Oggetto del Consiglio n. 2464 del 9 novembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2464/XIV - Reiezione di risoluzione: "Invito all'Assessore al bilancio a rassegnare le dimissioni dalla carica".
Rosset (Presidente) - Punto n. 33.02 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta per l'illustrazione; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Con questa risoluzione cerchiamo di mettere, come gruppi di opposizione, il punto su una questione che abbiamo appreso dai giornali rispetto alle intenzioni dell'Assessore riferite alla Casa da gioco e, più in generale, al bilancio.
Nella risoluzione scritta, che in questo caso leggerò per dare maggior dettaglio su ciò che viene chiesto, alla fine noi chiediamo un impegno da parte del Consiglio regionale rispetto all'Assessore: "Viste le notizie apparse sui media rispetto alla presentazione della finanziaria regionale; considerato che nel Defr 2017-2019, approvato nella sessione del Consiglio regionale del 27/10/2016 non era presente nessun riferimento al prestito di 48 milioni di euro al Casinò o alla quotazione in Borsa di CVA; valutato che non più tardi di due Consigli fa l'Assessore Perron aveva dichiarato che non era necessario ricapitalizzare "per ora" la Casa da gioco; viste le risposte date in aula che mettono in dubbio non solo il lavoro espresso dall'Assessore, quanto l'integrità personale del Consigliere Perron, il quale non solo omette le risultanze, ma fornisce risposte volutamente fuorvianti in modo da evitare di fornire le informazioni richieste; considerato che si nota una costante e continua volontà politica, messa in atto dall'Assessore Perron, di prendere decisioni strategiche fondamentali per il futuro della nostra regione e dei suoi 124.000 abitanti, in totale solitudine e in spregio sia dei componenti del Consiglio di opposizione che di quelli di maggioranza; il Consiglio regionale - se voterà questa risoluzione - invita il signor Perron a dare un segnale di rispetto verso i colleghi rassegnando le dimissioni dalla carica di Assessore al bilancio".
Dalle notizie avute, soprattutto letti anche gli articoli di legge presentati, viste tutte le risultanze e le discussioni di questi due giorni, notando anche la risoluzione successiva appena iscritta, che riprende molte delle cose che stiamo dicendo con le premesse di questa risoluzione, credo che questo invito, Assessore Perron, sia corretto e giustificato. A questo punto chiederei anche agli altri Consiglieri di dire la propria, soprattutto per quanto riguarda la parte relativa alla discussione complessiva, perché sia per quanto riguarda noi che per quanto riguarda i Consiglieri di maggioranza non c'è nessuna condivisione su decisioni così importanti e così impattanti, né sul bilancio, né sulla vita di centinaia di persone e nemmeno sul sistema economico della nostra regione. Credo pertanto che tale invito debba essere accolto.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Solo due settimane fa abbiamo discusso in quest'aula un documento che lo Stato centrale ci ha obbligato a redigere e tutti abbiamo valorizzato quel documento dicendo che questo è il dibattito politico prima di affrontare nella finanziaria i desiderata, le idee da modificare. Per quanto riguarda la Casa da gioco, il Governo regionale ci ha riservato due frasette che leggo: "Il Casinò di Saint-Vincent, uno dei quattro presenti in Italia, svolge un ruolo trainante per la promozione del turismo, rivestendo considerevole importanza per l'economia locale di Saint-Vincent e di tutta la regione". Per ridare un po' di dignità a quest'aula e a questa Assemblea leggo anche la seconda frase inserita nel Defr, documento tutto politico: "La società ha l'obiettivo prioritario di assicurare una gestione sempre più efficace ed efficiente, improntata al recupero della redditività con azioni mirate al rilancio commerciale e al conseguente incremento degli introiti di gioco, associato ad una continua razionalizzazione dei costi". Si è accennato al fatto che bisogna fare qualcos'altro a livello di gestione e si ammette una gestione fallimentare: questo era quanto c'era scritto nel Defr.
Nel Consiglio precedente noi dell'opposizione abbiamo presentato delle iniziative - alcuni colleghi un'interrogazione e noi due mozioni - respinte dall'Assessore Perron, dal suo Governo e da tutti, con la rassicurazione che non si andranno a mettere altri soldi, assolutamente nessuna ricapitalizzazione. La situazione non è bellissima - ci fu risposto - e non andremo a mettere altri soldi. Se le parole hanno la loro dignità, un loro peso e un loro valore, dopo un dibattito magari un po' virulento e deciso ieri mattina, questo è quanto siamo riusciti ad avere, quantomeno la traccia di cosa ha scaricato questa Giunta regionale: l'articolo 19, che è impietoso.
Ieri abbiamo parlato e affrontato un tema cruciale come quello dell'agricoltura per quasi quattro ore, e l'articolo 19 va nella direzione opposta: l'Assessore Perron ci ha detto delle bugie in quest'aula, ci ha preso tutti per il naso e sta prendendo per il naso anche i valdostani. La cosa più grave è che sta prendendo in giro tutta la comunità e che si raccontano frottole. Le finanziarie sono crude, ma l'articolo 19 dice qualcos'altro, e dice talmente qualcos'altro che dopo aver letto attentamente la risoluzione depositata da una parte dei colleghi di maggioranza penso di dover fare chiarezza. Sappiamo distinguere gli investimenti dalla gestione, ma qui un mese fa il collega Perron ci disse che non vi sarà alcuna ricapitalizzazione, che non si metterà denaro e poi il Governo ci scarica un articolo 19 con 48,6 milioni di euro! Giustamente ieri ho sbagliato, perché poi quando uno sbaglia bisogna riconoscerlo e bisogna saper dire di non aver letto fino in fondo dato che uno è per il 2017 e l'altro è per il 2018, ma qua ci sono 48,6 milioni di euro!
