Oggetto del Consiglio n. 2513 del 12 dicembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2513/XIV - Illustrazione del disegno di legge n. 96 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2017/2019) e del disegno di legge n. 97 (Bilancio di previsione per il triennio 2017/2019).
Rosset (Presidente) - Passiamo ai punti n. 4.01 e 4.02 dell'ordine del giorno, come già illustrato nell'enunciazione dell'ordine dei lavori. Ha chiesto la parola il Consigliere La Torre; ne ha facoltà.
La Torre (UV) - Mi accingerei a presentare la relazione, però non so se è stata distribuita... allora aspettiamo che venga distribuita.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Per l'organizzazione dei lavori, Presidente Rosset. Se fosse possibile avere anche la relazione dell'Assessore Perron, se è pronta, ci portiamo avanti con i lavori.
Presidente - La facciamo distribuire. Nel frattempo do la parola al Consigliere La Torre, che ne ha facoltà.
La Torre (UV) - Credo che adesso la relazione sia a disposizione di tutti.
Signor Presidente, Signori Assessori, illustri colleghi, sarò breve. Anche quest'anno ho l'onore e l'onere di essere il relatore del disegno di legge n. 96 e del disegno di legge n. 97 (Bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste per il triennio 2017/2019) e ringrazio per la fiducia accordatami. Il compito che mi è stato affidato, e che ormai svolgo da numerosi bilanci - questo sarà l'ultimo perché credo che sia giusto lasciare spazio ad altri - è importante e delicato e mi ha permesso negli anni, e nelle diverse relazioni presentate, di approfondire i quadri finanziari collegandoli alla realtà sociale della Valle d'Aosta e alle politiche finanziarie e progettuali di indirizzo sin qui realizzate. Le mie relazioni hanno voluto sempre caratterizzarsi più per un taglio politico che economico finanziario, nel tentativo di dare sempre al Consiglio regionale una chiave di lettura della legge finanziaria diversa da una semplice elencazione di dati economici e amministrativi fini a sé stessi.
La legge di bilancio 2017, quest'anno anticipata per la prima volta dal documento economico e finanziario (Defr), è l'atto politico fondamentale con cui la pubblica amministrazione si confronta in modo trasparente sul presente e sul futuro della nostra regione, in un momento particolarmente delicato politico ed economico, con i propri "azionisti", i cittadini e la società civile, ed è sulla base dell'equilibrio tra le scelte fatte e i risultati ottenuti che i valdostani avranno modo di valutare e di esprimere il loro giudizio democratico nel 2018, al momento del rinnovo della classe politica dirigente oggi eletta.
La legge n. 97 viene presentata con regole contabili nuove e diverse rispetto al passato: il bilancio viene definito "armonizzato" e la sua competenza "potenziata"; si esce dal patto di stabilità e si lavora in regime di pareggio di bilancio; si introduce il concetto di missioni e programmi e il ragionamento sui dati puri e differiti. Sostanzialmente un modo nuovo per le Amministrazioni regionali di affrontare le politiche finanziarie.
Il bilancio rimane comunque lo strumento di democrazia più importante per valutare in termini politici, amministrativi, finanziari e sociali lo sviluppo e lo stato di salute di una comunità e di una classe politica che vuole e deve confrontarsi con la realtà, e quindi con una recessione che deve però, a mio avviso, avere il coraggio di essere almeno ristrutturante. Solo così la Valle d'Aosta potrà continuare a crescere nel solco del suo Statuto di autonomia.
Il dibattito, dettato da tempi stretti ma molto articolato, si è sviluppato nel Consiglio regionale in più fasi che hanno visto il coinvolgimento di gruppi politici e molti Consiglieri; si è sviluppato in prima battuta sul metodo e poi sui contenuti, e ha generato un confronto tra i partiti e i movimenti di maggioranza e minoranza che non si concluderà con il bilancio, ma richiederà ulteriori valutazioni e approfondimenti politici, portando l'attenzione del Consiglio regionale sugli umori della popolazione valdostana e sulle sue aspettative. Il dibattito ha raccolto anche il forte grido di allarme delle confederazioni sindacali preoccupate per l'andamento recessivo della nostra Regione e le osservazioni costruttive di tutte le parti sociali intervenute e audite dalla II Commissione, che ringrazio per il lavoro svolto. Sostanzialmente si è cercato di superare positivamente il limite comunicativo e ricettivo del bilancio presentato e si è portata l'attenzione del Consiglio regionale a recepire le richieste dell'opinione pubblica e delle parti sociali trasformandole in soluzioni e risposte amministrative, con un'importante partecipazione e valorizzazione di tutte le sensibilità del Consiglio regionale. In sintesi si è costruito, nel percorso di confronto in Commissione, un nuovo documento contabile di bilancio rappresentativo di un metodo e di una volontà di cambiamento nell'agire politico e amministrativo delle forze politiche presenti in Consiglio regionale.
