Oggetto del Consiglio n. 2465 del 9 novembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2465/XIV - Approvazione di risoluzione: "Impegno a produrre un dossier sulla situazione finanziaria e gestionale della Casa da gioco".
Rosset (Presidente) - Punto n. 33.03 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Presidente, chiederei una piccola sospensione per una riunione dei tre gruppi di opposizione.
Presidente - Sospensione concessa.
La seduta è sospesa dalle ore 17:24 alle ore 17:29.
Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Ha chiesto la parola il Consigliere Restano; ne ha facoltà.
Restano (PNV) - Riprendo con questa risoluzione un argomento che più volte abbiamo trattato nel corso di questo Consiglio e in questi due giorni: il contenuto dell'articolo 19 della proposta di legge finanziaria. Anch'io, come chi mi ha preceduto, darò lettura della risoluzione affinché sia più chiara la sua compressione.
"Preso atto che il 22 settembre 2016 in Consiglio regionale l'Assessore Perron dichiarava: "Je crois avoir répondu de façon très claire qu'à ce moment il n'y a à l'étude aucune idée ni aucune intention de recourir à des financements extraordinaires en plus de ceux qui ont été adressés dans le temps à la Maison de jeu"; considerato che nella legge di stabilità regionale 2017 è previsto, all'articolo 19 comma 2, un duplice intervento finanziario a favore della Casa da gioco, ristoro di costi sostenuti per euro 28,6 milioni ed estinzione nel 2018 di un mutuo per euro 20 milioni; sottolineato come questa scelta impattante e inaspettata non sia stata presentata e discussa nelle linee del Documento economico finanziario regionale, che a tutt'oggi mancano dati e informazioni per sostenerla e spiegarla alla comunità valdostana e nonostante ciò sia stata presentata agli organi di stampa; evidenziato il dibattito e il confronto politico in atto tra i gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, innescato dal comportamento dell'Assessore; rilevato che questa nuova importante immissione di denaro pubblico si realizza in un periodo in cui la Casa da gioco continua a produrre risultati negativi che alimentano notevoli dubbi sull'operato del management e delle figure apicali dell'organigramma dell'azienda; si impegna il Presidente della Regione a produrre nell'iter, in corso di approfondimento, della legge di stabilità regionale 2017 alla Commissione consiliare competente, un dettagliato dossier sulla situazione finanziaria e gestionale della Casa da gioco, al fine di adottare decisioni oculate e adeguate che ne giustifichino o l'attuale stesura o la sua eventuale modifica".
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy; ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Credo sia opportuno chiarire, a distanza di qualche giorno dalla presentazione del bilancio e anche in relazione alle prese di posizione sulla stampa fatte a mio nome ma per conto del movimento, il perché si arriva oggi a firmare all'interno della maggioranza una risoluzione per valutare in maniera più approfondita da qui al bilancio un argomento delicato e importante che da tempo ormai, e in questi ultimi giorni ancora di più, ha fatto particolare presa sull'opinione pubblica e creato particolare imbarazzo, soprattutto a noi della maggioranza.
Come abbiamo potuto chiarire, e ci scusiamo con i colleghi della minoranza, con quelli della stampa e con chi segue i lavori del Consiglio, all'interno di riunioni apposite di maggioranza svoltesi in giornata su questo argomento, abbiamo delle perplessità, soprattutto non abbiamo ritenuto corretto il metodo che abbiamo adottato per arrivare ad assumere decisioni così importanti. Nello stile e nel rispetto delle persone che devono lavorare con noi non abbiamo avuto problemi a sostenerlo, a dirlo e abbiamo tutta l'intenzione di chiarire questo percorso perché facciamo parte di un progetto che, se le tappe sono chiare, intendiamo sostenere poiché all'interno di questo progetto vogliamo dare delle risposte ai cittadini valdostani.
Detto questo, un lavoro importante come quello della preparazione di un bilancio in questi primi giorni è stato solamente osservato e criticato per questo forte impatto che c'è stato rispetto all'articolo 19, a questa posta di bilancio. Come colleghi di maggioranza ci dispiace, perché tutti i colleghi in Giunta hanno cercato di fare un lavoro per portare al bilancio idee, scelte e progetti che saranno oggetto di discussione, ma tutto questo oggi non viene neanche fatto osservare alla popolazione, dato che si parla solo di tale argomento.