Noi pensiamo che quest'aula non debba essere presa in giro, ecco perché abbiamo presentato questa risoluzione con la quale invitiamo il signor Perron a dare un segnale di rispetto verso tutti i colleghi. E non solo noi dell'opposizione, perché ieri mattina ci è sembrato di capire che tanti altri colleghi non fossero a conoscenza dell'articolo 19. A questo punto non è più una questione di opposizione, è una questione di comunità valdostana, perché la gente en a marre, non vuole essere presa per il naso ed è stanca delle bugie. Leggo attentamente la risoluzione che diversi colleghi di maggioranza hanno voluto presentare e che discuteremo dopo (peccato che non si discutano insieme, perché vanno entrambe nella stessa direzione): "Si impegna il Presidente della Regione a produrre subito alla Commissione consiliare competente un dettagliato dossier sulla situazione finanziaria e gestionale della Casa da gioco, al fine di adottare decisioni oculate e adeguate che ne giustifichino l'attuale stesura o la sua eventuale modifica". È corretto leggerla, perché le due risoluzioni vanno nella stessa direzione, ma qui qualcuno ha mentito e poi ha nascosto. La prima è una bugia e la seconda è un'omissione: è stata data l'informazione e ventisei Consiglieri non erano a conoscenza dell'articolo 19. Questa è un po' la filosofia con cui abbiamo presentato la nostra risoluzione. Siamo molto attenti ad ascoltare a questo punto tutti quei colleghi che sono interessati a prendere le distanze da questi metodi, da queste invasioni di campo e a entrare sempre con la solita modalità: a gamba tesa. Siamo persone ognuna con la propria dignità, con il proprio percorso e dobbiamo rendere conto a tutti i cittadini (non ai nostri elettori, che è un'altra cosa), dobbiamo rendere conto alla comunità valdostana.
Se un Assessore o tutto un Governo non è in grado o non ha voglia di fare un'operazione verità dobbiamo farla noi, altrimenti io penso che in questo momento un semplice cittadino non capisca più se è l'opposizione a dire le bugie e che cerca di cavalcare la situazione o se c'è qualcos'altro di nascosto che non dobbiamo sapere. La cosa più grave è mentire sapendo di mentire e poi non affrontare la questione durante il dibattito del Defr. Siamo entrati nel dettaglio sulla sanità con l'intento di ridare territorialità; siamo entrati nel dettaglio per trovare lo strumento per i 177 precari a tempo indeterminato, siamo entrati parecchio nel dettaglio e di tutto questo nulla, non c'era una traccia sul documento politico! A questo punto il nostro non è più un dubbio: qualcuno mentiva sapendo di mentire. Ascolteremo attentamente gli interventi dei colleghi di maggioranza e speriamo che ci sia da parte vostra veramente un sostegno per questa risoluzione, anche perché dopo ne avremo un'altra che è stata depositata in quest'aula e che è molto importante.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Lo scorso Consiglio, quando abbiamo parlato del Defr, ci siamo lasciati con una considerazione identica per tutti: un documento di programmazione così importante non può essere banalizzato. Penso che questo messaggio lanciato in quest'aula, andando avanti con i giorni e con le settimane, sia stato un bello slogan e nulla più. All'interno di un documento così importante non si parla del futuro delle due più importanti società partecipate che abbiamo in questo momento e di una delle poche che sta creando in questo momento profitto (CVA), e poi veniamo a leggere nella proposta della finanziaria che si intende quotarla in Borsa, dopo che questo passaggio è stato tra l'altro negato, perché ci ricordiamo che un po' di tempo fa era stato detto che una quotazione in Borsa non era allo studio. È stato detto in quest'aula, non c'era nessun passaggio in questo senso e la stessa cosa vale per il Casinò.
Noi del Casinò ne abbiamo più volte parlato in quest'aula e ci siamo confrontati su una vicenda sollecitata da più parti, su una gestione che non dava molti sbocchi o molte possibilità di essere comunque sostenibile e sostenuta. Abbiamo vissuto vari passaggi nelle varie Commissioni, anche con l'Amministratore precedente e con il Consiglio d'amministrazione attuale, e abbiamo chiesto più volte in questi contesti di avere dei documenti che ci dicessero qual era il futuro imprenditoriale di questa azienda. Ci pareva veramente riduttivo che in quell'occasione ci continuassero a dire che la mission di questa società fosse quella di dividersi delle torte o comunque dei mercati in ribasso. Abbiamo sentito di tutto e di più in questa audizione: abbiamo sentito autoproclamazioni, autoincensi, non so come chiamarli, dove ognuno aveva una propria strategia personale. Non sto parlando di lei, Assessore, sto parlando di vari Amministratori che si sono succeduti, ma a lei arriverò, perché chiaramente il responsabile politico di tutto questo non può che essere lei.