Detto questo, ritengo esaurito il mio compito di relatore sulle leggi n. 96 e n. 97, avendo già detto tutto quello che reputavo essere utile ed ero umilmente in grado di dire a favore della nostra Regione nelle precedenti relazioni ai bilanci, in particolare nel disegno di legge n. 63 e n. 64 dello scorso anno; è perciò inutile ripetere le stesse cose e non lo farò. Presento invece alcune riflessioni a carattere strettamente politico sulla situazione in essere.
Oggi senza alcuna presunzione e senza polemica nei confronti di nessuno, credo si sia raggiunto il limite di mediazione politica, che fatica oggi a confrontarsi con la distrazione, la sufficienza, la presunzione, l'arroganza di alcuni, questo nel migliore dei casi o, nel peggiore, nella chiara volontà di non confrontarsi, né approfondire i temi, i progetti, le scelte, cadendo nel rischio già profetizzato, per l'Italia anni fa, da Gianfranco Miglio nel suo libro Disobbedienza civile, che diceva: "Si può dire così che tutti i problemi concreti di un ordinamento democratico nascono dalla tendenza di chi detiene il potere a usare le istituzioni in modo da farle funzionare soltanto apparentemente: sembra che le regole stabilite vengano rispettate e fatte osservare, ma in realtà la loro efficacia è puramente nominale e i risultati corrispondono abitualmente all'interesse di chi comanda e non a quello degli oppositori". Questo è il clima che si vive a livello nazionale, e purtroppo ormai si sta riverberando a livello regionale. Occorre però perciò dare meno spazio alle parole di cui è troppo ricca la politica, meno lustro alle belle intenzioni che si fanno dire, ma non creano posti di lavoro per i giovani, o risolvono i problemi degli agricoltori o quantomeno quelli del Casinò. Occorre invece dare spazio ai fatti concreti, alle azioni responsabili, alla consapevolezza che solo lavorando e rispettando le diverse posizioni tutti insieme, anche da diverse estrazioni culturali, politiche, emozionali, potremo affrontare e risolvere i cambiamenti epocali che ci troviamo ad affrontare, dare risposte credibili alla collettività, ricreare prospettive di benessere e ristabilire quel legame corretto di fiducia tra la politica, l'Amministrazione e i cittadini, salvando la politica rappresentativa delle assemblee elette dalla continua, dilagante e stravolgente necessità referendaria. In questo percorso di cambiamento responsabile, sia di metodo che di condivisione, si dovranno inquadrare le scelte future della nostra Regione, in particolare il rilancio del Casinò di Saint-Vincent e l'accompagnamento nel mercato di Borsa della CVA.
La riforma costituzionale appena bocciata a stragrande maggioranza degli italiani è l'esempio di come i cittadini non accettino più le imposizioni dall'alto, ma chiedono una costante condivisione delle decisioni che li riguardano. La vittoria del "no" in tutte le Regioni a Statuto speciale tranne il Trentino-Alto Adige, dove comunque in Provincia di Trento è prevalso il "no", fa riflettere su come la riforma prevista non fosse gradita alle popolazioni delle Regioni a Statuto speciale, perché non offriva nessuna garanzia, se non vaghi cenni d'intesa a difesa e al mantenimento degli Statuti di autonomia. L'unico messaggio politico pertanto che è indispensabile esprimere con forza nell'analisi del bilancio è che l'autonomia finanziaria e la gestione del territorio sono la cosa più preziosa che la Valle d'Aosta possiede, e andrà difesa in tutti gli ambiti con azioni concrete e non solo a parole. La piena realizzazione dell'esercizio consapevole dell'autonomia finanziaria trasparente, culturale, legislativa, politica, sono e restano l'unica ricetta concreta per uscire dal localismo e per rilanciare la nostra Regione, anche su un piano internazionale, come protagonista per le sfide del futuro e vincerle. In sintesi il bilancio 2017 può essere considerato un bilancio di ripartenza politico ed amministrativo per la Regione Valle d'Aosta, ma interpretandolo drammaticamente anche nei suoi difetti e punti deboli si evidenzia come sarà sempre di più condizionato dal rapporto con lo Stato italiano.
