crea, grazie al contributo sia della componente nazionale che della componente estera. Per contro, proprio per completare il quadro, nelle costruzioni non sono emersi segnali significativi di inversione di tendenza. Non esiste, pur in presenza di una ripresa delle transazioni nel mercato immobiliare, una ripresa significativa in Valle d'Aosta dell'edilizia.

Nell'industria il fatturato ha fatto registrare un lieve miglioramento, ma l'attività di investimento continua a rimanere un'attività molto contenuta che risente in modo pesante della debolezza del quadro congiunturale e dell'elevata incertezza. L'occupazione è cresciuta timidamente, ma è cresciuta, nel comparto del commercio, degli alberghi, della ristorazione, beneficiando quindi dell'andamento positivo del turismo che richiamavo poc'anzi. Siamo in un contesto dove, per soffermarmi un attimo su una materia più specifica, il credito al settore produttivo ha continuato e continua a contrarsi: sono cresciuti i prestiti alle famiglie, sono cresciute le nuove erogazioni di mutui, ma i finanziamenti sono ulteriormente aumentati. La qualità del credito quindi ha mostrato segnali di lieve miglioramento, ma credo che la congiuntura si faccia ancora sentire in tutta la sua pesantezza.

Abbiamo cercato di fare una proposta che cercasse di rivitalizzare i settori in difficoltà - come abbiamo detto, e lo riaffermiamo - soffermandoci su due concetti: da una parte, cercare di dare, attraverso il bilancio della Regione, un impulso allo sviluppo trasversale della Valle d'Aosta attraverso investimenti, per quanto possibile, più forti rispetto a quelli dell'anno scorso, che andassero nella direzione della crescita, dell'occupazione, di un'attenzione al nostro territorio, come di una tutela sui nostri beni e sul nostro patrimonio, cercando di fare interventi a favore delle imprese, come del mondo agricolo, che vive un momento di difficoltà, come del turismo, non tralasciando quei settori che anche le parti sociali che nei nostri incontri ci hanno sollecitato più volte ci evidenziano, cioè di mantenere in questo contesto una forte attenzione all'istruzione, alla scuola, alla formazione professionale. Questa è l'impostazione che abbiamo provato a dare al bilancio, non tralasciando quella che consideriamo tipica e forte del modello Valle d'Aosta: l'attenzione alla persona. Gli investimenti nella sanità e sul sociale segnano - ritengo - una volontà politica forte, inequivocabile affinché il modello della Valle d'Aosta, che è stato sempre un modello molto solido e molto attento alla tutela della persona, venga mantenuto; che non vengano tralasciate le attenzioni alle categorie deboli, alle fragilità; che vi sia ancora, pur in un territorio così difficile, la possibilità per tutti di avere un'assistenza sanitaria e una tutela alla salute, al benessere, dove in prospettiva immaginiamo possano venire potenziati i servizi territoriali di sostegno alla famiglia.

Abbiamo cercato quindi di presentare delle proposte che andassero nella direzione di investire nelle attività produttive, di investire nell'agricoltura, perché crediamo interessante sostenere questo settore, che riscontra delle difficoltà ma costituisce, insieme al turismo, un binomio assolutamente importante anche sotto il profilo politico per la nostra Regione. Nel settore dell'edilizia, settore che soffre, abbiamo cercato, non è il bilancio che vorremmo - e guardo l'Assessore Baccega -, ma è un bilancio che cerca, e cercherà, di contenere delle risposte positive andando ad investire di più su tutti i settori che trasversalmente toccano l'edilizia. L'edilizia è un settore che traina, è uno dei pilastri attraverso i quali possiamo immaginare che vi sia una ripresa del sistema Valle d'Aosta.

Io non so, collega Gerandin, se nel passato si sia investito male; mi fa specie che a dirlo sia uno come lei, perché lei è in Amministrazione, come tutti noi, quindi chi è senza peccato qui, salvo qualcuno, scagli la prima pietra; lei è in Amministrazione dal 1980, ha fatto 15 anni il Sindaco, 8 anni il Presidente della Comunità montana, è stato per 8 anni Presidente del CELVA e tutti gli ultimi pareri positivi che il CELVA dava sulle leggi finanziarie portavano la sua firma; se in qualche modo vi fossero stati dei "contenitori" sbagliati sulla programmazione finanziaria che questa Regione ha fatto, forse lei è stato, come tutti noi, parte del sistema.

Vorrei solo dire che, se abbiamo avuto delle pecche, ce ne assumiamo la responsabilità, ma credo che in termini di responsabilità ci siamo assunti anche l'onere non facile di fare delle scelte che provano a risollecitare quei settori in difficoltà. Come diceva il collega Fabbri, è compito anche della politica giustamente provare a sollecitare. È quello che abbiamo cercato di fare, che quotidianamente facciamo, non tralasciando nessun settore a nostro modo di vedere. Non abbiamo fatto nella relazione un accenno al dossier Casinò, perché è un dossier che abbiamo discusso e che riprenderemo, assumendocene la responsabilità e la paternità in separata sede.

La visione della nostra Regione vuole essere una visione che guarda in prospettiva, perché io ricordo - nella legislatura scorsa non ero qua - le critiche che venivano mosse al progetto Skyway, perché bisogna anche ricordare quando si diceva: "è una logica miope quella di puntare sui grandi investimenti, bisogna abbandonare quest'ottica, è vergognoso, non bisogna investire tutte quelle cifre". Oggi, a progetto realizzato, è un progetto del quale tutti si sentono padrini, tutti si sentono promotori, mentre nella legislatura scorsa abbiamo assistito per degli anni ad un'opera di delegittimazione di una certa impostazione. Dico solo che spesso per il concetto di sviluppo della nostra Regione non è inconciliabile il pensare a grandi opere che qualifichino, da un punto di vista turistico, l'immagine della nostra Regione, se sono fatte bene con la tutela del piccolo, con la tutela della persona. Non è sbagliato pensare che si coniughi in un sistema Valle d'Aosta questa doppia visione ed è quello che abbiamo cercato di fare anche in questo bilancio con le scelte che in qualche modo presentiamo.

Certo, rimangono delle partite aperte: la partita dei rapporti con lo Stato è una partita aperta. Io credo che se quest'aula avrà la forza di dare un mandato al Governo regionale, al suo Presidente e a chi ha la rappresentanza della Regione di meglio potersi rapportare con il Governo romano, noi siamo volentieri in attesa di proposte. Per il resto crediamo di aver fatto uno sforzo serio senza demagogia, non facile; abbiamo fatto delle proposte che penso tutte le parti sociali, che abbiamo incontrato per avere suggerimenti, hanno universalmente apprezzato. Si può pensare come si vuole, ma hanno universalmente apprezzato un tentativo di inversione di tendenza, di ripresa ad investire, di mantenimento di una politica di tagli rigorosa di contenimento della spesa, ma al tempo stesso di cercare di investire nuovamente.

Noi quindi riteniamo, in un momento tutto particolare, di avere lucidamente ricordato che questo atto per noi è fondamentale, perché non esiste soltanto, pur non nascondendo le difficoltà, il Casinò e la CVA: esiste una visione generale dell'economia, esiste una visione secondo la quale a tutti i settori vanno date delle risposte; abbiamo cercato con questo sguardo di investire, di dare delle risposte anche in termini finanziari, affinché la Valle d'Aosta possa guardare ad una ripresa economica, affinché possa esserci una ripresa nei consumi, quindi una ripresa della nostra economia, affinché da questo bilancio possa scaturire anche per ogni singolo valdostano un messaggio di fiducia - perché la ripresa del sistema Valle d'Aosta la facciamo tutti noi con le nostre azioni - e affinché questo sistema Valle d'Aosta veda non solo un modello attento alla persona, ma anche alla crescita equilibrata e sana della nostra Regione.

Presidente - Ci sono altri interventi? Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Credo che il dibattito che si è sviluppato sulla base dei documenti che sono stati presentati prima in commissione e adesso in aula dia il senso di quella che oggi è una situazione sicuramente diversa dagli altri anni. C'è un'attenzione che si è sviluppata nell'avere una possibilità di raccordare meglio le esigenze dei singoli settori con le disponibilità di oggi per la Regione, che sono riferite a quel punto essenziale di partenza che è l'avere raggiunto il superamento del Patto di stabilità. È stato ricordato da alcuni, però non credo che il significato vero di questo Patto di stabilità sia stato visto e soprattutto rivissuto tenendo conto del dibattito che c'era stato negli anni scorsi. Voi vi ricorderete che si era molto insistito sul Patto di stabilità, tant'è che poi si era arrivati anche a un ordine del giorno approvato all'unanimità, che faceva proprio riferimento a quattro punti: superare il Patto di stabilità, chiedere il pareggio di bilancio, il discorso dei rapporti sul calcolo dell'ISEE e infine il fatto di avere la ridistribuzione delle accise negli anni. Di questi quattro punti tre sono stati realizzati. Abbiamo, nella finanziaria appena approvata a livello nazionale, la ridistribuzione di tutta la somma, quindi la certezza negli anni, il che non è poco, è un risultato importante che ci dà garanzia per gli anni a venire.

Abbiamo ottenuto il superamento del Patto di stabilità, che ci permette oggi di poter rivolgere quell'attenzione ai singoli settori, avendo la possibilità di utilizzare il dividendo di una società partecipata. Questa è stata l'operazione che ci ha consentito di uscire dall'impasse, perché altrimenti oggi qui non saremmo a vedere se possiamo aumentare o ridurre un po': ci troveremmo - come qualcuno ha detto - nella situazione di quando, in alcuni settori, nel momento in cui approvavamo il bilancio, dovevamo approvare anche una norma per dire: "eventualmente i fondi mancanti li rivedremo in assestamento di bilancio", cosa che non compare più. In particolare abbiamo dovuto farlo nella sanità, dove avevamo detto: "a giugno si vedrà come utilizzare al meglio le somme". Questo era un ragionamento obbligato, perché non si poteva spendere di più, non in relazione alle disponibilità, ma perché così era la norma di stabilità.

Quindi, ottenuti questi tre obiettivi fondamentali, il bilancio di quest'anno è il primo bilancio propositivo vero, espansivo, che può dirsi pienamente in linea con le operazioni più volte sollecitate di investimento. L'investimento su tutti i settori produttivi, che ha permesso di fare una distribuzione di fondi a disposizione dei singoli settori, è di tutta evidenza. Lo richiamava prima l'Assessore: quando noi abbiamo presentato il bilancio alle singole categorie, c'è stato un apprezzamento nel senso che, malgrado il fatto che non è che siamo completamente fuori dalla crisi, siamo in una situazione diversa da quella di otto anni fa. Soprattutto, quello che è evidenziato oggi, è che in questi otto anni, grazie agli interventi anticrisi realizzati, si è riusciti a salvaguardare la piccola impresa, il piccolo artigiano, la piccola azienda, che oggi finalmente possono riprendere un certo percorso e possono sicuramente guardare al futuro con una situazione diversa, quindi con più ottimismo. Questo vale anche per gli altri settori produttivi, come vale per il settore di investimento nella formazione lavoro dei giovani, che è totalmente cambiata e che ha un respiro molto ampio e per le nuove imprese, che in qualche modo hanno la disponibilità a ritornare in Valle d'Aosta ad operare. Non sono grandi numeri, ma sono numeri importanti: è un'inversione di tendenza. Questo deve essere sottolineato. Io non sto solo a guardare le classifiche che di volta in volta vengono compilate su dati che nei piccoli numeri - siamo i primi ad ammetterlo - rischiano di sballare e di cambiare in poco tempo la posizione, però alcuni dati sono oggettivi e questi danno il senso del futuro della nostra Regione, meno rigido degli anni scorsi, più avanzato nell'ottica di una corrispondenza tra le esigenze e le possibilità di trovare i fondi da utilizzare. Vale però la regola che richiamava Nello Fabbri nel suo intervento: nell'anno 2017 bisogna pensare che, quello che si mette in bilancio, deve essere speso, perché è inutile mettere delle somme che poi non spendiamo, che rimangono e ci creano tutta una serie di problematiche nell'ambito della gestione di programmazione, che è un termine molto bello ma molto difficile da attivare nella pubblica amministrazione. Ci sono sempre degli inghippi soprattutto legati - è un'osservazione che ci viene trasversalmente - all'attivazione da quando si ha un'idea, da quando si programma, da quando si fa il progetto a quando si fa l'appalto. Gli appalti non durano sei mesi, durano di solito un anno, perché su ogni appalto c'è un ricorso e poi occorre aspettare i tempi dei ricorsi, per cui abbiamo oggettivamente una dispersione di tempo e di denaro che purtroppo castiga una programmazione che deve essere fatta. Queste sono le situazioni che ancora noi ci troviamo con difficoltà a cercare di superare attraverso dei marchingegni, dei sistemi che alleggeriscano la procedura, la burocrazia, questo fa parte delle difficoltà che incontriamo in tutti gli ambiti considerati.

