Oggetto del Consiglio n. 2514 del 13 dicembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2514/XIV - Inizio della discussione generale congiunta sui disegni di legge n. 96 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2017/2019) e n. 97 (Bilancio di previsione per il triennio 2017/2019).
Rosset (Presidente) - Con 32 presenti, possiamo riprendere i lavori sospesi ieri sera.
Come concordato, si inizia la discussione generale congiunta della legge finanziaria e della legge di bilancio. Dopo le relazioni del relatore e la replica dell'Assessore sul disegno di legge, chi chiede la parola? Chiederei, per l'organizzazione dei lavori, la possibilità di ricevere le iscrizioni per tempo.
Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian. Ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Ieri abbiamo ascoltato attentamente la relazione del Presidente della II Commissione, abbiamo ascoltato e poi letto, durante la serata, la relazione dell'Assessore competente; lei dice: "oggi iniziamo la discussione generale in assenza dell'Assessore competente" e, scusi Presidente Rosset - non so se chiamarla pregiudiziale - ma gradiremmo anche conoscere l'opinione del Presidente della Regione su questa legge di stabilità regionale.
Presidente - L'ordine dei lavori prevede l'inizio alle ore 9:00, ho aspettato i cinque minuti canonici, l'Assessore è arrivato.
Ha chiesto la parola l'Assessore Laurent Viérin. Ne ha facoltà.
Viérin L. (UVP) - Seulement pour communiquer que, sur la base de l'article 2 de la loi n. 5 de 2000, nous avons déposé le rapport sur la rationalisation des services socio-sanitaires, qui fait justement partie des obligations de loi. Donc, je demanderais qu'il soit distribué.
Presidente - Possiamo procedere alla distribuzione degli obiettivi prioritari e delle comunicazioni previste dalla legge regionale n. 54 "Sistema delle autonomie della Valle d'Aosta".
Visto che sono state distribuite, possiamo procedere. Ci sono richieste di intervento?
Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian. Ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Per ribadire il concetto espresso pochi minuti fa, mi rivolgo al Governo regionale o al suo Vicepresidente, in assenza del Presidente o dell'Assessore competente. Ieri il collega Presidente della II Commissione ci ha letto la sua relazione e ha fatto un passaggio importante, dal nostro punto di vista, che riporto: "in sintesi si è costruito nel percorso di confronto in Commissione un nuovo documento contabile di bilancio rappresentativo di un metodo e di una volontà di cambiamento nell'agire politico"; noi riteniamo auspicabile ascoltare l'opinione del Presidente della Regione su questo nuovo documento contabile, prima di iniziare il dibattito.
Presidente - Non c'è l'obbligatorietà da parte del Presidente di entrare nel merito della relazione; l'Assessore competente ha fatto la sua relazione, la discussione generale va in quell'ottica, dopo di che credo che il Presidente interverrà durante il dibattito. Siamo in discussione generale che segue gli interventi del relatore e dell'Assessore che ha fatto la replica, su questa noi dobbiamo aprire la discussione sul bilancio. Siamo in discussione generale.
Chiedo nuovamente se ci siano da parte dei Consiglieri degli interventi. Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian. Ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Visto che è entrato adesso il Presidente Rollandin, noi volevamo, anche a seguito delle relazioni che sono state illustrate ieri pomeriggio - quella dell'Assessore Perron e del Presidente della II Commissione - anche a seguito di certi passaggi fatti all'interno delle due relazioni, ma, al di là ancora di questa consuetudine, ascoltare, sentire l'opinione del Presidente della Regione sull'atto più importante. Noi non abbiamo posto una pregiudiziale, ma vogliamo conoscere l'opinione del Presidente della Regione su questo documento. Al di là della posizione del Presidente Rosset che ci spiega che non è un atto dovuto, in certe occasioni l'opinione del Presidente è quantomeno gradita all'aula.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Hier j'ai écouté avec attention, tout comme mes collègues, l'intervention du rapporteur La Torre et de l'Assesseur compétent, qui ont présenté les documents à la base du débat, avec tous les détails nécessaires pour comprendre la logique de ces documents.
Le débat qui s'est déroulé, même en Commission, avec la participation à maintes reprises de l'Assesseur et de moi-même, avait donné le sens de la discussion en cours sur ces documents. Je ne crois pas que c'est le moment d'ajouter grand-chose, compte tenu du fait que les points importants avaient été illustrés et surtout compte tenu du fait qu'on avait imaginé, à juste titre, de reporter la discussion surtout sur le problème du casino, qui est l'un des sujets qui avaient fait l'objet d'un débat important.
Cela avait porté la Commission, avec le Gouvernement, à faire le choix de dire: étant donné qu'il vaut mieux prévoir un débat dans le détail, en attendant qu'on ait les données nécessaires et qu'ils y aient les orientations sur le problème du casino, il vaut mieux reporter la discussion dans son ensemble, pour faire ensuite un débat qui soit complet sur ce thème si important, qui avait justement fait l'objet des interventions des collègues. Voilà la raison pour laquelle je ne croyais pas que cela était si important, voire nécessaire.
Je peux ajouter qu'il y a un aspect lié au déroulement et surtout à la construction de ces documents : pour la première fois après huit ans, on a eu la possibilité d'avoir pour tous les secteurs une disponibilité de financements importante. Il s'agit là du tournant qui est à la base de ce débat. Evidemment cet aspect est possible, comme l'a dit l'Assesseur, compte tenu du fait que finalement on n'est plus sous le pacte de stabilité, mais on a le "pareggio di bilancio", qui nous a permis d'utiliser ces fonds. Autrement - et c'est le raisonnement à la base de ce qui se passe aujourd'hui - même en ayant les 51 millions qui sont à la base de ce discours, on n'aurait pu les mettre à disposition du budget.
Questo, secondo me, è il cardine su cui si innesta un processo che ci dà questa possibilità per questi bilanci, oggi e anche per il futuro: teniamone conto. Ma prima, quante volte l'abbiamo ripetuto in quest'aula quando ci si chiedeva: "mettiamo più soldi per..." Anche se li avessimo avuti, non avremmo potuto spenderli, perché erano collegati con il rispetto del patto di stabilità. Questo è uno snodo, un passaggio che ha permesso questa volta di metterli; poi sul dove metterli la discussione è aperta, e sarà oggetto del dibattito.
Però nell'insieme noi abbiamo previsto questi soldi in particolare per investimenti: questo credo sia lo snodo e la parte qualificante di questo bilancio e di questa legge, che indubbiamente, va nella direzione da tutti auspicata. Infatti, sia nei singoli settori produttivi che nel sociale e negli altri settori, abbiamo cercato di mettere insieme quella disponibilità che permetta di cambiare marcia e di avere quindi una possibilità che fino all'anno scorso non c'era. Si era obiettivamente sacrificati con il muro del rispetto del patto di stabilità, che ci ha condizionati durante questi anni, oltre ad avere avuto, sicuramente, una riduzione dei proventi: non è che nasconda questo. Però anche se avessimo avuto qualcosa in più, non avremmo potuto utilizzarlo nel modo migliore. Credo che poi sul resto faremo delle considerazioni durante il dibattito e utilizzeremo al meglio il tempo necessario per le discussioni.
Ne approfitto, all'inizio di questa giornata, per dire due parole sul documento che vi è stato distribuito: ai sensi degli articoli 66 e 116 della legge n. 54, deve essere presentato un prospetto delle attività e di come si sono svolte; come avete visto, nel dettaglio si fa la cronistoria - che non sto a rileggere - delle varie riunioni che si sono tenute. Credo sia importante il capitolo relativo alla finanza e contabilità, dove viene esplicitato che gli uffici hanno predisposto un regolamento-tipo di contabilità adeguato alle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 118 del 2011, la cui applicazione è prevista dal 1 gennaio 2017. Tale regolamento è stato inviato al Consorzio degli Enti locali, naturalmente per le parti di competenza. Con le delibere n. 360 in data 18 marzo 2016 e n. 1278 del 23 settembre 2016, la Giunta ha stabilito, previo parere del CPEL e della Commissione competente, le modalità di attuazione dell'articolo 10 della legge finanziaria 2016/18 in relazione all'assegnazione e alla destinazione da parte degli Enti locali della quota non vincolata dell'avanzo di amministrazione, che era già stata oggetto di discussione qui in Consiglio.
Per quanto riguarda la parte relativa all'attività istituzionale e ordinamentale:
riguardo all'esercizio in forma associata di funzioni e servizi comunali, in attuazione dell'articolo 6 della legge n. 6, qui vedete quello che si è definito. ? in fase di definizione la procedura relativa alla richiesta del Comune di Emarèse che, con delibera del Consiglio comunale, ha espresso la volontà di mutare la propria appartenenza dall'Unité des Communes Mont-Cervin alla Evançon. La procedura è in fase ultimativa, mancano ancora i pareri di due Comuni.
Per la salvaguardia del particolarismo valdostano, la Regione è intervenuta presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in sede di Conferenza unificata, per l'acquisizione dell'intesa sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di censimento della popolazione e archivio nazionale dei numeri civici. L'intervento, consistente nella richiesta di specifiche integrazioni allo schema di decreto, condivise con la Provincia autonoma di Bolzano, era mirato a evitare la violazione delle specificità linguistiche dei toponimi valdostani, con il conseguente disallineamento tra le denominazioni ufficiali di località, villaggi, frazioni e aree di circolazione comunali, approvato ai sensi della legge regionale n. 9/61 e le denominazioni presenti in archivio.
Questa è, nell'insieme, l'attività svolta. Invece non avete la relazione sull'attività, prevista in base alla legge n. 6, in materia di interventi regionali di cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale, in quanto durante l'anno scorso sono proseguite attività previste all'inizio, ma non ci sono state nuove attività e quindi non vi sono stati ulteriori sviluppi.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Segretario Fontana. Ne ha facoltà.
Fontana (PD-SIN.VDA) - Oggi discutiamo la legge di stabilità 2017 e il bilancio 2017/19. Sentita la relazione dell'Assessore, si può intravedere un bilancio caratterizzato da due parole chiave: "ripresa economica" e "sviluppo". L'intera manovra finanziaria regionale tende infatti a questi due obiettivi, considerando sia l'iniziale manifestarsi di segnali di ripresa sia il superamento del patto di stabilità previsto, per la nostra Regione, nella legge di bilancio dello Stato 2017. Un'innovazione che non appare di poco conto, perché consente di lasciarsi alle spalle un'impostazione che di fatto limitava gli investimenti e costringeva a non utilizzare tutte le risorse a disposizione per lo sviluppo. Un freno che paradossalmente colpiva ancora di più le amministrazioni virtuose. Il pareggio di bilancio, il nuovo criterio che verrà applicato, consentirà di utilizzare completamente le risorse disponibili. Tutte le nostre energie potranno, quindi, essere dedicate ai due obiettivi che ho menzionato in precedenza, riassumibili nel mettere in campo azioni per accelerare la ripartenza del sistema Valle d'Aosta.
La discussione sul bilancio in Commissione è stata ampia, oggetto di approfondito confronto anche con i rappresentanti di tutte le parti sociali e sindacali, che hanno dato parere positivo alla proposta nel suo complesso. Tale ampio dibattito ha contribuito alla stesura di emendamenti migliorativi al testo della legge, che la Commissione competente ha recepito.
Uno degli articoli più dibattuti è stato l'articolo 19, il cui comma 2, che riguardava la casa da gioco, è stato stralciato con l'impegno di approfondire la problematica. Tema che sarà ampiamente illustrato nel corso della seduta consiliare.
Il bilancio 2017 ci mette a disposizione un miliardo e settanta milioni di euro al netto del nostro contributo allo Stato per il riequilibrio della spesa pubblica, che ammonta a 217 milioni di euro. L'accantonamento dovuto al rapporto finanziario con lo Stato rimane importante e centrale ma scende - se si pensa che nello scorso documento previsionale arrivava a 245 milioni circa - liberando risorse che siamo riusciti ad utilizzare per finanziare leggi e progetti. A queste riflessioni va aggiunto, sempre per quanto riguarda le previsioni della legge di stabilità dello Stato, che la stessa definisce due partite aperte da tempo: la prima è quella delle accise, per cui riceviamo a titolo di ristorno 74 milioni di euro per il 2017 e sono già previsti anche i versamenti per il futuro, fino al raggiungimento della somma dovuta dallo Stato alla Valle d'Aosta per le accise. Inoltre, è previsto anche il trasferimento di 21 milioni di euro conseguente ad una sentenza che ci è stata favorevole.
Insomma, novità e disponibilità grazie alle quali abbiamo avuto modo di finanziare tutte le leggi attinenti ai vari settori produttivi.
Oltre a far risaltare il valore politico di questa scelta, a testimonianza di una Regione che non si chiude su se stessa ma che volge lo sguardo a nuovi orizzonti istituzionali, voglio sottolineare l'incremento - sempre rispetto allo stesso bilancio - da 8 a 20 milioni di euro di fondi europei, in ordine a progetti depositati dalla nostra Regione, a valere su vari programmi comunitari, gran parte dei quali destinati al Fondo sociale.
Le priorità definite dal documento economico-finanziario regionale, tradotto in bilancio, pongono l'attenzione alla persona quale fattore centrale, perché una società in cui è possibile vivere bene è quella in cui il cittadino non è un numero, ma riceve considerazioni e, quando la situazione lo richiede, tutele e salvaguardie.
Partirei quindi dal nostro welfare, sottolineando che le fasce deboli sono destinatarie di attenzioni specifiche, grazie alla creazione di una misura di aiuto unico per la famiglia, al sostegno nel campo della casa, alle azioni delle istruzioni e formazione, nonché all'incremento delle risorse per la collocazione nel mondo del lavoro e per l'inclusione sociale. A riguardo vanno menzionati il mantenimento del bon chauffage, il finanziamento della legge di inclusione e la proroga del fondo di inclusione sociale, per un importo complessivo di euro 12 milioni; oltre ai fondi per continuare nell'attuazione dei programmi e dei lavori di utilità sociale ammontanti a un milione e 280mila euro. La Valle d'Aosta si è sempre caratterizzata per l'attitudine inclusiva, e vuole continuare a farlo. Queste azioni lo testimoniano, e ad esse va affiancata anche la maggiore dotazione delle risorse mirata a garantire l'erogazione dei servizi per le persone anziane, ai quali la Regione ha destinato risorse per euro 27 milioni. Non solo la Finanziaria prevede - destinando risorse per euro 500 mila - una ricompensa per quegli enti in grado di fornire servizi in associazione, dimostrando così di avere compreso lo spirito della riforma che ha interessato il comparto. Sarà questo un parametro in più, del quale disporremo per misurare la capacità di scatenare dei meccanismi virtuosi a livello locale.
Altro settore che ha riflessi fondamentali sulla gestione del territorio è l'agricoltura; non a caso il bilancio incrementa, considerandoli degli investimenti strutturali, i fondi per i cantieri forestali destinando 3 milioni e 660mila euro per le assunzioni a tempo determinato per il piano agricolo forestali. Così, come per altre azioni legate all'ambiente aumenta, anche in considerazione delle difficoltà che il settore sta attraversando, il sostegno alla zootecnia, che passa da 2 a 4 milioni di euro.
Attenzione anche per le attività di formazione, quelle produttive, con la proroga delle misure destinate a chi investirà nel rinnovo energetico degli stabili: una decisione che potrà ricadere positivamente anche sulle ditte locali, creando indotto. Con logica analoga, l'Amministrazione varerà, grazie alle previsioni di bilancio, un piano di interventi per le sedi scolastiche, curandone il miglioramento della sicurezza e l'adeguamento alle normative antisismiche.