Ricostruisco un po' la vicenda per dire che non c'è mai stata una guida politica, non c'è mai stato un input politico su cosa volevamo fare di questa società. L'abbiamo abbandonata al proprio destino e vi abbiamo messo Amministratori più o meno ispirati o più o meno propensi ad autoincensarsi. Per anni abbiamo vissuto su piani di rilancio aziendali che erano il fronte/retro di un A4, cosa che in qualunque società sarebbe stato rigettato dalla parte politica: questo è quello che abbiamo vissuto negli anni. Poi ci siamo trovati di fronte alla scelta di capire se c'era la possibilità anche di salvaguardare dei posti di lavoro. Noi in quell'occasione abbiamo sempre detto che la politica deve andare verso la salvaguardia dei posti di lavoro, però con pari dignità tra i dipendenti pubblici, quelli delle partecipate e dei privati, per cui non ci siamo mai tirati indietro sul fatto che comunque dei percorsi andassero eventualmente rivisti.
Abbiamo poi vissuto una fase in cui abbiamo chiesto di fare chiarezza sugli oltre 100 milioni di investimenti fatti. C'è stato il suo impegno, Assessore, a venire in Commissione ed a portarci i dati che non erano trasmissibili, perché sembrava che andassimo a divulgare chissà quali dati in merito a questi investimenti. Lei è venuto con il management della società, ci ha fatto vedere due fogli in cui venivano indicate le spese sostenute e l'aggiudicatario, ma nessun dato verificabile. Assessore, è così, se vuole glielo riconsegno quel foglio che lei ci ha dato. Noi le abbiamo detto di consultare com'erano state fatte le gare, che metodi erano stati attuati, quali erano eventualmente gli affidamenti, i criteri; lei è però venuto in Commissione con un prospetto - non penso che questo fosse a sua disposizione, chiaramente c'entra anche il management - e ce lo ha illustrato, ma non ha fatto nessun tipo di chiarezza, in nessun caso. Di questi 100 milioni di investimenti 50 sono stati finanziati con mutuo Finaosta, c'è stato un ulteriore mutuo di 10 milioni e ricapitalizzazioni da 60 milioni, anche questi sulla base di un rilancio aziendale fronte/retro di un A4. Noi le abbiamo sempre chiesto di avere documentazione contabile relativa agli investimenti, ai pagamenti eseguiti e agli ordinativi a partire dal 2010, comprensivi di incarichi di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi: mai viste queste cose qui!
A noi fa piacere che sia il Presidente che lei, Assessore, abbiate detto - mi pare due Consigli fa - che eravate disponibili a fare chiarezza su tutto il percorso. Bene, che si faccia questa chiarezza! Però, Assessore - e mi rivolgo a lei - alla luce di quanto è stato esposto su queste ricapitalizzazioni e su questi investimenti che non si capisce che fine abbiano fatto, su questi piani aziendali che non hanno nulla di veramente concreto che fissino il rilancio, le pongo una domanda: se la politica, in questo caso lei, Assessore, sia esente da responsabilità. Lei ha gestito in maniera del tutto personalistica questa cosa, non so se per scelta personale o perché probabilmente il gioco di squadra lo imponeva, a me sinceramente poco importa, perché comunque chi ha risposto, chi ha dato giustificazioni è stato lei, Assessore, come quella - non più tardi di due Consigli fa - di dire che non c'era all'orizzonte alcun tipo di ricapitalizzazione. È davvero difficile poter spiegare alla gente perché in un contesto come questo, che dovrebbe essere la sede della trasparenza o quantomeno della pianificazione del futuro, anche di società in difficoltà economiche come questa - l'ho detto ieri - si abbiano due pesi e due misure.
Le ricordo, Assessore, che quando si parlava di Defr noi abbiamo presentato un documento in cui chiedevamo di aumentare almeno a 101 giornate il discorso degli ex forestali e in quest'aula ci era stato detto che dovevamo verificare se vi erano coperture finanziarie ma che c'era un impegno eventualmente a farlo. Non ho ancora letto il bilancio, può darsi che l'abbiate fatto, me lo auguro, ma quello che conta è il messaggio dato. Noi chiediamo un minimo di rispetto per quella categoria che in questo momento vive con 5/6 mila euro all'anno, perché questo era quanto percepiva con le giornate fatte fino adesso. Ci viene detto che per queste persone c'è da verificare la copertura, magari ci sarà, mi auguro e sono convinto che grazie alla battaglia di qualcuno la copertura ci sarà, arriveremo anche alle 101 giornate, ma il messaggio dato è inaccettabile. Le ricordo, Assessore, che ci sono altri settori in difficoltà: le piccole imprese edili sono passate da 736 nel 2007 a 440 nel 2016 e i dipendenti da 3.800 a 2.130; su quello della forestazione ho già detto prima. Sono categorie che vivono al limite della povertà, ne abbiamo parlato ieri, sono categorie che in questo momento devono sopravvivere con 378 euro al mese e per colpa di chi? Non siamo qui a cercare i colpevoli, però non è ammissibile che ci siano due pesi e due misure. Continuerò a parlare con la prossima iniziativa, perché ho ancora qualcos'altro da dire.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore Perron; ne ha facoltà.