Concludo usando parole non mie ma di Bruno Salvadori, che credo significative e attuali e che condivido profondamente: "Noi valdostani abbiamo delle scelte precise e non rinviabili da fare: la nostra economia deve trovare la giusta proporzione fra agricoltura, industria e turismo; dobbiamo creare posti di lavoro per i prossimi anni; dobbiamo risolvere il problema dell'Università e della formazione della classe dirigente; abbiamo il problema della difesa e del rilancio della lingua francese; dobbiamo ancora ottenere in molti suoi punti l'applicazione dello Statuto speciale. Sono tutte questioni a cui noi e noi soli possiamo dare una risposta, che noi e noi soli dobbiamo studiare e valutare in tutte le loro componenti. Per fare questo, ovviamente, non basta eleggere trentacinque persone e lasciare che discutano fra di loro. Bisogna che tutti coloro che ne hanno la possibilità partecipino alle scelte di fondo per il nostro avvenire. È per questo che prima di tutto dobbiamo sgomberare il terreno dai detriti, dagli odi personali e dagli interessi di clan. Ottenuto ciò, avremo conseguito una grande vittoria. Poi verrà il resto, nella grande linea del nostro passato e delle scelte di civiltà che avremo fatto. Solo allora potremo dire che i valdostani sono una comunità etnica attiva".
In forza di questa riflessione, che considero fortemente autonomista, attuale e indicativa di un percorso di ripartenza politica positiva, occorre fare le nostre scelte, sia politiche che amministrative, che non si concludono con il voto al bilancio ma, al contrario, iniziano proprio da qui, da questo confronto, sapendo che non ci sono più i paracaduti per la politica e la classe dirigente attuale, perché i cittadini hanno capito, ci guardano e ci giudicheranno al momento elettorale sulle nostre azioni o sul nostro immobilismo. Con questo concludo, lasciandovi alle vostre riflessioni.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Perron; ne ha facoltà.
Perron (UV) - Gentili colleghi, ci apprestiamo ad affrontare la discussione dei disegni di legge che riguardano la legge di stabilità e il bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d'Aosta per il triennio 2017/2019. L'impegno per la redazione di questi due documenti è stato quest'anno particolarmente gravoso: da un lato - voglio ricordarlo - per l'applicazione delle nuove norme introdotte dal decreto legislativo n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili) e dall'altro perché, a seguito di queste novità, l'Amministrazione ha dovuto abbandonare il sistema informatico precedentemente in uso affrontando una nuova impostazione contabile che ha richiesto anche ai nostri uffici grandi sforzi. Ringrazio quindi più di altri anni il dottor Bieler, Coordinatore del Dipartimento bilancio, la dottoressa Borney, il dottor Nuvolari, la dottoressa Fanizzi, tutti i dirigenti, tutte le strutture e gli uffici dell'Assessorato per il grande impegno e la serietà profusi nella stesura di questi due disegni di legge. Ringrazio il Presidente della II Commissione, Leonardo La Torre, anche nella sua veste doppia di relatore per la relazione condivisibile che ha appena fatto, e tutti i componenti della Commissione. Ringrazio il Consiglio permanente degli Enti locali, le Associazioni di categoria, i Sindacati, Confindustria, la Chambre, Finaosta, le Confidi, che nel corso delle audizioni con la Commissione e dei confronti avuti con il Governo regionale hanno contribuito in modo costruttivo alla predisposizione del bilancio e hanno sopportato anche qualche ritardo.
Nella mia relazione al bilancio dello scorso anno avevo ribadito con forza che la strategia per uscire dalla crisi era quella di riprendere ad investire partendo dall'agire dell'Amministrazione regionale e lo abbiamo fatto: il Governo regionale ha messo in campo diverse misure a sostegno delle imprese e delle famiglie. Nel corso del 2016 abbiamo approvato la riduzione dei tassi di interesse dei mutui regionali a valere sui fondi di rotazione sulla prima casa e per tutti gli investimenti fatti nel settore dell'agricoltura dal 2 all'1 percento, compiendo un ulteriore sforzo per sostenere il sistema Valle d'Aosta al fine di premiare chi ha scelto di investire nel proprio futuro con l'obiettivo di fare muovere nuovamente l'economia valdostana. Per sostenere ulteriormente il settore agricolo, a fronte dei disagi causati dal forte ritardo di Agea nei pagamenti delle provvidenze spettanti agli imprenditori di questo settore, è stato conferito, nel mese di aprile, l'incarico a Finaosta di concedere una garanzia pari al 90 percento dell'importo dei contributi maturati nel 2015 in attesa di liquidazione. Tale misura è stata successivamente estesa anche per i contributi 2016. Questa misura è stata oggetto di attenzione - direi forte e diretta - con l'emendamento che il Governo regionale ha proposto alla legge di stabilità, che prevede che la Regione assicuri il finanziamento sotto forma di anticipazione fino al 100 percento delle indennità compensative e dei pagamenti agro-climatico-ambientali spettanti agli agricoltori con riferimento alla campagna 2015. A tale fine è stato creato un apposito fondo temporaneo di 13 milioni. La Giunta regionale ha inoltre approvato il disegno di legge riguardante la riduzione dei tassi di interesse di tutti i mutui in essere sulla prima casa e la possibilità di allungare la durata degli stessi da quindici a vent'anni concessi in tutti i settori economici.