Tengo poi a porre l'accento, continuando a vedere nelle giovani generazioni importanti pagine del futuro della Valle d'Aosta, sugli impegni di spesa previsti per finanziare la legge sulla "Buona scuola" e, rimanendo nell'alveo culturale, il piano di interventi sul patrimonio architettonico regionale.
Un ultimo accenno sui trasporti. È già stato sottolineato nelle scorse settimane, ma lo ribadisco: la ferrovia è al centro delle nostre riflessioni, ma vogliamo si tratti di un ragionamento complessivo in ottica definitiva, pertanto il bilancio finanzia uno studio dal quale sono attese indicazioni importanti sul futuro di questo servizio.
Detto tutto questo, non vorrei soffermarmi oltre. I dati che sin qui ho esposto, evidenziano come questo bilancio costituisca al tempo stesso una sintesi e una risposta alle esigenze dei vari settori coinvolti nel rilancio del sistema economico, culturale, sociale, produttivo e dell'imprenditoria della nostra regione. Finalmente, dopo tanti bilanci negativi e senza prospettive, si ricomincia ad intravedere la possibilità di risolvere le criticità che hanno coinvolto la nostra Regione negli ultimi anni. Non si tratta di un bilancio che risolve tutti i problemi, ma rappresenta un punto di partenza per poter lavorare più serenamente e dare maggiori risposte ai cittadini.
Voglio ringraziare tutte le parti sociali che hanno contribuito a migliorare tale disegno di legge, e un ringraziamento particolare va anche agli uffici competenti per il lavoro svolto.
Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan. Ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Faccio un primo intervento, anche a seguito delle relazioni di ieri del Presidente della II Commissione e dell'Assessore Perron, poi sicuramente integreremo ancora, perché siamo solo all'inizio del dibattito. Credo che il percorso - come giustamente ricordato ieri - di questo bilancio e di questa Finanziaria sia stato forse effettuato in un tempo ristretto, ma sia stato molto intenso perché comunque ha affrontato, anche in modo approfondito, diversi argomenti che posso definire anche cruciali per il futuro della nostra Regione. Questo documento di bilancio arriva quest'anno in un modo un po' inaudito, subito dopo il documento economico finanziario (Defr), che è documento di programmazione e di indirizzo triennale che forse per il prossimo anno sarà importante avere a metà anno, in un momento in cui sarà possibile programmare e poi, pian piano, vedere anche quali ricadute avrà, per poi provvedere a un nuovo bilancio. Quest'anno il fatto che si siano susseguiti in questo modo, a mio avviso, ha un po' depotenziato questo documento di programmazione che invece è, e dovrebbe essere, molto più importante.
Io non farò un'analisi economica, non citerò grandi numeri del bilancio o parametri, ma credo che parametri più importanti li abbiamo tutti visti delinearsi in Commissione. È stato un momento di grande confronto, questi documenti sono dei momenti di grande confronto tra la situazione reale e le prospettive, sicuramente è il momento più significativo dal punto di vista politico, non solo contabile.
Il lavoro della II Commissione è stato approfondito e un grazie va naturalmente a tutti i colleghi della minoranza, ma anche della maggioranza, naturalmente al Presidente di Commissione a cui va riconosciuto che, da capitano di lungo corso, ha un'esperienza non banale e non secondaria e ha saputo ascoltare, interpretare le diverse sensibilità che uscivano dalla Commissione e - devo dire - anche a dare voce alle diverse esigenze che prendevano forma, perché è stato un lavoro che ha preso forme diverse durante il lavoro di Commissione. Credo che ci sia stata soprattutto un'esigenza di chiarimento. Individuo nel percorso di Commissione questa grande esigenza: quella di chiarimento. Spesso sono esigenze di chiarimento che ha la società valdostana, che ritroviamo, chiaramente in un modo diverso, nella società valdostana, quando i cittadini ci chiedono conto del lavoro che noi facciamo sia in Commissione che in Consiglio regionale. Una società valdostana che non riesce più a ritrovarsi nelle azioni della politica, perché credo, al di là del bel risultato e del posizionamento che oggi la nostra "Provincia" della Valle d'Aosta ottiene sul quotidiano "Il Sole 24 Ore", che la società valdostana non riesca davvero più a ritrovarsi nelle azioni che compie la politica.
Credo siano state importanti, in questo percorso, le numerose audizioni che sono state fatte; hanno evidenziato questo profondo scollamento tra chi amministra (l'Amministrazione regionale) e chi subisce le scelte.
Assessore Perron, lei ieri è stato a mio avviso molto positivo, ma credo che, dopo il lavoro che ha svolto insieme ai suoi colleghi, sia anche il suo ruolo di cercare di dare una visione positiva a questo bilancio. Si è dimenticato - e a volte le cose che si dimenticano, sono, direi, importanti - di studiare o di approfondire, di andare alla radice di questo scollamento, che ormai è percepibile e visibile a tutti, tra l'Amministrazione e il cittadino. L'esempio è stato lampante fra audizioni di rappresentanti di categoria e di lavoratori, per i quali andava tutto bene, e lavoratori di quella stessa categoria che hanno chiesto audizione, che sono venuti ad evidenziare invece delle criticità che stanno minando il loro settore. Hanno portato dei macigni enormi in Commissione, tutti registrati, che stanno cadendo addosso ai lavoratori soprattutto, e alle famiglie. Le ragioni per le quali non si intervenga e non si cerchi di porre rimedio, devo dire che per noi sono sconosciute, e continuano ad essere senza risposta. Ci siamo posti, a volte la domanda sul perché non si ponga rimedio quando, comunque, ci sono esempi in altre Regioni anche di "toppe" poste. Il perché non si riesca, in Valle d'Aosta, ad intervenire, credo che per noi - per me soprattutto - rimanga il punto interrogativo più grande, a cui per ora non riesco a dare risposta. Ieri sera, i sindacati stessi, Assessore Perron, sono intervenuti e hanno in qualche modo delegittimato quanto lei ha detto: l'hanno smentita, hanno più volte in audizione detto di non essere stati neppure ascoltati, che neppure il documento hanno ricevuto! Spesso siamo stati noi Consiglieri, e devo dire che la II Commissione è stata un punto di riferimento anche per le categorie sindacali. Credo che non ci sia altro da aggiungere, quando dico che c'è uno scollamento tra quello che uno dice di fare e quello che poi in realtà si fa attraverso le azioni. Lei ieri, Assessore, ha detto delle cose e un'ora dopo è stato smentito da fonti credo anche autorevoli.
Altri punti da sottolineare a mio avviso su questo bilancio: la mancanza di trasparenza che c'è nel continuare ad amministrare alcuni enti importantissimi della società valdostana. Ne cito due, e su questo ritorneremo, presenteremo degli ordini del giorno, ci sono delle proposte di legge che la I Commissione affronterà. Ci sono due enti culturali che gridano necessità di trasparenza e soprattutto di libertà: il Forte di Bard e l'Università della Valle d'Aosta.
Assessore, lei mi guarda e non capisce... ma no, non mi offendo. Il Forte di Bard e l'Università della Valle d'Aosta sono due enti, credo, che necessitino trasparenza, e quando dico libertà vuol dire che hanno bisogno di presidenze libere da ogni contatto politico, libere da ogni amministratore politico e soprattutto libere da condizionamenti politici: non vuol dire che la politica non se ne debba occupare, ma vuol dire che la politica non deve intromettersi nella gestione.
Questo è ormai, credo, un aspetto chiarissimo a tutti; non è più solo il gruppo ALPE che disturba, forse abbiamo solo sbagliato i tempi. Ormai ce ne siamo accorti tutti qua dentro in quest'aula. Il gruppo ALPE ha solo sbagliato i tempi, ha parlato di questa libertà e di questa necessità di non condizionamento due anni fa, cioè ne ha parlato troppo presto; abbiamo sbagliato i tempi e chiediamo scusa. Due anni dopo riconosciamo e vediamo che c'è interesse e quindi su questo sicuramente ritorneremo.
C'è un altro grande ente che chiede necessità di trasparenza, ed è il Casinò. Sicuramente il collega capogruppo Chatrian ci ritornerà dopo. Per me è stato veramente di grande stupore non sentire una parola, ieri, nella relazione dell'Assessore su questo grande problema che è, in questo momento, il Casinò, che è stato per la Valle d'Aosta, e potrebbe ancora essere forse, una fonte anche di grande interesse, ma che in questo momento è una fonte di grande preoccupazione. Non una parola è stata spesa nella relazione dell'Assessore Perron, e mi sono chiesta se è stata una dimenticanza, anche questa voluta, o solo e semplicemente una dimenticanza.
C'è un altro problema in Valle d'Aosta, quello dell'occupazione. La ricerca di oggi che pone Aosta come prima città capoluogo in termini di vivibilità non la colloca al primo posto per il settore di indagine del lavoro e dell'innovazione, quindi anche su questo stiamo soffrendo. Forse troppo spesso ci siamo illusi che sia sufficiente fare delle piccole azioni, ma il settore dell'occupazione deve essere preso in considerazione in modo globale e con una progettualità che neppure in questo bilancio noi vediamo.
Crediamo che l'attuale Governo regionale in questi anni abbia bluffato, soprattutto con i cittadini, e l'inganno in politica - lo sappiamo - è mortale. "Dire una cosa e poi farne un'altra" credo che possa passare una volta o due, poi i cittadini se ne accorgono. E la mancanza di chiarezza e di consequenzialità nelle azioni sono state chiarissime in Valle d'Aosta con l'ultimo voto, con gli esiti del referendum, che credo non necessitino ulteriori approfondimenti.
Mi dispiace che ieri il capogruppo dell'Union Valdôtaine, il collega Farcoz, abbia fatto un'analisi, a mio avviso, molto semplicistica di questo voto, dicendo in sintesi che in Südtirol hanno capito e che invece in Valle d'Aosta i Valdostani non hanno capito. Ho fatto una sintesi molto sintetica, collega, ma questo è quanto lei pensa. Io la penso invece in modo molto diverso da lei, e credo che in Südtirol il movimento di maggioranza che governa non è stato delegittimato. In Valle d'Aosta, invece, il movimento autonomista che governa e che ha, per ora, ancora una larga maggioranza è stato delegittimato dai cittadini valdostani in modo chiaro. Questo passaggio negativo è anche da attribuire all'azione dei parlamentari, che è stata un'azione insignificante, tant'è che persino loro si sono sentiti soli. L'abbiamo visto, abbiamo provato a coinvolgerli, ma non è pervenuto nulla. Sappiamo che ieri hanno dato, però, parere favorevole anche per il Governo che si è insediato. Dopo una sonora bocciatura e dopo l'esito referendario, vedo che hanno capito la lezione e in qualche modo hanno cercato di interpretare il voto valdostano: cioè hanno continuato a fare di testa loro. Credo che anche questo sarà un passaggio politico importante.
Ritorno sul bilancio: quello che, a nostro avviso, manca ancora, è un'azione chiara e decisiva anche per la risoluzione del problema dei rifiuti. Sicuramente anche su questo aspetto il nostro gruppo ritornerà.
Crediamo che in questi anni ci sia stato un dispendio di risorse e di energia anche grande in alcuni settori. Ci sentiamo di dire che alcuni settori importanti per la nostra Regione hanno avuto anche delle grandi energie da un punto di vista economico e finanziario: penso alla scuola, penso anche ad alcune azioni un po' sporadiche riguardo al turismo. Ma questo dispendio di energie, anche economico, a nostro avviso non ha avuto alcuna ricaduta o comunque non è stato da traino come invece avrebbe dovuto essere.
Come non citare poi settori, sui quali ritorneremo con degli emendamenti e degli ordini del giorno, come la ferrovia, i trasporti. In tutti i Consigli abbiamo parlato di trasporto e di ferrovia, abbiamo persino fatto un Consiglio straordinario sperando che qualche bilancio in questi anni li prendesse veramente a cuore; oggi c'è, c'è un passo forse un po' più determinato su questo aspetto, aspettiamo però di vedere davvero un'azione più incisiva. Il Defr era quasi umiliante riguardo al punto dei trasporti; sul bilancio c'è qualcosa di più, crediamo che si potessero fare proposte diverse. Proveremo anche in questo ad essere un po' più incisivi.
Altro settore che a nostro avviso è stato abbandonato in questi anni è l'agricoltura, per quanto adesso in questo bilancio si cerchi di mettere le toppe e di porre rimedio, Su questo non entro adesso nel merito, ne parleremo nella discussione degli emendamenti.
Ritengo che sia importante fare un ultimo passaggio sul settore che viene definito ormai come "attenzione alla persona". Abbiamo, anche in questo bilancio, posto attenzione alla persona in tutti i suoi vari aspetti. Io credo che dopo anni passati a progettare grandi strutture, grandi servizi proprio attorno alla persona, ai servizi ai piccoli, agli immigrati, oggi ci troviamo un po' tutti disorientati, perché ci rendiamo conto che queste grandi strutture sono diventate ingestibili da un punto di vista di mantenimento, da un punto di vista anche occupazionale. Ci rendiamo conto che forse c'è qualcosa che non ha funzionato, e credo che dovremmo innanzitutto renderci conto che il primo passaggio utile dovrebbe essere rimettere in comunicazione - e lo sottolineo - le diverse generazioni. La Valle d'Aosta in questo credo che, a differenza di altre Regioni - sicuramente anche per la conformazione, anche per sua la struttura e per quella dei suoi Comuni - possa farlo prima di altri. Credo che la Valle d'Aosta debba pensare di rimettere in comunicazione le diverse generazioni, invece di separarle in tante strutture diverse. Così come credo sia importante rimettere in comunicazione la comunità intera. È un'azione certo difficile da economizzare, Assessore Perron, mi rendo conto, però credo che rimettere culturalmente in comunicazione la comunità, le diverse generazioni, fra di loro con delle azioni concrete, sia uno dei primi passaggi, perché è sicuramente un passaggio culturale questo, importante e necessario. Dobbiamo interrompere quella cultura individualista, che forse ci siamo accorti non essere così premiante, che ha spezzettato la comunità. Quindi dobbiamo passare da una cultura individualista, che arricchisce pochissimi e impoverisce tutti, ad un nuovo concetto di comunità che è quello che c'è ancora nel substrato della comunità valdostana, e non dobbiamo perderlo. Dobbiamo andare a rinvigorirlo e riprenderlo come uno dei cardini principali, a mio avviso, anche dell'economia valdostana.
Credo che ci sia stato nel dibattito di questo bilancio anche un interessante coinvolgimento di tutte le forze politiche e che ci sia stata anche una presa di coscienza e un nuovo rinvigorimento delle forze che si autodefiniscono di "cambiamento".
Credo che su questo il nostro gruppo, ALPE, abbia non solo sempre detto, ma anche dimostrato, di essere forza di cambiamento e sicuramente sarà costruttivo, come sempre, per non solo dire di cambiare e di migliorare il futuro della nostra Regione, ma di farlo realmente.
Credo che sia importante ringraziare, anche se sono ringraziamenti scontati, tutti coloro che seguono costantemente il bilancio in modo diretto, ma non così visibile; credo che il bilancio e il suo andamento vengano quotidianamente seguiti e che un ringraziamento vada sicuramente agli uffici, a coloro i quali potrei definire essere i sarti che modellano quanto i legislatori e l'azione dei decisori politici dovrebbe in qualche modo dare come idea. Credo che in questo abbiamo delle persone davvero serie e di grande competenza, quindi che un ringraziamento vada a tutti loro.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Follien. Ne ha facoltà.