Perron (UV) - Questa discussione anticipa un po' quella che avremmo voluto fare in modo più approfondito durante il bilancio; posso però portare qualche contenuto della scelta fatta e di ciò che è successo.
Mi permetto di fare un passo indietro, a quando quest'aula fece una fotografia (13 novembre 2008) che constatava lo stato di difficoltà nel quale versava la Casa da gioco: c'era un grave calo degli ingressi e delle entrate. Allora, dopo l'acquisto del Billia, come proprietà si disse quanto fosse necessario investire, in una fase di forte difficoltà economica all'inizio della crisi, su uno dei gioielli di questa Regione: investire per avere un nuovo Casinò che potesse essere all'altezza dei tempi, indirizzato alla sua clientela, ma non solo, anche a tutti coloro che frequentano la Valle d'Aosta; per trovare un hotel all'altezza della situazione per i clienti che visitano la Casa da gioco e per tutti coloro che transitano in Valle d'Aosta; per avere un Centro congressi nuovo; per rivedere la capacità del Casinò di portarsi sul mercato del gioco e poter offrire nuovi settori. Questo fu l'input: in un momento di crisi è necessario investire.
Come decolla questo progetto, come parte? Qui c'è una prima anomalia che mi permetto di sottolineare e che quel dibattito non evidenziò: il denaro di quell'investimento, in quella situazione un po' particolare, non lo mise la proprietà, ma la società. Come si è sviluppato l'intervento? Da una parte c'è stata la fase dei lavori, che non ripercorro, nella quale si è conferito alla società il patrimonio; questo ha permesso alla società la ricerca sul mercato di finanziamenti con Finaosta, con CVA e con l'obbligo di doversi rivolgere al sistema bancario. Si è prodotta certamente una situazione anomala rispetto ai normali rapporti tra concedente e proprietario. Se i lavori fossero stati realizzati dall'azionista Regione, la Casino de la Vallée, con la situazione patrimoniale e finanziaria che risulta dai bilanci del 2011, sarebbe riuscita ad operare con risorse proprie - e lo sottolineo - non rendendosi necessario fino ad oggi alcun intervento della Regione. Credo che questo sia un elemento da mettere in evidenza. Gli interventi regionali si sono resi necessari e il conferimento di tutto il patrimonio nella società aveva lo scopo di permettere alla Casino la solidità patrimoniale per progettare gli investimenti, ma anche per accedere ai finanziamenti direttamente sul mercato. La scelta di conferire alla società il patrimonio con l'input di effettuarne la ristrutturazione, e quindi di doverne sostenere i relativi costi, ha avuto degli impatti finanziari pesanti (maggiori costi) sul risultato economico della società. L'aumento degli ammortamenti, che altrimenti non ci sarebbe stato, vale più di 6 milioni di euro all'anno. L'aumento degli oneri finanziari, quindi gli interessi sui mutui che il Casinò si è preso ricorrendo a questo, grava mediamente - ci sono dei picchi di 4 milioni - per 2,5 milioni di euro all'anno. C'è una perdita dovuta allo stralcio dei beni immobili oggetto di demolizione per 20 milioni di euro. Questa contabilità dimostra che i costi sostenuti dal Casino de la Vallée - che nel caso di una gestione diretta del mutuo da parte della Regione, cioè della proprietà, non sarebbero stati imputati a tali perdite - sono complessivamente pari a 50 milioni di euro. Permettetemi quindi di dire un po' grossolanamente che la perdita accumulata finora al netto di tali costi sarebbe di 26 milioni di euro e Casino de la Vallée avrebbe potuto farvi fronte con le riserve di liquidità che ha messo all'inizio dei lavori e che noi oggi riconosciamo nella contabilità.
Oggi non sono qui a magnificare, ma saremmo ad una contabilità pari. Molto serenamente ci torneremo, perché il tempo ora non me lo permette. In legge finanziaria abbiamo ripreso questo ragionamento e lo abbiamo ripreso non per mancanza di rispetto dell'atto principale dell'anno, che è la legge di bilancio. Non è una retromarcia rispetto a quanto avevo detto in aula e non credo di essere stato né in malafede, né di aver avuto atteggiamenti denotanti una mancanza di rispetto nei confronti di questa Assemblea; nel momento in cui si discuteva l'interpellanza ho risposto che Casinò ragionava con i soldi che aveva, ma ho specificato che durante il bilancio avremmo fatto un intervento, avremmo detto come spendevamo i soldi, e anche che non escludevo a priori che da un punto di vista finanziario non saremmo mai tornati sulla "questione Casinò" per tutte le motivazioni esposte, sottolineando l'importanza della Casa da gioco.
Molto semplicemente la norma contenuta nella legge finanziaria non maschera e non nasconde le preoccupazioni, né lo stato di difficoltà in cui - sono il primo a riconoscerlo - opera la Casa da gioco; non maschera la volontà da parte nostra di fare tutto ciò che è possibile per aiutare quell'azienda e per aiutare anche le settecento persone, le settecento famiglie che operano all'interno di questa azienda. Se il Consiglio della Valle d'Aosta mi dice che non è necessario farlo, non lo faccio, ma con tutto l'indotto che questa società ancora produce nonostante le difficoltà, ci siamo molto semplicemente assunti la responsabilità - e mi permetto di aggiungere non piacevole - di farci coraggio e di immaginare un intervento che andasse a codificare da un punto di vista finanziario ciò che era avvenuto.