A noi oggi interessa in maniera particolare far capire che anche all'interno di una maggioranza ci possono essere opinioni diverse; se non si trovano momenti di sintesi nelle riunioni politiche si può venire qua e con un dibattito consiliare dire le proprie ragioni cercando di trovare delle soluzioni. Sicuramente le premesse sono importanti, Assessore, Presidente, ma sono premesse che non ci sentiamo di lasciare ad altri, perché in questo momento le sentiamo proprie finché non avremo chiarito gli aspetti fra di noi. La cosa importante è l'impegno, che non è un impegno verso l'UVP o verso i colleghi Capigruppo che hanno firmato con noi, ma è l'impegno verso la popolazione valdostana, verso l'azienda, i dipendenti e le famiglie che stanno dietro i dipendenti. Qui o si riesce a far capire che questa azienda viene trattata come tutte le altre oppure non sarà più sostenibile un'operazione da parte di nessuno rispetto a questa azienda e a queste difficoltà. Non credo che ci sia da distinguere il nostro ruolo tra maggioranza e opposizione: ognuno in questi giorni ha trovato qualche imprenditore, qualche lavoratore dei cantieri forestali che ci ha detto che i soldi ci sono solo per questa situazione. Abbiamo provato a spiegare che non è così perché c'è 1 miliardo di euro sul bilancio che va a dare anche altre risposte per altre situazioni, ma per ora non siamo riusciti a farlo.
Noi speriamo in termini politici di essere utili per aprire un confronto definitivo su come vorremmo lavorare in futuro all'interno di questo progetto; speriamo di essere particolarmente utili da qui al bilancio per rendere sostenibile un'operazione che, se andrà fatta, dovrà essere credibile soprattutto per la popolazione valdostana e per coloro che dovranno fruire di questi ulteriori investimenti, che uno può chiamare "ristoro" o come vuole, ma oggi quello che rimane in testa alla gente è che ci sono ennesimi milioni di euro che vanno a finire in un'azienda che non sta producendo risultati.
All'interno della maggioranza ci siamo anche confrontati sulla gestione, su questi manager, sulle figure apicali che dovrebbero garantire soprattutto a chi governa risultati, fiducia verso i cittadini e prospettive di sviluppo. Le due cose però vanno insieme, ed è per quello che da qui al bilancio bisognerà chiarire questo, perché se così dovrà essere fatto non si potrà affidare ulteriore denaro a chi oggi la gestione non la sta portando avanti con gli obiettivi e le speranze che ci siamo tutti dati nell'affidare a loro aziende così importanti. È vero che il Casinò produceva ancora l'anno scorso quasi 65 milioni di euro di fatturato e dà lavoro a tanti dipendenti, quindi è ancora un'azienda importante, però non possiamo dimenticare tutte le altre situazioni in cui c'è bisogno di investire e di costruire, e questo non riusciamo ancora a spiegarlo. Sono sicuro che da qui al bilancio proveremo a farlo e a migliorare, attraverso il nostro lavoro, le situazioni che ognuno di noi ha a cuore.
Assessore, sarà davvero importante riuscire a far capire che c'è questa volontà di cambiare marcia su questo dossier, che c'è questa volontà di aprire una pagina nuova, che non si va a cercare un partner perché ci ha cercato, ma si struttura veramente qualche cosa per significare questa volontà di andare verso strade nuove. Non abbiamo quindi alcun problema a dire e a pensare a voce alta rispetto a questo argomento nello stile che ci contraddistingue, che non è fatto di altri atti se non quelli di sostenere le idee che abbiamo e di confrontarci con chi ha voglia di confrontarsi con noi. Abbiamo pertanto la speranza che tutto questo possa trovare una giusta soluzione nei lavori di approfondimento, soprattutto con dati finalmente certi, credibili e trasparenti, per affrontare scelte così importanti.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere La Torre; ne ha facoltà.
La Torre (UV) - Ho firmato questa risoluzione perché mi piace raccontare le cose in modo chiaro e aperto come mia consuetudine, e l'ho firmata perché mi sono sentito in dovere di farlo come Presidente della Commissione finanze.
Voglio svolgere due riflessioni, che sono poi quelle che ho già palesato all'Assessore, al Presidente, alla maggioranza. Una riflessione è di carattere amministrativo. Evidentemente c'è stata una sottovalutazione dell'importanza di questo argomento, perché a mio avviso - e l'ho già detto prima, quindi è solo una ripetizione - questi argomenti andavano inseriti nel Defr, che è lo strumento nuovo che quest'anno abbiamo introdotto per la prima volta ed è il più importante: è quasi più importante del bilancio, perché il bilancio è una conseguenza del Defr, il Defr non è una conseguenza del bilancio. Considerato che è la prima volta che lo facciamo, probabilmente non abbiamo affinato bene questo meccanismo, ma a mio avviso andavano introdotte entrambe le cose all'interno del Defr: il Casinò e la questione della CVA, perché sono proprio quelli gli elementi che caratterizzano un documento come questo.
Poi un'altra riflessione: prima ancora di una politica di carattere generale, onestamente ho trovato politicamente poco comprensibile la discussione all'interno di una conferenza stampa su un argomento così importante. Proprio perché è così importante da come l'avete descritto voi, proprio come l'hai descritto tu, Assessore, perché ha tutte queste caratteristiche di importanza e di fondamentalità rispetto ad una serie di problemi, questo argomento non si poteva affrontare in una conferenza stampa, ma andava affrontato nelle sedi opportune. Queste perplessità ci sono, non le ho fatte emergere solo io, ecco perché è stata fatta questa risoluzione. Ho anche piacere che la risoluzione sia stata in qualche modo edulcorata, perché non siamo qui a fare dei processi, siamo qui a fare politica, a parlare dei problemi, di questioni amministrative e conseguentemente politiche, che poi hanno drammaticamente dei riflessi.