Il bilancio che presentiamo ha quindi come obiettivo, da una parte, lo sviluppo economico e l'occupazione, perché solo attraverso il sostegno di tutti i settori economici è possibile condurre la Valle d'Aosta sul cammino della ripresa economica e, dall'altra, l'attenzione alla persona. La legge di stabilità 2017/2019 è stata strutturata sulla base del documento di economia e finanza regionale previsto dal d.lgs. n. 118/2011, approvato per la prima volta dal Consiglio regionale il 27 ottobre scorso. Con il Defr - voglio ricordarlo - sono stati definiti gli obiettivi prioritari del bilancio: il primo è la sanità, il benessere e l'inclusione sociale; lo sviluppo sostenibile, imprese e lavoro; la "Buona scuola", formazione e università; l'inquadramento nella Società regionale dei servizi del personale oggi assunto dalla Regione con contratti privatistici; la finalizzazione degli investimenti nei settori strategici: turismo e agricoltura; gli investimenti nella sicurezza degli edifici pubblici, con priorità a quelli scolastici; la tutela e la valorizzazione dell'ambiente; la ferrovia. Priorità che hanno come fattori comuni da una parte lo sviluppo economico e l'attenzione alla persona, in tutti i suoi aspetti: la salute, la crescita, l'istruzione, il lavoro, la realizzazione, perché la persona è al centro dell'agire politico non solo come destinatario di servizi, ma anche come soggetto partecipe e consapevole dei propri doveri.
Il bilancio 2017/2019 è stato redatto secondo le nuove regole sull'armonizzazione dei bilanci. I dati che troverete sul bilancio non sono immediatamente comparabili con quelli del passato per effetto della distribuzione dei residui attivi e passivi, ripartiti negli anni sulla base della scadenza dell'obbligazione. Altra novità di questo bilancio è il superamento dei vincoli imposti dal patto di stabilità. Il nuovo meccanismo del pareggio di bilancio permetterà di utilizzare tutte le risorse a disposizione, anche se permane il vincolo dell'accantonamento a titolo di contributo allo Stato per il riequilibrio della spesa pubblica, il cui stanziamento passa da euro 245 milioni del 2016 a 217 nel 2017. Il minor accantonamento è reso possibile dalla restituzione di quelli effettuati dallo Stato per gli anni dal 2012 al 2015 ai sensi del decreto legge n. 95/2012 e dichiarati illegittimi dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 125, riconosciuti dallo Stato nel disegno di legge di bilancio 2017. Rimane ferma e centrale, anche in questo documento, la volontà politica di contenimento e di razionalizzazione della spesa pubblica in tutti i suoi ambiti.
Cercherò di seguito di illustrare come gli obiettivi del Defr trovano corrispondenza nel bilancio e nella legge di stabilità 2017/2019.
Punto uno: sanità, benessere e inclusione sociale. Abbiamo incrementato l'investimento per le politiche sociali, per il quale è autorizzato un investimento complessivo di circa 73,9 milioni di euro, vale a dire 21 milioni in più rispetto all'anno precedente. Un'attenzione ancora maggiore sulla tutela della salute, sul benessere della persona e sulla prevenzione del disagio giovanile. Il progetto di welfare vede confermato il bon de chauffage, finanziato attraverso il fondo per il contrasto alla povertà e al sostegno all'economia locale che viene prorogato per il 2017 con uno stanziamento di 12 milioni, ovvero 1 milione in più dell'anno scorso. Viene poi confermato l'impegno finanziario per tutte le politiche a favore della casa, dei mutui prima casa e delle politiche abitative, per le quali sono stanziati 4 milioni di euro. Per quanto riguarda la spesa sanitaria, autorizzata in 245 milioni di euro a fronte dei 233 del 2016, vengono potenziati i servizi sul territorio con particolare riferimento alle fasce più deboli della nostra comunità, cioè bambini e anziani. Sempre nell'ottica di attenzione alla persona, nel corso del 2017 saranno concretizzate le misure relative all'introduzione nel sistema welfare regionale di una misura unica per la famiglia, che verrà attuata aggiornando la disciplina dei precedenti aiuti in materia di sostegno economico.
Punto due: sviluppo sostenibile, imprese e lavoro. In questo ambito consideriamo la ripresa degli investimenti quale elemento fondamentale ai fini del rilancio del sistema economico regionale; un aspetto che abbiamo voluto condividere sin dalla prima fase di definizione del documento contabile con la Commissione e con le parti sociali in appositi confronti, perché, a nostro modo di vedere, si tratta di un obiettivo al quale il sistema deve tendere nel suo insieme. L'Amministrazione regionale, con responsabilità e coscienza, continua a fare la sua parte. In questa chiave va letta tra l'altro la proroga delle misure di sostegno all'efficientamento energetico degli edifici; una decisione dalla quale sono attese non solo ricadute importanti sul piano dello sviluppo sostenibile, con un sempre maggiore ricorso a fonti rinnovabili, ma sul settore dell'edilizia nel suo insieme, che intendiamo supportare anche attraverso il piano degli interventi sugli edifici scolastici, sulla sicurezza dei quali, per ovvi motivi, non intendiamo lesinare.