Noi abbiamo utilizzato il dividendo di quella che sarà, di quella che è la quotazione, in discussione giustamente oggi sul bilancio, della CVA; una valutazione nel merito che credo sia stata condivisa, in quanto il fatto di operare in Borsa, e quindi di avere queste caratteristiche, porta ad avere tutta una serietà di riscontri nell'ambito della società, in qualche modo migliora il piazzamento nell'ordine delle società riguardo allo sfruttamento del settore idroelettrico a livello non solo nazionale ma anche internazionale. E siamo nel momento più felice forse per fare questa operazione, perché sicuramente ci sono dei cambiamenti anche nel settore dell'energia che portano a dire che si è sempre più attenti all'ambiente, un po' meno di nucleare sia in Svizzera che in Francia, e il tutto aiuta a creare le premesse per avere una situazione ideale per l'utilizzo di questo dividendo. Non del capitale, del dividendo, che è una cosa diversa, non si intacca il capitale. Su questo, c'era una parte che è stata spalmata nelle attività produttive e l'altra che è riservata a questa operazione che dovremo fare, operazione verità sul Casinò, per cui si è chiesto lo stralcio a livello di commissione, è stata questa la proposta, noi abbiamo aderito perché è giusto. È stato un investimento fatto in questi anni, di cui adesso dobbiamo giustamente rendere conto, quindi proporre quel ristorno, quel rendere i soldi che sono stati utilizzati, dopo tutti gli accertamenti, i confronti che sono stati fatti e una discussione aperta non solo sul passato ma sul futuro. Questo è quello che ci porta a dire che questo esame verrà fatto in un secondo tempo e quindi non direttamente durante questo Consiglio, anche se è chiaro che il problema del Casinò è uno dei problemi più importanti. Io volevo tornare su questo per dire che sicuramente l'attivazione di questi meccanismi è alla base del possibile successo delle risposte ai nostri interlocutori: gli attori economici sociali della nostra regione.

Noi non abbiamo più ricordato in questi anni il patto di inclusione...la legge sull'inclusione sociale e tutte queste cose che abbiamo già fatto, che sono realtà. Oggi stiamo andando avanti e cercando di continuare gli investimenti, anche rispetto a questi non possiamo a volte andare con la velocità che vorremmo, come per l'Università, che sta emergendo come struttura e sarà un riferimento che porterà al centro della città una struttura importante per la rivitalizzazione anche della città di Aosta. Stesso discorso per l'ospedale, che ha un ritardo molto alto per gli scavi che sono stati fatti con le conseguenze che conosciamo.

Quello che credo sia importante sottolineare è che si tratta del primo anno in cui un bilancio con queste caratteristiche riesce ad affrontare trasversalmente le situazioni più difficili, dando delle soluzioni che non sono solo per un anno ma per una situazione pluriennale. A questo proposito credo sia giusto intervenire - e lo faremo in un secondo tempo - anche sulle prospettive dei prossimi anni, per dire che non è che quest'anno abbiamo avuto questo dividendo e poi l'anno prossimo chissà cosa succederà. L'anno prossimo ci sarà la possibilità di attivare quei meccanismi che ci permetteranno di avere una disponibilità di fondi che continui e quindi consenta di avere un'armonia tra le iniziative che partiranno nel 2017, che potranno essere portate avanti negli anni futuri.

Concludo dicendo dell'attenzione, che è già stata sottolineata, per gli Enti locali. Io credo che, chi è particolarmente attento a questi problemi, ha visto che, malgrado l'anno scorso abbiamo cercato di utilizzare al meglio i fondi, perché non ce n'erano, quest'anno, nonostante la riduzione dell'IRPEF che avrebbe portato a meno 10 milioni, li abbiamo mantenuti tali e quali per dare una soluzione forte alle problematiche dei Comuni, su cui abbiamo investito, su cui si investe proprio per le ragioni che sono già state ricordate e per il ruolo che essi hanno nell'ambito dell'economia regionale. Questo è il senso di un bilancio, che è sicuramente molto propositivo, molto impegnato e impegnativo per le soluzioni ai tanti problemi che riusciamo a superare; in qualche modo si sono date soluzioni serie e soprattutto di futuro.

Presidente - Possiamo proseguire con la discussione degli ordini del giorno considerato che, per quanto riguarda l'esame dell'allegato, non è pervenuta la richiesta di approfondimenti sulla base di un elenco. Iniziamo quindi con l'esame degli ordini del giorno. Vi è l'ordine del giorno n. 1 presentato dai Consiglieri dei gruppi ALPE, Gruppo Misto e Movimento Cinque Stelle. Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.

Bertin (ALPE) - Torniamo con quest'ordine del giorno sulla questione relativa alla quotazione di CVA. Con la sentenza della Corte costituzionale che dichiara illegittima parte della legge Madia questa obbligatorietà decade, ed è quello che ci permette di avere maggiore tempo per valutare come quotare questa società. L'obiettivo di quest'ordine del giorno va in questa direzione. Sappiamo che storicamente le acque per la nostra Regione hanno sempre avuto un valore, anche simbolico, da sempre giocano un ruolo importante per la nostra Regione e hanno assunto nel tempo un valore simbolico: pensiamo soltanto al primo dopoguerra, ma in generale fanno parte di quel patrimonio a cui i valdostani tengono molto. Quotare in Borsa questa società vuol dire anche liberarsi di una parte di questo capitale. Vorremmo che questa discussione avvenisse in modo trasparente, che coinvolgesse tutti, e soprattutto che venissero prese in considerazione tutte le possibilità su come tradurre questa quotazione in Borsa. In particolare, credo sia interessante valutare l'eventualità di dare la possibilità ai valdostani di acquisire questa società e di valutare se è possibile un azionariato diffuso, una public company anche in relazione a quello che rappresenta per i valdostani, quello che storicamente rappresentano per i valdostani le acque. In particolare, anche questa idea - ho letto l'intervista sui media locali del Presidente di CVA - di cedere questa quota di capitale a dei fondi americani la trovo piuttosto affrettata. Va valutata, secondo me, prioritariamente una cessione di queste quote ai valdostani stessi attraverso un azionariato diffuso. In generale questa quotazione va subordinata ad una valutazione approfondita di ogni possibile opportunità per la società in questione, compresa la possibilità di un azionariato diffuso. Una valutazione approfondita che deve coinvolgere obbligatoriamente anche la commissione consiliare competente, prevedendo un disegno di legge ad hoc su questa quotazione, com'è normale che sia anche per la società, che è la società pubblica più importante di questa Regione, che sappiamo quanto pesa anche sull'economia valdostana in termini generali. Questa è la sostanza di quest'ordine del giorno: da una parte, subordinare ad un'attenta valutazione di ogni opportunità su questa quotazione, concertandola con la commissione competente, anche cercando di rendere il percorso il più possibile trasparente e coinvolgente, usando anche come strumento di trasparenza una disposizione legislativa, dando anche il giusto significato e valore a questo importante passaggio.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (SA) - Credo che l'argomento sia di grande interesse perché si tratta di una questione che viene sottoposta all'attenzione del Consiglio sulla CVA: un'azienda che rappresenta per noi un gioiello, sul quale in questa finanziaria si intraprende un percorso. Io ritengo che quello della quotazione in Borsa sia un percorso positivo, ritengo che consenta di poter dare delle nuove opportunità di sviluppo ad un settore che in questi anni ha dato delle grandi soddisfazioni perché ha sfruttato delle opportunità sulle risorse idriche, sulle energie rinnovabili nel nostro territorio, unitamente ad altre iniziative che sono state portate avanti in altre aree del territorio italiano. Ora però - grazie anche alla Madia, perché ha portato a fare dei ragionamenti che credo prescindano oggi nei risultati dagli obblighi o dai consigli che provengono dalla legge - noi riteniamo che oggi per la CVA arrivi all'età della maturità e che bisogna capire quale futuro si vuole dare a quest'azienda. Noi vediamo un percorso di crescita per la CVA, un percorso di sviluppo attraverso delle opportunità nuove. Entrare in una logica di mercato comporta anche di andare verso la trasparenza, perché implica un'organizzazione aziendale diversa, un'organizzazione alla quale bisogna adattarsi e della quale bisogna rispettare delle regole, che sono molto più restrittive rispetto a quello di cui si è parlato in questi anni anche all'interno del Consiglio. Credo però che, al di là di tutto, sia il miglior modo per dare non solo delle opportunità all'azienda, ma anche per dare delle opportunità alla Valle d'Aosta, perché in genere noi valdostani abbiamo la tendenza di chiuderci tra di noi tra queste montagne, invece credo che questo, sotto il profilo politico più generale, possa creare anche delle nuove opportunità, perché delle attenzioni che verranno poste da parte di investitori in questo settore nel mercato azionario potranno trasformarsi anche in attenzioni verso altri settori e verso altre opportunità che la Valle d'Aosta offre. Ritengo quindi che sia una soluzione positiva per la società, per il Consiglio e per la Valle d'Aosta.

Per quanto concerne invece la vostra proposta, posso capire e comprendere alcune questioni che sottoponete nelle premesse, perché forse un tema così rilevante sarebbe stato più opportuno trattarlo in modo a sé stante, però i tempi sono stati questi, abbiamo dovuto lavorare in questo modo, ma, tutto sommato, credo che alla fine quello che conta è il risultato: il risultato è quello di intraprendere una via che porterà allo sviluppo della società e a portare dei vantaggi alla Valle d'Aosta.

Presidente - Ricordo all'Assemblea che sugli ordini del giorno, al di là del proponente, può parlare dopo l'intervento di replica della Giunta un solo componente per gruppo. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - L'ordine del giorno francamente non può essere accolto perché se noi accettassimo di subordinare la quotazione in Borsa ad una valutazione, vorrebbe dire che oggi noi non daremmo il via a questa operazione, che è un'operazione, tra l'altro, piuttosto complicata e su cui mi sembrava che ci fosse una valutazione positiva da parte di tutti. Credo poi che diverso sia avere la possibilità di seguire il percorso, di seguire il processo, in modo tale che ci sia un aggiornamento su quello che di volta in volta succederà, perché la quotazione in Borsa non è schiacciare un pulsante: la quotazione in Borsa è un lavoro molto lungo e meticoloso che porta una serie di atti, che in qualche modo si concretizzeranno poi nel momento in cui ci sarà l'ufficializzazione. Noi quindi non possiamo accettare quest'ordine del giorno perché evidentemente in subordine porta a far decadere quello che è alla base del finanziamento che noi mettiamo per il bilancio regionale, pertanto voteremo contro quest'ordine del giorno.