Purtroppo la votazione che c'è stata prima ha un riflesso politico. È ovvio che uno può usare due elementi di valutazione: l'elemento della negatività, che prende i risultati sempre sotto un profilo di negatività, e quello del pensiero antitetico, che consiste nel girare un fatto da negativo in positivo e che permette di capire le situazioni. Se uno si arrocca sulle sue posizioni, secondo me si isola. Una delle prime cose che mi hanno insegnato in politica è di evitare l'isolamento; se uno si isola corre veramente il rischio di non riuscire, neanche quando ci mette le migliori intenzioni, ad esprimere le sue reali volontà. Io credo che qui non ci sia niente da drammatizzare, ci sia semplicemente da ragionare in termini amministrativi e politici, ammettere dove si sbaglia, capire cosa si può fare per trovare un equilibrio che riconduca tutti al buonsenso, altrimenti ognuno si assuma le sue responsabilità, perché poi non c'è da stupirsi di niente. Dico questo perché ho un po' di esperienza, e spero che questa sia la mia ultima esperienza: secondo me, se non si fa un esame di coscienza complessivo e non si tiene conto globalmente di tutto questo, credo che sarà difficile andare oltre il bilancio. Saremo tutti vittima del medesimo problema.
Io vi invito a comprendere questa risoluzione: è un'utilità, secondo me è un messaggio di positività che, se letto nel modo corretto e se fosse già stato affrontato anticipatamente in modo aperto, probabilmente non avrebbe provocato situazioni che non sono belle per nessuno, nemmeno per l'Assessore, di cui ho comunque stima, come per chiunque dei Consiglieri che sono in quest'aula. Secondo me è una risoluzione aperta, pertanto chi pensa che sia utile la voti. È chiaro che ha delle firme perché è partita da alcune persone, ma non può essere di tutti: se fosse stata di tutti l'avremmo dovuta predisporre prima; non è di tutti, è di una serie di persone che hanno rilevato questo problema. Se poi questo problema è vero, condiviso e non lo si vuole drammatizzare, chi crede che attraverso un percorso come questo si possa migliorare la voti; chi pensa che questo non sia utile non la voti. Credo di aver espresso in modo molto semplice il ragionamento.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Marquis; ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Anch'io vorrei fare alcune riflessioni che ci hanno portato a presentare questa risoluzione su un tema importante: il Casinò. Adesso non entreremo nel merito della sua difficile situazione, perché potremmo parlarne a lungo, però è sotto gli occhi di tutti che i risultati non siano soddisfacenti; risultati che, oltre a non essere soddisfacenti, sono anche preoccupanti, sia per quanto riguarda la contabilità della società, ma anche per quello che poi si riverbera sul territorio circostante, un territorio che ha sempre vissuto della presenza della Casa da gioco e che oggi vive e langue in una situazione di profonda crisi. Siamo arrivati a questo perché nella fase di predisposizione del documento programmatico, il Documento di economia e finanza regionale (Defr) che abbiamo discusso qualche settimana fa, non abbiamo avuto modo di trovare al suo interno una collocazione per questo problema.
Tutto d'un tratto ci troviamo nella finanziaria un impegno importante per risolvere le problematiche della Casa da gioco, impegno che prevede a livello di stanziamento copiose risorse su un biennio. Il problema però è riuscire a trovare una soluzione ai problemi della Casa da gioco. Trovare soluzione a questi problemi credo implichi anche fare un'autocritica da parte di tutta la politica, senza fare processi a nessuno; credo che non vi siano responsabilità oggettive su un singolo, ma che occorra ragionare a livello di sistema. Non è più possibile pensare di mettere risorse a disposizione e gestirle come sono state gestite sino ad oggi. C'è la necessità di avere rappresentata una situazione che fotografi uno stato di fatto, indichi le linee e i percorsi che occorre seguire nei prossimi anni per capire soprattutto qual è la sostenibilità che può avere questa azienda: se è una sostenibilità dettata da una gestione diretta, ovvero occorra pensare a forme diverse di gestione, così come è stato esplicitato peraltro anche nella finanziaria. Pertanto ritengo sia importante pensare ad un cambio di marcia, del quale non si può fare a meno perché, diversamente, noi oggi possiamo anche iniettare 10, 15, 20, 40 milioni, ma poi faranno la fine di quelli che sono stati investiti sino ad oggi. Credo che occorra prevedere dei percorsi credibili e che la politica, la dirigenza debba assumere una credibilità diversa.