Coscienti del fatto che oggi il Casinò vive una fase di difficoltà, credo sia anche doveroso da parte nostra non dimenticare mai ciò che il Casinò ha rappresentato per la storia di questa regione, perché io sono andato indietro soltanto fino al 1970, ma se volete sono pronto a dare al Consiglio regionale dei dati in più: dal 1970 al 2015 il Casinò ha versato nelle casse della Regione 1,868 miliardi di euro, cioè 2.600 miliardi di lire e questo è servito nel tempo a finanziare scuole, strade, acquedotti, sanità e tutte le scelte fatte da quest'aula. Oggi, coscienti di questo percorso, ci siamo semplicemente assunti ancora una volta l'onere di intervenire su questa materia. Non nascondendo le difficoltà della gestione attuale, in finanziaria abbiamo anche previsto una modifica alla legge che va nella direzione tracciata dal programma di legislatura con la possibilità, se la maggioranza lo riterrà, di guardare anche a partner privati. C'è un partner interessante come Hard Rock che ha manifestato un interesse: questo semmai dimostra che gli investimenti che abbiamo fatto sulla Casa da gioco hanno prodotto dei risultati e credo lo si possa dire.
Penso che dovremmo valutare con molta attenzione. Dal punto di vista delle procedure si può sempre discutere di più, fare meglio, migliorare la comunicazione - lo riconosco anche sulla mia persona - però per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda abbiamo anche la responsabilità di dover avanzare proposte concrete su settori delicati e su dossier difficili come quello della Casinò, e anche in questo passaggio, con senso di responsabilità, è quello che abbiamo cercato di fare.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Assessore, la proprietà e la società sono la stessa cosa; il fatto che l'investimento l'abbia fatto la società è come se l'avessimo fatto noi.
Veniamo all'ultima dichiarazione che ha fatto: vive una fase di difficoltà. Se si ricorda, sempre in quest'aula, Assessore, io le chiesi se c'era un piano marketing, un qualcosa che andasse incontro alle problematiche della Casino, perché forse lei non lo sa, ma ad ottobre Sanremo ha avuto un incremento del 16,79 percento degli incassi, Campione il 14,50, Venezia il 9,88 e la Casinò ha perso il 20 percento. Se questo dice qualcosa sul momento di difficoltà, a me dice qualcosa anche sul fatto che il management scelto da lei non sta dando nessun risultato, anzi. Penso che questo sia un argomento, così come dovrebbe essere un argomento il fatto che la realtà della situazione - se vogliamo dircelo - non è tanto la questione degli ammortamenti, della scelta se era meglio prenderli in carico alla Regione piuttosto che alla Casino e così via. Il problema grosso del Casinò è che oggi non ci sono clienti, e non ce ne sono perché è talmente gestito male e ci sono talmente tanti errori continui che sta semplicemente affondando. Non c'è neanche più il Titanic, è la nave di Schettino, è già rovesciata su un fianco e non la raddrizziamo più. Lei crede che semplicemente dando degli altri soldi si risolva il problema? Si ricorda quando in quest'aula si discuteva del fatto che la dirigenza doveva andarsene tutta e dovevamo fare un vero cambio di rotta? Non è successo, abbiamo fatto delle operazioni di facciata. È una responsabilità sua, Assessore. Le abbiamo dato del credito e del tempo per cercare di sistemare effettivamente le cose, ma sta andando ancora peggio di prima! Di questo ce ne vogliamo rendere conto, oppure facciamo finta di nulla?
Assessore, lei può raccontarla come vuole sul fatto che il bilancio, visto in un'altra ottica, sarebbe stato in positivo o in pari, allora gli ridiamo i soldi che prima gli abbiamo tolto perché ha fatto un investimento, ma il punto non è questo. Il punto è che lì la gente non ci va più, e la colpa è perché i manager che ci sono non sono capaci. Non c'è tanto altro da dire. Ci è mai andato il martedì o il mercoledì sera al Casinò? Ha visto le sale completamente vuote? Lo sa che il Privé lo aprono e poi lo chiudono solo per dire che l'hanno aperto? Aprono il tavolo, un minuto dopo lo chiudono, così nella lista delle aperture è stato fatto perché sindacalmente bisogna aprirlo, ma non ci va nessuno!
La questione che ha sollevato il collega Chatrian, dei grossi giocatori che vengono esortati ad andare via, è tristemente vera. Il fatto che abbiamo aperto una sala enorme investendo un sacco di soldi e poi la chiudiamo, è anch'esso tristemente vero. Il fatto che c'è la guerra tra chi deve mangiare di più tra i vari settori, anche questa è una cosa vera. E la colpa è sua. Se lei non sa gestire il Casinò la questione non si risolve riempiendolo di soldi in danno a tutti gli altri valdostani, perché sono sempre soldi pubblici e qua ce lo dimentichiamo.