Follien (UV) - J'interviens à mon tour pour donner une petite contribution à la discussion sur la loi financière et le bilan de prévision, un bilan qui a été construit et rédigé pour chercher à donner des réponses à la crise économique que nous sommes encore en train d'affronter, dont les principales causes sont dues au cadre macro-économique et au cadre européen, qui est toujours plus instable. On voit une Europe qui est loin d'être une Europe des peuples, une Union européenne qui continue d'être perçue par les citoyens comme un centre financier et monétaire, incapable d'affronter leurs problèmes réels: l'immigration et une économie encore en crise. Cette Europe semble avoir perdu les principes et les valeurs qui étaient à la base du projet commun des pères fondateurs. Dans ce cadre, il y a même une situation très délicate pour ce qui est de l'économie italienne, avec une politique concentrée sur le post-référendum du 4 décembre, avec les élections politiques aux portes et un moment de grande incertitude dans les institutions.
All'interno di questo quadro nazionale ed internazionale caratterizzato da criticità, si inserisce il bilancio regionale di questo triennio che - come abbiamo ascoltato ieri nella relazione del Presidente della II Commissione e dell'assessore al bilancio Perron - è stato pensato e costruito, ed è proposto all'aula, per dare delle risposte concrete ed efficaci a questo momento di crisi, con una filosofia di base che è stata quella di generare dei risparmi ragionati, ma soprattutto puntare su degli investimenti mirati nei vari settori produttivi della regione, cercando di programmare e mettendo sempre al centro della propria azione il nostro welfare e gli enti locali.
Un bilancio che, per la prima volta in questa legislatura, potremmo dire che ha delle note timidamente positive a riguardo delle risorse finanziarie di partenza, con una riduzione dell'accantonamento a favore dello Stato, favorito dall'introduzione del pareggio di bilancio. Fatto per noi positivo.
Partendo da queste risorse, è nato questo documento frutto delle indicazioni contenute nel Defr e del programma di legislatura delle quattro forze, ora cinque, di maggioranza dopo l'ingresso di Pour Notre Vallée.
Alcune rapide osservazioni su alcuni settori del bilancio. Riguardo al personale, ritengo importante la scelta politica sulla ricollocazione dell'ex Direzione Agenzia regionale del lavoro e degli impiegati forestali, un'operazione necessaria e non più procrastinabile che permetterà di dare una risposta concreta a questa situazione complessa e che, attraverso un passaggio in Commissione, ne uscirà certamente rafforzata. Ritengo poi importante sottolineare l'attenzione verso gli enti locali con i fondi a disposizione dei comuni rimasti invariati, con un trasferimento in linea con lo scorso anno, nonostante un calo importante dell'Irpef.
Dicevamo prima del sostegno dell'impegno ai vari settori produttivi della regione, impegno riconosciuto anche da alcun categorie: penso a Confindustria e non solo; un impegno che si evince dal mantenimento e anche dall'incremento delle risorse a disposizione per l'agricoltura e per il turismo, per l'edilizia e per i lavori pubblici, e anche per le attività produttive.
Risorse che cercano di sostenere i settori trainanti per l'economia, come ad esempio il turismo. Penso ai numeri positivi, ad esempio, come presenza turistica sia nello scorso inverno che nell'estate passata e in questo inizio d'inverno, sia ad un settore agricolo ed edile, sicuramente i settori più in difficoltà, ma sui quali si sta ragionando in modo importante per cercare soluzioni rapide ed efficaci a problemi che non sono semplici. Per esempio, unito ad un incremento delle risorse destinate alle rassegne zootecniche, l'emendamento che anticipa il verde agricolo 2015 cerca di dare delle risposte, di tamponare una crisi del settore agricolo e di dare respiro alla categoria degli agricoltori.
Dicevamo del turismo, che si lega in maniera indissolubile, con i suoi numeri, alle politiche di promozione turistica della regione, in Valle d'Aosta e fuori, attraverso l'organizzazione di eventi e di iniziative. Come non ricordare il 2016, che è stato l'anno della Coppa del mondo di sci; come non ricordare anche le prospettive che ci saranno in futuro su questo evento. Come non ricordare una nostra eccellenza: la Skyway e tutto ciò che gira intorno alla stessa, veicolo fondamentale di promozione. Ma soprattutto il turismo rappresenta un binomio fenomenale con i nostri beni culturali: un binomio che sta dando risultati positivi in termini di presenze e di ricavi. Ben vengano dunque anche gli investimenti dell'Assessorato alla cultura sul recupero e la restituzione di altri grandi pezzi del nostro patrimonio, risorse fondamentali per la nostra Regione. Questo binomio credo che sarà centrale, sarà una scommessa per il futuro, sarà importantissimo. Si è fatto molto, si deve forse fare ancora meglio, ma credo che i segnali positivi ci siano. Possiamo fare qualche esempio: penso a dei numeri incoraggianti come punto di partenza per l'area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, penso ai numeri fatti dal Forte di Bard e dai suoi eventi culturali.
Penso al "Marché Vert Noël", che è un toccasana, per il commercio aostano e non solo; uno splendido evento che ha i suoi numeri grazie soprattutto alla sua location, ma anche grazie al lavoro di promozione e di allestimento fatto dai vari Assessorati. Importante, poi, è il sostegno finanziario dell'Assessorato alla cultura alle varie associazioni presenti sul territorio.
Et le soutient, qui est toujours fort, aux initiatives pour la sauvegarde de nos langues, de notre patois et de notre francophonie; je pense, donc, au soutien au Charaban, au Concours Cerlogne, à la Semaine de la Francophonie, à certains évènements à l'intérieur de la Saison Culturelle.
Centrali poi nel bilancio 2017/19 sono la sanità e i servizi sociali, che vedono numeri positivi in termini di risorse in aumento sia per le politiche sociali sia per la spesa sanitaria, risorse che permettono di continuare a migliorare le eccellenze che ci sono, e sono presenti da tempo nel nostro welfare che mette al centro la persona, e i servizi sociali sono un investimento sul futuro e non un costo. Un 2017 che credo vedrà una legge unica disciplinare i servizi all'infanzia e alla terza età, con l'obiettivo di garantire parametri di assistenza uguali per tutti.
Voglio fare ancora un breve cenno, perché ci riguarda come ufficio di Presidenza, su un emendamento che credo sarà proposto ed illustrato dal Presidente del Consiglio a nome dell'ufficio di Presidenza, un emendamento che permetterà, con una modifica di legge, di dotarci finalmente di un nuovo regolamento per le manifestazioni e per le iniziative culturali del Consiglio. Un nuovo regolamento che garantirà maggiore trasparenza, semplificherà le procedure di richiesta e disciplinerà, attraverso punteggi di merito, l'accettazione delle domande. Questo metodo di lavoro semplificherà l'istruttoria delle pratiche e anche la liquidazione delle stesse, ed è per questo che lo riteniamo molto positivo. Era da tempo che volevamo dotarcene, e stavamo lavorando per questo, credo con questo emendamento si andrà in questa direzione.
Pour terminer je veux faire deux brèves considérations d'ordre politique. Avant tout, dans le débat italien et, en partie, même dans notre région - le référendum l'a confirmé - il y a un grand absent, une parole qui n'est plus présente : c'est fédéralisme. Comme ont déjà fait remarquer d'autres forces politiques et d'autres collègues au cours de ces mois, il y a un retour du centralisme et les principes fédéralistes à tous niveaux sont équivoqués et toujours approchés à des paroles comme "coûts", "freins de l'économie", "dépenses"" et "inefficacité".
De ma part, je pense tout le contraire: les Pays et les réalités fédéralistes sont les plus évolués et les plus performants au monde. Nous - les Valdôtains et en premier lieu l'Union valdôtaine, qui doit sûrement récupérer ce thème avec conviction - devrions débattre plus ce thème. En tant que force politique, nous devrions concentrer nos énergies à réaffirmer la validité de ce thème politique, qui est un pilier fondamental de toutes les forces autonomistes valdôtaines.
Deuxièmement, je veux faire une simple considération sur la nouvelle majorité à cinq qui soutient ce gouvernement, qui a un programme et des lignes de travail. Dans ces semaines on a eu quelque petit problème - il serait absurde de le nier - mais je crois que si nous voulons regarder aux besoins des Valdôtains et donner des réponses au moment de crise nous devons devenir une réelle majorité politique, où il y ait une confrontation, des débats, des diversités, mais aussi des objectifs communs. Autrement, je me demande: que restera-t-il de cette législature et du parcours politique qu'on a fait? Je parle pour moi, puisque je suis à ma première expérience.
Je crois qu'avec ce bilan, qui a l''objectif de faire repartir la Vallée d'Aoste après la crise de ces années, comme quelqu'un l'a dit hier, et qui est le fruit du travail de toutes les forces politiques de majorité, on va dans la bonne direction et qu''il s'agit d'un bon point de départ.
Presidente - Ci sono altre richieste di intervento?
Dopo questa pausa di riflessione chiedo ancora una volta se c'è qualche richiesta di intervento. Ci son altre richieste? Voi ridete, ma c'è un limite: non è che possiamo rimanere ad aspettare mezzogiorno per andare a pranzo tutti insieme. Chiedo un po' di senso di responsabilità.
Ha chiesto la parola il Consigliere Borrello. Ne ha facoltà.
Borrello (SA) - Come ogni anno, ci troviamo in aula ad affrontare quello che è il documento più importante: il documento economico finanziario, la legge di bilancio che va a caratterizzare gli indirizzi di carattere politico amministrativo della nostra Regione per questo anno e per questo triennio. Quest'anno - come i colleghi hanno già detto - è caratterizzato da una nuova procedura di bilancio con un passaggio legato al Defr, che va a definire i caratteri generali rispetto all'impegno all'interno del documento di bilancio che noi stiamo analizzando.
"Non fermarci alle buone intenzioni, ai principi perché sulle buone intenzioni ci siamo tutti. Una marea di propositi. Non fermiamoci solo ai principi, su cui tutti siamo d'accordo, ma dobbiamo trasformare le parole in fatti; i bisogni fondamentali in diritti a fianco dei doveri; la libertà personale, la nostra libertà personale in corresponsabilità e in impegno. Allora è importante parlare e anche denunciare, ma sempre con rigore, con competenza e con spirito costruttivo, noi con la nostra responsabilità e quella responsabilità che chiediamo alla politica, a chi governa e alle istituzioni. È un problema di democrazia, perché la democrazia si fonda su due grandi doni: la giustizia e la dignità umana. Voi mi insegnate che la democrazia non starà mai in piedi se non c'è chi la sorregge, questa si chiama responsabilità. Quello che noi chiediamo alla politica e alle istituzioni, ma anche ai cittadini. Se non lo chiediamo alla politica, a chi lo dobbiamo chiedere? Abbiamo troppi cittadini a intermittenza, a seconda delle emozioni e dei momenti. Abbiamo bisogno di essere cittadini responsabili, che ci assumiamo di più la nostra parte di responsabilità ".
Vi ho letto un passaggio che don Luigi Ciotti ha fatto durante il suo intervento nella Giornata della legalità e in queste parole io mi ritrovo fortemente, perché ci parla in maniera chiara e netta del ruolo della politica e della necessità di avere della responsabilità.
Responsabilità significa anche mettere in condizione le persone di poter interpretare il ruolo, nello specifico il ruolo che è stato assegnato anche ai Consiglieri regionali. Questo mio intervento, ahimè, non lo tarerò sugli aspetti tecnici finanziari, ma su una questione di metodo, legato all'impossibilità, in queste ultime settimane, di poter lavorare con serietà e con serenità nell'affrontare un documento così importante.
Non voglio accusare nessuno, non ci sono delle colpe, capisco che è un documento e un metodo nuovo, ma proprio perché noi siamo caratterizzati - e in questo penso di interpretare il pensiero di tutti i colleghi - dalla responsabilità della politica, dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter analizzare bene un documento così importante.
Siamo consapevoli del ruolo del Consigliere, siamo consapevoli del ruolo del Governo, siamo consapevoli del fatto che il Governo deve imbastire, deve impostare un documento, anche analizzando le esigenze del proprio Assessorato, ma poi dobbiamo supportare, sostenere e sorreggere questo documento.
Quindi come non ringraziare il Presidente La Torre per il suo lavoro all'interno della II Commissione, lavoro con cui è riuscito a "gestire" un'assemblea piuttosto agitata, perché non era messa nelle condizioni di poter analizzare questi documenti.
Richiamo di nuovo, per l'ennesima volta, al ruolo di responsabilità. È con responsabilità che noi oggi affrontiamo questo documento, comprendendo le esigenze dettate dall'impostazione iniziale del Governo rispetto alla legge finanziaria, ma è con responsabilità che noi denunciamo un po' di superficialità nell'affrontare il tema del casinò, ed è con responsabilità che noi diciamo che sin da subito mettiamo a disposizione la nostra poca esperienza per cercare di migliorare questo bilancio.
Presidente - Altri interventi?
Non possiamo continuare con tempi di pausa più lunghi degli interventi; vi invito a chiedere la parola con maggiore celerità.
Ha chiesto la parola il Consigliere Roscio. Ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Giusto due brevi considerazioni, prendendo come spunto le due relazioni del collega Presidente della II Commissione La Torre e dell'Assessore alle finanze Perron che abbiamo sentito ieri. Provando ad entrare nel merito di quello che è stato detto, e cercando di non ripetere quello che i colleghi già hanno declinato, noto come le due relazioni sembra che parlassero di due documenti contabili differenti, non dello stesso documento contabile: da un lato la relazione del Presidente La Torre che in alcuni passaggi dava un giudizio preciso, e riprendo le stesse parole: "è un nuovo documento contabile, che vorrebbe farsi carico di un nuovo metodo, di una volontà di cambiamento nell'agire politico e amministrativo". Ed è quello che è emerso alla fine di un percorso abbastanza intenso che la II Commissione ha intrapreso, audendo un po' tutte le parti sociali, le forze politiche, il Governo e mettendo in evidenza come le condizioni di partenza, che derivavano dal documento economico-finanziario regionale che recentemente questo Consiglio ha approvato, non in tutto si riflettevano nel documento di bilancio e nella legge di stabilità, soprattutto per via di alcuni aspetti che non erano stati per nulla trattati, o per via di motivazioni e argomentazioni che non erano per nulla contenute. Questo è un dato espresso dalle forze sociali, che hanno detto di non avere le informazioni per poter dare dei giudizi, né sono state convocate per cercare di sentire le loro esigenze. Questo, Assessore, è quello che ci è stato riferito da più parti. Inoltre, è emerso chiaramente come non solo le parti sociali fossero all'oscuro di molte informazioni ma anche i Consiglieri di minoranza. Questo può far parte del gioco, ma l'impressione è che anche molti Consiglieri di maggioranza non avessero fino in fondo contezza delle scelte che stavano dietro a questo documento contabile. D'altronde, per certi aspetti la mancanza di informazioni da un lato e l'insistenza che c'è stata da parte di diverse forze, sia di minoranza ma anche di una parte di forze della maggioranza, per avere più informazioni nel Consiglio, ha portato ad avere alcune informazioni in più. Altrimenti l'impressione è quella che in una prima fase ci fosse un vero e proprio depistaggio rispetto alle decisioni e alle scelte fatte dal Governo.