Presidente - Ci sono altri interventi? Ha chiesto la parola il collega Fabbri, ne ha facoltà.

Fabbri (UVP) - A nome del nostro gruppo, vorrei esprimere anch'io una considerazione su quest'ordine del giorno. Io capisco perfettamente le preoccupazioni di coloro che l'hanno presentato, in parte le condivido, però effettivamente la procedura della quotazione in Borsa è un iter lungo, complicato, e io mi fermerei un attimo, quando questo iter sarà completato, ad aprire una discussione per vedere se effettivamente ci saranno delle corrispondenze positive per la Regione e per i nostri concittadini, per noi tutti, quando avremo le idee chiare su questa quotazione, perché mi sembra che sia un'operazione estremamente complessa, in cui bisogna avere chiari i ritorni effettivi.

Vorrei dire una parola ancora su questa nostra CVA: è un'operazione che ha anche sui tempi, era stata - io allora ero un semplicissimo cittadino, neppure in Amministrazione comunale, però l'avevo seguita perché mi interessava - fortemente contestata a livello regionale. Fortunatamente ha avuto il suo prosieguo positivo e oggi ne vediamo gli aspetti positivi, che si possono riversare in momenti difficili. È un po' la questione della famiglia che ha risparmiato e che impiega i suoi capitali nei momenti di difficoltà. È essenziale che questi capitali vengano poi impiegati nel modo giusto: questo è il nocciolo della questione. Quanto poi alla sua collocazione in Borsa, io vedo qui, ad esempio, sul vostro impegno la possibilità di un azionariato diffuso: io posso essere estremamente d'accordo sul fatto che l'azionariato possa essere valdostano. Questo penso che sia legato al tipo di mercato a cui ci si rivolge. Lì sarà veramente il momento in cui dovremo chiarirci bene tutti le idee. Per ora io, pur essendo estremamente vicino, rimanderei questo atto a quando avremo le idee più chiare.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Semplicemente per dire che non era nostra intenzione esprimere un pensiero che andasse nel senso di dire che questa operazione non si deve fare. Se questa è l'interpretazione che è stata data, non era neanche la nostra volontà. La nostra volontà era quella di capire bene che tipo di operazione si vuole mettere in campo; capire bene che tipo di operazione uno ha intenzione di percorrere perché, Presidente, Assessore, noi siamo stufi di apprendere le notizie dal TG3...è così, ormai è un'abitudine. Noi abbiamo sentito dal TG3, in particolare dall'intervista del dottor Trisoldi, che la percentuale di vendita sarebbe stata nell'ordine del 25-35 percento. Chi ha dato questo input non lo so...se nessuno ha dato questi input, mi chiedo com'è possibile che qualcuno possa permettersi di rilasciare delle dichiarazioni con il 25-35 percento. Io mi chiedo perché, solo questo si vorrebbe capire, non è che uno è contro a priori.

Vi leggo solo due o tre passaggi che non ho scritto io, perché non sono sicuramente in grado di capire come può procedere una quotazione in Borsa, però le grosse quotazioni in Borsa che sono avvenute a livello nazionale: dalle Poste alle Ferrovie, sono state tutte oggetto di provvedimenti ben determinati, dove c'erano i bandi pubblici per il consulente finanziario, per il global coordinator e soprattutto in questi provvedimenti si decideva qual era la percentuale: per la RAI era il 40 percento, per l'ENAV era il 49 percento del capitale. Questo perché...e non sono assolutamente in grado di dare delle indicazioni in merito, per cui io mi limito a leggere quello che è stato scritto, si dice: "per una società a piccola e media capitalizzazione, vale a dire quelle comprese tra i 40 e i 1000 milioni di capitalizzazione - CVA può essere una di queste - il flottante minimo equivale al 35 percento, quindi qualsiasi percentuale inferiore rappresenta un'ipotesi campata in aria non realizzabile. Se il titolo dopo la quotazione salisse troppo, i cittadini accuserebbero la Regione di aver venduto ad un prezzo troppo basso il bene pubblico - per cui questo è solo a tutela di chi sceglie questo percorso - se si vuole davvero procedere alla privatizzazione, bisogna avere le idee chiare sul processo e le modalità, coinvolgere il Dipartimento privatizzazioni del MEF, prendere con la dovuta cognizione di causa i consigli delle banche d'affari, che non sono certamente disinteressate e obiettive in presenza dell'operazione più succulenta che una investment bank si possa provare a mettere in piedi". Dice anche - io lo leggo, ma non è assolutamente farina del mio sacco, è qualcuno che si occupa solo di collocazione in Borsa -: "dovete battervi perché se quotazione sarà, dovrà essere il segmento Star". Io non so che cos'è il segmento Star, mi scrivono qua che "è nato nel 2001, è un segmento di mercato, si tratta di un effetto del settore dedicato ad aziende con capitalizzazione medio-piccola che può essere il caso nostro ". Questo per dire che chi si occupa di questi processi dice che non può essere un'iniziativa che io do al Consiglio di amministrazione, al Responsabile di CVA di andare a trattare con le banche su come si può andare a fare una quotazione in Borsa: questo significa, null'altro! Se si vuole veramente condividere un percorso che sia nell'interesse dei valdostani...e lo ripeto per l'ennesima volta: non è che uno è contrario a priori a questa operazione, ma vorremmo almeno capire, uno, come avviene questa quotazione in Borsa; due, che percentuale; tre, dove vuole essere collocata, quale può essere il mercato; quattro, vorremmo anche capire che cosa ne sarà di queste risorse, perché lei prima, Presidente, ha detto che in futuro ci sarà la possibilità di attingere in maniera regolare da quelle risorse. Questo mi pare sia stato detto, per cui ritengo corretto capire dove vogliamo investire, dove e come vogliamo investire e mi suona un po' strano che non si voglia accogliere questo tipo di nostra richiesta.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Per associarmi a quanto detto dai colleghi dell'opposizione rispetto a quest'ordine del giorno. Vorrei fare con voi una breve riflessione: quando CVA è stata acquistata, è stata fatta una legge mi sembra, ed è stato discusso in quest'aula a lungo se fare o meno questa operazione, e sono state assunte delle prese di posizioni diverse, c'è stato un impegno economico molto grande da parte della Regione, impegno che sta ancora nei nostri bilanci e viene ancora pagato. Ora, mi sembra strano che questo non si faccia per la vendita, fosse anche parziale, perché un po' di ragionamento pubblico fatto in quest'aula andrebbe a favore della trasparenza, probabilmente diminuirebbe i conflitti, che sicuramente verranno fuori invece con una decisione presa d'imperio.

Certamente io ho dei dubbi, collega Marquis, che vada tutto bene. Lei nelle sue parole ha fatto intendere che sicuramente è cosa buona e giusta, io spero che lo sia, ma non sono certo che questa sarà una soluzione che sicuramente andrà bene per la Valle d'Aosta e per CVA: non ne conosciamo i contorni, non sappiamo qual è il partner al quale ci affideremo, perché non abbiamo definito i termini, perché non abbiamo nessuna possibilità di discutere di tutto questo e questo, secondo noi e secondo me, non è corretto. Infatti qui si impegnava il Governo ad approfondire e valutare e poi decidere, cosa che spesso qui non viene fatta, anzi direi quasi mai. Ci sembra strana quindi come presa di posizione.

Aggiungerei una cosa importante. Se poi dovessimo avere problemi, sarà molto difficile toglierci il partner che ci siamo messi in casa, o i partner che ci siamo messi in casa. A quel punto avremo dei problemi ulteriori e l'unica cosa che oggi ci porta dei fondi sicuri a quel punto sarà rovinata. Tutto questo è stato fatto senza un approfondimento corretto, quindi io direi che da parte vostra, se ci fosse una maggiore valutazione e attenzione, sarebbe anche meglio.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertin, ne ha facoltà.

Bertin (ALPE) - Faccio solo un intervento schematico a proposito del percorso. Questo percorso non è stato per niente lineare, già a luglio nel documento di programmazione, nel DEFR non c'era nulla su questa questione, che non è una questione irrilevante, sono in ballo centinaia di milioni e a luglio non c'era niente nel DEFR. Quando è venuto fuori nel bilancio in commissione, il Presidente di CVA ci ha detto - e lo cito - essere una presa d'atto della Madia. Oggi la Madia non c'è più, peraltro ci sono anche i tempi per valutare con più serenità questa questione, perché è una questione importante...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...i tempi non sono più così stretti, pertanto avremo anche i tempi per approfondire. Qui nessuno è contrario, ma bisogna approfondire tutta la questione. Si è fatto troppo in fretta, come al solito, senza riuscire poi a valutare ogni aspetto. Tra l'altro, personalmente credo che valutare attentamente un azionariato diffuso per i valdostani sia una questione, oltre che simbolica, anche molto importante. In questo modo, invece, chiudiamo tutto in fretta e furia con il pretesto della Madia, che, tra l'altro, è stata dichiarata incostituzionale (la povera Madia, questa Ministra che viene citata in tutti i momenti per meriti o demeriti). L'impegnativa era di questo genere e dispiace che non si possa approfondire la questione in modo trasparente di fronte a tutti i valdostani, valutando quello che c'è da fare, nessuno è contrario per principio.

Presidente - C'è qualcuno che vuole intervenire per dichiarazione di voto? Ha chiesto la parola il Presidente della Regione Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Intervengo per dichiarazione di voto per dire che voteremo contro soprattutto perché, voglio ricordare al collega, il decreto conseguente alla legge Madia è in vigore, l'ho già detto in una risposta - e lo riconfermo -: è in vigore, quindi non è assolutamente vero che non c'è più la Madia. Due di quei decreti non sono stati controfirmati e quindi sono decaduti, ma non sono questi, sono quelli sulla pubblica amministrazione. Questo è in vigore, quindi gli effetti della Madia e del decreto sono perfettamente attinenti a quello di cui stiamo parlando.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Al di là della sostanza che il collega Bertin ha illustrato, e poi in replica ha motivato la scelta di presentare quest'ordine del giorno, la questione non so se a voi è cara o poco cara, ma, al di là di quanto è cara, è con quel pressappochismo che si utilizza nel momento in cui invece si affrontano dei dossier così importanti... Noi il 3 novembre abbiamo discusso per una giornata intera sul documento economico finanziario e nulla è stato inserito e nulla si è discusso sulla quotazione in Borsa, sull'autorizzazione: oltretutto oggi stiamo discutendo sull'autorizzazione a questo importante gruppo. L'obiettivo di quest'ordine del giorno era quello di subordinare questa quotazione, quest'autorizzazione, questa possibilità a un sereno confronto. Ci pare di aver sentito oggi che da parte di questa maggioranza c'è la voglia finalmente di non farsi calare le cose dall'alto, che c'è la voglia di spiegare ai valdostani cosa si sta facendo. C'è stato uno scollamento solo qualche giorno fa, dove al referendum le persone valdostane si sono espresse diversamente rispetto alle linee di indirizzo che sono state comunque avallate e spiegate da delle forze di maggioranza autorevoli. A noi sembrava importante su una scelta così delicata, dato che mi sembra che altri gruppi oggi abbiano utilizzato l'espressione per cui le cose fatte in fretta sovente vengono fatte male, le cose imposte sovente vengono fatte male e i risultati sono pessimi, proprio per questo, noi pensavamo che da parte di questo Consiglio, quanto meno da alcune forze vi fosse la volontà di affrontare in maniera decisa, forte ma avendo tutte le carte sul tavolo per poter a quel punto prendere una decisione importante. Ci spiace che in questo caso il metodo sì che diventa sostanza, non solo noi del gruppo ALPE e i gruppi che sono intervenuti siamo venuti a conoscenza di questa scelta dal telegiornale - come ha detto il collega prima - ma praticamente buona parte di quest'aula, quindi pensavamo che presentare un ordine del giorno che andasse in questa direzione poteva ridare dignità a questo Consiglio.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Colgo anche l'occasione, a distanza di qualche minuto dalla situazione che si è verificata prima, per scusarmi come gruppo, essendo uno dei gruppi ritardatari con l'ordine del giorno rispetto a tutti gli altri gruppi. L'errore l'abbiamo fatto noi, quindi mi dispiace aver creato questa tensione e mi dispiace anche che alla fine ci sia stata all'interno del Consiglio una situazione di poca chiarezza. Capita, abbiamo sbagliato e quindi ci scusiamo nei confronti degli altri gruppi.