Io non metto in dubbio le parole dell'Assessore: credo che abbia rappresentato in modo onesto la situazione. Non credo che lo scorso mese di settembre abbia voluto omettere o rappresentare una situazione non corretta al Consiglio regionale, ma credo che occorra porsi delle domande, perché allora vuol dire che c'è qualcosa che non quadra a livello dirigenziale. In trenta giorni non si possano far emergere situazioni di questo tipo, non si può pensare che possa sorgere un'emergenza che preveda degli investimenti di questa rilevanza e di questa intensità. Mi chiedo cosa succederebbe se questo succedesse in un'azienda privata dove il dirigente si presenta dall'azionista e, in presenza di un fatturato di 65 milioni di euro l'anno, gli dice di avere necessità di 50 milioni di euro da un giorno all'altro lamentando una situazione aziendale di oggettiva difficoltà. Ritengo pertanto che occorra cominciare a dare delle pagelle, così come avviene per i ragazzi che vanno a scuola, anche a livello dirigenziale.
Come Stella Alpina riteniamo che da qui al bilancio sia indispensabile fare un'approfondita verifica della situazione sulla base di un dossier, che è stato chiesto nell'impegnativa, per poter valutare lo stato di fatto e tutti assieme, in modo condiviso, cercare di provare a dare una soluzione che possa garantire alla Casa da gioco un futuro, tornando anche a dare delle gratificazioni all'economia circostante che, diversamente, non riesce a generare delle positività in una fase difficile come questa. Credo pertanto che questo sia un momento da sfruttare, trenta giorni di lavoro, - così come ha detto l'Assessore - sui quali occorrerà fare "un'operazione verità" per capire effettivamente come sono le cose e quali sono le esigenze reali per dare un futuro sostenibile all'azienda.
Volevo solo riprendere una considerazione dell'Assessore. Chiaramente il metodo va migliorato nella comunicazione, ma io credo che non ci sia solo un problema di comunicazione: va anche migliorato il metodo nella formazione delle decisioni. La politica non dà delle cambiali in bianco, non basta essere parte di una maggioranza per avere un obbligo di condivisione. Credo che occorra discutere e confrontarsi, perché solo dal confronto possono emergere soluzioni positive e condivise. Per questo ci sono delle responsabilità, e credo che il contributo di tutti possa dare maggiori opportunità per trovare una via d'uscita. Per tali ragioni, senza spirito polemico ma in modo costruttivo, noi abbiamo sottoscritto questa iniziativa: un'iniziativa che vuole dare alla Casa da gioco la possibilità di uscire da questa situazione di difficoltà. Sicuramente non sarà un percorso facile, ma crediamo che con l'apporto di tutti si possa riuscire.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Fabbri; ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - Semplicemente per una considerazione su tutto quello che abbiamo letto oggi e su quello di cui abbiamo lungamente discusso. Ho sentito parlare più di una volta il Presidente e l'Assessore circa "l'operazione verità" che dobbiamo applicare a questa nostra azienda. È vero, effettivamente è arrivato il momento della verità, ma la verità va presentata nei modi giusti, non come dei blitz. La verità va discussa, va argomentata: è questo che noi chiediamo con questo nostro atto, null'altro che analizzare profondamente i problemi di questa ditta, ma anche le speranze, perché solo nelle operazioni verità vengono fuori queste cose. Tutti devono sapere come stanno effettivamente le cose; prima di tutto io direi i nostri concittadini, subito dopo i lavoratori e, infine, anche noi che dobbiamo poi prendere delle decisioni importanti. Il tempo stringe; il Consigliere Marquis parlava di un mese ma, ahimè, mi sembra che il tempo sia ancora più breve.
Mi auguro con tutto il cuore che accettando questa nostra risoluzione si possa addivenire veramente a questa "operazione verità" che ci possa mettere sulla strada giusta: quella della risoluzione dei problemi di questa ditta, in un modo o nell'altro. È chiaro che la verità alle volte può essere un boccone amaro da digerire, però se veramente sul piatto della bilancia vengono tutti messi tutti i pro e i contro delle operazioni, io credo che cittadini, lavoratori e noi tutti riusciamo insieme a trovare delle soluzioni.
Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Farcoz; ne ha facoltà.
Farcoz (UV) - Solo per chiedere una sospensione per una riunione di maggioranza.
Presidente - Sospensione concessa.
La seduta è sospesa dalle ore 17:56 alle ore 18:09.
Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Dopo la richiesta di sospensione della maggioranza per la votazione della risoluzione, ci sono richieste di intervento? Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Je crois que le débat sur cette résolution a permis de mettre en évidence des aspects de travail liés parfois à une sous-évaluation de ce qui doit être fait à un certain moment ou à sa réalisation d'une façon insuffisante par rapport à ce qui, par la suite, est géré d'une façon plus difficile à justifier pour ce qui est d'un thème comme le Casino. In effetti la notizia, per come è uscita, ha avuto chiaramente un'eco importante.