Riprendo un altro aspetto che il Presidente La Torre ha toccato ieri nella sua relazione: quello del raggiungimento del limite di mediazione politica. Questo è un giudizio che noi riteniamo abbastanza pesante sull'operato che ha condotto a questo documento di cui oggi discutiamo. È un film di cui si è scritta una trama per nulla lineare, anzi, piuttosto contorta, con delle parti oscure, non ben definite, ma di cui oggi è da scrivere la conclusione. Questo mi è sembrato piuttosto chiaro in diversi interventi. La conclusione probabilmente sarà il presupposto per quel confronto che il collega La Torre ha auspicato ieri.
Dall'altro lato, nella relazione del collega Perron si ha quasi l'impressione che si parli non di questo documento contabile, ma di qualcos'altro che era forse all'origine, tant'è vero che su certi aspetti non secondari - come per esempio il famoso articolo 19 - ieri l'Assessore Perron ha sorvolato totalmente. Si parla da un lato di nuove disponibilità finanziarie per fare investimenti e sia l'articolo più importante che riguarda la quotazione in borsa di CVA sia la parte che riguarda il casinò ieri non sono stati degnati neanche di una parola. Forse è la parte di Finanziaria che più vede allocate risorse, e sono scelte da parte del Governo queste, e non certo da parte di una minoranza!
Ha fatto dei cenni, per esempio, alla parte dei trasporti dicendo che sulla ferrovia vi è una grande attenzione, vi è la volontà di fare riflessioni, ma noi - consentiteci - nel documento di bilancio non troviamo risorse che, invece, dovrebbero essere quelle che danno corso alle intenzioni. Il comitato che aveva portato la proposta di legge, recentemente approvata, sul rilancio della ferrovia, aveva fatto richieste ben precise che oggi in questo bilancio non trovano risposte, se non per una parte molto modesta per quanto riguarda eventuali nuovi studi per il 2017. Niente per gli anni a seguire, studi che, invece, dovrebbero essere alla base per una Regione che vuole andare a dialogare con altri enti, come la Regione Piemonte o il Ministero, per dare un segnale di serietà sugli intenti che vengono annunciati.
Vi è inoltre nel punto n. 7 (Ambiente) una superficialità che ci lascia un po' perplessi, perché si fa cenno all'ambiente come una grande potenzialità che dovrebbe essere in grado di collegare attività economiche come il turismo, ma anche attività agricole, ed essere un contenitore in grado di fare anche da volano per lo sviluppo della Valle, ma sul come realizzare alcuni interventi, anche in vista delle scadenze che ci sono per il prossimo anno, non vengono minimamente declinate le modalità.
Non ci è ancora dato sapere - prima la collega Certan l'ha accennato - come questo Governo intenda operare per dare un futuro assetto gestionale, per esempio, alla questione dei rifiuti. Tutto ciò ancora sfugge. Non vi sono risorse per far dotare la Regione dell'impiantistica necessaria nel Piano regionale di gestione dei rifiuti che è stato declinato, e questa, a nostro modo di vedere, è una mancanza rilevante.
Presidente Rollandin, quando dice che è già stato detto tutto, quindi tiene un profilo molto basso sul bilancio, fa quasi intendere che sia una cosa su cui lei non ha avuto modo di incidere, ma noi riteniamo che invece il Presidente della Regione sia il primo attore di questo documento di bilancio. Sembra quasi che altri abbiano confezionato il bilancio, di cui si prende semplicemente atto. D'altra parte, c'è un passaggio interessante dove si dice che la discussione è ancora aperta; noi siamo felici, perché presenteremo diversi emendamenti, sperando che questa discussione sia veramente aperta e quindi ci sia la volontà di confrontarsi e, dal nostro punto di vista, di dare delle risposte in più ai cittadini valdostani.
Noi accogliamo con favore quello che ieri il collega La Torre ha riferito su come il bilancio sia non un punto di arrivo ma un punto di partenza per un confronto che, a seconda di come verrà chiuso questo bilancio, a seconda di come questa storia, che oggi è ancora da scrivere, verrà chiusa, ci vedrà come interlocutori interessati.
E a certe condizioni, che oramai penso siano abbastanza chiare ed evidenti a tutti, il gruppo ALPE è molto interessato ad aprire un confronto che vada nella direzione di dare risposte in più a tutta la popolazione valdostana.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Fabbri. Ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - Vorrei fare anch'io qualche considerazione su questa legge finanziaria e su questa legge di bilancio. Comincerei con il ringraziare gli uffici, che si sono sobbarcati veramente un lavoro gigantesco nella stesura di bilancio. E oltre a dover sopportare questo tipo di lavoro, hanno dovuto anche sopportare la difficoltà che noi Consiglieri abbiamo avuto nel leggere, nel confrontare questo bilancio con quello degli anni scorsi, e voglio ringraziarli anche per averci supportato nella continua sollecitazione in relazione a questi chiarimenti.
Mi risulta che in questo profondo cambiamento, che è l'armonizzazione del bilancio, imposta dalla legge n. 118, si intravede veramente una nuova visione del bilancio regionale; un bilancio che comporta uno sforzo di progettualità economico-finanziaria maggiore di quanto avveniva in precedenza. Questo perché le risorse inserite nel triennio sono effettivamente spendibili, quindi hanno bisogno di una particolare attenzione nella loro programmazione. Gli equilibri di bilancio di previsione, e soprattutto quello di rendiconto, il principio della competenza rinforzata - che è estremamente importante - così come la nuova gestione dei residui differiti e del fondo di accantonamento vanno nella direzione di una gestione più rigorosa e più rispettosa di una progettualità che sia vera e attuabile nel futuro. Quindi un corpo unico e una progettazione triennale, che però è un corpo unico, che deve confluire in una progettualità omogenea.
Nella lettura dei capitoli delle entrate, soprattutto nel capitolo primo, si notano segnali preoccupanti per quanto riguarda la capacità di generare gettito, che va anche al di là di quella che sappiamo essere la riduzione Irap imposta dalla legge, questo gettito fiscale che è alla base del nostro bilancio. Diminuzione che è la dimostrazione che vi è ancora una sofferenza nella nostra società, che la crisi non ha ancora permesso di ripartire e che la vitalità economica della nostra regione è ancora un po' al palo, anche se si intravedono dei segnali positivi. Vitalità economica che avrà bisogno di forza endogena e di intraprendenza per ripartire; energie intrinseche che io sono convinto - noi tutti, credo, siamo convinti - che la nostra società possieda, e che è compito dell'Amministrazione, della politica aiutare a estrinsecarsi, quasi fosse una funzione maieutica di far affiorare questa progettualità insita nella nostra società, questa forza che è insita nella nostra società.
Se in questo bilancio le difficoltà in entrata sono state in parte risolte grazie ad una iniezione di fondi di riserva della CVA, e anche in parte a un migliore rapporto con lo Stato, nella programmazione del biennio successivo comunque, si segnalano aspetti di crescita di bilancio e quindi una maggiore possibilità di agire da stimolo sulla società. Si libereranno risorse grazie alla minore voracità dello Stato, e se tali risorse verranno ben utilizzate, non potranno che innescare questo circolo virtuoso che sarà volano per la nostra economia. Quanto poi alle spese previste, vanno tutte nella direzione di uno stimolo della società e di una copertura delle esigenze della società stessa. Situazione che migliorerà nella programmazione triennale. Vorrei far rilevare quindi il grande sforzo che è stato fatto per il cofinanziamento dei fondi europei, la cui importanza come volano economico tutti quanti riconosciamo.
Inoltre, sono convinto che questa crisi, così profonda e strutturale, che stiamo ancora vivendo, non si possa risolvere solo con stimoli di spesa pubblica di tipo keynesiano, ma si deve accompagnare al tessuto sociale e all'intraprendenza dei cittadini. Obiettivo che si può perseguire non solo con gli investimenti pubblici, che sono retaggio di un passato oramai irripetibile, ma con delle buone leggi. Credo che il nostro compito sia proprio quello di cercare di offrire alla società delle buone leggi di sviluppo. In questa direzione, a mio avviso, va la legge finanziaria che accompagna il bilancio. Certo, è migliorabile, e vedremo durante lo svolgimento di questo dibattito come poter migliorarla, possibilmente affrontando, tutti insieme, i problemi. Dicevo, una legge frutto di un buon lavoro, o meglio, di un lavoro svolto in profondità dal Governo e dalla Commissione, che ha assunto finalmente un ruolo da coprotagonista nella stesura di questa legge, sia con le forze di minoranza che con quelle di maggioranza. Finalmente un lavoro corale che ha coinvolto nella sua progettazione Presidenza, Assessori e Consiglieri paritariamente. A parte alcune illustrazioni dell''Assessore Perron che ieri ci hanno lasciato un po' sorpresi, ma forse sono i soliti refusi.
Il parto un po' travagliato della legge non è un indice di conflittualità o di volontà di prevaricazione da una parte e dall'altra, bensì indica che la legge è stata analizzata a fondo dagli organi politici, sindacali e della società per produrre uno strumento legislativo condiviso. Non sono mancate le critiche sul metodo, soprattutto da parte dei sindacati, però alla fine c'è stata una positività anche nel volerla migliorare; una positività nata proprio da questo colloquio approfondito fatto in Commissione. Non a caso dico che questo deve essere uno strumento, e tale deve essere: uno strumento di crescita e anche di analisi allo stesso tempo.
La crescita che proponiamo con questa legge non è solo una crescita materiale, anche se in alcuni aspetti, eviscerati bene da alcuni colleghi, va proprio nella direzione della crescita materiale, ma deve essere anche una crescita immateriale: una crescita di fiducia nel futuro. Immagino che questa mia affermazione susciterà un po' di sconcerto, forse di ilarità in chi ci ascolta, in chi è sfiduciato, in chi è ancora scettico; compito nostro è forse riuscire a trasmettere un sentimento di positività anche in questa legge. Sono convinto che, se letta attentamente, anche con senso fortemente critico, emerge quello che ho affermato.
Vorrei solo evidenziare alcuni aspetti che vanno in questo senso, soprattutto per quanto riguarda il finanziamento della sanità e delle politiche sociali, che finalmente hanno davanti a loro un triennio di stabilità e di eventuale progettualità. Così come il settore degli investimenti produttivi, che vede anch'esso una progettualità e una stabilizzazione che non può che produrre dei frutti positivi. All'agricoltura abbiamo potuto anche dare una certa sicurezza negli investimenti futuri, la possibilità che si possano sviluppare alcuni lavori che una volta venivano facilmente svolti nelle varie aziende agricole, anche piccole, che possono essere ripresi finalmente adesso. Avevo già accennato al cofinanziamento pieno dei fondi europei, all'aumento del fondo di inclusione sociale. Comunque, sono tutti aspetti che chi vorrà analizzare più a fondo, avrà tutto il tempo di farlo.
In questa legge ci sono due "convitati di pietra" che analizzeremo poi probabilmente con molta profondità in seguito: mi riferisco all'idea della privatizzazione della CVA. Al di là di quelle che possono essere le opinioni, io sono convinto - l'ho detto in Commissione e lo ripeto qui - che sia giusto discuterne in questa sede, eviscerare il problema in questa sede, in modo che tutti i cittadini valdostani possano veramente capire qual è l'importanza, sia in un modo che nell'altro, di questo atto importantissimo che andiamo a discutere. Altro punto incandescente - l'abbiamo già detto, qualcuno l'ha detto - è il casinò. Anche qui, sarà opportuno veramente uscire non dico da quest'aula, perché sarebbe troppo ottimistico, ma uscire da questa discussione con una linea tracciata, in modo da finalmente affrontare in profondità questo argomento.
Questi, in sintesi, i motivi per cui noi giudichiamo che questa sia una legge buona nel metodo e anche in parte nei contenuti che esprime, certo è migliorabile. Possiamo quindi accettarla e condividerla, nella speranza che sia uno strumento di crescita e di speranza per i nostri concittadini.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta. Ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Mi spiace che non ci sia l'Assessore al bilancio, perché avevo giusto due cose da dirgli, però sicuramente mi ascolterà da fuori.
Per quanto riguarda queste leggi che in qualche modo dovrebbero spiegare il futuro dei prossimi tre anni di questa Regione da un punto di vista economico, vorrei dire all'Assessore che la sua relazione potrebbe tranquillamente riscriverla giovedì sera alla fine di questo bilancio, perché la legge che andiamo a discutere sarà talmente cambiata, con gli emendamenti e con gli ordini del giorno, che di fatto non sarà la legge arrivata in aula. Così come è stato per la legge arrivata in Commissione, che a sua volta ha subito una serie di trasformazioni. È successo che i peones politici di quest'aula hanno finalmente capito che hanno un potere: quello di essere dei politici votati dal popolo e anch'essi, quando votano, esprimono un giudizio.
E non può essere più soltanto una presa di posizione per la presenza, quindi per il fatto che arriva il Presidente della Giunta - come è arrivato nella prima riunione di commissione su questa legge - ha presentato la legge, l'ha messa sul tavolo e come al solito sembrava che non ci fosse nulla da discutere. Invece c'è stato così tanto da discutere, che sono stati stralciati articoli e sono stati fatti poi degli emendamenti, parecchio pesanti. Pertanto la legge è stata così tanto cambiata e stravolta, che alla fine è diventata un'altra cosa, e al termine di questa lunga seduta diventerà una cosa ancora diversa. Ci sono moltissimi emendamenti, alcuni sono stati presentati dal Governo: vedi quello dell'anticipazione sull'agricoltura, che tra l'altro è stato modificato due volte perché una prima volta i fondi si prendevano da un posto che era talmente tanto brutto - i fondi che dovrebbero servire per l'inclusione - che si è deciso poi di prenderli dai fondi di rotazione. Meno male, sennò chissà cos'altro sarebbe accaduto.
Però tra le due relazioni, quella del Presidente di Commissione La Torre e quella dell'Assessore, noto una certa differenza. La differenza più grossa che noto è che mentre il primo giustamente dice: "magari forse è l'ultima volta che faccio la relazione di bilancio", e ne ha ben donde a dirlo, perché il 20 non si sa cosa succede, quindi giustamente dice magari è l'ultima volta che lo faccio, lei Assessore non ne ha parlato così come non ha parlato del casinò. Magari una nota io l'avrei messa, giusto per coerenza politica, non si sa mai. Magari il 20 potrebbe succedere qualcosa per la quale lei non sarà più Assessore al bilancio.
Mi ha fatto molto piacere che lei abbia detto tra l'altro che "l'epoca storica che stiamo vivendo pone anche i costi della politica sotto gli occhi della popolazione e ci è sembrato quindi naturale intervenire per dare un segnale alla comunità, nella consapevolezza che fare meglio non ha limiti, ma fare qualcosa è un dato di fatto che resta e che sottrae l'Amministrazione alla demagogia e alle strumentalizzazioni in materia di alcune parti politiche". Qui sembra sempre che ci sia la politica e l'antipolitica che strumentalizza. Io questa cosa, alla luce di ciò che è accaduto in questa legge di bilancio, non mi è sembrato di vederla; mi è sembrato che finalmente qualcuno prenda coscienza del fatto che fa il politico, è stato eletto e come tale debba intervenire su ciò che accade in quest'aula. Poi ci possono essere posizioni molto diverse, sensibilità diverse, approcci diversi, però non è che uno è buono e l'altro è cattivo, se no sembra che la ragione stia tutta da una parte e il torto stia tutto dall'altra, quando invece si sa benissimo che la ragione non sta mai tutta da una parte, così come il torto.