Vede, Assessore, io credo che ad un certo punto debba prendere coscienza del fatto che ci sono sfide che si possono superare e sfide che non si possono superare. Vale per tutti questo: uno prova a fare una cosa, ci mette l'impegno, la forza, la volontà e poi ad un certo punto non ci riesce; succede a tutti nella vita, per tante cose. Allora ad un certo punto uno ammette i propri errori e fa le sue scelte; non c'è niente di male, anzi. È questo quello che chiede questa risoluzione: ho fatto una scelta, ho fatto una prova, l'ho fallita, succede, non c'è niente di male in questo, magari la prossima volta che la faccio sarò migliore, più bravo, mi reinvento da qualche parte e riprovo. Un Presidente americano - l'avete visto e sapete la sua storia - ne ha avuti di alti e bassi, e adesso è Presidente degli Stati Uniti.
È tutta qui la questione, Assessore: non ci sono più clienti che entrano lì dentro. Lei mette un manager che va in giro ad arrabbiarsi se uno si appoggia o ha le mani in tasca, ma i clienti non arrivano. Questa è la soluzione e gli diamo altri 28,6 milioni! Così magari li spenderà per gli stipendi, sennò mandiamo a casa settecento famiglie? Guardi che presto o tardi, se continuiamo così, vanno a casa comunque: o continueremo a dar loro soldi? Tutti gli anni decidiamo 10 milioni, 20 milioni, 15 milioni... assumiamoli tutti in Regione, che aspettiamo? Assumiamoli tutti in Regione, li facciamo diventare tutti dipendenti regionali e il problema è risolto! Se non si è in grado di gestire questa cosa la si lascia!
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Come gruppo abbiamo ascoltato attentamente, Assessore; per quanto riguarda i dati che lei ha fornito partendo dal 1970 e facendo anche un passaggio sul 2008 ne discuteremo in finanziaria.
Ora voglio avviarmi verso un altro ragionamento: lei si è scusato, Assessore, aggiungendo che avremmo potuto discutere maggiormente, ma la cosa grave è che lei non ha mai discusso: ha negato, ha negato e ha omesso, è una questione di metodo! Sa cosa ha detto qualche settimana fa in questo Consiglio? Perché poi la sua non è la risposta ad un'interpellanza o ad un'interrogazione, ma su un atto politico, su una risoluzione in cui c'era un impegno e alla quale lei ha risposto così: "Je crois avoir répondu de façon très claire qu'à ce moment il n'y a à l'étude aucune idée, ni aucune intention de recourir à des financements extraordinaires en plus de ceux qui ont été adressés dans le temps à la Maison de jeu". Poi però continua: "Donc, aujourd'hui la Maison de jeu doit raisonner avec ses disponibilités et ses crédits". E cinque settimane fa: "Voilà la situation à aujourd'hui. Ce qui se passera d'ici deux mois ou quels devront être les choix qu'il faudra faire je ne le sais pas". Questo è quanto detto dal nostro Assessore, con delega alla Casa da gioco, quattro settimane e mezzo fa. Capisce che è imbarazzante da parte nostra? Lei quattro giorni fa ha fatto scaricare un atto che va in tutt'altra direzione. Non voglio neanche entrare nel merito dei conti che ci ha citato adesso. Lei sa meglio di noi perché l'operazione immobiliare non l'ha fatta l'ente pubblico, cioè la proprietà, ma oggi non discutiamo di quello.
Oggi discutiamo sul fatto che nel documento politico lei ha omesso la volontà di caricare 48 milioni sulla finanziaria. Questo è il dato grave riferito a quest'aula, ma soprattutto a tutta la comunità valdostana. È quindi una questione di metodo: la sfida che lei ha accettato qualche anno fa ha fallito. Parlavamo ieri mattina dell'investimento, mi sembra anche insieme al Presidente della Regione, e poi potremmo discuterne ancora. Scusi, Assessore, ma dal punto di vista gestionale mi sembra che la sua sfida sia stata completamente persa, è disastrosa! Siamo fanalino di coda, ma non facciamo la guerra tra poveri, su quello sono sempre d'accordo, non guardiamo se gli altri fanno un pelino meglio, però mi sembra che il nostro trend sia disastroso. Non guardiamo neanche che ci portano via quei quattro clienti che abbiamo, che oltretutto ce li stanno portando via Campione e Sanremo, e io penso che l'Assessore sia a conoscenza. Non so se frequenta Saint-Vincent e Châtillon, ma ce la mettete tutta per non far più tornare quei pochi clienti. L'ultima è di venerdì scorso: un cliente, che voleva passare qualche bella ora e spendere un po' di risorse e divertirsi, è riuscito a giocare in maniera diversa ai francesi e a portare a casa un'ottima vincita senza farsi "fregare" dal management del Casino de la Vallée, che questa volta non gli ha fatto neanche abbassare i massimi. È riuscito ad aggirare, come per dire: non siamo scarsi, di più!
Lei ci ha citato il 1970 e l'11 novembre 2008, quando si è deciso il percorso, ma cosa c'entra? Quattro settimane fa lei ha negato, ci ha detto che non si mettono risorse, e due settimane fa l'ha omesso completamente nel documento politico. Questa è una questione di credibilità nella sua persona e soprattutto nella delega che qualcuno le ha dato. Questo è il dato politico di questo momento e quanto volevo aggiungere dopo aver ascoltato attentamente.