Non voglio entrare di nuovo in tutta la discussione sul Casinò - su questo tema ritorneremo, poiché si tratterà il discorso nella legge di stabilità - però voglio sottolineare due aspetti. Il primo. Del Casinò, per chi ha memoria storica e, per quanto mi riguarda, drammaticamente dal blitz in avanti, ho visto e seguito diversi aspetti. Ci sono stati cambi nella gestione, cambi nella politica, cambi nella direzione e, se voi andate a rileggere i verbali, è difficile che ci sia stata in questo Consiglio un'espressione generale, se non il gioco delle parti in cui a volte la maggioranza dice che va bene e la minoranza dice che non va bene, in cui si sia detto con soddisfazione che il Casinò sta portando risultati (parlo dal blitz in avanti, e sono anni). Abbiamo avuto una serie di cambi, anche in corsa, in una stessa legislatura, due o tre cambiamenti a livello di Presidenti, di direzione e di management. Questo tema purtroppo non è solo del Casinò di Saint-Vincent, ma è anche degli altri Casinò, e questo non ci consola.
Noi non abbiamo mai voluto fare solo dei confronti, ma dire quello che è successo e quello che è stato. Qualcuno ha detto bene: il problema principale del Casinò è che non ci sono più giocatori. Se voi vedete cosa è successo dal 2008 in avanti, sicuramente la crisi non ha aiutato, questo dobbiamo dircelo, e non ha aiutato nessuno dei Casinò italiani, men che meno successivamente, con le regole anche ferree sul discorso del contante e così via (questo è stato un altro elemento). Non sto cercando giustificazioni, sto solo provando ad evidenziare che su questo tema noi sicuramente abbiamo delle cose da dire, quindi è giusto l'impegno per avere un dettagliato dossier sulla situazione finanziaria e gestionale, in modo da poter fare approfondimenti che serviranno a tutti. Ora, ad approfondimento fatto, bisognerà anche dire che cosa vogliamo, come lo pensiamo questo Casinò - alcune cose sono già state dette - e che possibilità ci sono.
Io credo che il tema del Casinò impegna e impegnerà ancora per molto, e non solo il Consiglio. Sul tema fondamentale ricordato prima, noi avevamo anche cercato di capire perché i clienti italiani non ci sono più, come diceva il collega Chatrian, al di là del fatto che qualcuno poi fa le solite migrazioni legate ai porteurs: i nostri vanno a Sanremo, quelli di Sanremo vengono da noi e poi vanno a Venezia (questo è un circolo non virtuoso che conosciamo da sempre). Il problema vero è che, se noi non guardiamo in ambito europeo o extraeuropeo per portare nuovi giocatori, diventa difficile immaginare chi possa venire a giocare a Saint-Vincent. Noi avevamo anche pensato che il discorso dei cinesi potesse funzionare, ed era stato anche messo in moto in modo decente, però poi c'è stato il piccolo problema dovuto al fatto che i cinesi giocano ventiquattr'ore su ventiquattro e possono fare anche vincite molto alte, che di fatto possono sbancare un Casinò come il nostro; pertanto, dovendo mettere regole molto ferree, questo ha creato tutta una serie di imbarazzi e tale questione si è in qualche modo raffreddata. Ho voluto ricordare questi aspetti per dire che mi auguro vengano fuori soluzioni vere anche dal confronto tra tutti noi, ma non sarà così facile.
È importante invece che si abbiano tutti i dati per poterci confrontare, per dire dove e che cosa non va, per poter fare in modo che ci siano interventi tali da permetterci di essere coscientemente sicuri che tutto quello che si può fare sia fatto. Questo è l'impegno che ci prendiamo e quindi voteremo la risoluzione.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Abbiamo aspettato prima di prendere la parola, perché giustamente una parte dei Consiglieri della maggioranza aveva presentato questa risoluzione, quindi ci sembrava corretto aspettare le posizioni del gruppo. Apro solo una parentesi: per la prima volta non si sente la posizione del gruppo dell'Union e di quello del PD.
Adesso abbiamo ascoltato attentamente in replica la posizione del Presidente Rollandin, che mai come una volta ci trova così d'accordo: come si può inserire in finanziaria un articolo così pesante senza avere dei dati, senza conoscere bene la situazione drammatica della Casa da gioco, la situazione pericolosa della gestione che in parte ben conosciamo, ma che con questa risoluzione andremo ad approvare? Sicuramente avremo modo di analizzare nel dettaglio fino in fondo, sapendo che non sarà semplice trovare le soluzioni alle criticità. La questione è però sempre sul metodo: come si può inserire un articolo così pesante, se non c'è chiarezza sul tavolo e tutte le informazioni dovute per poter scegliere? Perché poi la politica comunque ha un compito: quello di decidere.
Le parole utilizzate oggi dal Presidente ci trovano d'accordo e ci troviamo d'accordo anche sulle premesse, sul fatto che questa scelta impattante e inaspettata non sia stata presentata e discussa nelle linee del Defr, che a tutt'oggi mancano dati e informazioni per sostenerla e spiegarla alla comunità valdostana: siamo doppiamente d'accordo.