Vede Assessore, e Presidente, in termini molto semplici si può dire che questa Finanziaria non è più la Finanziaria del Governo. Sono numerosissimi i passaggi che lei ha fatto, Assessore, che di fatto dicono nulla di nuovo rispetto a quello che è già stato detto ed è già stato fatto. Non c'è nessuno sforzo per risolvere i veri problemi della gente; a cominciare dal lavoro che non si trova; a cominciare dal supporto alle aziende, che non c'è più. Il fatto che ci siano dei fondi, come il Fondo sociale europeo, è una cosa che qui in Valle d'Aosta e in Italia c'è da decenni, e non mi sembra che questo abbia cambiato molto rispetto a ciò che è accaduto nel mercato del lavoro. Non mi pare neanche che il fatto che si mettano in sicurezza degli edifici, a cominciare da quelli pubblici, piuttosto che quelli scolastici, possa in qualche modo risolvere i problemi dell'economia della Valle d'Aosta, perché anche questa è una cosa che tutto sommato non cambia assolutamente nulla.
Se poi vogliamo parlare di trasporti, avete fatto molto poco. Lei dice che ci sono 16,4 milioni, che sono quelli del trasporto ferroviario. Quindi di fatto non fate nulla.
Se poi vogliamo parlare di tutela e valorizzazione dell'ambiente, Assessore, qui ce ne sarebbe da dire, perché se c'è una cosa che non si fa in Valle d'Aosta, è la tutela e la valorizzazione dell'ambiente. Vogliamo parlare un po' dei torrenti come sono messi, della qualità dell'aria, del fatto che non solo sfruttiamo l'acqua in maniera indecente, distruggendo l'ecosistema, ma in più adesso ce la svendiamo, perché la "Madia" ce lo impone, quindi non possiamo fare nulla. Abbiamo fatto razziare fino adesso tanti nostri amici, adesso faremo razziare anche qualcuno che non è valdostano.
Tutto questo chiaramente senza nasconderci un piccolo particolare: poco tempo fa abbiamo approvato una legge sulle partecipate che doveva dare maggiore trasparenza alle assunzioni e alla gestione economica delle partecipate stesse, il casinò non risponde ancora a queste leggi. Probabilmente a Saint-Vincent la legge non è ancora arrivata, visto che si continuano a dare incarichi e appalti senza assolutamente rispettare i principi di trasparenza messi nella legge stessa.
Per non parlare poi di CVA, che invece risponde talmente tanto bene alle richieste di accesso agli atti da sommergerti di carta. Sono divertenti, da questo punto di vista, questi signori della CVA.
Quando abbiamo trattato, Assessore, la questione casinò - io faccio un breve cenno, perché mi sembra piuttosto importante - tra i vari errori grossolani presentati nei documenti sottoposti alla Commissione ce ne sono di tutti i tipi, a cominciare dal fatto che si è fatta una relazione dei risparmi ottenuti tra l'intero anno 2015 e i primi nove mesi del 2016, in maniera tale da far vedere che i risparmi fossero altissimi: si sono confrontati dodici mesi con nove mesi. Tutto questo per portarci a dire che certe cose erano assolutamente indispensabili e inderogabili.
Io credo, Assessore, che così come un po' di tempo fa le ho chiesto se forse il suo Dicastero, il suo lavoro non era così apprezzato, credo che, alla luce di questo bilancio e dei risultati che ci saranno giovedì, un ragionamento profondo debba farlo, perché non è normale che un esponente del Governo presenti una legge e questa gli venga completamente stravolta dall'aula e dalla sua stessa maggioranza direi. La sua stessa maggioranza gliela sta praticamente trasformando, gliel'ha trasformata sotto gli occhi.
Certo, un ragionamento andrebbe fatto anche dal Presidente Rollandin, perché non mi sembra che quello dei peones di quest'aula sia un voto di pancia, come ha detto per il referendum. Magari la gente è un po' stanca di sentirsi bagnata in testa e pensare che sia pioggia, quando in realtà non lo è. Questo alla lunga potrebbe essere fastidioso, quindi speriamo che a breve i nodi vengano al pettine. Ora mi dispiace se lei, o qualcun altro di quest'aula, ci lascerà a breve perché sinceramente mi sembravate una compagnia allegra, una compagnia che ci permette in qualche modo di essere gioviali e contenti di parlare di tante cose amene, senza mai affrontare i problemi, però è anche giusto così. Purtroppo sono cose che succedono. Io spero che non passiate quella modifica con quell'aggiunta di 4,4 milioni di euro ai vitalizi, che mi sembra veramente uno schiaffo a tutti quelli che continuano ad essere senza lavoro, a tutti quelli che continuano ad avere dei grossi problemi con le proprie aziende. Però, si sa: i diritti acquisiti non si toccano, chi dice il contrario? Però mi sembra strano, per esempio, Assessore, che si possa decurtare dell''11 percento l'importo che chi è stato fortunato e bravo può prendere, e non del 50 o del 70. È davvero una cosa strana.
Tutto questo per dire che questo bilancio alla fine non risolve i problemi dei cittadini, non fa neanche giustizia al lavoro che si cerca di fare in quest'aula. Ci saranno dei piccoli miglioramenti presentati dai vari colleghi, e si spera che siano miglioramenti fattibili e costruttivi. Però alla fine di tutto deve tenere presente che, in un modo o nell'altro, io credo che il suo lavoro sia giunto da un punto di vista politico al capolinea. Di questo deve prenderne atto, magari dopo l'approvazione del bilancio; fare una profonda riflessione; magari farci una relazione più precisa e approfondita e su questo prendere le decisioni corrette che dovrebbe prendere.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Restano. Ne ha facoltà.
Restano (PNV) - Abbiamo iniziato il percorso sul bilancio alcune settimane fa, un percorso complesso, articolato che ha avuto il via con la discussione del documento economico-finanziario regionale, una maniera anomala rispetto alla consuetudine. Ora possiamo dare - io credo - con questo nuovo modello due chiavi di lettura: una chiave tradizionale, quella dell'analisi dei numeri, un'analisi delle cifre legata alla legge di cui stiamo discutendo o un'altra chiave di lettura, che è quella degli indirizzi, dei principi, dei progetti e dei contenuti, che è quella indicata dal legislatore, quando ha imposto l'utilizzo del documento economico finanziario.
Analizzando nella maniera tradizionale le risorse in campo, le risorse disponibili, balza agli occhi che le entrate proprie continuano ad essere in calo. Noi però abbiamo una maggiore disponibilità di risorse, dettata dall'andare a pescare queste risorse in parte dalla gestione speciale e in parte dal poter fare uso di entrate che possiamo definire "straordinarie", come ha accennato prima qualche collega che è già intervenuto. Per questo motivo, non vi è un grande ottimismo da parte mia, la mia è piuttosto un po' di preoccupazione a riguardo della reale capacità finanziaria delle nostre imprese, della popolazione valdostana, che poi si traduce nelle imposte che ogni anno vanno a versare.
Il documento finanziario ha preso il via con una conferenza stampa da parte della Giunta di presentazione dell'atto, poi è entrato nella II Commissione. Se vogliamo un pochino seguire quanto detto da chi mi ha preceduto, è entrato con un abito in Commissione: pantaloncini e t-shirt, e ne è uscito con la polo e i jeans. Sostanzialmente, modificato. Questo grazie alla capacità della Commissione durante le audizioni di fare sintesi, di confrontarsi anche col Governo per poter dare una prima risposta alle perplessità da parte delle rappresentanze sindacali e da parte anche di gruppi spontanei - oserei dire - che si sono formati, soprattutto nel settore agricolo. Audizioni di associazioni che ci hanno sollecitati ad un ampio confronto e dibattito. I primi riscontri li abbiamo avuti nelle modifiche di alcuni articoli, che riguardano il personale agricolo forestale e il personale dell'ex Agenzia regionale del lavoro, che non saranno più inseriti nella "Salva-precari", ma vi sarà un'altra agenzia - presumo - e tutto questo piano dal Governo sarà portato nuovamente in discussione per un approfondito confronto e una condivisione. Abbiamo accettato la proposta dei sindacati a riguardo dell'Agenzia regionale per le relazioni sindacali, che viene soppressa, prevedendo la costituzione di un comitato regionale per le relazioni sindacali in capo all'Amministrazione regionale.
In seguito, sono stati introdotti degli aiuti per le aziende agricole: il finanziamento sotto forma di anticipazioni delle indennità compensative dei pagamenti agro-climatici ambientali spettanti agli agricoltori per la campagna del 2015. A tale proposito, sorge ancora il dubbio: se questa azione sia sufficiente o sia necessario intervenire ancora in altri modi.
Riguardo all'articolo 19 se ne è tanto discusso: quotazione in borsa di CVA, chiamiamoli "aiuti al casinò"; si è giunti alla fine ad una sostanziale modifica di questo articolato. Non vado oltre, perché di questo si è parlato in maniera approfondita e copiosa.
In ultimo, per sintetizzare, la soppressione dell'articolo 24. Abbiamo accolto le istanze portate avanti dalla Federazione nazionale della stampa italiana, che definiva questa modifica della normativa regionale negativa nel merito e grave nel metodo. La sensibilità della Commissione e del Governo hanno fatto sì che questo articolo fosse soppresso.
Invece, proseguendo poi nell'analisi del documento che stiamo analizzando, sempre nella maniera più tradizionale, devo rilevare come si prosegua nelle azioni di contenimento della spesa che riguarda il personale. Si deve prendere atto di questi sforzi. Una limitazione anche alle assunzioni che riguardano gli enti locali, portate al 50 percento della sostituzione della pianta organica riferita al territorio sovracomunale.
Come al solito, mi soffermo un pochino di più sulla parte che riguarda la sanità. Devo esprimere soddisfazione all'operato del nuovo Assessore alla sanità, che ha impostato il suo lavoro nel segno della continuità con quanto portato avanti dal suo predecessore. Così ci siamo trovati a chiudere in breve tempo l'atto aziendale, un atto che ci veniva sollecitato dall'azienda; stiamo portando avanti un lavoro di riforma del welfare valdostano, passando attraverso la riorganizzazione dei servizi per gli anziani, ma soprattutto attuando un modello di lavoro basato sul confronto e sulla partecipazione. Ricorrenti sono gli incontri fatti da un gruppo di lavoro, che ha portato ad una proposta di modello condiviso. Vi è poi inoltre un impegno sostanziale a portare avanti quella misura unica a sostegno della famiglia, che era già stata sollecitata in precedenza. Per quanto riguarda i trasferimenti all'Azienda sanitaria, devo rilevare come questi sono aumentati. Ho avuto modo, nella mia veste di Presidente della V Commissione, di sostenere che il nostro modello di sanità non poteva andare avanti, se non con un finanziamento superiore ai 240 milioni di euro. Così è stato fatto, è stato previsto direttamente in Finanziaria, senza poi dover procedere a metà dell'anno a stanziare nuovi fondi per far andare avanti questo settore strategico ed importante per la nostra comunità. Lavorare senza poter programmare con certezza diventa molto difficile in tutti i settori, ma in particolar modo nel settore sanitario. Prendo atto che c'è in corso la volontà di sostenere un bando di concorso che permetta, almeno per il 50 percento del personale in servizio precario alla Usl, di essere sistemato in maniera definitiva, e questo non può che darci soddisfazione.
Per quanto invece riguarda gli interventi nel settore agricolo forestale, soprattutto nel settore della pubblica utilità, è lodevole il tentativo di aumentare i fondi a disposizione, quindi aumentare le giornate lavorative per questo personale - per quanto riguarda gli uomini, si parla di uomini sopra i cinquant'anni; donne sopra i quarantacinque anni - che si vedeva impegnato per un numero di giornate assai limitato. Quindi questa può essere una risposta alla necessità di lavoro per un comparto che ha dato segni di grande debolezza e che è molto in apprensione.
Per quanto riguarda, invece, gli interventi sul territorio, si ripropongono gli interventi che riguardano i consorzi di miglioramento fondiario, e quindi i riordini fondiari e il miglioramento dei terreni agricoli. Quindi si ritorna a dare dei soldi all'agricoltura, lo si fa anche per quanto riguarda le rassegne, si è aumentato a 4 milioni di euro. Forse per ritornare al valore di alcuni anni fa, si poteva e si doveva fare di più. Io auspico che si tenga in considerazione questo settore che ha mostrato veramente di essere messo alla frusta, di essere in grossa difficoltà.
Particolare attenzione viene data agli edifici pubblici e agli edifici scolastici, attraverso il finanziamento di un'indagine conoscitiva di questi edifici per quanto riguarda soprattutto la realizzazione di interventi che riguardano la sismicità, quindi ritenuti prioritari e urgenti, mettendo a disposizione nel triennio oltre 4 milioni di euro.
Io considero qui terminata una prima analisi sui numeri di questo bilancio, che per certi versi secondo me dà risposta alle esigenze del territorio e della cittadinanza. Però non posso esimermi dal fare un altro tipo di analisi, che parte dall'esito del referendum e che ci consegna due chiavi di lettura: sicuramente un giudizio negativo sulla riforma costituzionale proposta e un secondo giudizio, anch'esso negativo, sul modello di governo proposto da Renzi. Questo, secondo me, era un governo basato più sulla politica del fare, su una politica del fare in solitudine e in fretta. Non sempre questo è ben coniugato con il fare bene. A volte anche noi in Valle d'Aosta ci basiamo su questa politica: fare in fretta e abbiamo degli esempi non propriamente positivi.
Potrei citare l'esempio del casinò, dell'articolo 19 che abbiamo soppresso in parte; l'esempio anche del voler fare in fretta nel quotare in Borsa CVA, senza dover fare i dovuti approfondimenti nelle sedi consiliari competenti. Oppure, per andare su altri settori, le decisioni assunte banalmente sulla caccia che hanno portato alle dimissioni in tronco di tutto il comitato caccia e, perché no, le decisioni assunte sulla querelle Tor e 4K. Forse se prima di fare in fretta avessimo deciso in maniera più pacata e condivisa, avremmo raggiunto altri risultati. Sicuramente la percezione da parte della popolazione sarebbe stata diversa.
Così mi sono cimentato, in questi giorni dopo il referendum, in una sorta di sondaggio e ho domandato alle persone che incontravo - un numero limitato - che cosa chiedessero alla classe politica attuale in due parole. Ovviamente la parola "onestà" ha avuto il sopravvento, però ricorrenti sono state le parole "programmazione", "coerenza", "concretezza", "trasparenza" e "semplificazione".
Io mi chiedo, per tornare al tema in discussione oggi: se noi con questa Finanziaria, con l'approvazione del documento economico finanziario, abbiamo dato risposta a queste esigenze. Forse no. Forse non siamo riusciti a dare le dovute risposte, prova ne sono i numerosi emendamenti o ordini del giorno portati avanti dai singoli gruppi consiliari, e dalla maggioranza stessa. Dove noi non abbiamo risposto? Probabilmente la percezione della popolazione sta nell'assenza di una continuità di programmazione. Nel settore agricolo - l'abbiamo sentito in audizione - è stato mal percepito lo sportello unico. Non ripeto come è stato giudicato, però è il significato di una percezione non positiva sull'operato di questo sportello. Lo sportello unico degli Enti locali non è percepito positivamente, sembra più uno sportello dedito a complicare le pratiche piuttosto che a risolverle.