La discussione non è imperniata sul fatto che doveva essere la proprietà a mettere le risorse, che ci conveniva, che potevamo essere più rapidi, perché tante volte ne abbiamo parlato in questo Consiglio, ma non è mica questa la discussione! Se voleva portarci fuori tema ci ha provato, ma non ci è riuscito. Il tema è un altro, collega Perron: lei ha fallito. La sua sfida purtroppo non è andata nella direzione giusta e invece di cercare magari anche un aiuto da questo Consiglio ha voluto nascondere l'articolo 19. Questo non va bene, la comunità valdostana non lo capisce, è una questione di metodo. Non so nemmeno se è lei ad aver scritto l'articolo 19 - questa però è un'altra questione - ma se non è lei che l'ha scritto, anche se ha la delega alla Casa da gioco, il problema è ancora un altro. Lo dica, ci illustri, soprattutto illumini la comunità valdostana: non è cosa mia l'articolo 19, ma di altri. Noi prenderemo atto e faremo le dovute valutazioni se l'articolo 19 non è cosa sua, ora è questa la questione.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Assessore, ho ascoltato la sua ricostruzione storica, ricostruzione che francamente penso potrà eventualmente riguardare quando discuteremo del bilancio ed entreremo nel merito del perché la scelta è stata fatta fare alla società e non alla proprietà, perché qualcosa in merito ci sarà da dire: dall'Iva alle imposte anticipate che vengono iscritte a bilancio. Ce ne saranno di argomenti da toccare sul perché della scelta, ma non è l'argomento di questa risoluzione.
Ho ascoltato quanto ha detto e quello che non mi convince di questa sua ricostruzione è il fatto che lei, non più tardi del 22 settembre, ci diceva in quest'aula: "Ad oggi non è prevista da parte della proprietà alcuna azione straordinaria a supporto di nuovi aiuti economici; non ci sono allo studio ricapitalizzazioni; il Casinò ragiona con i budget che ha a disposizione". Questo messaggio l'ha lanciato il 22 settembre 2016 a questo Consiglio, ma anche ai cittadini in generale. Ora, il non vedere all'interno del Documento di economia e finanza (Defr) alcun passaggio in merito a questo e poi trovarci in finanziaria il famoso articolo 19... come diceva prima il collega Chatrian, non sappiamo chi è l'artefice dell'articolo 19, ma comunque chi ci ha messo la faccia è lei, Assessore. Prima dice che non è necessario, poi lo propone all'interno del documento finanziario di cui è responsabile, qualcosa non torna! È un discorso di credibilità, come si diceva prima, per quest'aula, per noi, ma io penso anche per i suoi colleghi di maggioranza.
Faccio due riflessioni su due aspetti che lei ha toccato. Lei dice che gli investimenti hanno prodotto risultati; abbia pazienza, Assessore, ma questi investimenti hanno portato risultati chiaramente negativi. Lei non ci ha mai spiegato perché un intervento costoso come quello sulla Sala Evolution adesso ha portato alla chiusura della stessa ed è in gara per chi vuole gestire questa parte. Lei non ha mai voluto toccare neanche minimamente un aspetto per noi fondamentale: riconoscere un'azione di responsabilità su chi aveva fatto queste scelte. Nessuno nega la necessità di fare investimenti, ma perché farne da 100 milioni? Perché costruire sale che poi vengono chiuse? Perché costruire ambienti se poi, andando a leggere sul sito della Casino, c'è un elenco di immobili che sono a disposizione di chi vuole eventualmente affittare? Questa è la situazione in cui ci troviamo ora. Mi preoccupa anche il fatto che lei, in quanto referente politico di questa società, dica che gli investimenti sono produttivi.
Tocco un ultimo aspetto per essere chiari, perché non voglio alcun tipo di equivoco. Lei dice: come non aiutare settecento famiglie? Nessuno ha negato che questi abbiano pari dignità, ma ribadisco per l'ennesima volta: la pari dignità deve esserci per il pubblico, per il privato e per le partecipate. Non possiamo sistemare gli affari di qualcuno e poi alla fine, se mai rimarrà qualcosa, andar eventualmente a toccare altri settori, perché queste settecento famiglie hanno la stessa pari dignità di quelle che in questo momento hanno perso il lavoro nell'edilizia, nella forestale, nei servizi sociali e chi più ne ha, più ne metta. Per noi questo è inaccettabile. Non so che tipo di valutazione ha fatto, ma di certo doveva avere un po' più di linearità e sincerità in questo Consiglio, informare su qual era la situazione e poi, se le risorse sono probabilmente scarse o comunque in diminuzione, fare un ragionamento complessivo: non possiamo avere dei settori che sono fuori dalle regole, anche perché negli anni sono stati comunque mantenuti e ricapitalizzati. Non so - lo chiedono a noi, ma lo chiederanno anche a voi, probabilmente più a voi che a noi - qual è la logica con cui si è ricapitalizzato in questi anni. È molto facile gestire delle società in cui io spendo e spando, faccio investimenti di 100 milioni, sapendo che se creo comunque dei disavanzi di gestione poi vengono coperti con la ricapitalizzazione. Questo è quello che è successo e che stanno dicendo gli operatori che in zona hanno fatto investimenti, hanno dovuto mettere garanzie non regionali per gli investimenti, soprattutto che devono fare il conto con il pagamento di quote di ammortamento e di interessi, e magari alla fine devono comunque avere i conti in pari perché sennò magari qualcuno porta loro via pure l'immobile. Qui non è così, questi possono permettersi di indebitarsi, avanti, tanto poi sanno che comunque alla fine c'è un bilancio che prevede ammortamenti, perdite di esercizio e quant'altro, e alla fine c'è qualcuno che ci pensa con la ricapitalizzazione a fronte di "nessun piano aziendale credibile". Queste sono le conclusioni.