Innovazione, ricerca e sviluppo rappresentano aspetti cruciali del sistema economico valdostano. È necessario tendere all'efficienza favorendo nuove opportunità, con azioni di sostegno alle attività produttive e agevolando la crescita delle risorse umane coinvolte. Nel bilancio regionale - lo trovate alla missione 14 (Sviluppo economico e competitività) - sono destinate risorse per il 2017 per 17,6 milioni, 28,5 milioni nel 2018 e 27 milioni nel 2019. L'analisi triennale di questi stanziamenti è opportuna, perché le modalità di impegnare le risorse con l'introduzione delle nuove regole contabili viene spostata necessariamente in avanti. Per quanto riguarda invece gli investimenti, risulta molto importante la visione prospettica. Il fatto che queste risorse siano in crescita nel triennio permetterà di sostenere gli investimenti delle imprese, coerentemente con lo sviluppo che avranno gli investimenti delle stesse. Ancora più in particolare, nel programma "Industria, piccole e medie imprese e artigianato" sono stanziati 5 milioni nel 2017, 16 milioni nel 2018, 17 milioni nel 2019. Per il programma "Ricerca e innovazione" sono stanziati 2,4 milioni nel 2017, 4,6 milioni nel 2018 e la stessa cifra nel 2019. Le politiche del lavoro e la formazione professionale sono finanziate per 22 milioni di euro nel 2017, 23 milioni nel 2018 e quasi 19 milioni di euro nel 2019. Nell'ambito di queste risorse il piano di politiche per il lavoro è finanziato per 1,5 milioni, in incremento di 320 mila euro rispetto alla previsione iniziale del 2016. Voglio mettere in evidenza l'incremento dei fondi per tutte le iniziative di formazione, affinché chi lavora possa farlo in condizioni sempre più rispondenti alle tante sfide di un'epoca non semplice come quella in cui viviamo. Sono state incrementate le risorse destinate ad iniziative della LUS (Lavori socialmente utili), finanziati per 1,28 milioni di euro per ciascun anno nel triennio, oltre che a consentire la ricollocazione dei lavoratori svantaggiati che rivestono particolare significato anche nella gestione del territorio. Sempre in tema di occupazione, opportune misure di sostegno sono state previste per il suo sviluppo cercando di cogliere ogni opportunità offerta dai programmi del Fondo sociale europeo. Le risorse disponibili nell'ambito del Fondo sociale europeo sono pari a 18,3 milioni del 2017, altrettante nel 2018 e 14 milioni nel 2019.
La terza missione riguarda la "Buona scuola", la formazione e l'università. Questa missione presenta uno stanziamento di 48,7 milioni a fronte dei 42 stanziati nel 2016. Questi stanziamenti sono al netto del costo del personale scolastico, pari a 121 milioni di euro. L'incremento di risorse in questo campo non consegue solo all'importanza che lo stesso riveste, ma anche alle numerose innovazioni introdotte dalla legge sulla "Buona scuola", con la quale sono stati recepiti, plasmandoli sulle specificità del particolare ordinamento regionale, i principi della riforma nazionale del sistema scolastico. Innovazioni che trovano puntuale finanziamento nel documento contabile della Regione e che permetteranno di mantenere il sistema scolastico ai livelli di eccellenza per cui ci siamo distinti sino ad oggi. Analogamente, nel piano della cultura, è stato confermato il finanziamento del piano di recupero, rifunzionalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale della Regione che prevede una serie di significativi interventi su alcuni beni monumentali, sulle relative collezioni artistiche tutelate ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, senza dimenticare l'ingente patrimonio di interesse religioso, considerato di inestimabile valore e tenuto in grande considerazione anche dalle comunità locali. Lo consideriamo, così come in altri campi, un investimento strutturale, perché mirato a valorizzare elementi di assoluta unicità ed attrattività, che rappresentano una risorsa straordinaria per la crescita di una sensibilità collettiva, di conoscenza e di apprezzamento dei beni culturali locali; un importante elemento per lo sviluppo sociale ed economico del territorio, anche ai fini turistici di promozione della nostra regione, così come dimostrato dalle presenze in costante aumento nei diversi siti. Ulteriore conferma per le risorse destinate alle attività culturali consentirà l'organizzazione di pregevoli esposizioni di eventi che sono ormai consolidati ed attesi dalla collettività locale e dai visitatori della nostra regione.