Rispetto a questo tema, non abbiamo - e soprattutto non potremmo farlo dopo averlo dichiarato - nulla da eccepire sul fatto che la decisione sia stata una decisione che è arrivata un po' improvvisa. Per fortuna, siamo persone adulte che hanno la voglia di discutere e nella discussione prima o poi dovremo anche trovare delle soluzioni che siano un buon punto di mediazione anche con qualche gruppo di minoranza, quando si troverà infine un percorso per andare avanti in maniera più condivisa su percorsi importanti e scelte grandi come queste.

Detto questo, però non abbiamo mai negato il nostro interesse per questa operazione che valorizza, per quello che ci riguarda, scelte fatte nel passato e che ci porteranno nella condizione di essere ancora più trasparenti. Io non credo che possiamo dividerci esclusivamente perché voi proponete una legge e noi non la proponiamo. Da quel che ho capito, l'interesse verso l'operazione c'è da parte di tutti, ci sono le riserve su come questa operazione verrà fatta, gestita e portata avanti. È un problema che credo riguardi tutti i gruppi. Noi abbiamo affrontato questo argomento presentando una risoluzione, presentando un percorso che potrà essere verificato più tardi, quando ne discuteremo, però la volontà di seguire un'operazione così importante, che sarà un'operazione anche che varrà per i prossimi anni per la Valle d'Aosta, c'è, è profonda e di interesse. Ora dire se la proposta di legge o il percorso che proponiamo, che permette forse - per quello che ci riguarda - un'attenzione e un dinamismo maggiore, anche coinvolgendo la commissione e tutto quanto...noi l'abbiamo valutato così, però mi dispiacerebbe che non fosse visto come un segnale di attenzione anche verso le vostre osservazioni, quello che abbiamo detto in commissione. Tra l'altro, sottolineo l'intervento di questa mattina della collega Morelli, il percorso che ha portato alla preparazione del bilancio forse non è stato ben rappresentato dalla discussione dello stesso, perché in commissione si sono dette e approfondite tante cose, magari cose che non si sapevano, però c'è stata tra gruppi di opposizione e maggioranza la possibilità di fare un lavoro che è nell'interesse dei cittadini, quando ci si confronta, lo si fa nell'interesse di tutti.

Noi quindi siamo per l'operazione della Borsa, siamo per fare un percorso chiaro, trasparente; siamo per coinvolgere tutti, per far sì che anche i gruppi di opposizione possano avere tutti gli elementi per giudicare l'iter che verrà fatto. Quello che ci auspichiamo è che poi ci porti i risultati che tutti vogliamo ottenere: quello di una società che, visto che è forte, può andare a fare un percorso nuovo, e che da questo ne nasca un'operazione che rinforzi ancora la sua capacità di produrre lavoro, utili e sviluppo per la Valle d'Aosta.

Presidente - Non ci sono altri interventi, possiamo mettere in votazione l'ordine del giorno n. 1 presentato dai Consiglieri dei gruppi ALPE, Gruppo Misto e Movimento Cinque Stelle. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 34

Favorevoli: 7

Contrari: 27

Il Consiglio non approva.

L'ordine del giorno n. 2 è stato presentato dai Consiglieri dei gruppi ALPE, Gruppo Misto e Movimento Cinque Stelle. Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Quest'ordine del giorno è molto chiaro e preciso nell'impegno; è da diverso tempo che discutiamo sul fatto che gli enti culturali presenti in Valle d'Aosta hanno subito, e subiscono, spesso intromissioni della politica all'interno della loro gestione, noi crediamo che sia il momento di porre fine a questo aspetto, che credo toglie anche un po' di splendore e di valore a queste associazioni e a questi enti. La deliberazione di Giunta del 2005, che approva l'atto costitutivo e lo Statuto dell'Associazione Forte di Bard, in particolare per quest'ordine del giorno, è molto preciso nei suoi articoli, sia dove vengono definiti gli scopi (articolo 4), dove si dice che l'associazione per la realizzazione dello scopo, ossia la valorizzazione storico-culturale e monumentale del Forte di Bard, del Borgo di Bard e dell'area afferente, può fare tutta una serie di attività. Credo sia una finalità molto nobile, interessante quella di far vivere e valorizzare tutto il territorio della Bassa Valle. Di fatto, nell'articolo 21, che dovrebbe essere quello che mette in qualche modo in atto questa finalità: far lavorare insieme nel consiglio d'amministrazione l'area afferente, tutta la zona del territorio circostante al Forte di Bard e chiaramente anche tutta una serie di amministratori che possono essere nominati nel consiglio d'amministrazione...non si parla di amministratori del territorio.

Noi crediamo quindi che sia importante inserire questo e sia importante far fare un passo indietro alle figure politiche con cariche istituzionali. Per essere ancora più precisa, chiediamo di impegnare la Giunta regionale a modificare, entro marzo 2017, l'articolo 21 dello Statuto dell'Associazione Forte di Bard, eliminando la lettera a) del comma 1, che prevede che il Presidente della Regione faccia parte del consiglio di amministrazione, inserendo in una lettera successiva tra i rappresentanti aventi diritto di far parte del CdA anche amministratori dei Comuni limitrofi confinanti.

Noi crediamo che questo sia importante, proprio per dare voce al territorio della Bassa Valle, che è territorio assolutamente concerné dalle attività del Forte di Bard. Riteniamo inoltre - e questa è una considerazione che abbiamo fatto più volte e che quindi non è nuova - che non sia opportuno che il Presidente della Regione sia Presidente di un ente culturale come il Forte di Bard, oltre al fatto che riteniamo anche che ci siano delle ragioni di conflitto di interesse. L'esempio concreto l'abbiamo avuto con la vicenda del 4K, sulla quale in questo momento non ritorno, ma che ricordo essere stato davvero imbarazzante. Parliamo di conflitto di interessi poiché il Presidente affida a sé stesso, in quanto Presidente dell'Associazione, l'organizzazione e il finanziamento di eventi a suo piacimento, insieme alla Giunta, alimentando - lo sappiamo, non è una novità - il cerchio magico e confermando i suoi nominati. Noi crediamo sia il momento di dare un segnale forte, un segnale chiaro; soprattutto che sia il Governo regionale, la Giunta, che ha il potere di modificare con una deliberazione, perché il Forte di Bard è istituito da una delibera di Giunta...la politica si prenda carico di fare questo passaggio e non demandi ai cittadini o ad altri il ruolo di fare questa scelta. Crediamo che, così come diceva prima il collega Bertschy, siamo tutti maggiorenni e siamo capaci di ragionare, quando è il momento, su certe decisioni. Noi crediamo che su questo sia venuto il momento in cui la politica fa un passo indietro e davvero lasci operare questi enti sul territorio con la massima libertà possibile, cosa che non vuol dire che non devono essere dettate anche delle linee di indirizzo, ma noi riteniamo che la politica deve togliersi dalla gestione di questo. Ecco perché nel secondo punto chiediamo espressamente che, entro marzo 2017, il Presidente della Regione rassegni le dimissioni dalla carica di Presidente dell'Associazione Forte di Bard dopo aver modificato lo statuto.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Per mozione d'ordine, nel senso che c'è l'ordine del giorno n. 18 che tratta della stessa cosa, possiamo fare una presentazione unica e parlare insieme dei due argomenti?

Presidente - Ha chiesto la parola la collega Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Credo sia opportuno parlarne insieme visto che credo trattino lo stesso argomento, o comunque in parte riprendino gli stessi argomenti.

Presidente - Si possono discutere insieme, rimangono comunque due votazioni separate. Per l'illustrazione dell'ordine del giorno n. 18, ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Il tema rappresenta nei contenuti la stessa intenzione, nell'impegno ci sono due posizioni diverse, legate anche alla posizione che occupiamo qua in Consiglio. Quello che riteniamo e che vogliamo evidenziare, anche per mettere in positivo questo primo decennio del lavoro del Forte di Bard, è che il Forte di Bard è stata una delle scommesse vinte in Valle d'Aosta e un'operazione che ha sicuramente garantito sviluppo e occupazione in questi 10 anni. Come tutti i progetti, ha però bisogno di un momento di analisi e di verifica e quello che noi riteniamo oggi vada potenziato e ripensato, anche nel modo di agire sul territorio, è lo sviluppo e la sinergia con il territorio della Bassa Valle in particolare. Il Forte di Bard muove un numero di visitatori importante, permette alla Valle d'Aosta di essere conosciuta ormai e porta la sua immagine e le sue virtù nel mondo, però quello che noi riteniamo che oggi vada fatto meglio e di più è questo coinvolgimento del territorio. A partire dal Borgo di Bard fino ai Paesi limitrofi, si fa ancora fatica a sviluppare una politica di investimento commerciale che riesca ad integrarsi con i grandi flussi che oggi passano al Forte di Bard. In questo senso il primo obiettivo che ci diamo è capire se intanto fa parte dell'interesse di tutti quest'obiettivo e se si può immaginare di integrare nei limiti previsti dalla norma, perché oggi ampliare i consigli di amministrazione probabilmente non è più possibile, è legato al fatto che ci sono state normative che hanno chiesto la riduzione dei consigli...sempre la Signora Madia. Nell'ambito di questa rappresentanza e nei limiti del fatto che ci sono dei soci che devono essere rappresentati e con i quali bisogna concordare, quindi verificare se è possibile inserire figure che rappresentino interessi attinenti alla mission del Forte.

Non neghiamo poi che, come gruppo, oggi per il Forte di Bard, come per altre associazioni, riteniamo che si debba andare ad un confronto politico per capire in quale maniera organizzare il modello futuro anche dell'organizzazione, non tanto di questo momento puntuale della persona che oggi rappresenta il ruolo di Presidente, ma nell'idea di governo che ogni forza politica e ogni gruppo porta con sé, anche perché non ci interessano i provvedimenti ad personam, ci interessano le prospettive, la visione e i modelli. Anche noi siamo dell'idea che oggi sempre più si debba tendere ad un modello di governo che permetta lo sviluppo in associazioni così importanti di altri tipi di rappresentanze, anche per permettere a chi governa e ha un ruolo così importante come quello del Presidente di avere ancora più tempo di occuparsi dell'interesse della comunità e dell'amministrazione pubblica. C'è una discussione in corso, non abbiamo ritenuto di inserire un impegno imperativo, perché a livello politico è un argomento di discussione con la riorganizzazione del consiglio d'amministrazione. Anticipo quindi, per quello che ci riguarda, che ci asterremo sull'impegno di ALPE perché detta i tempi in una maniera che non è opportuna, ma condividiamo l'indirizzo che questa mozione si propone, anche perché si rischierebbe altrimenti di dover pensare ad un Presidente che debba stare anche in altri consigli d'amministrazione, perché solo in qualcuno e in qualcun altro no? O si rappresenta quindi sempre la Regione in ogni ambito, o si deve tendere a non rappresentarla mai e a delegare forse anche non più delle figure politiche, ma persone sempre più qualificate nei settori che ci rappresentano. È con questo spirito quindi che abbiamo presentato, insieme agli altri colleghi che l'hanno sostenuto, quest'ordine del giorno ed è con questo spirito che affrontiamo la discussione politica.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.