C'è un dato politico che però non possiamo non mettere in evidenza. Sono giorni e settimane interessanti, quantomeno per le battaglie che abbiamo cercato in questi anni di portare in quest'aula: nei giorni scorsi la Commissione ha approvato la proposta di legge che arriva da circa settemila cittadini valdostani per quanto riguarda il quorum; c'era un gruppo in difficoltà in Commissione, ma è stata votata e poi si affronterà nel prossimo Consiglio. Usciamo da un bel dibattito, una sintesi interessante sulla proposta di legge che arriva da 7.345 cittadini, quella della ferrovia: è un altro dato politico importante. Ci abbiamo messo un po' di tempo, ma mi sembra che fra due settimane questo Consiglio, dato che c'è stata l'unanimità in Commissione, approverà la proposta di legge presentata da migliaia di cittadini valdostani. C'è stato un altro dato importante di questa mattina, e non possiamo nascondere la nostra soddisfazione perché l'articolo 5 e l'articolo 7 della legge sulle partecipate li abbiamo scritti di nostro pugno insieme ad altri colleghi.
È solo di un momento fa un altro segnale importante, che comunque è un dato politico: noi avevamo cercato di spiegare che non c'era nulla di personale nei confronti del collega Perron, ma la sfida che lui ha cercato di giocare in questi due anni purtroppo non ha dato ottimi risultati, per non dire altro.
Ora non ci sottraiamo all'approvazione di questa risoluzione, la votiamo convintamente e siamo certi che più informazioni, più trasparenza e più dati permetteranno a tutto il Consiglio regionale, ma anche a noi, di prendere decisioni importanti sulla Casa da gioco. Sentendo le parole del Presidente sulle difficoltà avute nello spiegare quanto è stato tradotto in finanziaria, penso che siamo sulla strada giusta: approvando questa risoluzione si va in una strada leggermente diversa rispetto all'articolo 19.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Per annunciare il voto positivo su questa risoluzione presentata dai colleghi dell'UVP, di Stella Alpina, dal gruppo Pour Notre Vallée e dal Consigliere La Torre.
Ora non so come voterà il gruppo PD, perché non ho ancora avuto modo di ascoltarli, ma per quanto riguarda il gruppo Union, mi sembra che la notizia di oggi sia che la maggioranza che attualmente sostiene il Governo non accetta più il modo di gestire il Governo. Sostanzialmente è una profonda riflessione che dovrebbe fare il Presidente Rollandin, e penso anche l'Assessore Perron. Poi si può discutere magari anche su altri Assessori che hanno questa modalità impositiva e soprattutto poco coordinata di gestire gli argomenti. Io credo che magari un check-up dovreste farvelo, a questo punto, perché dalle parole che ho sentito in quest'aula, anche da parte di chi ha presentato questa risoluzione, mi sembra che ormai il timer sia partito e che qualcuno abbia dato una scadenza piuttosto chiara.
D'altronde credo che, al di là dei discorsi di forma sulla maggiore condivisione, sul fatto che dobbiamo essere più trasparenti, parlarci di più, parlare dei dati, prendere delle decisioni e così via, il metodo è vecchio. È proprio il metodo con cui viene gestita la politica in questa Regione che non va più bene, non è solo una questione di comunicazione e basta. La comunicazione di per sé non risolve il problema, la realtà è che prendere decisioni e imporle senza discuterle con nessuno ormai non funziona più; non funziona più perché nella finanziaria che andremo poi a discutere ci potrebbero essere anche cose buone e uno potrebbe dire che questa è una cosa furba e quest'altra invece non piace. Imporre tout court sempre tutto in continuazione, per ogni cosa, anche alla luce delle varie leggi che si stanno approvando e che si sono approvate, leggi popolari o altri atti come la PL n. 72 che io non ho votato, ha portato però qualcuno a dover ingoiare qualcosina. Credo che se la Giunta capisce che tale metodo è finito forse avrà una vita che arriverà a fine legislatura, altrimenti questo è solo l'inizio di ciò che vedremo. È vero che all'inizio i mal di pancia vengono fuori dai voti segreti e non in maniera apparente, però c'è anche da dire che alla lunga le cose stancano e uno ci mette la faccia.
Presidente Rollandin, se ogni volta perdete un pezzo, se ogni volta in qualche modo si creano queste situazioni, credo che la "colpa politica" sia da imputare a lei e ai suoi metodi, al suo modo di gestire in maniera del tutto personale e personalistica un intero Governo e, di conseguenza, essendo questa regione molto legata economicamente a ciò che fa la Regione stessa, l'intera Regione.