Quarto punto: inquadramento nella Società regionale dei servizi del personale oggi assunto con contratti privatistici. Il lavoro rappresenta uno dei diritti fondamentali della persona ed è convinzione dell'Amministrazione che esso, per chi opera all'interno di strutture pubbliche, debba svolgersi secondo le formule giuridiche maggiormente appropriate. A questo fine è in atto una riflessione che mira a risolvere la condizione di chi, nell'ambito delle strutture degli Assessorati attività produttive, agricoltura e opere pubbliche, oggi è assunto con contratti privatistici. La prospettiva, condivisa con le organizzazioni sindacali, è l'inquadramento di questi lavoratori nella Società regionali dei servizi assicurando loro il mantenimento delle condizioni normative ed economiche in essere. All'articolo 4 del disegno di legge di stabilità si prevede che la Giunta regionale presenti alla Commissione consiliare un progetto per la ricollocazione del personale dell'ex Direzione Agenzia regionale del lavoro e degli operai impiegati agricolo-forestali assunti con contratto di diritto privato in enti, anche di nuova istituzione, al fine di razionalizzare e di meglio organizzare l'esercizio delle relative funzioni, salvaguardandone la professionalità acquisita presso l'Amministrazione regionale.
Al punto cinque vi è la finalizzazione di interventi nei settori strategici: turismo e agricoltura. Questi due settori sono stati abbinati, perché il significato che si intende dare agli interventi che li interessano è soprattutto politico. La Regione concepisce infatti gli investimenti previsti in tali campi come strutturali per la rilevanza che turismo e agricoltura rivestono nel tessuto economico della Valle d'Aosta. In campo agricolo, gli interventi si concentrano in particolare nel settore zootecnico attraverso l'incremento dei fondi che l'Amministrazione destina all'organizzazione da parte delle associazioni di settore, delle rassegne del bestiame, che costituiscono un momento centrale di promozione e di mantenimento della razza bovina valdostana. Lo stanziamento in questo settore raddoppia passando da 2 a 4 milioni di euro. L'altra direttrice su cui si concentra l'investimento è quella del riordino fondiario, nell'ottica di consentire il completamento di una serie di interventi già avviati. La legge di stabilità dà il via libera ad un piano di cantieri forestali, peculiari per la gestione, la valorizzazione e il mantenimento del territorio, finanziato con 4 milioni sul triennio, con un aumento del 45 percento rispetto agli stanziamenti delle annualità precedenti. Tale piano è previsto a regime anche per il 2018 e il 2019. Relativamente al turismo, il ragionamento sviluppato dalla Giunta ed esplicitato nel Defr riguarda anche le società di gestione degli impianti sciistici. Nel riconoscerne ancora una volta il ruolo fondamentale per lo sviluppo economico del settore turistico, vengono finanziate molteplici azioni di riqualificazione e di ammodernamento delle installazioni nei rispettivi comprensori, così da rendere ancora più attraente e al passo con i tempi l'offerta invernale della nostra regione. Per il concreto avvio dei lavori, sono disponibili, già nel 2017, 20 milioni di euro. La missione 7 (Sviluppo e valorizzazione del turismo) presenta uno stanziamento di 5,8 milioni nel 2017, di cui 3,3 milioni per il finanziamento dell'Office régional du tourisme, 700 mila euro per interventi volti alla promozione e veicolazione dell'immagine turistica della regione.
Punto sei: investimenti nella sicurezza degli edifici pubblici, con priorità a quelli scolastici. L'attenzione alla persona non si esplica esclusivamente attraverso la cura dei servizi direttamente rivolti ad essa, ma anche curando le strutture sede dei servizi che la interessano, come quelli pubblici. Sono pertanto previsti finanziamenti relativi all'attuazione di interventi sugli immobili dell'Amministrazione, a partire dalle scuole, con specifico riferimento alle norme antisismiche fino al risanamento energetico e tecnologico degli altri stabili pubblici, con una logica di riduzione dei costi di manutenzione e di miglioramento del comfort abitativo. Al programma edilizia scolastica sono destinati 9,2 milioni di euro, di questi 6,6 cofinanziati dallo Stato per la realizzazione della scuola in regione Tzamberlet. Il tema del sostegno al settore edile è trasversale rispetto a quasi tutte le iniziative assunte dalla Regione. Così non si può non ricordare il prosieguo dei lavori di riconversione della caserma Testafochi come sede dell'Università della Valle d'Aosta; i lavori per l'infrastrutturazione della banda larga; la conferma del piano di investimenti in ambito culturale, approvato nel 2016, per complessivi 50 milioni di euro, di cui 15 milioni nel 2017. Sempre nell'ottica di sostegno a questo settore, ricordo le modifiche alla legge regionale n. 3/2013 in materia di politiche abitative che hanno introdotto novità sui mutui per l'acquisto, la nuova costruzione, il recupero della prima abitazione, che sicuramente daranno nuovo impulso alle richieste di finanziamento e, conseguentemente, nuove opportunità di lavoro. Per il tramite di Finaosta, agli interventi per le colate da detrito sono stati destinati 7,2 milioni; 6,9 milioni di euro per gli interventi di valorizzazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare; 4,8 milioni per le opere di pubblica utilità previsti dalla legge regionale n. 26/2009 a favore degli Enti locali, mediante interventi di importo massimo pari a 250 mila euro cadauno. Ancora, attraverso il fondo per il contrasto alla povertà e per il sostegno all'economia locale sarà possibile attivare un nuovo programma straordinario di piccoli interventi edilizi sempre finalizzato a sviluppare un volano economico nell'ambito del settore edile, simile a quello fatto nel 2015.