Marguerettaz (UV) - Credo che l'ordine del giorno presentato dai colleghi di maggioranza rappresenti bene una valutazione che viene affrontata con grande serenità, nel senso che non credo che su questo argomento ci siano posizioni per erigere barricate. Crediamo che le attività siano sempre state fatte in modo assolutamente regolare, i successi conseguiti dal Forte di Bard io credo siano sotto gli occhi di tutti, dopodiché è chiaro che - l'ho constatato anch'io nell'ambito delle attività dell'Assessore al turismo - forse non si fa mai troppo per coinvolgere i territori e per creare delle sinergie. Ancora il collega Bertschy era nelle vesti di Sindaco, avevamo modo di fare le conferenze d'ambito quando si parlava dell'Office, dove probabilmente un metodo di lavoro che coinvolga di più il territorio può essere studiato. Crediamo da parte della maggioranza che l'ordine del giorno che è stato illustrato da Bertschy sia un ordine del giorno laico, corretto e quindi vi chiediamo se è possibile ritirare l'ordine del giorno presentato da ALPE; in caso contrario, ci asteniamo e votiamo l'ordine del giorno illustrato dal Consigliere Bertschy.

Dalle ore 18:55 assume la presidenza il Vicepresidente Farcoz.

Farcoz (Presidente) - Ha chiesto la parola il collega Marco Viérin, ne ha facoltà.

Viérin M. (SA) - Come mi ha preceduto il collega Capogruppo dell'UVP Bertschy, credo che il deliberato dell'ordine del giorno n. 18, che abbiamo firmato anche noi, sia molto chiaro: "modificare l'articolo 21 dello Statuto dell'Associazione Forte di Bard coinvolgendo associazioni o istituzioni e rappresentanti del settore economico di riferimento". Credo che non ci sia tanta distanza fra quello che è stato proposto dai colleghi dell'opposizione e quanto è stato proposto dalla maggioranza, ma credo che quest'ultima voglia prima fare una verifica in senso più generale, perché non c'è solo il Forte di Bard, ci sono varie situazioni e non si vorrebbe prendere decisioni che siano poi interpretate ad personam. Crediamo quindi che l'intento sia molto similare ed è per quello che mi associo a quello che ha detto anche l'Assessore Marguerettaz: sarebbe auspicabile il fatto che venisse ritirato quest'ordine del giorno con la sincera nostra promessa - perlomeno della Stella Alpina, ma credo anche dell'UVP e della maggioranza - di affrontare questo tema in senso più generale, coinvolgendo tutti i rappresentanti dei settori economici di riferimento del territorio. Il Forte di Bard ha avuto una sua storia, ha prodotto ed è chiaro che adesso deve anche seguire un po' i tempi e soprattutto seguire quello che la gente ci sta dicendo: togliere tutte quelle nubi che alle volte addensano l'area del Forte di Bard. È quindi con questo spirito che, se non verrà ritirato l'ordine del giorno, noi ci asterremo proprio perché in parte condividiamo...

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Per sostenere l'ordine del giorno presentato assieme ai colleghi dell'ALPE e del Gruppo Misto. Comprendo la posizione dei colleghi dell'UVP, così come dei colleghi di Stella Alpina, infatti io non sono completamente contrario all'ordine del giorno n. 18, sul quale io personalmente mi asterrò perché, pur andando nella direzione simile a quella chiesta nell'ordine del giorno presentato da noi, non pone limiti di tempo. Io capisco che per certe cose ci va del tempo, però voi dovete anche capire noi: vanno fissati dei paletti ad un certo punto. Siccome la cosa va avanti da parecchio tempo, penso che di tempo ne sia passato abbastanza e quindi si mette un limite di tempo. Per questo quindi, capendo benissimo che certe cose non possono passare in maniera categorica se vengono scritte all'interno di un ordine del giorno, d'altro canto però la mia posizione resta questa, quindi io sosterrò l'ordine del giorno presentato e mi asterrò su quello presentato dai colleghi dell'UVP.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.

Restano (PNV) - Anch'io, come Capogruppo di Pour Notre Vallée, ho firmato l'ordine del giorno n. 18, perché condivido totalmente quanto illustrato dal collega Bertschy: vale a dire l'importanza di questa struttura sia in termini di contenuti, di proposte rivolte ai turisti e del territorio valdostano, sia anche come edificio che è imponente. Direi che si tratta di uno dei gioielli della Valle d'Aosta.

Ritengo anche importante recepire le sollecitazioni che provengono dal mondo esterno, vale a dire che chiedono delle gestioni prive di componenti politiche all'interno dei comitati di direzione, per questo la maggioranza ha condiviso quest'ordine del giorno. Poi che non sia stata indicata una data è vero, però le posizioni a volte in questo Consiglio sono differenti: la minoranza preme per mettere delle date imperative, la maggioranza fa altri ragionamenti più organici e quindi abbiamo ritenuto di portare avanti questo discorso anche in vista di un confronto futuro su questo argomento all'interno della maggioranza stessa.

Presidente - Altri per dichiarazione di voto? Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Io voterò quest'ordine del giorno, che peraltro ho sottoscritto, perché, a mio parere, chi veramente vuole che l'Associazione Forte di Bard cresca si apra all'indirizzo che peraltro il collega Bertschy ha illustrato nell'ordine del giorno n. 18, penso che ci siano alcuni fattori che vanno al di là di quella che può essere una buona intenzione. Quando parlo di fattori tangibili, uno è sicuramente la tempistica che qualcuno ha sottolineato: questo è un impegno che non ha una scadenza, ma l'altro aspetto più importante in termini assoluti è che dalla nostra chiediamo che la carica di Presidente dell'Associazione Forte di Bard non sia quella del Presidente della Regione. Su questo c'è una diversità fondamentale nei due ordini del giorno, non è solo un discorso di date. Noi crediamo che se veramente si vuole far crescere, dargli quell'indipendenza, soprattutto dare quella possibilità di operare nell'interesse e collaborare con tutti, si deve andare in quella che è una figura peraltro molto qualificata come quella del Presidente, ma che in questo momento riteniamo debba anche e soprattutto occuparsi di altri settori, per cui c'è una differenza di fondo in questi due ordini del giorno.

Dalle ore 19:00 riassume la presidenza il Presidente Rosset.

Rosset (Presidente) - Ha chiesto la parola la collega Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Mi pare di capire che condividiamo quasi tutto...tutto direi. Anche noi l'abbiamo scritto in modo forse meno eclatante, ma nelle premesse abbiamo richiamato anche noi l'attività di questo decennio del Forte di Bard come importante, che nel tempo è cresciuto ed è divenuto un importante polo culturale di riferimento della Bassa Valle, ed è per questo che chiediamo che possa coinvolgere maggiormente, laddove non lo sta facendo, il territorio. È proprio per questo, collega Bertschy, che abbiamo fatto nel nostro impegno due cose. Siccome spesso veniamo tacciati di non scrivere proprio correttamente, o di non indicare una data o di indicarla, dovremo anche capire se a volte c'è la volontà di capirsi oppure no. Era un'occasione in cui la politica faceva un passo indietro per lasciare, uno, agli enti culturali, due, agli enti territoriali di intervenire e di essere sul territorio, il passo indietro della politica era eliminare, per non andare ad ingigantire il CdA - giustamente lei me l'ha ricordato, collega Bertschy -, abbiamo detto di fare un passo indietro alla politica, togliamo la lettera a), che prevede il Presidente della Regione nel CdA e lasciamo spazio, con un'altra lettera, proprio a un rappresentante del territorio, che possono Presidenti delle Unités des Communes della zona, che può essere sicuramente definito meglio in una delibera di Giunta. Abbiamo messo un tempo; se il termine che abbiamo indicato (marzo 2007) gêne trop...vogliamo mettere giugno? Mettiamo una data. Posso anche capire, abbiamo pensato che l'attività di programmazione ormai deve essere fatta, ma marzo poteva essere un termine interessante. Se non va bene marzo, mettiamo giugno, non è un problema. Avevamo cercato di cibler, di essere precisi affinché non ci venisse rimproverato questo. Abbiamo anche ribadito che non ci debba essere né cumulo di cariche, né sovrapposizioni di cariche di questo tipo, soprattutto in enti culturali, da parte di cariche istituzionali e politiche, però mi sembrava che fossimo andati nella stessa direzione. Assessore Marguerettaz, quindi noi anche siamo molto sereni, ci creda; riconosciamo i successi, riconosciamo le ingerenze, credo che ci siano state delle scommesse che sono state vinte e delle buone occasioni che sono state perse. Credo che il momento di analisi e di verifica, anche votando questo nostro ordine del giorno, possa essere fatto, quindi vi invitiamo davvero a riconsiderare questo, è un invito che faccio a tutti i gruppi. Ha ragione, Assessore Marguerettaz, non si fa mai troppo, il problema è che spesso non si fa niente e a volte in modo scientifico si interviene troppo facendo dei danni.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Non ero più sicuro di intervenire, perché non si sa più se ci sono i cinque minuti...per dichiarazione di voto. Non vorrei che, come sempre, nel rappresentare le proprie posizioni si facesse confusione. Io penso che non mettere un tempo non vuol dire non darsi un tempo; penso che, quando si dice di modificare l'articolo 21, si lascia ampia possibilità di fare scelte le più opportune che si ritengono e che poi avranno dei numeri per essere sostenuti: non si è mai pensato di fare le cose senza fare dei ragionamenti. Soprattutto quello che ritengo di sottolineare - e che è stato anche da parte nostra ad un certo punto motivo di riflessione in più - è che non siamo gli unici soci del Forte di Bard, ci sono due banche che sono socie, quindi anche i ragionamenti che facciamo qua hanno bisogno di un confronto con chi è all'interno del consiglio d'amministrazione. Oggi c'è un rappresentante degli Enti locali, che è individuato nella figura del Sindaco, che è una figura prevista per statuto. Si potranno fare tutti i ragionamenti che vogliamo, evidentemente oggi il limite è cinque, se vogliamo aggiungere qualcosa, bisogna togliere qualcosa e fare un ragionamento, però l'impegno va in quella direzione.

Colgo la riflessione del collega Cognetta, effettivamente non è un impegno che ha un tempo, però quando ci si parla qua, gli impegni, almeno per quello che ci riguarda, abbiamo l'intenzione di mantenerli. Nell'intervento quindi mi pare che si è sottolineata bene l'opportunità che si facciano ragionamenti nuovi nella rappresentanza in questi consigli di amministrazione, quindi lo spazio è aperto a tutti per dire la propria e per fare i ragionamenti più opportuni, ma soprattutto per raggiungere l'obiettivo che ci siamo dati. Noi quindi tendiamo ad un modello di governo diverso anche all'interno di queste fondazioni e di queste associazioni.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - In queste settimane più volte in commissione ci siamo confrontati, collega Bertschy, proprio sulla legge di stabilità, con l'unico obiettivo di migliorarla. Poi nel prosieguo affronteremo i 20 ordini del giorno e poi domani probabilmente l'articolato. Stamattina i vari gruppi hanno affrontato le varie tematiche, auspicando chiarezza; la comunità valdostana vuole sapere, vuole conoscere, vuole sapere cosa pensiamo. Mi sembra positivo l'ordine del giorno che avete presentato, però manca un passo: lei ci dice che c'è la Compagnia San Paolo, c'è il designato della Fondazione, c'è il Sovrintendente regionale, c'è la designazione dei soci non fondatori, c'è un Consigliere della Regione, un Sindaco o suo delegato, mi sembra che condividiate anche voi che forse il cumulo di tutte queste cariche sia eccessivo.