Nel campo del turismo vi è la necessità di intervenire in maniera energica sull'impianto normativo; non abbiamo affrontato dei possibili problemi quale è la legge sulla promozione turistica che è ferma da oltre un anno. Abbiamo un impianto normativo che riguarda lo sport del 2004 che è vecchio, da rinnovare, che non tiene conto dei progressi fatti nel settore dello sport. È vero, aumentano i turisti, vuoi per il lavoro di tutti, vuoi per il lavoro dei singoli, ma anche per dei fatti contingenti: per i venti di guerra che percorrono il resto del mondo, per la mancanza di disponibilità finanziarie, quindi si sono accorciati i periodi di ferie e si sfruttano le vacanze di prossimità.
Dovremo programmare forse in maniera diversa la nostra politica sul turismo. Ci chiedono delle risposte dal settore dell'edilizia, le imprese si sentono trascurate, abbandonate. Io credo che con gli emendamenti che discuteremo in aula, potremmo tutti assieme dare delle risposte significative e importanti a quanto a questa legge finanziaria ancora manca per essere comprensibile e leggibile da tutti - perché è un'impresa ardua per la popolazione non esperta andare a capire questo documento -e per proseguire quel percorso di rifacimento dell'abbigliamento e farla uscire da questa sala in giacca e cravatta, e non come è entrata.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara. Ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Già molte cose sono state dette su questa legge di bilancio, farò alcune brevi considerazioni. È il quarto bilancio che si discute in questa legislatura, ed è la prima volta che si ha la sensazione di aver costruito almeno una parte di questa legge di stabilità in Commissione, recependo le richieste delle parti sociali, dell'opinione pubblica e con la partecipazione e la valorizzazione di tutte le sensibilità del Consiglio.
Qui mi allaccio anche un po' a quanto il collega Consigliere La Torre ha espresso ieri nel suo intervento. Dopo aver ascoltato con attenzione l'esposizione dell'Assessore Perron, sono convinto che alcune parti di questa legge finanziaria verranno ancora migliorate in seguito alla discussione in aula per la sua approvazione.
A questo punto, vorrei soffermarmi sui punti di questa legge di stabilità, su cui si dovrà, secondo noi, in seguito alla sua esposizione, Assessore Perron, fare alcune riflessioni. Inizierei dal settore agricolo. Importantissima iniziativa quella che lei ha anticipato ieri nella sua relazione, quella dei 13 milioni di euro che vengono anticipati al mondo agricolo per il PSR per l'anticipo del 2015, una vera boccata d'ossigeno per un mondo in difficoltà come è in difficoltà in questo momento. Però non ci si deve fermare qui, perché l'azione politica intrapresa alcune settimane fa e che prosegue proprio in questi giorni nei confronti di AGEA, del Ministero, della Banca dati nazionale per la zootecnia, anche se un po' in ritardo dovrà proseguire senza sosta perché si possa arrivare ad una regolarità ed equità di pagamenti, dovuti alle aziende agricole, per PSR e premio unico.
Poi vorrei tornare, già alcuni miei colleghi l'hanno fatto in precedenza, sulle audizioni fatte in Commissione. Un'audizione, molto pacata e interessante, è stata fatta ad un gruppo di agricoltori e allevatori che hanno chiesto di essere auditi. Niente è uscito dalle righe, però si è percepito un disagio grande che in questo momento il mondo agricolo regionale sta patendo per tutte le problematiche che conosciamo. La morale di questo intervento e di questo incontro che abbiamo avuto con questi agricoltori è che richiedono un aiuto da parte delle istituzioni, come Assessorato, come AREA. Ho sentito parlare proprio adesso dello sportello unico da parte del Consigliere Restano, ci hanno detto che loro non si riconoscono, non riescono ad essere aiutati, non hanno aiuti in questi settori, perciò è lì che bisogna lavorare. Non è che bisogna fare delle grandi cose, bisogna fare in modo che queste persone siano ascoltate invece di essere non dico vessate, però non considerate; e non parlo solo di questi settori, io ho passato tanti anni nel Corpo forestale, anche tutte queste istituzioni devono mettersi assieme per aiutare questo mondo veramente in difficoltà nel modo giusto: come assistenza tecnica, con quello che si vuole.
Molto positivo, sempre nel settore agricolo, il fatto che sono stati mantenuti i soldi dati gli anni passati per le rassegne del bestiame, nonché il completamento dei riordini fondiari e il piano per i cantieri forestali, con un aumento circa del 45 percento rispetto agli anni passati. Grande attenzione negli investimenti, nella sanità, nelle politiche del welfare, il sociale, settori che rivestono un'importanza primaria assieme alla scuola, alla valorizzazione del patrimonio culturale e delle attività produttive.
Un passaggio, Assessore, che verrà sicuramente ripreso nella discussione degli emendamenti è quello che riguarda gli operai e gli impiegati assunti con contratti privatistici, in quanto la sua esposizione non corrisponde a quanto si è discusso nelle scorse settimane nella Commissione competente. Io le devo fare un appunto, perché la sua esposizione non c'entrava niente con la discussione avvenuta in Commissione. Ma di questo ne parleremo poi con gli emendamenti.
Altro tema da approfondire, è quello sui trasporti ferroviari, che non necessita di uno studio di fattibilità, ma di un programma strategico che, in relazione alla legge appena approvata da questo Consiglio sul trasporto ferroviario, necessita di impegni finanziari a breve termine.
Fondi europei. Lei ieri, Assessore, non ha commentato questa parte che, a nostro parere, merita più attenzione.
Come d'altronde le società partecipate, che non sono solo la CVA - importantissima partecipata che monopolizza la discussione in quanto pare destinata alla quotazione in Borsa, operazione che dovrà essere valutata attentamente sotto ogni punto di vista - in seguito all'approvazione della legge regionale n. 72, si dovranno applicare puntualmente le norme previste da questa legge per migliorare e rendere trasparente l'attività delle società interessate.
In conclusione, riteniamo che questa legge di stabilità, per il percorso di condivisione e di confronto fatto in sede di Commissione e che continua in quest'aula in questo Consiglio, porterà ad un risultato soddisfacente per la comunità valdostana.
Presidente - Se non ci sono altre richieste di intervento, chiudo la discussione.
Ha chiesto la parola la Consigliera Morelli. Ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Chers collègues, la discussion sur la loi des finances, ou loi de stabilité comme on la définit maintenant, est toujours un moment d'extrême intérêt pour l'activité du Conseil. Permettez-moi une petite réflexion. Je crois que le climat de modération des interventions qui se succèdent aujourd'hui au fond ne rend pas justice à l'activité fervente qui s'est produite dans les Commissions. En effet, à l'intérieur des Commissions, en préparation de cette loi, il y a eu un débat très serré, qui a produit effectivement des effets sur le texte de loi qui est arrivé aujourd'hui dans cette salle, qui a subi une transformation en cours de route. Ceci est quelque chose d'assez nouveau; nous devons le reconnaitre.
Dans les années passées chaque groupe, en particulier l'opposition, a toujours travaillé pour essayer de conditionner le résultat final, mais je crois que cette année s'est produit quelque chose de différent, qui est extrêmement intéressant du point de vue politique et qui - nous devons nous souhaiter - produira des effets positifs pour la communauté toute entière.
Aujourd'hui c'est le moment de dresser un bilan, non seulement financier-administratif, mais également politique et social. C'est le moment de programmer le futur, celui de cette année est le dernier budget complet de la législature. C'est la dernière occasion pour ce Conseil de parvenir à des choix qui soient réellement significatifs. Cela s'avère justement pour la loi que nous sommes en train de discuter aujourd'hui. L'année prochaine ce sera différent, tout sera déjà tourné aux élections de 2018, tandis que dans cette dernière année complète qu'ira commencer en janvier je crois qu'il y aura pas mal de choses intéressantes à voir.
Je veux d'abord m'associer aux remerciements, qui ne sont pas formels, mais qui sont sincères, d'abord à tous les dirigeants des finances, à Peter Bieler en particulier, pour le travail énorme qui a été fait, et aux employés du bureau législatif du Conseil, qui parfois sont stressés, même à la dernière minute, pour interpréter et essayer de mettre en bonne forme les considérations, les suggestions et les désirs des Conseillers. Celle-ci n'est pas toujours une tâche facile. Enfin, last but not least - cela a déjà été fait par presque tous les intervenants - un remerciement est dû au Président de la II Commission, Leonardo La Torre, pour la conduite très efficace de la Commission.
Les travaux de la Commission ont fait enregistrer régulièrement une participation massive des Conseillers, de minorité et de majorité, tout groupe confondu. Il faut reconnaitre que la discussion a été parfois très animée, mais aussi très articulée et très approfondie. Je crois qu'on a tiré un enseignement des auditions des différents sujets qui sont intervenus.
Il faut aussi faire une considération sur cette situation politique assez particulière qui s'est produite pendant cette dernière année. Cela a été conditionné par deux faits : le passage de six conseillers de l'Union valdôtaine progressiste en majorité et la sortie de deux conseillers de l'Union valdôtaine. Cela a créé des conditions favorables à un débat plus large. Je ne veux exprimer aucun jugement là-dessus, je me limite à constater ce fait. Ces deux évènements ont produit une situation de meilleure activité politique et un débat sûrement plus large. Si ce débat sera porteur de résultats utiles à notre communauté, nous le comprendrons dans les prochains jours. Pour le moment, nous nous limitons à prendre acte de cette situation qui a imprimé quand-même une transformation aux textes qui avaient été présentés au début.
Vorrei tornare alla relazione del collega La Torre, che ci ha fornito ieri molti spunti interessanti di riflessione. Come non essere d'accordo sui concetti che il collega ha scelto, anche con modestia, di voler far pronunciare ad altri, a personaggi politici di un certo spessore, concetti riferiti al passato, ma che comunque sicuramente sono ancora di attualità. Concetti che si riferivano in particolare all'utilizzo delle istituzioni da parte di chi comanda. Sono concetti estremamente forti, sui quali anche il collega Perron poi, all'inizio del suo intervento, si è detto d'accordo. Cosa che mi è suonata curiosa, perché il tenore del suo intervento era invece tutto un altro. Ma su questo credo che già si sia ben espresso il collega Roscio.
Come non essere d'accordo, collega La Torre, sul fatto che è necessario recuperare un rapporto di fiducia, di dialogo tra politica e cittadini, perché è palese che, anche in Valle d'Aosta, la vittoria del no al referendum sulla riforma costituzionale, è un chiaro atto di sfiducia dei cittadini valdostani in primis nei confronti del "mouvement de majorité relative". A dimostrazione del fatto che, quando non è possibile controllare il voto, come può avvenire nelle elezioni regionali con le tre preferenze, così come quando si esercita l'arma dell'astensionismo, quando i cittadini sono liberi di esprimersi, generalmente i risultati non sono per niente scontati. I cittadini fanno di testa loro, e molto spesso smentiscono la politica a cui normalmente invece sembrano aderire. Di questo dovrebbe rendersi conto l'Union Valdôtaine, collega Farcoz e collega Follien - entrambi si sono pronunciati su questo risultato - del fatto che i Valdostani in misura maggioritaria non si sono sentiti rappresentati dalle indicazioni che avete dato loro di votare "sì", di cui devo dire francamente non sembravate troppo convinti neanche voi per primi. Evidentemente ha prevalso, nel dare l'indicazione di voto, il condizionamento dettato dal rapporto di dipendenza che ormai si è instaurato con lo Stato italiano e con chi quello Stato incarnava in quel momento. È un copione già visto, anche nella scorsa legislatura; sono cambiati i soggetti, ma ci pare che l'atteggiamento sia un po' sempre lo stesso. Peccato, sarebbe stato significativo e sicuramente apprezzato dai Valdostani adottare una posizione forte, univoca, chiara a difesa dell'autonomia e del federalismo, collega Follien, condivido: del federalismo che non va in un senso solo, di quel rapporto di sussidiarietà che deve esistere tra Regione e Stato, ma anche tra Enti locali e Regione, che abbiamo visto disatteso in questi anni. Mi fa piacere che si voglia tornare a fare una riflessione su questi temi, a cui noi non ci sottrarremo sicuramente.
Evidentemente però la chiarezza non è stata il vostro forte, non è il vostro forte alla guida di questa maggioranza.
E lo avete dimostrato anche con questa legge di stabilità, perché comunque si è tentato di bluffare. Come definire altrimenti la volontà dietro all'omissione, omissione palesemente voluta, non una dimenticanza, nel documento economico finanziario, che è uno strumento importantissimo che per la prima volta quest'anno abbiamo avuto l'occasione di dibattere; in quel documento c'è stata un'omissione di quelli che si sarebbero poi rivelati essere i punti cardine della legge di stabilità. I punti più significativi, gli oggetti del contendere, lo si è visto in Commissione e lo si vedrà confermato anche in Consiglio: il finanziamento al Casinò e la quotazione in Borsa di CVA. Come può, Assessore Perron, affermare nella sua relazione che la legge di stabilità 2017/19 è stata strutturata sulla base del Defr, se il Defr volutamente ignorava la questione gravissima del Casinò e la questione rilevante della possibile quotazione in Borsa di CVA? Argomenti che poi in Commissione, scambiando opinioni con i colleghi, sono stati dibattuti pochissimo all'interno della maggioranza stessa.
Peraltro, non sono gli unici argomenti su cui avete cercato di bluffare, perché comunque, anche su altri argomenti - come quello dei 177 dipendenti assunti con contratto privatistico a tempo indeterminato - vi è un "detto" e un "non-detto", un'ambiguità di fondo che fa sì che le questioni non si possano mai dibattere concretamente e con la reale volontà di trovare delle soluzioni condivise.
Altro tema su cui avete cercato di bluffare, è quello della ferrovia. Nel Defr gli avete dedicato due righe stringate e, a detta di qualche consigliere di maggioranza, pure strappate con le unghie e con i denti perché il governo regionale non voleva nemmeno mettere quel passaggio. Avete dedicato due righe per dire che sarà oggetto di studio la sua modernizzazione. Anche nella legge di stabilità, Assessore Perron, non andate oltre la realizzazione di uno studio di fattibilità, dopo trent'anni di studi di fattibilità, con alle porte l'ultimo anno pieno di legislatura, l'ultimo anno in cui si può ancora imprimere qualità, imprimere interventi reali. Non ricordo quale collega dicesse: "cosa rimarrà di questa legislatura?" - forse il collega Follien lo diceva - noi ce lo poniamo questo interrogativo come forze di opposizione e, à plus forte raison, dovrebbe porselo la maggioranza: cosa rimarrà di questa XIV Legislatura?
Sulla ferrovia vi è ancora questo atteggiamento un po' di ignavia, nonostante una proposta di legge di iniziativa popolare - poi votata all'unanimità in Consiglio regionale - che fissa delle azioni ben precise, si continua ad aggirare la questione.
Torneremo più puntualmente su tanti argomenti che caratterizzano questa legge di stabilità, con questo intervento breve, ho semplicemente voluto porre all'attenzione di quest'aula alcuni concetti, direi più generali, perché sicuramente il momento che stiamo vivendo è estremamente delicato: non si può più parlare di una crisi, ormai si deve parlare di una situazione strutturale cambiata, non torneremo mai più alla situazione di qualche anno fa, di prima della crisi, quindi veramente dobbiamo cercare tutti assieme di cambiare paradigma e questo è possibile solo se tutti gli attori sono messi nella condizione di conoscere a fondo.