Punto sette: tutela e valorizzazione dell'ambiente. Analogamente alle osservazioni sviluppate per il turismo, l'ambiente costituisce un'altra componente basilare del potenziale di richiamo della nostra regione. Per questo, investire nell'ambiente ha una duplice valenza: anzitutto rispondere alle esigenze di mantenimento del territorio, soddisfacendo così le legittime aspettative di chi lo vive quotidianamente, dopodiché migliorare un atout, che molti ci invidiano, rendendolo ancora più attraente per un viaggio e per una vacanza. Il concetto di ambiente trova declinazioni in varie componenti: l'aria, l'acqua, il territorio. Alcune di esse presentano delle possibili criticità e l'intervento dell'Amministrazione in questo caso non è solo di valorizzazione, ma è anche di prevenzione (non solo in opere, ma anche in formazione e conoscenza del rischio). Tra i finanziamenti che voglio sottolineare, proprio alla luce di queste considerazioni, rientra quello destinato alla rete viaria regionale, così da mantenerla non solo sempre efficace ed efficiente, ma creando al contempo delle opportunità di indotto per le aziende del settore. Alla missione 9 (Sviluppo sostenibile tutela del territorio e dell'ambiente) sono stanziati 22 milioni di euro, a cui si aggiungono le risorse della gestione speciale Finaosta.
Punto otto: ferrovia. Il tema trasporti è un'assoluta centralità per la nostra Valle in considerazione della sua conformazione. Per questo siamo dell'idea che la ferrovia debba essere oggetto di un ragionamento tale da sottrarla ad una logica di contingenza, ma di tipo approfondito e prospettico, nell'ottica di individuare soluzioni definitive per il futuro di questo servizio. Finanziamo quindi la realizzazione di uno studio di fattibilità dal quale sono attese indicazioni significative per lo sviluppo del trasporto ferroviario in Valle. Gli stanziamenti per sostenere gli oneri del trasporto ferroviario sono pari, per il 2017, a 16,4 milioni di euro.
Due parole sulla finanza locale. Benché non prevista espressamente quale asse prioritario del documento di economia e finanza regionale, voglio fare alcune considerazioni su questo settore, perché riteniamo che la presenza dei Comuni in Valle d'Aosta, oltre a rappresentare il livello amministrativo più prossimo alla popolazione, fungano da sentinelle del territorio, sia in termini di gestione dello stesso, che di prevenzione dello spopolamento della montagna. Per questo, negli interventi di riforma che hanno interessato il comparto degli Enti locali in questa legislatura, abbiamo voluto riaffermare politicamente il loro mantenimento. Questa considerazione viene ribadita con la conferma, per quanto riguarda la finanza locale, dello stanziamento di 79 milioni di euro. Una conferma non banale, se si considera che le previsioni sul gettito Irpef parlano di un ammontare in diminuzione: il 95 percento - come ricordato - viene normalmente destinato alla ridistribuzione a favore degli Enti locali. La nostra proposta vuole quindi porsi come un segnale forte di attenzione al comparto per migliorarne il funzionamento affinché contribuisca, in una comunanza di obiettivi con l'Amministrazione regionale, a fornire risposte alle richieste quasi quotidiane della comunità. Sottolineo, inoltre, che nella manovra finanziaria regionale è stata prevista l'introduzione di una premialità per quegli enti che si distingueranno nell'attivazione di servizi in associazione sul territorio, mostrando così di avere compreso appieno la logica ispiratrice della riforma del comparto, dalla quale sono nate le Unités des Communes, ideate proprio per offrire prestazioni in forma associata e creando delle economie nell'erogazione delle stesse.