Al di là della figura istituzionale, perché non fare un passo in più? Perché non dire "no" al cumulo delle cariche? Dobbiamo modificare il tempo, lo facciamo entro il 31 dicembre 2017, a noi è sufficiente, ma diciamo le cose chiaramente dato che a monte - e lei lo sa meglio di me - c'è una delibera di Giunta che ha approvato l'atto costitutivo dello statuto dell'Associazione. Cosa dicono quindi questi gruppi consiliari di opposizione: ALPE, Gruppo Misto e Movimento Cinque Stelle? Ridimensioniamo un attimo le cariche di chi oggi, domani, fra 10 o 50 anni rivestirà la carica della Presidenza della Regione e mettiamo un tempo. Volete emendare il tempo, noi siamo disposti a posticiparlo al 31 dicembre, magari è già organizzata la stagione autunnale, estiva, invernale per tutto il 2017, però perché non essere chiari su questi temi? Io capisco il bon ton del collega Bertschy: "impegna la Giunta regionale a proporre ai soci dell'Associazione di modificare l'articolo 21 dello statuto, coinvolgendo associazioni o istituzioni e rappresentanti del settore economico di riferimento"; tutto positivo, ma su un tema così semplice se condividiamo l'obiettivo, perché non inserire e scrivere nero su bianco la condivisione dell'obiettivo? Altrimenti è fuffa, altrimenti sono delle buone intenzioni, con le quali sappiamo che non modifichiamo le regole del gioco. Abbiamo ascoltato attentamente i vari interventi dei gruppi di maggioranza: c'è un po' di voglia, ma non fino in fondo. Adesso vediamo anche sugli altri ordini del giorno, ma non è una sfida, il nostro obiettivo è di cogliere, ci sono dei momenti in cui bisogna cogliere delle occasioni e vanno colte nel momento in cui c'è anche la possibilità di modificare certe regole dove da anni, al di là di maggioranza e opposizione, mi sembra che stamattina proprio su questa legge di stabilità ci siano stati interventi che sono andati oltre la maggioranza e l'opposizione, o minoranza. L'obiettivo è ridisegnare quello che è anche il ruolo istituzionale delle figure che fanno parte di questo Consiglio. Questo è un po' lo spirito con cui abbiamo scritto e vi abbiamo illustrato quest'ordine del giorno.

Presidente - Non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione l'ordine del giorno n. 2 presentato dai Consiglieri dei gruppi ALPE, Gruppo Misto e Movimento Cinque Stelle. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 7

Favorevoli: 7

Astenuti: 27 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)

L'ordine del giorno n. 2 non viene approvato.

Ordine del giorno n. 18. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 27

Favorevoli: 27

Astenuti: 7 (Bertin, Certan, Chatrian, Cognetta, Gerandin, Morelli, Roscio)

L'ordine del giorno n. 18 è approvato.

L'ordine del giorno n. 3 è stato presentato dai Consiglieri dei gruppi ALPE, Gruppo Misto e Movimento Cinque Stelle. Ha chiesto la parola il Consigliere Marco Viérin, ne ha facoltà.

Viérin M. (SA) - Per chiedere ai colleghi dell'opposizione, come abbiamo fatto prima, di discutere congiuntamente l'ordine del giorno n. 3 con l'ordine del giorno n. 15 che verte sullo stesso tema.

Presidente - Per l'illustrazione dell'ordine del giorno n. 3, ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Credo che anche su questo aspetto sia importante una discussione generale. Quest'ordine del giorno nasce dall'attenta lettura di un documento che la scorsa settimana, o dieci giorni fa è stato presentato dalle organizzazioni sindacali e dalle segreterie regionali di categoria, che si chiama: "Documento per l'Università della Valle d'Aosta: uscire dall'impasse, rilanciare lo sviluppo con una nuova governance, una diversa gestione, una maggiore condivisione e coesione territoriale", poi c'è un documento molto interessante che tratta in modo molto specifico piani di studi, organici e stabilizzazione dell'Ateneo, relazioni fra i vari organi dello stesso, dove sappiamo che non tutto è stato roseo; poi ci sono delle proposte, da cui parto. Il documento dice - ripeto: firmato da quattro organizzazioni sindacali (CGIL, CISL, SAVT e SNALS) -: "serve una svolta, serve uscire dall'impasse, da questo progressivo logoramento che rischia di far perdere all'Ateneo un'occasione di sviluppo. Per questo, come organizzazioni sindacali, chiediamo un momento di riflessione e ripartenza e per questo proponiamo delle linee di ragionamento", sulle quali c'è tutto un discorso legato alla didattica e alla ricerca, alla governance, al piano di sviluppo e al piano organico e sugli investimenti in denaro da fare.

Credo che anche su questa istituzione, su questo importante polo culturale nessuno voglia dire che tutto va male o tutto è fatto male, ma sicuramente noi vogliamo porre l'accento sul fatto che si potrebbe fare molto di più e il nostro Ateneo potrebbe avere un ruolo molto più importante e centrale nella cultura valdostana anche nella ricerca: ecco perché poniamo l'attenzione dei colleghi e dell'aula proprio sul ruolo che l'Università della Valle d'Aosta, al di là della struttura emergente...Presidente Rollandin, lei prima, citandolo in un altro contesto, diceva che sta emergendo questa struttura dell'Università en pleine ville, perché l'Università era stata pensata per dare nuovo vigore al centro e alla città di Aosta. Nessuno toglie l'importanza che questo Ateneo ha in parte per lo sviluppo culturale del territorio valdostano, crediamo però, anche proprio per poter andare a soddisfare gli obiettivi di internazionalizzazione ad esempio dell'Ateneo: obiettivi che sono citati nella carta fondativa, ma anche per soddisfare gli obiettivi di strategia 2020, che sappiamo essere degli obiettivi culturali e di ricerca, ma anche sociali, di grande importanza... Sappiamo che ci sono in particolare cinque obiettivi, che vanno dalla ricerca all'alfabetizzazione e alla riduzione della povertà, quindi credo sia interessante.

Abbiamo anche preso atto delle linee generali di sviluppo strategico per il triennio 2016-2018 dell'Ateneo, sul quale magari possiamo ritornare un'altra volta. Per l'Ateneo, anche proprio in virtù dell'articolo 33 della Costituzione italiana che tiene le cariche istituzionali fuori dagli enti di formazione come l'Università e gli AFAM, crediamo che non sia opportuno che delle figure politiche con cariche istituzionali - così come abbiamo detto e ribadito per il Forte di Bard - occupino incarichi da Presidente. Abbiamo anche letto gli statuti di altre università italiane, ma non solo - non andiamo a leggere quelle europee, perché forse ci sarebbe davvero un décalage troppo grande -, ma tra le università italiane non ce n'è una che abbia come Presidente il Presidente della Regione, in alcuni casi c'è una coincidenza tra rettore e presidente, ma in nessuna università vi è questo caso. Riteniamo quindi, pur riconoscendo che l'Amministrazione regionale ha un grande peso nel sostenere l'Università, che anche in questo ci sia bisogno di fare un passo in più, di avere il coraggio di lasciare liberi lo studio, la ricerca e la cultura. Chiediamo quindi nel nostro impegno di "revisionare, entro il 30 giugno 2017 - anche qui, se la data è quella che disturba troppo, siamo disponibili a rivederla - l'articolo 12, comma 1, lettera a) dello statuto dell'Ateneo, al fine di evitare la cumulabilità delle cariche" tra Presidente della Regione e Presidente dell'Università, perché quell'articolo prevede, a differenza del Forte di Bard, che l'Università sia presieduta dal Presidente della Regione; chiediamo poi a quest'ultimo di "rassegnare le dimissioni entro la suddetta data...".

Faccio un ulteriore passaggio: riprendiamo tel quel - non ci siamo inventati niente - il documento delle organizzazioni sindacali, che è fatto con molta dovizia di particolari, ma anche con molta correttezza. Al punto n. 2 delle proposte (governance) si parla della revisione della nomina del Rettore, che finora è stato un rettore esterno, mentre si propone che la sua nomina interna ai docenti, un po' come dovrebbe essere, se si lasciassero libere le elezioni, per l'Istituto musicale. In questo documento nel secondo passaggio c'è scritto: "in secondo luogo risulta opportuno sganciare i ruoli di gestione dell'Ateneo da quelli politici e amministrativi, prevedendo che il Presidente dell'Ateneo sia una figura diversa dal Presidente della Regione Valle d'Aosta e Prefetto, riflettendo quindi anche sulla composizione e la funzione del Consiglio dell'Università nel suo complesso". Noi quindi riprendiamo tel quel anche questo desiderata che riteniamo sia ormai non più solo del gruppo ALPE, o di qualche gruppo di minoranza, ma credo sia ormai un sentore e un sentimento che sta crescendo nella comunità valdostana e anche nelle organizzazioni sindacali di categoria, che credo abbiano sempre avuto un'attenzione particolare riguardo a questo Ateneo.

Presidente - Per l'illustrazione dell'ordine del giorno n. 15, presentato dai gruppi consiliari di maggioranza, ha chiesto la parola il Vicepresidente Marco Viérin, ne ha facoltà.

Viérin M. (SA) - Sarà un'illustrazione molto breve e sintetica, ma credo molto diretta. Con il nostro ordine del giorno cerchiamo di ricordare a tutti - credo non ci sia bisogno - che l'Università è stato un punto importante di arrivo, ma deve essere anche un punto importante di partenza dopo questi 20 anni, quindi necessita sicuramente che si faccia una verifica e si faccia un cosiddetto "tagliando" a quella che è e può essere l'attività dell'Università e soprattutto su quello che l'Università potrebbe ancora dare in più rispetto ad adesso. Credo e crediamo che l'Università abbia un ruolo importantissimo, se non indispensabile, per il futuro della nostra Valle e per soprattutto esercitare quel volano per l'economia valdostana che deve essere rilanciata, come abbiamo detto oggi in vari interventi in quest'aula.