Ho apprezzato il richiamo alla chiarezza del collega Borrello, sicuramente tutti dobbiamo essere posti nella condizione di conoscere a fondo per poter affrontare le sfide che ci aspettano. Vedremo cosa uscirà da quest'aula. I presupposti lasciano intendere che potrebbe esserci qualcosa di più condiviso, qualcosa di più utile alla nostra comunità, e credo che questo debba essere l'obiettivo che tutti dobbiamo porci.
Presidente - Ha chiesto la parola il Vicepresidente Farcoz. Ne ha facoltà.
Farcoz (UV) - Grazie Presidente. Solo per richiedere una sospensione per una riunione di maggioranza.
Presidente - Sospensione concessa.
(La seduta è sospesa alle ore 11:36 e riprende alle ore 12:24)
Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Ci sono delle richieste di intervento?
In attesa di eventuali richieste, ricordo la scadenza degli emendamenti per le ore 13:00.
Vi sono ancora richieste di intervento?
Chiederei all'Assemblea un po' di attenzione e soprattutto di rispetto del ruolo; chiedo per l'ennesima volta se ci sono richieste di intervento. Se non ci sono richieste di intervento, chiudiamo la discussione generale. Io vi garantisco che chiudo la discussione.
Ha chiesto la parola il Consigliere Grosjean. Ne ha facoltà.
Grosjean (UVP) - Volevo fare anch'io due riflessioni su questa Finanziaria, che sta nascendo tra tante difficoltà, ma soprattutto dopo un grande lavoro di armonizzazione da parte delle Commissioni, e credo che questa sia un po' la novità di questa Finanziaria.
Per quanto riguarda la distribuzione dei fondi disponibili, questa volta c'è stato un po' di lavoro concreto. Io mi limiterò a fare alcune considerazioni sul settore agricolo, settore che si sta allargando sempre di più grazie ai nostri giovani, allargando nel senso che non vi sono più solo quelle due o tre colture che eravamo abituati a conoscere fino adesso, ma ci sono veramente tanti nuovi filoni produttivi che si stanno sviluppando. È vero che sono già in atto delle misure di semplificazione che sono state messe per il settore zootecnico, ma si dovrebbe fare qualcosa di più. Vediamo in generale, seguendo la situazione nazionale, che l'agricoltura è in grande evoluzione; il futuro è sempre più orientato verso un'agricoltura più rispettosa dell'ambiente, e di conseguenza anche del consumatore, della salute.
La Valle è ricca di prodotti tipici, ma sembrerebbe che l'attività promozionale sovente si concentri quasi esclusivamente su alcuni prodotti DOC e DOP. Io qui vorrei fare una piccola riflessione: se vogliamo dare spazio veramente all'enogastronomia, se vogliamo implementare questo legame tra l'agricoltura e il turismo, dovremmo lavorare di più anche per tutte le altre produzioni tipiche. E di prodotti tipici ne abbiamo almeno una quarantina. Prodotti tipici che si legano in modo particolare ad alcune zone del nostro territorio, quindi è veramente importante creare questo fattore di valorizzazione dell'enogastronomia.
Come diceva prima il collega Nogara, gli agricoltori, soprattutto nel settore zootecnico, stanno passando un momento di difficoltà per tutto questo caos che si è creato, legato alle misure del PSR, al premio unico, a incomprensioni e a dati trasmessi in modo a volte non chiaro; non avendo la volontà di accusare né un'organizzazione, né l'altra, però alla fine chi ci rimette sono sempre questi benedetti agricoltori. È vero che ci sarà un emendamento e una misura che permetterà di intervenire come Regione con un anticipo, che credo debba essere il più celere possibile, però questo non cambia, questo è il problema. Quello che dovremmo iniziare a valutare a fondo sono le altre problematiche: i prezzi del latte, del nostro formaggio DOP di riferimento più importante (la fontina) e delle nostre carni.
Se continuiamo - e per fortuna che ci sono questi sostegni - semplicemente a lavorare sulla celerità nella concessione dei premi, purtroppo non ne verremo a capo. Questo è un lavoro di routine e di ufficio, che deve seguire queste cose, ma bisognerebbe sviluppare in modo più concreto l'agricoltura.
Dovremmo anche riflettere sul perché di questi ritardi: abbiamo fatto tutta una serie di discussioni, ma alla fine siamo in ritardo, perché il nostro PSR è stato approvato per ultimo nei primi mesi di quest'anno. Quindi siamo partiti quando gli altri erano già in fuga, e noi ci stiamo cercando di accodarci ma sarà difficile recuperare questo tempo. Questo dimostra una mancanza di programmazione all'inizio, perché se noi avessimo avuto il nostro PSR pronto sin da subito, probabilmente tutte queste problematiche non ci sarebbero state.
Sarebbe meglio che, al posto di preoccuparci solo dei contributi, ci preoccupassimo un po' di più della valorizzazione dei prodotti, entrando anche nelle dinamiche delle organizzazioni, perché effettivamente abbiamo, per esempio, questo grosso problema della riconoscibilità delle fontine di alpeggio, di cui sono venti o trent'anni che se ne parla, ma niente cambia. Sappiamo benissimo che in altre zone hanno fatto delle scelte molto diverse, hanno diversificato le produzioni stagionali e, valorizzando le produzioni di punta, hanno trainato anche le altre produzioni. Quindi, secondo me, bisogna proprio cominciare a vedere l'agricoltura sotto un altro aspetto.
Je vous donne une suggestion. L'année passée, les 22 et 23 décembre, j'ai eu le plaisir d'avoir une rencontre avec le responsable de la Chambre de l'agriculture d'Alsace. Il me donna une publication avec toutes les données liées à la campagne agricole 2015. À la fin de la campagne agricole, ils avaient déjà toutes les données économiques sur les cultures, les coûts de production, la rentabilité et les difficultés, liées surtout aux changements climatiques.
Après l'avoir félicité, je lui posai une question : "On est à la fin de l'année et vous avez déjà toutes les données?" Il me répondit : "C'est maintenant le moment que les agriculteurs ont le temps de programmer la prochaine campagne agricole".
Je crois que c'est un peu ça ce que nous devons faire dans notre agriculture, mais aussi dans notre bilan: ne pas y penser au dernier moment, mais avec un terme un peu plus long.
Concludo comunicando al Consiglio che il 23 novembre 2016 la Commissione europea ha discusso una risoluzione legislativa del Parlamento europeo dello stesso tenore e con gli stessi obiettivi di quella discussa da noi il 29 settembre sulla gestione dei reflui zootecnici. Purtroppo qui è l'esempio di come alcune cose vengono dette, ma poi non vengono fatte, e questo veramente è un grosso dispiacere perché potevamo essere per una volta un po' avanti rispetto allo Stato, essere praticamente noi i promotori o già attuatori di queste misure. Questo ci deve far riflettere profondamente.
Il settore agricolo ha bisogno di altre attenzioni, per quanto riguarda l'ambiente in particolare. Forse noi non abbiamo mai valutato le emissioni degli inquinanti dovute ai reflui animali, purtroppo è un problema che si sta evidenziando sempre di più, a livello nazionale e a livello europeo. Pare che gran parte dell'inquinamento atmosferico, il 25/30 percento sia dovuto all'agricoltura e il 90 percento al problema dei reflui. Quindi ho già trasmesso al responsabile della Misura 16 del PSR questa risoluzione, spero che riusciamo a partire anche noi a fare qualcosa di concreto per dare una mano ai nostri allevatori. Io credo che i contributi e i finanziamenti vadano sempre bene, sono utili e indispensabili, ma soprattutto serve un po' di sostegno anche alle innovazioni, alle nuove tecnologie, non possono essere gli agricoltori che sono impegnati a fare gli agricoltori.
Ho visto intraprendere una nuova via con questo bilancio, una grossa discussione, quindi immagino che ci sia la possibilità di andare avanti e magari di vedere un futuro un po' più interessante per i nostri agricoltori.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin. Ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Volevo iniziare questo intervento sulla Finanziaria 2017/19 ringraziando anch'io i dirigenti, le strutture e gli uffici dell'Assessorato per la collaborazione che abbiamo ricevuto in questa non facile predisposizione del nuovo testo di bilancio armonizzato, soprattutto legata al fatto che c'erano difficoltà ad avere dati confrontabili con le precedenti Finanziarie.
Ringrazio anche il Presidente della II Commissione, tutti coloro che hanno partecipato alle tante discussioni in cui si è provato a fare un po' di chiarezza, ad approfondire i contenuti di questo bilancio. Ringrazio in particolare i sindacati, che penso mai come questa volta siano stati coinvolti e si siano sentiti partecipi di scelte, potendo esternare tutta la preoccupazione legata a questo momento di difficoltà per il sistema Valle d'Aosta.
È corretto che anche la parte sindacale - quella forse più vicina alle fasce di lavoratori, alle fasce più deboli, comunque - sia molto partecipe in una discussione così importante come il bilancio triennale. Un bilancio che, a mio parere, mette a nudo la realtà valdostana. Per anni noi in quest'aula abbiamo sentito - da parte della maggioranza, dell'esecutivo, dell'Assessore, del Presidente - dire che la zavorra che ci portavamo dietro, quella del patto di stabilità imposta dallo Stato, ci impediva di spendere quelle risorse di cui eravamo in disponibilità. È stata dipinta una Regione che aveva tante potenzialità, tante risorse, in piena salute. A mio parere, quella Valle d'Aosta che ci avete dipinto, non è la realtà, non è quella che emerge da questo bilancio. Probabilmente è una Valle d'Aosta che non esiste.
Questo bilancio chiude a 1 miliardo e 72 milioni, nel 2016 avevamo 1 miliardo e 11 milioni, però alcuni ragionamenti ci tengo a farli.
Per questo bilancio avremmo avuto le stesse risorse dell'anno precedente, se non, probabilmente, qualcosa di meno senza il prelievo dalle riserve risultanti dal bilancio certificato 2015 di CVA, e se si fosse iscritto almeno l'obbligo per le Regioni e Province autonome di assicurare il contributo alla finanza pubblica di 5.480 milioni - in tutto il comparto regionale è chiaro, non riguarda solo le Autonomie locali - che è stato ribadito anche nella Finanziaria di quest'anno all'articolo 66 al comma 20.
Ci sono poi alcuni dati, secondo me, significativi che dovrebbero quantomeno farci riflettere, e forse far preoccupare un po' i cittadini. L'Irpef che è il termometro della salute, della crescita di una regione come la Valle d'Aosta, è un'Irpef che, rispetto all'anno precedente, perde 10 milioni: siamo a 240 rispetto ai 250. Un'Irpef per la quale se prendiamo a riferimento il 2013 i milioni in meno sono 22. È chiaro che preoccupazione c'è, su questo non c'è ombra di dubbio, perché la Valle d'Aosta dovrebbe invertire questa tendenza.
Debiti contratti al 31 dicembre del 2016. La Valle d'Aosta ha debiti per circa 600 milioni: 599,972 milioni. Per semplificare diciamo 600 milioni. È quello che emerge da questo bilancio, che probabilmente nei passati bilanci - tramite indebitamenti in gestione speciale o nelle varie società non transitavano tutti a bilancio, non avevamo contezza del vero indebitamento della Regione. Paghiamo a bilancio regionale 43,6 milioni fino al 2021 per derivati. Chiaro, era l'operazione ci ha permesso di acquisire la CVA, però in questo momento si parla di dismissione di CVA, ci dimentichiamo che paghiamo 43,6 milioni all'anno fino al 2021, e questo sembra che sia un problema assolutamente marginale.
Il livello massimo di spesa annuale per i mutui e le obbligazioni, a cui lo Stato ha posto un limite - che è al massimo il 20 percento -per la Regione vale 263 milioni; noi spendiamo già annualmente 155 milioni, vale a dire circa il 60 per cento del massimo che potremmo spendere per spesa annuale mutui e obbligazioni. Capisco e mi faccio partecipe delle preoccupazioni che hanno i dirigenti del coordinamento delle finanze. È chiaro che venga detto di smetterla di indebitarci, è ovvio che vi abbiano detto di smetterla di indebitarci perché non è proprio quella la situazione che ci avete dipinto fino all'anno scorso.
Prendo a riferimento una citazione particolarmente cara alla sinistra, almeno ad una parte, quando andava di moda un po' di tempo fa: "Abbiamo smacchiato il giaguaro". Indubbiamente, Assessore, ma proprio per questo, nel senso che non ha portato fortuna a nessuno questo. Riprendo la sua espressione: spero che non porti sfiga ai Valdostani, la mia preoccupazione è quella, che non porti sfortuna ai Valdostani.
La petite patrie, quella dipinta nella sua relazione, Assessore, - mi permetta - non esiste. Il bilancio dice altre cose: una Regione in difficoltà, indebitata, con pochi investimenti previsti attingendo ai fondi europei o indebitandoci ulteriormente. È una regione che per scelte sbagliate non cresce, a partire dal 2010 quando ci fu il famoso accordo sui dieci decimi. Ora non entro più nel merito della bontà o meno dell'accordo, ma nell'immediato, fatto questo accordo bisognava usare le risorse che ancora c'erano, perché ricordo che sino allo scorso anno abbiamo avuto trasferimenti, seppur decrescenti, a compensazione dell'Iva d'importazione, e si doveva investire nella crescita, cambiare il trend nella creazione di posti di lavoro, nell'innovazione, nelle politiche giovanili, nelle imprese, nelle politiche ambientali. In Valle ormai sono veramente poche e sempre le stesse che lavorano.
Questa Finanziaria è l'ultima opportunità per invertire il trend, ed è con questo spirito che presenteremo emendamenti per rilanciare il futuro della nostra Valle.
Le anticipo, Assessore, che le risorse attuali e future legate alla quotazione in Borsa di CVA saranno, e dovranno essere, per noi alla base di un rilancio vero che faccia crescere imprese e occupazione. Per cui, noi da questa operazione pensiamo, almeno io sinceramente penso, che ogni risorsa debba essere usata in conto investimenti. La Valle nel passato non avrebbe mai dovuto sprecare risorse importanti, ma oggi ogni risorsa è vitale per la ripresa della regione.
Presenteremo con i nostri emendamenti un nuovo bilancio, e noi ci auguriamo che in quest'aula vi sia lo stesso spirito che regnava in II Commissione: che da tante modifiche di forma passiamo a modifiche di sostanza, quelle che possono fare ripartire settori della nostra Regione in palese difficoltà. Io penso che la Valle si meriti e si aspetti una Finanziaria ben diversa rispetto a quella presentata da lei, Assessore, e dall'attuale Governo regionale. Su questo sono assolutamente fiducioso.
Proverò, Assessore, a seguire il suo schema della relazione, per cui magari non ci sarà un senso logico.