Ben venga una risoluzione di questo tipo, ben venga il fatto che sia stata presentata solo da alcuni e non da tutti, mi sembra una notizia positiva per quanto mi riguarda: vuol dire che qualcuno sta prendendo coscienza e qualcun altro che non prende coscienza continua ad agitarsi e a dibattersi nella propria acqua, pensando così di risolvere i problemi dei valdostani. Io credo che i problemi dei valdostani interessino poco a chi attualmente sta gestendo questa Regione; anzi, penso che non gliene freghi proprio nulla, tant'è che bisogna fare azioni di forza per ogni minima cosa che deve passare. Comunque penso che ormai, anche alla luce di questa risoluzione, il suo tempo stia scadendo, Presidente; se ne faccia una ragione.
Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Per dichiarazione di voto con due considerazioni.
Il collega Chatrian ha già ampiamente illustrato la nostra posizione come gruppo ALPE. Oggi abbiamo sentito dire di trovare una soluzione per la Casa da gioco e con queste due risoluzioni finali abbiamo soprattutto parlato delle criticità del Casinò: ci sono state tutte le ricostruzioni, il Presidente e l'Assessore hanno messo anche delle toppe, hanno cercato di rammendare là dove c'erano dei buchi nelle ricostruzioni, tutto bene. Credo che la sintesi del male o del male incurabile che sta affliggendo il Casinò l'abbia fatto il Direttore Scordato quando è venuto in IV Commissione. Sono venuti diverse volte i vertici del Casinò, e devo dire che spesso hanno portato anche dati interessanti. Non è che non ci siano clienti, soprattutto clienti nuovi, perché di clienti nuovi il Casinò ne ha tanti, ma il problema è che vengono una sola volta, quando li invitiamo, e poi non ritornano più.
Credo che la sintesi, Presidente e Assessore Perron, sia qui: chiediamoci perché i clienti vengono una sola volta e poi non tornano più. Se andiamo a fondo e cerchiamo una risposta a questo penso che troviamo la soluzione per tante altre criticità. Oggi si è parlato di Casinò, fa sempre bene discutere e cercare di trovare delle soluzioni, però in realtà credo che il dato politico riguardi soprattutto il metodo: per l'ennesima volta si è parlato di metodi non condivisi, neppure più da una parte della maggioranza.
Condivido quanto ha detto il collega Marquis: abbiamo bisogno di un cambio di marcia, lo condividiamo, abbiamo bisogno di trasparenza, di chiarezza, soprattutto di nuovo. Questi metodi li conosciamo, li abbiamo trovati neanche tanto tempo fa: li abbiamo visti per il dossier Tor, adesso li vediamo per il dossier Casa da gioco, ma sarebbe uguale per altro, per il dossier Istituto musicale, per il dossier Scuola polmone; mi fermo, ma ce ne sarebbe per ognuno. La Valle d'Aosta credo che non ne possa davvero più di questo metodo e del gioco a rimpiattino o del gioco delle tre carte; se si vuole davvero la condivisione è ora di smettere di parlare di condivisione e iniziare a condividere. L'abbiamo chiesto tante volte, e tante volte il Presidente si è anche alzato, si è cosparso il capo di cenere dicendo che si cercherà di condividere maggiormente, ma poi la volta dopo era di nuovo uguale. Come diceva il collega Cognetta, sono discorsi di forma, ma noi vorremmo che invece di parlare di condivisione si condividesse.
Possiamo dire che oggi la toppa o il rammendo ha funzionato. Rammendare non è facile, è una tecnica del cucito che va imparata, si deve imparare da chi è più esperto, non è una tecnica banale. Se Maometto non va alla montagna... diciamo che la montagna oggi è scesa, è andata da Maometto e ha capito che con questa risoluzione bisognava fare così, però credo che il capolinea sia abbastanza vicino se non si cambiano davvero i metodi.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz; ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - È bravo il collega Cognetta a stanare i "dissidenti", se così si possono definire, ma al contrario in questo caso, però credo che il collega abbia le carte a posto per poterlo fare, visto che è sempre stato coerente, dalla stessa parte. Per chiarire, noi non firmiamo risoluzioni per ottenere ciò che si può ottenere tranquillamente con passaggi interni alla maggioranza o con passaggi politici anche con la minoranza.
Sulla vicenda del Tor, visto che la collega Certan l'ha evocato, alla fine ha prevalso il buonsenso: le dichiarazioni sono andate nel senso di lavorare per un unico grande Tor, malgrado si dicesse che anche allora noi non avevamo firmato una risoluzione. La questione è stata risolta attraverso un dialogo politico. Devo dire che, al di là del metodo - e anche quello delle risoluzioni firmate solo da alcuni è metodo - il contenuto sia delle premesse che dell'impegnativa della risoluzione oggi presentata è in linea di massima condivisibile.