Al primo punto di quest'ordine del giorno abbiamo esplicitato che si vuole fare un lavoro e portare una relazione in V Commissione che vada a definire lo stato di sviluppo dell'Università per capire se dobbiamo cambiare marcia in parte, totalmente, su cosa agire e quant'altro. Nel punto n. 2 invece abbiamo detto in maniera molto chiara che si devono anche promuovere le opportune modifiche allo statuto dell'Università, ridefinendo le modalità di selezione del Rettore, per cui chiaramente qualcuno potrebbe osservare che, rispetto all'ordine del giorno presentato dall'opposizione, non si parla della figura del Presidente dell'Università. Io credo che il nostro discorso, perlomeno quello di Stella Alpina, sia uguale a quanto detto e a quanto esplicitato per il Forte di Bard. Credo di poter dire anche che la voglia di affrontare queste questioni fino in fondo ce l'abbiamo; è chiaro che abbiamo forse dei percorsi diversi, forse delle metodologie diverse, ma credo che in democrazia ci possa stare. Ciò che è importante è che vogliamo affrontare questo tema come vogliamo affrontare il tema del Forte di Bard.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il Presidente della Regione Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Je crois que les considérations qui ont été faites sur l'Université méritent l'attention qui a été donnée de la part des intervenants. Cela dans le sens que l'Université est une réalité qui, dans le bref délai qui s'est écoulé depuis sa naissance, a eu la possibilité de développer toute une série de projets importants, en considérant aussi les rapports avec les autres Universités, celle de Lyon tout comme celle de Chambéry, avec de nombreuses perspectives d'échange qui sont sans doute une partie intéressante de l'activité de l'Université. En même temps, quant à l'action menée pour faire en quelque sorte une connaissance spécifique non seulement en Vallée d'Aoste, n'oublions pas qu'une partie importante des jeunes qui fréquentent l'Université viennent de l'extérieur de la Vallée d'Aoste. Donc je crois qu'il y a une capacité d'attraction de la part de l'Université non seulement en ce qui concerne la région Piémont, mais également en ce qui concerne toute l'Italie, en effet plus de 40 pour cent des étudiants viennent de l'extérieur de la Vallée d'Aoste. En même temps on travaille sur la réalisation du nouveau siège de l'Université qui, comme l'a rappelé la collègue, va dans la direction de donner un essor important pour l'activité future de l'Université.

Pour ce qui est des différentes propositions, je crois qu'il y a eu, dans ces derniers temps, un épisode qui a créé un recours au TAR, il y a eu un certain battage, quand même il y a eu un passage où on a prévu en quelque sorte un débat ouvert sur la possibilité de faire ou non un programme. Il s'agit de considérations sur la possibilité de prévoir des changements à l'intérieur et au niveau de l'organisation, je crois que c'est un débat ouvert et j'estime que, pour ce qui est de l'Université, pendant ces années on a fait un travail important, avec des bons résultats et surtout avec un corps enseignant composé de professeurs qui sont motivés et qui ont travaillé très bien pendant ces années.

Quant à la partie du Recteur, je crois qu'on a suivi, jusqu'à présent, une certaine méthode qui prévoit des passages pour arriver à une décision qui soit prise par la suite sur le Recteur; il s'agit d'une décision qu'on peut prendre, qu'on peut changer et modifier. La même chose est vrai pour d'autres arguments qui ont été abordés.

Ce que je veux souligner est que, pendant ces différentes années, le financement de l'Administration régionale est devenu toujours plus important étant donné que l'État, chaque année, a réduit sa contribution, qui est marginale par rapport à l'activité menée au niveau de l'Université. Je crois que les étudiants ont démontré par leurs fiches qu'il y a une satisfaction sur la méthode utilisée dans cette Université, sur la disponibilité des moyens d'information et informatiques, qui sont à la base du succès de notre Université. Enfin, on a fait des programmes, dans ces derniers temps, qui vont dans le sens de la modernisation même des différentes spécialisations prévues au niveau de l'Université.

Je pense donc que le débat peut être ouvert, mais tout de même il y a une programmation qui peut être modifiée et complétée; cela n'empêche pas qu'il y ait une analyse qui peut avoir différentes possibilités d'ouverture qui seront à la base d'un débat qu'on fera dans le plus bref délai.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Fabbri, ne ha facoltà.

Fabbri (UVP) - A nome del nostro gruppo, vorrei dire che quest'ordine del giorno presentato dai colleghi della maggioranza ha la nostra approvazione. Vorrei fare solo una considerazione, al di là di quello che è già stato detto, sulla necessità impellente, come si dice al punto 1, naturalmente in commissione di vedere la relazione degli obiettivi che si prefigge l'Università nell'evoluzione della nostra società valdostana, soprattutto in relazione ai notevoli investimenti che stiamo facendo a livello della NUV, progetto che sta procedendo e che vedrà poi la sua esecuzione operativa fra non molto tempo.

Abbiamo tempo per rivedere gli obiettivi che l'istruzione universitaria si prefigge qui in Valle d'Aosta affinché si possa effettivamente incidere con un piano di studi che sia più confacente allo sviluppo della nostra società e alla sua evoluzione, per cui siamo fortemente convinti che questi passaggi vadano fatti in commissione in modo che la politica, il Consiglio regionale possa capire e dare eventuali indicazioni su questo tipo di sviluppo.

Questo dibattito è anche importante per informare la società civile di quello che sta succedendo a livello dell'Università, soprattutto i giovani che potranno così adire a piani di studi più consoni e più moderni rispetto ai tempi che stiamo vivendo. Contemporaneamente vanno riviste le modifiche dello statuto in modo proprio che si possa inserire questa modifica nello svolgimento di nuovi piani di studio, per cui noi siamo d'accordo sull'ordine del giorno presentato dalla maggioranza.

Presidente - Altri? Ha chiesto la parola la Consigliera Morelli per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Morelli (ALPE) - Questi due ordini del giorno che sono stati abbinati in realtà hanno significati molto diversi: trattano entrambi dell'Università, ma gli impegni sono completamente diversi e francamente non vediamo la ragione per la quale sono stati abbinati nella discussione. Il nostro ordine del giorno riprende un tema che a noi è particolarmente caro, che si rifà a quanto ha testé illustrato la collega Certan in merito al Forte di Bard: il tema del cumulo di cariche in capo alla stessa persona, nella fattispecie in capo al Presidente della Regione. Noi riteniamo che il cumulo di cariche non sia opportuno e non sia opportuno che il Presidente della Regione sia Presidente dell'Università della Valle d'Aosta. Questo è semplicemente il contenuto del nostro ordine del giorno. L'ordine del giorno della maggioranza, che contiene impegni sui quali credo non abbiamo nulla da eccepire dal momento che noi stessi, e in particolare la collega Certan, abbiamo presentato una mozione - due Consigli fa mi dice - che andava proprio in questa direzione: nella direzione di chiedere di venire a relazionare in V Commissione in merito al piano di sviluppo e in merito alle difficoltà della governance dell'Università che sono venute alla ribalta, perché se n'è parlato sugli organi di informazione. Francamente quindi ci pare abbastanza pretestuoso quest'ordine del giorno.

La nostra mozione è stata ritirata perché l'impegno a venire in commissione era stato dato, quindi veramente non vediamo che cosa vada ad aggiungere quest'ordine del giorno, ma probabilmente una ragione c'è. I due ordini del giorno però non hanno assolutamente la stessa ratio: il nostro, ripeto, riprende un concetto che per noi è irrinunciabile: quello dell'incompatibilità, il fatto di evitare il cumulo di cariche e su questo chiederemo alla maggioranza di pronunciarsi.

Presidente - Ha chiesto la parola la collega Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Grazie alla collega che credo abbia chiarito benissimo. Ringrazio anche il Presidente Rollandin, che giustamente ricordava che non c'è mai stata nessuna contrarietà a venire in commissione a relazionare sulle prossime linee. Noi ritirammo due Consigli fa proprio questa nostra risoluzione perché c'era stato questo impegno: ecco perché se adesso dobbiamo andare a fare una distinzione sulle parole, sulla lana caprina, noi rinunciamo, abbiamo tanti altri emendamenti da fare. L'impegno però che in maggioranza sembra essere un impegno molto dettagliato, in realtà è l'impegno che si è preso il Presidente della Regione due Consigli fa, quindi la maggioranza sta proponendo quello che ha chiesto due Consigli fa alla minoranza di ritirare. Non vorremmo essere sofisti, ma non vorremmo passare proprio per stupidotti. Noi siamo abituati a fare quello che chiediamo agli altri, Ghandi diceva: "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo", quindi quello che chiedi agli altri proponilo. Noi riteniamo che il documento fatto dalle organizzazioni sindacali sia un documento di sei pagine estremamente interessante, che mette in luce certi aspetti che non sono secondari.

Presidente Rollandin, lei dice: "nous avons des bons projets, nous avons une collaboration avec Chambéry et avec d'autres universités", et cela c'est très bien; sûrement il s'agit de quelque chose de très important. Dans le document on dit - mais pas seulement dans le document -: l'Università della Valle d'Aosta è infatti in un'evidente impasse, a più di 15 anni dalla sua fondazione possiamo ormai dirsi conclusa la sua fase di avvio. È lontana dall'obiettivo dimensionale del micro ateneo con cui era nata: 2000 studenti". Si prefiggeva 15 anni fa di avere 2000 studenti e lo considerava un micro ateneo. Lei mi dice che abbiamo il 40 percento che arrivano da fuori, ma siamo a poco più di 1000 studenti dopo 15 anni, quindi non siamo neppure - credo - ad un micro ateneo. Capisce che anche lì le percentuali del 40 percento, o no, dipendono sempre dal rapporto finale; lei dice: "non sappiamo dove metterli", allora questa grande struttura emergente...li metteremo al Maria Adelaide così, una volta ristrutturato, potremmo anche far sbocciare l'Ateneo lì.

A parte la battuta, diciamo che sarebbe più onesto dire che abbiamo fatto due bellissimi ordini del giorno che condividete, che sono fatti bene: probabilmente o li ha presentati la collega sbagliata, o veramente stiamo facendo una questione davvero che non ha senso, perché, come ha detto la collega Morelli, a parte le premesse, gli impegni degli ordini del giorno vanno in due direzioni diverse. Noi ribadiamo la necessità per la popolazione valdostana di avere chiarezza. Come per il Forte di Bard e come per l'Università, noi vogliamo trasparenza, vogliamo che sia chiaro che la politica deve fare un passo indietro nella gestione della cultura degli atenei e di tutte le istituzioni e gli enti che non hanno necessità di avere come Presidente il Presidente della Regione.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Per dire che, esattamente come per gli ordini del giorno che abbiamo trattato congiuntamente prima, io penso che siano due ordini del giorno complementari, nel senso che si possono, a mio parere, votare tranquillamente entrambi, perché uno è riferito all'organizzazione, al discorso della nomina del Rettore, l'altro è a distinguere quella figura che in questo momento è nominata all'interno e che presiede il discorso del consiglio d'istituto, per cui sinceramente non vedo perché non si possono votare tutti e due, sono due ordini del giorno che sono assolutamente complementari. Io vi chiedo ancora di ripensarci, perché non si sta processando in questo momento la figura del Presidente in qualità di Presidente dell'Università. In questo momento si dice che probabilmente, tra le varie funzioni che è giusto che eserciti il Presidente, forse è più opportuno che questa carica venga esercitata da qualcun altro, che magari può dedicarci un po' più di tempo, può essere un po' più presente e perseguire quest'opera di crescita dell'Università. Noi ci crediamo nell'Università, per cui io sinceramente non capisco perché non si possano votare entrambi gli ordini del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Non per voler rispondere al collega Gerandin, ma io lo capisco perché non vogliono votare il nostro...è talmente evidente! È condivisibile però la posizione del collega rispetto ai due ordini del giorno, che voterò anch'io, anche perché sono complementari, come ha giustamente detto. Poi capisco che il primo, presentato da noi, magari per qualcuno della maggioranza è indigesto, quindi preferiscono non votarlo, mentre il secondo è di buon senso. Come non si fa a condividere ciò che c'è scritto nel secondo? Giustamente quindi, per quanto mi riguarda, saranno votati entrambi e ripeto: sarebbe anche giusto da parte di qualcuno di voi, che magari è più in linea con quanto scritto nel nostro, di votare finalmente visto che pensano sicuramente alcuni di voi ciò che è scritto in quest'ordine del giorno, quindi tanto vale dirlo ad un certo punto pubblicamente.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.