AGEA: lei ci dice che ad aprile è stata data agli agricoltori la possibilità di attingere a questo prestito FINAOSTA; io ricordo che questo prestito - è stato detto da noi - difficilmente sarebbe stata la soluzione, perché comunque prevedeva interessi. Per cui, Assessore, quello che lei scrive in relazione è stato un clamoroso flop riferito a questa parte. Sulla parte seguente, quella dell'anticipazione, noi faremo qualche emendamento per quello che riguarda il discorso dell'anticipazione che andrete a pescare tramite l'emendamento sui fondi di rotazione, ma lo faremo proprio nell'ottica del dettaglio che lei ci ha lasciato. Se in questo momento guardiamo alla situazione dei fondi di rotazione, la disponibilità a novembre 2016 era di 29 milioni e 960.000; la domanda istruttoria competente, per quello che riguarda la dotazione finanziaria prevista nei nuovi bandi, è di 28 milioni, per cui alla fine probabilmente in disponibilità a fine anno ci saranno un paio di milioni. Poi tutto il resto è previsto con i rientri nel semestre 2017. Noi presenteremo un emendamento in questo senso, perché pensiamo che il mondo agricolo non possa aspettare che rientrino dei rimborsi da parte dei fondi di rotazione per, eventualmente, avere i trasferimenti. Questi devono prenderli dal 1 gennaio, appena questa Finanziaria sarà in vigore, Assessore! Questo è quanto emerge, sono dati che ci avete trasmesso voi. E non vogliamo neanche che questi fondi vengano pagati agli agricoltori a discapito magari dei fondi di rotazione per la prima casa o per il settore alberghiero o altro. Per cui, noi siamo veramente preoccupati. Sono dati che ci avete dato voi, Presidente. Io vi sto rileggendo i dati per cui voi prevedete di pagare gli agricoltori attingendo ai rimborsi del primo semestre 2017, ma la gente non può mica aspettare il primo semestre!
Per quello che riguarda i mutui prima casa, avete fatto un'operazione che era obbligata a farsi commercialmente - mi rivolgo soprattutto all'Assessore Baccega - in quanto eravate fuori mercato. Con le riduzioni siete solo rientrati in un mercato che in questo momento è più o meno paragonabile al sistema bancario. Vi avevamo chiesto, Assessore, di fare uno sforzo in più legato alla fascia debole, quella dei 12-20 mila euro di reddito, che riguarda 2.350 famiglie.
Su questo la Regione ha pensato di investire - perché io non dico che è un costo, ho sempre detto che è un investimento - e passare dall'1 per cento allo 0,8, torno a dire che è miopia, perché questi sono investimenti: abbassare allo 0,5 significava che magari c'erano più interventi, e avreste pagato con le imposte questa differenza. Ma si vede che non riesco a farmi capire su questo, per cui ho sicuramente qualche difficoltà io.
Per quello che riguarda il discorso legato ai 21,5 milioni che lei, Assessore, ha detto che sono stati previsti nella legge di bilancio 2017, io dico: per fortuna che sono stati previsti, perché noi questi li abbiamo spesi nel 2016, fanno parte dell'assestamento 2016. Se non fossero stati previsti nella Finanziaria di quest'anno, avremmo avuto un buco di 21 milioni e rotti, perché noi con questo abbiamo finanziato la spesa aggiuntiva della sanità e delle pensioni di invalidità. Riuscite a spendere nel 2016 quello che lo Stato ci ha previsto nel 2017. Per fortuna che sono arrivati!
Per quello che riguarda invece l'aspetto legato alla sanità e alle politiche sociali, probabilmente è l'unico settore che in questo momento veramente ha una visione reale della situazione. Avete ovviato, a mio parere, ad un problema serio, quello legato ai 21,2 milioni per le politiche sociali, per cui avete evitato di fare l'amministrazione che io ho sempre definito di fantasia - o comunque un po' borderline, in cui si è andati a pescare negli avanzi d'amministrazione degli Enti locali - e avete messo le reali risorse necessarie per il discorso del sociale. Pertanto dove c'è da dire che ci sono aspetti positivi, non ho problemi a farlo. Sul sociale e sulle politiche sanitarie ci sono indubbiamente dei passaggi interessanti, per cui siamo fuori dalla politica dell'improvvisazione, del "pescare dove capita". Anche perché ricordo che la manovra dello scorso anno era una manovra unica in Italia, dove avete prelevato dagli avanzi di amministrazione degli Enti locali.
Per quello che riguarda il piano degli interventi dell'edilizia scolastica, gli Enti locali stanno ancora aspettando la famosa delibera, in cui andrete a ridistribuire le risorse che avete prelevato dagli avanzi del 2015. Non si sa ancora niente di questa delibera. In Finanziaria prevedete 500mila euro per degli studi sull'antisismica. Noi abbiamo un'idea un po' diversa, nel senso che ci sono interventi immediati di messa in sicurezza che chiedono risorse immediate.
Per quello che riguarda il patrimonio culturale, questo è assolutamente un settore che vede importanti investimenti. Però, sempre tornando al discorso di prima, sono investimenti completamente finanziati a mutuo. Sono 50 milioni per cui, se vogliamo, per ogni intervento noi andiamo a indebitare ulteriormente la Regione. Per cui, può essere sicuramente un percorso condivisibile, ma stiamo spendendo risorse che non abbiamo: stiamo ancora ipotecando il futuro dei nostri figli.
Per quel che riguarda le attività produttive, agricoltura e opere pubbliche, non so se lei ha letto bene quello che i 177 lavoratori le hanno scritto, perché penso che glielo abbiano scritto, perché non posso credere che l'abbia scritto lei questo, Assessore. Così come è scritto è poco rispettoso dell'impegno preso in quest'aula di scriverlo in maniera totalmente diversa, ma la sua illustrazione è stata pure completamente smentita dalle organizzazioni sindacali. Tutte le organizzazioni sindacali hanno smentito. Lei ha parlato di un accordo, di un'intesa che non esiste. Soprattutto Assessore, lei ha scritto in questa relazione la cosa che per me è più grave in assoluto: ha parlato di contratti privatistici senza aggiungerci che si tratta di persone assunte a tempo indeterminato, e non è poca cosa. È da scrivere che sono persone assunte a tempo indeterminato, perché queste operazioni avrebbero già poco di chiaro se fossero persone assunte a tempo determinato, ma sarebbe il primo caso riguardo a persone a tempo indeterminato assunte dall'Amministrazione regionale. E si ritiene che questi siano dei problemi, perché così com'è stato scritto, sembra un problema. Se esiste qualche dubbio interpretativo sulla collocazione e sul futuro di questi lavoratori, la nostra idea è semplicissima, l'aveva già scritto sul Defr, non aveva bisogno di scriverla sulla Finanziaria, è sufficiente che ci presenti una proposta su cosa volete fare e come volete tutelare questi lavoratori ma non scrivendo, così come è scritto, una sorta di carta bianca.
Per quello che riguarda il riordino fondiario, abbiamo sentito in Commissione l'Assessore tutto felice perché gli hanno riassegnato le risorse che non aveva speso nel 2016. Se noi facciamo le Finanziarie, dove speriamo di non spendere nell'anno corrente per riportarle nell'anno dopo ed essere tutti felici in Commissione perché "meno male che non me li hanno tolti" non andiamo da nessuna parte.
Cantieri forestali. Ci sono delle risorse in più, ma attenzione che la gente se prima prendeva 4.500 euro con la disoccupazione, adesso ne prenderà 6 mila, e con 6 mila non vivi mica un anno. È indubbio, è la giusta direzione quella, ma noi riteniamo che sia assolutamente insufficiente. Noi non pensiamo che siano risorse sufficienti a garantire almeno un salario dignitoso, e noi ci auguriamo che almeno alle 120 giornate, o qualcosa del genere, ci si avvicini perché almeno con queste e con la disoccupazione una risposta di questo genere dovrebbe esserci.
Per quello che riguarda le società degli impianti a fune, Assessore, ha fatto un passaggio nel riconoscere il ruolo fondamentale per lo sviluppo del settore economico e turistico. Io penso - parlando anche con l'Assessore Marguerettaz - che magari qualche riflessione su cosa sta succedendo in giro per la Valle - riferito alle piccole località, a quelle minori, dove si è deciso di riequilibrare e diminuire i deficit, che poi erano dell'ordine di 1 o 2 milioni - riguardo alla scelta di chiudere per dei periodi gli impianti minori sta causando dei seri problemi, perché le piccole realtà sono quelle che devono prendere una goccia al giorno per far quadrare i bilanci. Noi rischiamo di far chiudere delle attività nelle stazioni per seguire quell'input politico per cui bisogna risparmiare a tutti i costi.
Però siamo capaci di avere la stessa attenzione per tutti? Vale a dire: le località piccole che rischiano di chiudere le attività, o comunque di non avere più la sostenibilità economica, quei settori che ho detto prima, che possono essere i Forestali, possono essere altri, può essere il personale delle pulizie che abbiamo ridotto a meno di 400 euro al mese, grazie agli appalti al massimo ribasso. Se dobbiamo fare attenzione al settore in generale, lo facciamo con tutti.
Non può esserci - e lo dico ad alta voce - solo l'isola felice del Casinò, dove si ripiana cash. A mio parere, è ora di fare un ripensamento di carattere generale su tutte le categorie in difficoltà, su tutti i settori in difficoltà senza avere i primi della classe. Certo, anche loro devono essere tutelati, anche loro non devono perdere il posto di lavoro, ma non e sempre con il metodo che abbiamo visto fino ad oggi.
Per quello che riguarda la ferrovia, io penso che la Finanziaria che avete scritto gridi quantomeno allo scandalo, perché, a fronte di una legge che abbiamo condiviso, mettere 500 mila euro per uno studio - come lo ha definito lei - di fattibilità, io penso che sia un po' riduttivo. Come potremmo essere forti con lo Stato, chiedere finanziamenti, quando prevediamo 500 mila per uno studio di fattibilità? Probabilmente ce lo rispediranno al mittente.
Per gli Enti locali, Assessore, volevo solo dirle che i 79 milioni che avete confermato, - penso che siate andati anche nella direzione giusta di fare un po' di pulizia nelle leggi di settore, per cui su questo dove c'è merito posso anche darvelo - volevo solo dirle che è vero che l'Irpef è in diminuzione - l'ho detto prima - ma attenzione: non scriva che il 95 viene normalmente destinato alla distribuzione in favore degli Enti locali, perché il 95 percento dell'Irpef non sono 79 milioni. Siamo almeno corretti sui dati e su come vengono scritti.
Per quello che riguarda i vitalizi, lei ci ha detto che è molto facile fare proposte roboanti o quant'altro: non è che uno voglia fare proposte roboanti, di certo noi crediamo che sia giunto il momento che venga fatta chiarezza, soprattutto a livello di Stato, per non porre nessun Consiglio regionale di fronte alle sue difficoltà, ma venga fatta chiarezza. Crediamo anche che un segnale in questa Finanziaria debba essere dato, ma non probabilmente quello che avete inteso voi.
Per quello che riguarda invece la riscossione delle accise arretrate, ha fatto un ottimo lavoro, non so se l'abbia fatto lei, i tecnici o chi altri, ma dove c'è da dare merito, diamo merito perché finalmente, anche se arriviamo dopo altri, ci siamo arrivati ed è questo l'importante: riusciamo a farci riconoscere le accise arretrate, tutto quello che riguarda il discorso dei trasferimenti futuri. Però, tanto per essere chiari, in modo che non illudiamo i cittadini valdostani, sono accise arretrate che sono già state contabilizzate per quanto riguarda la Finanziaria regionale, per cui non creano alcun valore aggiunto. Se non ci venivano date, era eventualmente un danno.
Per quanto riguarda il Casinò, io trovo drammatico che lei non abbia neanche ritenuto opportuno citarlo tra le società partecipate. Il Casinò non viene nemmeno citato. Per cui, o è un problema di cui ci si vergogna a parlare, oppure è un problema di cui non si ha la soluzione. I casi sono due, per cui non se ne parla. Quando c'è qualche problema, normalmente non se ne parla. Sarebbe interessante capire, almeno in replica, qual è il suo avviso di fronte a un piano di investimento da 80 milioni approvato, almeno mi risulta, in quest'aula - poi posso sbagliare di qualche milione - a fronte di 100 milioni di spese che ci vengono chiesti in questo momento da parte della dirigenza del Casinò. Non solo ci vengono chiesti, ci dicono che abbiamo l'obbligo di ripianare, quando c'è un piano di investimenti da 80 milioni e qualcuno di sua iniziativa ha preso la briga di spenderne 40 in più su una società totalmente pubblica. Non lei, ci mancherebbe, ma qualcuno che in questi anni ha gestito il Casinò. Nella pubblica amministrazione se non vi sono risorse e si spende di più, io chiedo un'azione di responsabilità su chi ha deciso queste cose. Questo è il minimo nella pubblica amministrazione. Ma qui non si può, è tabù. Adesso siamo di fronte a 64 milioni di ricapitalizzazione per il 2017, di cui ben 24 milioni di imposte anticipate inesigibili, quando per tre bilanci - almeno da quando ci sono io - ho ripetuto che non avevano titolo per essere iscritte, che non c'era un piano di prospettiva che portasse a un utile. Improvvisamente adesso ci si rende conto che queste imposte sono state iscritte esclusivamente per mascherare una necessità di ricapitalizzazione precedente, perché si era già sotto il terzo. Sarà interessante capire come intendete procedere, perché io ricordo ai Valdostani che 60 milioni li avete messi anche nel 2014, o meglio, li avete buttati nel 2014, perché con la ricapitalizzazione del 2014 avete fatto nient'altro che sperperare risorse, a mio avviso, a fronte di un piano di sviluppo, un piano di organizzazione che non aveva veramente nulla.
La quotazione in Borsa di CVA. L'ho già detto nelle premesse, noi riteniamo che la quotazione in Borsa di CVA è l'ultimo gioiello che vi giocate, soprattutto l'ultimo gioiello che vi giocate sulla pelle dei Valdostani, perché poi avremo solo più società che generano dei debiti e nessun utile, vada fatto con cognizione di causa, va capito in che settore vogliamo collocarlo. Non si è mai vista una Finanziaria con tre righe che preveda il discorso di una quotazione in Borsa di una società. Andate a vedere nel panorama, sono oggetto di leggi particolari, dove si fissa il limite di percentuale con cui si vuole mettere sul mercato, dove si fissa in che settore uno vuole andarsi a collocare, un settore dove vengono eventualmente sottoscritte azioni di un certo rango e di una certa qualità. Questo non esiste. Noi con tre righe liquidiamo il gioiello di famiglia. Non sappiamo cosa faremo di queste risorse, non sappiamo come le utilizzeremo, probabilmente saranno utilizzate per ripianare altri pozzi senza fine.
Concludo con il Defr, l'ultimo vero passaggio. Io stenderei un velo pietoso su questo Defr: un documento che non conteneva nulla, un documento vuoto. Chi l'ha scritto avrebbe dovuto redigere un documento con decine di pagine, in cui si prevedeva il futuro, eventualmente cosa volevamo fare delle società. Non si è scritto nulla. Si sono volutamente trascurati i temi importanti. Si sono scritte decisioni comuni, decisioni che a questo punto vengono definite di routine. Non è un documento economico di programmazione quello, Assessore. Glielo dico in tutta sincerità, vada a leggersi gli altri. Le diamo probabilmente un bonus riferito al fatto che è il primo che avete scritto, ma con questo io penso che la pazienza sia finita: i bonus sono esauriti. Per cui, Assessore - e mi rivolgo all'aula intera - probabilmente questa è l'ultima occasione per dare un segnale diverso alla possibilità di crescita per una Valle d'Aosta, in cui noi non ci rassegniamo a morire lentamente di giorno in giorno. Noi crediamo che già a partire da questa Finanziaria, una Finanziaria scritta in maniera diversa, si possa sicuramente ripartire e dare sviluppo, slancio a imprese, a società, a personale, a lavoratori, a giovani, a quelli che in questo momento non hanno alcuna risposta.
Presidente - Con questo intervento si concludono i lavori mattutini. I lavori riprenderanno alle ore 15:30. Ricordo che è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti, pertanto ci rivediamo nel pomeriggio.
La seduta si conclude alle ore 13:09.