Sulle ricostruzioni storiche può avere anche ragione, non voglio nemmeno entrare nel merito, non è oggetto di questa risoluzione. Oggi stiamo discutendo sul fatto che lei ha detto delle cose e non è stato trasparente nell'inserire nel Defr un provvedimento così importante. Aggiungo anche il discorso della CVA, perché comunque quello andava quantomeno spiegato prima di lanciare sul mercato una sua quotazione in Borsa, CVA che - ci tengo a sottolineare - in questo momento è un po' la gallina dalle uova d'oro, l'unica che ci è rimasta. Spennata anche questa, abbiamo spennato il discorso delle prospettive dei valdostani.
Presidente - Non ci sono altre richieste, possiamo mettere in votazione? Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) -Ai sensi dell'articolo 71 del Regolamento, comma 3, chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Presidente - Per richiedere tale votazione i Consiglieri devono essere cinque. Chiede la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Non devono essere cinque i Consiglieri, perché le votazioni sulle deliberazioni concernenti persone si effettuano a scrutinio segreto. Abbiamo scritto una risoluzione in cui si parla chiaramente di persone ed ho citato il comma 3, non il comma 1.
Presidente - La risoluzione è un atto politico, si applica il comma 1. Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Posso fare la dichiarazione di voto o siamo già oltre, Presidente?
Presidente - Può ancora fare la dichiarazione di voto, il Consigliere Cognetta ha solo chiesto la votazione a scrutinio segreto.
Chatrian (ALPE) - Avevo capito che erano terminate le dichiarazioni di voto. Chiedo anch'io il voto segreto, a nome del gruppo ALPE, del Gruppo Misto e del collega del Movimento Cinque Stelle.
Presidente - È concessa la votazione segreta, è fattibile. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - La discussione legata a questa proposta presentata riguarda la valutazione su alcuni episodi che si riferiscono ad affermazioni ed a quello che è stato fatto in particolare dall'Assessore Perron in merito al problema del Casinò.
La problematica sollevata da parte dei colleghi è relativa al fatto che l'Assessore non ha detto la verità e non ha inserito determinati argomenti nell'ambito del Defr, perché si è detto di non entrare per il momento nella discussione sul Casinò poiché verrà fatto in altra sede. A proposito della famosa questione più volte ripetuta qui, per la quale l'Assessore ha detto che non ci saranno ricapitalizzazioni, ma: "Pour ce qui est de la Maison de jeu, on fait référence à sa disponibilité et à ses crédits", voglio solo dire che noi qui stiamo parlando esattamente di credito della Casa da gioco. Questo è un credito della Casa da gioco di 28,6 milioni di euro, e ci risulta difficile riuscire a far passare questo messaggio, per cui tutto si ingarbuglia con il resto della finanziaria, argomento che invece verrà trattato fra pochi giorni, ma oggi noi lo mescoliamo. È un credito che la Casa da gioco aveva nei confronti della Regione, in quanto ha sostenuto questo investimento con quei fondi, e questo è inequivocabile.
Detto questo, l'altro punto, l'inserire nel Defr il problema della CVA e quello di questo credito, non andava nell'ambito degli indirizzi, non era un indirizzo perché non si trattava di evidenziare l'indirizzo del credito, l'avevamo già detto, specificato e fornito come prova in quest'aula. Quante volte abbiamo detto di fare il punto sugli investimenti, sul come e sul perché noi avevamo affidato i 20 milioni! Non erano un regalo alla Casino, l'abbiamo detto specificando che avremmo fatto questa "operazione verità", che non è solo legata ai numeri e al credito, ma anche al problema nel suo insieme, perché è giusto che sia fatta. Su questi elementi non credo si possa immaginare che qui qualcuno abbia voluto nascondere qualcosa, perché non c'è niente da nascondere. Cosa c'era da nascondere? È stato detto che da parte della Giunta ci sia stata più attenzione verso i singoli settori che non su tale aspetto, lo capisco, però questo è stato presentato e approvato. Noi siamo qui a dire che sicuramente su questo si poteva fare meglio ed essere molto più espliciti, ma non che non ci sia più la fiducia nell'Assessore. Ora, riprendendo quanto è stato fatto dal Governo, credo sia corretto dire che le decisioni - poi si può fare bene o male - si sono prese insieme; quando ci sono state delle valutazioni, quando l'Assessore ha citato le aperture fatte, che si ritrovano puntualmente nella legge, ed ha parlato dell'apertura ad un'eventuale presenza dei privati, è stato detto in modo chiarissimo.
Credo che certe situazioni possano essere sicuramente impostate e chiarite meglio, ma su questo tema ci ritorneremo a breve, quindi non mi dilungo troppo. Dico solo che noi riteniamo che non ci siano nemmeno gli elementi per affrontare questa problematica, quindi noi voteremo contro questa risoluzione.
Presidente - Possiamo aprire la votazione segreta. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti : 33
Favorevoli: 15
Contrari: 18
Il Consiglio non approva.