Non è un segreto, lo sanno anche i muri che esiste - e questo va detto - un problema di metodo, di comunicazione all'interno della maggioranza, forse anche all'interno del Governo stesso. Non è un segreto nemmeno che il Casinò sia in rosso profondo. Certo, collega Perron, ci sono gli ammortamenti, ci sono i passivi strutturali, tutte cose che lei ha detto nella sua relazione, ma io voglio dire che questi passivi non li abbiamo creati noi del gruppo PD-Sin.VdA. Noi eravamo all'opposizione quando si è scelto di ristrutturare, di riammodernare, e quindi potremmo anche non sentirci responsabili; forse lo è qualcun altro che oggi siede in quest'aula e che allora ci rappresentava quando si assumevano decisioni così vincolanti per il bilancio dei valdostani, per il futuro della Casa da gioco. Ma noi siamo amministratori responsabili, governiamo, e quindi oggi ci carichiamo anche delle responsabilità altrui, almeno fintanto che il Casinò-Billia non sarà privatizzato, semmai si realizzerà questa ipotesi peraltro contenuta nel programma di maggioranza.
Certo, Assessore, le parole - come è stato ricordato un po' da tutti - hanno un significato e la formulazione contenuta nell'articolo 18 è quantomeno un po' vaga. Devo dire che anche in altri articoli, riferiti ad altri ambiti che non siano proprio il Casinò, ho riscontrato formulazioni e contenuti non proprio condivisi, in alcuni casi neanche poi così condivisibili, ma porterò all'interno delle Commissioni - ovviamente prima in maggioranza - le considerazioni del nostro gruppo riferite anche ad altre situazioni che noi abbiamo riscontrato all'interno del bilancio.
Dicevo che le parole riportate nel bilancio sono piuttosto vaghe, Assessore Perron, non chiariscono il significato dell'operazione che qua in aula lei ha cercato di spiegare e lasciano spazio a fraintendimenti. Non so se sarà possibile, ma credo che con i colleghi porteremo all'attenzione della Commissione, attraverso degli emendamenti - non so con quale altra tecnica legislativa - una riformulazione dell'articolo 19, in modo da chiarire meglio, almeno dal punto di vista filologico, il significato.
Rispetto al management, visto che è stato evocato nella risoluzione, non nascondo che il motto "squadra perdente deve pagare" ha una sua validità intrinseca. Con il passaggio in Commissione - tardivo, lo ammetto - penso che metteremo in luce le responsabilità dei dirigenti, ma non solo, magari anche le responsabilità dei quadri, perché poi quando si parla di organizzazione se ne parla in senso più ampio, così come potrà emergere anche il contrario. Non è detto che da quella audizione potranno venire fuori responsabilità dirette.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Molto brevemente, anche perché forse con tutte queste pause per mettere assieme i cocci di questi ventisette Consiglieri di maggioranza, probabilmente abbiamo stufato anche un po' i valdostani.
Detto questo, come non essere d'accordo su questa risoluzione che apre, a mio parere, due fronti molto importanti? Alcuni Consiglieri di maggioranza, con i loro interventi, hanno detto quello che noi purtroppo vanamente da anni stiamo rivendicando in quest'aula: che non si può più gestire risorse come lo si è fatto finora, che è necessario un cambio di marcia, che qualcosa non funziona a livello dirigenziale, di dare le pagelle o, ancora meglio, di fare "operazioni verità". Sono anni che chiediamo questo, e a me fa immensamente piacere che questa volta ci sia una presa di posizione chiara da parte dei Consiglieri di maggioranza.
Io faccio una grande distinzione tra l'Esecutivo e i Consiglieri di maggioranza, perché con queste risoluzioni si mettono in luce due aspetti fondamentali: il primo è che nessuno ha accettato le giustificazioni espresse dall'Esecutivo che diceva che non c'era necessità di inserirlo nel Defr in quanto già deciso in Giunta regionale, nessuno, neanche la vostra maggioranza. Pertanto questa è una presa d'atto: non solo la minoranza, ma neanche la maggioranza accetta più questi metodi.
Altro aspetto, per me fondamentale, è che per la prima volta, anche dopo la nascita di Pour Notre Vallée che aveva denunciato un discorso soprattutto legato alla forma e ai metodi, l'impegno non è solo di forma e metodo, ma di contenuti e sostanza. Se si dice che la legge di stabilità regionale 2017 deve dare giustificazioni perché rimanga l'attuale stesura o la sua eventuale modifica, si mette in discussione la scelta che avete fatto a livello di Esecutivo, e questo è un discorso di sostanza. Io non so come andrà a finire, non ho alcun sentore, ma attenzione, questo è un segnale fortissimo, perché si mette in discussione la sostanza per la prima volta. Pertanto o sarete in grado come Esecutivo di dare giustificazioni o altrimenti dovrete rimangiarvi la vostra finanziaria; questa è la vera novità del panorama politico. Per il resto ci possono essere anche dei giochi per stimolare un po' di più metodi e forme inaccettabili, ma di questo se ne parla da una vita, se ne parla veramente da tanto perché non è una novità. La vera novità è che per la prima volta la sostanza viene messa in discussione.
Presidente - Se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti : 32
Favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
I lavori terminano con questa risoluzione.
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La seduta termina alle ore 18:41.