Restano (PNV) - Premetto che sono uno dei firmatari dell'ordine del giorno della maggioranza, però vorrei puntualizzare qualcosa: che all'Università siano emersi problemi riguardo alla presenza e alla figura del Rettore è chiaro a tutti vista la sua presenza saltuaria perché svolge allo stesso tempo un altro incarico presso l'Università di Torino, che il Presidente dell'Università sia il Presidente della Giunta regionale lo sappiamo tutti, che ci debba essere una forte collaborazione tra le due figure per fare una programmazione strategica corrisponde al vero. È altrettanto vero che la sovvenzione che quest'Amministrazione dà all'Università è importante, qui potrebbero sorgere dei dubbi circa la presenza o meno di una figura politica all'interno di questo consiglio d'amministrazione. Su questo punto è chiaro, collega Cognetta, che abbiamo punti di vista diversi, l'ho detto già sul Forte di Bard: noi della maggioranza desideriamo confrontarci, ma non lo facciamo qua in questo momento in questa sede prendendo delle decisioni di fretta. È evidente anche questo agli occhi di tutti. Poi sul fatto che serva forse una programmazione diversa possiamo discuterne; sugli obiettivi futuri per i quali era nata l'Università: interagire con il tessuto sociale, interagire con gli altri istituti di formazione, queste cose le sta già facendo, magari le può fare meglio, lo vedremo. Noi con quest'ordine del giorno vogliamo andare in questo senso. Io premetto che sono uno spirito critico verso questa cosa, ma voglio lavorare per costruire qualcosa. Sull'opportunità o meno di avere dei politici all'interno o alla Presidenza del Consiglio di amministrazione dell'Università ne discuteremo.

Presidente - Non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione prima l'ordine del giorno n. 3 presentato dai Consiglieri dei gruppi ALPE, Gruppo Misto e Movimento Cinque Stelle. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 7

Favorevoli: 7

Astenuti: 27 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)

Il Consiglio non approva.

Metto in votazione l'ordine del giorno n. 15 della maggioranza. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

Prima di affrontare anche l'ordine del giorno n. 4, chiederei di consegnare una nuova versione del parere sull'emendamento di ALPE e Gruppo Misto da parte del Coordinatore dottor Bieler, perché c'erano degli errori nella propria espressione, quindi chiedo di consegnare la nuova versione del parere.

L'ordine del giorno n. 4 è stato presentato dai Consiglieri dei gruppi ALPE, Gruppo Misto e Movimento Cinque Stelle. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Ero uno dei firmatari in II Commissione consiliare, uno di quelli che ha firmato per sopprimere il comma 2 all'articolo 19 della legge di stabilità, però, come gruppo ALPE, insieme al Gruppo misto e al Movimento Cinque Stelle, non potevamo non affrontare, discutere di un tema in questo momento molto delicato, sotto i riflettori: si sta ancora scavando, stiamo ancora aspettando delle informazioni e mi spiace molto, Assessore Perron. Su questo tema, che è sotto i riflettori, 10 giorni fa le ho fatto un articolo 116 proprio per avere le carte in regola per affrontare questo tema delicato: volevamo che ci spiegasse come sono stati dettagliati i 19 milioni di euro di demolizione. Questa è la domanda dei valdostani, della gente comune che lavora tutti i giorni, di chi si sveglia al mattino alle sei, di chi è libero professionista, di chi fa l'agricoltore, di chi fa l'artigiano e di chi è senza lavoro, che vuole capire da dove esce questo buco. Chi ha gestito questa cosa? Chi ha fatto queste scelte? Come si possono pagare 19,2 milioni di euro di demolizioni? La risposta in aula è stata che c'è una perizia. Proprio perché c'è una perizia, mi sono messo dalla sua parte, Assessore Perron, chiedendomi cosa faremmo fossimo noi al Governo e un gruppo intero di minoranza chiedesse la perizia per sapere come sono stati conteggiati i 19 milioni di euro. Non solo, all'interno dei 121 milioni di euro che sono stati contabilizzati, c'è un'altra voce molto importante di circa 4 milioni di euro rispetto ai servizi esternalizzati di ospitalità e di mensa, per cui abbiamo pensato di dover far sapere ai valdostani come sono stati contabilizzati, chi ha avuto questo beneficio, come sono stati suddivisi, qual è il flusso, la traccia delle risorse economiche finanziarie pubbliche dal 2012 al 2014. Oggi purtroppo discutiamo su un ordine del giorno importante senza questi elementi, e mi dispiace. Sarebbe stato interessante per i valdostani, che si stanno chiedendo come sono stati spesi i loro soldi.

Gli investimenti che sono stati certificati sono i 120,166 milioni, penso che è giusto che la gente sappia anche questa cifra e oggi dai banchi anche della maggioranza mi sembra ci sia stata la volontà di entrare nel dettaglio per sapere, conoscere, per scavare; grazie ai colleghi di maggioranza, in commissione qualcosa abbiamo avuto, non ancora tutto, ma è già un primo passo. A fine 2009 all'interno di questo Consiglio si discusse la ristrutturazione di questa Casa da gioco; in maniera spannometrica si affrontò la cifra parlando di 75-80 milioni di euro, se ne sono spesi 121: il 50 percento in più. Gli attori principali erano certi e immaginavano al termine dei lavori - e sono passati tre anni da quando sono terminati i lavori: 31 dicembre 2013 - un'inversione normale, semplice, sicura degli introiti, cosa che non c'è stata. Avevamo un paragone: Campione, terminati i lavori nel 2007 e il trend - ma non lo dice ALPE, non lo dice Chatrian - della quota di mercato è passato dal 25 al 33 percento. Noi invece dopo i lavori, dopo i 121 milioni di euro, siamo passati dal 21 percento al 20 percento di quota di mercato, purtroppo.

Altro passaggio importante. Nessuna strategia di marketing, quota di mercato in calo, si è detto tutto e fatto il contrario di tutto. Non vi faccio degli esempi sulla riorganizzazione che qualcuno ha provato. Lo sapete meglio di me, le seconde file che hanno avuto le stellette in questi anni facevano e disfacevano quello che veniva fatto il giorno stesso o il giorno dopo...praticamente incredibile. Poi ricapitalizzazioni, mutui, abbattimenti, smentite. L'Assessore Perron solo cinque settimane fa ha smentito pubblicamente: nessuna ricapitalizzazione, nessuna iniezione di denaro. Questo invece è il bilancino al 30 settembre 2016, il bilancino che ci hanno redatto dei professionisti, il collegio sindacale che ammonisce gli azionisti di prestare attenzione perché il conto economico sul 2016 ha una perdita nel periodo di 38,377 milioni di euro e il MOL (Margine Operativo Lordo), senza oneri straordinari e senza imposte, ha un delta negativo che supera i 10 milioni di euro al 30 settembre, come dire un disastro, una catastrofe!

Come ha detto molto bene il Sindaco di Saint-Vincent oggi: quello è il passato, quindi ci saranno delle responsabilità, ma oggi noi abbiamo presentato un ordine del giorno per il futuro. Ci spiace come gruppo ALPE, insieme al Gruppo Misto e ai Cinque Stelle, che purtroppo l'aver soppresso il comma 2 dell'articolo 19 non ci ha permesso fino a pochi minuti fa di poter riscrivere questa finanziaria, anche se fino a pochi minuti fa sembrava naturale e normale andare ad utilizzare quelle risorse che sono state accantonate. Io in commissione ho utilizzato il termine "congelate", mi hanno ripreso perché non è corretto, ma ad oggi sono ancora nel serbatoio della CVA. Ci spiace, perché fino a pochi minuti fa quella possibilità di andare a riallocare quelle risorse c'era. È successo qualcosa e la copertura finanziaria non ci è più stata accordata. Questo ci spiace profondamente perché, come ho detto ai Dirigenti del Consiglio, a chi in questo momento mette le firme di copertura, e non solo quelle, siamo sotto i riflettori. Questa comunque è una situazione brutta, è una situazione che non è scappata nelle ultime settimane: è una situazione che parte da lontano, è una situazione che qualcuno non ha voluto rendere pubblica. Mi dispiace perché il collega Perron è da due anni e mezzo che ormai si occupa del Casinò e più volte ha parlato in quest'aula di "operazione verità", ma come operazione verità? È talmente operazione verità che nel DEFR non l'ha inserito; è talmente operazione verità che, anche grazie ai colleghi di maggioranza, quanto meno si sono stoppati i 48 milioni di euro d'emblée a fronte di un buco di una malagestione, di un MOL negativo di plus on est plus on rigole all'interno della Casa da gioco e le seconde file facevano e fanno tuttora quello che vogliono all'interno della Casa da gioco. Non vi immaginate cosa succede in questi giorni, ancora adesso stellati - non so se si dice così -, ma comunque con i gradi sulle spalle fanno e disfano tutto a loro modo e questi sono i risultati!

Domani affronteremo gli emendamenti che abbiamo proposto, di quali sono le spinte di cui ha bisogno della Valle d'Aosta, quali sono le cose che funzionano, quali sono le cose che non funzionano, dove si può migliorare, dove non si può migliorare, ma con quest'ordine del giorno impegniamo il Governo regionale: "a condizionare qualsiasi altro aiuto pubblico al Saint-Vincent Resort & Casino alla presentazione, entro il 31 dicembre 2017, in II Commissione consiliare di un piano di riorganizzazione certo, strategico e misurabile che: produca una robusta inversione di rotta sugli introiti; declini puntualmente le azioni che si intendono mettere in atto, prevedendo obiettivi di forte performance concretamente misurabili; dettagli le figure professionali di comprovata esperienza manageriale da mettere in campo, provvedendo altresì ad azzerare - questa è la proposta - le posizioni degli attuali organi di controllo e di quelle figure dirigenziali, anche di secondo piano, che in questi anni hanno influito pesantemente nella gestione - fallimentare, questo lo aggiungo io, non l'abbiamo scritto - della Casa da gioco".

Abbiamo cercato nelle premesse di essere molto asettici, abbiamo ripreso dei passaggi dei tecnici, dei passaggi dell'organo di controllo, dei passaggi dell'Amministratore unico, degli investimenti che finora erano tabù grazie all'operazione, che stiamo ancora scavando, facendo, e mi spiace, collega, che oggi non abbiamo sul tavolo la perizia dei 19 milioni di euro contabilizzati e che noi, come pubblico, dovremmo pagare a fronte di una perizia, asseverata o meno, per le demolizioni all'interno della ristrutturazione. Questa è la proposta che facciamo a tutte le forze che sono rappresentate all'interno di questo Consiglio. Siamo obbligati ad affrontare questo tema, non potevamo non affrontare un tema così delicato all'interno della discussione della nostra legge di stabilità.

Ascoltiamo attentamente le vostre riflessioni, le vostre idee, ma soprattutto qui dobbiamo mettere un punto a capo e non più aprire il rubinetto, altrimenti questa sarà una legislatura che si ricorderà probabilmente e si perderà il numero delle "enne" volte che si è finanziato, aperto dei mutui, ricapitalizzato, mai una volta però si è affrontata fino in fondo la situazione contabile, finanziaria e di malagestione in questi anni della Casa da gioco.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.

Restano (PNV) - Chiedo una breve sospensione per una riunione di maggioranza.

Presidente - La sospensione è concessa.

La seduta è sospesa dalle ore 20:03 alle ore 21:22.

Rosset (Presidente) - Solo per comunicare, come d'accordo nella riunione della Conferenza dei Capigruppo, che i lavori vengono sospesi e riprenderanno domattina con il quarto ordine del giorno in discussione.

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La seduta termina alle ore 21:23.