Due parole sulle misure di contenimento della spesa, perché la possibilità di definire un bilancio mirato, volto ad affrontare la crisi con investimenti anche strutturali, pur in presenza di timidi segnali di ripresa registrati in vari settori, non ci ha permesso di trascurare l'importanza di operare per il contenimento della spesa. Cito l'intervento in materia di personale, con la fissazione di un limite del 10 percento dei posti vacanti per il ricorso all'assunzione a tempo indeterminato in seno all'Amministrazione; una misura che vuole coniugare l'esigenza di assicurare il funzionamento della macchina amministrativa con l'obiettivo di riduzione della spesa in tale ambito. Riguarda anche la riorganizzazione del comparto pubblico, del quale ho già detto.
L'epoca storica che stiamo vivendo pone anche i costi della politica sotto gli occhi della popolazione e ci è sembrato naturale intervenire per dare un segnale alla comunità, nella consapevolezza che fare meglio non ha limiti, ma fare qualcosa è un dato di fatto che resta e che sottrae l'Amministrazione alla demagogia e alla strumentalizzazione in materia di alcune parti politiche. Il segnale è costituito dalla conferma di un blocco già previsto in passato, che abbiamo deciso di prorogare fino al 2027, portandolo quindi da tre a dodici anni in tutto, dell'adeguamento dell'Istat nei vitalizi percepiti dagli ex Consiglieri regionali. Ricordo che è molto facile fare delle proposte roboanti in questo campo, ma ricordo anche che parliamo di obbligazioni, di diritti acquisiti in forza di norme, sui quali i margini di manovra sono meno ampi di quanto a volte si vorrebbe far credere. Siamo intervenuti su questa materia, che peraltro ricade equamente su tutti coloro che già percepiscono e su quanti percepiranno i vitalizi. Abbiamo previsto, anche se in questo caso la creazione di risparmi è legata a quanti decideranno di scegliere questa opzione, una possibilità, per i detentori dei vitalizi, di richiederne la riconversione in capitali con una decurtazione dell'11 percento. I risultati di questa operazione saranno valutabili solo a posteriori, ma voglio dire che non si può non sottolineare che trattasi di una norma che tante altre Assemblee stanno adottando e che quindi ci pone al passo con i tempi.
Trovate una parte sui fondi europei che per brevità di tempo tralascio, come trovate la parte sulle entrate del bilancio e delle considerazioni sulle società partecipate della Regione.
Vado alla conclusione, Presidente, ricordando che la crisi che ha colpito l'Occidente nel 2008, per quanto in fase di lieve attenuazione, resta l'elemento con cui la Valle d'Aosta deve fare i conti. Negare questo dato significherebbe proporre una visione semplicistica e anche esageratamente rosea della situazione. L'Amministrazione ha tenuto, in tutta questa legislatura, una linea di estrema serietà su questo aspetto e prosegue, con la manovra finanziaria sottoposta all'approvazione del Consiglio, secondo questa impostazione. Quello che voglio sottolineare, poiché costituisce un elemento di indubbia differenza con gli esercizi precedenti, è che, grazie al superamento del patto di stabilità e alla definizione di alcune partite aperte con lo Stato, abbiamo una disponibilità di risorse, per cui l'intervento regionale a sostegno dei settori maggiormente colpiti può risultare ancora più incisivo, mettendo in campo un complesso di investimenti e non solo misure tampone. Il fatto che si tratti del primo bilancio preceduto dal Defr ha fatto sì che ci sia stata una condivisione delle priorità, che trovano puntuale traduzione nei documenti di bilancio e nei progetti di legge collegati.
Quello sottoposto alla vostra attenzione è un bilancio che, con un obiettivo generale di rilancio, guarda a tutte le diverse componenti della società valdostana: dalle persone alle famiglie, passando per le imprese, l'istruzione, i trasporti, senza trascurare i campi per cui la Valle d'Aosta può soddisfare sempre più la sua vocazione di apertura verso l'esterno: il turismo, ma anche l'agricoltura e i territori, in una logica di promozione a trecentosessanta gradi di tutte le nostre eccellenze, di tutte le nostre specialità, di tutte le nostre specificità. A ciò si affianca una serie di misure di contenimento della spesa che proseguono in quel percorso serio e responsabile, non sempre riconosciuto e spesso non popolare, iniziato anni fa, che mirano a rendere sempre più ispirata ad efficacia ed efficienza l'azione dell'Amministrazione.
Il bilancio e la legge di stabilità che ci apprestiamo a discutere e - spero - ad approvare, è un documento vero e trasparente, che ha come punti centrali la difesa dell'autonomia della nostra Regione e un suo rilancio sociale ed economico. È un documento con il quale vogliamo scrivere le prime righe di un nuovo futuro, all'insegna della ripresa per la nostra Valle, in una pagina che speriamo di poter arricchire sempre più negli anni a venire. Grazie per la vostra attenzione.
Presidente - Grazie Assessore. Non ci sono altre richieste di intervento, pertanto i lavori si concludono e, come programmato, riprenderanno domattina alle ore 9:00.
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La seduta termina alle ore 16:49.
